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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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domenica, febbraio 29, 2004
 

POVERA INTER

Infortuni e squalifiche: Zaccheroni se ne andrà dall'Inter con scusanti oggettive e tanti bei rimpianti. Avere, da ormai due mesi e mezzo, due reparti su tre - difesa e controcampo - alternativamente o contemporaneamente devastati dalle assenze è sicuramente una circostanza sfortunata al limite dell'ingiustizia. Non se lo meritava. Ci rimarrà il ricordo di un allenatore che nella pienezza dei mezzi ha fatto funzionare la squadra come un orologio, e che nelle congiunture sfavorevoli ha fatto quello che ha potuto, sbagliando anche di suo (ultimamamente parecchio, anzi troppo).

Parlo ormai al passato di Zaccheroni perchè oggi pomeriggio, in questa cazzo di partita con il Brescia, ho avuto la netta sensazione di avere assistito all'evento nell'evento, cioè a una sorta di match di addio di un sacco di gente, anche se alla fine della stagione manca ancora parecchio. Ha finito Zaccheroni, che ha avuto problemi di organico pazzeschi, sì, ma ormai ha perso il controllo della squadra e sta sbarellando. Ha finito Toldo, un portiere allo sbando - ecco, Zac, uno dei tuoi grandi errori: un paio di turni di riposo e il problema magari era già risolto -, un uomo atterrito davanti alle evoluzioni di quella strana sfera di cuoio che alcuni giovani uomini, vestiti in modo diverso rispetto ai suoi compagni di squadra, cercano insistentemente di mandare verso la sua porta; un uomo in confusione imbarazzante, che sta pagando la scelta scellerata del suo allenatore di mandarlo comunque in campo, o magari il suo orgoglio che gli impone di non arrendersi all'evidenza di una crisi profonda. Ha finito Vieri, che manco si siede più in panchina per non stare troppo vicino a Zaccheroni, e sfodera il suo musone statuario in quelle sedie a dieci metri dalla panchina, le stesse da dove Materazzi insultava Cirillo. A proposito, ha finito Materazzi: perchè se io fossi un dirigente lo prenderei a calci in culo da San Siro ad Appiano Gentile, rinfacciandogli metro dopo metro il costo sociale della sua squalifica nel momento in cui la difesa è a brandelli. Ha finito Pasquale, ragazzotto di belle speranze e di gambe ballerine, angosciato da uno stadio che lo guarda con severità e non manca un'occasione per sottolinearne la modestia tecnica, provocando indirettamente gli errori che poi sottolinea con ululati, un circolo vizioso che sta stritolando questo poveraccio. Ha finito Lamouchi, l'uomo più lento e triste del mondo (Zac, tu lo metti per provacarci, vero?), simbolo della categoria di mezze calzette che infesta la rosa (non le cito tutte perchè mi fa specie). Ha finito forse anche Van der Meyde, e lo dico con enorme rimpianto, perchè per me resta un gran giocatore: però Zac (altro errore, trainer) lo ha umiliato di panchine e sostituzioni e comparsate, e lui non riesce a uscire da questo incantesimo e si limita a trotterellare come oggi, Andy, che ti avrei preso a sberle, sembravi un quarantenne alla partita scapoli-ammogliati, e invece hai 24 anni e sei uno che potrebbe cambiare il corso delle partite.

Chi non c'era avrà visto in tv l'incredibile secondo tempo: dieci minuti di grande Inter, tre occasioni grosse per il 2-0, ma grosse grosse, e poi la resa incondizionata che se fosse finita 1-5 non ci sarebbe stato niente da dire. Chi c'era, tipo me, sarà invece ancora incazzato per lo scandaloso primo tempo, perchè non fare un tiro in porta al Brescia e fare sostanzialmente schifo per 45 interminabili minuti è un pessimo modo per convincere i propri tifosi di avere tutte le intenzioni di uscire dal tunnel, salvare il salvabile, concludere il campionato con dignità. E' gente che vale poco, gente senza palle, e nonostante i nomi altisonanti gente piuttosto scarsa, che conviene puntare - come consigliava Materazzi -: le altre squadre se ne sono accorte e ci puntano, con grande successo. La società ha ordinato una specie di ritiro punitivo in vista del ritorno con il Sosciò. Un ritiro punitivo ci accosta al Perugia e all'Ancona, come forse è giusto che sia. Una prece: fra tre giorni 'sti quattro pelabrocchi devono tornare sul luogo del delitto, per tentare nell'immane impresa di salvarsi il culo e dare un tardivo segno di vita.

[http://www.inter.it/media/raw/2004-02-29_180625.jpg:©inter.it]

(nella foto, Adriano ci uccide e si suicida)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:55 |
 

STRISCIONI

Che fosse una domenica del cazzo lo si sentiva già nell'aria. Di solito lo stadio è festoso. E invece festa zero. Larghi vuoti sugli anelli superiori, un silenzio pesante in curva, dove parlavano soprattutto gli striscioni. I curvaioli di cose da dire ne avevano un po', tanto da non farsi bastare gli ottanta metri di balaustra. Così gli striscioni venivano stesi per qualche minuto e poi sostituiti con altri. Sarebbe bastato il primo: "Il nostro amore per l'Inter è infinito, il nostro amore per voi è finito". Diceva tutto. Poi lo hanno tolto per un più banale "A firmare contratti siete campioni, ma sul campo siete solo coglioni". Nell'ala più dura, quella verso il tunnel, compariva un rabbioso "Mettete la maglia gialla bastardi". Bella coreografia dei Viking, che festeggiavano i loro 20 anni con un lenzuolone sotto il quale diverse decine di tifosi non vedevano la partita, beati loro. Ai piedi del lenzuolone lo striscione "I migliori anni della nostra vita", penso ironico.

Poi è arrivato uno striscione lungo trenta e passa metri, che è rimasto esposto per quasi tutta la partita. Era dedicato, si fa per dire, a Sandro Sabatini, ex-Tuttosport, poi capo ufficio stampa dell'Inter, epurato nel bel mezzo di una stagione - pochi giorni dopo, credo non casualmente, la sputtanante vicenda delle squillo milanesi - per far posto a Bruno Bartolozzi, ex-Gazzetta, che qualche settimana fa è stato promosso/rimosso per Paolo Viganò, altro ex-Tuttosport e ora capo-struttura veline&banalità ad uso e consumo del sito. "Sabatini, chiedi a tua moglie chi le ha regalato il bracciale di oro bianco. Cornuto! Lascia stare la Curva Nord". Al momento ho sorriso. Chissà cosa ha fatto Sabatini - che oggi conduce trasmissioni sportive su Antenna 3 - a quelli della Nord. Poi, vedendo che lo striscione non veniva mai tolto, ho pensato che qualcuno avrebbe anche potuto farlo rimuovere. Benchè spesso vengano esposte cose peggiori e su argomenti molto più seri che non il menage familiare di Sandro Sabatini, quello della Nord era uno striscione offensivo, rivolto oltretutto a un ex-dipendente della società. Bello stile Inter. Evidentemente i tremila dirigenti nerazzurri avevano ben altri cazzi a cui pensare, e sicuramente non avevano una gran voglia di salire al secondo anello a prendersi qualche vaffanculo. Però, che caduta di gusto. La loro, eh?, non quella dei tifosi.

