www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
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martedì, settembre 30, 2003 L'ALBUM Scusate, non riesco a tornare in me. Ogni anno è la stessa cosa: il passaggio dal paradiso della racchetta all'inferno della vita normale lo vivo male, ma male male. Poi quest'anno non so, forse era il panorama di Tavolara, o forse era il profumo del mare... niente, sono devastato, non so neanche la formazione dell'Inter di questa sera (no, non è vero, la so, ma era per rappresentare con maggior efficacia il mio stato di sconcerto). In più oggi mi sono arrivate le foto della mia tre giorni in Sardegna, e non so se a voi capita mai, ma io guardando le foto ripiombo in quello stato di narcosi sensoriale, un po' ciucca triste, un po' festival del sospiro. Ve le faccio vedere. Per il resto lasciatemi stare, accontentatevi dei miei brandelli: mi ci vuole tempo. (sospiro) Un momento dello stage: confronto le mie esperienze tennistiche con uno dei colleghi
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ALTRI MONDI Devo tornare alla realtà, devo. Ho vissuto tre giorni in un paradiso (però senza figa) in cui le massime preoccupazioni erano giocare a tennis e non fare indigestione. Sull'Italia è calato il black out e io ero nell'unica regione dove non è successo niente. Poi torno a casa, accendo la tv e trovo un venditore Mediolanum che mi parla di fondi pensione e mi chiama "amico". Oh, ha detto anche cose interessanti. Tipo che - a lui dispiace, ma è così - devo lavorare ancora 25 anni, ma poi posso anche non smettere, se voglio. Quest'ultimo passaggio mi sembrava particolarmente importante, e preso da sottile angoscia ho cambiato canale trovando ancora lo stesso venditore. Chissà quanto cazzo hanno speso, ho pensato. In prima serata, poi. Vabbe', la morale è che i miei sogni di baby pensionato si infrangono a 25 anni dalla meta. Mi sembra una cosa grave (che me la dica la Mediolanum, poi). Cambiando discorso: buffa la somiglianza di quello lì con... e cazzo, non mi viene. Il presidente del Milan, dai... Diobono che rincoglionimento, non mi vengono nemmeno i nomi. Devo tornare alla realtà, devo.
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lunedì, settembre 29, 2003 LA QUARANTENA DANNI: due unghie piede sinistro andate a puttane, vescicona alluce piede destro bucata con kit cucito dell'albergo, dolori muscolari diffusi, cuore in frantumi, anchilosi pollice destro, dipendenza da pane carrasau, assuefazione a panorama marino, alterazione ritmo sonno-veglia. BENEFICI: scorie eliminate, pediluvio sulla battigia, mirto rosso dopocena, iodio inspirato, cuore in frantumi, animo leggero. RISULTATI SPORTIVI: assolutamente trascurabili. MIGLIORAMENTI TECNICI: naufragati contro l'ignavia dei pallettari. SENSO TATTICO: zero. FRASE CULT: "eppure sei il più forte". RISPOSTA CULT: "dite sempre così e non vinco mai un cazzo". PREDISPOSIZIONE AL RITORNO ALLA NORMALITA': zero. PROGNOSI: 40 giorni, salvo complicazioni.
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venerdì, settembre 26, 2003 LAST MINUTE Ma perchè se uno percorre il corso a passi lunghi e con una racchetta in mano lo guardano tutti male, come se avesse (chessò) i capelli fucsia o il pisello fuori? Boh. Vabbe', me ne vado. Tennis, mare, mangiare, bere: insomma, mi mancherete. A lunedì, e appicciate la radio.
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CICCIOBOMBO CANNONIERE BOBO VIERI: sì, Ronie mi chiama tutti i giorni per dirmi di andare al Real, ma io sto bene qui all'Inter. RIVALDO: sì, Ronie mi chiama tutti i giorni per dirmi di andare al Real, e non credo sia una proposta irrealizzabile, ma adesso devo risolvere i miei problemi con il Milan. ADRIANO: sì, Ronie mi chiede sempre cosa ci sto a fare in Italia, che non ci si diverte. MILENE: sì, con Ronie siamo praticamente separati in casa, non ci cerchiamo più, non chiediamo più niente l'uno all'altro, anche se quando ci vediamo ci capita di trombare perchè c'è attrazione fisica. SETTORE: sì, Ronie mi ha cagato il cazzo.
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TRE PUNTO ZERO! Ralph ha messo on-line un'infornata pazzesca di nuove puntate di Radio 3.0, sgorgando il suo lavandino musicale con una confezione famiglia di Niagara. Sono tutte bellissime, tranne una. La mia. Vogliateci bene, a me e al mio amico Jack Fruscìo, che non esce dal gruppo.
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giovedì, settembre 25, 2003 MI DISSOCIO
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UN IMPEGNO CONCRETO SCENDI IN CAMPO ANCHE TU UN SMS PER LA VITA (bis) Un vostro caro amico (cioè io) trascorrerà tre giorni in un luogo inospitale e lontano da casa, in un'isola ventosa e ricca di insidie, costretto continuamente a giuocare a tennis, mangiare e bere. Ma è niente rispetto a quello che gli capiterà sabato sera. Mentre allo stadio Friuli, con inizio alle ore 20.30, si giuocherà il match clou del campionato italiano di calcio, Udinese-Inter, il vostro amico (sempre io) sarà costretto a partecipare ad una cena di stampo para-ufficiale e a ingolfarsi di malloreddos e cannonau, in una sala vieppiù priva di televisore, e a mantenere un atteggiamento di cordiale convivialità pur avendo il cuore altrove. NON VI SEMBRA UN'INUTILE CRUDELTA'? Oppure volete fargli fare figure di merda, tipo chiamare il cameriere e chiedergli cosa fa l'Inter, tra l'orrore degli ignari commensali, e ammesso che il cameriere gli possa realmente essere utile? Ok, non è come in Corsica. Nella spartana camera che gli verrà assegnata, il vostro amico (io) avrà a disposizione acqua corrente calda e fredda, tv e televideo. Quindi verso mezzanotte con una scusa qualsiasi si eclisserà durante il lungo rito dell'ammazzacaffè e correrà a cercare un riflesso filmato in qualche tiggì. Ma volete lasciarlo nel limbo del "non sapere" fino a mezzanotte? Dio bono, siete delle bestie. APRI IL TUO CUORE ALLA GENEROSITA' Mandagli un sms durante la partita, o a partita conclusa. Un furtivo sguardo al telefonino gli basterà per arrivare a mezzanotte nella pienezza delle sue facoltà. Se volete aderire a questo Telethon per igienisti mentali, richiedete con un messaggio privato al vostro amico (io) il numero a cui mandare l'sms. Gli farete trascorrere un sabato sera indimenticabile. UN SMS PER LA VITA (bis) E SARAI UN BLOGGER MIGLIORE Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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EMPTY SKY Va bene tutto, ma non posso accettare che i miei soldi contribuiscano a finanziare la diretta televisiva del matrimonio di Emanuele Filiberto con questa sedicente attrice francese Clotilde Naso Rifatto Courau, già parecchio incinta. Ma chi cazzo sono questi due? Adesso scrivo a Murdoch e mi faccio restituire almeno un euro. Qualcuno ha l'indirizzo di Murdoch?
