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venerdì, aprile 30, 2004
 

LA FRASE MISTERIOSA

Cosa starà dicendo Zac a Facchetti?

[img]

 

  1. "Ecco, Giacinto, vedi là dietro la porta? Ci metterei qualche geranio, due azalee... Niente rose, però, che si buca il pallone"
  2. "… poi dobbiamo aggredire gli spazi e lanciare quello là… cazzo, come si chiama… Giacinto, aiutami, quello grande e grosso, mezzo australiano, che si trombava la Canalis…"
  3. "No, Brechet è quello là alto e carino, distinto, bel ragazzo. Quello piccolo e brutto è Okan, credo".
  4. "Oba Oba, cazzo, la porta è quella là! Tu tirare dentro porta! Tu no fare capriola!"
  5. "Il problema di Van der Meyde è che gli dici di stare sulla fascia e lui ti prende alla lettera. Lo vedi là in fondo? No, non il giardiniere. Quello biondo con la maglia dell’Inter. Ecco, sì. quello a destra"
  6. "…e se ci allarghiamo maggiormente sulle fasce cercando di verticalizzare… Scusa, Giacinto, ma chi è quello là mezzo nascosto che spia l’allenamento, con quell’impermeabile da barbone?" "E’ Moratti" "Ops, scusa. Dicevamo?"
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:11 |
 

ufficio statistiche

 

visitato ben 100000 volte

contro ogni ragionevole previsione

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:07 |
 

NUDO ALLA META

Oggi faccio centomila e non so neppure cosa mettermi. Piove, oltretutto.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:12 |
 

NON VEDO, NON VEDO E NON VEDO

Il rimpatrio dei morti americani in IraqForti, gli americani. Fanno la guerra e poi non vogliono vedere le foto, quelle venute male. Domani, intanto, si celebra l'anniversario della stupidità: un anno fa, il Primo maggio, un tizio comparve in tv per dire che la guerra-lampo era finita. Un titolo che sarebbe andato bene per un film dei fratelli Marx, se non fosse che qui nessuno ride, pensando che è passato un anno e sfogliando un album che qualcuno cerca sempre di buttare nel camino quando ci giriamo. Per fortuna c'è sempre quello previdente che tiene i negativi.

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:36 |


giovedì, aprile 29, 2004
 

TUTTO PREVISTO - 2

"Lascio a fine stagione, è finito il mio ciclo"

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:05 |
 

TUTTO PREVISTO

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:52 |
 

PUNTATE PRECEDENTI

Piove. Malinconia. Ripenso agli ultimi giovedì e ripercorro le eliminazioni.

Giovedì scorso è uscita lei

mentre due giovedì fa era uscito lui

Tre giovedì fa, invece, eravamo usciti noi

[http://www.inter.it/media/raw/2004-04-14_234606.jpg:©inter.it]

Il giovedì è un giorno un po' così, diciamolo pure.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:42 |
 

IMPIEGATE

(banca semideserta, ore 8.35, sono il secondo cliente. Due impiegate al front office: la prima sta concludendo con l'altro cliente, la seconda si sistema la cotonatura. Chiacchierano che è un piacere)

prima impiegata: (blablablablabla)

seconda impiegata: (blablablablabla)

(trascorre un minuto, guardo nel vuoto)

prima impiegata: (accorgendosi della mia esistenza in vita) "Venga!"

seconda impiegata: (sistamatasi la cotonatura) "Venga!"

io: "Non litigate"

prima impiegata: "No!"

seconda impiegata: "No, dai, venga qui!"

io: "Non voglio fare preferenze, ho solo bisogno un libretto degli assegni"

seconda impiegata: "Prego!"

(il primo cliente se ne va. Le due impiegate riprendono a chiacchierare)

seconda impiegata: "Scusi, sa, sono rimasta a casa tre giorni..."

io: (conciliante) "... e dovete recuperare"

prima impiegata: "Esatto! Eheheheheh"

seconda impiegata: "Ecco il libretto, tre firme qui qui e qui"

prima impiegata: (rivolta alla seconda impiegata) "Mi cadono i pantaloni"

io (nel mio intimo): "Anche a me"

seconda impiegata: "Grazie, arrivederci"

prima impiegata: (sorridendo) "Grazie, ci scusi, adesso finiamo il recupero..."

io: "Prego prego. Dovreste offrirmi il caffè, sono stato velocissimo"

prima impiegata: "Ahhhh, guardi, quando vuole"

io (nel mio intimo): "Simpatiche siete simpatiche. Il fatto che siate anche due discreti cessi, qusto va detto con estrema franchezza, precluderà ogni ipotesi di deviazione da un normale rapporto impiegata-cliente"

io (pubblicamente): "Arrivederci"

(il fittissimo blablablabla riprende prima ancora che imbocchi il metal detector)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:54 |
 

WWF

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:21 |


mercoledì, aprile 28, 2004
 

LE GRANDI BIOGRAFIE

DI SETTORE - 7 (fine)

(rubrica di aggiornamento socio-culturale sul Grande Fratello, giunta ormai al termine, come del resto la trasmissione. Avete ancora una settimana di tempo per spandere saccenza dalla parrucchiera. Altrimenti stampatevi le precedenti puntate e portate il dossier al mare, dove potrete brillare in qualche conversazione postuma mentre vi ungete d'olio e chiacchierate col vicino d'ombrellone)

KATIA

Katia è nata a Chiesa di Valmalenco (Sondrio) il 27 settembre 1978 da una relazione clandestina tra Gino Bramieri e Silvie Vartan. I genitori sin dai primi giorni di vita intuirono le sue doti innate: nella nursery i due bebè vicini di culla fecero a pugni, divisi a stento da tre infermiere e una caposala, sostenendo entrambi di essere l'unico fidanzato di Katia. Mentre i due litiganti finirono in incubatrice, la piccola Katia sussurrò all'ostetrica: "Meno male, che palle questi uomini". A sei mesi mise il primo dentino, a sette le spuntò la frangia.

Come successe a Carolina, anche la piccola Katia fu profondamente turbata da una frase che finì per sconvolgerle la vita. Un giorno Katia insisteva con la madre perchè giocasse con lei, ma la donna non poteva: faceva la pedicure in nero e aveva ancora una cliente da servire. Katia insisteva: mamma mamma mamma, giochiamo, mamma mamma mamma. La donna cercò di indurla alla pazienza: Katiuccia, ho ancora una signora, tra mezz'ora ho finito. E Katia: mamma mamma mamma mamma. Finchè la donna sbottò: "No, basta, ho una persona che mi aspetta fuori!". Katia restò senza parole e incapsulò la frase tra i princìpi cardine della sua vita.