Durante la partita i curvaioli hanno poco sorretto e molto insultato la squadra, com'è giusto che fosse. Meno bello il lancio dei fumogeni in campo, ancora meno bello lo spettacolo di quei due con l'idrante che si sono messi a bagnare tutti, provocando spostamenti pericolosi (in uno stadio presidiato da centinaia di poliziotti, non uno che sia salito a metterglielo in culo, l'idrante). Ma la curva si è riabilitata alla fine. Non sono andati nemmeno fuori dagli spogliatoi ad aspettare la squadra. Hanno fatto bene. Non merita tanta attenzione, in fondo, quella losca compagnia di cagasotto.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:28 |


sabato, febbraio 28, 2004
 

LINGUE ROVENTI

36 giorni di studio ma insomma, ne è valsa la pena. Ascanio, er Principe der Pitch & Patt, e Katia, la Biondina dell'happy hour, si sono lasciati andare a una limonata statuaria (praticamente avrebbero trombato sul pavimento, se non fosse stato per la scarsa praivasi). Ecco le loro lingue all'opera in tutta la loro estensione. Come li invidio.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:59 |
 

VIAGGIARE INFORMATI

420 chilometri sotto acqua e neve. Per fortuna non da solo. Con me c'era Isoradio. Insieme, la Radio e l'Automobilista, in una simbiosi diligente da buon padre di famiglia. Parto sotto l'acqua e arrivo sotto l'acqua. Nel mezzo, neve. Un viaggetto mica da ridere. Più mi muovo verso nord e più Isoradio mi comunica notizie di tamponamenti, asfalto scivoloso, passi che chiudono, controlli di polizia. Minchia, Iso (è l'affettuoso nomignolo con cui ho ribattezzato Isoradio durante le quattro ore e mezza del nostro viaggetto), cosa controllano?". "Controllano che tu abbia le catene a bordo, Settoruccio". "Altrimenti?" "Altrimenti ti fanno uscire dall'autostrada". "Cazzarola. E a Bologna?" "A Bologna viene giù così". Vabbe', a Firenze giro verso il mare. Tiè, polizia, controlla tua nonna, io volo in riviera, allungo la strada di quei cinquanta-sessanta chilometri, ma col cazzo che mi controllate. Versilia, arrivo. Iso, a proposito, che tempo fa in riviera? "Nevica da Sarzana a Milano". "Diobono, Iso, non potevi dirmelo prima? Sono già a Montecatini. Uffa. La Cisa?" "Non provarci nemmeno. Si viaggia con le catene tra Pontremoli e Fornovo". "E la mia riviera nevosa?" "Eh, nevica. Senti, scendi e compra le catene, che a Genova controllano".

(95 euri. Iso, vaffanculo, va')

p.s.: e adesso devo anche andare a lavorare. Sabato di merda.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:54 |


venerdì, febbraio 27, 2004
 

MALEDETTA PRIMAVERA

Le vetrine annunciano un cambio di stagione molto virtuale. Via la roba pesante dei saldi per lasciare spazio - spuntano ormai copiosi - a manichini vestiti di roba mooooolto leggera. E' un fiorire di ombelichi (i migliori manichini hanno un realistico ombelico), maniche corte, camicie impalpabili. Mi guardo riflesso nella vetrina e mi vedo intabarrato come non mai. Mi guardo anche in giro, per trovare conferme alla mia condizione di passante infreddolito. Sì, siamo tutti intabarrati. E' il festival del piumino e dello sciarpone. Si gela, cari i miei manichini, e solo a vedervi mi viene ancora più freddo. Poi i negozianti si lamentano. Eccerto, chi comprerebbe oggi 'sta roba? Ma anche i manichini hanno freddo. Per esempio, da Calzedonia ce ne sono due, in vetrina, con un bikini bianco mozzafiato, e si vede distintamento il capezzolo inturgidito dal gelo (i migliori manichini hanno il capezzolo pronunciato, che ti viene voglia di allungare una mano se la commessa non ti vede). No, così non va. Il negozio di intimo pochi metri più in là svende pigiamoni invernali: tutto a 30 euro. Quasi quasi compro quella orribile camicia da notte iperfelpata e la faccio indossare al manichino di Calzedonia. Mi fa pena, in bikini a meno due.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:33 |


giovedì, febbraio 26, 2004
 

NON CE LO MERITIAMO

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:43 |
 

CONFUSIONE

Giurerei di aver visto Ascanio segnare e Recoba nel tugurio. Mai più una serata così, vi prego. Guardare due televisori è una faticaccia.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:39 |
 

UN UOMO AL BIVIO

Questa sera alle 21 ci sono contemporaneamente l'Inter e il Grande Fratello. Da non sottovalutare il fatto che io stasera alle 21 sarò al lavoro, e non avrò ancora finito, anzi mi mancheranno un paio di orette di passione. Prevedo una serata di merda, con rispetto parlando.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:03 |
 

AIUTO!

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:58 |
 

CIRILLO, ASPETTAMI

Domani, per motivi di prostituzione professionale, sarò a Siena. Mi presenterò alle porte della città con un gagliardetto dell'Inter, per rendere il mio personale omaggio all'unica squadra che tra andata e ritorno ci ha volontariamente versato i sei punti in palio. In segno di pace potrei consegnarlo a Cirillo. Non vedo l'ora.

(nella foto, una rara immagine di Kallon 2003-2004)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:00 |
 

IL TAGLIONE

Sono un convinto assertore della non violenza e della regola "ognuno a casa sua", in tutto, anche calcisticamente parlando. Io sugli spalti o sul divano, loro in campo o in tv. Coltivo la distanza, la separazione, anche dei ruoli. Non mi piacciono le arance buttate in campo, neanche i petardi. Adoro la secca sintesi di uno striscione ben fatto. I cori li sopporto: non c'è molta fantasia, ma se la rabbia si svapora in qualche vaffanculo ben ritmato va benissimo così.

Gli atti di vandalismo ai ristoranti di Vieri e di Cannavaro (poverino l'ex-socio di Cannavaro: il ristorante in realtà è il suo, Cannavaro è uscito da due danni) sono roba da racket, non da tifosi. Il popolo interista è rompicoglioni di natura, e ormai scoglionato dalle lunghe attese, però il teppismo è un'altra cosa. Un conto è mugugnare in tribuna, un altro è buttare scooter dal secondo anello, tirare molotov al pullman della squadra o, appunto, stuprare ingressi di ristoranti.

Io sono non violento, e ognuno a casa sua. Quella sera che hanno fatto salire gli ultrà sul pullman - come se questa accolita di miliardari dovesse dar conto a cento lanciatori di scooter, e non a cinque milioni di tifosi addolorati - si è capito di che pasta siamo fatti. C'è un filo rosso che lega tutti questi avvenimenti. Nell'agenda della nuova (?) dirigenza nerazzurra gradirei ci fosse un appunto anche su questo rapporto con la curva e, di conseguenza, con tutte le persone che ci stanno sedute: i tifosi, gli urlatori, gli striscionari e quei venti-trenta delinquenti comuni per i quali salire sul pullman - direttamente o per interposta persona - è uno spalancarsi di porte a cui chiedere il pizzo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:46 |


mercoledì, febbraio 25, 2004
 

IL FENOMENO

Con la presente mi pregio informarVi che in un'intervista all'edizione brasiliana di GQ Ronaldo ha confessato le seguenti cose:

  1. se fa sesso prima della partita, gioca meglio
  2. ha limonato per la prima volta a 15 anni
  3. sempre a 15 anni ha anche trombato
  4. non ha più rivisto la ragazza del suo primo rapporto sessuale completo ("eravamo molto imbranati"), ma si ricorda che è nata il suo stesso giorno
  5. atttualmente scopa tre volte la settimana
  6. la donna gli piace un po' santa e un po' puttana
  7. la sua passione sono le tette, anche se la prima cosa che guarda è il viso
  8. comunque gli piace guardare tutto, ci tiene a precisarlo

