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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)














sabato, gennaio 31, 2004
 

OCCHIO MALOCCHIO/2

Mmmh, bene. La stessa maglia di Luciano, Guly e Kanu. Ma cos'è, strategia della tensione?

 

 

 

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:44 |
 

OCCHIO MALOCCHIO

Leggo e rileggo statistiche e cabala di Inter-Siena. Ma chi le ha scritte, Nostradamus?

  1. Nel nuovo secolo il Siena è la terza debuttante assoluta in serie A che affrontiamo a San Siro. Con la Reggina è finita 1-1, con il Chievo 1-2. Bene.
  2. Da cinque giornate l'Inter subisce almeno un gol (totale, sei gol).
  3. Il Siena, curiosamente, è la squadra che detiene il record del maggior numero di rigori a favore (cinque) e delle espulsioni a favore (nove). Una squadra di angioletti? Macchè, è anche la squadra più ammonita (59).
  4. Il Siena è la squadra, con la Juve, che ha segnato più gol con giocatori subentrati nel corso della partita (otto).
  5. Il Siena non ha ancora vinto in trasferta.

A volte le statistiche portano una sfiga tremenda. Queste sono davvero micidiali. Praticamente chiamano il risultato. Io lo leggo tra le righe: 0-1, gol su rigore di Chiesa (entrato nel secondo tempo). Bastardi.

Ho scritto questo post pigiando i tasti uno a uno con una biro che tenevo tra i denti. Pic pic pic. Ci ho messo venticinque minuti. Ma dovevo tenere le mani sui coglioni, voi mi capirete.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:20 |
 

HAI VOLUTO LA BICICLETTA?

PEDALA (TI PREGO)!

Benvenuto. Occhei. Adesso ritira la roba, prendi il tuo armadietto e facci vincere qualche partita. Altrimenti mi tocca disdire l'abbonamento a Scai: non per altro, ma è sempre un casino. Lettere, telefonate. No, dai.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:00 |
 

PIENI POTERI

Giacinto Facchetti è da oggi il nuovo presidente dell'Inter. Una svolta straordinaria. Giacintone imprimerà alla società la sua impronta di campione immortale e terzinone a testa alta. Si cambia, cazzo. Si cambia davvero. Infatti Giacintone avrà due vicepresidenti: Rinaldo Ghelfi e Carlo Buora. Il primo è il braccio destro di Moratti, l'uomo dei conti, dei risanamenti, degli acquisti miliardari e della firma sugli assegni. Il secondo è il braccio destro di Tronchetti Provera, direttore finanziario di Benetton prima di passare in Pirelli, Telecom e Tim. Giacinto, ti voglio bene, davvero.

[http://www.inter.it/media/raw/2004-01-30_191326.jpg:©inter.it]

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:26 |


venerdì, gennaio 30, 2004
 

MENO MALE

Mancano poco meno di 14 ore alla chiusura del mercato di gennaio. 14 ore e poi, se iddio vuole, è finita. 14 ore e finalmente si saprà dove giocherà Stankoviv. Lazio, Inter, Juve: vada dove gli pare. MI SONO ROTTO I COGLIONI. Ecco, basta, l'ho detto.

(NELLA FOTO: IL PROFESSOR STANKOVIC, UNIVERSITY OF VIRGINIA, UNA PERSONA SERIA)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:17 |
 

QUESTIONI GIUDIZIARIE

Questo signore, che sembra un incrocio tra un turista balneare e un ex-terzino sinistro di terza serie, in realtà ha ucciso un uomo e se l'è mezzo mangiato. In Germania l'hanno condannato per tutto questo a otto anni e mezzo di carcere. Il simpatico Armin Meiwes aveva filmato tutta la scena. Il tribunale, proprio grazie al filmato (ora aspetto che lo diano su Scai), ha capito che Armin è una gran testa di cazzo ma non dichiarava il falso. E cioè: 1) la sua vittima era consenziente, voleva cioè farsi uccidere; 2) lui si eccita sessualmente al pensiero di mangiare carne umana e per questo si dichiara mentalmente un po' deviato. La sentenza mi pare equa, no? Se un giorno uccido Recoba e me lo mangio, probabilmente mi assolvono.

 

 

Una anonima signora milanese è andata in un negozio a comprare un cappottino per la sua bimba di un anno e mezzo. Scelto, impacchettato, pagato, portato a casa. A casa, appunto, lo spacchetta. Bello 'sto cappottino, proprio bello, bello bello bello. Lo piega e sente un rigonfiamento sotto la fodera. C'è qualcosa. Scuce la fodera e trova un topo. Apriti cielo. Torna al negozio e gli riporta cappottino, pacchetto, scontrino e topo. Poi va dall'avvocato. Morale: chiede 5mila euro di risarcimento danni. Vabbe', mi è venuta un'idea. Adesso prendo il mio cappotto e ci cucio dentro una pantegana. Poi vado al negozio e faccio una scenata. Mi faccio difendere da un qualche amico avvocato e mi faccio dare 10mila euro. Metà li do a Jest per la libreria. Qualcuno ha un topo?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:55 |
 

SONO UN RAGAZZO FORTUNATO

Sembra, per tramandata credenza popolare, che la cacca porti fortuna. Ma come giudicare la tua posizione astrale se un San Bernardo ti caga a dieci centimetri dalla portiera della macchina? Per entrare ho riportato un sospetto stiramento dell'anca destra. Ho chiamato i vigili del fuoco per rimuovere il cumulo. Non vorrei mai andarci sopra quando torno e magari ritrovo parcheggio proprio lì. Sembrava la piramide di Cheope. Minimo mi ribalto.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 12:58 |
 

UNA GIORNATA PARTICOLARE

Adesso faccio così. Vado in ufficio, faccio il brillante, due parole con tutti, offro caffè, racconto barzellette, gigioneggio al telefono, ballo sulle scrivanie come quel matto di Pablo. Poi, all'ora della riunione, mi do malato. Ma come, diranno gli altri, due minuti fa era lì che sembrava Benigni alla consegna degli Oscar. Immagino il mio vicino di scrivania che  spiega costernato: no, niente, si è sentito improvvisamente male, mi ha detto: sono malato, vado a casa, ci vediamo alla riunione del pomeriggio, arrivederci a grazie.

Si avvicina la riunione del pomeriggio ma io faccio il cazzone e non mi alzo dal letto. Mi chiamano: senti, è importante che ci sia anche tu. Ragazzi, sono malato, cazzo, cercate di capirmi. Senti, mi dicono, e se venissimo a casa tua? Parliamo dieci minuti e ce ne andiamo. Massì, bella idea, vi offro il tè, venite, bella idea, riunione a casa mia.

Allora dall'ufficio partono in cinque. Prendono su carte e cartelle, block notes e biro, e partono verso casa mia. Chiedono al portinaio e lui dice: quarto piano. Suonano al campanello e io da dietro la porta dico: no ragazzi, scusate, ma sono malatissimo, non ce la faccio. E loro da dietro: ma come, scusa, cazzarola, siamo venuti qui e non ci apri la porta? Non ce lo potevi dire prima, diobono? E io: ragazzi mi spiace, sono malato, non so cosa dirvi, molto malato, e adesso scusatemi che torno a letto. Da dietro la porta mi sembra di sentire un vaffanculo, poi sento il rumore della porta dell'ascensore.

Che figlio di buona donna che sarei, vero? Beh, perchè allora lui lo può fare e io no?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:19 |
 

IL GRANDE BIGNAMI

Come ampiamente da pronostico è uscito Renato, mentre Ascanio sta sul culo a un po' di persone e finisce con Patrick, lo zimbello della casa, nel tugurio a sbucciare cipolle e montare scaffali. Erika ha litigato con Carolina, Letizia ha litigato con Serena, Katia odia Ascanio e fa l'oca con Patrick, Letizia sogna il fidanzato ma coccola Tommaso il piacione, Ascanio - golfista principe un po' duro un po' cascamorto - si tromberebbe volentieri Carolina che però ce l'ha foderata d'oro, Ilaria ha 19 anni ma ne dimostra 39, Domenico ne ha 44 e ne dimostra 45, Bruno coatteggia volentieri, Robert fa la mascotte e tra un po' molesterà chiunque, e intanto è entrata un'argentina di 33 anni non figa ma molto tipo.

(servizio gratuito di Settore per chi non ha voglia di seguire il Grande Fratello ma desidera avere alcune informazioni basilari per non sfigurare in ufficio o dalla parrucchiera)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:44 |


giovedì, gennaio 29, 2004
 

BIMBO A BORDO

Fisso il culo della macchina che mi precede al semaforo. E mi arrovello sul significato dell'adesivo: "Attenzione: bimbo a bordo". Ripercorro l'evoluzione dei miei sentimenti in merito. Un tempo lo guardavo con naturale simpatia. Poi, diventato padre, anche con un pizzico di cameratismo: "Eccone un altro", pensavo. Ma non ho mai appiccicato questo adesivo sul portellone. E no. Perchè, dissolta la simpatia iniziale, ho cominciato a pensare: "Cosa cazzo mi rappresenta?". Insomma, cosa cambia per me - uomo, padre, cittadino, automobilista - il fatto che nella macchina davanti ci sia un bimbo? Cosa mi vuoi comunicare tu - uomo/donna, padre/madre, cittadino/a, automobilista che guidi davanti a me - con quell'adesivo?

Mi volete dire "Non tamponarmi, che c'ho il bambino a bordo"? Ma io non tampono deliberatamente nessuno, che ci siano bimbi o no. Ecco, proprio volendo stimolare i miei più turpi pensieri, qualcuno potrebbe mettere "Juventino a bordo", oppure "Usuraio a bordo", oppure "Iscritto all'Udeur a bordo". Ecco, magari in casi come questo un colpetto al parafango lo darei. Ma "Bimbo a bordo" è come mettere "Uomo a bordo", "Assessore a bordo", "Moratti a bordo". State tranquilli, non vi tampono.

Mi volete dire: "Per favore, cambia il tuo stile di guida e stai al tuo posto, perchè io c'ho il bimbo a bordo e c'ho già i miei cazzi a guardarlo mentre tenta di mettersi l'accendisigari rovente in bocca"? No, guarda, caschi male. Io guido uguale uguale. L'informazione del tuo fottuto adesivo è del tutto superflua. Non ti tampono, non ti stringo, non ti incalzo, ma non cagarmi il cazzo.

Oppure mi volete dire: "Ragazzi, ho un bimbo a bordo, potrei fare qualche cazzata tipo fermarmi in derapata all'edicola perchè lui vuole Topolino, quindi portate pazienza"? E no, non è che il bimbo a bordo ti esime da un comportamento normale. Tu guida, guarda avanti, frena, metti le frecce, rallenta. Il bimbo a bordo ne sarà contento. Io anche.

Vabbe', ora stacca quell'adesivo o scendo con lo scalpello e lo rimuovo a forza.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:10 |
 

SCELTE DIFFICILI

(de Sectoris senectute)

Ieri su Sky, non molto dopo la mezzanotte, c'era "Tra(sgre)dire" di Tinto Brass. Dopo venti minuti ero così stufo di vedere la figa della protagonista che ho girato sugli Open d'Australia.

(NELLA FOTO, SEMINASCOSTA, LA FIGA DELLA PROTAGONISTA)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:50 |


mercoledì, gennaio 28, 2004
 

PARMALATTOPOLI

Periodicamente mi imbatto - via giornali, audio o video - nella sega mentale sul Supercampionato, sulla MaxiLega europea o globale, sul campionato ormai spezzato in due, le Grandi e le Piccole, basta leggere la classifica, guardate che roba, guardate che divario, guardate guardate. Si alza qualcuno e dice che la Superlìg italiana è già iniziata, Juvemilaninterromalazio e stop, le altre già non contano più un cazzo, c'è la lotta scudetto, c'è la lotta Ciempions e c'è la maxi-rissa per tirare a campare, i più sfigati per non retrocedere. Tutte idee che ho sempre rifiutato nella mia ingenua sanità mentale e sportiva, pur sapendo che da quando hanno differenziato i diritti tv, dando i tre quarti della torta a cinque squadre e la fetta residua alle altre 37 - con gente che lecca il coltello o le briciole dal piatto - la Superlìg è nata da sè, è un fatto lampante, clamoroso, irreversibile. Cinque squadre, qualche avventizia a far capolino ogni tanto, e il resto è carne da macello, riempitivo dei calendari, perchè la Superlìg durerebbe solo otto giornate, una miseria, e invece per mungere soldi di giornate ce ne vogliono 34, e dall'anno prossimo 38. Sì sì, prepariamoci all'anno prossimo: le cinque della Superlìg mischieranno i loro garretti dorati con 15 squadre per lo più modeste o modestissime, in un fiorire di partite inutili e di nessun interesse.

Poi oggi mi faccio la pastasciutta, stendo "Repubblica" sul tavolo e leggo che in serie A solo sei squadre su diciotto hanno pagato gli stipendi di dicembre. In serie B solo una su 24. Su 42 squadre ammesse ai campionati professionistici, solo sette (7!) sono in regola con il pagamento degli stipendi.

La serie B è un delirio. L'unica in regola è la Fiorentina, obviously. Il Napoli ha pagato l'ultimo stipendio ad agosto e rischia il fallimento. Tre squadre nobili (Toro, Cagliari, Bari) hanno pagato settembre, poi stop. Il Palermo compra giocatori di serie A più di una squadra di serie A, sega l'allenatore e ne ingaggia uno più famoso e costoso, ma ha pagato solo fino a ottobre. Questa è la serie B a 24 squadre disegnata a tavolino, tra una sentenza del Tar e l'altra, in oltraggio al buon senso. Una serie B rimpinzata di squadre per poi annunciare, qualche settimana fa, che la quota di solidarietà dei club di serie A non verrà più versata. Chiuso un altro rubinetto, cazzi loro.

La serie A è uno schifo. Le sei squadre in regola con gli stipendi sono tre Grandi (Juve Milan Inter), due Medie (Bologna Udinese) e una Piccola (Modena) (sembra un'ordinazione di birre: tre grandi, due medie e una piccola al 15, grazieee!). La Roma scudettabile, forse scudettanda, non ha pagato gli stipendi 2003 di maggio, giugno, settembre, ottobre e dicembre: se non paga i primi due entro la fine di febbraio l'Uefa la escluderà dalle prossime coppe europee. Parma (vabbe') e Brescia si sono fermate a settembre, poi stop agli stipendi. Il capolavoro è l'Ancona, che non paga da agosto: nel frattempo ha segato due allenatori e ingaggiato un terzo, e adesso ha preso un sacco di giocatori tra cui Jardel.