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mercoledì, settembre 24, 2003 ENLARGE YOUR PENIS Secondo il British Medical Journal, che ha intervistato 600 italiani e pubblica sul suo ultimo numero questa interessante ricerca sui nostri costumi sessuali, abbiamo i seguenti problemi:
Se la statistica non è un'opinione, anche tra di noi dovrebbe serpeggiare un certo nervosismo. P.S.: in un allegato alla ricerca, non pubblicato, il British Medical Journal sostiene che al 95% delle donne che hanno un blog non interessa limonare con colleghi blogger di un certo fascino.
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23:07
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LA QUARTA (E ULTIMA) ORA (28 EURO, NIENTE SCONTI) scena prima Lui: "Allora, oggi facciamo un lavoro tecnico" Io: "Perchè, scusa, le altre volte che lavoro era?" Lui: "Anche le altre volte, ma oggi di più" Io: "Nel senso che mi fai il culo?" Lui: "Anche" scena seconda (effettivamente mi fa il culo. Sotto il pallone fa caldo e si soffoca. Io tiro, corro, ansimo. Mi sto sciogliendo. Sono già Mister Maglietta Bagnata dopo un quarto d'ora. Devo avere un aspetto orribile quando mi dice) Lui: "Oh, ti vedo in difficoltà. Ci stai dando troppo dentro" Io: "No, è che ho anche fame" Lui: "Perchè, quando hai fame cosa succede?" Io: "Vedo la Madonna" Lui: "Vedi la Madonna o vedi Madonna? Eeheheheheh" Io: "...ehehehehehe..." Quello che in realtà pensavo: "Ma quale Madonna. Che cazzo ne sai tu di cosa vedo io. Tu non sai che adesso vado a casa e aggiorno il blog che pullula di donne che vogliono limonare con me, altro che Madonna, tzè" scena terza (ovvero: la ricerca del colpo della vita) (Lui è a rete, io gli sparo addosso, lui ribatte e io risparo. Faccio un sacco di cazzate, le palle vanno troppo lunghe, sbaglio con le gambe e ho momenti di depressione da errore evitabile. Gli tiro una mina che sarebbe andata fuori di tre metri, lui la prende e fa una volèe corta, io arrivo, la prendo e gliela metto morbida dall'altra parte, lui manco ci prova" Lui: "Ehi, manca un quarto d'ora, sei in anticipo con il solito colpo da fenomeno" Io: (fiatone) Lui: "Comunque questa non vale, te l'ho messa lì troppo bene, era un assist, non vale" Io: (fiatone e sguardo rassegnato e annuente) (cinque minuti dopo. lui è a fondo, io attacco come un esagitato, la palla va fuori mezzo metro, lui me la rimette bellissima, io faccio una volée di dritto altrettanto bellissima, che chiudo con un movimento un po' effemminato, tipo Wimbledon anni '50, ma davvero bello da vedere, mi sono piaciuto facendolo, so che non è facile da spiegare, ma è stata una frazione di secondo di estrema soddisfazione intima) Lui: "Ehilà!" Io: "Eh, non vale nemmeno questa però. L'attacco era fuori" Lui: "Vabbe', dai, accontentati" Io: "No" (tre minuti dopo. Lui è sempre a rete. Io sempre a fondo. Servizio simulato suo, risposta mia su di lui, volèe sua su di me, tentativo di passante mio. Alterno buone cose a solenni cagate. Su una delle ultime palline il consueto miracolo di San Gennaro. Lui mi ridà tre o quattro palline, finchè dall'estrema destra, con un piede nel corridoio, non mi viene un incrociato dritto cosà, un dritto della madonna, che cade un metro dopo la rete, bellissimo, imprendibile. Polluzione cerebrale) Lui: "Cazzarola!" Io: "Tu non puoi capire cosa sto provando" Lui: "Esagerato" Io: "No, davvero" quello che pensavo io: "Non puoi capire, signor 28 euro. Se potessi, adesso mi metterei in un angolo a piangere. Ma sei fortunato, il pallone non ha angoli" P.S.: sono pronto. Venerdì parto, lunedì tornerò devastated but satisfied.
