www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
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venerdì, agosto 29, 2003 CHIUSO Me ne vado. Se domani mattina trovo Sade a Savona in qualche modo vi avverto. Sennò, arrivederci a settembre, verso l'11. Un abbraccio globale, e divertitevi. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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22:30
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MATEMATICA
(Madonna bacia Britney Spears sul palco degli MTV Awards) Al mondo ci sono più donne che uomini. Però, cazzo, se le donne limonabili limonano tra di loro, la sproporzione va a puttane. Poi quelli come me che aspirano a limonare con una donna limonabile restano lì, diceva Jannacci, come quelli della Mascherpa. Non possiamo drogare così il mercato delle limonate. Ognuno limoni secondo le regole, vivaddio, sennò a me quanto tocca aspettare? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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18:16
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BEGLI AMICI Cazzo, sto quasi per partire e NON UNO, dico, NON UNO che mi abbia assicurato la possibilità di sapere il risultato di Inter-Modena via sms. Ma vi rendete conto di che razza di domenica mi farete passare? La blogosfera è un ricettacolo di ingrati. Ricapitoliamo: figa niente, limonate niente, e fin qui avevo accettato la dura realtà. Sms? NIENTE. Non me l'aspettavo, giuro. (no, questo non c'entra, ma almeno faccio un gesto gentile e poco subliminale) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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16:08
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PARTECIPA ANCHE TU A UN'INIZIATIVA DI SQUISITO STAMPO UMANITARIO UN SMS PER LA VITA UN TUO CARO AMICO DOMENICA SARA' LONTANO DA CASA IN UN LUOGO INOSPITALE E SICCOME SI TROVERA' PRIVO DEI PIU' ELEMENTARI MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA (niente tv, niente radio, niente internet: niente) SARA' COMPLETAMENTE ALL'OSCURO DEL RISULTATO DI INTER-MODENA!
NON LASCIARE CHE SOFFRA FINO A LUNEDI' POMERIGGIO (QUANDO CIOE' RIUSCIRA' A RIMEDIARE UN GIORNALE ITALIANO IN QUALCHE SQUALLIDO SUPERMERCATO) MANDAGLI UN SMS! MODALITA' DI PARTECIPAZIONE ENTRO QUESTA SERA RICHIEDI CON UN MESSAGGIO PRIVATO IL NUMERO DI CELLULARE DI SETTORE E DOMENICA POMERIGGIO MANDAGLI TEMPESTIVAMENTE IL RISULTATO FINALE DI INTER-MODENA (SE POSSIBILE CON GLI EVENTUALI MARCATORI E BREVI NOTE DI CRONACA) (e magari anche cosa ha fatto la juve) CON 160 CARATTERI E UN SMS FARAI FELICE UN UOMO! PARTECIPA! AVVERTENZE: astenersi perditempo e buontemponi, evitare di sfruttare successivamente il numero con chiamate notturne del tipo "sì, voglio il tuo cazzo" perchè mia moglie se ne avrebbe a male E SE INVECE OGGI DECIDONO CHE LA SERIE A NON GIUOCA AMICI COME PRIMA. VI AMO Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, agosto 28, 2003 LICEO BRECHET L'Inter continua a ingaggiare mezze tacche. Stasera a Montecarlo i dirigenti della squadra per cui inutilmente spasimo si sono visti con quelli del Lione per prendere questo Jeremie Brechet, 24 anni, nato a Lione, vissuto a Lione, 170 presenze con la maglia del Lione, praticamente uno che non ha mai messo fuori il naso da Lione. Tre presenze in Nazionale, e vabbè. Gol in 170 partite: zero. Ne ignoravo l'esistenza. Ho visitato il sito dei tifosi del Lione apprendendo così che Brechet è un terzino sinistro, come pregi ha la tecnica e la velocità e come unico difetto il gioco aereo. Cazzo, è alto 1.86, se arriva una palla alta cosa fa, si abbassa? (Li prendiamo tutti noi).
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23:54
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ASTA LA VICTORIA
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SCANDALO: SORTEGGIO PILOTATO L'UEFA ERA D'ACCORDO CON MIA MOGLIE Hanno appena sorteggiato il girone di Ciempions dell'Inter: Arsenal, Dinamo Kiev, Lokomotiv Mosca. Cazzo, tre viaggetti mica da ridere. Io volevo andare in trasferta, ma come faccio? Non mi stupirei se mia moglie avesse telefonato prima dell'ora di pranzo all'Uefa chiedendole di pilotare il sorteggio. A me 'ste cose fanno incazzare. Mi toccherà vederle come tutti davanti alla tv, intruppato nella massa delle poltrone. Qui si tarpano le ali, ecco.