L'anno prossimo, dicevo. Ma chi ci sarà l'anno prossimo? Faremo un campionato tipo la Scozia, con dieci squadre, con l'andata, il ritorno, e poi la ri-andata e poi il ri-ritorno, perchè altrimenti non si arriva a primavera?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:30 |
 

APPELLO

L'economia che premia gli squali e la cultura dell'happy hour sta causando l'estinzione delle piccole librerie indipendenti. A Springfield (Ohio-Provincia di Pavia) ce n'è una con una gloriosa storia ventennale e la reputazione di unico avamposto del libro decente in quel territorio. La libreria sta per chiudere, sopraffatta dai creditori e da uno sfratto. Si potrebbe salvarla, ma si potrebbe fare di più: costruire un progetto economico collettivo e costurirlo a partire dalla rete. Che tradotto significa: tutti quelli che desiderano ci mettono dei soldi che servono a riavviare l'attività e fondare una nuova società, la quale si impegna a fornire libri (anche con spedizione postale e con condizioni di grande vantaggio) ai sottoscrittori delle quote. Il meccanismo è quello del Real Madrid o del Barça, solo che noi non compriamo Ronaldo o Beckham ma un bel po' di copie del Giovane Holden. Chi ci sta lo dica. Sarà contattato da un agente della Cia travestito da Alba Parietti.

E' tutto scritto qui, almeno proviamoci.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:11 |


martedì, gennaio 27, 2004
 

DACHAU

 

 

 

 

 

 

 

 

Ero a Monaco e ci sono andato. E se non fosse perchè non è esattamente dietro l'angolo ci andrei tutti gli anni. Era il 2002, una bellissima giornata d'agosto. Era domenica e c'era tanta gente. Quando ho visto il parcheggio pieno e i pullman in fila ho quasi avuto l'impulso di fare manovra e a tornare in autostrada. Ma dentro era diverso. Dentro c'era un gran silenzio, impressionante. Mi ricordo il crepitare della ghiaia sotto i piedi e i passi gravi di tutti, giovani e vecchi, sparsi nell'immenso piazzale delle adunate o dietro, tra i cordoli che segnano i confini delle camerate. Sembravamo tutti gente al cimitero. Ma non il giorno dei morti. Gente al cimitero in un giorno qualunque. Quando ci vai non perchè ci devi andare, ma perchè c'è un motivo, che sai solo tu. E' un pomeriggio che ricordo perfettamente. Uno di quei pomeriggi che - più di un libro, un volto, un racconto - ti rinfrescano la Memoria.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:22 |
 

TI CHIAMO DOPING

La Juventus, nel processo sul doping in corso a Torino, rischia l'ulteriore accusa di "frode processuale", chiesta ieri dai due pm. In parole povere, dicono che la Juve sta presentando delle perizie, a loro volta, un po' drogate. E che le auto-arringhe del dottor Agricola, l'uomo che si difende contrattaccando (in pratica, con le ripartenze), si fondano su dati non proprio veritieri. Agricola, per esempio, aveva detto che i farmaci per i quali la Juve è accusata sono in realtà usati da molte squadre. Ieri i pm gli hanno detto: molte una sega. Fra il 1994 e il 1998 (nell'arco di quattro anni, si badi bene) solo tre squadre denunciano l'uso del Bentelan (farmaco al cortisone. Quando il pediatra lo prescrive io non lo compro, e se lo compro prendo le pilloline rosa e la taglio in due, o magari in quattro). Negli stessi quattro anni il Liposom lo usa solo la Juve. E il Samir (un antidepressivo) nell'arco di quattro campionati viene denunciato in media da quattro squadre ogni anno: la Juve c'è sempre.  Molte una sega, hanno detto i pm.

Ieri - a parte la mezza ritrattazione di Vialli, un altro che rischia la falsa testimonianza - ci sono stati due momenti grotteschi.

  1. Agricola ha detto, citando fonti ministeriali, che farmaci come Liposom, Samir, Noeton e Tricortin, usasi dalla Juve, sono inefficaci terapeuticamente. Quindi figurarsi se dopano. Ma se sono inefficaci, perchè li usano? E la case che li producono perchè non dicono niente?
  2. A Vialli e ad Agricola sono state rinfacciate dichiarazioni alla stampa in cui si sbilanciavano un po' rispetto alla reticenti o quantomeno differenti dichiarazioni rese in aula. Risposta di Vialli: "Io parlo, parlo ma non ho sempre un'opinione precisa su quello che dico". Risposta di Agricola: "Mi ero sbagliato, e poi le interviste vanno e vengono".

Seguo il processo alla Juve con malcelato interesse. Se fosse il processo al Catanzaro non me ne fregherebbe niente. Invece, lo ammetto, il processo alla Juve mi stuzzica. E poi ogni volta ce n'è una nuova. Insomma, è appassionante. Chissà come va a finire. Qui lo dico: non c'è niente che mi possa dare la soddisfazione di espugnare il Delle Alpi giocando a pallone, magari una volta ogni 12 anni. Però il mio pensiero stupendo giudiziario, lo confesso, me lo coltivo qui, ad altezza ventricolo. Sportivamente vostro.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:52 |
 

UMORISMO E SIMPATIA

Una donna sta facendo la spesa al supermercato. Prende un litro di latte, mezzo chilo di caffè, un litro di spremuta di arance, un cespo di lattuga, mezza dozzina di uova e due etti di pancetta affumicata. Va alla cassa e mette le spesa sul rullo, ma c'è un uomo in coda dietro di lei che le dice, guardando i prodotti: "Secondo me tu sei single...". La donna, un po' turbata ma anche incuriosita, riguarda la spesa e cerca di farsene una ragione. Ma non vede niente di insolito e gli risponde: "Sì, sono single, ma tu come fai a saperlo?". E lui, guardandola negli occhi: "Perchè sei un cesso".

(no, niente, me l'hanno appena raccontata)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:15 |


lunedì, gennaio 26, 2004
 

CUPIDIGIA

Questo noto centravanti sovrappeso eppure ingordo aveva espresso il desiderio di andare alle Olimpiadi con la Nazionale brasiliana, facendosi chiamare come fuoriquota insieme a Roberto Carlos (capperi!). Colgo dunque l'occasione per informare gli ammiratori di questo corpulento giuocatore che il Brasile si è fatto eliminare dal Paraguay e quindi non parteciperà alle Olimpiadi.

 

TIE'!

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:32 |
 

COLPI DA MAESTRO

Ieri, dopo anni e anni, finalmente l'ho visto fare da un essere umano. Parliamo di tennis (di calcio basta, mi sono rotto il cazzo) (no, non è vero, ma oggi non ho proprio una sega da dire). Parliamo di tennis, dicevo. Partita Safin-Blake, ottavi di finale degli Australian Open. Punto combattutissimo, Blake è a rete e la mette morbida, Safin ci arriva per un pelo e risponde decorosamente, Blake gliela rimette di volo bella bella, dove Safin non può arrivare. Ma.

Ma Safin, spostandosi a metà campo, da destra verso sinistra, poco oltre la linea del servizio, fa un gesto alla cazzo che chi gioca a tennis avrà fatto cento volte nella vita. La palla è irraggiungibile e un po' per scherzo, un po' per frustrazione, un po' per arrendersi teatralmente e un po' perchè ti girano i coglioni - cha fai? - lanci la racchetta. Safin l'ha fatto. Pur mulinando le pertiche non ci stava arrivando. La pallina di Blake lemme lemme stava tagliando il traguardo. Safin era distante, non molto (forse aveva mezzo metro di svantaggio, pur aprendo le ali e divaricando le gambone) ma era distante. E allora ha dato uno schiaffo nell'aria, sciaff, tirando la racchetta a vuoto. A vuoto. Ma.

Ma la racchetta tirata da Safin ha preso in pieno la pallina. E dallo schiaffo della racchetta scossa è sortito un pallonetto che Safin, probabilmente, in condizioni normali non avrebbe mai fatto. Blake è partito con una frazione di secondo di ritardo, sorpreso di vedere partire un colpo vero da quella racchetta volante. Un lob incredibile, che si è spento a una spanna dalla riga di fondo. Blake clamorosamente inchiappettato. Safin esulta. Il pubblico eiacula. E' punto. Mavaffanculo.

Mentre dalla mia postazione divanesca mi complimentavo con me stesso per avere cambiato canale al momento giusto, ho ripercorso con la mente i momenti più folli della mia carriera tennistica, a cavallo tra la candid camera e le leggi della fisica. Me ne sono ricordati alcuni.

  • partita del campionato (!) scolastico. Sto arbitrando il match tra due miei compagni di classe. Uno serve e colpisce nei coglioni l'altro. La palla non ha nemmeno rimbalzato per terra. Un missile terra-palle direttamente dalla racchetta dell'uno ai coglioni dell'altro. Mai più rivisto altrove.
  • avrò avuto 14 o 15 anni. Sono a casa e mi accorgo che sono in ritardo per la lezione di tennis. Mi cambio velocemente e parto di corsa verso i campi. Corro che sembro Fiasconaro e cerco di rendermi conto se ho tutto l'occorrente. Racchetta? Sì. Asciugamano? Sì. Soldi? Sì. Mentre corro sento uno strano vortice d'aria intorno alle mie vergogne. Mi fermo. Non mi ero messo i pantaloncini.
  • Ortisei, qualche anno fa, importante match con uno che è nel mio stesso albergo (oggi lui è il numero tre mondiale di una fondamentale azienda legata all'informatica, mentre io sono lo stesso pirla di prima). Mi infortunio seriamente alla schiena. Non riesco più a muovermi. Ma voglio vincere, per ragioni morali e sociali. Sembro un giocatore del Subbuteo. L'altro mi fa: "Problemi?". Io: "No". Poi ho vinto. Due giorni dopo un manipolatore nazista mi rimetteva in piedi facendo schioccare tutta la colonna vertebrale, cosa che rifarei solo dietro lauto pagamento.
  • una decina di anni fa. Scendo a rete, l'altro cerca di passarmi, io mi allungo e la prendo. Ma la stecco. Parte una specie di Skylab. La pallina finisce nel tavolino di due anziane pensionate che stavano facendo punto croce in attesa di tornare a fare le cure termali. Una mi dice: "Ueeeeiiii". Io le dico: "Scusi, è l'agonismo". Una delle due signore si alza e va a prendere la pallina nel prato. Chinandosi, perde l'equilibrio e rotola per alcuni metri.
  • una quindicina di anni fa. Gioco a tennis con la fidanzata. Raccogliamo le palline a rete, io faccio il pirla, l'abbraccio, perdiamo l'equilibrio, cadiamo. Io sopra di lei. Passa uno e fa: "Cos'è, l'effetto delle palle?"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:54 |
 

LESSICO FAMILIARE

(andando a scuola)

- Che freddo!

- Eh.

- Mi compri un...

- Un?

- Un...

- (...)

- ...un testafaccia?

(dopo alcune domande e una versione ambulante del gioco dei mimi, ho capito che trattasi di un passamontagna)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:02 |


domenica, gennaio 25, 2004
 

LA SINDROME

DELLA PAGINA BIANCA

(del resto, cosa potrei mai scrivere di Modena-Inter 1-1?)

(triste-e-zzzaaaaa, per favooore vai vi-i-aaaaaaaa)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:29 |


sabato, gennaio 24, 2004
 

IL PICCOLO MANNHEIMER

Dunque, analizziamo il sondaggio dopo 50 risposte tonde tonde. Come vedete il futuro di Settoruccio senza l'Inter? La scenario che mi proponete è essenzialmente sessuale: l'88 per cento infatti scelto queste sordide opzioni. In particolare il 58 per cento mi suggerisce di dedicarmi alla figa, cui si può aggiungere il 10 per cento di quelli che mi vedono praticare la prostituzione attiva, in pratica la devolution del mio membro a pagamento. Inquietante che il 18 per cento, al contrario, mi veda vendere il culo su un raccordo anulare. Il 6 per cento mi chiede di passare armi e bagagli al giardinaggio, il 4 per cento al volontariato e il 2 per cento al basket, unica contro-opzione sportiva. Mi preoccupa che nessuno mi abbia suggerito il tennis, che pratico da anni perseguendo un fine culturale come la coltivazione del bel gesto e della tecnica sopraffina. Nessuno invece si è premurato di restituirmi fiducia in vista di un ormai imminente ritorno al golf. Davvero pensate che non sia il caso?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:29 |


venerdì, gennaio 23, 2004
 

DOMANDA

Ma quelli dell'Inter, quando trombano, si vedranno arrivare in camera uno dell'ufficio stampa con il cartellone degli sponsor?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:26 |
 

HARMONY

[http://www.inter.it/media/raw/2004-01-23_145229.jpg:©inter.it]

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:12 |
 

E' IN GRAN FORMA

"Dalla sinistra è arrivata una campagna, questa sul tempo pieno nelle scuole, fondata su una colossale bugia che, come diceva Goebbels, raccontata milioni di volte diventa verità".

Silvio Berlusconi, Roma, un paio d'ore fa.