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PIOVE (IT'S RAINING AGAIN) "Piove". Scusa? "Piove". "Piove?" "Piove". In effetti piove. Cerco ombrelli e non li trovo. Faccio mente locale e cerco di ricordare dove ho appoggiato un ombrello decoroso cinque mesi fa, l'ultima volta che l'ho usato. Perlustro armadi e balconi. Nel portaombrelli c'è solo roba da bambini. L'ombrello-coccinella. L'ombrello-squalo. L'ombrello-Bugs Bunny. Non c'è un cazzo di ombrello normale? Alla fine ne trovo uno, uno di quelli iper-pieghevoli, mai visto, forse perchè non l'ho mai usato, forse perchè mi sono dimenticato di averlo comprato, o forse perchè qualcuno se l'è scordato a casa mia, magari anni e anni fa, nella coincidenza astrale di una cena a casa mia in una serata di pioggia. Il paesaggio è irreale. La pioggia è abbastanza ridicola, si sente appena il tic-tic-tic sull'ombrello, si vedono appena le gocce cadere nelle pozzanghere. Pozzanghere. Parola che non usavo da mesi. Luogo fisico e umido che non vedevo da mesi. Fisso le pozzanghere stranito, come uno che vede il mare dopo 15 anni. Pozzanghere. Vuol dire che piove da un po'. E' una notizia, questa. La gente intorno a me è visibilmente impreparata. Ombrelli inadeguati. E' il festival delle stanghette rotte. Ombrelli usciti da chissà dove. Io ho l'ombrello a posto ma ho sbagliato scarpe. Il cuoio sul pavè bagnato è pericoloso. Ogni tanto assumo pose alla Ester Williams. Il cambio di stagione mi diverte. Gente in Lacoste e gente con giubbottone di renna. Gente in bermuda e gente con scarponcini tecnici. Donne in mini a gamba incremata e donne con i collant. Ehi tu, hai già rimesso i collant? Lo sai quanto mi mette tristezza questa tua scelta che odora di autunno inoltrato e di cassetto chiuso? Odio il collant anticipato. Vorrei che non finisse mai la legislatura della coscia libera, ma ogni volta è così.
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martedì, settembre 23, 2003 PEZO EL TACON DEL BUSO Ah, la spocchia di "Repubblica". Impagabile. La leggo tutti i giorni, eh? Sono un fedelissimo. Mi piace, è faziosa (dalla mia stessa parte) e ha le migliori pagine sportive tra i quotidiani nazionali: basta e avanza. Ma che spocchia, ogni tanto. Esempio clamoroso. Il penultimo numero del Venerdì esce con una copertina dedicata al calcio. C'è Carletto Parola librato in volo nella sua mitica sforbiciata. Il titolo non lo ricordo, ma è una roba tipo "Dove va il calcio", e sotto, in piccolo, l'annuncio dell'inchiestina sull'argomento e un breve elenco dei grandi del passato a cui hanno rivolto la domanda: Maradona, Platini, Riva, Rivera... e Burnich. Scritto così, BURNICH, e non Burgnich. Cazzo, mi sono detto: una copertina di un magazine da 8-900 mila copie con un refuso del genere. "Repubblica" brilla ogni tanto per sciatteria: spesso gli infografici sono zeppi di refusi, basta spulciarli un pochino. Ma un refuso sulla copertina del Venerdì, dove ci saranno state trenta parole in tutto, mi sembrava clamoroso. Vabbe', capita, però è clamoroso. Passa una settimana, e trovo sul Venerdì successivo, l'ultimo, un pezzettino in cui - con apparente sportività - "Repubblica" spiega l'erroraccio in copertina della settimana precedente (evidentemente qualche capoccia si sarà inorridito, a cascata si sarano fatti il culo reciprocamente almeno una ventina di persone, i lettori avranno scritto duemila mail e, insomma, non ci si può sottrarre al mea culpa). Il pezzettino adesso lo ricopio, perchè è un capolavoro di spocchia: "Vatti a fidare della Figc. Che per la Federcalcio di Carraro fosse un periodaccio era noto. Ma che la Federazione sbagliasse i nomi dei campioni... Il Venerdì l'ha scoperto a sue spese sull'ultimo numero, consultando il sito internet Figc per conoscere l'ortografia di un celebre terzino che di nome fa Tarcisio. Sul sito nessun dubbio: Burnich. E così abbiamo scritto: sbagliando. Perchè l'ex interista e Nazionale degli anni '70 è Burgnich. Il grande Tarcisio ci ha rassicurati: l'errore, che si ripete da tempo, a lui, che era soprannominato Roccia, non l'ha neppure scalfito". Cara Repubblica, lascia che ti dica due cosette:
E consentitemi, così, da lettore fedele che protesta: andate a fare in culo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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09:24
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lunedì, settembre 22, 2003 BACI IN DECLINO E BACI A PAGAMENTO Dai giornali di domani vi propongo una duplice riflessione su un argomento che mi sta molto a cuore. Limonare.
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21:52
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LA TERZA ORA (sempre 28 euro) O "DE SORPRENDEVOLENTIA HUMANIS CORPORIS" Primo cesto (pensando tra me e me raccogliendo le palline) "Cazzo, ma se alle tre non mi ero ancora addormentato, e alle sette e mezza mi sono svegliato, e dunque ho dormito quattro ore e mezza: com'è che gioco così bene? Ma che fisico avrò mai?" Secondo cesto Lui: "Ascolta. Tu fai questo movimento, no?" (e mima il movimento) Io: (ansimando) "Sì" Lui: "E la palla va via così, no? E di solito va di là, no?" Io: (ansimando sospettoso) "Sì" Lui: "E senti che ti viene bene, questo movimento, no?" Io. (ansimando ansioso) "Sì" Lui: "Ecco: è sbagliato" Terzo cesto Lui: "Adesso facciamo un esercizio tosto. Parti da metà campo e avanzi. Volèe di dritto e la metti qua, smash di dritto e la metti sempre qua, volèe di rovescio e la metti là, smash di rovescio e la metti sempre là, ok?" (cinque minuti dopo) Lui: "Bene bene bene. Come va?" Io: "...gnegne..." (volevo dire bene, ma non ce l'ho fatta) Quarto cesto Lui: "Dai, facciamone un altro così" Io: (tra me e me) "Nooo" (tipo Fantozzi quando gli dicono che al posto di Inghilterra-Italia deve andare a vedere il film cecoslovacco con i sottotitoli in tedesco) ma come di consueto estraggo qualcosa dal cilindro. Dopo la serie delle quattro palline il bastardo me ne tira una quinta, a tradimento. Un altro pallonetto. La vedo partire ma sono inchiodato. Fiato zero. La palla arriva, non ho preparato il colpo e allora estrapolo un gesto disperato. Niente smash, ma invento una specie di gancio cielo facendo fare alla racchetta un cerchio completo. La prendo benissimo. La palla picchia in mezzo al campo, a un centimetro dal corridoio, e lui non la prende. Lui: "Come cazzo è che tu all'ultimo colpo fai sempre qualcosa di pazzesco?" Io: "Non lo so, forse è per farti contento" Lui: "Ah, grazie" Momento di riflessione L'ora è finita. Sono sulla sedia e continuo a sudare. Gocciolo. Scende acqua da tutte le parti. Neanche fossi in una sauna. Penso che il corpo stia tornando nei suoi parametri realistici, dopo che il suo padrone (io) ha fatto il fenomeno per liberare i suoi diritti così e cosà (ragazzi, quando parte e arriva bene un diritto cosà è una soddisfazione intima e rabbiosa). Devo dormire di più. Devo riposare di più. Devo bere di più. Continuo a sudare. Minchia. E se muoio disidratato? Beh, avrebbe un suo significato morire sul campo, un bel campo in erba sintetica, con la sua sabbiolina al quarzo, i suoi riflettori, la sua rete, le porte da calcetto, il cestino dell'immondizia. Morire dentro un pallone pressostatico. Pressostatico è una parola che mi è sempre piaciuta, perchè mi ricorda il tennis. Ma guarda te se per sentirsi vivi bisogna rischiare di morire disidratati.
