Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:49 |
 

IL FATTORE A

A-ha! Azzate, Ancona: ormai siamo lanciati. Areggio speriamo di fare il tris, perchè poi arriva l'Ajuve. Re-ste-re-mo in A.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:33 |


sabato, marzo 20, 2004
 

ANCONA

E' notte alta e sono sveglio,
sei sempre tu il mio chiodo fisso
insieme a Cuper stavo meglio,
eppure Zacche io ti voglio
tutto il casino fatto per averti

scheda di Scai tu eri frutto acerbo,
adesso che son abbonato io, sì, perdo.

Ancona, Ancona, Ancona,
perché io da Inter-Siena

non ho vinto più un cazzo senza te,
e non me ne frega niente, senza te
anche se incontrassi Ronie gli direi
non mi fai volare in alto quanto lei.

E' notte alta e sono sveglio,
e mi rivesto e mi rispoglio
mi fa smaniare questa voglia,
e prima o poi farò lo sbaglio
Moratti sì ti vengo sottocasa
tirare sassi alla finestra accesa
prendere a calci la tua porta, chiusa, chiusa.

Ancona, Ancona, Ancona,
perché io da Inter-Siena

non ho vinto più 'na sega senza te,
e non me ne frega niente, senza te
anche se incontrassi Mancio gli direi
non mi fai volare in alto quanto lei.




























Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:38 |


venerdì, marzo 19, 2004
 

MOLINARI

Io non c'ero, quindi non so se il gol sia stata la concretizzazione di un'azione personale oppure la finalizzazione di un passaggio di un Bassotto, un Galasso o di uno dei fratelli Rasini, i Neville di Buguggiate. E non so se, incuneatosi tra Cordoba, Materazzi e Brechet, abbia tirato ad occhi chiusi infilando Cordaz, o abbia scientemente deciso di appoggiarla di piatto o svangarla di punta, o abbia scelto un angolo piuttosto che un altro. Non so neanche se sia alto o basso, se sia un centrale o un laterale, o magari una mezzapunta fantasista, che grazie agli schemi di mister Fiorito riesce ad esprimersi come Iddio comanda. Nè sarebbe utile chiedere informazioni al mister Fiorito, che nella vita farà magari lo stradino comunale ed è certamente uno tutto di un pezzo e che non parla mai dei singoli.

Fatto sta che sto pensando da ieri pomeriggio a Molinari, l'autore del gol del pareggio nella partitissima del giovedì, Inter-Azzate, disputatasi al campetto con tribuna di Appiano Gentile. Molinari, dopo l'impresa di ieri, sarà per sempre una stella dell'Azzate, sarà quello che ha segnato all'Inter, e se ad Azzate c'è un bar dove si parla di calcio oggi staranno parlando soprattutto di lui, azzatese ad honorem, simbolo di Azzate, sindaco dagli le chiavi di Azzate. Anche quelli delle altre squadre lo temeranno. "Cura Molinari, diocaro" "Uè, curalo te, è quello che ha segnato all'Inter" "Mavaffanculo" "Vaccitutestadicazzo" "Misteeeer, mi ha detto testadicazzo" "Non è vero mister". Al che il mister si alza e dice: "Anch'io non parlo dei singoli, come il collega Fiorito, ma voi siete in due, e quindi posso dirvi serenamente che siete due cazzoni". Scene di calcio di provincia, alla vigilia di un match con l'Azzate.

Adoro Google perchè cerchi "Molinari Azzate" e ti rivela che Molinari si chiama Devis e l'hanno squalificato due settimane fa per una giornata per "offese all'arbitro a fine gara". Pare di vederlo, Devis, come la Coppa Davis però con la E, mentre torna negli spogliatoi a fare la doccia e riaccendere il telefonino, e intanto affianca l'arbitro e gli dà dell'imbecille, e l'arbitro se solo avesse immaginato che quello lì avrebbe messo in ginocchio l'Inter, in un match Inter-Azzate, non avrebbe segnato niente nel referto, e invece no, e quindi due domeniche fa Molinari è stato relegato in tribuna, ammesso che ad Azzate ne esista una, a mangiarsi le unghie e spedire sms.

Molinari Devis ha fatto traballare la panchina di Zaccheroni. Passato sputtanato depresso ma sostanzialmente indenne dalle sconfitte con Empoli Udinese Milan e Brescia, miracolosamente con il busto eretto dopo 14 partite di fila non vinte, ben difficilmente Zac avrebbe resistito alla bufera di un pareggio interno con l'Azzate, che con tutto il rispetto gioca in prima categoria, e tu gli schieri Vieri Martins e Recoba e loro rispondono con Nasta Bianchi e Molinari, appunto. Chissà se Devis è interista, chissà se ha esultato, chissà se si è tolto la maglia, chissà se aveva in tribuna un parente che si è commosso, o un amico con il videofonino, o un amico senza videofonino pronto a masturbarsi tra i tubi Innocenti, o la fidanzata sospirosa e incredula di fronte a un gol di Devis che scarta Materazzi e scherza Cordoba. Non c'ero e non lo saprò mai. Non saprò mai se avrà pensato di averla fatta grossa, se avrà guardato Zaccheroni in panca per vederne la reazione, se gli sarà passata davanti agli occhi la storia della sua vita ad Azzate o l'immagine di Moratti crocifisso in San Babila.

Anche perchè tutto questo sconvolgimento interiore è durato un minuto. Martins ha riportato subito in vantaggio l'Inter, spianando la strada verso il 14 a 1 finale, un trionfo. Molinari - chissà, io non c'ero - non  avrà più avuto altre occasioni, guardato a vista da Brechet. Nel secondo tempo Fiorito gli ha concesso una meritata passerella, perchè in fondo ha segnato un gol all'Inter. Dopo 3 minuti ha lasciato il posto a Pennazzato, un ragazzo che si farà. Non c'è stata standing ovation, anche perchè si giocava ad Appiano, fuori casa, mica alla Bombonera di Azzate. Ma tutto quanto, dentro Molinari Devis, era una standing ovation. E prima di fare la doccia avrà di certo avvertito a casa: "Ho fatto gol all'Inter" "Sei sempre il solito, Devis" "No, ti giuro" "Dai, Devis, torna alla svelta che c'è da portare il nonno all'Asl".

[http://www.inter.it/media/raw/2004-03-18_180136.jpg:©inter.it]

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:00 |


giovedì, marzo 18, 2004
 

IL PEGGIO E' PASSATO

Dopo 14 partite senza vittoria, finalmente la luce in fondo al tunnel. Piallando per 14-1 l'Azzate, nella partita di oggi ad Appiano Gentile, abbiamo posto fine all'interminabile serie nera che ci stava deprimendo assai. Da segnalare che eravamo riusciti a farci rimontare anche dall'Azzate (che con Molinari aveva segnato il gol dell'1-1), ma poi abbiamo rialzato la testa. Un buon viatico in vista della insidiosa trasferta di Ancona. Hip-hip urrah.

APPIANO GENTILE - Buon ritmo, quattordici gol e tante indicazioni positive per Alberto Zaccheroni nella partitella amichevole (due tempi di 35 minuti), giocata dai nerazzurri al centro sportivo "Angelo Moratti", contro la formazione dell'Azzate (1^ Categoria). Nel primo tempo sono andati in gol per i nerazzurri Obafemi Martins (4 gol) e Christian Vieri (doppietta). Per l'Azzate momentaneo pareggio di Molinari. Nella ripresa, invece, Inter ancora a segno con Adriano , Andy van der Meyde e Julio Ricardo Cruz (tutti autori di una doppietta a testa), infine gol di Fabrizio Biava e C.Zanetti . Ecco, dunque, il tabellino della partita.

Inter-Azzate 14-1 (6-1)

Marcatori: 3' e 21' Vieri , 12' Molinari (A), 13', 23', 28' e 35' Martins , 37' e 58' van der Meyde , 45' Biava , 48' C.Zanetti , 56' e 63' Cruz , 57' e 62' Adriano

Inter: Cordaz (36' Villanova), Cordoba (36' Gamarra ), Materazzi , Brechet (50' Della Fiore), Okan (36' Helveg ), Lamouchi (36' C.Zanetti ), Recoba (36' Biava ), Pasquale (36' Donazzan), Martins (36' Cruz ), Stankovic (36' van der Meyde ), Vieri (36' Adriano )
All. Alberto Zaccheroni

Azzate: Negri, Aldrighetti (46' Anese), Cholini, Rasini A. (30' Scarsella), Rasini F. (36' Macchi), Colombo, Molinari (38' Pennazzato), Galasso (33' Longhi), Bassotto (42' Paracchini), Nasta (36' Bruno), Bianchini (36' Binati)
All. Giuseppe Fiorito
[http://www.inter.it/media/raw/2004-03-18_182302.jpg:©inter.it]













Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:10 |
 

GRAZIE MOIGE

La quarta edizione del Grande Fratello aveva messo in allarme un sacco di gente. Si era cominciato già un mese prima, quando sembrava che nella Casa (uff, 'sta maiuscola) dovesse entrarci un prete. L'ipotesi-prete fu smontata e si ripiegò sulla presunta trasgressione della coppia padre separato-figlia ritrovata, che ha alquanto rotto il cazzo di qua e di là dal video e infatti sono già a casa entrambi. Intanto il Moige e analoghe associazione di bacchettoni preventivi chiedevano a Mediaset di tagliuzzare le sintesi e rispettare la fascia protetta abbondando di beep.

A proposito dei beep. Va bene cazzo, porca puttana, vaffanculo. Ma quando mettono il beep su "coglioni" mi viene da ridere. "Hai rotto i beeeeep". Maddai.

Chissà se tutti avessero saputo che in 56 giorni non sarebbe successo un emerito cazzo. Breve riassunto di quello che è successo.

  1. Trombate: zero
  2. Trattative per una trombata: una (trombata abortita, "io in bagno non lo faccio")
  3. Petting: un paio di volte (accennato)
  4. Palpate: molte (Ascanio a Katia) (ad Ascanio piace molto il culo come parte anatomica e categoria del pensiero)
  5. Limonate: alcune (sempre Ascanio e Katia)
  6. Limonate impreviste (violenza sessuale): una (quel fenomeno del padre snaturato che ha cercato di infilare la lingua in bocca a Katia)
  7. Intenzione di limonate: molte (finora abortita quella Tommaso-Carolina)

Situazione sessuale-sentimentale.

  1. Ascanio-Katia. Ascanio si è rotto il cazzo, e c'ha ragione. Katia si lascia infilare la lingua in bocca ma sembra che limoni con il timer. Si lascia massaggiare, ma poi mette la sicura. Si lascia accarezzare, ma poi si ritrae. Si lascia convincere a trombare, ma poi ci ripensa. Ascanio, che ha sani principi, si è deciso a mandarla educatamente affanculo. Lei ci è rimasta molto male. La famosa "persona che mi aspetta fuori" (le cui corna sono state scambiate per un ripetitore della Rai e l'Arpa di Milano ha aperto un'inchiesta) è - l'ho sentita ieri sera - "una persona che mi ha fatto provare cose fantastiche, ma che conoscevo da un mese". Ascanio l'ha guardata e ha sorriso. Secondo me ha pensato a una città antica, a Elena e a un famoso cavallo.
  2. Tommy-Carolina. Un caso umano, anzi due. Dopo 56 giorni sono ancora lì a farsi i grattini. Lui è uno gentile ed educato, ma a tutto c'è un limite. Lei al posto della figa ha un calco in gesso dell'apparato vulvare rubato al Museo della Scienza e della Tecnica. Neanche Moratti con Gigi Simoni era stato così indeciso.
  3. Serena-Tommy. Lei è vicina all'elevazione all'altare. Sbava per Tommy ma non fa gesti clamorosi, e soffre in silenzio mentre Tommy fa i grattini a Carolina, che io metterei un falò sotto al divano, diobono. Non vuole forzare Tommy, non vuole ferire Carolina. In questa cazzo di Casa dove nessuno riesce a fare quello che vuole - trombare, non trombare - è una specie di Maria Goretti, e l'ammiro.
  4. Robert-Serena. L'avevano descritto come un animale da zoo, e invece questo improbabile essere australo-beneventano dà prova di fair-play: lui Serena se la tromberebbe, ma la rispetta assai e si comporta da fratello.
  5. Patrick. Sommando valori morali, simpatia, spirito di sacrificio, intelligenza, paraculaggine e scemenza intrinseca, resta ampiamente in testa alla classifica morale, seguito da Serena e Bruno. Il resto sono squali che prima o poi si sbraneranno.
  6. Bruno. Vedi alla voce Patrick.