(ha la faccia nuova, pesa dieci chili di meno e molto prima di noi, che facciamo tanto i compagnucci, ha voluto ricordarci - in una maniera un po' inconsueta ma molto ficcante - che martedì 27 gennaio è la "Giornata della memoria" che ricorda la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche. Goebbels. E io che ho perso tempo a guardare il Grande Fratello)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:08 |
 

LA GRANDE SVOLTA

E' partito il Grande Fratello, con due novità:

  1. Defunta Stream (che non avevo), la diretta 24/24 è passata su Scai (che ho ereditato da Telepiù). Quindi, siccome sono un videomane represso (nel senso che reprimo quotidianamente la mia naturale tensione a guardare la tv, riuscendoci melto bene perchè in tv normalmente non c'è un cazzo), probabilmente lo guarderò molto. Non durante la puntata in chiaro del giovedì, che è la summa delle più varie stupidità umane. Ma durante il giorno. Mi sono appena imbambolato a guardare la prima mattinata: c'era uno solo sveglio, che ha fatto colazione, ha lavato i bicchieri, è andato al cesso, ha letto l'Espresso e ora fa ginnastica. Gli altri dormono. Grande tv.
  2. "Repubblica" per la prima volta ha dedicato all'evento un articolo degno di questo nome (aggiornamento: ma solo sul sito!). Da tre anni ignora sistematicamente l'avvenimento, se non quando finisce, riservandogli lo spazio di un articoletto che si dedicherebbe normalmente all'ennesimo scazzo Vieri-Canalis. Il Grande Fratello è spazzatura, occhei, ma la guardano diversi milioni di imbecilli, tra cui io. Che "Repubblica" ignorasse scientificamente l'avvenimento mi sembrava una colossale stronzata: come ignorare il Festival di Sanremo perchè le canzoni fanno cagare. Non ne parlava, credo, perchè era l'ennesima trovata di Mediaset, trovata vieppiù di successo, quindi da stroncare. Il primo anno - che fu poi il migliore, perchè adesso i concorrenti sono spontanei come Francesca Senette - zero, neanche un pezzettino, se non l'ultimo giorno, un francobollo. Giornalisticamente parlando, una grande stronzata. Volendolo stroncare, forse sarebbe stato meglio parlarne tutti i giorni per dimostrare che razza di pattumiera fosse. Invece no, niente. Credo si siano accorti dell'errore (durato tre anni) ed hanno iniziato a rimediare da subito. "Repubblica" ogni tanto cade in questi snobismi. Parlate delle cose, cazzo: parlatene male, ma parlatene.

p.s.: il resto, vabbe', è varia umanità. Ci sono concorrenti molto gnocche, c'è un padre con la figlia, ci sono un paio di facce da riformatorio, c'è uno che credo sia bisex. Niente, adesso spengo e vado a lavorare.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:10 |


giovedì, gennaio 22, 2004
 

IL VOSTRO PRESIDENTE

Il 40 per cento dei voti a Birra Moratti e il 19 a "Mi dà un pacchetto di Moratti?": sono le due opzioni più votate nel sondaggio su "Chi vorreste presidente dell'Inter?" (hanno partecipato 42 volontari) e questo la dice lunga sulla stima di cui gode la squadra per cui tifo e per cui darei il culo. Terzo Nanni Moratti con il 14 per cento, poi con il 7 per cento a pari merito Fuffy Moratti, Letizia Moratti e "non so, non ricordo". 5 per cento a Bedi Moratti e nemmeno un voto a Milly Moratti, moglie di Massimo: segno che dal blog emerge netta la necessità di un cambiamento al vertice della società.

L'argomento non è chiuso. Anzi, vi chiedo un contributo di grande amore e sincerità. Anch'io, come Massimo Moratti, voglio fare un passo indietro. Dopo anni di insuccessi a groppi in gola vorrei occuparmi (anche) d'altro. Datemi un consiglio, qui a fianco. Grazie.

p.s.: la cosa del culo, ecco, dimenticàtela. Scherzavo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:19 |
 

ANGIE

Ho appena conosciuto Angie. Non so se vi ricordate: in una puntata della radio parlavo di Angie dei Rolling Stones e di Angie il mio cane-pantegana-femmina così chiamata in onore di quella Angie, e dell'edicolante che sentendomi chiamare Angie il cane mi disse: "Ah, si chiama Angie, io chiamo Angie mia moglie". Oggi sono passato da quell'edicola a un orario inconsueto e non c'era lui, l'edicolante, ma lei, LA edicolante. Angie, appunto.

E' un pezzo di gnocca. Io ho pagato il Corriere più supplemento con 1 euro e 20 centesimi tutti in moneta. Distratto dai suoi occhioni azzurro-cielo-molto-terso snocciolavo sulla mensolina il guiderdone diviso in quattro pezzi: 1 moneta da un euro, 1 da 10 centesimi e 2 da 5 centesimi. Plin plin plin, plin. Lei, stressata da tutti i resti che sicuramente sarà stata costretta a dare nel corso della mattinata, quasi si commuoveva ad ogni plin e fremeva di tenerezza di fronte al mio sforzo nel cercare in ogni tasca tutti quei circolini metallici con cui renderla felice.

Plin plin plin plin. "Bravissimo", mi fa con voce suadente e professionale. Ha un maglioncione chiaro e una sciarpetta dello stesso colore degli occhi. Angie, ma così tu mi uccidi. Quasi preferisco tuo marito, mi crea minori tensioni. Ora raccolgo 24 monete da 5 centesimi e domani vengo a prendere Repubblica più inserto. Ti farò impazzire di plin plin. Orvuàr.

p.s.: se per caso un giorno dovessimo pomiciare dietro l'edicola, ti spiace se non ti chiamo Angie?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 12:19 |


mercoledì, gennaio 21, 2004
 

SE RINASCO FACCIO L'ECOGRAFO

Dev'essere andata più o meno così. Siena, ambulatorio medico. La signora si stende sul lettino per una simpatica ecografia vulvare, l'endocrinologo avvicina il macchinario e chiede alla paziente: "Signora, si tocchi". La donna avrà reagito più o meno in questo modo: "Maremma impestata brutto maiale". Erano finiti in tribunale. In primo grado, nel 2001, il medico era stato condannato per atti di libidine e violenza sessuale, con l'aggravante del suo ruolo professionale. Roba pesantissima. Tanto che la signora, in vista del processo d' appello, forse mossa a pietà aveva deciso di ritirare la querela e il tribunale aveva prima derubricato l'accusa in "interferenza illecita nella vita privata" e poi, per il ritiro della denuncia appunto, aveva dichiarato il non luogo a procedere. Anche perchè, rilevavano i giudici, la pratica suggerita dal medico alla paziente, "per quanto poco abituale", aveva una certa valenza scientifica: se più sangue affluisce alla parte da sottoporre all'ecografia, l'ecografia viene molto meglio. Evidentemente la masturbazione fa affluire più sangue alla vulva e alla vagina, cioè alla gnocca (non so, chiedo lumi alle bloggers, io possiedo un pisello e ho già i miei problemi di comprensione di certi meccanismi bio-sessuali).

Il procuratore di Firenze non deve aver creduto molto a questa versione della masturbazione per fini scientifici, e ha fatto appello. Ma la Cassazione, ieri, ha dato piena ragione al medico. Sentenza 969: "La motivazione della richiesta alla paziente è lungi dall'essere manifestamente illogica e anzi giustifica in maniera assolutamente adeguata e corretta l'operato del medico". Evviva.

Leggo e rileggo questa notizia cercando di tenere a bada i pruriti. La scena è fantastica e rivaluta Renzo Montagnani. "Signora, si tocchi". Se rinasco faccio l'ecografo.

(QUESTA SI' CHE E' ARTE)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:32 |
 

E ORA LA JUVE

Ci siamo fatti scoprire. Schierando in porta Toldo al posto di Jimmy Fontana, e consentendo a Ricky Martins di fare le capriole dopo il gol, abbiamo rivelato al mondo intero che la Coppa Italia è il nostro obiettivo primario. Pazienza. E ora la Juve, diobono.

(nella foto: Martins rischia la vita davanti a 2.700 paganti)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:41 |
 

E' ARRIVATO ADRIANO

MA IO ASPETTAVO LUI

L'unico Adriano che io riconosca come campione planetario.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:22 |
 

FATEMI RIDERE

Per fortuna non c'è solo l'Inter. Altre cose ridicole accadono nel calcio, e queste per fortuna mi fanno ridere. Ve ne segnalo tre.

  1. L'Ancona ha preso Jardel, un fior d'attaccante in fase calante e che ha avuto di recente anche problemi di natura, diciamo così, mentale. Domenica, ancora non tesserato regolarmente, è andato in tribuna a vedere Ancona-Perugia. Ha salutato la nuova tifoseria. Giù fischi da tutto lo stadio. Eccerto, aveva salutato quelli del Perugia. "No, Mario, sono quelli", gli fa il team manager. Cazzo, potevano anche dirglielo che le squadre erano tutte e due biancorosse, poveraccio.
  2. Il Camerun ha esordito in Coppa d'Africa ancora con un nuovo look: dopo le maglie senza maniche, stavolta hanno sfoggiato un body aderente. A me non frega un cazzo, ma segnalavo questa notizia alle bloggers perchè chissà come spiccherà il pacco.
  3. La Fifa ha bloccato il trasfer di Ravanelli, che quindi non può giocare neanche stasera. Il problema è che Gaucci deve ancora finire di pagare Ze Maria, acquistato nel 2000 (!) dal Palmeiras. Povero Penna Bianca, e quando glielo daranno il permesso?

(NELLA FOTO, UN PACCHETTO)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:08 |
 

AGGIORNAMENTI

Si sono di nuovo lasciati. No, siccome l'ultima volta, per amore di verità e di spirito cronachistico, avevo scritto che per l'ennesima volta si erano riconciliati, adesso - per lo stesso amore e per senso del dovere - butto via qualche riga per dire che hanno litigato ancora, forse definitivamente, e sono tornati singols. Tutto qua. E rilancio il mio pubblico appello: DECIDETEVI E NON CAGATECI PIU' IL CAZZO. Grazie.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:36 |
 

SONDAGGI

Grazie ai 51 interisti e non che hanno partecipato al sondaggio su "Continuare ad essere interisti è". Ha vinto "La sublimazione di una imbarazzante tendenza al masochismo" con il 19 per cento, ma "Un'attesa infinita" è quasi alla pari (17%). Subito dietro "L'esercizio di una fede incrollabile" (15%), e poi via via "Una gran rottura di coglioni" (11%), "Un piacevole training per mantenere alta la soglia del dolore" (9%), "Non so, non ricordo" (9%), Un vero orgoglio (5%), "Un vero, stupido orgoglio" (3%), "Un originale passatempo" (1%), "Vivere di ricordi (1%), "Una pirlata" (1%).

Ora, siccome gli eventi incalzano, è giusto dare uno sguardo al vero futuro che attende l'Inter. Serve una solida guida, non un soluzione di facciata con Giacintone presidente. Voi chi ci mettereste?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:01 |


martedì, gennaio 20, 2004
 

INTER-VALLO

(Appiano Gentile: le colline)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:04 |
 

DR. MASSIMO E MR. MORATTI

Come non volere bene a Massimo, all'amore viscerale per l'Inter che fu di suo padre, al mega-petroliere con la moglie fricchettona e ambientalista, al multimiliardario che ritorna bambino allo stadio, al folle che se lo chiami a casa è capace di risponderti al telefono e di star lì a difendere Recoba? Come non volere bene a un presidente amabilmente spendaccione, alla sua faccia cordiale, ai suoi modi da signore, al suo cuore perso dietro a due colori, a uno che prima della partita scende in rosticceria a comprare arrosto e patatine perchè nessuno ha voglia di cucinare? Come non volere bene a uno che fa beneficenza, quella vera, dà i milioni a Gino Strada, se c'è il blocco del traffico va allo stadio in bici, se c'è una causa da seguire lui la segue? Come non volere bene a uno che insegue il tuo stesso sogno?

E come non considerare un fallimento Moratti, nove anni di campionati persi, una coppetta Uefa come unica consolazione, uno scudetto buttato via a 50' minuti dalla fine, 13 allenatore triturati come uno Zamparini qualunque, cento acquisti sbagliati, duecento affari quantomeno dubbi, tanti giocatori sopravvalutati, qualche gioiello svenduto, una società elefantiaca nella struttura e terribilmente modesta nelle professionalità? Come non considerare un fallimento uno che assembla e mantiene una corte dei miracoli con stipendi a cinque zeri e una squadra di mammalucchi con stipendi a sei zeri? Come non considerare un fallimento uno che pensa e ci ripensa, parla e ci riparla sopra, prende decisioni spesso assurde, insegue vanamente ogni obiettivo disperdendo per strada euro e calorie, imbocca sempre la strada più lunga, sceglie sempre il bivio sbagliato? Come non considerare un fallimento uno che investe l'iradiddio in un progetto e non alza la voce, non si impone, non tira le briglie, non tiene il timone? Come non considerare un fallimento uno sistematicamente vittima delle sue ansie, delle sue voglie, della sua impazienza, sia pure per inseguire il sogno di cui sopra?

Sono profondamente dispiaciuto per Massimo, e quasi esulto per Moratti. Moratti ha reso Massimo un presidente amabilmente imperfetto, e qualche volta un dirigente decisamente pernicioso. Quindi ammiro Moratti per avere fatto la cosa giusta, e dico a Massimo di prepararsi a cambiare vita. Ora che entrambi staranno un po' più sul divano di casa che a Telelombardia a dire cazzate, forse l'Inter può imboccare una strada nuova, migliore, meno frenetica, più lineare, meno folle, più sensata. Ora chiedo a Moratti di tornare ad occuparsi di barili, e invito Massimo a completare l'opera. Massimo, fa' il padrone. Tu sei uno di quelli troppo buoni per tagliare teste, fare culi a raffica, punire, multare, segare. Ma ora sei finalmente nelle condizioni - tu, così irresistibilmente incapace di intendere e volere nel pieno delle tue funzioni - di prendere delle decisioni facendole firmare ad altri. E' una chance che devi cogliere, Massimo. Fa' il padrone, una buona volta. Tu ci metti soldi e l'anima, ora lascia che gli altri ci mettano la faccia. Fagli fare il lavoro sporco che non hai mai saputo fare. Siediti alla scrivania di casa, senza lacchè e rompicazzo tra i piedi. Tira qualche riga, taglia qualche ramo secco. Non ti vede nessuno. Non ti intervista nessuno. Non devi dire niente a nessuno. Fa' il padrone. Poi alza il telefono e manda Facchetti. Si fa così, fìdati. E' la tua occasione, Massimo. E' la nostra occasione. Resta in pantofole e rifonda questa società. E' meno divertente che andare in trasferta con la squadra, ma può dare soddisfazioni. E risultati, sì, risultati. Risultati: una parola a te quasi sconosciuta. Fa' il padrone. E il prossimo scudetto, venga quando venga, sarà moralmente tuo, chiunque se lo cucia sul petto.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:07 |


lunedì, gennaio 19, 2004
 

RICOMINCIAMO

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:25 |
 

VOLTI  NUOVI

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:16 |
 

APOCALISSE

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:43 |
 

GIUOCHI DI SOCIETA'

Moratti è fatto così. A domanda risponde, soprattutto per cortesia, e poi perchè gli piace essere chiamato presidente. Lui ci mette la faccia, i suoi occhioni bovini e i suoi labbroni siliconati senza esserlo. Se gli metti davanti un microfono o un taccuino, lui parla, bla bla bla, perchè gli piace maledettamente parlare di calcio e di Inter, e l'Inter è lui da dieci anni, cazzo, e qualche volta pare ancora non crederci. Dicono che a volte risponda al telefono di casa (il numero è sulla guida) e si metta a parlare con i tifosi. E' fatto così e basta. In quest'epoca multimediale, dove una parola rimbomba ore e ore, è un modus facendi che ti rende molto popolare ma, potenzialmente, anche molto dannoso. Questo presidente cortese e signore che risponde a tutti e parla con tutti, fatalmente, è una mina vagante. Con un presidente così sei sempre in prima pagina, per forza. Ogni giorno un caso diverso. I non interisti penso si stiano divertendo un casino. Gli interisti molto meno.