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16:31
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POLTERGEIST Demoniache presenze sul mio percorso. Da tre mattine, quando esco di casa, trovo vicino alla portone o davanti alla macchina oggetti assolutamente inquientanti. L'altroieri: un'ala di piccione (la qual cosa mi angoscia non poco: un piccione in volo ha perso un'ala?). Ieri: una confezione di preservativi Durex da sei, stimolanti per lei (confezione vuota, peraltro). Oggi: una trousse per cosmetici a forma di cuore, trapuntata, con dentro mascara, ombretti, fard e relativo pennellone. Saranno segnali precisi? E se sì, cosa vorranno dire? Ho paura: magari stasera nel letto mi trovo una testa di cavallo mozzata. Qualcuno mi aiuti. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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HELEN FOLASADE ADU in SETTORE
Quando ero a militare, nella tundra meranese, scaldavi le mie orecchie e il mio cuore gorgheggiando nel walkman. Ti avevo pensino appesa nel mio armadietto, in una fotografia vestitissima, quando negli armadietti degli altri spuntavano tette, culi, fighe e anche qualche cazzo duro in poster da camionisti versione Girolimoni, e probabilmente qualcuno pensava fossi culo o comunque perverso a sospirare guardando la foto di una che non mostrava un solo centimetro quadrato di pelle. Ti ho seguita passo passo nella tua carriera e nei tuoi sospiri, ho sopportato la tua fuga a Madrid, quando ti innamorasti di un giornalista spagnolo - cosa cazzo avrà un giornalista spagnolo più di me? -, ho tutti i tuoi dischi, ti sono addirittura venuto a vedere a Milano, da solo, di nascosto, come un pensionato al cinema porno, e quando hai fatto quella mossetta ancheggiando verso il basso fino quasi ad accucciarti, che quelli del parterre hanno fatto tutti "oooooohhhhhhhh", io dalla piccionaia del Palatrussardi ti ho gridato "fuggi come me, honey", ma c'era rumore e non pretendo che tu abbia sentito. Ora però, Helen, manca poco. Tu ti avvi verso il climaterio e io verso le prime disfunzioni erettili. Non abbiamo granchè da giocarci. Fuggiamo. L'appuntamento è alle 7 di mattina di sabato 30 sulla banchina del porto di Savona. Mi faccio riconoscere io. La parola d'ordine sarà: Limonare Sempre. Imbarchiamoci per la Corsica e facciamo perdere le nostre tracce. Porta la carta di credito, mi raccomando. Voglio invecchiare al tuo fianco, cantando canzoncine soffuse e inseguendo orgasmi di qualità affacciandoci sulla migliore acqua del Mediterraneo, dove ti dirò "ti amo" affettando formaggio corso in offerta del Geànt Casino. Saremo felici. E scusami se trascorrerai le tre ore di traversata sul traghetto superveloce con la mia lingua costantemente inserita nella tua dolcissima bocca, ma io c'ho 18 anni di fottutissimo arretrato. there must have been an angel by my side something heavenly led me to you look at the sky it's the colour of love there must have been an angel by my side something heavenly came down from above he led me to you he led me to you he built a bridge to your heart all the way how many tons of love inside i can't say when i was led to you i knew you were the one for me i swear the whole world could feel my heartbeat when i lay eyes on you ay ay ay you wrapped me up in the colour of love you gave me the kiss of life kiss of life you gave me the kiss that's like the kiss of life wasn't it clear from the start look the sky is full of love yeah the sky is full of love he built a bridge to your heart all the way how many tons of love inside i can't say you gave me the kiss of life kiss of life you gave me the kiss that's like the kiss of life you gave me the kiss of life kiss of life you gave me the kiss that's like the kiss of life you gave me the kiss of life kiss of life you gave me the kiss that's like the kiss of life you wrapped me up in the colour of love must have been an angel came down from above giving me love yeah giving me love yeah you gave me the kiss of life kiss of life you gave me the kiss of life kiss of life Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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IL DIECI La maglia numero 10 dell'Inter toccherà dunque all'insulso Dalmat, che con sospetta gentilezza ha ceduto il suo 18 a Kily Gonzales. La maglia numero 10 una volta toccava al migliore, ma non è più così: l'anno scorso, per esempio, ce l'aveva nientemeno che Morfeo. Per ironia della sorte ricorre il 42° anniversario (27 agosto 1961) del debutto in nerazzurro di Luisito Suarez, uno che con la maglia numero 10 forse ci è nato e che la portava con ben altra baldanza. E ora mi immagino la maglia numero 10 di Luisito, nell'apprendere queste squallide novità, che si ribalta nell'armadio dei ricordi.
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mercoledì, agosto 27, 2003 IN CHE MONDO VIVIAMO In questi giorni ci siamo rozzanizzati anche noi, da bravi comunicatori (devo dire, con più profondità e civiltà della gran parte dei telegiornali). Ci siamo trovati a parlare di bellezza e abbruttimento, violenza e convivenza, belle piazze e case occupate, codici estetici e codici d'onore, periferie e Bronx, vendette e ammazzatine. Lontano o vicino che sia, Rozzano ci ha fatto ripiombare in una realtà angosciante, noi che 'ste cose continuiamo a vederle dai giornali e dalla tv, Rozzano come Kabul, e invece quella è l'Italia che abbiamo sotto casa. "Alienazione" sarà un'altra delle parole che senz'altro è saltata fuori in questi giorni. E di alienazione vi parlo adesso, copiandovi e incollando una notizia di due giorni fa, che nessun giornale ha ripreso, forse per poco spazio, forse per poca voglia di aggiungere angoscia ad angoscia. Qui non c'entra la violenza. C'entrano le menti bacate di questi tempi moderni. C'entra la tragedia della nostra quotidianità. C'entra la prevalenza dei gesti automatici. Alienazione, appunto. Non è bella da leggere, questa notizia dimenticata. A me verrà in mente in quelle occasioni in cui ti rendi conto di correre, correre, correre, e nella foga hai dimenticato dove stai