Bene. Con questo potete andare dal parrucchiere ed eccellere nel dibattito. Stasera nominescion, ma la puntata del giovedì su Canale 5, diciamolo, è una roba insopportabile. Meglio spiare la varia umanità su Scai. Lì sì che i nodi vengono al pettine.

(mi è piaciuta questa frase)








www.settore4cfila72posto35.net
il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)














mercoledì, marzo 31, 2004
 

LA GIUSTIZIA SPORTIVA

Forse una sentenza adeguata alla catastrofe sportiva e umana di Lazio-Roma non poteva esserci. Certo che la squalifica per una giornata al campo della Roma e due multine poco più che ridicole (solo i danni causati negli scontri ammontano a più di 200mila euro) sono perfettmente adeguate alla merda di cui gronda l'intera vicenda. Il giudice Laudi scrive una sentenza poco giuridica e abbastanza politica: se questa era la scelta di fondo, non si capisce perchè non abbia approfittato per emettere una punizione esemplare. Laudi, invece, si è nascosto dietro al fatto che la vicenda è unica, non ha precedenti. Appunto: non ha precedenti, è unica, è di una gravità straordinaria. No, niente. Stessa pena data al Messina per un sasso tirato fuori dallo stadio. Un sasso tirato da un imbecille sullo stesso piano di una partita fermata deliberatamente dai tifosi in un clima di intimidazione generale. Le cinque giornate date al Napoli per gli incidenti (e il morto) di Avellino, allora? Le cinque giornate date al Torino l'anno scorso per la partita sospesa con il Milan?

Qualcuno oggi ha ipotizzato una motivazione in più a questa sentenza del cazzo: il dovere di salvare il culo a Galliani, l'uomo che dal divano di casa ha sospeso la partita in barba a prefetto, questore e arbitro. Questa cosa non mi convince: era una serata troppo "sbagliata" per poter prendere una decisione giusta, quale che fosse. Per quanto mi stia sul culo, non condanno Galliani per avere sospeso la partita, convinto che sicuramente l'avremmo condannato anche se la partita fosse continuata. Era tutto sbagliato, proprio tutto: il resto, Galliani compreso, era solo contorno. Una partita così forse andava cancellata. L'ipotesi della partita persa per entrambe, oltre che suggestiva, aveva il merito di purificare l'intera vicenda. Una partita persa da tutti, non c'era dubbio.

Laudi invece emette una sentenza che sfiora il limite del "non è successo niente", fissando un paramento pericolosissimo: decidere di far sospendere una partita per ipotetiche cause di forza maggiore o di ordine pubblico costa una giornata di squalifica del campo. Complimenti. E complimenti per la tempestività della sentenza: con tutto quello che è successo, la Roma nel frattempo ha giocato due partite in casa come se niente fosse. Bravi.

Chissà se Laudi ha un blog, o se ne legge qualcuno. Da qui gli propongo un caso di puro, provocatorio fantacalcio basato sulla sua sentenza. Mettiamo che due squadre stiano giocando una partita decisiva per lo scudetto. Un esempio qualsiasi: facciamo Milan-Juve tanto per proporre uno scenario realistico (se avessi detto Inter-Juve magari qualcuno rideva). Milan e Juve sono appaiate in testa alla classifica, la partita è fondamentale. La Juve arriva a Milano in formazione tipo e in splendida forma. Il Milan ha tre squalificati e un paio di giocatori inguardabili. Gioca male. Tiene a malapena lo 0-0. L'arbitraggio è un po' filo-juventino. Piove, il campo fa cagare. Alla fine del primo tempo Nesta entra in scivolata e, complice il fango, falcia da dietro Del Piero. Espulso. Sheva, intanto, esce zoppicando per un fastidio muscolare.

Se far sospendere la partita costa una giornata (mettiamo che la successiva partita sia Milan-Ancona), cosa vieterebbe a un dirigente del Milan chiamare uno dei curvaioli e dirgli di fare casino, diffondendo la voce che un capo ultrà ha avuto un infarto mentre era inseguito da due carabinieri? Milan-Juve sospesa, campo squalificato per una giornata, il Milan batte 7-0 l'Ancona nel campo neutro di Lecce, la partita con la Juve si rifà a ranghi completi in un bel pomeriggio assolato, un mesetto dopo.

Perchè no, Laudi?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:39 |


martedì, marzo 30, 2004
 

LE GRANDI BIOGRAFIE

DI SETTORE - 1

(rubrica di informazione a cadenza casuale per coprire l'orribile vuoto di questi nove giorni di Grande Fratello in attesa che accada qualcosa - cioè che esca qualcuno o che sopprimano la trasmissione per manifesta noiosità - e consentirvi di destreggiarvi con cognizione di causa in conversazioni a tema nei salotti buoni o con sciampiste telemaniache)

ASCANIO

Ascanio Pacelli è nato a Roma il 29 novembre 1973 da una relazione clandestina tra Liala e lo zio di Tiger Woods. I genitori avevano intravisto le sue doti sin da piccolo: all'asilo corteggiò una maestra stordendola di chiacchiere, fino a che la poverina tentò di farla finita leggendo quattro numeri di Micromega uno dopo l'altro nel bagno della scuola. Fu avviato giovanissimo alla pratica del golf: precocissimo talento, è campione di circolo da diciassette anni. E' peraltro uno dei pochi iscritti rimasti, visto che ad ogni assemblea annuale almeno trenta soci stracciano indignati la tessera alla notizia che Ascanio non cambierà club.

Pro-pro-pronipote di papa Pacelli, per gli amici Pio XII, ha ereditato dal suo prestigioso antenato una noiosità fuori dal comune: nei momenti liberi impartisce benedizioni urbi et orbi nei bar dei Parioli, si esibisce in micidiali omelie sulla modernità dei sentimenti e l'anelito alla figa, corteggia ogni essere umano dotato di vulva ed età del mestruo giocando sulla irresistibilità oggettiva dell'occhio azzurro e del corpo tornito. Esaurito l'effetto-occhio, Ascanio ripiega sulla conta dei tatuaggi e sulla più trita delle frasi da golfista provolone: "Se sali da me ti faccio vedere la mia collezione di mazze". Bello e muscoloso, a tratti anche simpatico, si incaponisce con pervicace regolarità nelle imprese più disperate, tipo "trombarsi ragazze bionde che limonano ma hanno la vagina chiusa a quattro mandate e comunque hanno una persona fuori".

La tattica di Ascanio è già oggetto di studio al Massachussets Institute of Tacchinology e si snoda attraverso alcuni punti-cardine.

  1. Posizione n. 1, o del gatto morto: Ascanio punta la preda, si avvicina quatto quatto, fa le fusa e si produce in frasi tanto sdolcinate che le ha scartate addiritura la Perugina. La donna di solito reagisce con interesse: la vista dell'occhio azzurro, del pettorale scolpito, dall'addominale impeccabile e della battaglia navale tatuata sul collo distrae il soggetto femminile e lo induce a considerare l'ipotesi di prestare interesse al soggetto ed eventualmente di sganciargliela.
  2. Posizione n. 2, o del lavoro ai fianchi: Ascanio si lancia nel corteggiamento orale (nel senso che parla parla parla) e cerca di approfittare del vacillamento del soggetto femminile, che ammira sì la robustezza del bicipite, la tornitura della coscia e la rotondità del pacco, ma inizia anche a chiedersi: "ma che cazzo ci faccio qui?". In questa fase Ascanio allunga le mani, le labbra e un'altra cosa il cui allungamento non dipende solo da sollecitazioni meccaniche.
  3. Posizione n. 3, o dell'involuzione fallica: Ascanio inizia ad avvertire il senso di nausea dell'interlocutrice, che passa velocemente dalla contemplazione del deltoide alla considerazione del suicidio. Il muscoloso golfista entra così nella fase down: inizia a fare domande retoriche e altre meno retoriche, provocando nel soggetto femminile un forte stato ansioso e un senso di sfiducia nella vita. In una statistica resa nota in questi giorni da Riza Psicosomatica, è emerso che tra cento donne corteggiate da Ascanio due sono decedute in circostanze misteriose, quattro sono partite per l'India e mai più tornate, sette sono diventate lesbiche e si dichiarano soddisfatte della scelta di vita, ventisei hanno abbracciato con convinzione la scelta del volontariato sociale. Di tre non si hanno più notizie.

Possibilità di vittoria finale: non serenamente calcolabili.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:29 |


domenica, marzo 28, 2004
 

IL RAGAZZO SQUILLO

Ho trascorso il week-end fuori casa per impegni professionali: in pratica, dovevo prostituirmi da venerdì sera a questa mattina. Un veloce passaggio da casa e domani si riparte: vado a vendere il mio corpo a Napoli e dintorni. Potremmo incontrarci domani mattina a Linate, imbarchi nazionali. Mi riconoscerete dalle occhiaie, dall'affanno, dall'aria annoiata e da una copia della Gazzetta dello Sport nella tasca anteriore sinistra del mio Barbour sgarrupato. Parola d'ordine: vinceremo il tricolor.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:52 |


venerdì, marzo 26, 2004
 

VIVE LA DIFFERENCE

Il Grande Fratello tedesco (nella foto Jeannine e Franziska).

 

 

 

 

Il Grande Fratello italiano (nella foto, cinque pirla)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:11 |
 

DELIRI

E' chiaro: i giocatori li roviniamo e gli allenatori li costringiamo al delirio. Anche Zac non è passato indenne da quella sorta di morbo di Montezuma che colpisce i nostri trainer: improvvisa come la pittoresca diarrea messicana, cala su questi stimati professionisti una cappa di confusione nell'immediato prepartita. La formazione del primo tempo di Inter-Benfica è un capolavoro all'incontrario. Fuori Recoba - una immane cagata, e lo dice un antirecobiano - e dentro gente border-line come Okan e Lamouchi, una specie di Pierrot con le scarpe bullonate. Comunque abbiamo vinto (dopo sei mesi di digiuno in Europa, roba da Omonia Nicosia), segnato quattro gol (subìti tre, ma non sottiliziamo), passato il turno. Terza vittoria consecutiva dopo Azzate e Ancona. Sursum corda, diobono.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:32 |


giovedì, marzo 25, 2004
 

IL TROMBOMETRO

Nella solita, imbarazzante puntata del giovedì il Grande Fratello cerca un fremito nell'eliminazione (Robert, Serena o - speriamo di no, sennò come si arriva a maggio? - Ascanio). Quel fremito che manca riguardo gli eventi della Casa, praticamente nulli. Per uscire dall'eufemismo: non si tromba. Mentre dalla Germania arriva l'eco delle orge nell'edizione locale, qui siamo ancora al pre-petting, una noia mortale. Per consentirvi di reggere una tavola rotonda al salone di bellezza, eccovi un'agile guida sulle possibilità, abitante per abitante, di arrivare a un rapporto sessuale completo.

BRUNO: potenzialmente toro da monta, ha professato fedeltà alla sua compagna e nessuno l'hai mai disturbato. Quando esce farà un macello, ma lì dentro ha fatto un voto di castità che Formigoni al confronto è Elton John.

Tendenza alla trombata: scarsa. Possibilità di vederlo trombare: nulla.

PATRICK: è caruccio, simpatico, tenero. Un classico dell'understatement della chiavata. Ma lo trattano come un frocetto, ritenendolo abbastanza inoffensivo sul piano erotico-trombesco. Lui ci sguazza: non è obbligato al machismo, ma se gli capitasse inzupperebbe il biscottino.

Tendenza alla trombata: normale. Possibilità di vederlo trombare: scarsa.

