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giovedì, luglio 31, 2003 ARRIDATECE PIGNA Non è più la stessa cosa, e siamo tutti d'accordo. Nessuno si strugge più per "Tutto il calcio", nessuno ucciderebbe più la moglie per "90° minuto". C'è calcio dal mattino alla sera, tutti i santi giorni, in tutte le salse, a tutti i livelli. Così quando arrivi alla "Domenica sportiva", la gloriosa "Domenica sportiva", hai già visto tutto. Da giorni, mesi, anni non c'è più quel certo calcio e di conseguenza non c'è più la "Domenica sportiva" necessaria, totale, assoluta, quella di Tortora, Pigna, Dezan, Ciotti. E' solo un programma con un nome che mette ancora un brividino, ma solo quello. Arriva da stagioni pallidissime, anche perchè su Italia 1 hanno avuto un'idea semplice semplice, quella di mettere su un teatrino, servizi veloci, conversazioni molto ironiche, un Mughini qua, un Abatantuono là, una figa ospite fissa, qualcuno sempre pronto a buttarla in vacca. Guardo Controcampo ormai da anni, e la "Ds" no, basta, più. Credo che come me abbiano fatto in tanti. E allora la Rai, con tre-quattro annetti di ritardo, annuncia di correre ai ripari, preparando la controffensiva. Toglie Maffei a "90°" e ci mette una donna raccomandatissima, la Paola Ferrari in Debenedetti. Mossa ininfluente, "90°" potrebbe condurlo anche mia zia che mezza Italia è comunque lì a vedere i gol. Vabbe'. Maffei lo mandano alla "Domenica sportiva", gli danno il copione e lui dice: no grazie, la guardo da casa. Dici: che pirla. Poi ti informi e dici: e tte credo. Il cast della "Ds" è così composto: Bisteccone Galeazzi (simpatico, gli voglio bene, spero che non muoia in diretta, pesa troppo, ansima, non si capisce quando parla) alla conduzione, Massimo Giletti e Zibì Boniek opinionisti. Boniek è di una noiosità mortale. Resta Giletti. Juventino, tra l'altro. La sua immagine in panchina a fianco di Lippi il giorno dello scudetto bianconero è ancora impressa nella mia fragile psiche interista. Giletti in panchina, ma andate a cagare. Ma che cazzo c'entra Giletti? Cosa ha da insegnarmi Giletti? Quali analisi tecniche farà mai Giletti? Pare ci saranno anche un paio di fighe volute dal Bistecca. Bene, grande idea, la figa. Manca solo che sul Radiocorriere Tv facciano scrivere: ore 22,30, "Domenica sportiva", NON GUARDATELA, E' MEGLIO, RICORDATELA COM'ERA.
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22:32
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IL CULO E' MIO E LO GESTISCO IO Ribellatevi, donne. E' ovvio che il beach volley è stato creato solo ed esclusivamente per fotografare culi atletici. Ho cercato su Google foto di donne riprese frontalmente mentre giocano a beach volley. Non ce ne sono. Solo culi. Culi che alzano, culi che schiacciano, culi che si tuffano, culi che chiamano schemi. Al centesimo culo mi sono detto: e basta, che cazzo. Se la federazione mondiale imponesse il burka, del beach volley non gliene fregherebbe più un tubo a nessuno. Ora cerco su Google "cessi", per tornare alla dura realtà.
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14:45
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AGOSTO 2063 (IO E LA GEISHA) Lei: saranno 60 anni che te lo chiedo. Ci verresti con me all'Asl? Io: uff, mi arrendo. Ti passo a prendere con il sidecar tra un quarto d'ora.
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10:40
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mercoledì, luglio 30, 2003 PRESSING Lei: non conoscevo questa zona, è bellissima. Io: ma come? ci sono foto storiche bellissime, erano lo scenario delle passeggiate di quel famoso monsignore scrittore poeta eccetera. Lei: ah, allora la conosci. Io: beh, sì. Lei: mi ci porti? Io: ma non ci sei stata stamattina? Lei: sì, ma ci voglio tornare così mi racconti. Chissà com'è suggestivo la sera. Io: (silenzio) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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18:12
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TOCCHIAMOCI I COGLIONI Esempi pulp di calcolo delle probabilità presi da qui
Ne aggiungo una presa da qui: Possibilità di vincere finalmente uno scudetto: Una su un milione. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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15:03
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12:46
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MISTERI DEL SESSO (città del Nord, poco fa) Scarsi rumori di fondo. Marmitte di moto. Voci, risate. Poche finestre illuminate. Echi estivi di televisori accesi. E comunque coperti dallo scroscio dell'innaffiatoio. Al quarto piano, in boxer e maglietta del Barcellona, disseto la mia piantagione di gerani, pomodori, peperoncini ed erbe aromatiche. Il silenzio, il buio, il quasi-fresco mi rilassano. Anche il rumore dell'acqua che cade nei vasi mi rilassa. Buio pesto, innaffio, ascolto lo scroscio e con la faccia cerco un po' d'aria, la poca che c'è. Di solito mi estranio, non penso a nulla se non a prendere la mira nel buio e non inzaccherarmi i Birkenstock. Stavolta, però, gli eventi mi costringono a tendere l'orecchio. Intervallato dal nulla sento qualche suono gutturale, un sospiro, una moina. C'è qualcuno che tromba. 'spetta 'spetta. Resto lì a captare. Lunghi secondi di silenzio. Penso di essermi sbagliato. Poi arriva il gemito. Cerco di localizzare esattamente la zona del coito. Con il sestante fisso un punto. Seguo il guaito femminile (l'uomo tace). Ecco, lo seguo, credo di aver capito. Direi secondo piano, finestra sul vicoletto stretto che amplifica la ciulata. Dolby sorround. Passi per strada, solito uomo con cane, uno che fuma e l'altro che caga. Vanno via veloce, per fortuna. Audio! No. Cala il silenzio. Avranno finito. Poi no, un sospirone. E subito dopo l'apoteosi. Lui continua a non palesarsi vocalmente, lei invece è un mezzosoprano con la teatralità ciulistica di Moana. A un certo punto grida: "SIIIII', MI PIACE". Poi più niente, il silenzio. Indugio, ma inutilmente. Lo spettacolo è finito. Analizzo l'accaduto. La femmina ha ululato di piacere, e fin qui tutto bene. Ma perchè, mi chiedo, perchè specificare "mi piace"? Cosa le avrà mai fatto, quell'uomo silente, quel divo del muto, perchè lei, venendo imperiosamente, in un momento di per sè liberatorio, si sia sentita in dovere di specificare "mi piace"? Cosa cazzo le ha fatto? Le avrà disegnato su un notes il 4-4-2 di Cuper mentre la penetrava da tergo? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, luglio 29, 2003 PROBLEMI RISOLVIBILI Aspetta aspetta aspetta, fammi capire. Praticamente Fadiga ha una cardiopatia virale. Mai sentita 'sta cosa. Comunque si può curare. L'Inter gli aveva fatto gli esami durante la fase acuta del virus, pensa la sfiga. Ora dicono che gli concederanno l'idoneità ogni tre mesi, una specie di tagliando. Un virus. Maddai, Ditemi di cosa si era fatto prima dell'elettrocardiogramma. Ne voglio una dose anch'io. Poi, bello carico, potrei anche affrontare una nuova telefonata della geisha, con esiti imprevedibili. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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22:21