Il cocktail diventa esplosivo se dietro a questo presidente gentile, benefattore, bambinone e parolomane c'è uno staff societario alla sperindio. Assumere una quantità immane di direttori significa anche esporsi al rischio che ognuno di loro, per pudore di fronte alla busta paga, cerchi di giustificare il proprio stipendio. Una società, etimologicamente parlando, dovrebbe essere un tutt'uno, e invece all'Inter c'è un esercito di cani sciolti che deve dar prova della propria esistenza in vita prendendo le iniziative più estemporanee. Un po' come fare giocare dieci Beccalossi nella stessa squadra. Uno spettacolo, ma per gli altri.

Il mio percorso non vuole andare troppo a ritroso, sennò impazzisco. Mi limito solo agli avvenimenti dell'ultima settimana, dove è apparsa lampante la totale incapacità della società Inter Fc di creare semplicemente una versione univoca - anche mendace, chissenefrega, ma univoca - dei vari avvenimenti, dal rifiuto di Vieri alla presunta trattativa di cessione, dalla contrattura di Bobone all'arrivo di Adriano. Moratti ha smentito dirigenti, ne è stato successivamante ri-smentito, poi ha smentito se stesso. Un delirio. Moratti ha assunto uno stuolo di persone ad occuparsi di comunicazione, e la comunicazione è un disastro infinito. E con Vieri convocato e poi risultato infortunato, dopo una settimana di voci incontrollate, non c'è stato un dirigente - da Moratti in giù - che si sia occupato di dire a Vieri di presentarsi comunque allo stadio, invece di consentirgli di vedere la partita dal divano di casa e di agevolare il propagarsi di altre cento, mille voci.

I dirigenti non c'entrano niente - tecnicamente - se gli undici giocatori in campo fanno cagare, come è successo ieri. Ma moralmente sì. Non credo che i giocatori dell'Inter si sentano le spalle coperte da una società del genere, che li espone in maniera criminale e li deprime gettandosi irresponsabilmente nel marcato dopo sei vittorie di fila, come se quello che di buono si stava costruendo già non contasse più nulla in corso d'opera. Poi vabbè, potremmo stare qui a parlare di squadre con il presidente in galera che moltiplicano il proprio impegno, e di squadre che invece si sciolgono davanti all'Empoli. Ma adesso ho voglia di prendermela con Moratti e la sua corte.

E chiudo così. Chi sarà mai quello - o quelli - tra i dirigenti che danno sistematicamente le notizie ai giornalisti? Si continua a dire: alla Juve o al Milan queste cose non succedono. Perchè all'Inter sì? Io credo perchè, in questo baillamme e in questa irrefrenabile tensione a mettersi in mostra, ci sia qualcuno che ci marcia alla grande. E spiffera, spiffera tutto. Chi è che dà le notizie, sempre, ogni giorno, con gran dovizia di particolari? Branca, Oriali, Facchetti, Bartolozzi, Moretti, Susini? Moratti no, non credo, Ghelfi nemmeno, non parla nemmeno sotto tortura. Ma degli altri, insomma, chi cazzo sarà mai?

(NELLA FOTO, TEMPI MIGLIORI/2)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:11 |


domenica, gennaio 18, 2004
 

VERGOGNA

Azioniamo il tasto rewind (ah, fosse davvero possibile farlo!) e torniamo a un mese fa, prima di Lazio-Inter. L'era Zaccheroni era iniziata da sette partite (6 vinte, un pari) e tirava un'aria quasi lieve. Stessa marcia della Roma prima in classifica, un po' di punti riguadagnati qua e là. Una inculata storica (1-5 con l'Arsenal e poi l'eliminazione dalle Ciempions) e una goduta ciclopica (vittoria a Torino con la Juve, dominando, roba mai vista). E comunque un gioco ritrovato, un allenatore sensato, una convizione ricostruita pezzo per pezzo. Un acquisto casualmente azzeccato - Cruz - dopo decine di bidoni. Stavamo bene.

Ecco, caro presidente. E' la scarsa abitudine ai giocattoli belli che ci porta, inevitabilmente, a romperli? E' la scarsa propensione ad assumere collaboratori normodotati che ci porta, altrettanto inevitabilmente, a pestare merde su merde? E' la tua ansia di vittoria - e la capisco, cazzo se la capisco - che ti porta, più che mai inevitabilmente, a rovinarti con le tue stesse mani, anche in un periodo sereno, dove la miglior decisione sarebbe stata quella di lasciar scorrere le cose, visto che scorrevano da dio?

Un mese fa avete iniziato a rincorrere obiettivi inutili - Stankovic e Adriano - distraendo tutti, dal primo dirigente all'ultimo tifoso, dall'unico vero traguardo, quello di riprendere le tre squadre che avevamo davanti. E c'eravamo quasi. Vi riconosco un'unica attenuante, l'infortunio di Cristiano Zanetti, uno dei nostri pezzi insostituibili, e si è visto. Il resto l'avete sfasciato voi. Voi con le vostre trattative scomposte, le vostre smentite ridicole, le vostre frasi a perdere, le vostre certezze zero. Voi e le vostre chimere, quando il campionato era tutto da giocare. Stankovic sì, Stankovic no, Stankovic subito, Stankovic dopo, Stankovic mai, come se improvvisamente tutto fosse dipeso da Stankovic. E poi Adriano, stessa solfa, stessa tiritera. Adriano, diobono: come se l'attacco per noi fosse stato un problema. Ora magari sì, lo è diventato. E poi il capolavoro, quello di Vieri. Venderlo a gennaio sarebbe stato come smantellare la squadra. Così oggi abbiamo giocato una partita vergognosa dopo una settimana vergognosa. Una partita da squadra virtualmente smantellata.

Prima la vergogna della società, con questi dirigenti dilettanti eppure strapagati, e con un presidente come te, che sei il primo tifoso e - in quanto tifoso, praticamente un ultrà - un povero coglione. Io sì che posso permettermi di fare il povero coglione, di sdraiarmi sul divano una domenica pomeriggio e godermi Inter-Empoli su Scai. Tu no, cazzo. E quasi dieci anni di presidenza e di poca gloria, di affari sfumati e acquisti mai fatti, di solenni sòle e di perenni buchi, non sembrano averti insegnato niente, ma proprio niente.

E poi la vergogna della squadra. Mi sono bastati tre minuti per vedere che razza di partita avremmo giocato oggi contro una squadra (squadra? Di Natale più dieci modestoni) che un mese fa - ah, il tasto rewind! - avremmo seppellito di gol, divertendoci al limite della polluzione. Oggi no, oggi eravamo una squadra triste, demotivata, sbalestrata. Scarsa. Povera di spirito. Molle. Smidollata.

Io non giustifico i giocatori. Non riconosco ai giocatori di calcio, che guadagnano in un anno come me in due o tre vite, il diritto di concedersi sentimenti bambineschi e atteggiamenti da fighetta. Non riconosco alla mia Inter il diritto di concedersi un pomeriggio di pura merda e di dire "prego, si accomodi" a chicchessia, neanche a un Empoli con belle facce simpatiche e genuine da calciatori di terza serie. Quindi non li scuso. Li compatisco, perchè oggi sarebbe stato difficile per chiunque giocare una partita dopo la grottesca settimana che ci siamo lasciati alle spalle, durante la quale abbiamo dato la più comica impressione che una qualsiasi società di qualsiasi sport avrebbe potuto dare all'universo mondo. Ma in campo fortunamente non ci vanno Branca e Moretti, Oriali e Bartolozzi, Ghelfi e il Massimone nostro. In campo ci va una squadra che ha certi doveri e pochi diritti: sono 90 minuti, cristo, poi la sera si va all'Hollywood, mica cambia niente. Si vince e poi tutti a ballare. Macchè.

E adesso, Massimo? Adesso, visto che non hai lasciato scorrere, adesso forse devi cambiare per forza. Dopo questa penosa partita chi non vorrebbe Stankovic o Adriano? Dopo questa penosissima settimana chi non vorrebbe svegliarsi domani mattina e vedere un'altra Inter, in campo e in sede, tutta diversa, meno rottami e più gioielli?

Adesso ti tocca cambiare, e te lo meriti. Ti tocca cambiare per inseguire 1) il quarto posto, 2) la Coppa Uefa, 3) la Coppa Italia, ti tocca cambiare per raccogliere le ennesime briciole che ci propini da dieci interminabili anni. Non vedo altra soluzione. Perchè altrimenti la cosa più bella sarebbe che tu rilasciassi la tua ennesima scombinata improvvida incomprensibile intervista e, rivolgendoti al popolo nerazzurro, dicessi: "Amici, mi sono sbagliato. Ho fatto una cazzata dietro l'altra. Scusatemi". Dopodichè l'unica decisione sarebbe quella di scomparire dietro un muro di silenzio, tu e quei pagliacci che hai assunto per fare i direttori di non si capisce cosa. Muti, zitti, lavorare. Prendete esempio da Giraudo (il primo a caso): quante volte parla in un anno? Una? Due? Fin troppo.

Il risultato di questo mese del cazzo, delle vostre strafottutissime trattative da barzelletta, è che il nostro campionato è finito il 18 gennaio, in maniera ingloriosa. Che la vergogna di queste ore vi faccia rinsavire. L'Inter oggi è un presidente sbirulino, una dirigenza da operetta, una squadra da B-movie: giocatori che sfilano in passerella, che trombano fighe note e meno note, che scendono dal pullman e non vanno alle trasferte (e due ore dopo compaiono da Dolce e Gabbana), che si cagano addosso davanti a un contropiede dell'Empoli. Facciamo ridere. Gli altri, però. Noi siamo molto incazzati, e di un'incazzatura che non è a perdere.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:10 |
 

E ADESSO, MASSIMO?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:01 |
 

GRAZIE, AMICI

Vorrei ringraziare pubblicamente le persone che in questa prima metà di gennaio sono approdate al mio blog digitando sui motori di ricerca le seguenti chiavi:

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perchè hanno aumentato la mia autostima.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:58 |


sabato, gennaio 17, 2004
 

CONFUSIONE

DALL'INTERVISTA A ZACCHERONI SU INTER.IT

È contento di come la società ha gestito la situazione Vieri?

"Devo essere contento, visto che con la società parlo tutti i giorni, più volte al giorno. Comunico con il presidente, con il vice presidente, con l'amministratore delegato, con il direttore generale, il direttore sportivo e il direttore dell'area tecnica: siamo in perfetta sintonia e prendiamo tutte le decisioni insieme.

Allora: il presidente è Moratti, il vce è Facchetti, l'a.d. è Ghelfi, il direttore generale è Moretti, il direttore dell'area tecnica è Branca. Ma chi è il direttore sportivo? Non esiste. Ho controllato e ricontrollato l'organigramma: non c'è un direttore sportivo. Ci sono altre decine di nomi e di incarichi, ma non questo.

Quindi mi sento di fare alcune ipotesi:

  1. c'è uno che si spaccia per direttore sportivo e parla tutti i giorni con Zaccheroni
  2. Zaccheroni dallo scorso 22 ottobre scambia il giardiniere della Pinetina per il direttore sportivo, e gli chiede consigli e informazioni
  3. l'Inter ha in realtà un direttore sportivo, ma per pudore non è stato inserito nell'organigramma
  4. il direttore sportivo è un personaggio immaginario nella mente di Zaccheroni, come accadeva a Russel Crowe in "A beautiful mind"
  5. il direttore sportivo dell'Inter è Bedi Moratti





Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:09 |
 

SETTORE SALUTE

Blefaroplastica

Scopo della blefaroplastica

Eliminare le borse palpebrali, rimuovendo l' eccesso di pelle e, quando necessario, il grasso periorbitario erniato. Può essere combinata con il lifting del volto, in un solo intervento.

Metodo

Attraverso un' incisione nella normale piega cutanea (palpebra superiore) ed immediatamente al di sotto delle ciglia (palpebra inferiore), si rimuove il grasso erniato e si rimodella il muscolo. Le incisioni vengono suturate dopo la rimozione dell' eccesso cutaneo. In base alle indicazioni, la blefaroplastica inferiore può essere effettuata anche per via transcongiuntivale, ponendo le cicatrici all' interno della palpebra.

Periodo di guarigione

Rimozione delle suture dopo 2-4 giorni. Lividi visibili per 7-10 giorni. Il makeup può essere usato subito dopo la rimozione delle suture. Le lenti a contatto possono essere utilizzate dopo una settimana. Lieve gonfiore residuo per 2-3 settimane. L' esposizione al sole (con filtro protettivo) è consentita dopo 4 settimane.

Durata del risultato

Da 7/8 anni a permanente.

Costo medio

Il costo della blefaroplastica è mediamente di 1.500-2.500 Euro per le sole palpebre superiori, 3.000-4.000 Euro per la blefaroplastica completa (palpebre superiori ed inferiori).

RICORDIAMOLO COM'ERA

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:51 |


venerdì, gennaio 16, 2004
 

SALDI SCONTI SALDI SCONTI

La certezza del diritto è questione molto seria. Quando il diritto non è certo succedono i casini, vince l'illegalità, cresce nell'immaginario collettivo la convizione di potersi permettere tutto, passo dopo passo, scalino dopo scalino, di fronte alla prospettiva di una probabile impunità. Nelle repubbliche delle banane il diritto è molto incerto, per non dire labile, o assente. Qui da noi, nell'Occidente evoluto, dovremmo avere un diritto certo, anzi certissimo, ma non è sempre così. Non mi metto a parlare di Schifani, Cirami and so on. Per carità. Voglio limitarmi alla giustizia sportiva, robetta che volendo ci ridi sopra. Chi se ne frega della squalifiche del campionato italiano giuoco calcio, voglio dire.