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14:38
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domenica, settembre 21, 2003 POLTERGEIST Che cazzo è successo al counter? Chi ha sabotato la mia gara? E soprattutto, chi limonerà con me al cinema? E' una congiura. Aggiornamento: tutto risolto. I risultati del concorso sono nel post qui sotto. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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22:58
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COUNTER Dunque. Quota mille è stata una celebrazione simbolica. A quota diecimila avevo messo in palio una limonata e naturalmente è stato un uomo a staccare il bigliettino. Quota ventimila niente: ero al mare. Recupererei quindi a quota venticinquemila. Voglio finalmente smuovere un po' le acque. Chessò: chi vince viene con me al cinema o a vedere l'Inter. Le trovo entrambe due cose molto romantiche (ah, sto dando per scontato che vinca una donna). Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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22:28
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GRUPPO COMPATTO Bene bene bene. Siamo primi in folta compagnia, imbattuti, neanche un gol subito. Mancano 31 giornate alla fine del campionato e il bicchiere è decisamente mezzo pieno.
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22:20
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IL MINUETTO Un passo avanti, due indietro. Vabbe', niente drammi, in fondo non abbiamo perso, non abbiamo ancora preso un gol, e questo pareggio ci sta. Un po' di effetto-Arsenal, un po' di stanchezza, un po' il caldo. Poi ci aggiungi una squadra bellissima, la Samp, che ha fatto un partitone (squadra tutta italiana, cazzuta, atleticamente perfetta - finchè dura -, allenatore con i controfiocchi). L'Inter tira bene le punizioni, questo sì. E Antonioli le para da dio. Su azione saremo andati in porta due o tre volte, la Samp molto di più e onore al merito. I due passi indietro sono nel gioco, perchè abbiamo fatto il mucchione al centro, dimenticandoci di come abbiamo vinto a Londra. Lamouchi ed Emre insieme non vanno bene, forse bisognava rischiare Almeyda. E comunque il problema è proprio lì al centro, perchè se la squadra non va sulle fasce serve qualcuno che ce la mandi, e invece è stato un quasi perenne tentativo di sfondare al centro, inutilissimo. Riordinare le idee, please. E alcuni consigli a Cuper.
Comunque, ragazzi, avanti (più o meno) così. Finchè non si perde sono (più o meno) contento.
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STORIACCE/2 Ad Avellino riaffiorano le follie del calcio. Durante alcuni tafferugli, un tifoso del Napoli cade dal primo anello e finisce nel fossato, un volo di 15-20 metri. Devono chiamare i vigili del fuoco per recuperarlo, prima che lo carichino sull'ambulanza passa un'eternità, circa mezz'ora, e questo ragazzo era più morto che vivo e chissà se adesso riusciranno a salvarlo. I tifosi del Napoli - con una violenza che non avevano mai mostrato - sono inferociti, la vista del ragazzo lasciato lì a morire li ha sconvolti e iniziano a spaccare tutto. Un vicequestore è tra i poliziotti che stanno intervenendo per caricarli, e mentre corre ha un malore. E' un infarto. Mentre boccheggia a terra si prende pugni e calci, forse l'hanno anche accoltellato a una gamba. Riescono a sottrarlo alla furia dei tifosi, lo portano in ospedale, sta male anche lui. La partita non si gioca. Ho sentito, nei primi commenti, tirare in ballo la storia delle tensioni del precampionato che sarebbero esplose al primo casino. Non ci credo. Voglio solo pensare alla solita teppaglia, ai soliti incidenti, alla solita follia, alla solita curva che è una bomba pronta ad esplodere e alla miccia innescata dalla vista di un ragazzo che muore senza che uno straccio di ambulanza arrivi a portarlo via. Di sicuro questo campionato, dopo un sabato così, è destinato a una vita grama. Quante altre partite a rischio ci saranno? Il problema è che mancano 41 giornate alla fine, e anche questa cifra è pura follia. E se vogliamo parlare di sport, parliamone. Le ripescate fanno schifo, e Zola è una perla data ai porci.
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STORIACCE/1 Questa sera, annunciando in diretta verso le 21 il film di Raidue, Alessandra Canale si è rivolta ai telespettatori con una faccia terrea e ha detto: "Questo forse è il mio ultimo annuncio. Per una decisione dell'azienda, che non condivido, sarò sostituita da altre persone. Vi voglio bene" e si è messa a piangere mentre l'immagine si dissolveva. Lei ha avuto un certo coraggio a sputtanarsi e sputtanare così, anche se questo auto-annuncio buttato lì un po' a tradimento, non so, mi lascia un po' lì. Vabbe'. Ma la questione è un'altra. Il nuovo direttore generale della Rai ha iniziato un'operazione di "restyling" della Rai, e uno dei primi atti in assoluto è questo, cambiare le annunciatrici con sei nuovi giovani virgulti che svecchieranno - dice lui - l'immagine dell'azienda. E' come se la Fiat presentasse un nuovo piano industriale per evitare di chiudere o di finire definitivamente in pasto agli americani, e come prima cosa cambiasse le centraliniste.