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LA SCHIENA DI COCO Stasera Coco non giocherà contro lo Stoccarda. Ha il mal di schiena ed è tornato a Milano. Machecazzo: ha ancora il mal di schiena? E' un anno che ha il mal di schiena. Finitelo con un revolver. Nelle foto Settore-Ansa, alcune fasi dell'allenamento differenziato per la prevenzione della lombalgia a cui Coco si è diligentemente dedicato per tutta l'estate. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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14:20
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ESTERNI, CHE FADIGA Ecco, lo sapevo. Somatizzo. Non è nemmeno agosto e somatizzo di brutto. Non dovrei mai leggere la pagina di calciomercato della Gazza prima di andare a letto, la notte, con panino e birra sullo stomaco. E invece ci ricasco ogni volta. Stamattina mi sono svegliato di soprassalto con un brutto pensiero: "Cazzo, non abbiamo un esterno sinistro". Sono andato in bagno e davanti allo specchio ho cercato di tranquillizzarmi: "Calmati, non ne abbiamo mai avuto uno vero negli ultimi dieci, quindici anni. Ti devi angosciare proprio adesso?" Eppure ho letto e riletto l'organico: abbiamo trenta giuocatori e non un esterno sinistro vero. L'Olandese a sinistra ci gioca eccome, ma è destro: somatizzo, lo vedo arrivare in fondo, fermarsi, cambiare piede e crossare di destro. Sto male. Il Brasiliano uguale: a sinistra ci può anche giocare, ma è destro. Il Senegalese è sinistro, ma è dannatamente cardiopatico e adesso chissà dov'è. Avevamo un Portoghese, ma giustamente lo abbiamo rispedito in Portogallo: era scarso e guadagnava come due boiardi di Stato messi assieme. E comunque era destro. Mi sono svegliato con il batticuore e non mi passa. Siamo ancora un volta senza un esterno sinistro, almeno uno. Io non me la sento di affrontare un'altra stagione così, di vedere quel vuoto in campo, di vivere di ricordi, di tirare madonne. Sto male. Branca, cazzo, Branca, dov'è Branca? Oriali, Lele, brutta merda, dove sei, al mare? E tu, Hector: leggo che sei sereno. Com'è 'sta storia? Siete tutti sereni tranne me? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, luglio 28, 2003 TOKIO DECADENCE (Telefonata normale, cordiale, formale - le rime non erano volute - nel primo pomeriggio, ovvero nella mia fase post-prandiale e pre-giramento di cazzo. Per dire che sono vulnerabile. Lei però è molto professionale. Nessun cedimento. Io che penso: toh, che stile, potrebbe infierire, prendermi per il culo, infilare un dito dritto nella piaga, invece niente. Bene bene. Telefonata normalissima, direi. Clima normalissimo. Fino all'epilogo). Io: occhei, tutto a posto. allora ciao. Lei: ciao... ah, scusa! Io: sì? Lei: no, scusa, volevo dirti... Io: sì? Lei: ... che l'offerta è sempre valida. Io: (diobono) cioè? Lei: massì dai. ti devi rilassare. Io: ah! Lei: massì. ti ritagli un'ora e vieni qui. Io: (deglutizione) eheheheh, sì no, sei simpatica. Lei: simpatica? uhm... ciao ciao. Io: ciao. (diobono) vabbe'. al telefono resisto bene, sono un muro di gomma. finchè non mi si sdraia davanti alla macchina vado avanti così. poi si vedrà. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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22:53
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Sii paziente (ok), sii paziente (ci mancherebbe), sii paziente (beh, ovvio), sii paziente (sì), sii paziente (.......see), sii paziente (uffa), sii paziente (ancora?) SII PAZIENTE UN CAZZO! Avevo un sacco di cose da dire, ma adesso non ho tempo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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20:24
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domenica, luglio 27, 2003 WALKIN' ON THE MOON Mi vesto. Polo rosso carminio della Cadillac con colletto e bordini bianconeri, frutto di una proficua marchetta professionale; bermuda chiari, quasi bianchi, molto Chicco Testa a Capalbio; calzettoni della Champion abbassati alle caviglie come Mariolino Corso; scarpe da tennis praticamente nuove. Esco. Lancio un'Offerta pubblica di passeggiata: adesioni al 50 per cento. Mi reco quindi all'esterno con una bambina alta 1,42 e con un topo-cane basso 20 centimetri, pelo ruvido, "ma guardaaa che cariiiiiiiino, che razza èèèèèèèèèèèèèè?". Si tolga signora, è iniziata la passeggiata. La pantegana col pedigree ha le zampe rasoterra ma le mulina forte. Il guinzaglio è perennemente teso. Lascio il comando alla bambina, in costante posa da discobolo. Alla prima vetrina noto la rassomiglianza della mia polo con la maglia del Manchester e tiro su il colletto come Cantona. Vado al fiume in secca. Paesaggio lunare, se non fosse per gli ombrelloni sparsi e i bagnanti abusivi, oltre che eccessivamente contenti della loro condizione. Non si muove foglia. Afa, il sole picchia. Armstrong, Aldrin e topocane Collins allunano all'una, appunto. Là dove c'era l'acqua adesso c'è (molta ghiaia). La pantegana è rabdomante e cerca il fiume, indi si sdraia nel fango e si tinge di un verdognolo Lacoste, ma molto più puzzoso. Ho fame, ho sete. Rapida consultazione: tutti hanno fame e sete, ritengo anche il ratto al guinzaglio. Si torna a casa. Topocane, guinzaglio, Cantona e mocciosetta nell'ordine passano lo striscione. La pantegana finisce dritta a fare la doccia. Io intanto mi sto già esibendo ai fornelli: penne pomodoro e basilico, armeggio che sembro Pepe Carvalho. Metà della domenica se n'è già andata con discreta soddisfazione. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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18:54
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MERDE IMPUNITE (...) Domenica 13 gennaio 1980. Ricordo come fosse ieri, allo stadio Comunale imbiancato di neve caduta nella notte. Io ero destinato alla panchina, quando uscii dallo spogliatoio incrociai Trapattoni: gli raccomandai il rispetto degli accordi e lui mi disse che potevamo stare tranquilli (con Trapattoni avevo giocato nel Milan e nel Varese, sapevo che era una persona seria). I miei compagni nel sottopassaggio fecero lo stesso con alcuni giocatori juventini (che qul giorno erano Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Gentile, Brio, Scirea, Causio, Prandelli, Bettega, Tavola e Marocchino), gli dissero che avevamo scommesso sul pari e uno di loro rispose: "Noi oggi non abbiamo scommesso, il colpo l'abbiamo già fatto due domeniche fa con l'Ascoli". Quando si concordavano i pareggi si puntava allo 0-0, proprio per evitare di trovarsi in situazioni imbarazzanti o che il risultato ci potesse sfuggire di mano. (...) Nella ripresa il nostro portiere Zinetti, totalmente deconcentrato, ne combinò una grossa: su innocente cross di Causio si impaperò e il pallone gli scivolò in rete. In campo l'imbarazzo fu generale. Causio, più dispiaciuto che contento per il gol, si avvicinò alla panchina e discusse con Trapattoni. Perani preoccupato mi fece entrare in campo. Cominciammo a sospettare che alcuni giocatori della Juve non volessero più rispettare l'accordo e che, già che c'erano, puntassero a vincere la partita. La tensione in campo divenne alta, noi insultavamo gli juventini, che tacevano imbarazzati. A un certo punto Bettega ci disse: "Calmatevi, la responsabilità di farvi fare un gol me la prendo io". Meno di un quarto d'ora e la situazione venne risolta: Brio ci regalò un bell'autogol. Tutto a posto, tutti contenti. Tutti meno il pubblico, che a fine gara ci salutò con bordate di fischi e palle di neve. (...) In serata partii con la mia Jaguar per Roma: dovevo incassare i 50 milioni da Cruciani. Carlo Petrini, "Nel fango del dio pallone", Kaos Edizioni, 2000.