Però la storia delle squalifiche di Stankovic e Almeyda non può passare sotto silenzio. Ricapitoliamo. Stankovic insulta un guardalinee, poi gli prende la giacchetta, gli dà un minaccioso pizzicotto, poi lo insulta ancora. Almeyda protesta, strappa il cartellino all'Arbitro, poi insegue un avversario trattenuto a stento dai compagni, poi manda affanculo un po' di gente, compresa un'intera curva. Tutto questo è costato in primo grado ai due reprobi 5 giornate. Poi, dopo una sequela di ricorsi, ridotte a 2. Il risultato, tagliando corto, è che fare quello che hanno fatto costa due giornate. Almeyda sapeva già, dopo il trattamento speciale a Stankovic, che avrebbe avuto tre giornate di sconto. Era ovvio.

Chissà se a fine stagione resetteranno tutto o rimarrà scritto agli atti che ripetere le imprese di Stankovic e Almeyda costerà solo due giornate. Boh. E chissà se al posto di Stankovic e Almeyda ci fossero stati due meno rinomati centrocampisti di Empoli e Ancona, con meno avvocati,  meno santi in paradiso, meno righe sul giornale. Questa storia gronda merda da qualsiasi angolazione. Una storia molto italiana, quindi perchè stupirsi? Una storia che assomiglia molto a quella dei ricorsi contro le multe con l'autovelox. Per molti mesi, presa la multa, era sufficiente attaccarsi a un codicillo e fare ricorso al prefetto per vedersela annullare. Massì, una rivincita contro la più bastarda delle contravvenzioni non ha prezzo. Però, per tutto quel periodo di interpretazioni contrastanti, andare in autostrada a 129 o a 229 all'ora era la stessa cosa. La differenza stava nel prezzo del francobollo di una raccomandata. Nel nostro amato calcio siamo finiti a questi livelli: sfanculeggiare l'arbitro costa due giornate, ma costa due giornate anche sfanculeggiarlo, strappagli il cartellino, dargli un pizzicotto e cercare di uccidere a mani nude un avversario. Se così stanno le cose, prendere due giornate nel secondo modo è molto, molto, molto più divertente.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:02 |
 

AUTOPROMOZIONE

Per il 60millesimo visitatore ho preparato i seguenti premi:

  • se uomo: una consumazione a scelta tra caffè, cappuccino, latte macchiato, succo di frutta, coca cola, canarino, amaro averna, birra nazionale, fernet branca, the, the freddo, cornetto algida.
  • se donna: una prestazione a scelta tra ascolto guidato del cd "Pazza Inter" (prezzo al pubblico 15,45 euro), massaggio thailandese, palpazione rassodante per il seno, petting leggero.

Mi sembra un montrepremi della madonna, francamente.

(NELLA FOTO: SENZA OFFESA, DUE CHE SPERO NON VINCANO)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:23 |
 

PIU' BELLO E PIU' GRANDE CHE PRIA

Ormai c'è attesa, diciamocelo. Come sarà Berlusconi dopo l'operazione alle palpebre? Sarà vagamente cyborg come era successo a Emilio Fede, restituito alla telecamere con un vago aspetto nipponico dopo una blefaro-correzione un po' così così, oppure sarà bello fresco, l'occhietto vispo, pronto per la campagna elettorale, i manifesti, le videocassette? In fondo lo ammiro: i lodi saltano, i bossi rompono, i tremonti scalpitano, i tanzi stramazzano, e lui è in Sardegna ad aspettare che cadano le crosticine. Class is not water: il mondo non si ferma ma lui se ne fotte, chiama il chirurgo parigino e si fa ringiovanire. Le voci van veloci, e riferiscono anche di un sensibile calo di peso. E' in gran forma. Cazzi nostri.

(NELLA FOTO, UNA CULOPLASTICA BEN RIUSCITA)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:56 |


giovedì, gennaio 15, 2004
 

IL PUBE

Oggi Recoba si è allenato a parte per "fastidi inguinali".

E chi non ha "fastidi inguinali", voglio dire. Io, pur avanzando l'età, ne ho spesso. Ciò non toglie che vado lo stesso a lavorare, e non faccio "lavoro differenziato". Lavoro come gli altri giorni. Perchè?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:44 |
 

IL DUBBIO

E se fosse tutta un'abile manovra mediatica per promuovere Inter-Empoli?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:34 |
 

LA RECHERCHE (DE LA GNOCC)

Siamo tutti malati. Io per primo, ci mancherebbe. Ma anche voi, cazzo. Riflettete. Faccio un post liberatorio ma non troppo, metto una vagina grande così, e cosa succede? Metà dei commenti sono su Ronaldo. Cosa c'entra Ronaldo? Siamo di fronte a una pura reminiscenza proustiana. Messaggi subliminali si sono accalcati nelle vostre menti perverse. Ronaldo e la vagina, Ronaldo e la vagina. E' chiarissimo.

Ronaldo, che metaforicamente ha sempre la figa in testa, una vaginona sul cranio l'ha avuta per davvero, come testimoniano la foto qui sopra e i freschi ricordi del mondiale nippocoreano. Io posto una vagina, voi pensate a Ronaldo. Siamo un'accolita di gente che ha bisogno di tanto, tanto riposo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:35 |
 

L'UMORE E' QUELLO CHE E'

I drammoni interisti mi stanno deprimendo alquanto. Leggo da più parti: metti un po' di gnocca che ti passa. Io vi ringrazio per il vostro affetto, ma non sono dell'umore giusto per postare la solita foto della Seredova o della classica figona tanto anonima quanto maiala. Del resto, mi rendo conto, è necessario cambiare un po' argomento: mica mi potrò macerare di continuo sui dubbi di Moratti e sul mestruo di Vieri. Quindi ho optato, come soluzione-ponte, per una foto di gnocca, però seria. Spero sappiate comprendere il mio attuale stato d'animo. Grazie.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:08 |
 

DIFFERENZE

La differenza tra l'Inter e le altre grandi - una delle differenze, ma questa è bella grossa - è che un pomeriggio come quello di ieri sarebbe passato sotto silenzio. L'Inter, per il gossip calcistico, è invece un pozzo senza fondo, una straordinaria fucina di notizia: vere o false che siano, sono sempre gustose e a volte grottesche, e per un giornale valgono sempre un titolo, magari due, o magari anche una bella paginetta grondante coriandoli e sterco. Se non si fossimo, ci inventerebbero.

E' una differenza che ci può costare caro. La triste realtà è che nel momento più delicato della stagione - con un piede e tre quarti fuori dalla lotta scudetto e con il mercatino di gennaio in corso, dove si potrebbe tentare di metterci una pezza - noi trascorriamo un pomeriggio alla mercè delle voci più disparate, e tutte smentite male. Nelle ultime ore, tra cose confermate e cose ipotizzabili, sono avvenuti i seguenti fatti:

  1. Vieri rifiuta la convocazione per la trasferta di Udine in Coppa Italia, rimanendo ad Appiano ad allenarsi sulla sabbia (!). Lo dice a Branca. Branca non lo dice a Zaccheroni. Zaccheroni non vede arrivare Vieri. A Zaccheroni - immagino che prima o poi gli abbiano spiegato tutto - devono roteare i coglioni a forza mille. Manda a cagare Vieri, Branca e poi mezza squadra (anche durante la partita gli fumavano le narici).
  2. Vieri viene convocato in sede a Milano con il suo procuratore. La versione ufficiale è: dobbiamo multarlo. Per multare un giocatore basta dirglielo, da che mondo è mondo. Quindi se è in sede con il procuratore la questione è ben più grave. Oriali è a Londra: prima che uno qualsiasi della società - anche il centralinista - spieghi che è là per incassare i soldi della cessione di Crespo passano ore. Il cortile di via Durini si riempie di giornalisti perchè appare chiaro che stiano vendendo Vieri al Chelsea, pare per 20 milioni di euro (meno di quanto paghiamo Adriano che era già nostro).
  3. Vieri non viene venduto, ma multato: questa è la conclusione della giornata. Un pomeriggio in sede per multarlo, se poi metà della colpa è di Branca? Bah. Mettiamo che l'abbiano offerto al Chelsea e il Chelsea alla fine abbia detto no (il prezzo? il fatto che in Ciempions è inutilizzabile?). Vabbè.
  4. Il capolavoro è a fine giornata. Vieri dice che accetta le decisioni della società e paga la multa (minchia, un pomeriggio in sede per essere multato e accettare la multa? Non hanno proprio un cazzo da fare all'Inter). Massimo Moretti, il direttore generale, quello con la E al posto della A, interpellato in serata al telefono da Antenna 3, proprio mentre si stavano placando le acque pesta una bella merda in zona Cesarini: "Il caso Vieri è in continua evoluzione, preferisco non dire nulla, se dicessi qualcosa direi una bugia". Fantastico.

La morale è che domenica torniamo in campo con il centravanti virtualmente ripudiato, un allenatore che si è accorto in che cagaio è finito, un paio di dirigenti che non giustificano il proprio stipendio, un presidente che continua a lavorare di cesello, beato lui. Questa è la differenza con le altre squadre, e un po' mi dispiace.

NELLA FOTO: TEMPI MIGLIORI

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:09 |


mercoledì, gennaio 14, 2004
 

RAGIONIAMO

Dunque. Perchè mai Vieri oggi avrebbe dovuto passare il pomeriggio in sede con il suo procuratore, se il motivo ufficiale della convocazione (così ci raccontano) era quello di multarlo per il suo rifiuto di andare a Udine? Se l'unico motivo fosse stato questo, sarebbe stato sufficiente la comunicazione di un dirigente e/o il cazziatone del presidente e dell'allenatore. La presenza del procuratore non ha nulla a che vedere con la comunicazione di un provvedimento disciplinare. Il procuratore sta al fianco del giocatore quando vengono discusse questioni contrattuali, oppure quando sono in corso trattative ed è necessario avere in tempo reale il parere del giocatore.

Il motivo della presenza di Vieri in sede con il suo procuratore dev'essere stato senz'altro più grave di un cazziatone. Come giustamente insinuano gli interisti, dietro il rifiuto della convocazione per la Coppa Italia è probabile che si nasconda una clamorosa rottura con Zaccheroni (reo di averlo messo in panchina in campionato, cosa che deve aver fatto incazzare Bobo molto più dei fischi). Quindi, è probabile che ci risiamo: dopo Cuper-Ronaldo, tocca a Zaccheroni-Vieri. Per Moratti la solita inquieta scelta obbligata: tenere l'allenatore e cacciare il centravanti, o viceversa. Con Cuper-Ronaldo, per inciso, è andata malissimo.

Avranno davvero tentato di venderlo al Chelsea? E come mai non ce l'hanno fatta, ripiegando sulla tesi ufficiale della multa per giustificare questo pomeriggio di gran casino? E come contano di andare avanti, se davvero l'Allenatore e la Stella sono già arrivati al punto di non ritorno?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:44 |
 

DIVISE

Non capivo se era una foto dello sciopero dell'Atm a Milano oppure della presentazione della nuova divisa dell'Inter. Poi ho riconosciuto Cordoba.

[http://www.inter.it/media/raw/2004-01-14_151545.jpg:©inter.it]


Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:06 |
 

MORATTOPOLI

Vieri in sede con il procuratore, Oriali (dicono) già a Londra, l'affare Adriano che prende l'ennesima piega diversa. Tanto basta perchè un'orda di giornalisti si mettesse subito a picchettare la sede dell'Inter per vedere se due più due fa quattro: e cioè che se Adriano arriva subito Vieri allora va al Chelsea, sotto la spinta di un'offerta abnorme di Born to be Abramovich. Stanchi delle meline stankoviciane, finalmente un notizione con i controcazzi. Non va a finire così, a quanto pare. Vieri sarebbe stato convocato "solamente" per essere multato, dopo aver rifiutato la convocazione per il partitone di ieri sera a Udine. Oriali non si sa bene dove sia. L'hanno avvistato un po' ovunque: a Londra, a casa, all'Esselunga di Lomazzo e al parco Lambro con il cane.

Tutto ciò non mi ha impedito - in queste due ore di voci che si accavallavano e di continue telefonate di amici interisti angosciati come se avessero investito tutto in bond della Parmalat - si fare un milione di congetture sulla possibile partenza di Vieri a metà gennaio. Ero in macchina e pensavo pensavo pensavo. Alla fine ho diviso in due la lavagna e da una parte ho messo i ragionamenti oggettivi, dall'altra i ragionamenti soggettivi.

RAGIONAMENTI OGGETTIVI. Il cambio Vieri-Adriano, fatto così in corsa a metà gennaio, sarebbe l'anticipo di quello programmato a giugno. Come per guadagnare tempo, nell'attesa che la squadra sia ridisegnata e ridipinta per l'ennesima volta nel solito prevedibile confusionario mercato estivo dell'Inter. Oggettivamente, il cambio non mi sconvolgerebbe. Nell'ipotesi di una mega-offerta del Chelsea, e nella prospettiva di cambiare un centravanti di 31 anni con uno di 23, potenzialmente altrettanto forte anche se meno esperto, non sarebbe certo la peggior cazzata fatta nella storia dell'Inter. Vieri era assente nelle migliori partite di quest'anno. Un cambio nel reparto d'attacco, più che scolvolgente, è semmai inutile: i problemi veri non sono in attacco, questo è ovvio. Comprenderei la scelta di Moratti di incassare tonnellate di euro rinunciando a un giocatore fortissimo ma scontento, poco simpatico e. in fondo, poco decisivo. La comprenderei soprattutto se si prendesse la briga di spiegarla per bene ai tifosi.

RAGIONAMENTI SOGGETTIVI. Cedere Vieri a gennaio significherebbe essersi liberati di Ronaldo, Crespo e Vieri nel giro di diciotto mesi. Significherebbe dare l'ennesima dimostrazione di essere una società che non ha la minima idea di dove andare a parare. Cedere Vieri a gennaio - che sia simpatico o no, che sia un piacere fischiarlo o no - equivarrebbe a dare un segnale clamoroso di smobilitazione, dannoso per chi resta e deleterio per la tifoseria. Tutto questo a prescindere dalle qualità e dai possibili risultati immediati di Adriano, uno su cui comunque si fondano le aspettative dell'Inter per i prossimi anni. L'Inter che pensa di cedere Vieri a gennaio sembra uno che gioca alla pentolaccia: vibra fendenti nell'aria, confidando che prima o poi i bastone colpisca. Vendere Vieri e non comprare un regista sarebbe un errore, la conferma che abdichiamo alle giù labili speranze di questo gennaio, dichiarando apertamente di volere arrivare a giugno alla bell'e meglio.