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sabato, settembre 20, 2003 NOTE A MARGINE
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DUBBI E se non ci andassi? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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venerdì, settembre 19, 2003 GRAVI PROVOCAZIONI La mobilità sostenibile mi ha fatto dimenticare una cosa importante che dovevo assolutamente scrivere. La notizia circolava già da settimane, ma non avrei mai immaginato che sarebbe diventata vera. E invece oggi hanno fatto un comunicato congiunto un paese che amo e una squadra che odio. Il paese che amo (ci ho vissuto 15 anni, e tuttora ci vado almeno una volta la settimana perchè ci vivono i miei) mercoledì prossimo in una pomposa conferenza stampa annuncerà che nell'estate 2004 ospiterà il ritiro precampionato di una squadra che odio. E io tutto, ma proprio tutto avrei potuto elaborare nei miei peggiori incubi notturni - tipo quelli che fai dopo aver mangiato la peperonata e mezza caciotta toscana e un quarto di salame di Varzi annaffiati da un litro di barolo - ma mai, dico MAI, che la Juventus sarebbe venuta a casa mia a fare il ritiro estivo. Nel campetto di Salice Terme, provincia di Pavia, vezzosa località termale dove vengono a scatarrare e a immergersi nel fango anziani e non da tutta la Lombardia, io ho visto un sacco di cose. Ho visto allenarsi il Bari, una volta, con Terracenere che parlava in barese stretto e mandava tutti a fare in culo, ma proprio tutti, anche Fascetti. Ho visto allenarsi la Fiorentina, che faceva sgambare un giocatore che non avrebbe mai schierato, Aguirre, doveva essere un campioncino ma fu rispedito a casa, e invece io l'ho visto. Poi ho visto decine di giovani virgulti che poi sarebbero diventati campioni, quando il campetto ospitava un dignitoso torneo Primavera e la tribunetta si popolava di osservatori. Io, sul campetto, mi sono allenato con il Pavia (e ci ho scritto un post un po' di tempo fa) e ho segnato uno dei miei ultimi gol ufficiali, in una amichevole in cui indossavo una maglietta rossa con la pubblicità di uno studio tecnico e insaccai un tiro dal vertice dell'area che per un attimo mi sono sentito Ramon Diaz. Ho visto un arbitro volare via per un ceffone mollatogli dal capitano del Salice, Terza categoria, ma volare via letteralmente: lui si è fatto 15 giorni d'ospedale e il capitano è stato radiato. Ho visto partite degli Allievi e amichevoli precampionato. L'ho visto andare sotto quando straripò il torrente. L'ho visto pieno di merda di cavallo una volta che al concorso ippico si era iscritta un'enormità di gente (e relativi animali). L'ho visto brulicare di gente, birra, rutti e passione per il torneo dei bar, quando il calcio era ancora calcio. E adesso, dio caro, ci andrà la Juve lì? Ma è pazzesco. Il mio paesuncolo sarà invaso da orde di tifosi bianconeri, quelli peggiori, quelli che vano ai ritiri e agli allenamenti, quelli sfegatati e irragionevoli, quelli ignoranti, quelli con la bandana e la canotta, quelli brutti e sfigati che la vacanza è andare a vedere la Juve. La mia tribunetta, cazzo, la mia tribunetta ambiziosa ma cazzona, che negli spogliatoi ci piove sempre dentro, ma è pur sempre la mia tribunetta di quel bel cementone prefebbricato in gradoni, si popolerà di LORO? E l'antistadio - un altro posto che adoro, perchè c'era una porta abbandonata e perfetta per giocarci a porta unica, perchè tutte le volte che dal campo uno tirava alto stavi a sentire l'irresistibile rumore della lamiera di qualche cofano imprudente lasciato lì ad immolarsi - si popolerà delle loro macchine, con il cuscino nella cappelliera, l'adesivo vicino alla targa, la foto di Del Piero nel "non correre pensa a me", la sciarpa ostentata al mese di luglio e l'Arbre magique bianconero che penzola dallo specchietto? Ma lo so già - perchè io sono malato, sono curioso, sono attratto dal rumore che fa un pallone calciato bene, che non è spaaam!, ma tud! - che una mattina o un pomeriggio, o magari tutti e due, mi ci siederò anch'io, per vedere le merde da vicino, per sentire come ci si sente ad essere juventini, per respirare gli odori di ascella di chi ha vinto 27 cazzo di scudetti e applaude ai quei quattro baluba che correranno in tondo nel mio campetto, saltando ostacolini, evitando birilli, parlando di figa. E adesso vado a dormire. Chi cazzo se ne frega della mobilità sostenibile. Devo pensare al mio campetto, guardando il soffitto e tirando un sospiro dietro l'altro. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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23:50
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IL BLOGGER DI SERVIZIO Questo blog non sarà aggiornato per un po' (diciamo fino a domani pomeriggio) perchè domani mattina devo moderare una tavola rotonda ad un convegno di studi su "Mobilità sostenibile, qualità dell'aria e salute umana" e quindi adesso mi metto a leggere due cose e poi vado a dormire presto (non potrei moderare sbadigliando, darei una pessima impressione). So che siete già fieri di me, lo sento. Mi facevate tutto Inter e figa. E invece no, modero tavole rotonde come un piccolo Jader Jacobelli. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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21:34