Nella Casa Katia si è distinta per alcune caratteristiche principali. Compagnona e paracula, non è mai stata nominata. Ha familiarizzato con Patrick, cui la lega lo stesso rapporto perverso che c'è tra Loredana Bertè e Renato Zero. Poi è entrata nel tunnel-Ascanio, facendosi intortare dal golfista ipnotizzatore, concedendogli qualche limonata e qualche palpata per poi stopparlo sempre sul più bello, quel classico e impagabile momento in cui la proboscide diventa una putrella. Due mesi di tira e molla che avrebbero stancato un mandrillo. Non Ascanio, obviously, che alfin l'ha posseduta davanti a pochi spettatori, tra cui io, in una trombata notturna sulla quale è calata una censura che neanche nello Yemen. Il duetto tra Katia ("Basta, cazzo, sei noioso e pesante, tengo molto alla mia libertà") e Ascanio ("Basta, cazzo, sei noiosa e pesante, tengo molto alla tua figa"), protrattosi per settimane senza una variazione di tono che non sia stata quella ciulata coperta dal segreto istruttorio, è allo studio del Censis come quinta causa di suicidio in Italia nel 2004 dopo le condizioni di salute, i drammi familiari, la solitudine e l'Inter.

Katia - storia con Ascanio a parte - lascerà comunque due ricordi indelebili. 1) le sue improbabili mise vita-molto-bassa-tacchi-molto-alti, che la facevano sembrare una giraffa con il collo di Maurizio Costanzo; 2) il rapporto "con la persona che l'aspetta fuori", che probabilmente starà meditando decisioni importanti, come quella di optare per il delitto d'onore oppure qualla di chiedere asilo politico in Ruanda. Pare che negli ultimi giorni, ancora stravolto dalla vergogna, si sia rifugiato nelle campagne altoatesine. Un irridendista della Val Venosta, scambiandolo per un traliccio, ha tentato di farlo saltare con una bomba.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:12 |


martedì, aprile 27, 2004
 

RIAMMESSO FANTOZZI

E alla fine, in diretta tv, in un clima a metà tra "Carramba che sorpresa" e "La Fattoria", Ian Thorpe si è ripreso il suo posto alle Olimpiadi con un largo sorriso. L'amico Craig Stevens torna dietro le quinte con un bel gesto e 60 (o 80? Facciamo 70) mila euro in saccoccia. De Coubertin ha assistito all'avvenimento dalla sala tv del Paradiso: prima ha applaudito, poi gli è parso di sentire uno scampanellio, un rumore tipo registratore di cassa, ed ha preferito tornare in camera. "Pierre, che succede?" "No, niente, ho un po' di nausea" "Fai un pisolino, vedrai che passa" "Ecco, sì, giusto, faccio un pisolino" "Quando ti sveglio?" "A metà settembre, grazie".

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:17 |
 

BAGGIO

L'ecografia di questa mattina non ha evidenziato problemi. Pur con qualche precauzione, Baggio domani sera potrà giocare.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:05 |
 

DONNE MODERNE

 "Lascio l'edificio". Strepitoso. Sempre meglio specificare, in Rai. Lei non lascia la presidenza, non sia mai, ma l'edificio. E fa bene. Cattaneo minaccia - testuale - di prenderla a calci in culo. La dialettica aziendale è una bella cosa, ma i piedi di Cattaneo con le sue Church carrozzate non stimolano la diplomazia.

Mi ero sempre chiesto dov'è che trovasse il tempo di informarsi, scrivere i pezzi, lavarsi, truccarsi e scegliere il foulard giusto. Ora ho capito che il look è importante. La capolista di Uniti per l'Ulivo nel Centro Italia mica poteva presentarsi in video tipo la Giovanna Botteri. Hasta siempre.

Diciamolo, David, è stata sfiga. Tu, inglese, vai in Spagna e trovi un'olandese. Ego te absolvo. Anche perchè Rebecca non è niente male, con quel savuarfèr e quello sguardo da furbacchiona. In questa foto, tra l'altro, rivela due particolari non trascurabili. Le farei il filo anch'io, se non fosse che poi mi ritroverei sputtanato su Tele Alto Milanese. La rivelazione esclusiva di limonata con me, penso, un venti euro li potrebbe anche valere.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:13 |
 

IL PICCOLO MANNHEIMER

Come sempre, varcata la soglia dei cento voti, ho cambiato il sondaggio. Ma la dinamica di quello precedente va analizzata con un minimo di attenzione. La domanda era "Cosa c'è di meglio che battere la Juve?" e l'avevo posta - in preda a infantile euforia - il giorno dopo la vittoria a San Siro. All'inizio aveva prevalso nettamente l'opzione "La Juve in B per illecito sportivo", mentre "Trombare" si stagliava al secondo posto e "Trombare. Già detto? Fa lo stesso" al terzo, ma distaccato, davanti a un pomposo "Niente" al quarto. Col passare del giorno l'astio sportivo verso la Juventus è venuto meno, di pari passo con le prestazioni della Juve, e le opzioni tromberecce hanno preso il volo. "Niente" ha perso terreno. "Trombare" ha trionfato. Come dire: chissenefrega di quegli scarsoni della Juve, disdici l'abbonamento a Scai, vieni qui senza mutande che ti devo dire una cosa.

Bravi.

(nella foto, caroselli dopo Juventus-Lecce)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:51 |
 

JUVE (STABIA)

In qualità di esperto di stagioni disgraziate (da quindici anni studio quotidianamente questo fenomeno sportivo e calcistico in particolare), voglio qui affrontare un tema a me caro: la Juve.

La Juventus in ritiro punitivo è un evento su cui non ci si è soffermati abbastanza. E' come se a Berlusconi chiedessero di lavare i bicchieri dopo una cena ufficiale a Palazzo Chigi, o come se Schumacher uscisse di pista ed Ecclestone gli dicesse in mondovisione: "Uè, pirla, adesso esci dalla macchina e mi fai dieci flessioni". E' una punizione molto proletaria, clamorosamente umiliante, per una squadra nobile, scudettata e decisamente sabauda. Non fa notizia se a farsi rinchiudere in un albergo sono l'Ancona o la Viterbese. Ma se tocca alla Juve - alla Juve! - diventa un avvenimento epocale.

E', anche, una clamorosa ammissione della società: sì, facciamo cagare, e quindi andiamo in ritiro punitivo.