Vabbe', ho pensato a vuoto, ma sono inquieto.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:33 |
 

CHE ARDIMENTO

Conseguendo un meritato pareggio a reti bianche in quel di Udine, la squadra dell'Inter - scesa in campo con una vistosa divisa gialla in luogo dei tradizionali colori neroazzurri - si avvicina all'obiettivo dell'approdo alle semifinali della prestigiosa Coppa Italia, anche se sarà necessario vincere contro gli insidiosi e mai domi friulani. I padroni di casa hanno avuto un maggior numero di occasioni da rete, ma anche gli ospiti - schierati dall'allenatore Zaccheroni con una formazione priva di alcune punte di diamante - sono andati alcune volte vicini alla marcatura. La gara di ritorno si giuocherà il 21 gennaio alle 17.30 allo stadio Giuseppe Meazza in Milano. Buonasera.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:41 |


martedì, gennaio 13, 2004
 

SQUADRA GRANDE SQUADRA MIA

  • VIERI ha regalato un videofonino alla CANALIS, con la quale si sono riconciliati per la diciassettesima volta. Adesso con il videofonino il Bobolone potrà essere controllato in real time dalla velinona anche quando va in discoteca con Martins o al cesso da solo.
  • COCO affronta quotidianamente una dura preparazione differenziata per raddrizzarsi la schiena, poi la sera affitta interi privè di interi locali per festeggiare con la fidanzata ARCURI, cui è difficile non riconoscere un ruolo nell'ernia al disco.
  • LUCIANO, uno dei quattordici laterali comprati dall'Inter per CUPER, salvo poi mandarlo via e prendere uno che dei laterali se ne fa un baffo, torna al Chievo per fine prestito. Di lui resterà nella memoria l'espulsione a Udine nel primo tempo. Poi non si è più visto.
  • STANKOVIC, che a Roma sta facendo schifo da alcune domeniche - mentre contro di noi ha fatto un partitone, guarda un po' che testa di cazzo -, forse arriva subito, dicono. Io finchè non lo vedo non ci credo.
  • LA STAMPA ha scritto che MORATTI sarebbe già stufo di ZACCHERONI e che sta di nuovo ripensando a MANCINI. Che palle. Domenica sera a Controcampo MONDONICO ha detto che uno dei più grossi problemi dell'Inter è non avere un giornale o una tv, e quindi di essere esposta a un bombardamento mediatico e alle voci più disparate. Quasi gli credo.
  • MORATTI ha risposto alle solite domanducole fuori dalla Lega. Segnalo due risposte: 1) per vincere lo scudetto bisogna fare fatica ed essere un po' eroi; 2) in Italia si fa abbastanza per controllare i bilanci delle società di calcio. Qualcuno sa cosa servivano come aperitivo?

Vabbe', era solo per dire: siamo o non siamo uno squadrone?

(squallido mezzuccio per postare un po' di topa)

(mentre qui e qui mi pregio ricordarvi di Radio 3.0)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:25 |
 

OUTING 3.0

Allora. Invece delle vacanze ho fatto l'influenza. Il torpore della pausa natalizia vissuta con il termometro sotto l'ascella non mi abbandona. Il dopo-Epifania, solitamente vissuto al ralenty, quest'anno mi avviluppa i cinque sensi in maniera perniciosa, non so se per i postumi del virus o per la depressione post-quaranta. Sono in forma come Lamouchi. E, a proposito di Lamouchi, uno sport a cui sono molto affezionato e che si gioca 11 contro 11 mi procura solo incubi diurni, serali e notturni. Un disastro. Tanto vale affidare all'aere quel che resta di me e dei miei sentimenti più veri, depurati da ogni implicazione. Faccio outing e lo faccio vocalmente. Vi spiego i miei tormenti. Scrivendo. Anzi, rappresentando uno squallido romanzetto in forma musical-epistolare. Vabbè, se avete voglia basta appicciare la radio e ascoltare la più intima delle puntate di Radio 3.0, la radio il cui editore è in fuga come un qualsiasi manager di multinazionali lattiero-casearie. Se pigiate qui troverete la confezione lusso per gente con Adsl, mentre qui quella economica e più leggera per modem vecchio stampo. Vi amo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:02 |


lunedì, gennaio 12, 2004
 

QUELLI CHE IL CUCCHIAIO

(dell'Inter non ho voglia di parlare. Parlo d'altro)

  • le scenette del dopo-cucchiaio mi hanno definitivamente rotto i maroni. Quelli che si incazzano per il rigore "a cucchiaio" sono solo dei fessi, per me. Il cucchiaio è un modo come un altro per tirare un rigore. Ci vuole anche un po' di sana incoscienza e di suprema testadicazzaggine. Fine unico del calcio di rigore è mettere la palla dentro. Che ci vada con una bomba o con una loffetta non cambia proprio nulla. Il cucchiaio consente teoricamente al portiere di parare un rigore senza neanche sporcarsi la maglia. Sarebbe una bella rivincita. Se invece il rigorista è bravo a nascondere il cucchiaio e a fare gol con un plop invece che con un crash, niente, è bravo lui. C'è sempre meno gente che si incazza per il rigore a cucchiaio. Ieri il portiere della Reggina mica si è incazzato. Due o tre suoi compagni sì, di brutto, ma bastava guardarli in faccia.
  • altra scenetta che mi ha rotto i maroni è l'incazzatura al momento della sostituzione, soprattutto se avviene al 41' del secondo tempo. Strano che sia ci sia caduto Del Piero, uno che ha un certo modo di vedere le cose. Fare il broncio e mandare in culo l'allenatore perchè ti ha sostituito a 4 minuti dalla fine mi sembra un po' eccessivo. Soprattutto se stai facendo cagare da due mesi.
  • cazziare un giocatore che non si è buttato in area è una solenne stronzata. A Perugia perdono il tempo a sparare minchiate su minchiate e intanto non hanno ancora vinto una partita. Cosmi avrebbe fatto miglior figura a prendersela con Tombolini: che il rigore glielo poteva fischiare lo stesso, se il fallo c'era.

(no, dell'Inter non parlo. Sospiro e basta)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:39 |


sabato, gennaio 10, 2004
 

PARMALAT 1 - MOZZARELLE 0

Eccolo qua Zaccheroni che fa il Cuper e inventa la soluzione dell'ultima ora: fuori Martins, Emre nel presunto tridente e dentro Lamouchi. Bella pensata. Infatti facciamo abbastanza cagare. C'è la solita dose di sfiga (traversa di Vieri sullo 0-0), ma poi c'è anche un gol preso in maniera imperdonabile e una partita giocata senza costrutto, come direbbe Ennio Vitanza. Alla fine è assalto, ma sempre troppo frontale e sempre troppo alla sperindio. Può anche capitare di non segnare pur avendo tre fenonemi davanti. E infatti. Se poi ci metti un Cruz un po' fuori fase rispetto al solito, la frittatona è fatta. Requiescant.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:49 |
 

FACCIO SCUOLA

Ormai tutti parlano di limonate: le rivalutano, le sezionano, le esaltano. Qui Dagospia riproduce un interessante articolo di Amica sui baci profondi e profondissimi. Sconsigliato ai cultori del sesso estremo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:25 |


venerdì, gennaio 09, 2004
 

CASI UMANI

Poverino. Proprio Zaccheroni doveva capitargli. Lo ha subito inquadrato nella sua giusta dimensione, panchinandolo. E oggi in conferenza stampa Zac lo ha battezzato definitivamente: "Ha limiti caratteriali". Il sito dell'Inter censura la frase, ovviamente. Tornerà buono per il giardino del presidente.

 

 

 

 

Ammette oggi in un'intervista che quando giocava, sì, giravano le bombe. Cose artigianali, confrontate al doping di oggi, e quindi probabilmente anche più tossiche. "Le spacciavano per ricostituenti". Bravo. Mi sa che di panche libere non ne trova.

 

 

 

Si vanta come un bambino dell'asilo di aver fatto sparire il dischetto del rigore ad Avellino e, di riflesso, di aver fatto sbagliare il penalty all'avversario. Ride, scherza, prende per il culo gli arbitri, esalta la furbizia. Lo deferiscono. Ci resta male. Bel pirla.

 

 

 

 

"Piantala con 'sti colpi di tacco". "Mavaffanculo". Prende e se ne va negli spogliatoi, mentre Capello si incazza come una bestia. Che palle però.

 

 

 

 

 

L'ultimo presidente scudettato dell'Inter, poi caduto un po' in disgrazia, medita il rientro nel Grande Calcio. Sta trattando l'acquisto del Torino. Auguri.

 

 

 

 

 

 

Finalmente qualcuno che gli fa il culo. Non avverte la società, prende e va a Londra. "Era un impegno per la Nike". A Madrid nessuno sa un cazzo. Torna ma c'era la nebbia all'aeroporto e arriva all'allenamento con due ore e mezza di ritardo. Qualcuno sparge zizzania: "Era da Abramovich". Lui nega tutto. Al Real sono molto incazzati. Affaracci suoi.

 

 

"Non è andata come dicono loro". E allora com'è andata? "Erano ubriachi marci, mi hanno seguita fino a casa, ho pensato di farli salire per offrirgli un drink e spedirli a casa in fretta". E invece? "Appena entrati sono andati in salotto e si sono tirati giù i pantaloni. Io volevo chiamare la polizia ma uno dei due mi ha preso il telefonino. Poi l'altro, con la scusa di andare al cesso, mi ha rubato 765 euro dalla borsa. Allora la polizia l'ho chiamata davvero". Grazie per la precisazione.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:18 |
 

PARMACOTTO

Andiamo a Parma, ma il tintinnio delle manette già svapora nell'aria. Non c'è quell'aria di smobilitazione che ci si aspettava, nè i giocatori tanziani sembrano particolarmente preoccupati del disastro societario: del resto, come pretendere che si preoccupi uno come Frey, che è solito tuffarsi in piscine senz'acqua?

Quindi dovremo carvarcela con i nostri mezzi. Che poi non sono mica così scarsi, al di là di quanto dica una classifica sempre avara. Continuiamo ad occupare il quarto posto nonostante l'era Zac ci abbia portato la media-scudetto e una serenità inedita. Non prendevamo così pochi gol dall'anno dello scudetto, e già mi sembra una notizia. Eppure siano qui di fronte all'ennesimo esame, all'ennesima partita da vincere per forza, nonostante il campo di Parma per noi sia un calvario (abbiamo vinto lo scorso anno per la prima e unica volta dopo 12 tentativi andati a vuoto, spesso patetici, ma derubati una volta al 95° dallo stunt-man Stanic e dal boccalone Collina). Da quando è arrivato Zaccheroni c'è sempre stato un unico obiettivo: vincere. L'unica volta che abbiamo messo il condizionale (vigilia con la Lazio) l'abbiamo preso in quel posto. Quindi mi raccomando: vincere. Altrimenti vi paghiamo in bond.

(segnalo una bellissima statistica degli amici di Inter.it, secondo i quali il quarto posto è ottimo e anzi andrebbe coltivato con amore, almeno per un paio di domeniche. Infatti la Juve negli ultimi due campionati, che poi ha vinto, ha concluso il girone d'andata al quarto posto. Cosa non faremmo, noi interisti, per rivincere un cazzo di scudetto)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:10 |
 

LA BOUTIQUE DEL LASONIL

Alle otto e mezza di mattina, una mattina ancora senza uno straccio di caffè, potrebbe anche capitare di infilarsi in un negozio sbagliato, al culmine di un rincoglionimento determinato dal metabolismo ancora fermo al giorno precedente, dal sonno crudelmente interrotto e dalle palle già girate senza un vero perchè. Se uno deve comprare dell'Aspirina effervescente vitamina C va in farmacia e così ho inteso fare varcando la porta appena aperta di quella che ritenevo essere, in effetti, una farmacia. Una bella ragazza mi accoglieva ad ascella alzata, dando l'ultimo colpo alla saracinesca e salutando in me il primo cliente di una giornata magari radiosa o magari no, che ne sai alle otto e mezza di mattina?

Il problema è che per otto-dieci secondi non ho ben capito se fossi entrato in farmacia o da Max Mara. Dietro il bancone tre farmaciste o commesse - ancora non riuscivo a connettere - mi accoglievano con un sorriso rituale ma gradevole. Poi arrivava la quarta, quella dell'ascella e della saracinesca. Quattro belle fighe, tra l'altro. Quattro fighe dietro il banco e io davanti al banco stesso, ancora incerto se mettermi a piangere dalla vergogna o chiedere una confezione di Aspirina. Dove cazzo sono? Chi sono queste qui? Giuro giuro giuro che qui fino a ieri c'era una farmacia.

E' stato un attimo di terrore. Tra l'altro la cosa dei quarant'anni non l'ho presa bene, e la prospettiva di dovere giustificare a me e a loro di essere entrato in boutique invece che in farmacia mi stava già deprimendo assai. Poi, per fortuna, mi cade l'occhio sul dispenser lato sinistro del bancone, dove vedo ergersi - ad altezza tetta della commessa più a latere  - spazzolini e dentifrici di ogni sorta. Rapido calcolo mentale: quelli sono dentifrici, Max Mara non vende dentifrici, quindi non sono da Max Mara, questa è una farmacia. Pfiuuuuuu.

Ho ordinato con sollievo l'Aspirina, chiedendomi il perchè di tutta questa figa dietro il bancone. E' evidente che anche le farmacie puntano al marketing più sfrenato. Questa farmacia in particolare deve avere fatto una cernita etnica tra le praticanti farmaciste, scegliendo tra le più appetibili, probabilmente selezionandole nel retro del negozio chiedendo di dare un'occhiata al curriculum vitae, al libretto universitario e anche alle cosce. Mentre una batte sul registratore di cassa il mio scontrino da 3,95 euro e un'altra osserva compiaciuta la scena, la terza e la quarta indossano il camice e pongono fine all'equivoco: sì, anziano giovanotto, sei entrato in una farmacia, e noi ancorchè fighe siamo farmaciste o un giorno lo saremo.

Pago, ringrazio ed esco. Le quattro più quattro meno quattro (risultato: quattro) di Nora Orlandi mi salutano più o meno stancamente. Mi sento un po' a disagio. Prendere solo una scatola di aspirina è da poveracci. Forse dovevo provare tutta la linea notte-giorno della Shiseido, oppure tutti gli zoccoli del dr. Scholl. Chissà che erotismo avrebbero sprigionato le farmaciste gnocche, categoria che meriterebbe almeno un film postumo con Lilli Carati.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:34 |


giovedì, gennaio 08, 2004
 

IL PARADISO

Per fortuna, quando non se ne può più di pacchi bomba e di firme di Stankovic, la cronaca ci riserva storielle lievi come quella di Maurizia Paradiso e dei suoi amici poliziotti.