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sabato, luglio 26, 2003 MOMENTI RARI
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22:20
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GRANDI UMORISTI (calcio&gnocca/3) "Senta Cosmi, ma se Gaucci le compra davvero una calciatrice donna a gennaio, lei come la farà giocare?" "Beh, adotteremo il 90-60-90" (dalla Gazza di oggi) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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13:03
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COSTRUZIONI Può anche darsi che abitare dietro l'Università abbia i suoi vantaggi, non lo discuto. Il problema è che saranno due o tre anni che stanno ristrutturando. La residenza San Tommaso (ex convento, ex caserma, ora moderna sede di un paio di facoltà contenute in uno storico palazzone bello e fatiscente) brulica abitualmente di futuri economisti e di muratori bergamaschi. Il problema sono i muratori bergamaschi. Quello con la voce più potente lavora a 50 metri in linea d'aria dal mio cuscino. Per hobby o fa il baritono o fa lo Yeti, non saprei. Per carità, vita di merda. Credo inizino a lavorare alle sette, sette e mezza. Anche se è sabato, come oggi. Immagino che partano da Bergamo quando è ancora buio, inscatolati in comodi Ducato. Quando arrivano salgono sulle impalcature in me che non si dica. A laurà, fioei. San Tommaso brulica e si anima di voci. Anzi, vocione. Io non uso più la sveglia. Prima o poi il mio amico lancerà il suo primo urlo, chiedendo a non so chi acqua, mattoni, calce, scalpello, bisturi, sigaretta, Le Ore Mese, coca cola, svegliandomi dolcemente. La mia Oregon Scientific, umiliata nel suo bip-bip-bip-bip, giace inutilizzata. Oggi, per esempio, l'Uomo delle Valli si è esibito in uno sgolamento animalesco, belluino, un qualcosa di squisitamente disumano. UUUUUOOOOOOOOOAAAAAAAAAA. Quando urla non si distinguono le consonanti. Penso abbia detto "Pota!". Magari dandosi una martellata sul pollice, cosa che mi regala una sottile sensazione di rivincita.
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CALCIO E GNOCCA/2 (...) Ricordo con tanta nostalgia la primavera del '66, durante il torneo di preparazione del Campionato europeo juniores che si sarebbe giocato a maggio. Noi azzurrini eravamo in ritiro in un albergo di Torino. Un pomeriggio vedemmo arrivare all'albergo una figa stellare - mora, occhi verdi, alta, un corpo da togliere il fiato - al volante di un Maggiolone cabriolet. Noi cominciammo a girarle intorno, riuscimmo a conoscerla. Lei ci disse che stava andando ad Aosta, dove l'indomani si sarebbe sposata, e che avrebbe passato la notte in albergo. La sera tardi salimmo tutti nella sua stanza, eravamo 8 o 9, bussammo. Ci fece scopare tutti, uno alla volta, mentre gli altri aspettavano il loro turno fuori dalla porta in gruppo come alla fermata del tram. Senza preservativo, via uno dietro l'altro, 5-10 minuti a testa. Sentivamo i gemiti di lei che godeva, i pantaloni delle nostre tute erano tutti gonfi. Quando arrivò il mio turno lei era bagnata fradicia, e questo mi eccitò ancora di più. Dopo ci radunammo tutti in una stanza a raccontarci a bassa voce i dettagli. La mattina dopo la vedemmo, bella come il sole, rimontare sul suo Maggiolone e correre incontro al suo maritino. Il torneo europeo, battezzato dalla promessa sposa che ci aveva scaldati durante il ritiro, andò a meraviglia. Segnai 5 gol, capocannoniere del torneo, e mi guadagnai la fascia di capitano. La finale con la Russia, a Belgrado, finì 0 a 0, così vincemmo il titolo europeo ex-aequo. Ero diventato campioncino d'Europa. (...) Carlo Petrini, "Nel fango del dio pallone", Kaos edizioni, 2000.
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00:46
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venerdì, luglio 25, 2003 PIU' SANI PIU' BELLI Ieri un mio amico si è ustionato facendo un lettino. Tra l'altro non pensavo fosse così narciso. Vabbe'. Il problema è che ora ha il torace di un bel colore bordeaux, come se si fosse addormentato dentro un forno a legna. Lui si vergognerebbe tantissimo a chiedere aiuto. Io gli ho consigliato la camera iperbarica, ma dice che ha troppo da fare. Conoscete qualche rimedio classico o anche non tradizionale? C'è un dermatologo in sala? O un vigile del fuoco?
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14:58
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FURBASTRI Premessa: i film di Tarantino io li vado a vedere, punto. Come per il fratelli Cohen, Scorsese, Kubrick (finchè c'è stato) e qualcun altro sparso. Li vado a vedere a prescindere. Avevo letto che "Kill Bill", il prossimo, partorito come al solito dopo lunga attesa, sarebbe uscito in due parti. Evabbe', per Quentin questo e altro. Ho letto invece poco fa che la durata complessiva di "Kill Bill" è di tre ore, e uscirà in due parti di 90 minuti ciascuno. Due parti da 90 minuti? E che roba è? Poi ho visto che a) il produttore è Miramax b) il film, girato per tre quarti in Cina e con scene pulp-kolossal, è costato una cifra. Ed ho capito tutto. Loro dicono: Tarantino non ha voluto tagliare. Io dico: vabbè, come se non fosse mai uscito un film di tre ore. In pratica 'sti americani erano davanti a un bivio: facciamo pagare il biglietto 14 euro e incassiamo il doppio, o dividiamo in due il film, lo facciamo uscire a distanza di tre mesi e incassiamo il doppio? Hanno scelto la seconda. Incasseranno il doppio. (Comunque siete delle merde). Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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14:40
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CALCIO E GNOCCA Ieri mi sono occupato soprattutto di baci. Di conseguenza ho trascurato il calcio e anche un po' la gnocca, gli argomenti che di solito mi stanno più a cuore. Però parlare di baci mi ha fatto bene allo spirito. Ho cercato una foto che contenesse tutte e tre le cose, e l'ho trovata.