SERENA: votata al sacrificio come un mediano di contenimento, farebbe volentieri petting avanzato con Tommaso, ma si diverte a fare la Maria Goretti e soffre in silenzio mentre il suo favorito perde tempo con Carolina e la di lei figa virtuale. Credo che cederebbe facilmente anche di fronte alle avance di Ascanio, e forse di Patrick. L'unico che se la tromberebbe sua sponte è Robert, ma a tutto c'è un limite.

Tendenza alla trombata: buona. Possibilità di vederla trombare: scarsa.

TOMMASO: un caso umano. Chiunque, di fronte all'atteggiamento di troiesco rifiuto da parte di Carolina, si sarebbe quantomeno inalberato. Lui no, continua a moineggiare, a strusciare il pube, ad avvicinare le labbra, a prodursi in calorosi abbracci. Il problema è che 1) Carolina è una bambola gonfiabile; 2) lui ha uno scroto che ormai sembra una palla da basket. Non succede un cazzo da giorni e tutto lascia presupporre che non succederà mai un cazzo. Senza speranza.

Tendenza alla trombata: elevata. Possibilità di vederlo trombare: scarsa.

ROBERT: è sorprendente. Di certo è un po' selvaggio, e poi la sua parlata è improponibile. Ma se pensavano di mettere un animale nella Casa si sono sbagliati. Ruspante, vabbe', ma di buon cuore, buoni sentimenti e discreta educazione alla convivenza civile. Lui sta a un animale come Lapo Elkann sta a Jimmy il Fenomeno. Stasera esce, credo. (Se sbaglio pronostico, sorteggerò una blogger a caso a limonerò con lei)

Tendenza alla trombata: normale. Possibilità di vederlo trombare: nulla.

ASCANIO: qualche giorno fa aveva preso una decisione storica: basta con Katia. Ma è andato completamente in fase down: si isolava, parlava con la telecamera o con il cane, rideva da solo, scriveva lettere, cantava. Il reality show stava per valicare una nuova frontiera: il Trattamento sanitario obbligatorio in diretta. Poi Katia gliel'ha fatta di nuovo annusare e lui è ripiombato in piena fregola. Come innamorato è davvero una roba improponibile: noioso, pedante, insistente, lezioso, sdolcinato, faccia di culo, falso. La cosa regge solo perchè l'oggetto del suo desiderio è un personaggio al suo livello, Katia (vedi alla voce: Katia).

Tendenza alla trombata: elevatissima. Possibilità di vederlo trombare: media.

KATIA: ha una visione clintoniana del sesso. Io non te la do, col cazzo che scopo, tieni pure  il pisello dentro la tua patta schifosa, però puoi limonare con me, infilarmi le mani nei jeans, toccarmi il culo e dirmi le parolacce. Tutto questo perchè "c'è una persona fuori". Già. La persona fuori l'hanno segnalata a Parigi incastrata sotto l'Arco di Trionfo, causa alcune ramificazioni craniche. I vigili del fuoco stanno lavorando. Nessun problema per il traffico.

Tendenza alla trombata: elevata. Possibilità di vederla trombare: media.

CAROLINA: faccio ammenda della mia eccessiva severità nei confronti di questo squallido personaggio. Ho saputo che qualche anno fa, a causa di una rara malformazione alla vulva, l'intero apparato sussual-riproduttivo le è stato sostituito con un sofisticato complesso vagina-utero in ghisa realizzato dalla Riello. Mi scuso pubblicamente. Mi spiace solo che non lo sappia Tommaso, che spreca un paio di erezioni al giorno per scambiarsi quattro carezze e due parole nell'orecchio. Poi tutti a nanna. Per lubrificarla ci vorrebbe la Exxon Valdez.

Tendenza alla trombata: nulla. Possibilità di vederla trombare: nulla.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:58 |


martedì, marzo 23, 2004
 

APPENDICE AL LIBRO DELLE BARZELLETTE

"No, non sarei in grado di riconoscere le persone con cui ho parlato in campo"

F. Totti, dal verbale dell'interrogatorio in questura dell'altra notte, Roma, 2004

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:22 |
 

IL CHINO E' VICINO (all'uscio)

Caro Chino,

bisogna darti atto che la voce non l'avevi alzata mai. Del resto uno col tuo stipendio la voce non dovrebbe alzarla, anzi, dovrebbe starsene zitto, nascosto, inquattato. Ecco: in ogni discorso che ti riguarda c'è un pro e un contro, c'è una considerazione e subito dopo una tesi a sfavore. Tu, la tua classe, il tuo talento. I soldi che prendi. La casella dei tuoi risultati, tuoi e nostri purtroppo, dove campeggia uno zero tipo O di Giotto.

A proposito di zeri e di circonferenze, il tuo sfogo dopo Ancona-Inter è un cerchio che si chiude. Sei stato il migliore in campo, hai maramaldeggiato, tirato, passato, inventato. Tutto questo nella partita con una squadra che è ultima a 60 punti dalla prima. (E vorrei ricordarti che noi siamo quinti a 27 punti dal Milan). Dici che dopo sette stagioni di Inter ti senti poco rispettato, trascurato, sempre messo in discussione. E' verissimo.

Ma capirai, Chino, che in sette stagioni ci siamo un po' rotti i coglioni di vederti fare il fenomeno con Lecce, Siena, Reggina e Ancona, e di scomparire nella partite che contano, dove a volte sembri un ragazzino della Primavera mandato in campo a tappare un buco. Capirai, Chino, che fare il fenomeno ad Ancona non cancella i tuoi match da uomo in meno, o gli appuntamenti puntualmente mancati, Capirai, Chino, che non passerai alla storia per 47 gol segnati nell'Inter, di cui almeno 30 tanto belli quanto clamorosamente inutili. E capirai, Chino, che i tuoi flop - gli ultimi, devastanti, nei derby della semifinale di Ciempions - sono cancellabili solo con imprese contrarie e opposte: dovresti farci vincere derby, big-match, coppe, scudetti. Imprese immani per chiunque indossi la casacca che ci è cara. Figuriamoci per te, grande classe e piccolo uomo.

E dire che di privilegi ne hai avuti. L'innamoramento di Moratti per te, al limite del rapporto contronatura, è una delega in bianco che ti hanno sempre fatto trovare accanto al pazzesco assegno del tuo stipendio. Sei stato un campione a prescindere, e forse non ti sei sentito in dovere di dimostrarlo sempre. Solo ogni tanto, con squadre deboli, che ti lasciano spazio, ti aprono vasti territori, ti dicono "prego si accomodi, ci faccia vedere il suo sinistro da dio". Nella tua situazione, passare da potenziale campione planetario a giocatore più sopravvalutato della storia è stato un percorso più breve e immediato di quanto si possa immaginare. Tu, Chino, diciamocelo, hai un'aura maradoniana nel collegamento neuronale tra il cervello e il piede sinistro. Sei uno che con quel piede può fare quello che vuole. Sei uno che alza la testa, fissa un punto e recapita il pallone proprio lì. Il gol di domenica è un gol da campione. Nei hai fatti altri così, e anche più sfavillanti. Nessuno discute il tuo piede.

Il problema è il cuore, il cervello. Sei uno che regolarmente si squaglia di fronte alle difficoltà. Sei uno che non ci hai mai fatto vincere una partita che conta, mai. Solo con la Roma, ma la Roma per noi è uno strano caso a parte in questi anni di carestia. Juve e Milan, tzè: chi ti ha mai visto con Juve e Milan?Trascurarti, a volte, è stato un dovere. Di te non ci si può fidare, Chino, ma proprio no.

Certo, ti hanno fatto fare l'ala, ti hanno sballottato di qua e di là, ti hanno imposto ruoli ingrati. Ma tu, cazzo, tu hai quel piede lì. E' a quelli di talento che si chiede un sacrificio, mica a Macellari o Vivas. Tu ci lascerai il ricordo di qualche lampo e l'immagine della tua faccia affannata quando le cose non vanno, cioè quasi sempre. Quel broncio da bambino uruguagio, quelle sopracciglia spioventi, quegli occhi lucidi, quella bocca alla ricerca di ossigeno, quel vagare per il campo che non vuol dire una sega. Eravamo nello stesso posto tu e io, Chino, quel 5 maggio. Io seduto in Montemario, tu seduto in campo. Una delle tante cose che non si dimenticano e che renderanno più lieve il momento dei saluti.

[http://www.inter.it/media/raw/2004-03-22_004937.jpg:©inter.it]

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:01 |


lunedì, marzo 22, 2004
 

EFFETTO A CATENA

Si è creato un precedente pericoloso, questo è chiaro. Dopo Roma nulla sarà più come prima. Poco fa è stata sospesa l'assemblea del mio condominio perchè si era sparsa la voce che stessi limonando nel seminterrato con quella delle pulizie. Pare che un inquilino del terzo piano abbia detto all'amministratore: "Fidate, l'ho visto con l'occhi mia". Cazzo, un'infamia: a parte che quella delle pulizie è un cesso, ma io sono ancora in ufficio. Ho chiamato l'amministratore che mi ha detto: "No, scusa, la responsabilità è mia, l'assemblea l'ho sospesa io". E io: "Ho capito, ma io non sto limonando nel seminterrato, sono ancora in ufficio, ho i testimoni, non mi sono mai mosso, giurìn giuretta. La notizia è priva di fondamento". E l'amministratore: "Ascolta, non c'erano più le condizioni per continuare. La tua padrona di casa era sconvolta". E adesso, gli ho detto? "Non so. Ripeteremo l'assemblea a porte chiuse". Cazzo dici? Non l'abbiamo mai fatta a porte aperte. E lui: "D'estate sì". Ora ho il terrore che mi aumentino le spese. Non si può andare avanti così.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:32 |
 

PARI OPPORTUNITA'

"A Messina ce ne hanno fatte di tutti i colori. Fuori dall'albergo hanno fatto casino tutta la notte. Un ultrà  è entrato e ha aggredito la ragazza alla reception. Andiamo allo stadio e ci prendono a sassate. Taibi era ferito ma è andato lo stesso in campo. Per me non c'erano le condizioni di giocare. Ho chiamato Galliani, ma il telefonino era staccato. Questo fa il presidente della Lega e la domenica pomeriggio stacca il telefono".

Ruggeri, presidente dell'Atalanta, nel dopopartita di Messina-Atalanta di ieri pomeriggio.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:53 |


domenica, marzo 21, 2004
 

NON GIOCO PIU'

Uno stadio, un derby. La festa. La folla. Ottantamila persone stipate su gradoni ripidi, divise in due fazioni. Tensione. Positiva o negativa che sia, tensione. Alle stelle.

Prendere una decisione per motivi di ordine pubblico in una situazione del genere è, automaticamente, pestare una merda.

"E' meglio giocare per motivi di ordine pubblico": si giocò all'Heysel con i cadaveri allineati nell'antistadio, si giocò quel Lazio-Roma di Paparelli, si giocò una sacco di altre volte con il morto fresco o il moribondo appena portato via. "E' meglio giocare per motivi di ordine pubblico" perchè bisogna distrarre 80mila persone, evitare lo scontro, quantomeno rinviarlo, guadagnare tempo. Lo spettacolo deve continuare, un po' per ipocrisia, un po' per convenienza, un po' perchè i fumogeni e la porchetta coprono l'odore del sangue.

Oppure: "E' meglio non giocare per motivi di ordine pubblico". Fu sospesa quel Genoa-Milan alla notizia del tifoso morto accoltellato: l'assassino era sugli spalti e fu identificato lì. Eccetera, attraverso casi meno clamorosi.

Potremmo stare qui ore a discutere se è meglio o peggio. A Roma era successo qualcosa prima, è successo qualcosa dopo. Quel che è successo durante è un inedito assoluto. Partita sospesa per una falsa notizia. Dal mio divano, unico spettatore assiepato nel mio personalissimo Settoredrome, quando ho visto Rosetti che non riusciva a far riprendere il gioco ho pensato: è una cazzata. Il questore aveva spergiurato che non era successo niente, che nessuna camionetta aveva travolto e ucciso nessun bambino. Ho pensato che sarebbe stato meglio giocare, non darla vinta a nessuno, chiunque fosse. Ma c'era gente che scavalcava, c'era gente che accendeva falò, c'era gente che minacciava, gridava, sveniva. Forse sì, non si poteva più giocare. O forse non è stata minimamente gestita la situazione. C'è una scusante, del resto, e va ribadita: una cosa così non era mai successa.