andando. Washington - Succede purtroppo con sempre più frequenza: un genitore o un altro adulto che per distrazione lascia un bimbo chiuso nell'automobile per ore e ore nel caldo soffocante dell'estate americana. In questo modo sono morti quest'anno negli Stati Uniti 36 bambini. Il dato lo ha rivelato Jan Jull, professore dell'Università di San Francisco, che cataloga i casi di questa morte atroce dal 1998, ottenendo la notizia dai giornali e dalle organizzazioni che si battono per la protezione dei bambini. In quell'anno, Jull aveva registrato 25 casi e da allora la cifra è sempre salita. L'esperta ricorda inoltre che molti casi normalmente non vengono segnalati ai giornali o ai gruppi. Janette Fennell, direttore di "Kids and Cars", una di queste organizzazioni, fa notare che nella maggioranza dei casi l'adulto responsabile della tragedia è un genitore molto giovane o qualcuno che ha cambiato d'improvviso il modo in cui usa l'automobile. Fennell suggerisce che i genitori che portano i figli in giro in auto mettano un pacco di pannolini nel sedile accanto al posto di guida, per non dimenticare i piccoli seduti dietro. Oppure il genitore potrebbe mettere dietro, con il bambino, la propria ventiquattrore. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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19:18
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MA IN FONDO CHI SE NE FREGA Non si gioca? Ma vadano a fare in culo. Cosa pensano, che io non abbia un cazzo d'altro da fare che guardare ventidue imbecilli che sgambettano su un prato? Tzè. Eccomi, in una foto fatta arrivare dal futuro, ripreso durante le attività alternative di domenica 21 settembre. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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L'ANGOLO DI LOMBROSO
ma voi fareste decidere le sorti del calcio italiano da due personaggi così? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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NO BLOG Starò mica diventando blog-dipendente? No, perchè avrò tentato di connettermi quaranta volte, oggi, e Splinder mi respingeva puntualmente dicendo che il sistema di autenticazione era bloccato. Se ho tentato di connettermi così tante volte, vuol dire che volevo farlo. Per non dire di quando sbirciavo nei blog degli altri e trovavo post e commenti freschi. Loro ci sono riusciti, io no, perchè? Che giornata di merda. Mi veniva l'ansia da non-prestazione. Bah. Meno male che sabato parto e per due settimane non avrò neanche la tv. Al limite vi lascerò il cellulare per sapere di Inter-Modena e Italia-Galles, se qualche anima pia si volesse rendere disponibile a fornirmi qualche scarno dato di cronaca. Astenersi perditempo, gradite le fighe. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, agosto 26, 2003 DATE DA RICORDARE Undici anni fa, il 26 agosto 1992, in piena euforia giustizialista tangentopoliana, la Lombardia interista (ma in fondo anche quella milanista, e forse l'Italia calciofila intera) alla ricerca di nuova adrenalina salutava il debutto di Darko Pancev. Forse già quella prima partita, un Reggiana-Inter di Coppa finito 3-4 manco fosse Germania-Italia, doveva mandare i primi segnali di certezza sulle qualità di quella squadra, ma soprattutto di quell'uomo. In quell'Inter di passaggio dall'armata trapattoniana a (a. a punto. da quello scudetto, l'ultimo, non siamo ancora passati a un qualcosa, e questo mi pervade di indicibile tristezza), affidata alle amorevoli cure di Osvaldo Bagnoli, il sogno di una coppia d'attacco Schillaci-Pancev solleticava le menti più perverse. Pancev giocava nella Stella Rossa di Belgrado, mica nel Fanfulla, e nelle precedenti tre stagioni aveva segnato 25, 34 e 25 gol. Alla Reggiana ne fece subito un paio, ma bastò poi vederlo in campionato per capire di che pasta era fatta la Scarpa d'Oro. Al quarto gol sbagliato a porta vuota nell'arco di un paio di partite, al terzo gioco di sponda finito nel parterre, il timido Darko fu di fatto giubilato da pubblico e critica. Il mitico Cobra divenne un Ramarro e si accomodò in panchina tra frizzi e lazzi, non prima di averne combinate di cotte e di crude. Prima stagione: 12 presenze un gol (ma in Coppa Italia 4 presenze 5 gol, cazzarola, una media da Scarpa d'Oro). Agli annali resta una famosa frase di Bagnoli: "Devo avere pazienza perchè è macedone? Ma mì sun de la Bovisa e so minga un pirla!". Naturalmente l'Inter non riuscì a piazzarlo a nessuno in estate e il povero Darko giacque inutilizzato fino a dicembre, quando fu imbarcato in una tradotta per Lipsia. Tornò due stagioni dopo, il tempo di fare ancora 7 partite (e 2 gol) per poi essere ceduto definitivamente al Fortuna Dusseldorf. Una prece.
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lunedì, agosto 25, 2003 ROZZANO DUE "Ora vado a casa, mangio e brindo. Quello è un animale. Di mio marito avete scritto che è un pregiudicato, al massimo rubava qualche macchina, ma questo prima di sposarmi". "Si deve ammazzare, altro che farsi difendere dai carabinieri. Comunque in carcere c'è un codice, lui ha ammazzato una bambina e in carcere sanno quello che gli devono fare. Quel bastardo lo devono portare qui a Rozzano, in mezzo alla gente. Non esiste che si fa proteggere dai carabinieri. Poi magari diventa pentito e lo mandano fuori. Lo devono ammazzare, come ha fatto lui con mio cugino". "E' bastardo due volte, perchè ha ucciso e perchè si è fatto prendere dai carabinieri. Aveva la pistola, no? Doveva spararsi un colpo, doveva". "Se quel bastardo si fosse sparato, questa sera qui in via Garofani avremmo messo i banchetti fuori, avrammo festeggiato, mangiato, bevuto e fatto i fuochi d'artificio".
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21:27
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CHE TENERO dall'intervista a Kily Gonzales, Gazza di oggi (...) e mi piacerebbe tanto avere il numero 18. Mi ricorda mia nonna, è la sua data di nascita. L'ho sempre avuto, anche in nazionale. E' libero? Ah, ce l'ha Dalmat? Beh, io non voglio creare problemi ai colleghi (...) ma tutti noi li prendiamo?