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giovedì, luglio 24, 2003 PENSIERACCI Mentre percorrevo in automobile quei 70-75 chilometri complessivi da e per la mia libreria di fiducia, ripensavo a tutto ciò che è accaduto oggi. I diecimila, il bacio eccetera. E l'euforia per il traguardo raggiunto è stata presto adombrata dall'affastellarsi di alcuni pensieri scabrosi, che vado ad elencare in ordine logico. 1) se anche l'Anonimo esigesse da me il pagamento del premio, cioè un bacio alla francese, cercherei di glissare. Mi sono passate per la mente immagini turpi. Tipo: due labbrone che pungono per la barba che c'è intorno, una linguona ruvida, un alito da aglio e olio, un trionfo di tartaro. Terrificante. Se fossi frocio sarei anche casto, probabilmente. Mi abbonerei a qualche rivista di uomini nudi e via andare. Baci no. 2) se baciare un uomo è così sgradevole, come fanno le donne a baciare un uomo? E' terribile: il labbrone, il barbone, il linguone. Poi mi rassereno pensando che sono millenni che uomini e donne si baciano tra di loro e non si è mai lamentato pubblicamente nessuno. O almeno non ha mai posto la questione in termini ultimativi e generali. Ci si bacia sempre alla grande. I più fortunati poi trombano. Per la trombata vale lo stesso discorso del bacio. Non voglio andare contro la Storia. 3) come è possibile che nessuna delle mie blog-sodali non abbia cercato in tutti i modi - a parte una, certo, quella che bacerò un giorno a prescindere dalla cifra - di essere la decimillesima visitatrice e di venire così ammessa ad avviluppare la sua lingua con la mia in un trionfo di saliva? Mi immaginavo donne che baravano, donne che speravano in un repechage, donne che facevano causa al Tar, donne che chiedevano la prova tv. E invece niente. Eppure, cazzo, io sono un bell'uomo. Sono alto, ho tanti capelli, ho molta classe, sono brillante. E bacio da dio. Com'è 'sta cosa? Perchè non mi volete baciare? Perchè? PERCHE'? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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23:03
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IL PREZZO DEL SUCCESSO Anonimo, una proposta: resta anonimo, ti prego, oppure ripieghiamo su una Dreher. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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14:35
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MOMENTI IMPORTANTI DA CONDIVIDERE Oggi è un gran giorno. Secondo uno studio Abacus-Moratti che mi è appena stato recapitato, prima della metà del pomeriggio supererò il traguardo dei 10mila contatti. Sono in fibrillazione. Durante il temporalone di stanotte avevo studiato una tattica ricca di sagacia: siccome continuavano a sbattere le finestre e non riuscivo a dormire, pensavo di alzarmi, collegarmi e premere F5 fino all'orgasmo. Poi mi sono detto: no, questo traguardo è da condividere. E lo condividerò: il 10millesimo visitatore (confido sia una visitatrice, essendo io pervicacemente eterosessuale) vincerà un bacio alla francese. Sono disposto a viaggiare per recapitare questo premio umido ma ricco di significato. Vi invidio: bacio così bene che mi bacerei da solo. Ora non so se questa mia iniziativa bloccherà per sempre il counter o darà uno stimolo decisivo al traguardo. Non lo so. Intanto per ingannare il tempo comincio a fare i gargarismi.
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mercoledì, luglio 23, 2003 UN DISCO PER L'ESTATE (Ellamadonna, è il caso di alzare così il volume?). "Buongiorno, un cono da due euro". "Come scusi?" Chihuahua! "Un co-no da due (2) euro!" "Ah, occhei, che gusti?" Chihuahua! "Crema e cioccolato" "Malaga?" ooooooooh Chihuahua! "Cre-ma" "Crema occhei. E?" Chihuahua! "Cioc-co-la-to" "Cioccolato. E?" Chihuahua! "E basta" "Pesca?" ooooooooh Chihuahua! "No no no, va bene così" (dammi 'sto gelato, troia. E se c'è un dio, vorrei che mi trasformasse in Pacciani per trenta secondi, quanto basta per strangolarti e poi deflorarti con un tralcio di vite). Chihuahua! "azzie, 'vederci" "ta-ratta-tatà, Chihuahua! 'derci" ooooooooh Chihuahua! (mavacagare) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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18:25
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MATTINATE DIFFICILI Fa un caldo bestia, ho dormito male, vago per la casa in stato catatonico. L'Inter ha battuto una squadra che non esiste, la Selezione Marlene, che è un po' come la Melinda All Star o l'Atletico Anguria. Sono profondamente deluso. Anche un po' costernato. E comunque - forse l'ho già detto - fa caldo, molto caldo. Vorrei tanto essere un frigorifero. Questo frigorifero. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, luglio 22, 2003 NOTIZIE FRESCHE E SIMPATICHE
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L'ANGOLO DELL'ENIGMISTICA REBUS (2, 6, 2, 4, 3, 11, 3, 8) SOLUZIONE: HO VOGLIA DI FARE DUE CHIACCHIERE CON TULIPANI Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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PRECAMPIONATO PRESTUPIDO Il Napoli ha vinto le sue prime due amichevoli precampionato, entrambe per 9-0. Cazzarola. Poi vado a leggere i tabellini sul Corriere dello Sport. Prima partita: Napoli-Nazionale italiana sindaci. Minchia. Seconda partita: Napoli-Agenti Immobiliari. Straminchia. Ehi Napoli, dai una possibilità anche a me. Ti aspetto con il Condominio Sant'Andrea alle cinque, al campetto giù in fondo. Il pallone lo portate voi? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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POLITICA E LIMONATE La cosa che mi piace di più del consiglio comunale è uscire. Mica ci vado spesso in consiglio comunale. Ci vado poco e se costretto dagli eventi. Poi in fondo mi diverto. Parlo con un po' di gente. Mi vedo qualche litigata. Ieri mi hanno anche offerto una Coca Cola e un pinguino, ammesso che si chiami ancora così. Però la cosa bella è uscire. Ieri (uhm, no, oggi. vabbe', prima. poco fa) erano le tre passate. Esci e fa quasi fresco. Peccato abitare vicino al municipio, tre minuti e sei a casa. Però sono tre bei minuti, di fresco e di silenzio e di cazzi tuoi. E poi c'è la panchina. Io non so cos'abbia quella panchina lì. Non è appartata. Anzi, sembra il fulcro di tutta la piazza. Perfettamente equidistante tra l'androne del municipio, lo scalone degli uffici, la fermata dell'autobus, i bar. Perfettamente illuminata. Eppure quando esco dal consiglio comunale c'è sempre gente che limona. Sopra, al primo piano, si decidono i destini della città, e sotto, in piazza, si limona che è un piacere. Non so cos'abbia quella panchina lì. Ce ne sono altre, anche più buie. Niente, a limonare si mettono lì, nonostante sia circondata dalle macchine dei consiglieri comunali che prima o poi arriveranno e ti accenderanno gli anabbaglianti mentre fai il romantico o mulini la lingua. Ieri (sì, insomma, prima, poco fa) c'erano due ragazzi. Lei si era sistemata davanti a lui e lo usava da poltrona. Lui la cingeva con le braccia. Parlavano e guardavano avanti. Davanti c'è la palina del bus, la strada e un bar chiuso e con le sedie accatastate. Ma guardavano avanti come se ci fossero stati il mare, gli scogli e la luna. Un paio di mesi fa mi era toccato un altro consiglio bello lungo. Siamo usciti alle quattro e mezza. Ma la panchina era animata nonostante l'ora infame. C'erano due ragazzi seduti l'uno di fronte all'altra. Parlavano e si guardavano. Chissà se hanno aspettato che il sole spuntasse tra il bar e l'Ufficio tecnico. Io quella panchina lì la vorrei provare prima dell'andropausa. Ci dev'essere qualcosa. Se c'è una volontaria, me lo faccia sapere. Potrebbe essere un'esperienza magica. E poi io sono un gentiluomo. Al limite ci si abbraccia e si guarda la rastrelliera delle bici, accarezzandosi in silenzio. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, luglio 21, 2003 DEBOLEZZE L'Inter mi ha un po' rotto le palle.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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domenica, luglio 20, 2003 BRANCA-BRANCA-BRANCA Una delle (tante) cose che odio del calcio attuale sono le interviste coatte. E' finita l'era delle frasi rubacchiate qua e là, al telefono o al parcheggio, davanti allo spogliatoio o dietro la tribuna, al ristorante o al cesso. No, niente più casini. Le società delegano un giocatore al giorno e lo mandano a parlare con i giornalisti. Scene eccessive, tipo Casa Bianca: il giocatore, seduto alla scrivania, ha davanti 15 microfoni e quaranta giornalisti e li inonda di banalità, guardato a vista dai dirigenti, mentre dietro scorre il tabellone con gli sponsor. Novantanove volte su cento si sbadiglia e si compatisce tutti: il giocatore, i dirigenti, i giornalisti. Ogni tanto, invece, capti qualcosa che ti ridesta l'interesse. Ringrazio quindi Francesco Toldo per aver detto, ben nascoste tra le solite frasi fatte, un paio di cosette un po' sopra le righe: 1) l'Inter per vincere deve imparare dalla Juve; 2) l'Inter a maggio, 5 giorni prima di Inter-Milan, finale di ritorno di Ciempions, ha annunciato ai giocatori che avrebbe ridotto gli ingaggi, provocando intempestivamente un po' di malumore e di deconcentrazione; 3) Stam è bravo ma non ci serve. Queste cose Toldo non le ha dette al cesso ma seduto alla scrivania, con gli sponsor che scorrevano dietro, intercalandole alle solite frasette soporifere da calciatore sotto i riflettori. Apriti cielo. www.inter.it - se non ci fosse bisognerebbe inventarlo questo magico sito - le ha censurate (nell'intervista a Toldo vengono omesse o raddolcite, tipo la frase sulla Juve), salvo poi far dire a Branca che Toldo è stato un po' stronzo e sarà multato. Io invece avrei un paio di cosette da dire a Branca e a chi lo ha messo lì. Anzi, tre: 1) l'Inter per vincere deve imparare dalla Juve; 2) dire alla squadra, cinque giorni prima di Inter-Milan, che taglierai gli ingaggi di un terzo (benchè io sia solidale con il taglio degli ingaggi) è quantomeno intempestivo: 3) Stam è bravo ma non ci serve (questo l'ho detto solo per fare incazzare Branca). Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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READ THE BIBLE Confesso, mi ero già sdraiato per rendere più agevole il passaggio dal dormiveglia al sonno entro il terzo giro. E nemmeno sul divano. No no, a letto. Tapparella tatticamente abbassata. Tutto pronto per la pennica. Invece è stato un Gran Premio divertente e non ho dormito. Naturalmente, perchè un Gran Premio diventi divertente è necessario che succeda qualcosa che con la gara in sè non ha strettamente a che fare, tipo che vada a fuoco un macchina durante il rifornimento. Stavolta hanno dovuto fare uscire la safety car perchè Coulthard ha perso un pezzo (credo fosse il Parimor, quel coso di plastica che si mette al finestrino per evitare che piova dentro mentre fumi, lo pubblicizzava Patrese). Gente che entra ai box, gente che esce dai box, non si capisce più un tubo. Ma il meglio doveva venire. Invasione di campo. Un cazzone con il solito cartello "Read the Bible" entra in pista vestito da scozzese. La cosa carina è che dà le spalle alle telecamere e fa leggere il cartello ai piloti. Così, invece delle solite segnalazioni dai box (Fast, Slow ecc.), stavolta c'era "Read the Bible". Il cazzone (com'è ovvio che sia, anatomicamente parlando) c'ha sotto due palle così. Va incontro alle macchine che vanno duecento all'ora e rischia la vita. Nessuno va a prenderlo finchè non si avvicina a bordo pista, dove viene placcato brutalmente, in sicurezza. Esce la Safety Car, gente che entra ed esce dal box, si ricomincia con DaMatta primo e Schumi 14°. Questi, cazzo, sono Gran Premi. Ha addirittura vinto Barrichello dando spettacolo: cosa pretendere di più? Il problema è che non ho dormito. Ma mi pare che ci sia il golf su Telepiù.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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E' UN GENIO Dopo aver inserito nei quadri societari il figlio di un dittatore maghrebino appassionato di calcio, il presidente del Perugia Luciano Gaucci ha ora in mente di assumere come preparatore atletico l'ex-centometrista Ben Johnson, all'epoca l'uomo più bombato del mondo. Oppure una donna calciatrice per farla giocare. O Gaucci è un genio, o almeno fatemi conoscere chi gli scrive i testi. Mi permetto di dare anch'io qualche consiglio per le prossime sparate (magari mi assume come capo ufficio stampa). amministratore unico: Giorgio Mendella cappellano: Gianni Baget Bozzo direttore sportivo: Pietro Gambadilegno ala sinistra: Fidel Castro revisore dei conti: Maurizio Raggio miss Perugia: Imelda Marcos direttore Relazioni esterne: Arafat preparatore dei portieri: L'Uomo Ragno consulente di mercato: Alan Greenspan team manager: Monica Lewinski Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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IMPROVVISO BENESSERE E' stato un sabato qualunque, un sabato italiano, pranzo e cena a scrocco da parenti felici di vedermi, mattinata trascorsa a poltrire, pomeriggio passato metà a digerire e metà in una piscina affollata, serata iniziata con malumore da bancomat, quando ti accontenteresti di prelevare un 50 euro peraltro da girare subito al fiorista per un vecchio debituccio, e invece non richiesto ti esce il saldo e comprendi di avere speso in maniera molto eccessiva, una po' come Moratti ma senza avere una raffineria, e senza ancora avere pagato tutte le cose che devi pagare a luglio, cosicchè il rosso diverrà bordeaux in attesa dei prossimi stipendi ancora drammaticamente lontani, come il prossimo scudetto dell'Inter. L'estratto conto mi ha messo pesantemente di malumore. Ho avuto un'improvvisa voglia di non parlare più, di non avere nessuno che mi ronzasse attorno, di vedere calare anche in casa il buio e il silenzio. Ho acceso il pc, che novità. Ho messo un disco a caso, preso dalla pila dei cd in prestito. Non avevo mai ascoltato un disco degli Avion Travel, un disco intero dico. Non so com'è, ma mi ha fatto sentire meglio. Ora lo