A pensarci bene, è stato un attentato. Una cosa premeditata. In uno stadio basta poco. Se cinque, dieci curvaioli accreditati e riconosciuti vanno in mezzo a mille persone con la loro stessa sciarpa e dicono "là fuori una camionetta ha travolto un bambino, è morto, era un bambino, uno dei nostri", è un casino. La curva in un derby è un magma, un tutt'uno. Il passaparola è questione di secondi. Vaglielo a spiegare a quello venti gradoni più in su. "E' morto un bambino, è morto un bambino". La curva è un magma di dieci, ventimila teste. Diglielo tu a ventimila teste che là fuori è morto un bambino con la maglia di Totti o di Fiore.

Insomma, è stata una follia preordinata, non credo estemporanea. Hanno voluto far smettere di giocare (è vero che gli striscioni sono spariti contemporaneamente nella Nord e nella Sud?). Zero a zero, un palo a testa, partita aperta: no, lo sport non c'entra. Dev'essere qualcos'altro. Qualunque cosa sia, è molto triste. Il calcio scoppia. Voi pompate, gonfiate. Voi spalmate, spalmate, spalmate. Il calcio va alla deriva. I capi spalmano e il calcio muore, nelle mani di gente che insabbia i debiti e di gente che muove le folle inventandosi il morto. E dire che una volta, tanto tempo fa, era solo un gioco.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:48 |
 

LA DERIVA

"La decisione è stata mia, ero io quello al telefono con Rosetti. Ho deciso io. Io".

il pallone è mio, decido io, da' qui il pallone, è mio il pallone

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:59 |
 

ANCONA TU

(de perseverantia cazzeggiorum)

Ancora tu, Sei ancora tu,
non mi sorprende lo sai purtroppo l'unico
ancora tu, ancora tu,
ma non dovevamo vederci più             l'incorreggibile
e come stai ? stroncarti non è possibile
domanda inutile spedirti non è possibile
eri in panchina fuori rosa non è possibile
e ci scappa da ridere con la Primavera non è possibile
Alvaro mio  
hai già tirato o no Disperazione gioia mia
ho fame anch'io mi hai fatto urlare gol
da Inter-Siena lo sai è una piccola follia
che bravo sei ma sia quel che sia
sembri un campione (ma sia quel che sia)
o forse sei abbracciami Chino mio
solo un mangiapane abbracciami amor mio
oh io lo so il gol lo volevo anch'io.
cosa tu vuoi sapere  
Moratti no Ancora tu,
non ti farà più firmare. non mi sorprende lo sai
  ancora tu,
Sei ancora tu, ma non dovevamo vederci più
purtroppo l'unico e come stai ?
ancora tu, domanda inutile
l'incorreggibile stai nel turnover
elogiarti non è possibile e ci scappa da ridere
sfancularti non è possibile na, na, na …
amarti non è possibile  
incularti non è possibile Sei ancora tu
  purtoppo l'unico
na, na, na … ancora tu …

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:49 |
 

PARI OPPORTUNITA'

Giocatori importanti fuori, qualche giocatore scarso dentro, gente che si fa espellere, gente che se ne andrà in cerca di lidi o ingaggi migliori. Per fortuna anche ad altri capita, ogni tanto, di travestirsi da Inter.

(nella foto, un momento di Lazio-Juve. Quello vestito come un nazionale olandese è il portiere della Juve, quello vestito come l'arbitro è il difensore della Juve, quello vestito come un nazionale austriaco è l'attaccante della Lazio)

(odio il marketing calcistico)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:17 |


mercoledì, marzo 17, 2004
 

LO LASCIO DIRE A LUI

"Il voto ad personam della destra parlamentare contro Adriano Sofri mostra chiaramente il carattere cialtrone della coalizione che governa questo paese. I suoi partiti, la maggioranza dei suoi deputati, il suo leader Silvio Berlusconi, uno che sa distrarsi come pochi altri quando non si tratti degli affari suoi, hanno dato una prova miserabile".

"Berlusconi aveva detto e scritto in coscienza, e si tratta della vita di un uomo e di un caso civile di evidente valore, che 'sono maturi i tempi per la grazia a Sofri'. Da un anno e mezzo si è fatto prendere in giro da un manipolo di vecchi missini riciclati e dal capociurma delle tifoserie varesotte della Lega".

"Il Cavaliere non vuole grane prima delle elezioni".

"Alla grazia per Sofri si frapponeva solo l'idiosincrasia per gli intellettuali del burocrate che fa le funzioni di Guardasigilli e di quattro mozzorecchi forcaioli".

(Giuliano Ferrara - dall'editoriale di domani sul Foglio)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:26 |
 

L'INFERMERIA PIU' PAZZA DEL MONDO

Il bollettino quotidiano degli infortunati dell'Inter è sempre spassoso. Una lettura quotidiana, quella del sito nerazzurro, che non mi meno quasi mai. Quella di oggi è particolarmente ricca di spunti.

Matias Almeyda : potenziamento muscolare ed esercizi aerobici (dallo scardinamento dei garretti avversri è passato alla ginnastica per femminucce

Francesco
Coco : cyclette (poi è andato dalla manicure)

Emre Belozoglu: terapie e lavoro sulla sabbia (cioè sabbiature. Ma dove si allena, a Varazze?)

Mohamed
Kallon : lavoro sulla sabbia e tecnica individuale (lavoro sulla sabbia e tecnica individuale... uhm, in pratica si fa le seghe in spiaggia)

Georgios
Karagounis : seduta di scarico (un elegante giro di parole per dire che è in bagno a fare la cacca)

Cristian
Kily Gonzalez : seduta di scarico (idem)

 












Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:45 |
 

VISIONI

AngieCepeda11.jpg

Ho visto su Sky un film con questa attrice, Angie Cepeda. Credo che Pieraccioni abbia visto lo stesso film per poi assoldarla a furor di ormoni. Vi assicuro che ha due tette strepitose, e anche il culo. Ma per fare una cosa originale la posto così, vestita. Sono assolutamente contrario alla mercificazione del corpo femminile (non so se in questi lunghi mesi di blog se ne sia mai accorto qualcuno). Mi sento migliore.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 12:46 |
 

LO SCHERZO PASSIVO

La definizione non è esattissima ma mi piace. Mi è venuta spontanea un bel po' di anni fa, mentre assistevo al seguente siparietto: luogo di lavoro, linea telefonica diretta (non passante dal centralino) di collega molto alto in grado, sporadiche telefonate di gente che sbagliava numero. E lì scattava lo scherzo telefonico passivo: tu ricevi la telefonata e fai lo scherzo.

Lo scherzo del mio collega era semplice e ripetitivo, tanto da apparire geniale come certi tormentoni ben riusciti. Arrivava la telefonata sbagliata e lui, professionale e con un filo di voce, rispondeva: "No, qui è l'obitorio". La risposta - lo scherzo passivo -, sempre uguale, sempre quella, generava nell'ignaro telefonatore una reazione scomposta: perchè la gente non metteva giù di scatto o diceva un semplice "scusi", ma si esibiva in un contritissimo salamelecco, "uh, mi scuuuusi", detto con l'intonazione di uno che l'ha fatta grossa, di uno che si è accorto di aver fatto il peggior errore di numero della sua vita. Che poi, a pensarci bene, uno che chiama per sbaglio l'obitorio non disturba nessuno, no?, se non il becchino centralinista. Eppure l'aver chiamato l'obitorio veniva vissuto dai telefonatori come una clamorosa merda calpestata. "Mi scuuuuusi..." "Prego, buonasera" "Buonasera... scusi ancora".

Per fare lo scherzo telefonico passivo bisogna avere una certa prontezza di riflessi e un copione mentale pronto per essere aperto quando è il momeno. Non ho questo copione. Io, poi, ho un rapporto di faticosa sopportazione professionale con il telefono: la maggior parte dei giorni, esaurito un monte-telefonate improntato alla buona volontà, spero che non squilli più, e se squilla spero che la telefonata duri il meno possibile. Ieri, però, stavo pranzando a casa da solo, leggiucchiando il giornale, e mi è arrivata una telefonata della solita ditta rompicazzo che cerca clienti sfogliando la guida.

"Buongiorno, è il signor Settoreeeee?"

"Sì (gnam gnam) (diobono)"

"Buongiorno, è la ditta XXX, installiamo impianti di allarme per abitazione. In questi giorni un nostro funzionario è proprio nella sua zona. Se lei è interessato, io le potrei fissare un appuntamento. Il funzionario viene a casa sua e senza impegno le fa un preventivo gratuito per l'installazione di un impianto d'allarme per il suo appartamento. Sa, oggi è importante avere un impianto d'allarme".

"..."

"Mi dica... le fisso l'appuntamento? E' assolutamente gratuito".

Ed è lì che è scattata, imprevista, la molla dello scherzo passivo. Perchè non so come, ma le ho detto:

"Eh... guardi, io tra venti giorni ho lo sfratto esecutivo"

"Oddiiiiiio... mi scusi tanto..."

"Eh..."

"Mi scusiiiii... le faccio i miei auguri, signor Settore..."

"Grazie"

"La saluto... auguri ancora"

"... giorno"

clic

(il problema è che mi sono sentito un po' in colpa)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:08 |


martedì, marzo 16, 2004
 

FURRRRRBI

Non so perchè, ma ho attivato un servizio automatico di sorveglianza sulle copertine di Men's Health, rivista che avrò comprato sì e no due volte nella vita, nella segreta speranza di bruciare grassi pur mangiando quattro pizze margherita a pasto, e di essere aggiornato sulle tecniche amatorie all over the world. Credo che Men's Health si regga molto bene in piedi proprio per queste due ragioni, perchè su ogni copertina c'è un richiamo sul sesso e uno sulla pancia. Per esempio, nel numero in edicola in questi giorni vengono richiamati i seguenti servizi: "Il sesso che le piace ma non osa chiederti" e "Muscoli esplosivi, il piano da 4 settimane che raddoppia i tuoi poteri" (più in basso c'è anche "41 snack rapidi che non ingrassano"). Dovrei comprarlo più spesso per vedere se il servizio sul sesso non sia altro che il ricicciamento di pezzi analoghi usciti negli ultimi due anni, tipo "100 modi per farla impazzire a letto" o "Le 100 domande che non osi farle sotto le lenzuola" o "51 modi per trombare con discreto appagamento". Oppurese il servizio sui muscoli esplosivi sia lo stesso dei mesi scorsi, magari nascosto sotto altri titoli, tipo "Addominali perfetti in tre settimane", "Fisico da urlo senza rinunciare a niente" oppure "Come apparire sano nonostante una vita del cazzo, diciamocelo". Del resto, come pensare che ogni mese i costumi sessuali, ginnici e alimentari degli italiani cambino? Voglio dire: i 100 modi di farla impazzire a letto saranno gli stessi di sei mesi fa, e tra questi 100 modi ci saranno sicuramente alcuni dettagli che le piacciono ma non osa chiederti, con cui confezionare quindi il servizio di questo mese. E le diete: se mangi tre panini con la porchetta prima di andare a letto, avrai gli stessi problemi di peso e di addominali di nove mesi fa, quando sotto l'ipotetico titolo "Farsi un fisico della madonna prima di andare a Sharm" la rivista avrà sicuramente messo in guardia i rampanti italiani da grassi saturi e maniglie dell'amore. Questo mese c'è anche "100 modi infallibili di ricaricare le pile del cervello", ma nei mesi precedenti giuro di aver visto "100 modi per vivere felici", "51 modi per vivere in pace con il tuo capo" e "37 modi di farti i cazzi tuoi e pagare le spese condominiali". Vabbe', in fondo costa 2,60 euro, cosa pretendere di più? Magari adesso esco, la compro e mi faccio muscoli esplosivi in 4 settimane. No, la realtà è un'altra. Sto aspettando da anni il servizio "76 modi per convincerla a limonare con te", e non esce mai.