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MIRA, CHINO, MIRA
Prima due medaglie di bronzo negli anelli, e ora un argento nella sbarra, con un tale Cassina che non conosco ma ammiro già. Il miglior bottino di sempre in una specialità dominata da sempre da altre scuole. Se c'è una cosa nello sport che ogni volta mi commuove è la medaglia che premia uno sforzo immane e oscuro, lontano anni luce dai palcoscenici che contano, in quelle discipline cui i giornali di solito dedicano tre righe e solo nelle occasioni super-lusso. Un ragazzo che oggi, in Italia, dove tutto è calcio (a livello di soldi, attenzioni, prospettive e seghe mentali), decide di fare ginnastica artistica e arriva ai massimi livelli è un pazzo sognatore che però, cazzo, ce l'ha fatta. Chapeau. Se solo Recoba avesse un terzo dei coglioni che ha il ragazzo a sinistra nella foto, probabilmente vinceremmo tre scudetti di fila. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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PREFERISCO IL BEACH VOLLEY
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domenica, agosto 24, 2003 SEGNATEVI QUESTO NOME
Nel suo piccolo, una giornata storica. Fernando Alonso (Renault), a 22 anni e 26 giorni, diventa il più giovane vincitore di Gran Premio di Formula 1. E' anche il primo spagnolo a vincerne uno. E' uno tosto e poi è simpatico: ha dedicato il successo a sua nonna. In più ha doppiato Schumi, non so quanti possano raccontare la stessa cosa. A vedere il podio c'era da strabuzzare gli occhi: a parte che erano tutti giovanissimi, ma in che sport ti capita di vedere primo uno spagnolo, secondo un finlandese, terzo un colombiano? Toh, sono contento. Ah, i primi sette correvano con le Michelin. Cazzi della Ferrari, dunque, gommata Bridgestone. La vedo male, ma male male. E la vedo male anche me, che se c'è pathos durante i G.P. non riesco a dormire. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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ROZZANO (no, non parlo della bambina di due anni e mezzo colpita da una pallottola mentre è ai giardini in braccio alla madre, perchè è una cosa troppo grande, insensata, tragica, assurda per riuscire a buttar giù qualcosa di minimamente non banale nel breve volgere di un post) Parlo del resto. Parlo di Rozzano. Che è a 25 chilometri da qui, è un cartello cui sono passato davanti centinaia di volte, un nome che ho pronunciato migliaia di volte. Una sparatoria con quattro morti a mezz'ora da casa fa sempre impressione. Gli eventi tragici e "vicini" fanno sempre impressione. "Vicini" perchè maturati in città normali, famiglie normali, ambienti normali (Cogne, Novi Ligure, Pietro Maso), di quelli che pensi "e se capitasse a me". O semplicemente vicini tout court, com'è Rozzano per me, un cartello sulla via per Milano, "la tangenziale è appena dopo Rozzano", "per andare al Forum prima di Rozzano gira a sinistra", "dove sei? a Rozzano? ah, sei quasi arrivato". Rozzano è vicino ma non è per niente normale. Avrà 50mila abitanti, un paesino diventato città alle porte di Milano. Negli anni '50 aveva un decimo degli abitanti che ha adesso, poi è iniziata l'emigrazione e Rozzano è cresciuta e si è moltiplicata, pochi rozzanesi e tanti meridionali, palazzoni venuti su dal nulla, grande dormitorio a un tiro di schioppo dalla metropoli. A Rozzano c'è un grande centro commerciale, c'è un'azienda-modello come l'editoriale Domus (quella di Quattroruote) e qualche scorcio che ti fa pensare di essere in un posto come tanti altri. Poi invece vai nel quartiere dei fiori e capisci. Il quartiere dei fiori ha graziosi nome di vie (via dei Biancospini, via dei Garofani, via dei Girasoli eccetera) e uno squallido panorama di condomini di dubbio gusto, strapieni di persone, nel più classico dei quartieri senza servizi, senza prospettive, senza un cazzo. La sparatoria è avvenuta nel quartiere dei fiori. L'omicida abitava lì. I due uomini che ha ucciso "volutamente" no, ma andavano lì perchè uno che ha certi giri deve andare per forza al quartiere dei fiori. Era uno dei quartieri della droga per eccellenza negli anni '80, quando l'eroina era di moda e si andava lì a botta sicura, per trovare il piccolo o il grande spacciatore. Era una zona franca, dopo una certa ora c'era il coprifuoco, solo commerci di spade e brutta gente. La situazione è migliorata solo perchè l'eroina non c'è quasi più. Ma la brutta gente ci abita lo stesso. E la brava gente ha paura e l'aria da coprifuoco c'è comunque, bene o male. Lasciamo stare la bambina, ovviamente. A parte la bambina, la cosa che mi ha fatto impressione è la fedina penale degli altri quattro protagonisti. Il meno incasinato con la giustizia è proprio l'assassino: qualche denuncia, mai arrestato. I due ragazzi a cui ha sparato erano stati più volte in galera (il fratello di uno dei due, tra l'altro, era stato implicato in una roba grossa). Il pensionato colpito per sbaglio mentre portava fuori il cane aveva appena finito di scontare una condanna a sei anni per spaccio di droga, di cui tre scontati in carcere e tre ai domiciliari, da cui era "evaso" tre volte. Questo la dice su certa gente del quartiere dei fiori. E poi il movente. Si era pensato subito al regolamento di conti, allo scontro tra gang, a una partita di droga non pagata, a uno sgarro. Macchè. Figa. L'omicida e la vittima predestinata, entrambi sposati, si sono presi a pugni per una donna. L'omicida, che le ha prese di santa ragione, è salito in casa per prendere la pistola e poi ha ammazzato il rivale, l'amico (tra l'altro, ucciso per primo) e poi (qui la cosa si fa agghiacciante) forse non ha sparato a caso, ma in preda al raptus ha preso la mira. Del resto su nove colpi otto sono andati a segno. Tutto per una mera questione di figa. Un'altra cosa che la dice lunga su certa gente del quartiere dei fiori. Arnaldo Pomodoro è di Rozzano. Ha regalato una scultura alla città, l'hanno inaugurata in pompa magna. Non ha resistito dieci giorni. Ci hanno buttato dentro un bengala e la preziosa scultura in vetroresina puff, si è sciolta, come se avessero dato fuoco alla casa della Barbie. Pomodoro si è incazzato. Chissà che ora con quattro morti ai giardinetti qualcuno non faccia qualcosa. Io nel quartiere dei fiori ci sono stato nel 1991. La sera prima mi avevano rubato la macchina. I carabinieri con aria assonnata avevano preso nota della denuncia. Le macchine rubate non le trovano quasi mai, se non per caso. Poi, all'epoca, le Golf le rubavano come il pane e puntualmente sparivano nel nulla. Un amico mi disse: dai, facciamo un giro a Rozzano, non si sa mai. Mi ricordo il quartiere dei fiori, era giugno, una mattina, semideserto, i nomi delle vie, poca gente in giro, donne con la borsa della spesa, nessuno che rideva, qualche Golf bianca ma che non era la mia. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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sabato, agosto 23, 2003 PROBLEMA Tre amici, dopo aver mangiato e bevuto alla Festa dell'Unità, vanno al pub a bere birra e a concludere in gloria la serata. Uno dei tre diffonde voci sulle abitudini sessuali della cameriera. Gli altri due iniziano a guardarla con altri occhi. Si chiede: - quante birre medie ordineranno pro-capite? - quante volte guarderanno il culo alla cameriera? - quante fantasie sessuali espliciteranno durante la conversazione? - a che ora usciranno dal locale, considerando che sono entrati a mezzanotte? - considerando inoltre che la conversazione si è dipanata tra i temi della figa, della morte, del calcio, della musica e della tecnologia, quale percentuale di tempo hanno dedicato a ciascuno degli argomenti, tenendo presente che la cameriera è andata via prima un'ora prima di loro?