La Juve non è abituata ai ritiri punitivi. Non è neanche una squadra particolamente sborona, questo va detto. Torino non stimola particolari eccitazioni e nemmeno way-of-life sopra le righe. Lo stile Juve ha quasi sempre funzionato, la vicinanza degli Agnelli è quasi sempre servita. La Juventus è diventata meno impeccabile negli ultimi anni, quelli con la Triade degli squali al comando. Molto poco nobili e paludati i tre caballeros, fieri di un cinismo e di una grandeur che secondo me non piaceva neanche all'Avvocato. Ma implacabili. Stronzi, arroganti, ma vincenti. E sicuramente l'Avucàt avrà abbozzato, smettendo di pensare a Charles e Sivori, sistemandosi il Rolex sopra il polsino e rimirando l'ennesimo scudetto.

Negli ultimi due anni una società a me cara, l'Internazionale di Milano, ha regalato due scudetti alla Juve. Il primo gliel'ha impacchettato all'ultima giornata, una di quelle sorprese che ti fanno star bene tutta la vita. L'altro, il secondo, gliel'ha semplificato al massimo, consegnandoglielo con un paio di mesetti di anticipo per evitare gli sciocchi patemi di un anno prima. E mentre l'Inter aggiungeva nuovi elementi al proprio status di barzelletta d'Italia, la Juve si prendeva il Nobel della Buona amministrazione: vai tu a capire come una squadra che vende Zidane e Inzaghi vince lo scudetto, poi lo rivince l'anno dopo in tutta scioltezza senza spendere un ghello. Complimenti Juve, grande Juve, diobono la Juve. Il castello scricchiola nella finale di Ciempions, gestita da cani dal signor Lippi e giocata anche peggio dalla squadra. Vabbe', non si può avere tutto, a noi lo scudetto a loro la Ciempions (commento conciliante di chi ha appena offerto l'ano a una penetrazione bruciante).

Quest'anno la Juve si è sgonfiata come una plusvalenza scoperta dalla Finanza. Puff. L'Inter, che tanto per gradire è sempre una decina di punti dietro, l'ha piallata due volte in campionato, inutile quanto goduriosa vendetta per anni e anni di stenti. La Juve ha saputo tenersi a galla a lungo, nonostante tutto. Perchè la capacità di azzannare un brandello di stagione e di non mollare la presa, mai e poi mai, è una caratteristica tutta juventina di fronte alla quale mi tocca levare il cappello. Ieri con il Lecce è stata la sesta sconfitta in campionato: tante, per le abitudini bianconere. Ieri le quattro pappine del Lecce hanno fatto salire il totale dei gol subiti a 40, una follia per una squadra abituata a prenderne la metà. Ieri la facilità con cui un giocatore talentuoso ma che non aveva mai combinato un cazzo nella vita - Konan - ha preso palla ed è andato due volte in porta ha smascherato la pochezza di una squadra che, una volta tanto, lascia la presa e molla l'osso.

La forza della Juventus è quella di essere rimasta per mesi in zona scudetto, e comunque di arrivare terza, con una difesa composta da Montero (finito), Legrottaglie (un gigantesco pacco), Iuliano (ex-giocatore del Napoli, oggi credo sessantenne), Birindelli (inadeguato), Tudor (l'uomo più cagionevole d'Europa). Per la prima volta dai tempi di Maifredi e qualche stagione successiva, credo, la Juve si trova a dover rifare mezza squadra per pianificare con un minimo di ambizione il proprio futuro. Per la prima volta dopo non so quanto tempo la Juve sbaglia strategie: manda via Davids per puntare su Appiah, e ora sta per mandare via anche Maresca, uno dei pochi giovani davvero futuribili, per fare posto a qualche cavallo di ritorno che per ora non ne vale la metà. Davanti ha due uomini, Trezeguet e Del Piero, che quest'anno avranno saltato una trentina di partite e sono sempre più fragili ogni mese che passa. In mezzo ha un faro, Nedved, che quest'anno è rimasto quasi sempre spento, forse spompato, chissà, dopo tutto quel correre.

Da intenditore di stagioni di merda, vi dico tranquillamente che quella della Juve lo è stata senz'altro (l'uscita dalla Ciempions è stata tristissima) (per loro, dico). Da intenditore di inculate prese dalla Juve, vi confido che emetto questa sentenza con pudore e malfidenza. La Juve è capace di tutto, anche di vincere lo scudetto l'anno prossimo. Troppe volte l'ho preso in quel posto dalla Juve per lasciarmi andare e dire serenamente: ce ne siamo liberati per qualche anno. No, non ce la faccio, nemmeno adesso che è in ritiro punitivo, poverina. Quando ho la Juve davanti deglutisco e poi cammino rasente i muri, con il culo ben aderente la parete. Non avete idea di quanti pantaloni ho rovinato così.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:43 |


lunedì, aprile 26, 2004
 

L'HA DETTO LA TELEVISIONE

La storia è nota: Thorpe, nuotatore pazzesco e predestinato a plurimedagliarsi alle Olimpiadi di agosto, scivola dai blocchi di partenza come un bambino dell'asilo e finisce in acqua prima della finale dei 400 stile libero ai Trials australiani. La legge sportiva dice che Thorpe - oltre che fesso - è squalificato e a fare i 400 stile libero ci vanno altri due, i primi due dei Trials appunto. Il buon senso sportivo dice che escludere il primatista mondiale dai 400 stile libero perchè è finito in acqua come un imbecille prima di correre la finale, che avrebbe vinto nuotando con un braccio solo, è un eccesso di zelo, un controsenso, una pirlata: è escludere dalla "sua" gara una delle stelle delle Olimpiadi.

Alla fine vincerà il buon senso. Thorpe andrà alle Olimpiadi non solo per correre la pletora di gare e staffette cui si è già qualificato, ma anche per dominare i "suoi" 400. Craig Stevens, secondo ai Trials (e paraltro già iscritto a due gare, i 1500 e la staffetta 4x200), rinuncerà e gli lascerà il posto.

Che si fa, ci commuoviamo qui sul posto? Salutiamo un gesto da libro Cuore, in nome dello Sport (s maiuscuola)? 'Spetta.

Nel precedente paragrafo l'uso del futuro non è stato casuale. E' tutto deciso così, ma in stand-by. L'accrocchio verrà annunciato domani in tv. Una emittente australiana, Channel Seven, trasmetterà in rapida sequenza la dichiarazione di Craig Stevens e poi il sollievo di Ian Thorpe (che infatti ufficialmente non ha ancora dichiarato nulla, perchè lo apprenderà domani dalla televisione). Stevens, il Garrone, del nuoto australiano, si beccherà 60mila euro per il suo bel gesto, e probabilmente anche un contrattino di commentatore. L'Australia esulterà per la medaglia anticipata e per il torto riparato. Poi cambierà canale e guarderà il solito quiz o un bel pornazzo.