Il numero in edicola

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:57 |
 

NON TROMBATE MAI

Al Grande Fratello non succede un cazzo. Il post potrebbe chiudersi così, ma mi sforzo e vado avanti. La decisione di abbuonare le nominescion per una settimana è stata deleteria. C'è pace sociale. Due palle che non vi dico. Katia e Ascanio ballano un minuetto insopportabile: lei ogni tanto gli concede una limonata-lampo e lo illude, poi gli dice che non è pronta, lui le dice che forse è meglio allontanarsi piuttosto che continuare così, lei gli dice che non sa, lui le dice che sa, io dico che hanno rotto il cazzo. Non avete nemmeno trombato, rendetevi conto. Certo, lei ha una persona fuori. Vabbe'. Poi c'è il triangolo Tommy-Carolina-Serena: Serena sbava per Tommy che sbava per Carolina che non sbava di suo, avendo riposto la figa in una ideale teca di cristallo, una specie di figa del Similaun che la si può vedere da lontano, da uno spioncino della cella frigo, cinque euro all'ingresso. Patrick è il vincitore morale e materiale e praticamente già fa i giri di campo. Bruno dispensa pillole di saggezza, brandelli di vita e banali coattaggini. Robert sta imparando l'italiano e questo toglie fascino al suo personaggio (diobono). E io sbadiglio, come un soldato di guardia la notte aspettando il cambio. Canticchio sottovoce guardando la punta dei miei vibram e, alternativamente, il lento scorrere della lancetta lunga.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:52 |
 

POESIA (tardivo omaggio)

Stanotte mi sono visto i duecento gol di Roberto Baggio in rapida sequenza. 67 su rigore, e vabbe'. Arrotodiamo a 100 aggiungendo i gol normali. Ecco, gli altri 100 erano tutti belli, bellissimi o strepitosi. Fioriscono statistiche sulle punizioni, i gol di testa, quelli di destro o di sinistro. Non ho mai visto una statistica sui gol segnati dribblando il portiere: credo che Baggio sarebbe uno dei recordman della storia. Vedere i suoi duecento gol uno dietro l'altro è stato un modo per capire che ci mancherà da morire. Quando si ritira un campione bisognerebbe, per rappresaglia, mandare al confino cento scarponi. Ma non succederà. E' normale.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:17 |


lunedì, marzo 15, 2004
 

L'UOMO COL MEGAFONO,

L'UOMO CON L'IDRANTE

E L'UOMO CON DU' PALLE COSI'

Apprendo dalla lettura dei giornali di questa mattina che la rivolta della Curva a San Siro ha avuto ieri un simpatico epilogo: come spesso accade, i capi ultrà - gli stessi che hanno vomitato cori contro per ottanta minuti - sono apparsi nella zona riservata dello stadio e hanno parlato con giocatori ed esponenti della società. Riferisce "Repubblica" che Adriano manco li ha cagati, mentre capitan Zanetti si è fermato a parlare con loro ricevendo i soliti elogi ad personam ("tu sì che c'hai le palle, Capitano, mica gli altri"). Zanetti, mentre ero incolonnato nella coda post-stadio, l'ho sentito alla radio dire che la situazione dei tifosi allo stadio, un po' a favore e un po' contro la squadra, "è normale quando la squadra non va bene".

(tutti i giocatori dicono "è normale". I giocatori si mettono gli occhiali da sole anche in sala stampa, hanno tutti gli stessi maglioni, le stesse giacche, gli stessi cappellini. Dicono tutti le stesse frasi. "E' normale" è il loro grimaldello per aprire le porte di un lessico scarno. Domandate qualsiasi cosa a un giocatore. Lui risponderà: "E' normale.." e poi via con quel poco che devono dire. Sai che hai la faccia da cazzo? "E' normale...". Sì, è normale. Normalissimo. Siete tutti normali)

Caro Javier, normale un cazzo. Io, intruppato nella moltitudine nerazzurra, ti dico che la normalità di far salire la Curva sul pullman, far entrare la Curva negli spogliatoi, legittimare la Curva come interlocutore, ecco, io questa normalità non la accetto. E se dovessi fare una serie di esempi per disegnare l'ignoranza di un calciatore medio, uno dei primi sarebbe proprio questo: la assoluta passività a farsi irretire da cento persone col megafono e l'idrante, senza considerare i milioni che vi seguono da altre zone dello stadio che non siano la Curva Nord e da altre zone del cuore che non siano dentro lo stadio stesso. Caro Javier, quelli col megafono e l'idrante sei tu e quelli come te a farli salire sul tuo pullman, quasi che la loro parola, il loro parere, il loro incitamento, le loro pretese contassero come quelle - chessò? - di un Moratti.

Io non sono contrario al rapporto tra la Curva e la società. Un rapporto, come dire, di collaborazione. In un grande stadio come San Siro una bella curva ci deve essere. E' giusto che vengano finanziate le coreografie. Un po' meno giusto che - come si dice - non paghino il biglietto. Ma facciamo che sia giusto anche questo. E' parte dello spettacolo. E' l'effetto speciale, è la colonna sonora. Una partita senza il rumore di una curva non sarebbe la stessa partita. Perchè allora vaffanculo, tutti sul divano. No, non è la stessa cosa, per fortuna, e non lo sarà mai.

Dirò di più. Mi sta bene anche delegare una parte dei miei umori alla Curva, perchè se dal mio divano urlo "Andate a lavorare" non mi sente nessuno, mentre un coro incazzoso allo stadio fa sempre il suo bell'effetto. E' anche un prezzo che deve pagare la società, perchè prezzolare un tifoso può andar bene nei momenti belli e magari in quelli opachi, ma in quelli brutti non funziona. E' un prezzo che pago anch'io, perchè non sono un curvaiolo e neanche uno da bar sport: però accetto di delegare il mio malumore a gente come l'uomo col megafono e l'uomo dell'idrante, con i quali non mangerei mai una pastasciutta ma probabilmente potrei parlare ore di quanto facciamo schifo oggi e quanto eravano forti prima.

Però il confine è questo, stop. Non è normale, Capitano, che ti diano del pezzo di merda per due ore e che tu poi li accolga in una zona riservata dello stadio scambiando pacche sulle spalle. Chiediti di che natura sia mai la pacca che prendi, Javier, che non capisci se è solidarietà o compatimento o - perchè no? - minaccia. Non è normale, non è normale un cazzo. E la colpa è la tua e di quelli come te - tuoi compagni, tuoi dirigenti - che accolgono gente sul pullman e negli spogliatoi, come se gli si dovesse qualcosa. Certo che gli dovete qualcosa, ma in quanto tifosi, in quanto interisti. Sono le stesse cose che dovete a noi, a quelli delle tribune rosse e arancio, a quelli del terzo anello, a quelli di Sky, a quelli del bar. Sapere che tu e gli altri rendete conto a megafoni e idranti, e non a me e a quelli come me, ecco, questo mi fa incazzare. La spaccatura l'avete provocata voi, caro Capitano. La Curva si è accorta che il Resto dello Stadio non contestava. Non sia mai! La Curva è abituata a vedersi spalancare porte di pullman e spogliatoi, figuariamoci che incazzatura ieri quando il Resto dello Stadio li mandava a cagare. E' quello che dovreste fare voi, Capitano, almeno ogni tanto, almeno in casi estremi come ieri, invece di stendere sempre la passatoia rossa al minaccioso arrivo dei soliti anfibi.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:43 |


domenica, marzo 14, 2004
 

GLI UMORI DELLA CURVA

(ovvero, TAGLIARSI I COGLIONI

PER FARE UN DISPETTO ALLA MOGLIE)

Ragionare con un tifoso è una contraddizione in termini. Il tifoso non ragiona molto. Molto spesso - quasi sempre - sragiona, delira, sbiella. Il tifoso non sente ragioni. Il tifoso è abbagliato. Il tifoso medio è una macchietta popolare. E anche il tifoso snob e con il diploma di liceo classico (io, per esempio) è irragionevole, perchè se ragionasse farebbe altro, la domenica, invece di andare a vedere un Inter-Chievo allo stadio G. Meazza in Milano, addì 14 marzo grigio e pure freddino.

Oggi, però, sono contento di esserci stato, perchè a San Siro è andato in scena un nuovo capitolo della tormentata storia nerazzurra, la Spaccatura tra i Tifosi. La Curva Nord contro il Resto dello Stadio. Un bel match tra migliaia di persone che, nel loro piccolo, fanno a gara a chi ragiona meno. Ragiona meno la curva incazzosa che entra a gamba tesa e insulta tutti - giocatori e tifosi-non-protestanti -, o ragionano meno i tifosi normali, che erano lì a vedersi la partita di una squadra sputtanata?

Visto che c'ero, val la pena raccontare. Oggi la Curva è rimasta vuota per un po', solo lo striscione "Scusate il ritardo". La partita inizia e restano tutti fuori. Poi ecco il secondo striscione: "Ci siamo persi qualcosa?". Dopo dieci minuti, entrano.

In quei dieci minuti si era vista la migliore Inter dell'ultimo mese e mezzo, quello delle undici partite senza vittoria. Brillante, vogliosa. In dieci minuti aveva fatto più tiri che nelle tre orripilanti partite precedenti a San Siro (Brescia-Sosciò-Benfica). Ma la Curva entra e comincia a insultare. Pezzi di merda, ci avete rotto il cazzo, andate a lavorare eccetera. Accade che il Resto dello Stadio non ci sta, perchè la squadra, una volta tanto, stava giocando e ce le stava mettendo tutta. Dal Resto dello Stadio partono i fischi e si alzano molte braccia nel movimento ampio che si fa quando si manda a cagare qualcuno. E allora la Curva se la prende, se la prende di brutto, quando si accorge che il Resto dello Stadio non la segue. Da quel momento (era circa il 15° del primo tempo) la Curva intervalla un coro contro la squadra a un coro contro il Resto dello Stadio: "E voi siete un pubblico di merda". Così fino alla fine. Sarà uno 0-0 molto dignitoso: una traversa, un salvataggio sulla linea, due paratissime di Marchegiani su Vieri, due minchiate di Adriano a porta spalancata. Una partita di lusso, confrontata alle ultime. Ma per la Curva è tutta merda. La squadra e noi, il Resto dello Stadio.

Insomma, cari Curvaioli, per quale cazzo di motivo eravate lì, un anello sopra il mio? Tutti, a San Siro, la pensiamo più o meno allo stesso modo. Tutti eravamo lì a guardare la partita di una squadra - la nostra - che non ci piace, piena com'è di gente mediocre. Una squadra già punita dai propri risultati, dall'evidenza delle cifre, dalla pochezza dei cervelli, dall'infima qualità della società che le sta dietro e dalla quale dipendono una bella fetta dei suoi guai. Detto questo, voi eravate lì per vederla perdere, e anzi incitarla a perdere la quinta partita consecutiva? A che pro?

Non ce la faccio a tifare contro. Quasi non ce la faccio a tifare contro Juve e Milan, figuriamoci a tifare contro l'Inter, anche se metà dei miei paladini li prenderei a calci in culo. Io, per esempio, cari curvaioli, ero lì con mia figlia, una bimba agghindata di nerazzurro che sembrava Miss Beneamata Under 8, con i suoi palloncini in mano e la sciarpa al collo con stemma bene in vista. A lei piace quando accendete i bengala, tirate i coriandoli, fate festa. Occhei, non c'è niente da festeggiare, e siamo tutti d'accordo. Ma ho fatto fatica a spiegare a mia figlia perchè noi eravamo lì a sperare di vedere un gol e voi no, eravate lì a fare non so cosa, non ho capito cosa.

Questa squadra, ribadisco, è già punita, finita, annientata. Non c'è bisogno di contestarla a freddo. Rimanere fuori dieci minuti, prenderli per il culo con gli striscioni: va benissimo. Insultarli: va bene. Va bene quando è il caso, se fanno schifo, se sbagliano gol, se si cagano addosso. Li avrei insultati anch'io. Oggi no, non andava bene, ma proprio per niente. Stavano giocando, ci stavano provando. Una buona partita e una vittoria oggi non li avrebbe assolti da un mese e mezzo di nefandezze. Questa squadra non la assolveremo mai. Questa squadra è già condannata. Ma una squadra - una maglia, una fede - la si rispetta quando fa il suo lavoro. Il silenzio, piuttosto. Ma questa volgarità, questa violenza nei modi e nei toni è ributtante.