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:39 |
 

GIACINTO, PIU' PIANO

Sono contento che finalmente qualcuno dell'Inter mandi a cagare qualcuno del Milan (nel caso specifico, il vicepresidente ex-antennista). Però questa polemica Facchetti-Galliani non mi piace. Non mi piace che Facchetti dica a Le Monde alcune cose giuste (sul potere di Juve e Milan) alternandole a cose sbagliate. Su tutte, una. Se anche fosse vero, io non direi mai che la mia squadra non vince "per l'eccessiva pressione dei media". E' una cagata. Ripeto, anche se fosse vero non lo direi, per non legittimare nuove prese per il culo ai nostri danni. Galliani si è subito premurato a rispondere a Facchetti: "Fatti i cazzi tuoi e pensa a vincere qualcosa". Duole ammetterlo, ma Galliani non ha tutti i torti. Giacinto, cazzo, non puoi dire a Le Monde che non vinciamo per l'eccessiva pressione dei media. C'ero anch'io il 5 maggio, e non c'era nessuno che premeva. Potevi spiegarti meglio: l'eccessiva pressione dei media porta la nostra società a fare un mucchio di stronzate, questo sì. Ma in campo ci vanno i giocatori, ci sono andati il 5 maggio e in un sacco di altre occasioni in cui, come al solito, abbiamo fallito. I sopravvalutati, i mediocri, gli scarsi, i forti con i deboli e deboli con i forti... questi li puoi premere quanto vuoi, Giacinto. Tocca anche a me ricordarti che non vinciamo mai, dando così ragione a quel cazzone. Aggressivo va bene, Giacinto, dopo nove anni di camomilla morattiana. Ma pesiamo le parole, o la pressione aumenta.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:07 |
 

SE QUESTO E' LESBO

Uffa, non cascateci anche voi. Se questo è un bacio lesbico io sono la versione longilinea di Platinette. Le due cazzone - Katia e Carolina - si sono date questo baciucolo da filmone anni Trenta davanti a Tommy e Patrick, spettatori estasiati davanti al breve ma intenso spettacolo, che magari - dopo 33 giorni di reclusione - avrà anche provocato loro un qualche movimento parainguinale. Vogliamo parlare di saffismo (safficismo, saffonismo?)? Allora poniamoci domande ben più gravi. Katia no, Katia è sicuramente etero, lasciamo stare questa ragazzotta da happy hour. Ma Carolina, l'algida Carolina: cos'è questa donna dalla vagina inarrivabile, dal corpo sinuoso, dal "vorresti-ma-non-te-la-do"? Scateniamo un'ondata di sospetto, diobono, muoviamo le acque torbide di questo noiosissimo Grande Sbadiglio. Carolina l'ho vista toccare culi e tette nella stanza femminea, mentre con i maschi stuzzica e si ritrae, quasi le facesse un po' schifo pensare all'appendice piselloide. Non sarà mica... (basta, non vi dico più un cazzo)

(rubrica estemporanea di informazione poco corretta sugli eventi più pregnanti del Grande Fratello, in special modo quelli più piccanti, in modo da essere assolutamente preparati di fronte alle domande della vostra pedicure)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:52 |
 

DUE CUORI E UNA TRAVERSA

Posso capire che la Arcuri e Coco si incontrino in discoteca, e anche - a fatica - che Stefania Orlando e Cassano, vivendo entrambi a Roma, possano vedere incrociarsi le loro vite e trovare qualcosa in comune - ma cosa, diobono? -. Posso capire tutto. Posso anche capire che trombare con un calciatore sia particolarmente appagante, in un florilegio di adduttori e addominali ben coltivati, e in un bouquet di carte di credito a plafond illimitato.

Ma com'è possibile che Alessia Marcuzzi trombi con Carlo Cudicini, uno che para e vive a Londra, mentre lei sposta le sue tettone e il suo stacco di gambe in giro per l'Italia? Tutto ciò mi lascia basito. Questa corrispondenza di amorosi sensi, questo scopa-scopa tra starlette e calciatori conosce così un nuovo capitolo: la copula transeuropea. Una svolta affascinante. Alessia, specialista in pallonari di aspetto efebico, che con quell'uomo infido di Simone Inzaghi ci ha fatto anche un figlio, ora spasima per un portiere in esilio cogliendo qua e là buchi di calendario per coronare il desiderio di un accoppiamento (come faranno ora con la Ciempions, oddio, proprio non lo so). Si aprono nuovi orizzonti. Forse interverrà anche la Fifa: prima o poi qualche allenatore si opporrà alle convocazioni vaginali. Cudicini diventerà un Bosman sessuale: "Ho diritto di ciulare". Adoro il calcio, oooh yes.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:19 |
 

DU' PALLE GLOBALI

Nella Casa (italiana) è arrivato il momento della resa dei conti. Bisogna tagliarsi i capelli. Katia si prende quelle tre o quattro ore per sistemarsi la sua frangiona statuaria. Gli altri, ammirati, si pongono il problema della tonsura. Il dramma è nella sezione maschile. Robert (vitale come un pachiderma sottopeso) chiede aiuto a Bruno (er Coatto). Risultato pessimo, ma Bruno si guadagna subito un secondo cliente, Patrick, noto per la chioma. Bruno gli taglia i capelli come nemmeno Er Canaro avrebbe saputo fare. Patrick è molto sportivo e lo ringrazia, lo abbraccia, lo bacia, ma adesso sembra Mariolina Cannuli. Magari nella notte si è suicidato e ancona non si sa nulla.

Insomma, non succede un cazzo. Ma il record di noia sarà presto abbattuto dalla versione araba di Big Brother, pronta a partire nel Bahrein. Per motivi etici e religiosi non ci sarà promiscuità: la Casa sarà in realtà una bi-Casa. Uomini di qua, donne di là. Faranno solo la pappa insieme. Il resto sarà rigorosamente separato. Prevedo un successone, specie in Algeria.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:27 |


martedì, febbraio 24, 2004
 

LE DOPPIE PUNTE

A volte due punte sbagliano il doppio di una punta sola. Sarà per questo che ho pensato a lei, presidente.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:52 |
 

LEI MI SPOGLIA CON GLI OCCHI,

SPOGLIATOIO

Nella prima puntata ha intervistato Paolo Liguori, nelle prossime non so. Lei è Silvia Rocca, sorella di Stefania, una che per apparire in tv farebbe qualsiasi cosa. Lo dico non così per dire, ma perchè l'ho conosciuta. (Basta, di più non posso dire. Fidatevi)

La situazione dialogo-tra-una-persona-nuda-e-una-vestita mi ha fatto venire in mente un episodio della mia adolescenza. Gita di terza liceo. Dopo avere scarpinato per mezza Umbria, torniamo in albergo a docciarci prima di cena. Dopo il lavaggio mi ricompongo, però non del tutto. Mi stendo a letto in mutande, ma con la camicia, ad aspettare l'ora di scendere a mangiare. Quel gran bastardo del mio compagno di camera, che io pensavo intento a sua volta a fare la doccia, compare invece con una ragazza, una di seconda. "Ti ho portato E., voleva fare due chiacchiere". Io sono rimasto paralizzato. Seduto sul letto, la schiena contro la sponda. In mutande. Non sapevo cosa fare. Se mi alzo e mi metto i pantaloni - credo di avere ragionato così - faccio la figura di uno che si vergogna. Allora sono rimasto lì.

Lei si era seduta in fondo al letto, mi guardava con occhi dolci, forse perchè ero molto arrossito. Ci siamo messi a parlare del più e del meno. L'episodio mi è rimasto così impresso che mi ricordo nitidamente uno degli argomenti di discussione: Pino Daniele. L'argomento mi aveva abbastanza sciolto la favella. La camicia mi copriva le vergogne e mi sentivo sempre meno a disagio. Poi, finalmente, arrivò l'ora di cena. "Ci vediamo giù". "Sì, ciao". Appena uscita E., andai dal mio amico e lo insultai per dieci minuti. Lui se la rideva.