sto riascoltando. Non sono in grado di farmene davvero una ragione, ma mi piace. E dire che Peppe Servillo è davvero antipatico. Ma canta bene. E come suonano. E che bella "La Notte Ha Cambiato". Stop. La rimetto, la risento. Stop. La rimetto, la risento. E come canta. E come suonano. E che atmosfera. E che cazzo. Sarò rincoglionito, sarà il caldo, sarà la stanchezza? Sarò culo? Oddio, sono culo. Probabilmente sono culo e non lo sapevo. Mi volevano massaggiare e sono scappato. Ora sono qui che mi pervado di Avion Travel. Ma sto meglio di prima, molto meglio. Non precipitiamo. No, dai, non sono culo. Anzi, mi sento abbastanza ormonale. Molto carico. Pomicerei. Farei ampio dispiego della mia abilità nel petting dolce ma risoluto. Mi sento generoso, un uomo ovunque. Sono il Cristiano Zanetti della limonata. Ma è tardi, fa caldo, profumo ancora vagamente di cloro. Sono fuori tempo massimo, come Petacchi al Giro. Carico di gloria e buone intenzioni ma appiedato. Sento ancora un paio di pezzi poi mi faccio una doccia. Fredda, sarà meglio. Poi dormo. Volgio dormire il più possibile. Io dormirei anche tutto io giorno, ma è ovvio che non lo farò. Peccato. Domani sarà come oggi. Caldo, sudore, incupimento. Mi toccherà risentire gli Avion Travel. Poi sono uscito dalle scale/ poi sono finito/ in una strada sconosciuta/ Le mie gambe corrono/ sulla salita/ sogno ma questo somiglia alla vita/ Dovevi immaginarlo/ ho fatto a meno di te/ seguendo le mie gambe/ che hanno un passo di più/ La notte ha cambiato la città/ mettendo le nuvole in piedi/ cambiando il verso alle strade/ alle case e ai divieti/ Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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sabato, luglio 19, 2003 Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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venerdì, luglio 18, 2003 E ADESSO? Kobe Bryant è stato incriminato per violenza sessuale in uno stato dove si rischia anche l'ergastolo. Kobe si è trombato la cameriera 19enne di un albergo del Colorado. Poco fa, diffondendo la notizia dell'incriminazione, ha confessato: "Ho commesso un adulterio". Però dice che il rapporto è stato assolutamente consenziente. La ragazza no, dice il contrario. Quello che penso di questa storia (e di quello che a volte succede in America ad essere troppo ricchi, troppo amati e troppo neri) l'ho già detto qualche giorno fa. La moglie di Kobe afferma: non lo lascerò solo a combattere in questa vicenda. Un po' come Hillary, cornificata da Bill ma al suo fianco, nonostante tutto, per il bene della famiglia, della patria, della bandiera, della carriera. In America a scopare fuori ordinanza e a dire una palla alla moglie si rischia molto grosso. Sottolineo amaramente - l'hanno già detto in tanti, ma sono d'accordo - che in America a fare una guerra fuori ordinanza e a dire una palla a milioni di persone, al contrario, non si rischia un cazzo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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MERDE SIETE Camoranesi è italiano di passaporto ma argentino di tutto il resto. Non sarà un campionissimo ma è un tipo cazzuto, questo sì. La Juventus gli deve due o tre partite risolte sul finire, quando i punti contavano parecchio (quando cioè Inter e Milan erano ancora vicine). L'Italia intanto attraversa un periodo di tale abbondanza di ali destre che lo fanno diventare italiano. A febbraio è l'uomo del giorno. L'uomo giusto al posto giusto, cioè sulla fascia destra. Facciamolo giurare sulla bandiera e non se ne parli più. Diventato italiano, si mette a giocare maluccio, poi malissimo. Questioni di forma, probabilmente questione anche di smaltire certe pressioni mica da ridere: era un argentino del Verona, è diventato un italiano della Juve, non succede a tutti. Nella finale di Champions League fa schifo, ma giocava fuori ruolo. Lo trattano come l'ultima delle merde. Arriva l'estate. E' in comproprietà con il Verona. La Juve tira sul prezzo, tratta e ritratta come si fa con il marocchino e la confezioni di accendini Bic da dieci. Poi lo porta a casa senza trionfalismi ("ok, dammi 'sti cazzo di accendini, pensa che io non fumo nemmeno"). Ecco, secondo me qui l'Argentino che è in Camoranesi (e nel suo procuratore) dev'essere venuto fuori. Credo si sia un po' incazzato A ragione, a torto? Boh, non è importante. Stamattina non si è presentato al ritiro (avvertendo che sarebbe arrivato in serata). Erano anni e anni che la Juventus non pativa una tale cafonata. La reazione della popolare società bianconera è durissima. Vabbe', sarebbe anche giusto punirlo. Però no, di più, si va oltre: la reazione della Juventus è spropositata. E' indegno, se ne vada, non abbiamo bisogno di lui. Neanche avesse trombato in mondovisione le mogli della Triade. Io leggo divertito e faccio due più due. Noi abbiamo un'ala col mal di cuore. Perchè non prendere al suo posto un'ala senza cuore, così bastardo da aver fatto incazzare Moggi, così ingrato da aver fatto imbufalire Lippi? Con quel gusto un po' così, quella sensazione un po' così, di aver ciulato un giocatore alla Juve? Uhm. Sai che ti dico, German? Sarà per quel tuo faccino da testa di cazzo, ma mi stai simpatico. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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23:13
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A TE, SANDRO Non so se qualcuno l'abbia mai sentito negli ultimi due anni a "Domenica Sport", la trasmissione radiofonica che segue "Tutto il calcio". Il suo commento al campionato (immagino lo facesse da casa) era ormai una specie di lungo rantolo, di penoso ansimare e mi metteva una gran malinconia. Forse per questo ha scelto di andarsene d'estate, a microfoni spenti, prima che qualcuno gli potesse chiedere qualche vano commento a Inter-Stoccarda o Roma-Fulham facendogli sprecare il poco fiato che gli rimaneva. Sandro Ciotti rimarrà per sempre una voce, legata ai ricordi esclusivamente audio di quando le partite le vivevi così, fissando la radio, come se da lì - tra i numeretti delle frequenze Am/Fm, o tra le manopoline del volume e della sintonia - si fosse potuto vedere quello che succedeva a San Siro o in giro per il mondo. O con l'orecchio appoggiato al diffusore, rannicchiato nel letto, nelle serate nebbiose di Coppa, quando la lontananza della voce o la qualità del fruscìo già ti faceva capire se l'Inter giocava a Milano o Glasgow, e se le stava dando o prendendo. A differenza di Ameri - altra gran voce, altri grandi ricordi -, Ciotti era un uomo di mondo. Eccelso appassionato e cultore di musica, promotore di una moda tutta sua (i suoi statuari colletti arrow rimarranno nella storia), uomo ironico e spiritoso, molto superstizioso e molto figaiolo. Raccontava di aver perso la voce alle Olimpiadi del Messico e di non averla più ritrovata, e come questa improvvisa e mai risolta afonìa fosse diventata la sua fortuna. La voce roca era il suo marchio di fabbrica, inconfondibile, inimitabile. Ma anche il suo modo di raccontare, le parole che ha inventato, quasi un Brera della radio. Mi spiace che non ci sia più, anche se di fatto non c'era più da un pezzo. Lo voglio ringraziare ora, nel giorno in cui se ne va, per tutti quei pomeriggi in cui mi ha regalato un brivido. Era quando il calcio ti faceva battere il cuore la domenica pomeriggio, quando aspettavi "Tutto il calcio" e i risultati dei primi tempi. Bortoluzzi elencava campi e voci, poi ti faceva rullare il tamburo che avevi dentro. Ameri: "A Roma, Roma 0 Juventus 0. A voi Milano". A te, Sandro, dimmi che vinciamo, dimmi che vinciamo, dimmi che vinciamo.