(Chissà perchè, pensando a Craig  Stevens e alla sua indubbia nobiltà, e pensando a Channel Seven  e alla Federazione australiana, mi è venuta in mente una ragazza bruna molto charmant ma non bellissima e alla sua strepitosa carriera cominciata ravanando nella patta di un giocatore del Real Madrid)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:10 |


domenica, aprile 25, 2004
 

VECCHIE SIGNORE

  1. La Juve che prende quattro pere in casa dal Lecce e che viene mandata in ritiro punitivo in un albergo di Torino: ho un'erezione.
  2. Il Real va in vantaggio a Bernabeu col Barcellona a mezz'ora dalla fine, poi becca un gol da Kluivert, Figo cerca di uccidere Pujol e si fa espellere, Ronaldinho e Xavi confezionano un gol della madonna, poi il Barca sbaglia altri due o tre gol in contropiede nel finale. Sky costa un sacco di soldi, ma ti raddrizza le serate.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:22 |
 

DAL VOSTRO INVIATO

Sono arrivato allo stadio gasato da almeno due circostanze favorevoli: 1) ho attraversato il 66 per cento degli incroci con il verde, riducendo di parecchio i tempi del viaggio; 2) ho scoperto che allo stadio il Cornetto Algida se lo compri da quelli che girano per le gradinate lo paghi 3 euro, ma se invece lo compri nel baracchino vicino alle uscite costa 2 euro (1 euro è il costo del trasporto, la logica economica è ferrea). Praticamente mi sono seduto mangiando il gelato, dopo un viaggio più breve e baciato dal sole. Non potevo chiedere di meglio. Sugli spalti, complice l'annoso gemellaggio tra le due tifoserie, un clima festoso e caciarone, tranne che per Vieri. Mi giro a sinistra e vedo comparire nella curva laziale lo striscione "25 Aprile lutto nazionale", a destra gli interisti rispondono con un bel Faccetta Nera. E' fraternità, ma che dico fraternità, è alleanza, ma più di un'alleanza nazionale, è movimento, un movimento sociale, come dire, una forza nuova quella che emana dagli spalti e infonde virilità nei cuori, che Piazza Venezia nel 1939 al confronto era un happy hour. Ma l'euro risparmiato sul cornetto, il tepore tardo primaverile e il fresco ricordo di tanti semafori verdi mi mantengono in bolla il buonumore.

E' stata una bella partita, sono successe un sacco di cose e mi sono divertito, nonostante la sofferenza e il sole dritto negli occhi per cinquanta minuti. Era una partita da 2-2, lo 0-0 non rende giustizia. Abbiamo aleggiato tra la solita sfiga immane (il palo di Stankovic dopo quattro minuti) e una buona dose di culo (i gol buttati al vento dalla Lazio). Adriano-Vieri resta un'utopia calcistica: sono due giocatori troppo centrali, troppo uguali e troppo mancini. Vieri è stato maltrattato prima dai compagni (involontariamente, certo, ma l'hanno servito sempre in modo disinvolto esponendolo a una figura di merda) e poi dalla curva, che lo ha sepolto di fischi. Con Adriano-Martins (e con Emre al posto di Farinos) è andata molto meglio nel secondo tempo, ma non c'è paragone tra la mole di gioco creata e le occasioni da gol avute. In questo senso, la Lazio ha ottimizzato di più. Oggi non abbiamo offerto il fianco ai contropiede, ma direttamente il cuore: nel primo tempo c'era una tale voragine in mezzo che se la Lazio avesse avuto un'ulteriore occasione, giuro, avrei fatto invasione di campo per andare da Zaccheroni e farglielo notare.

[http://www.inter.it/media/raw/2004-04-25_182028.jpg:©inter.it]


Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:12 |


sabato, aprile 24, 2004
 

AGUZZATE LA VISTA

Destinato ai solutori più che abili. Tra queste undici fotografie abbiamo simpaticamente inserito quelle di due personaggi che con il grande calcio non hanno nulla a che fare. Siete in grado di trovarli?

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:00 |


venerdì, aprile 23, 2004
 

FANTASTICI

"Col cazzo che gioco, non gioco più, ladri bastardi, arbitri di merda, Carraro figlio di mignotta, è tutto un  magna magna, c'è la Cupola, vi mando a monte il campionato, ahahaahahah, col cazzo che gioco a Brescia, gne gne gne gne gne" (silenzio) "Vabbe', dai, gioco".

Che figura di merda, ragazzi. Mai visto un premier che va in Russia e durante la visita a una fabbrica cerca di baciare un'operaia, Vabbe', mica ci voleva limonare, occhei. Però dev'essere stato bellissimo quando Berlusconi - di fronte a un Putin molto imbarazzato - ha cercato di baciare un'operaia in segno di grandi liberalità e proletarismo, e questa si è ritratta schifata, e lui si è allungato a sbaciucchiarle la guancia, e lei non lo ha colpito con una clava solo perchè le hanno detto che è uno importante. In conferenza stampa, con la solita battutina del cazzo, ha peggiorato le cose. Interditelo.

L'avvocato Taormina se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Adesso è incazzato con i giornali per la cosa della superperizia su Cogne che inchioderebbe la mamma. Lui dà molte notizie ai giornali. Quando non le dà, allora è automaticamente una fuga di notizie e minaccia di rivolgersi a tutte le corti del globo. Ma ci faccia il piacere.

Sulla classifica dei 50 migliori giocatori europei degli ultimi 50 anni ci sarebbero almeno 50 cose da dire. Mi limito a dirne una: non ci sono Riva e Mazzola, ma c'è Costacurta.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:06 |
 

COME A PALAZZO

In pratica è stato come quegli emendamenti messi lì a tradimento, tipo quello della Lega che ieri ha ammorbidito la definizione del reato di tortura (io torturerei un leghista a caso per tarare la soglia della tortura, poi ne discutiamo). I quattro reduci del Grande Fratello (quattro come i partiti della Casa delle Libertà) si mettono d'accordo per votarsi in modo incrociato ed essere tutti nominati. Molto eccitante. Ma il Grande Fratello li cazzia, blandamente: questi accordi non si fanno, se lo fate sarete puniti. Minchia, hanno pensato i quattro. Ed è scattato l'effetto-emendamento. Tommaso e Serena hanno rispettato gli accordi, Patrick e Katia no, e i primi due se lo sono presi in quel posto. Soprattutto il bel Tommy, il Noioso de Venessia, che giovedì prossimo sarà probabilmente estromesso alle soglie della finale (la stessa cosa che capita quasi sempre all'Inter, quindi, voglio dire, non ne facciamo un dramma).