Esattamente otto anni dopo, al tavolo di un bar, un mio ex-compagno di scuola, anche lui presente a quella gita e nel frattempo diventato mio collega di lavoro, rievoca - presenti altri colleghi - alcuni episodi di quel simpatico viaggio in Umbria. A sorpresa tira fuori alcune foto, dove io e lui stiamo facendo i brillanti con un gruppo di ragazze di seconda, con alcune delle quali avrei limonato volentieri semmai si fosse presentata l'occasione (non si presentò, ero molto molto molto timido, non come ora che sono molto timido e basta). Nell'ilarità generale il mio ex-compagno di scuola dice: "Comunque quella che voleva farsi Settore non è in questa foto". Al che io gli dico: "Scusa, chi è che si voleva fare me?" "Era E., te la ricordi?" "Eccome se me la ricordo. Ma scusa, pirla, me lo dici otto anni dopo? Non potevi dirmelo sul pullman?" "Non è mica colpa mia se non capisci una sega" "Ma come, sono stato da solo in camera con lei mezz'ora. In mutande". "Sei un coglione". "Grazie". "Prego". I commensali ridevano. A una collega devo aver fatto una tale tenerezza che mi ha offerto il panino.

(dev'essere iniziato allora il deficit di limonate che mi porto ancora appresso)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:03 |
 

SAPERSI ACCONTENTARE

Dopo giorni e giorni di nevischio, pioggia, freddo, umidità, Inter, tanta Inter, non potete capire quanta, ecco, dopo tutti 'sti giorni mi sono bastati Celle Ligure, un bel sole e un cielo molto azzurro per sentirmi un paio d'ore a Copacabana (sarà perchè oggi è Carnevale).

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:25 |


lunedì, febbraio 23, 2004
 

ADESSO HO CAPITO

(dall'intervista di Cordoba a inter.it)

Non pensa che all'Inter manchino i cosiddetti allenatori in campo, quei giocatori, alla Diego Simeone, in grado di essere leader?

"All'Inter ci sono tanti giocatori di personalità. Non ci sono dei giocatori che fanno dei gesti plateali per farsi vedere, e dicendo ciò non mi riferisco a Simeone. In campo si cerca sempre di aiutarci a vicenda. Ci sono tanti giocatori di carisma: Javier Zanetti
ha sempre una parola per tutti e cerca di dare una mano ai compagni nei momenti difficili. Poi ci sono Farinos e Adani che in campo ci spronano sempre. Loro sono quelli che si fanno sentire, poi ce ne sono anche altri".

cioè, Ramiro, fammi capire: siamo nelle mani di Adani e Farinos? Ma non potevate dirmelo a settembre, che risparmiavo sull'abbonamento a Sky?

p.s.: quelli che non si fanno sentire, cosa fanno?


 




Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:42 |
 

NUOVI FENOMENI

"Silvio Berlusconi è il presidente del Milan. Non è che se adesso alla Domenica Sportiva telefona Facchetti io sto lì con il cronometro in mano" (Fabrizio Maffei, direttore di Raisport, oggi)

 

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:12 |
 

CI MANCAVA SOLO QUESTA

E' un momentaccio. Non bastavano la sconfitta nel derby e il mancato recupero di Brechet. Adesso ci si mette anche Domenico del Grande Fratello, il personaggio più squallido della Casa. Ecco la triste vicenda. Domenico lava le mutande e le mette a stendere. Non sono mutande normali. Al posto della patta c'è una bandiera dell'Inter e la scritta "Solo noi ce lo abbiamo sempre duro". L'episodio nasconde un retroterra che forse sono Ken Loach saprebbe rappresentare con poesia e realismo. 1) Domenico è interista. 2) Le mutande con questa scritta assolutamente incommentabile gliele ha regalate la figlia: non Ilaria, quella che è dentro la Casa, ma l'altra, la più piccola. Non ho altre parole per dare la precisa idea del mio profondo sconcerto per la parabola umana, sportiva e familiare di quest'uomo. Io spero che giovedì lo eliminino. Non per altro: mi aiuterebbe a dimenticare.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:07 |


domenica, febbraio 22, 2004
 

THANK YOU

Grazie ragazzi.

Grazie Pat, per quella serata trascorsa a sentire te invece che a vedere Inter-Lugano.

E grazie a te, Ivano, per avermi dolcemente allietato la serata che i miei amici interisti hanno immolato allo stadio o su Sky, per vedere l'Inter perdere in casa 5-1 con l'Arsenal.

E quindi mille grazie a te, Nick. Perchè sono state due orette scarse ma belle belle belle, capitatemi tra capo e collo invece del rodimento di fegato che avrei avuto nell'assistere in tv a Milan-Inter, e quindi alla clamorosa impresa al contrario della mia compagine neroazzurra, in vantaggio con due gol di culo e asfaltata nella ripresa. Grazie Nick, e se ripassi fammi un cenno. Se gioca l'Inter compro tutti i biglietti di prima fila, mi sdraio come un antico romano e magari limono anche. Bye.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:46 |
 

GO TO THE BATHROOM

(ANDATE A CAGARE)

ADRIANO: "Mi dispiace, non ho visto Dida scivolare e ho tirato subito. Devo migliorare tanto con il destro". (ecco, sì, migliora un po' con il destro. Adriano, diobono: non hai visto scivolare Dida? Quando mai guardi i portieri scivolare, dai. Mi gioco cento euro che tiravi alto lo stesso)

ZACCHERONI-1: "Nel secondo tempo ci siamo allungati, abbiamo abbassato la linea di difesa, abbiamo lasciato spazio". (il geometra, dovevi fare)

ZACCHERONI-2: "I nostri centrocampisti sono stati ammoniti nel primo tempo, dal punto di vista psicologico nella ripresa hanno attuato meno pressione per paura di prendere il secondo giallo. Ho inserito Karagounis, che in settimana era sembrato a tutti in buona condizione, proprio per accorciare la squadra. Peccato non abbia trovato la collocazione giusta in campo, ma può capitare a chi entra in corsa e non viene impiegato con continuità". (sta a vedere che adesso è tutta colpa dell'arbitro e di Karagounis)

J. ZANETTI: "Dispiace perdere così. Fa male perché so che cosa significa un derby" (uè, non potevi spiegarlo anche agli altri?)

STANKOVIC: "Cerchiamo di recuperare al più presto la testa perché abbiamo le qualità" (ecco, sì)

ADANI: "Beh si, saremmo potuti andare sul tre a zero, ma poi ci sono stati episodi ed emozioni a nostro sfavore" (emozioni a nostro sfavore? Ma cosa cazzo dici? Antidoping, please)

[http://www.inter.it/media/raw/2004-02-21_234231.jpg:©inter.it]

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:36 |
 

VOCI NELLA NOTTE

"VOI NON SIETE NORMALI": sms di Jest intorno alle 22.15, durante il concerto, presumibilmente al gol di Seedorf.

"TU E I TUOI CAZZO DI CONCERTI AVETE COLPITO ANCORA": telefonata dei colleghi di lavoro intorno alle 23.30, mentre uscivo dal teatro.

"NON VINCETE MAI": coro di ragazzotti nella notte, davanti a un McDonald's.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:00 |


sabato, febbraio 21, 2004
 

DIALOGHI INTERISTI

- Pronto?

- Pronto, va bene no?

- Bene cosa?

- Nevica.

- Eh.

- Nevica. Campo pesante. Vinciamo noi.