Allora. Due giovani poliziotti di provincia (24 e 25 anni e tanto ancora da dare, sessualmente dico)arrivano nella Grande Milano con quello stile un po' "noio volevam savuar" che li fa approdare una sera all'Hollywood, tempio dorato della gnocca e dei sogni acclusi. I due arrivano nel locale già abbastanza ciucchi, tanto che il loro naturale anelito alla figa si trasforma, nei fumi dell'alcol e dell'umor vaginale, in un impetuoso anelito al culo: infatti escono dal locale con Maurizia Paradiso e con un di lei amico uomo sessuale (cioè ghei).

I quattro escono e vanno a casa di Maurizia Paradiso. L'amico poco virile si eclissa nel frattempo e restano in tre. Ora, cosa facciano due poliziotti vogliosi e Maurizia Paradiso alle tre di notte nella di lei abitazione io posso solo immaginarlo. Conversazione, penso. Nel verbale steso dopo i fatti, i due giovani poliziotti dicono: non sapevamo chi fosse. Maddai: chi non conosce Maurizia, diobono? Vabbe'. Comunque credo che durante un groviglio di corpi - due tette finte, due cazzi, una vagina bionica e tre culi - a un certo punto uno dei due poliziotti allunga una mano. Ma non verso il voglioso corpo della Maurizia-de-la-noche, ma verso la borsetta. Lei se ne accorge, i due fanno i finti tonti, forse le danno anche una spinta e se ne vanno. Lei cosa fa? Chiama la polizia. "Ma siamo noi la polizia", poteva essere il finale un po' trito della storia. Invece arriva davvero la polizia e ferma i due poliziotti. Uno in effetti ha ancora gli euro di Maurizia in tasca e dice: non so perchè li ho presi. Con imbarazzo i due imberbi poliziotti vengono arrestati da poliziotti meno imberbi.

Nel concitato evolversi degli episodi notturni Maurizia dice a un poliziotto: "Mi hanno anche molestato". Ma che cazzo dici? Cosa avete fatto fino alle 5 di mattina, dai, Maurizia? Bah. Fatto sta che nella denuncia compare solo il reato di rapina impropria. Della molestia non si fa cenno. E meno male. Dai, chi ci crede, Mauriziona? Rapinata sì, ma mariagoretti no. Cosa c'ho scritto qui, "poliziotto"?

P.s.: Maurizia, permettimi di presentarti un mio amico. Di lui ti puoi fidare, non rovista nei portafogli ed è molto macho.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:37 |
 

CIAO SONO IO, AMORE MIO

Caro Massimo,

è un po' che non ti rompo le balle. Del resto si gioca bene e si vince con frequenze superiori alle nostre usuali medie, e quindi non ce ne sarebbe motivo. Però ogni tanto colgo qualche tuo cedimento. Sì, ogni tanto ti gasi. Lo si capisce quando fai brillare l'occhio bovino, apri la saracinesca e mostri al mondo l'armata dei tuoi immani dentoni. E sono momenti pericolosi. I tuoi sorrisi sono il nostro barometro. Un tuo sorriso è "bello stabile". E non è così. Non deve essere così.

E' per questo che vorrei chiederti una cosa, prima che sia troppo tardi. A parte le masturbazioni giornalistiche, non penserai davvero di far tornare subito Adriano, vero? Bloccalo, blandiscilo, incensalo, spalma olio di mandorla sul suo petto possente, massaggiagli i gamboni esplosivi, pagalo, ripagalo a peso d'oro (siamo da barzelletta, ma tant'è), offrigli un whiskino a lume di candela e ricordagli quant'è bella la Pinetina. Ma lascialo a Parma fino a giugno. Non ci serve Adriano. Abbiamo un attacco formidabile e psicolabile. Vieri, Cruz e Martins hanno bisogno di giocare. Come iper-panchinaro, nel ruolo finalmente disegnatogli addosso da un allenatore lungimirante, c'è Recoba. Van Der Meyde e Kily sono a disposizione per schemi meno bellicosi. Cosa serve - adesso, voglio dire - Adriano? Servirebbe solo a rompere i fragili equilibri nell'unico nostro reparto davvero competitivo. Significherebbe panchinare qualcuno dei nostri attuali attaccanti e a deprimerlo. A recobizzarlo, insomma. Aspettiamolo a giugno e rifondiamo l'attacco, se è vero che Bobolone andrà a svernare a casa di Abramovich. A giugno, però.

E' invece di un centrocampista che abbiamo un bisogno dell'ostia, Massimone. Zanettino tornerà con cautela, e già qui sono cazzi. Almeyda è un podista con i controcoglioni, ma pur sempre un podista. Emre lo coltiviamo ma non sboccia. Lamouchi è un maggiordomo con le scarpe chiodate. Gli altri sono comprimari. Il nostro centrocampo è una incognita, a volte è un buco nero. Di fronte ai problemi del centrocampo anche la nostra difesa allegrotta fa il suo figurone. No, in mezzo non ci siamo, non siamo a livello delle altre. Non possiamo sempre aspettare che i due o i tre davanti risolvano tutto. Anche perchè i palloni qualcuno glieli deve dare. Con il Lecce si può anche aspettare una quarantina di minuti. Ma non va sempre bene, e non c'è sempre il Lecce.

Stankovic, lo zingaro furbetto e grafomane. O Davids, che ci è sempre stato sportivamente sul culo, ma che con la maglia giusta potrebbe rivalutarsi nei nostri grandi cuori. O perchè non Perrotta? Scusa, Massimo, ma se vai  Campedelli con qualche milioncino e un paio di giocatori in prestito, vuoi che non te lo dia Perrotta, considerando che il Chievo non faticherà certo a salvarsi anche senza di lui? Massimone, tesoro, sguinzaglia la tua squadraccia di dirigenti e consulenti e di' che tornino con un centrale. E non sguainare imprudentemente i dentoni: lo sbrilluccichio dei tuoi incisivi ci destabilizza e ci illude. E non va bene, a 19 fottutissime partite dalla fine.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:29 |
 

VARENNE, TI STIMO

Varenne, a 15mila euro a botta, ha in agenda circa 200 cavalle da trombare nel corso del 2004, di cui circa 25 svedesi e una trentina di americane. 3 milioni di euro per fare sesso con 200 cavalle. No, dico, non è fantastico?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:27 |


mercoledì, gennaio 07, 2004
 

SE RINASCO

  1. Se rinasco, rinasco Varenne. Una vita a trottare e vincere, idolatrato più di un campione umano. Poi va in pensione - molto giovane - e tromba. Da quando è in pensione si è trombato 150 cavalle diverse. Cazzo, questa sì che è vita.
  2. Oppure se rinasco apro un'attività di import-export di carta igienica a Tokio. Oggi a Tokio, dopo 30 anni, le due principali linee della metropolitana hanno deciso di rimettere la carta igienica nei bagni, che era stata tolta appunto nel 1974, durante la crisi petrolifera, per evitare sprechi e per porre fine ai continui furti (noi ci facciamo le seghe con il mito giapponese e poi scopriamo che rubavano la carta igienica nei cessi del metrò, pezzenti). Ignoro come per trent'anni la Teito (8 linee, 68 stazioni, 220 bagni) e la Toei (4 linee, 15 stazioni, 134 bagni) abbiano ovviato all'assenza di carta igienica per i loro clienti, che sono milioni. I viaggiatori forse se la portavano da casa, o usavano i tabloid, non so. Oppure tenevano cacca e pipì per tutta la durata del trasbordo. Boh. Fatto sta che ora rimettono la carta igienica nei bagni e morta lì. La Toei, in particolare, annuncia che userà carta igienica prodotta riciclando i biglietti del metrò. Il Giappone torna a percorrere la strada della modernità. Loro rimettono la carta igienica nei bagni, noi da domani ripiombiamo negli scioperi. Viv la diferàns.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:42 |
 

ALCUNI INTERROGATIVI

PER RICOMINCIARE

  1. E' nato Icaro, il figlio di Varenne. Dopo tutta questa attesa, un nome che portasse meno sfiga non ce l'avevano?
  2. Ma quelli che montano e smontano le luminarie cosa fanno durante il resto dell'anno?
  3. Ma quanto culo ha la Juve?
  4. Devo proprio tornare a lavorare? Eh, devo proprio?
  5. Oggi è lunedì o mercoledì?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:17 |


martedì, gennaio 06, 2004
 

SI', HA RISO

La notizia è che Vieri ha riso. Non sorriso: riso. Ho visto tutti i denti, giurin giuretta. Ha segnato il centesimo gol (quello del 3-1 definitivo) con l'Inter, ha gridato, è corso verso la panca, gli hanno messo in testa una corona e lui, sì sì, ha riso come un bambino.

A parte questo, è stata una partita così così, media perfetta tra un primo tempo da tragedia e un secondo tempo normale, a volte anche buono. Il Lecce ha giocato 30 minuti da Arsenal e 60 da Lecce, com'è giusto che sia, sennò sarebbe l'Arsenal. Comunque aveva messo alle corde la Juve e ha messo alle corde anche noi. Hanno pressato come invasati, poi a un certo punto è finita la benza, altrimenti non sarebbero terz'ultimi a 9 punti. Noi abbiamo preso un gol da barzelletta (si vede raramente una difesa che fa rimbalzare in piena area un corner, manco all'oratorio succede), abbiamo rischiato di prenderne altri assai più seri, poi finalmente ci siamo raccapezzati sia pure con un ritardo preoccupante.

Queste partite bisogna vincerle e basta, non importa troppo il come, inutile prolungare i ragionamenti: segnare più tre, stop, puntare le menti destinazione Parma. Una nota di biasimo al pubblico: mi piaceva la lesa maestà dei fischi a Vieri, non mi sono piaciuti i fischi di oggi a Farinos, come se la merda della prima mezz'ora fosse tutta colpa sua. Farinos giocava pedalava e sbagliava, come gli altri. Oggi ha toccato più palloni che in quattro anni di Inter, bravo Zac a lasciarlo tranquillo fino alla fine. Chi volevate, Lamouchi?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:32 |
 

UNA GAG SEMPRE SIMPATICA

AUGURI A TUTTE LE BLOGGERS

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:25 |


lunedì, gennaio 05, 2004
 

IL VERDETTO DI GOOGLE

Esperimento. Ho cercato con Google notizie in rete su tre dei partecipanti al Festival di Sanremo faticosamente selezionati da Tony Renis. Tre a caso. Dunque. Mario Rosini è un pianista jazz, è stato anche prodotto da Pino Daniele (ma senza successo) una decina di anni fa e c'è un suo disco in vendita su Amazon. Stefano Picchi è stato finalista al Festival di San Marino, stop. Danny Losito è apparso in un paio di dischi altrui. Poi ho cercato il mio nome e cognome e, giuro, viene fuori più roba. Tony Renis, sei il più grande.

p.s.: chi sa qualcosa di Linda, Simone e Veruska è pregato di dircelo, grazie

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:00 |
 

GRAZIE TONY

Adriano Pappalardo, Neffa, Er Piotta, Marco Masini, Andrè, Bungaro, DB Boulevard, Dj Francesco, Daniele Groff, Linda, Danny Losito, Paolo Meneguzzi, Andrea Mingardi, Massimo Modugno, Morris Albert, Pacifico, Omar Pedrini, Stefano Picchi, Mario Rosini, Simone, Mario Venuti e Veruska.

No, non è uno scherzo. Sarà un bellissimo Festival. Grazie Tony Renis, un grande lavoro. Finalmente una ventata di novità e di qualità a Sanremo. Musica con i controcazzi. Uau.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:11 |
 

WELCOME LECCE

Parlano tutti di Roma-Milan, ovviamente, ignorando un Inter-Lecce carico di mille simbologie. L'Inter ha incrociato il Lecce a Milano in circostanze spesso cruciali. Come dimenticare quel 4-1 dell'8 aprile 1994, giocato di sera in una strana collocazione infrasettimanale, con il quale conquistammo una sofferta ma meritata salvezza, prima di dedicarci a piallare il Salisburgo e vincere la Coppa Uefa? Oppure quel 6-0 del 21 novembre 1999, inutile festosa goleada in cui Ronaldo diede il primo colpo di grazia al suo stramaledetto tendine rotuleo,  fottendo le sue e nostre successive stagioni? Oppure quello 0-1, gol di Vugrinec, 12 novembre 2000, unica sconfitta su nove Inter-Lecce a San Siro (le altre sono otto vittorie), partita-manifesto della stagione tardelliana: Lecce un tiro un gol, Inter trenta tiri zero gol?

Mentre l'Italia attende Roma-Inter io sto già preparando il divano per domani pomeriggio, dove mi stenderò in posizione anatomica e con entrambe le mani sui coglioni. Recoba affila le armi, perchè lui con il Lecce (solo con il Lecce) segna sempre. Vieri affila le armi: deve segnare il centesimo gol con la maglia dell'Inter. Io affilo le armi: mercoledì dovrò tornare a lavorare, bene o male (a me la convalescenza non giova un cazzo. Psicologicamente, dico).

[http://www.inter.it/media/raw/2004-01-04_143742.jpg:©inter.it]


Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:36 |


domenica, gennaio 04, 2004
 

MINCHIA!

Sto ottimizzando la mia convalescenza cercando di mettere ordine alla scrivania, da dove stanno emergendo zanzare morte, rifiuti inorganici e vecchie biro fossilizzate. Ma anche un'ingiunzione di pagamento. Mi scrive il Comune.

"Dai controlli effettuati a cura del servizio scrivente risulta che la S. V. non ha corrisposto i Buoni pasto scolastico complessivamente n. 2 buoni per un totale di Euro 8".

Diobono, come scrivono male. Comunque mi pare di capire che alla conta finale mancano due buoni pasto. Mi sento una merda.

"La invito pertanto a recarsi, entro un mese dal ricevimento della presente, all'Economato, servizio Cassa, per provvedere al pagamento. In caso contrario il servizio provvederà ad intraprendere le procedure finalizzate alla riscossione coattiva della somma a suo debito".

Minchia. "Riscossione coattiva". Il mese è scaduto da un po' di giorni, in mezzo a questo casino avevo perso di vista la lettera. Sudo freddo. Domani arriverà magari qualcuno a pignorarmi beni per 8 euro. Come funziona 'sta cosa? Scelgono loro o scelgo io? Io proporrò il cd "Ron-I Miti" che avevo preso in autogrill per 10 euro. Voglio fare il signore con questi barboni del Comune.