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venerdì, agosto 22, 2003 DOPING La notte scorsa, dopo avere assunto 4 birre medie e un limoncello e percorso 84 chilometri in macchina, ho dormito solo tre ore e 40 minuti. Sono quindi felice di avere portato a termine poco fa, apparentemente senza danni, la mia giornata lavorativa. Ringrazio i seguenti additivi morali e materiali che mi hanno aiutato a mantenermi in posizione eretta e in una condizione di discreta lucidità.
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INCORREGGIBILE MILANO - Massimo Moratti ha confermato: Crespo va al Chelsea, si tratta solo di attendere le ultime comunicazioni degli inviati nerazzurri per l'annuncio ufficiale. Quanto alla dura reazione di Vieri (dopo l'intervista rilasciata alla Gazzetta), il presidente dell'Inter l'ha girata in positivo: "Un po' esagerata, ma è segno di Eh sì, Moratti è proprio un pirla...
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BOBO GO(L) AWAY Intervista a Vieri, stralci dalla Gazza di oggi: "Perchè vendono Crespo? Dopo Ronaldo tocca a Crespo, vendiamo sempre quelli buoni? Ma piuttosto diano via me. Cosa vogliono, arrivare secondi o terzi anche quest'anno? Io l'avevo detto di prendere Veron, ma non mi hanno ascoltato. Va a finire che qualche dirigente lo appendo al muro. In Nazionale sì che mi sono divertito, erano due anni che non mi divertivo così" Caro Bobo, mi hai rotto il cazzo. Hai ragione: sarebbe meglio dar via te. Io lo farei subito, senzo alcun problema. Sei un personaggio negativo, con te e con quella faccia lì non andiamo da nessuna parte. Sei quello che per un anno non ha esultato per i gol, ora invece esulti ma per fare vedere la maglietta firmata che c'hai sotto, ma che bravo, ma che nobile, ma che trascinatore, ma che paraculo. Sei quello che manda a cagare i compagni perchè non fanno un cross decente, aizzando un pubblico già rompicoglioni di suo. Sei quello che non parla mai, e quando parla - hai i tuoi due o tre giornalisti-tappetino che raccolgono i brontolii e li traducono in italiano - lo fa a sproposito. Sei quello sempre ingobbito a parlare tra te e te, e lo so cosa dici: squadra di merda, teste di cazzo eccetera eccetera. Sei quello che un 22 agosto qualunque sputa sul piatto in cui mangia, immerda una società che lo paga come nessuno. Con te, yes, con te - il centravanti più forte del mondo, qualcuno dice - non si va da nessuna parte. Mi hai rotto il cazzo. Sono stufo delle tue quaterne al Brescia, delle triplette alla Reggina e al Como, e del niente che combini con Juve e Milan. Sono stufo delle tue festa in discoteca, delle fighe che ti scopi, del nulla che trasmetti. Prova a chiederti perchè a San Siro le gente bacerebbe i piedi ancora oggi al Bonimba, a Spillo, al Kalle. Prova a chiederti, se vai via, quanti li baceranno a te non dico tra cinque anni, ma tra cinque settimane. Prova. Stai ammonticchiando gol-fuffa, gol che non sono serviti a un emerito cazzo. Gol che non ti faranno passare alla storia, sicuramente non a quella nerazzurra. Mi hai strarotto i coglioni. Non sei interista. Non sei interista proprio per niente. Sei stato troppo abituato a cambiar maglia ogni anno per affezionarti a una che ti tiene imprigionato da quattro stagioni, pagato a peso d'oro eppure mugugnante, triste, rompicoglioni. Non sei interista, stop. E poi che palle le tue estati a guardarti intorno, a offrirti di qua e di là, a lanciare dubbi, a mandare messaggi mafiosi, a far sapere che non sei contento, che vuoi vincere. Allora vinci, cazzo. Sei tu il centravanti. Pensa a segnare i gol nelle partite che contano, non a seppellire di sinistri e colpi di testa le solite due o tre neopromosse che ti capitano a tiro. Vinci, facci vincere. Segna gol pesanti, scava le aree, butta giù birilli. Vuoi vincere? E vinci, porca troia. Sei una grande centravanti e un piccolo uomo, questo è il tuo problema. E anche il mio, che non riesco a scindere le due cose. Se vai via non piangerò. Crespo è a Milano da un anno, non ci siamo affezionati a lui. Ma tu, cazzo, tu che imbonisci le folle con i tuoi golletti da due metri a porta vuota, ti fai le seghe all'urlo Bobo-gol e sei già lì che mandi a cagare mezza squadra, tu non ti nascondere dietro al paravento della tifoseria cogliona. Tu devi farci vincere, non mettere il broncio a cagare la minchia. E' meglio perderti che trovarti, ormai ne sono arciconvinto. Ma, ripeto, il calcio offre sempre una scappatoia ai mezzi campioni come te. Prova a segnare ancora 27 gol, ma nelle porte giuste. Facci vincere lo scudetto. Diventa anche tu un centravanti dell'Inter, uno di quelli che ci ricorderemo. Poi arrivederci e grazie, allora sì potrai mandarci in culo, noi e il nostro bel triangolino tricolore cucito sul petto, alla sì che potrai andare a spargere zizzania e sperma in un'altra città. Ma adesso no, adesso non così. Zitto e muto, si lavora. Si segna. Si vince. Altrimenti vai a cagare, possibilmente prima che compiliamo la lista della Ciempions Lìg. P. s.: e tu Massimo, papà Massimo, zio Massimo, nonno Massimo, se stavolta non gli fai un paiolo così allora sei proprio il primo dei coglioni.