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11:18
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A COSA STA PENSANDO QUIZ
1) Cazzo, 32 euro di multa. Vigili bastardi. Ma se avevo mandato Caballero a cambiare il disco orario. 2) E' il campione della carta da parati o l'elettrocardiogramma di Fadiga? 3) Ma non si era detto 2 milioni di euro? 4) Vieri in porta? No, dai, avevo il foglio girato... 5) Van der Meyde a sinistra, Luciano a destra... e qui cosa cazzo ho scritto? 6) "Mister, non mi faccia più giocare a sinistra. Firmato: un amico". 7) Latte, pane, yogurt, prosciutto... Ma vaffanculo, ho lasciato la formazione a mia moglie. 8) Ah, è fatto così uno scudetto? 9) Juventus-Ancona 1. Siena-Milan... uhm... 10) Io la calligrafia di Moratti non la capisco proprio. E lui insiste a mandarmi la formazione.
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giovedì, luglio 17, 2003 CREPACUORE Approccio serio al caso Fadiga. Intanto spero che Fadiga non abbia un cazzo, che il suo cuore sia solo un po' pazzo come quello di Franco Bitossi eccetera eccetera. Detto questo, trovo agghiacciante che i nostri amici francesi facciano giocare gente malata o presunta tale. Pochi giorni fa un giocatore del Camerun, tesserato in Inghilterra ma con lunghi trascorsi francesi, è morto in campo (in Francia) per una malformazione congenita. Qualche anno fa proprio all'Inter era arrivato Taribo West, che giocava in Francia, con un discreto deficit epatico per una vecchia epatite mal curata. A me 'sta cosa fa discretamente incazzare, al di là dei pacchi che si tirano alle altre squadre. Approccio faceto al caso Fadiga. Eccheccazzo, sempre a noi. Prima Kanu, adesso Fadiga. Ma chi siamo? Qui si ride e si scherza sulle sfighe dell'Inter, ok, ma le sfighe dell'Inter sono assolutamente reali. Praticamente il mio è un real-blog. Solo sfighe autentiche. (Massimo, ti prego, resisti. Anche stavolta. Se vinciamo lo scudetto usciamo io e te e andiamo a fighe, te lo prometto). Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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21:38
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L'AVEVO DETTO CHE ERA UN PACCO
Nella foto, il presidente dell'Auxerre (a sinistra) e quello dell'Inter, Massimo Moratti (a destra), definiscono in ogni dettaglio il trasferimento di Fadiga. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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18:05
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UNA DONNA IMPEGNATA Telefonata serale, professionale, formale, breve, loffia, apparentemente senza significato. Fino all'epilogo. - Che fruscìo. Sei sul telefonino? - Sì... - Ah, metti giù, ti chiamo sul numero di casa. - No, non sono a casa. - Ah, scusa. - Dormo a Milano anche stasera. - Anche? - Sì, anche ieri sera. (uhm)
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01:43
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FORSE NON TUTTI SANNO CHE Andare in macchina senza cinture costa cinque punti, lo sa anche Materazzi. Ma forse non tutti sanno che "partecipare su strada ad una gara non autorizzata di animali" costa quattro punti. Quindi, ecco, c'è anche un modo non banale per perdere i punti della patente. Se Materazzi fosse andando all'allenamento dell'Inter montando un cavallo, un maiale selvatico, uno struzzo, un bisonte, uno gnu (ma attenzione, solo durante una corsa non autorizzata: la monta non agonistica è permessa), adesso avrebbe perso solo quattro punti invece di cinque e non si sarebbe alzato questo immondo polverone. Sapremo essere più forti di queste campagne stampa organizzate sappiamo benissimo da chi.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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01:13
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mercoledì, luglio 16, 2003 DEVO DISTRARMI UN PO' Sto pensando un po' troppo all'Inter. In fondo, cazzo, è il 16 luglio. Il 16 ottobre, tanto per dire, cosa farò? Passo quindi all'argomento numero 2. Aperta parentesi. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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15:04
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NON E' MAI TROPPO TARDI
Se una squadra si giudicasse dal viceallenatore, parlerei già di stagione segnata. Questo, come dire, da un punto di vista estetico e visivo. Dove abbiano preso questo Caballero mi sfugge nè lo voglio sapere. Sembra Walter Matthau a fine carriera e a vederlo mi mette allegria. Sembra anche uno di quei turisti che ogni tanto qualche pullman slovacco dimentica all'autogrill di Fiorenzuola, e a vederlo mi mette malinconia. L'altro vice, Corrado Verdelli, è un allenatorino in carriera che si pettina bene, veste bene, parla bene. Noi abbiamo due viceallenatori, non so se si era capito. Due che poi sono uno, dal punto di vista del disegno complessivo. Noi abbiamo anche un disegno complessivo, non so se si era capito. Rispedito Leroy Gomez in Argentina, Moratti e C. hanno avuto l'idea di affiancare a Gary Cuper due viceallenatori, così da farlo sentire al tempo stesso più protetto e più controllato, più assistito e più in pericolo. Due vice che sono un po' collaboratori e un po' tutor, un po' soci e un po' spie. Una perfetta operazione da paraculi: la società tiene Cuper sul filo del rasoio, Cuper deve stare al gioco perchè dev'essere già contento di potersi ancora sedere in panchina, la società lo avrebbe anche mandato via ma non aveva voglia di pagare due maxi-stipendi al posto di uno, Cuper ottiene ciò che voleva (quei dieci-quindici esterni con cui fare finalmente un 4-4-2 con i controcoglioni), la società ottiene ciò che voleva (ha un allenatore tutto d'un pezzo che in fondo piace a tutti, magari quest'anno con quei dieci-quindici esterni riesce anche a far girare la squadra in un modo decoroso). Intanto Walter Matthau si aggira sui prati della Pinetina e si appresta a partire per Brunico, dove assisterà Cuper e metterà giù i birilli per l'allenamento tecnico. Speriamo che nel tragitto non lo lascino all'autogrill di Desenzano, dove c'è sempre un sacco di coda per fare la pipì. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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10:14
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martedì, luglio 15, 2003 BRAVO PIRLA Qualcuno aveva dubbi su chi sarebbe stato il primo giocatore italiano con 5 punti in meno sulla patente (guida senza cinture)?