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LA SECONDA ORA (SEMPRE AL COSTO DI 28 EURO) Lui: "Bene, col diritto siamo a posto". Io (ansimando): "... b.b.bene... " Lui: "Quindi ti spiego una cosa nuova" Io: "Ma che cazzo, mi dice che va bene e adesso me lo cambia" Io (ansimando): "...oc-occhei..." Lui: "Allora, ascolta. Quando sei in difficoltà..." Io: "E che cazzo, io sono sempre in difficoltà, sennò perchè venivo qui a versarti alcune decine di euro o euri che dir si voglia?" Lui: "...e cioè quando la palla è troppo bassa, o troppo di lato, o ti hanno tirato una bomba e sei in ritardo.. ecco, allora il braccio non andarlo a chiudere sulla spalla sinistra, facendo il solito movimento ampio, ma fai 'sto movimento più breve e chiudilo su quella destra. Così, zac!" Io: "Ah, come quei fantastici pallettari spagnoli, o come Hewitt, o come Roddick... sì, vabbe'..." Lui: "Eh, quelli". Io: "Cazzo, così prima o poi me la do in testa o sul naso, peggio ancora, il naso, IL NASO!" Lui: "Ok? Proviamo. Adesso palleggiamo, e TU decidi come fare il tuo diritto, se farlo così o farlo cosà". Io: "Ma dove pensi che trovo il tempo e la lucidità per decidere? Per chi cazzo mi ha preso questo qui?" (il tempo trascorre, io ogni tanto decido se farlo cosà e non sempre così, qualche volta riesce, il più delle volte no. Ho voglia di vomitare. Poi finalmente lui mi fa: dai, qualche scambio da fondocampo e ci fermiano. Occhei! Cerco inutilmente il colpo per chiudere in bellezza e dare un senso alla mattinata e ai 28 euro. Una volée stoppata - stoppata casualmente - si ferma sul nastro. Non ce la faccio, non ce la faccio, cazzo! Poi lui dice:) Lui: "Occhei, l'ultima". (tengo lo scambio, patapim, patapam, sembro il cugino disabile di Pat Rafter, ma tiro lecche micidiali, mi gaso, patapim, patapam, come scorre il braccio diobono senti come scorre, poi lui mi tira una palla un po' così, in mezzo al campo, ma diagonale, la palla picchia proprio nel quadrante del servizio e va verso l'esterno. Corro e nel correre penso: la prendo cosà. Ci arrivo, la prendo cosà, la racchetta e il braccio mulinano sulla mia destra, sento la racchetta sfiorarmi la tempia e andare dietro, e intanto la pallina parte bellissima, si inarca, supera la rete e scende subito, va esattamente dalla parte opposta, nel suo quadrante del servizio, poi se ne va verso la plastica del pallone. Lui non muove un passo. E' punto, e che punto!) Lui: (bestemmia con punto esclamativo) Io: "Yeeeeeooooowwww". Lui: "Cazzo, proprio così. Te l'ho insegnato bene, eh?" Io: "Era l'ultima, no? Ecco, scusami, mi sono macchiato i pantaloncini, vado a cambiarmi" Io: "Oh, sesso zero, ma è un periodo che godo come un orso marsicano in calore" Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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15:12
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L'ANGOLO DELLA SCIAMPISTA Sono sconvolto da una serie di notizie.
(la verità è che Ilary non ha delle gran tette, e Totti s'è un po' stufato. Secondo me, eh?) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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09:06
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giovedì, settembre 18, 2003 (ODDIO!) Le cose si stanno mettendo decisamente bene. Leggete qui. Manca solo la figa, ma sono per la politica dei piccoli passi.
(Productivity? Di Recoba? Che cazzo intenderanno? Boh) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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22:40
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QUESTIONE DI PEELING Basta Inter, cambio argomento per ragioni di cabala e sanità mentale. E lancio un piccolo sondaggio: ma a voi (uomini e donne, eh?) piace questa depilazione fatta con il tagliabasette? Ora, non dico di coltivare la boscaglia e lasciarla proliferare a livelli amazzonici, ma questa siepina tirata con il righello a me metterebbe una certa soggezione. Roba che se mi capitasse questa qui per una seduta di petting pesante le direi: scusa, hai un pennarello che faccio un ritocco tipo photoshop e rinfoltisco un po'? Perchè bisogna essere così terribilmente lineari? Perchè squadrare questi monti di Venere? Perchè disegnare col pelo questa corsia preferenziale (tanto sappiamo dov'è l'ingresso, più o meno)? Non si può trovare una via di mezzo e riportare le vagine ad un'immagine più rassicurante?
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14:16
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DENTI Caro Massimo, rivedere tutti i tuoi denti, i tuoi dentoni da castorone nerazzurro, esposti fino all'ultimo molare in posizione di largo sorriso mi ha esaltato e commosso come il quadruplo salto mortale carpiato di Martins e come una fascia sinistra presidiata da un esterno di ruolo, finalmente schierato dopo anni e anni di stenti (tu non mi vedi, Massimo, ma mi sto toccando i coglioni che sembro un catcher degli Yankees all'ultimo inning). Quando Kallon e Martins hanno sbagliato il gol del 4 a 0, evitandoti una polluzione quantomai imbarazzante (eri in tribuna ad Highbury con tuo figlio di fianco, Bedi davanti e Facchetti e Branca in favore di vento), non hai solo sorriso. Hai riso. Sembravi un bambino a Gardaland, o meglio ancora il Jolly Joker di Batman, un uomo trasfigurato. E mi hai fatto una gran tenerezza, perchè facevi fatica a tenere a bada i dentoni, e quasi ti spiaceva intimamamente che fossero solo trentadue, perchè ne avresti tirati fuori un altro po' per illuminare di riflesso quello stadio violato. Massimo, e adesso come la mettiamo con gli "impegni improrogabili" che ti capitavano proprio di domenica? Che cazzo di impegni improrogabili avrà mai un petroliere la domenica, mi chiedevo, se poi la sua principale occupazione è quella di fare il presidente dell'Inter che, appunto, gioca la domenica? Ma ti abbiamo capito tutti, Massimino. Non volevi vedere. Sei stato crudo e geniale come Nanni Moretti: indeciso se si notasse di più la tua incazzatura dalla tribuna o dal divano, hai scelto il divano. Ti si nota di più se non ci sei, è ovvio. E magari l'hanno notato anche quegli smidollati che paghi a peso d'oro, o quel caporalaccio del tuo entrenadòr, che c'ha il 4-4-2 nel midollo e ogni tanto gli scappano le genialate come Adani a centrocampo, quelle cose che ti fanno intimamente incazzare duro (mica solo a te, eh?) e vorresti dire: mavaffanculo, fate voi, dite voi, io non esisto. Adesso sei a New York per un "impegno improrogabile", non sarai a San Siro domenica e, come dire, sono cazzi tuoi. Ti vedrai la partita dalla sede Rai sulla Quinta strada, davanti al televisorino dove ti auguro di soffrire poco e sorridere molto. Però vedi che serve vederti in tribuna. Magari è un caso. Magari è cabala. Magari è culo. Ma se ogni tanto rompi i coglioni alla combriccola, e fai vedere la differenza tra Moratti a bocca chiusa (come il coro della Butterfly) e il Moratti Jolly Joker, magari qualcosa succede. Magari si gioca e si vince. Sempre tuo, e scusa se ho scritto questa lettera con una mano sola. L'altra è rimasta strategicamente in posizione a conchiglia per tastare la consistenza dello scroto. R.