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IL MIGLIORE AMICO DELL'UOMO - Bau! sveglia, cazzone, il sole è già alto. - Cazzo, ma sono le 8. Sono andato a dormire alle 4 e mezza. - Bau! alle 4 e mezza? e io che cavolo ne so? io ho le mie consuete pulsioni. c'è luce e mi sveglio. - Non è possibile... Che cazzo abbai? - Bau! ho istinti primordiali, sono pur sempre un cane. ho appena pisciato in soggiorno, adesso per esempio giocherei. sempre se ti alzi da 'sto cavolo di letto. - E piantala. Sei un cagacazzo. Lo sai che adesso non dormo più, vero?, lo sai... - Bau! che palle. vieni di là, ti fai un cafferino, mi dai due carezze, ti mordo un po' la mano, io sono contento, tu torni a letto, amici come prima. non mi sembra un dramma. - (Io non lo volevo il cane) - Bau! (noi cani metropolitani dovremmo adattarci allo stile di vita del padrone, ma qui si batte la fiacca) - ... - Bau! adesso mi hai rotto le palle. - (Mi faranno santo, come Francesco, Ignazio, Giovanni, Agostino e Ansano) - Bau! ci voleva tanto? dai, fammi dare due morsi il metacarpo che poi non ti rompo più i coglioni. che fatica. ah, se mi metti due gocce d'acqua nella ciotola magari bevo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, agosto 21, 2003 PREPARATEVI Alcuni interessanti spunti di interesse di un eventuale campionato di serie B a 24 squadre.
Comunque vada, sarà un successo. Auguri.
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15:17
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MAGLIERIA INTIMA (da un'intervista a Beppe Signori, sulla Gazza) - Da dove deriva la tua devozione a Padre Pio? - Nel '91 feci un incidente stradale dal quale solo per miracolo riuscii a uscire vivo. Quel giorno indossavo una canottiera raffigurante Padre Pio, che ho ancora. una canottiera raffigurante Padre Pio? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, agosto 20, 2003 PERCHE'? Punto 1. Non voglio aggiungere parole a parole, vomito a vomito, indignazione a indignazione. Non voglio nemmeno fare la figura del romanticone che pensa ancora che il calcio sia quello di trenta o quarant'anni fa, quello delle maglie strette e aderenti, delle facce genuine, del the all'intervallo, delle trasferte in torpedone. Non voglio nemmeno riderci sopra perchè 1) non ci riesco; 2) quello che è successo non solo oggi, ma negli ultimi due mesi, è molto grave, e non solo per lo sport. Quindi lascio perdere le considerazioni sulla giustizia ordinaria e sportiva, sulla qualità dei dirigenti, sull'ingerenza della politica, sulla plateale mancanza di rispetto nei confronti del cittadino-tifoso (ma questo sarebbe il meno, il cittadino-tifoso è un coglione tra i coglioni, io per primo) e di chi gioca rispettando le regole. Non farò queste considerazioni. Sono un romanticone e mi scandalizza questo calcio. Ergo: sono un pirla reo confesso. Passo al punto 2. Punto 2. In tutto questo assurdo bailamme, in tutta questa grottesca rappresentazione, il ripescaggio della Fiorentina mi sembra il capitolo più grave e assurdo. Metti che - dopo tutto quello che impunemente hanno lasciato fare a tribunali e ricorrenti vari - decidano di neutralizzare il campionato di serie B dello scorso anno, salvaguardando i diritti acquisiti (quelli delle squadre promosse in A e quelli delle squadre promosse dalla C1) e decidendo che per un anno non retrocede nessuno, visto che i casini irrisolti riguardavano squadre retrocesse oppure salvatesi per un pelo. Decisione abominevole, per un coglione come me che crede ancora in un calcio giocato su rettangoli d'erba tra due squadre con maglie diverse e vince chi segna di più eccetera. Mettiamo che turandosi il naso non si potesse fare altro. Ma cosa cazzo mi rappresenta ripescare la Fiorentina, farle saltare una serie, catapultarla direttamente dalla C2 alla B, farla passare sopra squadre che hanno perso il campionato di C1 allo spareggio e che quindi avrebbero il titolo per aspirare a quel posto lasciato libero dal Cosenza (che per inciso il suo posto non lo vuole liberare - con un presidente in galera e i libri in tribunale)? Ammettendo che le decisioni prese oggi da quei buffoni abbiano un fondamento, che fondamento ha il ripescaggio della Fiorentina? Cosa cazzo vuol dire? Chi cazzo lo ha deciso? In base a quale cazzo di principio? E non vengano a parlare di meriti sportivi, prestigio ecc. La Fiorentina è stata cancellata dal calcio per un fatto non sportivo, è vero, ma avere i soldi, un bilancio sano, le garanzie finanziarie oggi è una condizione irrinunciabile (o siete tutti coglioni come me, che penso che il merito sportivo sia avere una squadra con i controcoglioni e gente che la mette dentro?) Spiegatelo al Pisa e al Martina, prime delle escluse lo scorso anno in C1, perchè hanno scelto la Fiorentina, che giocava una serie dietro. Ma spiegatelo a tutti, cari Signori del Calcio, perchè invece di decidere qualcosa giocate a Risiko con i principi dello sport, con il buonsenso, con l'onesta intellettuale e con i nostri fottutissimi sentimenti di gente che si rincoglionisce davanti a un prato verde con 22 ricconi sopra.