Oggi, cara Curva Nord, hai dato prova di beceraggine e di ignoranza. Dieci minuti di apprezzabile ironia, poi no, poi basta, poi hai sparso letame sulla squadra e sul Resto dello Stadio, me compreso, impegnato a riparare dagli schizzi una bimba che non capiva bene. Non mi è piaciuto, ma proprio per niente, come non mi ha divertito la squallida scena dell'idrante-bis (complimenti anche a chi ve la lascia fare ogni domenica). E se io sono il pubblico di merda, voi là sopra - ehi, dico a voi - siete veramente dei tifosi del cazzo.

[img]

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:34 |
 

MUTAZIONI

All'anagrafe canina risulto proprietario (pentito) di un bassotto tedesco nano, praticamente un ratto col pedigree. Nonostante le dimensioni contenute, il cane in questione ha la forza motrice di un bull terrier dopato e la velocità di un levriero centometrista. I casi sono due: o mi danno il Nobel per l'Etologia, o Quark ci dedica un servizio.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 12:10 |


sabato, marzo 13, 2004
 

COREOGRAFIE

50MILA PALLONCINI PER INTER-CHIEVO
Sabato, 13 Marzo 2004 13:28:14

MILANO - Cinquantamila palloncini nerazzurri regalati agli spettatori di Inter-Chievo, in programma domani (ore 15) allo stadio "Giuseppe Meazza". Il Centro Coordinamento Inter Club, promotore dell'iniziativa, come sempre vuole essere al fianco della Società e della squadra. Soprattutto in questo momento c'è bisogno di passione sincera, positiva, costruttiva. Un palloncino, da agitare in particolare al momento dell'ingresso delle squadre in campo, vuole essere un piccolo, grande segnale di sostegno incondizionato ai calciatori. I palloncini saranno sistemati sulle poltroncine dello stadio.

Beh, allora ci vado.


Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:07 |
 

RICORRENZE

Oggi Vampeta compie 30 anni. Auguri.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:01 |


giovedì, marzo 11, 2004
 

OH-OH (0-0)

Mi è semblato di vedele una palata di Toldo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:09 |
 

L'ATTESA

Non sto nella pelle per la partita di stasera. Per ingannare l'attesa leggo su Inter.it cosa hanno fatto i soliti dieci-venti infortunati e/o squalificati e/o indisponibili rimasti a Milano. Al bollettino medico dell'Inter mi sono permesso di aggiungere un mio personale commento.

APPIANO GENTILE - Sette nerazzurri hanno svolto oggi allenamenti differenziati al centro sportivo "Angelo Moratti" sotto la guida dei preparatori atletici Giannicola Bisciotti e Claudio Gaudino e assistiti dai fisioterapisti Massimo Della Casa e Silvano Cotti. Ecco, nel dettaglio, il lavoro svolto dai singoli calciatori.

Adriano , Materazzi , Stankovic e Vieri : potenziamento settoriale e globale degli arti inferiori. (vabbe', ginnastica alle gambe. mi sembra il minimo, con quel che prendono)
Coco : potenziamento muscolare degli arti inferiori e superiori. (la specifica "anteriori" e "posteriori" lascia supporre che nel caso di Coco ci sia un terzo tipo di arto, singolo, in zona pubica)
Emre : cyclette e potenziamento muscolare settoriale dell'arto inferiore. (l'arto inferiore. Uhm. Gli hanno tagliato una gamba. Stagione finita)
Kallon : lavoro aerobico in forma intermittente sul tapis roulant e muscolazione settoriale degli arti inferiori. (cos'è, una penitenza perchè si è dopato?)
Almeyda : riposo. (ma vaffanculo va')

[http://www.inter.it/media/raw/2004-03-10_221440.jpg:©inter.it]

(nella foto, i veri interisti al lavoro lontani da casa e in un ambiente ostile)








Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:29 |
 

QUESTO E' IL CALCIO, BELLEZZA

da Datasport:

- Madrid sconvolta dalle bombe, Madrid che reagisce anche attraverso lo sport. Così Datasport ha voluto subito telefonare all`Atletico Madrid, uno dei tre club principali della capitale spagnola assieme al Real e al Rayo Vallecano. "Questa mattina si era parlato di una sospensione della Liga per una giornata" commenta un portavoce della società `colchonera`, "ma soprattutto per una congestione questione di date è stato impossibile programmare il rinvio. Fra campionato, Coppa del Re, ed eurocoppe, il cammino che porta agli europei è fittissimo".

Anche l'Uefa: rinviare le partite di stasera? No, facciamo un minuto di silenzio. Eh, il calendario fittissimo. Un bel casino.



Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:18 |
 

MACCHIETTE

Gli attentati sui treni sono brividi di orrore e di brutti ricordi. Tetri e lunghi minuti di telegiornale, gente che si dà la colpa, uomini incappucciati nella Spagna simbolo del progresso. Poi arriva l'infarto di Bossi, è gravissimo, è in coma, no non è gravissimo, non è in coma ma è sedato, lo operiamo, no non lo operiamo, anzi non è nemmeno infarto, forse (comunque auguri a Bossi). Anche l'ambulanza che avanza nella neve di Varese è un po' tetra e malinconica. Poi, finalmente, si ride: nello stesso telegiornale così, di botto, si ride che ancora hai addosso i brividi di prima. Come da Frizzi o da Cocuzza. Prima i morti, poi il cabaret.

Enzo Carra è un uomo che ha un passato denso. Ha respirato l'aria iperossigenata nell'attico del potere e poi quella acre della galera, lo hanno fotografato sprezzante con quelli del Caf e poi dimesso in manette (la famosa questione delle manette di Carra, effettivamente sì, un'infamia mediatica). Ora è di nuovo in parlamento, con la grinta di un tempo e con un livore che non deve averlo abbandonato del tutto, visto che parlando a braccio di Spagna e Italia, stamattina, alla Camera, a un certo punto gli scappa una frase che più o meno suona così: "Bossi ha avuto un infarto, ecco cosa succede a lavorare per la disunità d'Italia". In men che non si dica gli sono arrivati addosso un paio di energumeni della Lega che gli hanno un po' scosso la cotonatura, prima che due o tre commessi, della prestanza fisica di Don Lurio, allontanassero la minaccia. Carra si è poi scusato con la Lega, poco soddisfatta delle scuse ma tant'è.

Che frase del cazzo. Carra scende sullo stesso piano dei comunisticomunisticomunisti di Bondi e Schifani, delle loro rancorose accuse sul nulla. Io e Carra metteremo la crocetta sullo stesso simbolo, alle prossime Europee, e me ne dolgo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:08 |
 

UN GIUOCO

Dai, facciamo un gioco. C'è una persona - una sola - a cui augurereste in questo momento (no, niente morte, niente lutti, niente malattie) un insuccesso professionale, una caduta in disgrazia, un futuro incerto? C'è qualcuno, per farla breve, che vi sta profondissimamente sul culo? Uno solo, eh? Comincio io. Io voto per lui.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:23 |


mercoledì, marzo 10, 2004
 

BASTA!

Guardo dalla finestra e mi sembra di stare a Glasgow. Piove e fa un freddo provocatorio. Freddo e pioggia sono una combinazione che non sopporto, come fosse scudetto e Ciempions a Milan o Juve. In più, giù in cortile ci sono tre spaccamaroni che stanno lavorando con il martello pneumatico. Devono rifare lo scivolo dei garage. A prima vista sembra un lavoro inutile, tipo quelli dei carcerati americani, incatenati ai piedi a spaccare pietre senza un disegno preciso. Piove, fa freddo e sento solo un rat-ta-ta-ta-ta-tam a intervalli regolari. Non posso andare avanti così per molto tempo. Voglio che almeno esca il sole, diciamo entro 24-48 orre, sennò faccio un gesto insano. Chessò, mi iscrivo ad An.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:28 |
 

PROMEMORIA

"L'anno prossimo o vinco la Ciempions o me ne vado"

(M. Lippi, maggio 2003)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:30 |


martedì, marzo 09, 2004
 

LO SPORT FA BENE

I genitori immolano il proprio pomeriggio per una gara di ginnastica artistica e si dividono in alcune categorie.

  1. il genitore passivo (detto anche "stoico": quelli che si siedono e si alzano solo alla fine, magari cinque o sei ore dopo: sono soprattutto mamme)
  2. il genitore minimalista (quelli che accompagnano la figlia e magari il resto della famiglia al palazzetto, scaricano la comitiva e si involano verso posti ignoti, raccomandando: "quando mancano dieci minuti chiamatemi")
  3. il genitore entusiasta (quelli che fanno il tifo: in una gara di ginnastica artistica sono soprattutto mamme, eventualmente spalleggiate da nonne o zie)
  4. il genitore assente (quelli che si mettono le cuffiette e sentono le partite, o dicono "vanno al bar" e stanno via tre quarti d'ora, o "vado a fumarmi una sigaretta" e stanno via altri tre quarti d'ora: comportamenti tipicamente maschili)
  5. il genitore snob (io)

Il genitore snob arriva al palazzetto con macchina fotografica digitale e un libro. Si siede lontano dagli altri e non fa gruppo. Non scambia parole con nessuno. In un pomeriggio dice una sola parola: "Caffè", al bar, con 90 centesimi già pronti per evitare di socializzare con il barista. L'orecchio è distrattamente teso alle vaghe informazioni dello speaker, l'occhio è distrattamento puntato sulle pagine del libro. C'è distrazione latente.

Il genitore snob, peraltro, è anche curioso e gli piace lo sport. E allora capita che segua qualche fase della gara con discreta attenzione, oppure fissi particolari che gli altri non notano, per fretta o ignoranza intrinseca. Per esempio, le facce degli allenatori. Il bambino o la bambina fa il suo esercizio e guarda l'allenatore/l'allenatrice, e riceve in cambio uno sguardo severo, un sorriso, un'indicazione tecnica, un rimbrotto molto blando, una pacca sulla spalla, un incoraggiamento. Il genitore snob comincia ad acquisire conoscenze tecniche guardando le facce degli allenatori. L'allenatore sorride e applaude: nove e novanta. L'allenatore scuote la testa e mima l'azione: "Non male, ma ti avevo detto di fare così, cazzo". L'allenatore stira un sorrisino di compatimento: "Diobono".

Il genitore snob, peraltro, confessa che le allenatrici sono meglio degli allenatori. Sono più materne, più inflessibilmente dolci, più hitlerianamente liberali. Poi, diciamolo, sono anche più fighe. Il palazzetto puppula di bambinette secche secche, ragazzine in fase troppo prepuberale, bambini e ragazzi in fase di sviluppo. I mini-atleti. Al genitore snob pare ovvio che tette e culi ben più adulti e sufficientemente torniti dall'attività fisica possano costituire una nota di colore nell'estenuante pomeriggio trascorso a tentare di leggere tra migliaia di annunci al microfono e bambini che si inseguono sui gradoni.

"Testa su, pancia dentro".

L'allenatrice sorride quando le bambine tornano giù dalla verticale. Le fa anche camminare sulle braccia, l'allenatrice. E quando tornano in posizione eretta lei le accoglie con un bellissimo sorriso. Peraltro, cazziandole: "Testa su, pancia dentro". Ma come, direbbero i genitori delle prime quattro categorie, fanno una bellissima verticale, camminano sulle braccia e quando tornano in posizione eretta tu le cazzi, sia pure con quel sorriso da fighetta di prima categoria? Zitti, direbbe il genitore snob se solo avesse voglia di scendere in discussione con quella plebaglia, zitti che non capite un cazzo, bisogna tenere la testa su e la pancia dentro, rispettare la gestualità, cialtroni, tornare al bar e non cagatemi più la minchia.

"Testa su, pancia in dentro".

Ecco, biondina, fai rispettare il gesto, tieni alta la bandiera della purezza tecnica. Ecco, grazie, brava, apri quella tutona androgina e dai aria a quelle due tette che sembrano molto interessanti viste da qui, dal terzo gradone, zona genitori snob, tutto sulla destra, lo spettatore più vicino a sei metri. Sì, sono io l'unico che segue il riscaldamento con questo occhio da intenditore. Il riscaldamento e quella tua maglietta fina. Che bello sport.