Tommy infuriato, Serena un po' meno, Katia che "mi sento una merda", Patrick con una faccia da cocker. Tommy minaccia Patrick in una scena madre che non vedevo dai tempi della "Freccia Nera". Sarà una settimana di convivenza difficile. E meno male, perchè 'sto Grande Fratello è stato spesso di una noia mortale, tra bacinibacinibacini e cuscinate, quando noi del popolino sognavamo un trombatromba che è durato solo 15 secondi, prima che il regista oscurasse l'unica penetrazione cazzo-vaginale. Speravo molto nella Fattoria, che però non decolla e pullula di teste di cazzo in cerca di una telecamera che, finalmente, li inquadri. Lasciamo perere Music Farm, che sembra il Grande Fratello della terza età. Tenendo conto che l'Inter è stata eliminata in Coppa Uefa, le mie serate sono sempre più squallide. Non faccio un po' pena?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:23 |


giovedì, aprile 22, 2004
 

CARTELLINO ROSSO - 2

La popolare Figa di Ghisa lascia la Casa.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:53 |
 

CARTELLINO ROSSO

Non si bestemmia in diretta, c'era scritto nel regolamento.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:32 |
 

LE GRANDI BIOGRAFIE

DI SETTORE - 6

(rubrica sporadica di sopravvivenza al Grande Fratello che il simpatico blogger ha impostato come ciclo a puntate, salvo poi dimenticarsi di concludere. Del resto questo non è mica un blog-azienda, qui si improvvisa come in un cenrto sociale. Ora, siccome me lo chiede espressamente Parme - per farsi bello con qualche comare e non sembrare un pirla nell'eventuale discussione, e magari farsela dare, perchè Parme è etero - la riprendo con la sesta delle sette puntate previste. Ci scusiamo per l'interruzione)

PATRICK

Patrick è nato a Teheran il 5 dicembre 1977 da una relazione clandestina tra Bob Hope e Bice Valori. I genitori intuirono da subito le doti del figlioletto: poco dopo il parto offrì un grosso sigaro esplosivo al ginecologo e pisciò in faccia all'ostetrica. Ha avuto una vita molto avventurosa: infatti abitava a Montecarlo. Professione: studente, pare. Da qualche tempo è ospite di amici a Roma, pur essendo iscritto all'Università a Milano. E' come se io prendessi casa a Campobasso per potere andare a vedere l'Inter tutte le domeniche.

Patrick è stato cresciuto in vitro per poterlo iscrivere, un giorno, al Grande Fratello. Da sempre lui, ogni tanto, si rivolge a un'immaginaria telecamera, salutando gli amici a casa o ballando il tip-tap o farneticando frasi senza senso ma molto comiche. Al supermercato è la gioia degli addetti alla sicurezza, che lo guardano ore e ore mentre fa il pirla al banco degli affettati sapendo di essere ripreso dal circuito interno, mentre moldavi e rumeni rubano ogni ben di dio pochi metri più in là approfittando della distrazione dei vigilantes. Un giorno fu trovato in stato catatonico davanti a un pc: fissava la webcam. Si svegliò alcuni giorni più tardi, incuriosito dal beep dell'elettroencefalogramma. "A voi la linea", sussurrò.

Nella Casa il bel Patrick è uno dei pochissimi a poter essere moralmente assolto. Pur di bella presenza e grande simpatia, e quindi potenzialmente adatto alla conquista di qualsiasi vagina, l'idea di farsi una bella ciulata non lo ha mai nemmeno sfiorato. Le donne, capita l'antifona, lo hanno trattato come un peluche: se lo sono passato, stropicciato, sbaciucchiato, toccato, palpato, stretto in abbracci mortali. Senza che mai succedesse niente. Una - Serena - ha anche cercato platealmente di trombarselo, in preda a una tormenta ormonale e a una lubrificazione vaginale seconda solo a una perdita da una cisterna della Arexons. Alla fine, nella suite, ha ceduto spossata, dormendo accanto all'oggetto del suo desiderio che già russava da dieci minuti.

Arriva vergine alle meta, va detto, grazie a una particolare caratteristica fisica. Patrick, infatti, è un bambolotto non solo nell'immaginario collettivo di quelle due paraninfe di Katia e Carolina. Nella zona inguinale, infatti, il corpo del biondo italo-ungaro-franco-germano-ispano-iraniano è completamente levigato. Una leggera protuberanza simula l'esistenza di un organo genitale maschile che in realtà non esiste, o forse è nascosto sotto una sorta di conchiglione parapalle, tipo quello dei rugbisti, che viene rimosso solo in occasioni molto speciali. Ha fatto a cuscinate con Ilaria, a verniciate con Carolina, a spintonate con Katia, a palle incatenate con Serena. Ci sarebbe piaciuto vederlo a fare uccellate, penate, pisellate, vergate. Minchiate. Cazzate. Ci ha preso troppo alla lettera, accidenti a lui.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:46 |
 

YURY UMBERTIEVIC BOSSIN

Quasi 50 giorni fa un indeterminato coccolone colpiva Umberto Bossi, ministro della Repubblica e capo di un partito di governo. In 50 giorni si è saputo pochissimo, quasi niente se rapportiamo le notizie diffuse con l'importanza del personaggio. Tanto che nelle prime ore c'erano state facili ironie sullo stile di vita di Bossi e sugli accidenti che in tanti anni di politica si è attirato da milioni di persone: "Uè, gli è venuto l'infarto, così impara a fare il pirla". Poi qualcosa è trapelato, qualche bollettino medico l'hanno fatto, ma con molta circospezione. Una situazione molto strana. A un certo punto si è mosso addirittura il direttore del Corriere della Sera, che in un fondo in prima pagina l'ha detto chiaro e tondo: va bene la privacy, va bene il rispetto per le volontà della famiglia, va bene tutto, ma qualcuno può dire per favore all'Italia come cazzo sta un ministro e capo di partito? Sono passi quasi 50 giorni e oggi leggo che Bossi si è seduto in poltrona e comunica con una lavagnetta. Ha scritto: "Dolore". La D e la O le ha scritte bene, le altre lettere un po' meno.