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22:56
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QUESTIONI ETNICHE
E' più italiano il tedesco a sinistra che l'argentino a destra, eppure il tedesco a sinistra gioca nella Germania mentre l'argentino a destra gioca nell'Italia. Tra l'altro il tedesco a sinistra, che gioca nella Germania, ha una bella faccia da italiano, mentre l'argentino a destra, che gioca nell'Italia, ha una indubbia faccia da cazzo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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LA LEVA CALCISTICA DELLA CLASSE 1963 Ognuno misura il tempo che passa con gli espedienti che vuole. Io, per esempio, fino a tre o quattro anni fa mi beavo del fatto che in serie A giocasse ancora gente più vecchia di me, e mi sentivo molto giovane per questo. Adesso no, l'incantesimo è finito, il tempo è passato davvero, e se oggi per un miracolo della scienza e della tecnica qualcuno mi facesse scendere in campo con le braghe corte e le scarpe bullonate sarei il più vecchio calciatore di tutti i campionati professionistici. Il mio ultimo spicchio di giovinezza sportiva lo vivo intimamente nel basket. In serie A gioca ancora SuperMario Boni, classe 1963, però più vecchio di me di otto mesi. L'anno scorso era venuto qui a giocare e ci aveva fatto un culo così. Io a ogni canestro mi alzavo in piedi ad applaudire, e la gente di fianco pensava fossi di Teramo.
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TRANQUILLI, LA GUERRA E' FINITA BAGHDAD, 19 agosto
GERUSALEMME, 19 agosto
(parlato) C'era una grande festa nella capitale Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, agosto 19, 2003 CAMBIO BLOG/4 Dimenticavo la politica. Un bel bloggone di politica, un forum a cielo aperto, aspettando le Europee, con squarci di politica internazionale e considerazioni sul futuro dell'Italia. Massì.
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CAMBIO BLOG/3 Musica. Volete un bel sito di musica, quelli in cui ognuno si fa le sue belle seghe sui dischi che ha e con qualche copiancolla tira fuori qualche bella frase a effetto? Musica? E musica sia. Iva Zanicchi, la diva protagonista di questo sito, nasce a Ligonchio(Re). Inizia la carriera nel 1961 vincendo un festival per dilettanti patrocinato dalla Gazzetta di Reggio Emilia. Nel 1962 si iscrive al Festival Nazionale per voci nuove di Castrocaro, arrivando alla finale.
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CAMBIO BLOG/2 Oppure sesso. Ma da un'angolazione diversa. Figa no, basta. Facciamo un po' di informazione scientifica. Per esempio, parliamo di sperma. Pieno così di blog che parlano di sperma, pieno così. Mi adeguo. In generale uno spermatozoo è costituito da :
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21:53
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CAMBIO BLOG/1 Ah, l'arte. Potrei cominciare così, raccontandovi una a una le mie visite ai musei o alle chiese. Ci sono parecchi blog pieni di queste cose qui. O roba del tipo: quando vado per mercatini di antiquariato. Sono i blog che preferite, vero? Massì, dai, mi adeguo. Temperamento bizzarro, polemico e violento ebbe invece l’altro padre della Maniera, Giovan Battista di Jacopo, detto il Rosso Fiorentino (Firenze 14995; Fontainebleau 1540), la cui vita errabonda ed infelice fu al tempo stesso risultato e motivo del suo spirito ribelle ed anarchico, che chiaramente si riflette nella sua attività artistica. Il Rosso andò infatti assai oltre la posizione del Pontormo, cercando di evadere dalla tradizione culturale fiorentina come dallo stile grande di Michelangelo, dalla concezione idealistica della forma come da quella naturalistica, per vagare liberamente nel proprio mondo fantastico. Poco sappiamo sull’attività giovanile del Rosso, condiscepolo del Pontormo alla scuola di Andrea del Sarto, ma a tale periodo risalgono certamente alcune opere, che rivelano già spiccate tendenze verso questa sua forma di evasione fantastica (Sacra Famiglia della Galleria Borghese di Roma, Angelo Musicante egli Uffizi, Ritratto di giovane degli ex Musei di Stato di Berlino).
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21:45
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CAMBIO BLOG Forse dovrei essere superiore a certe cose, ma in realtà sto soffrendo, mi arrovello, non riesco a farmene una ragione. I commenti all'ultimo post mi hanno devastato. Non va bene che io - ogni tanto - parli di figa? Non va bene? Non va bene che io vi riferisca di come guardo i perizomi o sogno donne spagnole famose che mi corteggiano? Non va bene che io infili qua e là la foto di qualche bella gnocca per ingentilire il mio blogghino? Non va bene che io debordi simpaticamente nel soft-porno? Insomma, il mio ecumenico omaggio alla figa, entità fisica eppure categoria del pensiero, le donne non lo capiscono. Proprio loro. Proprio loro che dovrebbero ringraziarmi di come e quanto le amo, le apprezzo, le stimo e le desidero. Ma vaffanculo. Intanto, diciamocele tutte le cose. Già questo accordo sottobanco per non darmela mi disturba. Mi avevano detto che nel giro di due o tre mesi nei blog si ciulava, e invece io sono qui da tre mesi e niente, neanche uno straccio di limonata, non dico di rapporto completo, figuriamoci. Quindi, care le mie comari telematiche, mi arrendo al vostro passaparola, pissi-pissi-bao-bao, "oh, non gliela diamo a quello lì, ok?", tenetevela la vostra vagina, chi se ne frega. Basta, cambio blog. Faccio il blog che volete voi. Un blog paludato, culturale, polically correct. No logo, no figa, no vagina, no vulva. Tanto c'ho l'abbonamento a Sky Sport e Calcio, di voi non so cosa farmene. Ma state all'occhio, al primo cedimento del counter mi incazzo.