"Testa su, testa su, brava"

L'allenatrice ora mi dà le spalle per tenere sollevate le gambine dell'allieva più renitente alla verticale. E dal terzo gradone, mia cara, ti dico che quel centimetro di slippino azzurro che spunta dal tutone nero, oltre a evocarmi un binomio cromatico a me storicamente caro, mi sembra uno scorcio di mare aperto visto tra le righe di una tapparella.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:31 |


lunedì, marzo 08, 2004
 

VOCI DA LONTANO

Sono a Saint Tropez, ci sono almeno 7 gradi in piu´ che in Padania, ho mangiato e bevuto. Ma vi penso molto.

p.s.: amo scrivere in trasferta, mi da´un certo tono.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:11 |
 

DIMENTICARE

Mai una gioia. Vabbe'. Cambio aria. Vado a vendere il mio corpo. Sì, vado a fare una marchetta. Vado e torno, eh? Però un giorno a Sentropè - invece che in Padania a leggere la Gazza e rimuginare - mi farà bene. Magari c'è anche il sole. Libidine.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:54 |


domenica, marzo 07, 2004
 

FACE LIKE THE ASS

Rivolgendosi con questa faccia da culo alla telecamera, Ascanio ha chiesto al Grande Fratello di avere una copia della Gazzetta dello Sport, perchè non ce la fa più. E' un desiderio che mi fa sentire particolarmente vicino a questo principe damascato. Ieri Ascanio ha anche dato lezioni di golf nel giardino della Casa. Asky, siamo fatti l'uno per l'altro. Fuggiamo insieme io e te, con la sacca delle mazze e la raccolta della Gazza. Che ce ne frega, a noi, della figa?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:33 |
 

E' STATO UN PIACERE

Se ci sono dieci giocatori in Italia che invidio alle altre, quattro ce li ha la Roma (Totti, Cassano, Emerson, Mancini). E se provo dunque a considerare il triste spettacolo cui ho appena visto con gli occhi dello sportivo puro, devo dire che è stata una bella partita e che proprio quei quattro lì, cazzo, hanno giocato da dio.

Tornando in me - in me interista, voglio dire -, non so bene come considerare questa sconfitta, giusta nella sostanza ma ingiustissima nelle proporzioni. Andava bene il 2-1, la partita è finita con il rigore + espulsione, il resto non conta. Fin lì c'era stata un'Inter in crescita rispetto ai precedenti sfasci di campionato e ai doppi patemi con il Sosciò. Un'Inter così non avrebbe perso con Udinese e Brescia, un'Inter così avrebbe tenuto a bada il Milan sotto di due gol. Un'Inter così non è bastata contro una Roma fortissima, amen.

Ma l'Inter così, com'è? Sì, insomma, che Inter è? E' un'Inter che ha tenuto decorosamente palla e ha creato cinque-sei palle gol nitidissime. Non male, all'Olimpico. E' anche un'Inter che - sommando gol fatti, gol annullati e gol sbagliati - ha concesso una dozzina di occasioni alla Roma. Un'enormità.

Di fronte a questo dilemma mi ritiro. Quarta sconfitta di fila in campionato. Siamo l'Ancona dei ricchi.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:28 |


venerdì, marzo 05, 2004
 

LA TALPA E L'IGUANA

Ieri sera il Grande Fratello ha battuto il Festival di Sanremo, dice l'Auditel. Sul fatto che più gente abbia scelto di vedere alcuni signori nessuno (che ieri, per la prova canterina, hanno ricevuto la visita di due personaggi appositamente scongelati, Rettore e Little Tony) piuttosto che Il Programma Più Tradizionale E Ricco E Seguito Della Televisione Italiana, vabbè, tralascio ogni commento. Anche perchè stasera c'è La Talpa.

Venerdì scorso ho visto per la prima volta mezz'ora di questo incredibile programma di Raidue, una specie di summa di Grande Fratello, Survivor, l'Isola dei Famosi eccetera eccetera. Ero  a Siena per motivi di prostituzione professionale e avevo appena fatto ritorno nel mio tugurio, una camera di agriturismo del XVI secolo da 250 euro a notte. Mentre mi apprestavo a mettermi a letto (un letto con un mezzo baldacchino, tipo pensilina delle metrotranvie) e mi accorgevo con orrore di aver dimenticato a casa il pigiama (infatti poi ho dormito poco e male), accendevo la tv e mi vedevo mezz'ora di Talpa. Che devo raccontare, perchè ce l'ho qui da una settimana.

Paola Perego, la conduttrice abbastanza-figa-e-molto-virago, chiama Andrea Lucchetta, uno dei concorrenti. Lucchetta è stato molti anni capitano della Nazionale di pallavolo, uno che ha fatto Mondiali e Olimpiadi, uno svitato ma bravo insomma. La Perego deve comunicare che la produzione - siamo nell'ormai insopportabile solco delle torture morali e fisiche a cui vengono sottoposti i concorrenti di queste trasmissioni - ha deciso di ritirare Backy dalla fazenda (i concorrenti sono in Messico) e di mandarlo in una famiglia, dove sarà curato da un bambino.

Backy è un'iguana, una specie di ramarrone verde acceso che la produzione (dio che nervi, la produzione!) ha mandato nella fazenda insieme ai concorrenti, perchè questi se ne occupassero. Occuparsi di un'iguana è un lavoraccio (chi non avrebbe schifo a trattare con un'iguana, diciamolo), tant'è che alla fine se ne è occupato quasi sempre Lucchetta, che ha passato ore e ore a nutrire, accarezzare, pulire, familiarizzare, chiacchierare con Backy.

La Perego comunica la cosa a Lucchetta che sbianca in volto, come se gli avessero detto che il suo cachet era stato investito in bond della Cirio. "Ma come", balbetta uno che era capitano della Nazionale di pallavolo. "Eh, mi dispiace Andrea", commenta sadica la Perego. Lucchetta comincia a piangere: "Trattatelo bene, trattatelo bene", dice singhiozzando. Poi si ricompone: in fondo era capitano della Nazionale di pallavolo. Appena si ricompone, la Perego annuncia: "Andrea, adesso vediamo un filmato con tutti i bei momenti che avete trascorso tu e Backy nella fazenda". Il video si sdoppia: a destra le immagini di un uomo che tuba con un'iguana, a sinistra lo stesso uomo - Lucchetta - che guarda le immagini e si rimette a piangere.

La Perego dice: "Andrea, la produzione ti dà un'ultima possibilità: se paghi 5mila euro del montepremi finale, ti lasciamo Backy". Lucchetta torna nella fazenda e spiega la cosa: "Paghiamo", dice Samantah De Grenet. Lucchetta si commuove ed esce. La Perego gli chiede cos'ha deciso e lui dice: "Paola, hai detto che va da un bambino, vero? Ecco, la parola bambino mi ha aperto il cuore. Se un bambino si prenderà cura di Backy, io sono contento". Siamo all'epilogo: "Allora, Andrea, ti lascio salutare Backy per l'ultima volta". Telecamere su Lucchetta che va da Backy e lo saluta con i lucciconi agli occhi. Backy dà la netta impressione di non capire, Lucchetta riacciuffa un minimo di amor proprio e torna nella fazenda. L'iguana in primo piano nella teca di plexiglass, Lucchetta che si allontana a passo lento. Grande tv.

In studio, con la Perego, c'era Don Backy, cui viene chiesto un commento sulla triste vicenda.

Giuro, è tutto vero. Io a quel punto ho spento perchè dovevo fare una telefonata. Poi ho perso conoscenza, pensando alla psiche labile dei pallavolisti e alla sfortuna di un'iguana media.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:08 |
 

IL GRANDE BRONCHITELLO

(casa padana, ore 4. Un noto blogger si sveglia in preda a un violento attacco di tosse. Per non sapere nè leggere nè scrivere appiccia la tv. Scai, canale 116. I raaagaaaaazzziiiiiiiiiiiiiii stanno andando a letto, chi più chi meno. Nel tugurio Katia si sta mettendo i jeans, perchè prima aveva la minigonna. Ascanio, nell'oscurità, fa ginnastica. Poi si mettono a letto. Cioè, sul tavolaccio. Tirano su la coperta. Gli hanno lasciato l'aria condizionata a palla, Ascanio ha molto freddo e si avvicina a Katia per farle i grattini. Casa padana, ore 4,15. Un noto blogger guarda la scena di due coperte prese un po' da lontano con la camera a infrarossi. La coperta del maschio di avvicina a quella della femmina, ma non si capisce una sega. Al che, essendosi placata la tosse, spegne e manda tutti a fare in culo)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:34 |


giovedì, marzo 04, 2004
 

BENFICA

  1. Diciamolo, dopo l'Inter è la squadra con il nome più bello. Saranno due partite memorabili.
  2. Pare che Cannavaro sia innocente. Era Coco lo slalomista abusivo? O magari, come probabile, non era nessuno? E se non era nessuno, perchè nel dirlo e mandare affanculo chi mette in giro le voci? (ma no, facciamoci del male)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:01 |
 

IL GRANDE CERVO

Stasera al Grande Fratello uscirà comunque un personaggio ricco di squallore: o Carolina "ce-l'ho-solo-io-tra-l'altro-è-foderata-d'oro-e-quindi-state-lontani", o Domenico "a-vedermi-così-sembro-un-insopportabile-pirla-e-in-effetti-lo-sono", oppure Ilaria "vedete-alla-voce-Domenico-basta-girare-gli-aggettivi-al-femminile-del-resto-sono-sua-figlia". Quindi, insomma, stasera si festeggerà un'altra significativa tappa dello sfoltimento.

Ma la mia attenzione è sempre catalizzata dalla storia tra Ascanio e Katia, che agitano lingue e qualche volta le mani, ma sono ancora lontani da una possibile trombata come iddio comanda. La situazione sta evolvendo in maniera clamorosa. Confidandosi con Patrick, il vincitore in pectore di questa edizione, Katia confessa una cosa veramente strepitosa: occhei, lei sistruscia e limona con Ascanio, perchè Ascanio come uomo le piace, come carattere, come personalità eccetera eccetera, ma in realtà lei vorrebbe arrivare a Tommy, il gattomorto, che giudica bello e simpatico oltre che trombabile (parlando con Serena, Katia aveva detto che Ascanio le piace come testa e Tommy come corpo, che Ascanio è un pomicione e che Tommy è un maialone). In pratica, lei slingua con Ascanio e pensa a Tommy, che nel frattempo - non al corrente di questa situazione, e comunque poco disposto ad essere ucciso da Ascanio a colpi di ferro sette - cerca inutilmente di palpare Carolina, bella come una statua e parimenti calda. Che casino.

In tutto ciò rammento sempre che Katia fa petting con il freno a mano tirato perchè fuori c'è una persona che l'aspetta.

(nella foto Visto-Settore, Ascanio e la persona che aspetta fuori parlano di Katia)

P.S.: stasera c'è anche Sanremo. Un'edizione un po' così così. Fortunati voi che, ve lo ricordo, avete la possibilità di ascoltare un festival assai migliore semplicemente pigiando qui oppure qui.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:47 |
 

IL TERMOSTATO GLOBALE

Adesso mi incazzo. Chi sta controllando il tempo? Per esempio: a chi è venuta la bella idea della nevicata durata un quarto d'ora domenica pomeriggio a Milano? Era esattamente il quarto d'ora che mi ci è voluto per uscire dallo stadio e arrivare al parcheggio. Sembravo Roald Engelbert Amudsen che sfidava la tormenta, e invece ero Settoruccio che ne aveva prese tre dal Brescia. Ero in macchina da cinque minuti, fradicio, e già avevo spento i tergicristalli perchè non nevicava più.