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09:48
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mercoledì, settembre 17, 2003 SI' SI', ERAVAMO NOI TOLDO: 8 - Si vedeva dallo sguardo lanciato a Henry che gli avrebbe parato il rigore (e che parata), poi fa un'altra impresona su Kanu, che a momenti si svalvola dallo sconforto. J. ZANETTI: 7 - Ordinary administration, ma quando esce palla al piede da qualche casino con i suoi zigomi tirati a lucido è sempre un'emozione, e comunque sbaglia pochissimo. CANNAVARO: 7- - Fare il gladiatore è sempre la sua specialità, si immola e respinge, però ogni tanto lì in mezzo balliamo e sbaglia un sacco di disimpegni. Però, insomma, chi se ne fotte. MATERAZZI: 7- - Vedi alla voce Cannavaro: alla fine non passa nessuno, ma qualche cavolata la fa sempre. Sul rigore non saprei: vista la situazione (Ljundbgerg era di spalle), se l'ha davvero spinto è un po' un pirla. Ma ti perdono, va'. CORDOBA: 6+ - Al Ramiro tocca sempre il lavoro più del cazzo, deve fare il terzino sinistro e lui assolve il suo compito da buon maresciallo capo. VAN DER MEYDE: 8 - Primo tempo da cinema, è un giocatorone, sta a vedere che Moratti ha speso bene. Gran gol, gran correre, grandi idee. Bisognerebbe togliergli qualcosa in pagella perchè le partite durano 90 minuti, e lui dopo 50 non ne ha più, ma me ne frego. Cuper giustamente lo leva prima che stramazzi al suolo. Ti amo già. C. ZANETTI: 7,5 - Classica partita per uno come lui, che si piazza in mezzo e inizia a ringhiare e anticipare. Non butta via niente ed è tutto un volare di stinchi biancorossi. Avercene. EMRE: 6,5 - All'inizio balla la rumba e infatti in mezzo soffriamo, poi ne esce bene, inventa il gol di Martins e quel pirla di Cuper lo toglie quando ormai è bello rassicurato e tiene il campo. KILY GONZALES: 7 - E' bello cazzuto come ai tempi del Valencia, considerando che è la prima volta che gioca 90 minuti nell'Inter sono più che contento. Picchia, corre, ha voglia di giocare. Speriamo. CRUZ: 7,5 - I primi venti minuti sono da tragedia, una schiappa planetaria. Poi inventa un gol da campione e si trasforma in un cigno della pampa. E' la perfetta sintesi di Vieri, Ramon Diaz e Margheritoni. Il calcio è bello, dio bono. MARTINS: 7+ - Il duello con Tourè è la cosa più divertente della partita. Quando ha trenta metri davanti è un pericolo pubblico, ma ha dimostrato di saper fare anche un gol di pura freddezza. Oba Oba, ti prego, resta così, non farti rovinare da qualche velina. LAMOUCHI: 6,5 - Quando è entrato mi sono toccato i coglioni, invece ha fatto il suo dovere senza sbagliare una palla. HELVEG: 6 - A Siena l'avrei baciato per la sua rassicurante serenità (e giocava a sinistra), qui ha un po' balbettato ma sono particolari. KALLON: 6 - Sbaglia il gol del 4-0, ma fa ridere Moratti. Meriterebbe 7. CUPER: 7,5 - Io non avrei tolto Emre, ma l'allenatore è lui.
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23:00
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21:33
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CASI UMANI Sulla panchina dell'Arsenal siederanno stasera due ex-nerazzurri parecchio spassosi, due centravanti da Inter, in senso patetico voglio dire. Due casi umani che hanno del clamoroso. Due ottimi calciatori, teoricamente, due campioni. Ma anche l'esempio vivente 1) di come certa gente la prende e la rovina solo l'Inter; 2) di come certa gente la prende sul gobbone solo l'Inter.
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17:23
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PALLA, PREGO C'è chi si fa una birra, un whisky, un caffè, una sigaretta, una corsa, una sega (diciamolo). O ascolta un disco, o legge un libro, o vede un film, o si mette al telefono e parla, o al computer e chatta. O passeggia di notte, o guarda l'alba, o si incanta davanti a un tramonto. O chi fa sesso, chi limona, chi pomicia (mai capito dove va l'accento). O chi gioca, chi ride. Anche chi piange, perchè no. Io per sentirmi vivo (a parte alcune di queste cose, secondo il momento e la disponibilità) a volte faccio un'ora di tennis col maestro. Lo chiamo, prenoto e mi presento al campo. Per una cifra che si aggira sui 28 euro, per un'ora ricevo e restituisco palline a velocità superiore alla (mia) media, godendo nel sentire il braccio che va via pulito e mi si attorciglia intorno al collo, la spalla che lo accompagna e dà forza al colpo, i piedi che per un attimo si ancorano sull'erba sintetica e aspettano che la pallina parta prima di rimettersi in movimento. Mentre raccogliamo le palline lui, The Theacher, mi dice dove sbaglio, e io, The Pupil, gli dico sì, ho capito. Stamattina c'era anche una novità: mi mancava il fiato, questo sì - vorrei vedere voi a sparare a raffica per un'ora -, ma il setto nasale funziona da dio, passa un sacco d'aria in più di prima, e tutto va meglio, anche l'umore. E' la prima ora che ho fatto a distanza di un sacco di tempo, e quindi ho finito con la lingua fuori, i crampi ai polpacci e la maglietta da strizzare. Però, cazzo, quando alla fine mi siedo due minuti sulla sedia a bordocampo, mi tolgo la maglia fradicia, mi passo l'asciugamano sulla faccia, sento le tempie che ancora pulsano dopo l'ultimo cesto di palline, chiudo gli occhi e gusto l'ossigeno che rimetto in circolo inspirando come un mantice, e sento una stanchezza fisica e positiva, che vuol dire sentirsi a pezzi ma con la mente sgombra, ecco, lì, per un un minuto o due, mi sento vivo.