- Si, vabbe'.

- Vai a Milano?

- Sì, vado a Milano...

- Evvai!

- ...a un concerto.

- Scusa?

- A un concerto.

- Stai diventando gay?

- Ma no, dai...

- Vabbe', ciao. Magari ti mando qualche sms.

- Massi, grazie, ciao.

- Forza Inter.

- Sì, ciao.

(clic)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:59 |


venerdì, febbraio 20, 2004
 

SCARAMANZIA

Ho deciso che per consentire all'Inter di sfatare la maledizione dei concerti, da qui a sabato notte non parlerò di gnocca. Mi astengo. Per esempio, avrei voluto parlare lungamente di Letizia del Grande Fratello, ragazza invero noiosa e bifronte e bifida e leziosa, occhei, ma con la quale mi intratterrei in lunghe sedute di petting avanzato ora che non è più costretta tra quelle quattro mura. E invece no, niente gnocca, zitto Settoruccio. Parliamo di uomini. Parliamo di lui. Anzi, di Lui, il Principe del Ferro Tre, il pronipote del papa, il golfista più tatuato dell'universo. Ascanio. Cosa ci trovino le donne, boh, proprio non capisco.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:58 |
 

TUTTI ALLA SNAI

Domani sera sarò a Milano: non a vedere l'Inter, però. Imboccherò la strada verso San Siro ma mi fermerò un po' prima, al concerto di Nick Cave. L'interesse e il pathos per un derby è inversamente proporzionale ai punti di distacco, e ho detto tutto. Resta da domare l'unica, intensa, infantile tensione a metteglielo in quel posto: in un derby può accadere di tutto, di vincere in mischia con un gol di Minaudo e di perdere 6 a 0 come se la partita non fosse Milan-Inter ma Milan-Selezione Valle d'Aosta, e tu sei la Selezione Valle d'Aosta. Cercate di capirmi: ho appena visto Inter-Udinese dal vivo, con quale stato d'animo bellicoso posso approcciarmi al derby della Madunina? Sono molto più preoccupato dal fatto che dove suona Nick Cave non c'è un cazzo di parcheggio.

Ma il punto è un altro, ed è giusto parlarne qui, con voi, per pura onestà intellettuale. Domani sarà la terza volta che la mia presenza a un concerto coincide con una partita in notturna dell'Inter. Ecco i precedenti. Tenetevi forti, amici nerazzurri.

  1. 26 settembre 1995. Io sono al Forum a vedere Pat Metheny, l'Inter è allo stadio Giuseppe Meazza ad affrontare nientemeno che il Lugano, 32mi di Coppa Uefa, partita invero eccitante. All'andata avevamo pareggiato 1-1, e già mi pareva un obbrobrio pallonaro. Inter-Lugano aveva il sapore di un'amichevole di agosto. L'Inter, ai tempi, faceva le partitelle del mercoledì a Mendrisio, tanto per dire. All'Inter nel Canton Ticino hanno sempre steso la passatoia rossa. Insomma, era una roba tipo Italia-San Marino, una partitella folkloristica, una sciocca formalità. Era di conseguenza l'ultima delle mie preoccupazione mentre mi siedevo sugli spalti del Forum e mi immergevo nei ricami del mitico Pat, come al solito in maglietta a righe. Ero con un collega: niente autoradio, niente telefonino, mica come adesso che mi mandano gli Sms per dirmi che Vieri non ha ancora fatto la cacca. Torniamo a casa e facciamo una tappa in pizzeria, ancora in sollucchero per il concerto. Tengo comodamente a freno la curiosità di sapere quanto ha vinto l'Inter: chissà, 3-0, 5-1, 7-2, chissà, chissà, me lo dirà il televideo. Invece entra uno e va davanti al pizzaiolo sghignazzando come un pazzo: "Ahahaahahaahaahahaahaahahaah, pirla, pirla, siete dei pirla, andate a cagare, ahahahahaahah". Faccio al cameriere: "Scusa, parlano dell'Inter?". E lui: "Sì, ha perso 1-0 in casa con lo Zurigo". "Lugano". "Ah, sì, Lugano". Dentro di me credo di aver detto: mavaffanculo. Poi ho finito la margherita e sono andato a casa.
  2. Sul secondo precedente non mi dilungo. 25 novembre 2003. Io a teatro a vedere Ivano Fossati, l'Inter allo stadio Giuseppe Meazza ad affrontare con sicumera l'Arsenal. E' finita 1-5, come si sa.

Analizzando questa imbarazzante situazione, non posso non rilevare come - in ossequio alla circostanza sfigata e al detto "non c'è il due senza il tre" - il risultato del derby di domani sera sia già scritto. C'è un'unica scappatoia: è vero che giochiamo a San Siro, ma fuori casa. Non so se basterà a demolire la maledizione del concerto. Io non lo faccio per ragioni morali, ma fossi in voi andrei alla Snai e mi giocherei un cinquantone sul Milan.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:30 |


giovedì, febbraio 19, 2004
 

CONVERSAZIONI IMMAGINARIE

[http://www.inter.it/media/raw/2004-02-14_180752.jpg:©inter.it]

Z.: dunque, presidente, ex-presidente, vabbe' insomma, adesso le spiego. Considerando che Coco Almeyda Zanettino Gamarra Emre Materazzi Brescè Kallon e altri che mi sfuggono non ce li ho, ma ho la necessità di aggredire gli spazi e dare profondità all'azione cercando di imporre costantemente il gioco, l'idea sarebbe quella di schierare una formazione che mi dia delle garanzie sul piano dell'affidabilità ma anche su quella della creatività, in modo da far arrivare ai terminali d'attacco dei buoni rifornimenti blablablablablabla (...)

M.: (diobono, starà dicendo sul serio? Non ci capisco un cazzo. Almeno con quell'orso di Cuper bastavano due o tre parole. Non ci capivo un cazzo lo stesso, ma risparmiavo tempo)

F.: (diobono, che palle. Potessi essere altrove. Una spiaggia, il mare, un po' di figa in giro. Chessò, a Rapallo).

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:05 |
 

LE GRANDI DOMANDE

DEL GRANDE SETTORELLO

In un mese, nonostante ogni tanto punti con grande decisione l'obiettivo - prima Carolina ce-l'ho-d'oro e ora Katia, che è abbastanza sul punto di cedere -, il principino Ascanio non ha ancora limonato. Massaggia, palpeggia, sfodera un fornitissimo campionario di discorsetti melassosi e paraculi, ma non tromba. Detto questo. Se io fossi nella casa del Grande Fratello e fossi così peloso, voi limonereste con me?