Stamattina, altro esempio. Perchè sprecare una giornata di sole accoppiandola con una temperatura polare? Non si può - dico così per dire - girare la manopola su "variabile", lasciare arrivare qualche nuvoletta ma mettere dieci gradi in più? Io, caro Controllore della Meteorologia Globale, durante la seconda metà di febbraio inizio a pensare seriamente alla primavera. Non che in primavera io faccia chissà cosa, intendiamoci. Mi basta mettere un giaccone meno pesante e rabbrividire meno quando esco di casa, non mi sembra di pretendere chissà cosa. Tu e la tua cricca, invece, mi avete regalato una quindicina di giorni norvegian style. Mi avete fatto fare il tragitto Siena-Padania sotto acqua e neve, 440 chilometri di tale qualità che quando sono arrivato avrei baciato - esagero - una vigilessa. Agite sul mio umore con un sadismo innaturale.

E' il 4 marzo e non mi avete ancora concesso uno straccio di pomeriggio a 17-18 gradi, un segmento di giornata che mi consenta di illudermi un pochettino. Davanti al pc starnutisco e tossisco, stamattina mi sono svegliato che sembravo Eduardo in "Natale in Casa Cupiello". Ho già l'Inter: devo soffrire anche per il freddo? Non vi faccio pena? Sì, dico a voi nella sala caldaie: NON VI FACCIO PENA?

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:57 |


mercoledì, marzo 03, 2004
 

IL BRODINO

Bei tempi quando si prendeva a pallate la Juve (son passati tre mesi, sembra una vita). Adesso dobbiamo accontentarci. In fondo: a) abbiamo passato il turno; b) non abbiamo preso gol; c) Toldo è tornato a parare, e anche bene (non avrei scommesso un euro). Sul resto, vabbè, non facciamo gli schifiltosi. E' una squadra che ha paura della sua ombra, che avrebbe bisogno di una partita liberatoria. Non era certo questa, la partita. Troppo nervosismo: l'espulsione di Vieri è ridicola, però di gomitate e di calcioni se ne sono visti a bizzeffe. Aspettiamo il sorteggio: sfiga ne abbiamo parecchia, quindi tocchiamoci i coglioni sin d'ora.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:28 |
 

GUSTAV CANNAVARO

Ci risiamo. Solito, triste copione. Prima una voce su un sito internet, poi si scatena il quiz tra risolini e colpetti di gomito: chi sarebbe il giocatore interista che, nonostante fosse infortunato, in barba ai divieti e alle regole del buon senso se ne è andato a Cortina a sciare, dove è stato colto sul fatto? Per tutto il giorno la cosa ha rimbalzato qua e là, fino a che una tv privata ha fatto il nome: Cannavaro.

Non resta molto da dire.

  1. se è vero, Cannavaro è un coglione
  2. se non è vero, qualcuno dica che non è vero. E' tutto il santo giorno che circola 'sta cosa.
  3. vero o no, come al solito una voce riguardante un giocatore dell'Inter diventa materia di pettegolezzo e illazioni, senza che la società dica mai un emerito cazzo. Forse è proprio così: se il giocatore fosse stato - per ipotesi - Ferrara o Maldini, probabilmente non lo avremmo mai saputo, oppure Juve e Milan avrebbero trovato il modo per dire: fatevi i cazzi vostri che ai nostri ci pensiamo noi. Noi no, noi siamo sempre dentro la notizia, e non ci tiriamo mai fuori. E' vero, c'è pressione mediatica, come dice Facchetti. Il problema è che se qualcuno preme noi stiamo lì, fermi, immobili, passivi, a farci premere. A spostarci manco ci proviamo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:53 |
 

LEZIONI DI LINGUA

Confesso: ho appena visto mezz'ora del Grande Fratello. Sono tutti in una stanza a dormire. Tutti tranne due, Ascanio e Katia, che ci danno di lingua. La ragazza continua a ridere: ogni sei risate tira fuori la lingua e limona con Ascanio. Ascanio è in calore e allunga le mani con discreta correttezza. Tra le tre zone erogene tradizionali decide per il culo. I due parlano sottovoce e ridono. Limonano. Poi lei si ritrae. Poi ricominciano. Dialoghi pregnanti. "Mi stai toccando il culo?" "Sì, mi piace" "E no, non puoi" "Facciamo a giorni alterni" "Va bene". E limonano. Katia è davvero stoica a non concedersi. Sapete, ha una persona che la aspetta fuori.

(nella foto Eva Tremila-Settore, una persona)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:55 |
 

FESTIVAL

Siete indignati con Tony Renis? Siete delusi dal giro-fianchi di Simona Ventura? Siete perplessi di fronte alle proposte del celeberrimo Festival della Canzone Italiana?

MA VENITE AL FESTIVAL 3.0!

I migliori interpreti italiani in una gara stellare, altro che Sanremo. Per accedere gratuitamente a questa superba rappresentazione del panorama musicale nostrano basta un semplice clic. Qui per i privilegiati che dispongono dell'Adsl, qui in modalità distorta per il resto della mandria. Enjoy Festival 3.0, il vero e unico tempio della musica italiana, quella con i controcazzi.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:34 |
 

TELEFONO (NER)AZZURRO

Nelle sue ultime cinque uscite a San Siro l'Inter ha perso quattro volte. Nelle ultime tre è stata sbertucciata dall'Udinese, rimontata e derisa dal Milan, piallata dal Real Brescia. Due giocatori sono stati squalificati per due giornate, entrambi per tentato omicidio. La squadra è andata in ritiro punitivo, come la Sambenedettese. L'allenatore ha un destino segnato, mezza squadra sarà probabilmente destinata ad altri lidi. Eccetera eccetera eccetera. E stasera - secondo una formula assai banale - ci troviamo a giocare la partita della vita. Inter-Sochaux, in altri tempi, sarebbe stata una barzelletta. Oggi il ritorno dei sedicesimi di finale (sticazzi!) di Coppa Uefa (aristicazzi!) è un match che se vinto non conterà più di tanto, ed è giusto così, ma se perso potrebbe rappresentare uno dei punti più bassi dell'intera storia nerazzurra.

Bene. In questo bailamme totale, l'Inter oggi dà il via a una iniziativa promozionale lodevole e incauta. Stasera a San Siro entreranno gratis diecimila bambini e ragazzi dagli 8 ai 15 anni, che assisteranno alla partita da un settore loro riservato. Il tutto, come recita il comunicato della mia società di riferimento sentimentale, per "far vivere la partita in maniera diversa, riscoprendo gli spalti come luogo di aggregazione e divertimento. L’obiettivo è la sensibilizzazione delle nuove generazioni, sin dall’età della formazione sportiva, a vivere il tifo per la squadra come una passione da condividere con gli amici e i vicini di seggiolino stagione dopo stagione".

L'iniziativa è lodevole, molto. E anche incauta.

1) intanto, Giacinto, fa un freddo boia e domani questi devono andare a scuola e dormiranno un cazzo. Sono quasi tentato di chiamare Telefono Azzurro.

2) e poi stasera sarà una partita molto tesa. Potrebbe rimanere un brutto ricordo.

3) e poi sembra maledettamente una captatio benevolentiae nella serata in cui - forse - potresti essere definitivamente mandati affanculo, tutti, da Moratti allo strappabiglietti del cancello 15.

Torno al lato lodevole dell'iniziativa. Ti sarai accorto, Giacinto, che 15 anni di delusioni ci stanno tagliando le gambe alle radici. Alle elementari tengono tutti per Juve e Milan, gli interisti sono una specie di riserva, vengono considerati degli originali, vittime delle passioni di padri e zii più che di una loro insana intima convinzione. Rischiamo l'estinzione. Tra vent'anni il quasi settantenne Severgnini scriverà per se stesso e per noi poveri illusi. Il Corriere lo licenzierà. Pensa a Severgnini, Giacinto, e pensa anche un po' a me: per quanto riuscirò ancora ad abbindolare le bambine?

(sniff)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:36 |
 

PSICODRAMMA

Katia, la biondona del Grande Fratello, la gattamorta dell'happy hour, la donna con la frangia più rigogliosa del nordovest, è di fronte a un dilemma che ormai sta lacerando anche me. La ragazza è devastata da una serie di dubbi strazianti: 1) trombo? 2) non trombo? 3) e se trombo, dove trombo? Ascanio le piace molto - come biasimarla? - però è un po' troppo insistente. Le piace limonare con questo golfista rude dal cuore tenero, però non sa se andare oltre. E nel caso si andasse oltre, non saprebbe dove trombare in santa pace in questa casa piena di telecamere e coinquilini.

Ma il vertice dello psicodramma katiano si raggiunge con i sensi di colpi verso "la persona che la aspetta fuori". Nel frattempo limona, tuba, si struscia, provoca, fa cattivi pensieri. "La persona che la aspetta fuori" sarà certamente fiera di lei e del fatto che, nonostante le favorevoli condizioni ambientali, stia rinviando sine die una festosa, animalesca penetrazione.

(nella foto Novella 2000-Settore, la persona che la aspetta fuori)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:50 |


martedì, marzo 02, 2004
 

TU CHIAMALE, SE VUOI,

EREZIONI

La sacca delle mazze di Ascanio trabocca ormai di voglie represse. Questa notte Er Principe der Par Quattro si è nuovamente ingrifato per la Frangiona, strusciandosi in piscina come nemmeno un panda prima dell'accoppiamento. A questo punto i due piccioncini si sono posti il problema di dove provare a trombare. In piscina no, non sembrava il caso a Katia, che prima di lasciarsi andare ha sempre bisogno di quelle sei-sette ore di raccoglimento e riflessioni sul senso della vita e della vagina. Allora vanno nella sauna: quel fesso di Robert aveva detto ad Ascanio di mettere i giornali sui vetri, ma non aveva considerato che intanto non ci sono giornali, e poi comunque c'è una bella telecamerona vista coito. Niente sauna. Allora Ascanio, in preda a un'erezione fisica e mentale, decide per il bagno. Katia si oppone timidamente: mavaffanculo che schifo, è il succo della sua risposta. Comunque, volente e nolente (credo volente), Katia si accomoda nel bagno insieme al torello del Tufello. Da fuori si sentono rumori e gemiti. Cinque minuti ed escono. Katia è abbastanza sull'allegrotto, Ascanio non si dà pace, probabilmente per gli effetti di un'erezione tipo Cape Canaveral non ancora sopita. Scappa una frase: "Io l'avrei fatto anche lì". Insomma, non l'hanno fatto. Bene.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:47 |
 

SANREMO

Non so se ce la faccio. L'Inter, vabbè, quella è una perversione eterna. Il Grande Fratello è una perversioncina che dura cento giorni, e occhei. Ma Sanremo no, non ci voleva. Sanremo è una mia perversione di lunga data, per fortuna solo periodica. Ma io Sanremo lo guardo sempre, magari lo ascolto poco ma lo guardo sempre. Solo che non so se ce la faccio a sopportare tre perversioni in una volta. Mi sento come un feticista del piede che si fa frustare votando Udeur.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:25 |
 

SAGACIA

Sospettavo che trombassero, sì, da un po'. Avevo ragione. Adesso lei è incinta. Gli interisti si estinguono, loro si moltiplicano. Che bella coppia però, vero? Lui così distinto. (sospiro)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:11 |


lunedì, marzo 01, 2004
 

PERCUSSIONI CENTRALI

Meglio il Grande Fratello dell'Inter, sì sì. Ecco, tra l'altro, in diretta su Scai l'esempio di cosa Zaccheroni chiede normalmente a Stankovic. Una bella percussione centrale per andare al tiro in velocità. Ieri a San Siro il giochetto gli è riuscito tre volte in dieci minuti fruttandogli un golletto: speriamo che le sincronie migliorino e la mira anche. In un collegamento neuronale, nella casa del Grande Fratello anche Ascanio sta affinando gli schemi. Questa percussione centrale gli è riuscita perfettamente in orario pomeridiano, ancora lontano dalle erezioni del crepuscolo. Senza che nessuno gli facesse da sponda, Ascanio ha affondato e a nulla è valsa la presa a tenaglia di Katia: il linguone è scivolato in rete. L'attrazione pubica, per ora tenuta a bada da due solide paia di jeans, lascia ben sperare per una ormai prossima trombata sotto il piumone. Auguri.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:12 |
 

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(con Gamarra e Cannavaro infortunati, Cordoba e Materazzi infortunati, Brechet disperso, al povero Adani tocca pure fare il fotomodello. Che società)






Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:55 |