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21:42
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MASSIMI SISTEMI (Evoluta città della Padania capoluogo di provincia. Metà pomeriggio. Un uomo - io - incontra un altro uomo - lui - nella piazza principale. I due si sistemano in uno spicchio d'ombra e iniziano a parlare di massimi sistemi, intorno la gente passeggia & boccheggia, i più fortunati con un gelato, i meno fortunati con bambini da rincorrere o cani da far pisciare) LUI: (...) e adesso vediamo con questo nuovo Piano regolatore, adesso non hanno più scuse, qui le cose devono ripartire... IO: ...certo (sbadiglio abortito) LUI: ...hanno avuto le loro buone scuse per dieci o vent'anni, ma adesso no, adesso il Prg c'è e bisogna farlo fruttare, altrimenti 'sta città non si risolleva più... IO: ...e sì (se guardo l'ora sembrerò scortese, devo resistere, devo) LUI: e quindi (cambio repentino di tono da normale a sottovoce) 'spetta 'spetta 'spetta 'spetta... IO: che c'è? LUI: guarda che pezzo di figa... anzi no, non girarti. Madonna che due tette. Sta arrivando. Non girarti. IO: ... LUI: hai visto? IO: visto sì, ha anche un bel culo. Non girarti tu, adesso. LUI: perizoma? IO: umh, credo. Non girarti, eh? LUI: mmmh, perizoma. IO: ... LUI: ... IO: un the freddo? LUI: massì.
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COMPLEANNI Per una fortuita coincidenza, oggi compiono gli anni Nanni Moretti (50) e Marco Materazzi (30). Questo pezzo è dedicato a due grandi talenti della cultura mondiale, che han fatto sì che alcuni di noi, se pur perdenti, si ritenessero destinati a una vittoria futura e possibile. Questi due talenti nel campo della cultura e dell'arte, dell'evoluzione in genere, sono per me Nanni Moretti e Marco Materazzi. Forse mi rendo conto che molti di voi non sanno chi è Nanni Moretti, allora spiego chi è Materazzi. (vabbe', dai, stavo copiando. Ditemi da dove, è molto facile)
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lunedì, agosto 18, 2003 SENTY, VERGOGNATI La FilmografiaMasquerade (Raven-Terry Wigel-E.Orlowsky-Rocco Siffredi) 1992
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QUI NON PIOVE, SIA CHIARO Alberi sradicati, cantine allagate, tetti scoperchiati. Ma dove? Eppure il Tg parla della Lombardia, cazzo. La Lombardia. Controllo frettolosamente sulla carta d'identità. E sì, sono lombardo. E quindi mi tocca smentire. Qui, pieno centro della Padania, non piove. Le previsioni per ieri e oggi erano molto precise: tuoni lampi saette e soprattutto acqua. Ma qui, sopra di me, si sta materializzando una specie di miracolo fantozziano alle rovescia. La nuvoletta arriva ma poi si dissolve, il cielo si rabbuia ma i fulmini si vedono solo in lontananza, l'azzurro lascia il posto ad una scenografia di pecorelle ma senza provocare l'acqua a catinelle. Qui non piove mai. Oppure piove un minuto, massimo due, il tempo di stamparti la polvere sulla carrozzeria della macchina e farle cambiare colore, trasformandolo in quel maculato sahariano che fa la gioia degli autolavaggi. Un'ora fa c'era nuvoloso e cominciava a tirare il vento, ora c'è un sole che sembra di essere a Tahiti. E io mi sono strarotto i coglioni di sudare e boccheggiare. Se Camacho abitasse qua sarebbe conciato da sbatter via. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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SIAMO TUTTI NOBEL (da un'intervista a Gianni Boncompagni su "Sette") - Il tuo primo guadagno? - In Svezia. Ho fatto l'interprete a un'asta di pellicce. Mi hanno dato 300mila lire, un'enormità. Spesso facevo lo chaperon agli italiani importanti che venivano in Svezia. Quando Quasimodo venne per il Nobel lo accompagnai dovunque, musei, gallerie. Alla fine distrutto mi disse: "Ma qua non si fotte?" (No, era solo per rimarcare che alla figa ci pensano tutti, anche i premi Nobel. Quindi non voglio più vedere quegli sguardi un po' così quando metto la foto di qualche gnocca)
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12:00
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FELICITA' (O' PADRONE E KAKA')
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domenica, agosto 17, 2003 ANNA Anna Kournikova il suo posto nella storia del tennis se l'è già conquistato. E' una delle atlete più ricche in assoluto, senza avere mai vinto un torneo. In anni in cui le altre hanno dovuto farsi un mazzo così per alzare il proprio montepremi, a lei è bastato portare a spasso per il mondo la figa (e il culo e le tette, per essere precisi, oltre che un bel faccino) per ingrassare il proprio conto corrente a colpi di contratti extra. Gli sponsor - sportivi e non - hanno fatto la fila per assicurarsi un pezzo della vellutata pelle di Anna, che vivacchiava nei tornei (i suoi match sono sempre stati i più affollati, peraltro, al di là degli scarsi risultati) e faceva trillare il registratore di cassa. Ora, sportivamente parlando, la stella di Anna sta tramontando. Ha seri problemi di schiena (non chiedetemi perchè) e sta meditando il ritiro. E poi altre tenniste fighe si stagliano all'orizzonte, prime fra tutte la bella e gemente Sharapova (che i tornei li vincerà). Ma la Kournikova aveva ancora in serbo l'ultimo colpaccio. Qualche settimana fa ha vinto la causa con Penthouse, la mitica rivista for men only, che aveva pubblicato foto di una biondona in topless spacciandola per lei. Una cifra abnorme (alcuni milioni di euro) è transitata dal conto corrente di Bob Guccione, l'editore, a quello della nostra casa tennista. E il povero Guccione, ora che si è trattato di pagare questo e altri debiti, ha dovuto vendere la sua villa di Manhattan da 37 milioni di euro, senza peraltro scongiurare l'ipotesi di fallimento. Insomma Penthouse, che di figa ha sempre colpito, ora di figa rischia di perire. Mentre la Kournikova si avvia verso una pensione dorata, perdente sul campo e stravincente fuori. E poi ditemi che la figa non conta. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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VANESSA Se rinasco faccio il giornalista di moda, mi fingo culo e me le faccio tutte, a cominciare da Vanessa che mi ci sto quasi affezionando. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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RISCHI VIA ETERE |