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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22:08
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L'INVIDIA DELLA VAGINA Mi sono negato al telefono. Sicuramente la Geisha chiamava per questioni di lavoro, ma temevo gli oggettivi rischi psicosessuali di qualche mezza parola buttata lì a tradimento sul declinar della telefonata. Accentuo il labiale verso il collega con la cornetta in mano che mi guarda e non favella: "Dille che ci sono oggi, forse". Lui riferisce puntiglioso. Io sono ancora lì che mimo la parola "oggi", sembro Marcel Marceau. Massì, faccio il prezioso. Non ci credo alla storia dei massaggi. Non ho voglia di sudare imbarazzato a ogni telefonata in tarda mattinata. Non ho voglia di imbarcarmi in niente che non sia una trasferta di Coppa dell'Inter. E poi diciamolo: voglio provare una sensazione inedita: quella che provano le donne in bilico tra il dartela e il non dartela, fino a che decidono che ce l'hanno d'oro e se la tengono. Oppure che sei uno che ci sa fare, o sei tenero, o sei carino, o le fai sesso, o è il tempo di un'emozione, o che la vita è breve, e allora perchè no? Forse sono il primo caso mondiale di invidia della vagina. Ma non ditelo a Paolo Crepet, io a Porta a Porta non ci voglio andare.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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15:30
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CATARSI 430 chilometri all'andata, 455 al ritorno (perchè ho deviato per andare a vedere Piazza del Campo, 14 anni dopo l'ultima volta). Fanno 855. Da solo. Su un Opel Corsa blu. Senza aria condizionata. Senza il copricerchione anteriore destro. Io e la radio e un paio di bottiglie di minerale che vanno avanti e indietro sul tappetino, e basta. Ogni tanto ci vuole. Restar solo, dico. A pensare, cantare, non pensare, non cantare. Mani sul volante. L'occhio che balla. Quasi mi diverto. A guardare quelli che ti superano. Chi sono, da dove vengono, dove vanno? Quelli con i piedi sul cruscotto. Quelli con la cabrio. Quelli con l'asciugamano che ripara dal sole. Quelli che mangiano. Quelli con la figa annoiata di fianco. Quelli con il gomito fuori. Quelli con l'ultimo modello. Quelli con il rottame. Quelli con l'auricolare. Quelli che ridono. Quelli che litigano. I bambini che ti salutano. Li saluto o non li saluto? E' il solito dilemma. Intanto li supero, è meglio. Magari un cenno glielo faccio. Ciao biondino, yu-uuuu. Vado. Ma dove? E' un fiorire di stop che si accendono. Luci di emergenza. Che tripudio di colori. Due ore di coda tra Barberino e Firenze Sud. E' l'esodo. E' il traffico intenso. E' l'autostrada, bellezza. Dieci all'ora, cinque all'ora. Fermi. Spengo. Gente che scende per guardare avanti, come se si potesse capire. Siamo in coda. Siamo nella coda della coda, per essere pignoli. Cazzo guardi? Gente che fuma. Gente che beve. Gente che cerca la borsa termica. Gente in bermuda. I polpacci degli uomini maturi mi fanno senso. Gente che familiarizza. Gente che si sgranchisce. Assemblee di condominio. Dibattiti. Porteaporte. Non si può andare avanti così. Ci vuole la quarta corsia. Ci vuole lo svincolo. Ci vuole il raccordo. Fanno il ponte di Messina e non fanno il raccordo. La radio. Non ho cassette. Ricerca automatica. Sempre i soliti tre-quattro pezzi. Mettetene qualcuno arioso. Mettenete qualcuno pregno di significato, non ho tredici anni, cazzo. Cambio canale ogni trenta secondi. Quanto fanno sei ore diviso trenta secondi? Si riparte, miracolo. Qualcuno ha stappato il tappo. I camion. Aspettano me per superarsi. Non c'è rispetto per le Opel Corsa blu. Eppure ho i fari accessi. Boh. Freno, lascio passare, intanto canto, ammesso che abbia trovato una canzone da cantare. Il prossimo casello è il mio. No, forse è l'altro ancora. Quanti cazzo di caselli ha l'Autosole? Come, Roma km. 120? Ma dove sono finito? L'elenco delle cose che non ho si allunga: aria condizionata, copricerchione, cassette, cartina. Non ho la cartina. Angoscia. No, eccolo. Il casello. Luce verde. Il casellante che guarda me, guarda la cifra, guarda il resto, guarda la tv. Grazie buonasera. Mai un casellante che risponda. Sono vicino, lo sento. Sollievo. Sai che ti dico? Senza aria condizionata è quasi meglio che con. Non ti va giù la voce, perdi peso. Soffri. Quando arrivi è anche più bello. Parcheggio. Esco, mi stiro. Ah, benvenuto, la cena è iniziata da un'ora. Eh, Firenze, è sempre così. Eh, chissà com'è stanco. Venga venga, le hanno tenuto il posto, o preferisce darsi una rinfrescata? La seconda che ha detto, milady. Sono in piena traspirazione. Mi dica dov'è l'idrante più vicino. | |||||||||||||||||||||||||||||||