(NELLA FOTO, DA SINISTRA, LA COSCIA PELOSA DI ASCANIO, LA MANO PELOSA DI ASCANIO ALLA SCOPERTA DEL CULO DI KATIA, IL BRACCIO PELOSO DI ASCANIO E LA SCIARPONA DI KATIA)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:34 |
 

GIUSTIZIA SOMMARIA

(al semaforo, poco fa)

No signora, lei è indifendibile. Se ne renda conto. E' inutile scuotere quella testolina cotonata adesso, a frittata fatta, e magari come segno di compatimento per gli omaccioni che le scalpitano alle spalle, pronti a seppellirla di colpi di clacson. Lei è gravemente in difetto, signora. Avrà visto, in quanto prima della fila, che questo cazzo di semaforo posticcio ha un rosso lunghissimo e un verde brevissimo, no? Ecco: cosa ha fatto durante il rosso lunghissimo? Ha telefonato, si è sistemata le unghie, ha letto la rubrica di cucina di "Donna Moderna"? O forse pensava ai pettorali del giovane idraulico che ieri ha cambiato le guarnizioni del lavandino, in un lampo erogeno di metà mattina? Mi dica, signora, cosa ha fatto in quell'eterno lasso di tempo? Perchè poi è arrivato il verde, il verde-lampo, il verde da afferrare, carpe verdem: e lei, signora, cos'ha combinato? E' partita in terza, o forse in quarta, o magari in quinta. La sua macchinetta rossa ha fatto un singulto, plof. E lei, signora, con poderosi colpi di spalla ha cercato di ingranare la prima, non riuscendoci. Le si scarmigliava la cotonatura e le svolazzava il collo in pelo del suo piumone, sa? Uno spettacolo di dinamismo, visto da dietro. Intanto però si è fatto giallo ed è tornato il rosso. E qui dietro siamo tutti un po' arrabbiati con lei, non glielo nascondo. Io spero che ora lei l'abbia trovata, quella dannata prima marcia, così quando tra un quarto d'ora arriverà di nuovo il verde magari lei sarà in grado di assecondare il fluire del traffico e partire lemme lemme, e noi dietro, lemmi lemmi. Si prepari, signora, non faccia scherzi. Lei è in difetto clamoroso, non provochi. Io sono il secondo della fila e mi sento coinvolto dal dramma che sta per scoppiare. Se lei cicca la seconda partenza qui dietro scoppia il macello. Se il bufalo che vedo smadonnare nel retrovisore scende e la stupra sul cofano, signora, lei lo sappia fin d'ora: io non muovo un dito.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:30 |


mercoledì, febbraio 18, 2004
 

TRAGUARDI IMPORTANTI

Complimenti a Bettarini per l'esordio in Nazionale.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:04 |
 

RINGHIO FACCHETTI

Come quest'uomo dalla faccia mite e dalla carriera specchiata sia diventato il pitbull di Moratti è davvero un mistero. Anche oggi Giacintone, un idolo sempiterno, ha litigato con una delle nostre avversarie storiche. Non pago di avere a suo tempo messo in riga Moggi e Giraudo, oggi in Lega ha alzato la voce con Galliani, dicendogli in pratica che è un pirla a lamentarsi dell'arbitraggio di Lecce. Galliani è uscito e ha detto ai giornalisti: non accetto lezioni di stile da Facchetti. Allora Giacintone è andato in sede, ha chiamato i 15-20 scherani del mega-ufficio stampa dell'Inter e ha dettato la seguente dichiarazione: "Ho ribadito anch'io ad alta voce, come sottolinea il Presidente della Lega Calcio, il mio parere durante il Consiglio. Non ne ho fatto una questione di stile, bensì di sostanziale etica professionale. Sino a prova contraria, è ancora garantita la libertà di opinione". Giacinto, lo so che sotto la camicia hai sempre addosso la tua maglia numero 3, quella col girocollo. Ti adoro, ruvidone.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:43 |
 

SPROPORZIONI

Non mi do pace. Com'è possibile che questa topa qui

sia diventata la donna di questo topo qui?

Cara Stefania, hai 35 anni e lui 21. Hai due tette così e lui ha quella facciotta brufolosa che tutti sappiamo. Perchè, perchè, perchè, PERCHE?

 

 

 

 

 

 

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:23 |
 

QUARK

Spirit batte il record di Marte: 108 metri in 45 giorni

Lamouchi esulta: "Visto? Non è vero che sono il più lento dell'Universo"

 

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:29 |
 

QUALCOSA SI MUOVE

(NON DICO COSA)

Avanti di questo passo, tra un paio di mesi nella casa del Grande Fratello si tromberà. La situazione è in rapida evoluzione. Dopo l'incursione linguistica dell'anziano Domenico e lo psicodramma di Katia, oralmente deflorata, nella notte c'è stata una corsa a consolare. Il più consolatore è stato Ascanio, ovvero l'Uomo con la Mazza, che consolando consolando ha infilato una mano nei pantaloncini a vita bassa di Katia. Essendo a vita veramente molto bassa, posso dedurre che Ascanione abbia raggiunto la zona-solco o l'immediata periferia, alla ricerca di uno stimolo pelvico. I due soggetti sembrano quelli più naturalmente instradati ad un libero sfogo degli istinti repressi, prima o poi.

L'altro fatto di una certa importanza della nottata è che l'insostenibile Carolina si è ubriacata ed è stata male. Non che me ne freghi più di tanto. Ma ritengo importante pubblicare la foto di un intenso primo piano di Letizia durante i soccorsi. Questa ragazza che si occupa con tanto trasporto della sua nemica... sì, la ammiro. E che bella espressione.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:41 |
 

IL PIRATA SI E' UCCISO

IL PIRATA L'HANNO AMMAZZATO

Oggi il mondo darà l'addio al Pirata senza sapere - e probabilmente non si saprà mai - se l'ultima sniffata in quella stanza d'albergo da euro 60, colazione compresa, sia stata un ordinario sballo sull'orlo del precipizio, oppure la spinta decisiva e cosciente per finirci dentro a testa in giù e farla davvero finita con i parassiti, i finti amici, la bicicletta appesa al chiodo, le mani bucate e il cervello in poltiglia. Pantani resterà comunque un suicida, per caso o per volontà questo importa poco. Suicida a partire da quella scelta, pervicace e insensata, di negare l'evidenza del doping. Suicida perchè da lì in poi nessuno gli ha perdonato nulla, e in tanti se ne sono approfittati. E lui ha imboccato strade sbagliate, una dopo l'altra, grazie a tanta gente che non gli ha mai aperto la porta giusta, o gliel'ha nascosta, o gliel'ha murata. Sono state scritte in questi giorni tante cose belle e intelligenti su questo dramma moderno di successo e disperazione, idolatria e autodistruzione. Un mondo di gioventù bruciate e soldi facili, soprattutto se ti attacchi al cuore grande e alle tasche capaci di un campione che volava sul Mortirolo ma non sulle asperità della vita, quella normale, dove un cavalcavia diventa il Pordoi.

La morte di Pantani lascia un'eredità di interrogativi e pensieri forti sulla solitudine, l'isolamento, la depressione. Lascia un retrogusto amarognolo anche la decisione del magistrato di aprire un'inchiesta per "morte in conseguenza di altro reato". Si cerca la persona che gli ha venduto la cocaina. Vabbe', cerchiamola, setacciamo la Romagna goduriosa degli sboroni con il macchinone e la polverina bianca. Poco fa, leggendo il giornale, mi è tornata alla mente quella famosa foto degli anni '70, una reminiscenza in bianco e nero: un parco di Milano, una panchina, un ragazzo seduto sopra, la testa tutta all'indietro, la bocca aperta, gli occhi chiusi. Morto di overdose. Quanta gente è morta, da allora, senza che nessuno cercasse chi gli aveva venduto la droga. Sotto casa, ai giardini, a scuola, all'ospedale, in carcere. Gente morta a grappoli, nel silenzio, nella colpevole omertà, senza il privilegio - almeno quello - di aver vissuto una vita da Pirata.