Sembra di parlare di un zio, no? "Come sta lo zio?" "Eh, dai, va bene: si è alzato e ha scritto una parola alla lavagna" "Fantastico. Zia, hai bisogno qualcosa?" E invece stiamo parlando di Umberto Bossi. Negli Stati Uniti il check-up del presidente è una sorta di atto pubblico, con qualche sortita nel ridicolo: gli americani sanno tutto della prostata, della glicemia e delle vene varicose di Bush, che forse è anche un po' eccessivo. Hanno seguito passo passo i duecento scompensi cardiaci di Dick Cheney, il vicepresidente, che miracolosamente sta arrivando più o meno intatto alla fine dei quattro anni. C'è molto real-show e yankeesmo in questa cosa, ma c'è anche la preoccupazione di sapere come sta l'uomo più potente del mondo, come sta il suo vice. La preoccupazione di sapere in che mani sono, visto che Bush potrebbe premere bottoni sbagliati o fare telefonate incaute. Bossi non è Bush, l'Italia non è l'America, per carità. Ma comunque in Italia c'è un ministro e uomo politico importante (anzi, fondamentale per gli equilibri di governo) che sta un mese e mezzo in rianimazione e di cui non si sa un tubo. La situazione è abbastanza odiosa: un altro ministro, Maroni, una ventina di giorni fa (con Bossi intubato e incosciente) aveva addirittura dichiarato di aspettare Bossi per la campagna elettorale, magari un Bossi che fuma meno e mangia meglio, ma un Bossi pronto a sostenere la Lega. Patetico. Bossi oggi è un uomo con una paresi alla parte sinistra, una tracheotomia che non gli ha ancora consentito di parlare e danni cerebrali ancora da valutare nella loro complessità. Vergognati, Maroni, le favole raccontale ai balilla di Pontida, sempre che ci credano anche loro.

C'è un lato grottesco in tutto questo. Berlusconi, che dà del comunista a tutti, agevola e promuove un trattamento molto comunista dei dati personali. L'ictus con edema polmonare di Bossi assomiglia al raffreddore di Yury Andropov: va tutto bene, andava tutto bene, fino all'evidenza dei funerali in Piazza Rossa. Non ci saranno i funerali di Bossi, al quale umanamente sono più che vicino, perchè dev'essere una cosa terribile passare da un palco al respiratore automatico. Però Bossi è un uomo di governo, un ministro della Repubblica, il capo della Lega. E' un uomo che dovrebbe decidere qualcosa, ogni giorno, ogni ora. Dovrebbe gestire un partito e firmare atti di governo, invece scrive "Dolore" sulla lavagnetta.

E' una mummia, praticamente. Un totem, un'icona, che va benissimo per la campagna elettorale, va davvero più che bene, perchè di parole siamo tutti un po' stufi. Meglio un Bossi zitto e dolente che un Bossi sul palco a far casino: io credo che nella Casa della Libertà - molto comunista nel trattare le vicende personali: che stiano cercando voti a sinistra? - il ragionamento sia questo. Vorrei solo ricordare che, a parte i dati più cruenti e intimi della cartella clinica, la privacy di un uomo pubblico - di un uomo così pubblico - è nulla. E che imbalsamare un uomo vivo non è un gran segno di rispetto, nè per l'uomo che per chi attende notizie. Mi piacerebbe che un giorno Bossi, riacquistata la verve e la parola, mandasse in culo i suoi amici: "Uè, sono vivo, mi tira ancora, Roma Ladrona, tiè".

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:29 |
 

SETTORE 2000

  • STEFANIA ORLANDO smentisce la storia con Cassano: "Scemenze, ma vi pare che una 35 anni si mette con uno di 21?" E' stata in regime di castità per due anni e mezzo e si è messa da poco con Pier Paolo, un imprenditore del Nord. Stefania ha cinque cani e Pier Paolo, alla partenza per un week-end a Capri, le ha detto: "Mi raccomando, portiamo con noi anche Schizzo". E lei è così raggiante: "Se non è la prova che mi ama davvero!"
  • SELVAGGIA LUCARELLI è fidanzata con il figlio di Adriano Pappalardo. Non lo sapevo. Potevate anche dirmelo.
  • CRISTIANO ZANETTI in completa controtendenza ha lasciato la ex-Letterina con cui conviveva e della quale mi sfugge il nome, peraltro marginale.
  • DAVID BECHKAM: oggi (ultimo aggiornamento ore 9) ancora nessun donna rivela di essersi accoppiata con lui. E' già qualcosa.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:29 |


martedì, aprile 20, 2004
 

"TUTTO A POSTO"

"Sì, ho incontrato Zaccheroni. Tutto a posto, il caso è risolto e non mi è sembrato nemmeno drammatico".

(M. Moratti, 20 aprile 2004, poco fa)

(ma ci sarà una volta che si incazza, 'sto uomo?)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:14 |
 

CALCIATORI DISCRIMINATI

Come mai questo mascalzone ha un sacco di figa a disposizione

e lui no

e lui nemmeno

e nemmeno lui?

Donne, fatevi un esame di coscienza. Non trovate odiosa e mortificante - per l'universo maschile - questa selezione razziale tra i calciatori? Perchè uno biondo del Real cucca molto di più di tre mori dell'Inter messi insieme? Perchè, donne, siete perennemente alla caccia del solito banale biondino atletico anglosassone trendy, quando alla Pinetina circolano questi bronzi di Riace che scelgono - come way of life - uno stile di vita più sobrio e look meno appariscenti? Basta con Beckham, finiamola. E con i soliti Vieri, Pippi Inzaghi eccetera. Redistribuiamo la figa nel calcio. Darla meno, darla a tutti. Io sono convinto che se esistesse una maggior giustizia sociosessuale l'Inter avrebbe molti punti in più in classifica. Per dire: se Lamouchi avesse incontrato Rebecca, magari vinceva il Pallone d'Oro.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:28 |
 

HO VISTO COSE

Recoba ha segnato di destro, Adriano ha fatto un assist, Martins ha passato un pallone. Giuro, ci sono i filmati. Dalla disperazione più nera siamo passati alle visioni paranormali, agli eventi inspiegabili, o forse ai miracoli. Adesso tocca a Moratti (trovare un esterno sinistro) e Facchetti (azzeccare un altro paio di acquisti). In lontananza vedo Zaccheroni camminare sulle acque. E più in là, molto più in là, un triangolino. E non è quello che pensate voi, maiali.

(nella foto, un pensiero stupendo)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:44 |


lunedì, aprile 19, 2004
 

QUEL MATTO DI DAVID

Ormai le amanti di Beckham aumentano a dismisura, ne spunta una al giorno e tra un po' si riuniranno in associazione. Quella furbacchiona di Rebecca ha già incassato 1,3 milioni di euro a fare la stronza in tv, a raccontare di come era bravo a trombarla David e a mostrare i di lui messaggini sbrodolosi. Poi è arrivata Sarah, che per un po' ha fatto la ritrosa ma poi ha confessato, anche dietro il decoroso corrispettivo di 450mila euro. Adesso spunta Celina. E quella di Celina, lo dico subito, è la storia più simpatica. Viva David. Viva Celina, viva il padre di Celina. Tutti in miniera, diobono.