10 euro, e anch'io vivo in riserva (cfr. Jest)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:55 |


sabato, gennaio 03, 2004
 

50 ANNI BUTTATI VIA

Da un paio di notti io e Raitre ci facciamo compagnia, lei a trasmettere repliche celebrative di vecchi programmi, spesso in bianco nero e qualche volta a colori, e io a guardarli con un filo di nostalgia, in una bulimia televisiva che mi prende solo di notte, quando scorre roba diversa, spesso appunto roba vecchia. Ho spento alle 4 perchè le palpebre cominciavano ad averne le scatole piene, e io tengo ad avere un buon rapporto con le palpebre, sennò continuavo.

Oggi la Rai compie cinquant'anni e stasera sarà celebrata in pompa magna da Pippo Baudo, com'è ovvio, e non ci sarà Don Lurio solo perchè è morto, com'è ovvio. Gli altri ci saranno tutti, anche i traditori Vianello-Mondaini, però via satellite, tzè. Meglio leggersela sui giornali, la storia della Rai. Ieri il Corriere ha concesso due pagine ad Aldo Grasso perchè spiegasse com'era la Rai e quindi la televisione 50 anni fa - un fenomeno sociale importante, dirompente, unificante nell'Italietta lacera del dopoguerra - e com'è la Rai oggi - praticamente una bella merda -. Oggi Repubblica ne concede un paio a Michele Serra per spiegare come la Rai degli albori fosse sì molto democristiana e quindi ingessata e bacchettona, ma almeno una missione ce l'aveva, era nobile e la perseguiva; e come oggi invece la Rai, in un Italia un po' meno ignorante e un po' più evoluta, miri pervicacemente e criminalmente ad abbassare il suo già infimo profilo.

Oggi lo scenario è chiaro. Siamo così assuefatti a una cattiva televisione che è bastata una frasetta buttata là da quella fricchettona di donna Franca Ciampi per sentire il brivido della trasgressione: madonna, tv deficiente, cosa ha mai detto, tocca ferro, tocca ferro. La tv di oggi è peggio ancora che deficiente. E' una tv volgare. E non è (solo) questione di tette e culi. E' volgare nei modi, nelle intenzioni, nei volti. E' volgare nel metodo e nelle strategie. E' volgare - e qui è tutta colpa della Rai - nell'inseguire il metodo fininvestiano della scollatura, della risata precotta, della televendita, del format acquistato chissà dove, perchè ormai le buone idee non vengono più a nessuno.

Leggere i pezzoni di Grasso e Serra serve per capire cos'è stata la Rai, cos'è stata l'avventura della televisione che nasce in un Paese dove la guerra è finita da otto anni e mezzo. Un Paese ancora a pezzi, sbalestrato, culturalmente disunito. La televisione diventa il primo patrimonio comune di un popolo che in comune non ha avuto modo e tempo di coltivare granchè. Per la prima volta da Bolzano a Siracusa gli italiani guardano la stessa cosa allo stesso momento, vivono la stessa - sia pur fugace, banale, eterea - emozione, parlano la stessa lingua. La televisione - la Rai, perchè non c'era nient'altro che un canale, e poi due, per qualche ora al giorno - è stato questo. Nel bene e nel male, certo, ma è stato questo. Alla Rai, a vario titolo, hanno lavorato personaggi come Pasolini, Eco, Rossellini, Zavoli, Soldati, Arbasino, Gregoretti. Pensare che questi erano gli autori fa venire i brividi pensando al vuoto di oggi. E quando si voleva far ridere i testi li scrivevano Marcello Marchesi e Nanni Loy, mica Pingitore e Panariello.

Era una televisione che seguiva un disegno. Era mica tutto oro, eh? Anzi, il bacchettonismo diccì era roba da prevosto di campagna, le censure dei primi venti anni di tv sono state ingiustizie storiche (e spesso mai riparate) ai danni di artisti magari appena sopra la righe. Ma forse era meglio il beghinismo di allora - le calze spesse alle ballerine, le parole cambiate alle canzoni - che il puttanismo di oggi, un meretricio di corpi ma soprattutto di cervelli al servizio di un unico obiettivo, lo share, per raggiungere il quale si è disposti alle peggiori stronzate, riducendo lo spettatore a mezzo, a merce di scambio, a unità da pallottoliere. Non più a destinatario di un qualcosa, qualunque cosa sia.

Sono fresco da tre giorni di tv full time, steso a letto dall'influenza. Ho voluto vedere, nonostante potessi rifugiarmi sul satellite. Vi dico qual è il programma migliore che ho visto. 31 dicembre, 10 di mattina, Rai Tre, "Cominciamo bene". Per collocazione oraria credo che il target sia la massaia (oh yes) e il pensionato, oltre che gli influenzati e i detenuti agli arresti domiciliari. Eppure sono stato lì un'ora a seguire una specie di talk show, argomento "La famiglia allargata", ben fatto, condotto in maniera competente e molto garbata (Corrado Tedeschi ed Elsa Di Gati), sviluppato corettamente, sentendo tutte le campane, compresa quella di un prete moderno e intelligente e che non avevo mai visto prima (credo lo invitino poco o nulla proprio perchè moderno e intelligente). Mi accontento di poco? Dipende. Poco dopo, su Raidue, c'era la fascia pruriginosa dal dopo tg, quella lasciata libera dalla D'Eusanio. Alle due del pomeriggio Paola Perego chiedeva a un ragazzo di prendere la sua decisione: conservare la sempiterna amicizia di Filippo, o continuare la storia d'amore con Maria, che era la ragazza di Filippo ma poi te la sei scopata, eh? Decidi, decidi, due spot e decidi.

Clic. In fondo basta un clic, no? Oppure uno switch sul satellite, dove tra cento canali troverai sempre un bel film o un documentario da brivido o un partitone della Premier League. Chi può. Chi vuole. Per fare clic bisogna alzare il pollice e fare un gesto coordinato. Sotto ipnosi non è facile. Sotto ipnosi lasci entrare tutto: il tg deformato, la soap a riciclo, il dibattito da sciampista ormonata, l'inviata a casa del presunto vip, il quiz milionario, il varietà strascicato, le urla al progiesso, il Costanzo show, Costanzo, Cost, anzo, tutto. Buonanotte, e non cambi canale, mi raccomando, teniamo tutti famiglia.

Vabbe', ma stasera si festeggia, dai, chissenefrega. Rivedremo le cosce delle novantenni Kessler o i soliti, strepitosi spezzoni di Studio Uno, lezioncina per gli autori del futuro. Niente polemiche, solo bollicine. Tra un po' torna il calcio e tra una partita di campionato e una di Tim Cup ci sarà un sacco di spazio per nascondere pubblicità, brutti ceffi e tanta merda. Cin cin, e cinquanta di questi giorni.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:09 |


venerdì, gennaio 02, 2004
 

CERTEZZE? SI' GRAZIE

L'anno nuovo, l'influenza, la reclusione in casa, l'Inter che non gioca. Questa fase di trapasso tra il 2003 e il 2004 la stavo vivendo in uno stato di totale sbalestramento, tra mille dubbi sospirosi. Sarò ancora quello di prima? Ah, che tormento. Poi è arrivato LUI. Improvvisamente, dalle maglie della Rete, un anonimo internauta e la sua chiave di ricerca su Google hanno saputo infondermi le certezze che cercavo. Sì, mi rivolgo proprio a te, che digitando questa notte sulla tua tastiera l'aulica richiesta

  • cerco gay atletico con il pene grosso bello e che abbia 15anni

sei capitato qui da me, hai aperto il mio blog pensando di trovare sfilze di nomi e indirizzi di gay adolescenti ma con l'uccello sagomato, e lasciando la tua traccia telematica hai senza volerlo reso felice un uomo, Settore, che ora alza lo sguardo, spiega il mento, punta il naso e stende gli zigomi verso i 364 giorni rimanenti del 2004. Sì, cazzo, sono ancora io.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:53 |
 

NEANCHE PILO

Il sito dell'Inter apre l'anno con un sondaggio di assoluta densità intellettuale, basato su una di quelle domande che ti viene voglia di entrare in cabina e metterti la cuffia, concentrarti e chiedere quanto tempo hai a disposizione per rispondere: una, due, tre ore? La domanda, tenetevi forte, è:

GENNAIO 2004: SFIDERESTE IL FREDDO PER ASSISTERE A:

  1. Inter-Lecce
  2. Parma-Inter
  3. Udinese-Inter (Tim Cup)
  4. Inter-Empoli
  5. Inter-Udinese (Tim Cup)
  6. Modena-Inter
  7. Nessuna delle partite in programma

La cosa straordinaria è che a questo sondaggio, in rete dal 28 dicembre e partorito evidentemente in un ritaglio di tempo dal colossale apparato stampa della società che da decenni desidero carnalmente, hanno già risposto 13mila persone, tutti interisti che evidentemente in questo periodo festivo non avevano un cazzo da fare. 13mila persone che magari ci hanno anche pensato a lungo: per cosa sfiderei il freddo, cazzo, fammi pensare, e stai zitto diobono, arrivo, un attimo, con i soldatini giochiamo dopo.

La domanda probabilmente ha un profondo significato ironico. Il calendario del gennaio interista è di un tale interesse calcistico che se avessero aggiunto "il film di Pieraccioni" forse non ci sarebbe stata storia. Per ora vince con il 60 per cento Parma-Inter, certamente per quell'interesse morboso di vedere una squadra con le pezze al culo e per quel sogno represso di andare a fare una scorreria vera, tornando a Milano con i pezzi migliori nel bagagliaio del pullman: Adriano, Marchionni, Bresciano, una partita di palloni nuovi e la fidanzata di Stefano Tanzi, fermandosi a fare festa all'autogrill di Fiorenzuola davanti a un falò di copertoni e tetrapak di latte a lunga scadenza.

La mia stima al 20 per cento che ha risposto: nessuna delle partite in programma (eufemismo che rimpiazza un meno diplomatico "col cazzo che spendo soldi per gelare in tribuna a vedere l'Empoli"). La mia preoccupazione e il mio sincero compatimento per il due per cento (sono 250 persone, cazzo) che hanno risposto: Udinese-Inter (Tim Cup). 400 chilometri per andare, 400 per tornare, e tutto per vedere una partita della ribattezzata (male) Coppa Italia che sarà trasmessa in diretta tv. Aggiungiamoci l'autostrada, la nebbia, il gelo e la doppia sosta in autogrill per Camogli, birra piccola e caffè. Massì, andateci. E' proprio vero che i tifosi sono degli inguaribili coglioni.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:01 |


giovedì, gennaio 01, 2004
 

I BIS DEL SIGNOR G.

Un anno fa iniziai il Capodanno su un ponte di Firenze e lo terminai virtualmente ascoltando dall'autoradio, sulla strada del ritorno, la notizia della morte di Giorgio Gaber. Notizia che non mi stupì: l'avevo visto a teatro, in quella che restò la sua ultima tournèe, fare gran parte dello spettacolo da seduto, e quel suo faccione un po' gonfio, quei suoi lineamenti divenuti grotteschi non promettevano nulla di buono. Ma era una di quelle notizie annunciate che ti rattristano lo stesso, come accade quando se ne va un personaggio che ammiri, stimi, segui. Un personaggio che se ci fosse il borsino dei lutti staresti lì a trattare per ore per rinnovare il contratto e rimandare l'evento.

Per conoscere Gaber bisognava averlo visto a teatro. Chi non lo ha visto a teatro rischia di limitarsi al Cerutti Gino o alla Torpedo Blu, rischia di ricordarselo in bianco e nero, lui che la televisione ha avuto il coraggio di frequentarla poco. Io ho visto tre dei suoi ultimi quattro spettacoli, quelli della fase più cupa, amara, forse qualunquista. A volte sì, qualunquista, anche un po' pesantemente. Lo guardavi e lo vedevi soffrire, un po' per copione e un po' no, e ti immaginavi anche il suo sconcerto personale non solo per un Italia che andava dove non voleva lui, nonostante lui, ma anche per avere visto sua moglie trasformarsi da compagna a berluschista, come del resto mezza Lombardia. Lui diceva di no, ma secondo me gli rodeva. E anche lui non era più lo stesso. Forse per non opporsi all'osmosi tra due pensieri così diversi, quello del suo intimo e quello della sua Milano (e dell'Ombretta), sceglieva spesso il bilico di una posizione critica, amara, cruda. E spesso qualunquista, sì.

Il bello degli spettacoli di Gaber era quando finivano. Non perchè fossero brutti, anzi. C'erano sempre momenti di grande ilarità, di battute fini. E c'erano momenti di grande teatro. Ricordo ancora in maniera palpabile, nello stesso spettacolo ("E pensare che c'era il pensiero") la cappa di pathos in cui la platea seguì immobile il cupo crescendo di "Qualcuno era comunista" (da accapponare la pelle) e il battimano ritmato, pochi minuti dopo, per "Destra e sinistra", divertimento puro. Gaber era così. E comunque era bello quando finiva, perchè lo applaudivi, e lui faceva l'inchino, molto da attore, smorfia di rito, birignao di ordinanza, e se ne andava dietro le quinte.

Poi arrivava l'altro. Aspettava giusto quel paio di minuti di urla e richieste di bis e tornava. Tornava Gaber, scravattato, scapigliato, con la chitarra già a tracolla, il sorriso già sfoderato. Sembrava il fratello più bello e più giovane di dieci anni di quello che aveva appena finito di recitare. E attaccava, una dietro l'altra, tutte le sue canzoni. Era sempre una liberazione. Si liberava il teatro, dopo due ore di emozioni cacciate giù come rospi. E si liberava lui, ho sempre pensato per lo stesso motivo. Venti minuti, mezz'ora di liberazione. Tutti a cantare e a ridere forte. Si prendeva in giro per quanto fosse vecchia "Non arrossire" e per quanto scanzonata fosse "Una fetta di limone", che quasi ballava nonostante i malanni. E giù un medley tutto di un fiato, tra torpedo, ceruttigini, riccardi e biliardi. Due ore di gesso e mezz'ora di scravattamento, ogni volta. Che quando se ne andava ti veniva il magone. Poi facevi due conti e realizzavi: e vabbe', cazzo, ma le ha fatte tutte.

Niente, è passato un anno. Un anno fa qui non c'ero, e adesso volevo solo dire che quelle mezz'ore di bis scravattati sono la cosa che mi manca davvero molto del signor G, ma molto molto.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:09 |