(ciao Marco, e grazie)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:05 |
 

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO

(NON SOLO IL GIOCO)

E lo sapevo che prima o poi capitava. Domenico, l'adolescente rinchiuso in un corpo deforme,  approfittando del trambusto per la festa di Carnevale ha preso Katia e la ha sparato la lingua in bocca, con la velocità di un camaleonte afgano. La ragazza ci è restata molto male ed è andata al cesso a piangere, consolata da maschi e femmine alternativamente (i maschi si distinguevano dalle femmine per le carezze consolatorie sì, ma anche tentacolari). Alla fine Anzianotti ha chiesto scusa, dicendo che si trattava di uno scherzo. Ma quale scherzo! Caro Domenico, saranno sei o sette mesi che io offro incondizionatamente la mia lingua a destra e a manca via blog, con scarso successo. La tua è violenza sessuale, sì sì. Se lo sa il Codacons sono cazzi.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:02 |


martedì, febbraio 17, 2004
 

NO VIERI NO PARTY

La trasmissione doveva chiamarsi così. Italia 1 l'avrebbe trasmessa in terza serata, una volta la settimana. Una specie di Grande Fratello a casa di Vieri. La sua casa, proprio quella vera. Il salotto, gli ospiti, e magari (perchè no?) qualche scherzetto simpatico. Primi ospiti: Costacurta e la Colombari. A servire a tavola le "Piadine", due donnone simpatiche da cento chili l'una. Ospiti fissi: Alberto Pucci, amicone di Bobo e inviato di "Quelli che il calcio", e Oba Oba Martins, paggetto di Bobo nello spogliatoio e, credo, anche a casa e in discoteca. Una bella compagnia.

Era tutto pronto, ma l'Inter ha detto no. Ed è saltato tutto. Vieri si sarà molto incazzato, presumo. Altri particolari su "Sorrisi" di domani.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:58 |
 

CELEBRATION

Ricorre oggi il quinto anniversario dell'esordio di Gilberto nell'Inter. Il 17 febbraio 1999, infatti, questo sconosciuto giocatore di calcetto acquistato per far dimenticare Facchetti, Brehme e Roberto Carlos fu schierato in una partita di Coppa Italia, Inter-Parma, che manco a dirlo perdemmo due pere a zero. Tra le decine e decine di acquisti sbagliati di Moratti, questo almeno fu particolarmente folcloristico. A vendere pacchi alla Pistoiese o al Perugia sono capaci tutti. Piazzarne uno all'Inter - in quanto grande squadra, grande piazza, grande stadio, grande tifoseria, grande interesse mediatico - è un po' più difficile. Pacchi ce ne sono arrivati tanti, per carità, ma spesso in confezione lusso. Questo terzino brasileiro arrivò invece alla chetichella, in pieno inverno, nell'incredulità generale, perchè appunto non se ne sapeva un'emerita cippa. Ricordo ancora la curiosità dei cronisti alla prima amichevole (se non ricordo male fu una sgambata con il Novara) e qualche riga sui giornali il giorno dopo, in cui si parlava di questo giovane brasiliano "di buona tecnica". Eccerto. Come andò, lo sappiamo tutti. Una partita in Coppa Italia, due spezzoni in campionato e via. In Brasile gli è andata meglio, trovando discreta fortuna nel Vasco de Gama. Curioso come il sito dell'Inter, nella sezione archivio, non lo descriva come una sciagura calcistica di cui chiedere sempiterno perdono ai tifosi, ma edulcori la triste realtà con questa frase: "Passa alla storia come uno dei tanti oggetti misteriosi, in realtà non trova spazio causa l'annata storta e il tetto dei tre extracomunitari". E va bene, avviamo il revisionismo. Non era un broccaccio clamoroso, ma una vittima delle leggi calcistiche. Ricordatevelo, sciocchi.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:16 |
 

LE TEMUTISSIME PAGELLE

DEL GRANDE SETTORELLO

(rubrica periodica ed avventizia di aggiornamento radical-chic sul Grande Fratello, utile per non cadere dal pero quando la sciampista vi pone questioni a voi poco note sull'evento mediatico del momento)

LETIZIA: ha preso malissimo la nomination e alterna fasi di euforia a momenti di pura depressione. Figa che le salterei addosso in ogni dove, e simpatica come un caciocavallo vicino alla data di scadenza, rischia seriamente di inimicarsi il pubblico e di perdere il confronto con Ilaria, interessante come un Perugia-Chievo di campionato: 4

ILARIA: lascia i capelli in giro, ha problemi di aerofagia, fa il meno possibile, sta sul culo ai quattro quinti dei coinquilini e continua nelle sue noiosissime introspezioni sul rapporto con il padre, cagando il cazzo a chiunque. Ciononostante la Letizia in fase down la rimette in corsa: se resta dentro lei cambio canale. 3

ASCANIO: er Principe der Grinne è come un animale in gabbia. Lì dentro sta perdendo consuetudine con i suoi due lavori ufficiali: maestro federale di golf e trombatore federale di donne. E' il personaggio di riferimento, a metà tra il ras del quartiere e il padrino di quarta fascia. Massaggia, struscia, palpa, fa le fusa, ma nessuna gliela sgancia. Incredibile. 7

PATRICK: un po' piacione e un po' caso clinico, un po' mattatore e un po' ottusangolo, è nato per fare il Grande Fratello. Gli uomini lo isolano perchè sta simpatico alle donne, le donne si fanno grasse risate con lui però non gliela danno. Io impazzirei. Lui no. E' il più adatto a questo giochino del menga. 8

KATIA: il suo guardaroba è da ricovero in psichiatria. Pantaloni e minigonne a vita bassa, ma che dico bassa, infima, sempre al confine del solco di pesca; magliette e camiciole con vista ombelico; tacchi a spillo in ogni occasione, anche per andare al cesso. Ha un bel culo, però molto basso, e dei begli occhi, però molto nascosti da un frangione che non si vedeva dai tempi di Silvie Vartan. 5

ROBERT: l'Animale s'è rotto i coglioni, diciamolo. Ci annoiamo noi da fuori, figurarsi lui lì dentro. E' un festival di sguardi persi e sbadigli (c'è chi rimpiange i rutti e i peti di Fedro). Sono assolutamente solidale. 6

ERIKA: lì dentro la chiamano Nonna Abelarda ed è un soprannome molto calzante, strano che sia venuto da quell'accolita di decerebrati. Dice di avere 28 anni, ne dimostra 35 e fa discorsi da 84enne nell'astenteria del medico di famiglia. Ma forse proprio per questo è un personaggio irrinunciabile. Mi piacerebbe vederla trombare di notte con Ascanio, nel divanetto che c'è davanti al cesso, in un impeto di sesso represso, come un ossesso (siete fortunati che ho finito le rime). 6+

TOMMASO: paraculo al massimo livello, semina frasette dolci e sgranate di occhi in ogni angolo della casa, approfittando del fatto che gli altri si scannano a sfide incrociate per rimanere dentro e mandare fuori qualcun altro. Alla fine fatalmente si accorgeranno anche di lui, ma rischia di restare lì dentro tanto, tantissimo. Troppo. 4,5

SERENA: all'inizio era insopportabile, poi s'è data una calmata e in fondo è una delle meno peggio, se reprime quella innata voglia a fare la fenomena. Vedi Tommaso: nessuno se la caga, lei resta tranquilla, panta rei. Detto tra noi, le palperei le tette. 6-

DOMENICO: completamente fuori posto, un po' come Pasquale sulla fascia sinistra dell'Inter, è uguale identico alla figlia: 44enne nel fisico e 19enne nel cervello. Lo osservo con inquietudine: ho quattro anni davanti per non diventare come lui. La gestione contabile della dispensa e la prosopopea di certi discorsi lo rende sessualmente appetibile come un facocero con l'alito cattivo. 2

CAROLINA: molto figa e molto stronza, non la darà mai a nessuno, questo è chiaro: non lo prevede il suo regolamento interno. Provoca e si ritrae, litiga e fa le moine. Determinatissima ad andare fino in fondo e a metterlo nel culo a tutti, è quella che dovrà evitare ogni volta le imboscate più bastarde. Se si comportasse così nell'androne di una casa popolare di Quarto Oggiaro, se la violenterebbero a turno in diciotto durante un'assemblea di condominio. Ma siamo al Grande Fratello, edizione-noia, e va bene così. 5,5

BRUNO: vedi Patrick. E' un personaggio ideale da Grande Fratello, coatto naturale ma non stupido. Bisogna vedere se resiste. E se resiste anche il suo pisello all'interno di quel figame innaturale. Ma lui professa fedeltà assoluta alla sua bella e se ne fotte. Sembra sincero. Vabbe'. 6,5

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:05 |


lunedì, febbraio 16, 2004
 

LA TABELLA-SCUDETTO

DEL NUOVO TOSATTI

(cioè SETTORUCCIO)

Stimolato a fare outing, rivelo il risultato finale della mia tabella-scudetto. Dopo la sconfitta di Parma, lungi dal drammatizzare ed estasiato al telefono con una gnocca di gran classe - e forse proprio perchè al telefono con tale interlocutrice - mi ero espresso in questi termini: mancano 5 partite al derby, dobbiamo fare 13 punti, poi vediamo.