Allora: Celina è danese, ha 27 anni, è figlia di un professore di musica e di una sacerdotessa protestante - dai, diciamolo: un bel tipo - e una sera d'agosto va in discoteca ad Aarhus. Casualmente ad Aarhus si è appena giocata la prestigiosa amichevole precampionato Aarhus-Manchester United. Una frotta di giocatori belli tonici (gli americani direbbero "horny") lasciano di notte l'Hoter Royal e vanno in discoteca a caccia di patonze. L'occhio vigile di Bechkam cade su Celina, tanto che il biondo giuocatore decide di mirare al sodo - quando cazzo gli capiterà di tornare ad Aarhus? - e le chiede: senti, non è che vieni a trombare con me nella mia suite? Alle 4 escono, vanno in albergo, trombano, dormicchiano, si svegliano la mattina e - secondo il minuzioso racconto di Celina - Bechkam si accorge di avere ancora qualche cartuccia - oltre che una vigorosa erezione mattutina - e la ritromba. Poi ciao ciao, ci sentiamo, come no, torno appena posso, seeeee figurati.

A confermare la duplice ciulata fuori ordinanza non è Bechkam, obviously, e nemmeno Celina, ma il padre di lei. Che dichiara al People: "Sono e resto un grande fan di Beckham, se non altro il suo comportamento dimostra che è un tipo normale e ha i suoi punti deboli. Mia figlia mi telefonò la mattina dopo per dirmi che aveva fatto sesso con David. Ho con lei un rapporto molto aperto".

Diobono. Foschi pensieri si sono addensati sopra la mia testolina. Come reagirei - come stracazzo reagirei - se un giorno mio figlia mi chiamasse per dirmi "Papi, ieri sera ho fatto sesso con Karagounis"? Non ci voglio neanche pensare. Di sicuro non chiamerei "People". No, chiamerei Moratti. Pronto Inter? Mi passi Moratti, per favore, è urgente.

Ma per dirgli cosa?

(essere padri non è una passeggiata de salute)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:44 |


domenica, aprile 18, 2004
 

IL SIGNORE TESTADURA

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui finisce l'avventura

di Bobone testa dura

che valanghe di gol fece

anche in anni neri pece

A Milano non ha vinto

e del resto non ha finto

di trovarsi a proprio agio

- proprio lui così randagio -

tra decine di gol fatti

e moine di Moratti:

lui voleva lo scudetto

bel cucito lì sul petto

lui voleva oltr'ai milioni

la coppetta dei Campioni

Ma a Milano non è cosa

segni e giochi senza posa

ma vittorie, figurarsi!

l'interist'ha da spararsi.

Non arriva la coppetta?

Lo consola Elisabetta.

La vittoria non è amica?

Per fortuna c'è la fica.

E Moratti - giù palanca -

gli solleva il cont'in banca.

Ma l'ambiente non gli piace

Bobo no, non si dà pace

di giocare e segnar reti

e beccarsi fischi e peti.

Lui non piace proprio a tutti

e gli spalti son distrutti:

chi l'esalta vinca o perda,

chi gli dice "sei 'na merda".

Cento gol ci ha regalato

ma - tu guarda un po' che fato -

non è stato amore vero:

forse quel sorriso austero

forse quel musone lungo

forse quel gobbone oblungo

fatto sta che se va via

perde il posto all'osteria.

Adriano è il nuovo amore

Oba Oba fa furore

e se Christian or ci lascia

- porca troia la bagascia -

qui non piangerà nessuno:

era sì un numero uno

centrattacco di valore:

ma se non ci metti il cuore

se rifiuti la panchina

se ti trombi la velina

se col trainer più non parli

se ti rodon certi tarli

se fai gol e non esulti

se ti meriti gli insulti

se marini la trasferta

la porta - sì - è già aperta.

Ti saluto, gran campione

col sinistro da cannone

un ariete con la testa

quando parti lancia in resta

emozioni mi hai donato

col portiere sforacchiato

ma ora è meglio congedarsi

e da amici - orsù - lasciarsi

il tifoso non è pazzo:

sei un gran testa di cazzo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:42 |
 

FACILI COSTUMI

A Katia manca molto Ascanio

A Vieri la Juve.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:41 |
 

ADDIO

"Non posso dire all'allenatore di farmi giocare. Lui è l'allenatore e lui fa le scelte. Io ho certe caratteristiche tecniche e per scaldarmi ci metto un'ora... Quindi non penso di essere adatto per giocare dieci o quindici minuti. Piuttosto che andare in panchina ho preferito allenarmi in modo da essere pronto quando l'allenatore avrà bisogno di me. Sono le scelte dell'allenatore, non sono problemi. Per me è importante allenarmi bene per mantenere la condizione fisica ottimale, questa mattina ho lavorato duramente con il Professor Gaudino".

(Christian Vieri detto Bobo, ex-centravanti dell'Inter, stipendio netto 5,2 milioni di euro annui. Milano, 18 aprile 2004)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:28 |


sabato, aprile 17, 2004
 

ESEMPI DEL CAZZO

“Gli sportivi devono studiare per poter sopravvivere. Il terrore di tutti gli sportivi è il momento del ritiro: guardate Pantani, quando non era sulla bicicletta non era nessuno”.

(Johann Crujff ai ragazzi delle giovanili del Barcellona, per spronarli a studiare e a mantenere un rendimento scolastico decoroso, pena l'allontanamento dalla società)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:37 |
 

UN LAVORETTO TRANQUILLO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:05 |


venerdì, aprile 16, 2004
 

GLI AGRUMI DI SICILIA

Le vertenze sindacali si seguono sempre un po' distrattamente, forse troppo, finchè non ti toccano almeno un po'. Di certe vertenze che non siano quelle degli autoferrotranvieri o dei controllori di volo facciamo fatica ad accorgerci. O, mediamente, ce ne fottiamo. A volte ci restano impressi cortei, slogan e striscioni. Poi, come di certa pubblicità che scorre in tv, non ricordiamo i protagonisti. Chi erano, metalmeccanici o agricoltori? Boh. E via alla pagina dello sport.

A qualche chilometro in linea d'aria da qui, mentre digito a pancia satolla e fuori piove, la Yomo vive una crisi profonda. Mai e poi mai avrei pensato che la Yomo potesse andare vicina alla chiusura. Sarà che lo yogurt dà un'idea di salute, non so. Sarà che compro yogurt della Yomo da tempo immemorabile, e se fosse per me probabilmente sarebbe quotata a New York e tutte le sere capeggerebbe il listino del Nasdayogaq, quello dei titoli tecnologici e latticini assortiti.

Poi capita che la famiglia che possiede la Yomo se ne voglia disfare, capita che ci si accorga - in trattative come questa - che gli operai sono sempre troppi per chi deve subentrare. Capita anche che chi voleva subentare poi non subentri e si blocchi tutto. Capita che ci sia un nuovo subentratore - è la Granarolo - che è molto interessato e anzi ha già firmato carte e trovato garanzie, ma la Yomo non è una fabbrichetta, ha 400 dipendenti e non è tutto così semplice. 400 dipendenti che da parecchie settimane vanno in azienda a far niente, se non a stendere lo striscione davanti al cancello e ad origliare i discorsi dei sindacalisti, poco speranzosi e molto incasinati. Ogni tanto fanno ripartire i macchinari. Giusto qualche ora. Poi di nuovo stop, tutti dietro lo striscione. Tutti i giorni.