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14:54
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SURPRAIS Oh, non uno in tutto questo tempo che mi abbia avvertito che abbiamo ceduto Gonzalo Sorondo allo Standard Liegi (decisione assunta dalla società mentre ero in Corsica). Non uno. Tutti qui a farmi il culo per le limonate, e poi dimenticate di dirmi le cose fondamentali.
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13:36
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NATA LIBERA Come i Carli, le Diane, le Elisabette, le Caroline, i Savoia e compagnia regnante, Stephanie di Monaco ha sempre vissuto in una specie di Truman show da rotocalco, fotografata a ogni dentino, ogni compleanno, ogni ricevimento, ogni ricorrenza. Un saluto dal balcone, un vestito da principessa, un cenno dalla decapottabile, un sorriso per il popolo. Persone di sangue blu epperò nate e vissute con noi, il popolino, minuto per minuto. Un'esistenza parallela con i sudditi veri e quelli acquisiti all'interno di una specie di blog ante litteram dove la Rete erano Oggi e Gente, sempre pronti a fotografare, raccontare e vivisezionare i re e i loro rampolli e a diffondere i loro brandelli di vita così finta ma così irresistibilmente patinata. Una volta, prima del ganassismo da Costa Smeralda e del prezzemolismo di fighette sparse, il gossip era questo, era sapere con chi flirtava Carolina e a chi pensava la piccola Stephanie, eredi dirette quanto a popolarità di Soraya e Farah Diba, della Begum e della Callas, figlie di tanto padre e tanta madre, questi sì protagonisti di una favola da far sognare le donne, l'attrice che sposa il principe regnante, e son piogge di sospiri e commenti di comari. La vita di Stephanie è cambiata su quella jeep volata giù dalla Corniche, con lei che si salva e mamma Grace che ci resta secca, una favola che finisce, o forse due favole al prezzo di una. Stephanie esce dal libro rilegato in oro della sua vita e se ne va a spasso, vagolando un po' qua e un po' là, accontentando papà Ranieri con qualche comparsata ufficiale e cercando se stessa altrove, fuori dal Palazzo, ma molto fuori. Carolina fa la principessa, Stephanie la ragazza normale. Le piace la gente normale, morbosamente. Si innamora del giardiniere e si beccherà il primo cazziatone. Sposerà e farà due figli con la guardia del corpo. Lo lascerà per un altro gorilla, con cui sfornerà un altro pargolo. Approderà al mondo del circo, innamorandosi del direttore e domatore. Lì conoscerà il trapezista, lo premierà al Festival del Circo e adesso è incinta di lui. Lo ha sposato ieri in una località segreta per mettere le cose a posto. E' solo il suo secondo marito, gliene mancano cinque o sei per arrivare ai livelli di Liz Taylor. La immagino ridere al rinfresco con la donna cannone e l'uomo proiettile. Ultimamente viveva sulla roulotte del trapezista, mentre a corte Ranieri aspetta il crepuscolo, Alberto non si sposa mai e Carolina sfodera il sorriso bello e triste da moglie degli ultimo degli Hannover.
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martedì, settembre 16, 2003 LA DURA LEGGE DEGLI EX
Ogni volta è un stilettata. Se poi segnano entrambi nella stessa partita - diciamolo - è un calcio nei coglioni. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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22:24
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QUERELLE DE CRESP Scene di sodomia da Londra, che non aumentano il mio rimpianto.
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IL SOLE CONTRO Alle otto e mezzo di mattina il corso è tagliato longitudinalmente in due dalla luce del sole, in una maniera così prossima alla perfezione da far pensare che sia stato disegnato così, il corso, per stare metà al sole e metà all'ombra, concedendo un'opzione ai cittadini che pagano le tasse ma anche degli altri, perchè il sole è (ancora) una dotazione gratuita, in effetti. Tra le otto e le nove (ora legale) il sole è bassissimo sul corso, e quindi chi lo risale a piedi verso il centro - il corso è isola pedonale, a parte l'incubo giallo dei bus - deve mettersi tutto a sinistra per stare nella zona d'ombra e vederci bene. Chi invece nelle giornate serene sceglie il lato destro ha il sole in faccia e non vede a tre metri davanti al naso, in uno stato di abbagliamento totale, che quando arrivi in piazza (deliziosamente ombreggiata) cammini prudente perchè hai i lucciconi. La gente si divide normalmente così: l'85-90 per cento sta intruppato sulla sinistra, il 10-15 per cento sta abbagliato sulla destra. Sulla destra c'è meno gente, una specie di corsia preferenziale per i pedoni spicci, ma non si vede un cazzo. Sulla destra c'è il gruppone compatto, pendolari studenti ragionieri e massaie, visibilità ottima ma andatura da gregge. Io normalmente sto sulla destra per motivi relazionali. Alle otto e mezza di mattina allungo il passo e non ho voglia di salutare nessuno. Stando sulla corsia destra la gente che mi incrocia lo capisce: sono abbagliato e non posso vedere nessuno. E' un situazione di asocialità programmata e pacificamente accettata. Stamattina il sole era accecante: avessi incrociato Sabrina Ferilli nuda e con un cartello "Prendimi subito, voglio la tua verga virile" non ci avrei fatto caso. Questo mi dispiace, ma ho le mie ragioni per dubitare che Sabrina questa mattina fosse in città. Sarà sicuramente a Saturnia a levigare tette e culo nell'acqua termale. Comunque mi informo.
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lunedì, settembre 15, 2003 |