Ecco la tabella scudetto:

Inter-Empoli 1

Modena-Inter 2

Inter-Siena 1

Sampdoria-Inter X

Inter-Udinese 1

Come si vede, ho azzeccato due risultati su cinque. A Modena, vabbe', abbiamo pareggiato, ho sbagliato di poco, dai. Ho leggermente cannato le previsioni delle facili partite casalinghe con Empoli e Udinese. 5 punti invece di 13. Beh, non mi sembra il caso di prendersela così. In fondo sono simpatico.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:15 |
 

VISIONI CELESTIALI

Dopo la tetta borchiata di Janet Jackson durante il Superbowl, l'America si è un ciccinino scandalizzata anche stanotte perchè durante l'All Star Game di basket la cantante Beyoncè aveva un vestitino attizzante con libera uscita per le zinne, o almeno parte di loro.

No, niente. Volevo solo dire che venerdì mattina gioco a tennis dalle 10 alle 11. Se c'è qualcuna che vuole venire a dare aria alla bernarda durante un cambio di campo, le do l'indirizzo in pvt.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:02 |
 

THE FACE LIKE THE ASS

(impruuv iooo inglisccc)

Caro Galliani, caro Ancelotti,

leggo sulla Gazza del vostro prorompente turbamento interiore per l'arbitraggio di tale Pieri a Lecce, che lei, Galliani, che è anche presidente della Lega, definisce "tecnicamente del tutto inadeguato". Tutto perchè a due minuti dalla fine Pieri ha ammonito Maldini, mentre un po' prima non aveva fatto la stessa cosa con un'entrataccia di Bovo, che avrebbe meritato il cartellino giallo (sarebbe stato il secondo, quindi fuori, go home). All'ammonizione di Maldini siete saltati tutti in piedi come se vi avessero annullato tre gol, o espulso sei giocatori, o negato nove rigori, o stuprato dodici fidanzate. Invece vi avevano solo ammonito il capitano, che era diffidato e quindi non giocherà il derby. Ho da dirvi alcune cose.

  1. Non preoccupatevi per il derby. Se l'Inter è quella di ieri, potreste far giocare anche il figlio di Maldini, no problem.
  2. Parliamo invece della vostra reazione scomposta. Viene da pensare che Casarin, allora, ha ragione, e che gli arbitri vengono davvero catechizzati prima della partita. Viene da pensare che esiste davvero quella presunta indicazione, rivelata dal rancoroso Casarin, a non ammonire giocatori delle squadre importanti alla vigilia di una partita-chiave. Pieri aveva portato a termine la missione, no? Al 42' del secondo tempo non c'era un solo giocatore del Milan ammonito. (per inciso, nessun ammonito nemmeno dell'Inter, ieri. Ma noi non abbiamo mai fatto falli, lasciando giocare l'Udinese tranquilla per tutta la partita. Una precisa scelta tecnica). E invece zac!, un'entratona un po' goffa e Pieri alza il cartellino. Proprio a un giocatore diffidato, proprio al capitano. Ma che sfiga. Pairetto e Bergamo porteranno in tribunale questa prova a loro favore.
  3. Prima di parlare di arbitraggi inadeguati, comunque, bisognerebbe contare fino a dieci. E' stata la settimana delle accuse di Casarin, ma è stata anche la settimana di Inter-Juventus e dell'arbitraggio di Pellegrino. Quello sì, inadeguato. E non faccio il piangina, eh? Ne approfitto per chiarire (in quei giorni ero senza pc): l'espulsione di Cordoba era giusta, il rigore di Emre non c'era. Ma il non-fischio (o rigore o ammonizione per simulazione, non si scappa) nell'azione di Emre è stato un grave errore tecnico, un paio di ammonizioni risparmiate alla Juve sono state un eccesso di pelosa generosità, un paio di fuorigioco inesistenti e fischiati una dimostrazione - quantomeno - di scarsa vena, così come un altro paio di punizioni non date all'Inter al limite dell'area. Ecco, quello di Pellegrino è stato, oggettivamente, un pessimo arbitraggio. Quello sì che è stato un arbitraggio "inadeguato", caro Adrianone. Pieri ha 5 in pagella, forse in ossequio alla vostra voce grossa. Non ho visto dei 3o dei 2 in pagella a Pellegrino: ma chi si lamentava era l'Inter, chi non si lamentava era la Juve, e il rapporto pesi-misure è così grottesco che il magico duo Pairetto-Bergamo si è tranquillamento permesso di definire "eccellente" Pellegrino. Come se io adesso scendessi in strada e dicessi: "La Ferilli è un cesso pazzesco e ha la prima di reggiseno". Minimo arriverebbe il 118.
  4. Il vostro broncio da bambini dell'asilo, dopo sette vittorie consecutive in campionato, comunque mi fa tenerezza. Ve lo volevo dire.

(E MI CONSENTA, RINGRAZIO FABPHOTO PER LA SAPIENTE OPERA DI RESTAURAZIONE GRAFICA DELL'HEADER. MI INCHINO AL SUO NOA'U)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:10 |


domenica, febbraio 15, 2004
 

LE TEMUTISSIME PAGELLE

DI SETTORUCCIO

TOLDO: in giornata di grazia (ricevuta), esibisce la sua celebre presa a meringa sui tiri da lontano e azzecca il tempo di un'uscita ogni cinque. Non esente da colpe sul primo gol, sul secondo aspetta che gli depositino il pallone direttamente in porta. E' in fase down. 5

HELVEG: un po' centrale di destra, un po' laterale, sembra l'unico che si diverte davvero. Fa un paio di numeri da dio del pallone, scartando nugoli di avversari in piena area e uscendo a testa alta. In tribuna ci caghiamo addosso, ma il pericolo è il nostro mestiere. 6-

ADANI: il popolare Amos evita il naufragio opponendo varie parti del corpo agli attacchi furlàn. In fondo i guai peggiori non sono certo venuti dal centro. 6

CORDOBA: dodicesimo uomo dell'Udinese, quando imposta l'azione serve sempre un (nuovo) compagno, forse abbacinato dal sempre notevole fascino delle maglie bianconere. Spalletti si spertica in lodi e gli promette un caffè, Zaccheroni si impiccherebbe con la cravatta allo spigolo della panchina. 4

ZANETTI: ogni tanto il Capitano finisce dritto nel gorgo di queste partite in cui dà l'impressione - per demeriti suoi e dei compagni di reparto - di non capirci un cazzo. E queste partite le perdiamo. 5

FARINOS: per correre corre, per carità. Ma la percentuale delle cose decorose, sul totale dei palloni toccati, è infima. 5

STANKOVIC: corre, ruba palla, alza la testa: è un bel vedere. A volte. Altre volte corre, incespica, si incas