Potremmo fottercene anche della Yomo, figuriamoci, e comprare Muller o Vipiteno o quel cazzo di yogurt che volete. Magari sono anche più buoni. Ma io non lo so, ho sempre preso Yomo perchè non ha i pezzi dentro e a me lo yogurt piace senza pezzi dentro. Poi ha un gusto - gli Agrumi di Sicilia - che mi piace da morire, dove l'aspro dello yogurt magro si miscela all'aspro dell'agrume in un festival di asperità che mi titilla la papilla mentre leggo il primo giornale della mattinata, da solo, in cucina.

La crisi della Yomo, a un certo punto, è diventata visibile. In diretta da tutti i supermercati. La porzione di scaffale riservata alla Yomo ha cominciato a spopolarsi. I primi a scomparire sono stati gli Agrumi di Sicilia - non sono l'unico fan, evidentemente -, poi la banana, la fragola e via discorrendo. La gente comprava Yomo ignara, ma il supermercato non rimpiazzava la merce perchè non ne arrivava più. Per un po' sono rimasti i gusti un po' del cazzo (quello bianco, quello al malto). Poi più niente. Poco fa, al Gs, ho visto tre confezioni da due di yogurt Yomo ai mirtilli neri. Scadevano il 13 maggio. Non li ho presi - lo dico davvero - perchè rimanesse sullo scaffale un qualcosa marcato Yomo, a testimoniare che qualcosa c'è, si muove, e ogni tanto arriva.

Non posso farci niente, io, per la Yomo. Posso solo fare il tifo per la Granarolo e la sua lungimiranza e il suo portafoglio, perchè tenga quanti più operai possibili. Io non conto una beata fava ma sto attuando una personalissima forma di protesta: non compero altri yogurt. Aspetto che tornino prima o poi gli Agrumi di Sicilia, che stapperò alle nove di una mattina qualunque come fossero una bottiglia di Veuve Cliquot.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:14 |
 

ESONERATO. ANZI, DIMESSO

Il Metternich a confronto era un consigliere di quartiere. Ascanio ha fatto questo ragionamento: mi candido all'esclusione e mi compro la suite, così Katia - messa di fronte all'ultima spiaggia e alla necessità di impietosirsi - sarà costretta a darmela. Ed è andata proprio così. Solo che il Principe in technicolor coltivava una segreta speranza, quella di non uscire dalla casa e di mettere nuovamente alla prova il suo pisellone tatuato. Peccato. Segato a furor di popolo, Ascanione nostro è di nuovo a  piede libero e il Grande Fratello perde il principale personaggio, sempre in bilico tra una crisi di nervi e lo sdilinquimento umiliante di fronte alla più frangiuta delle finte bionde. Mi mancherà, lo confesso. Nel giro di 24 ore l'Inter è uscita dalla Coppa e Ascanio è uscito dalla Casa. I miei giovedì non saranno più quelli di prima. Oggi, che è un venerdì consacrato alla Fattoria, mi sono sentito più solo e inutile. Allora mi sono messo davanti allo specchio, in bagno, e con un lampostil mi sono tatuato un enorme cazzo sul collo. Così, per solidarietà.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:51 |
 

POOOOVERO BECKHAM

"Si è sentito molto solo, soffriva tanto, la sua famiglia gli mancava davvero - ha raccontato Rebecca Loos nell'intervista - Era in un paese straniero, non parlava lo spagnolo, era circondato da una squadra completamente nuova nella quale non conosceva nessuno, non poteva comunicare con nessuno. L'ho aiutato - ha proseguito Rebecca Loos - ero là per lui e gli ho donato ciò di cui aveva bisogno e che gli mancava, in un certo senso".

 

In quale senso?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:37 |


giovedì, aprile 15, 2004
 

IL BILANCIO

Alcuni dei miei prodi ieri sera, in sala stampa e a inculata ancora calda, hanno declinato l'invito a tracciare un bilancio sulla stagione dell'Inter: "Il bilancio si fa alla fine". Che è anche corretto, voglio dire, ma alla fine di che cosa? Non vorrei che non si fossero accorti, i miei prodi, che ieri sera è finito tutto. A meno di non considerare il quarto posto come un obiettivo serio. E' chiaro che il quarto posto interessa la società e i giocatori per lo stesso motivo: la palata di soldi che arriva dalla Ciempions. A me, tifoso medio, parlare del quarto posto come obiettivo della stagione suona molto molto ridicolo. E' come se mi infilassero a forza nudo in un letto insieme a Jennifer Lopez, parimenti nuda. "Qual è il tuo obiettivo?" "Cazzo, vedrete, la bacerò sulla guancia, senza pietà". Stessa roba.

Potevamo respirare ancora un po' d'Europa, almeno un paio di partite ancora, e invece no. Al quarto posto puntateci voi, io guardo già alla stagione 2004-2005 (per l'ennesima volta giro pagina senza una soddisfazione). Esercizio che mi piacerebbe fosse fatto da almeno una parte dell'esercito di dirigenti nerazzurri. Visto che sono tanti, ma tanti, Moratti potrebbe ordinare a metà di loro di perseguire l'obiettivo del quarto posto, e all'altra metà di preparare la squadra al perseguimento di altri obiettivi l'anno prossimo, dal terzo posto in su.

Visto che di tempo ce n'è parecchio, tralascio oggi, in questo malinconico post-inculata, ogni considerazione tecnica. Oggi voglio fare qualche considerazione fisica. Siamo arrivati a questa partita dopo una stagione travagliatissima - parlo di fisico, ripeto - e reduci da una sottile euforia generale, quella finalmente di "aver recuperato tanti giocatori". Stiamo vincendo perchè finalmente abbiamo più scelta, stiamo giocando bene perchè abbiamo più uomini a disposizione, stiamo risalendo la classifica perchè abbiamo recuperato pedine importanti. Non erano almeno 15-20 giorni che si sentiva questa filastrocca?

Apprendo invece dai giornali di questa mattina - ieri, al momento della presentazione del match, la cosa era molto più soffusa - che la squadra era praticamente a pezzi. Troppa gente fuori forma, infortunata, in difficoltà. Zac fa il 4-4-2 (minchia!) perchè non ha gli uomini per fare il suo solito schema. Ma non erano tornati tutti? Ma non abbiamo una rosa di 30 giocatori? Ma quanti cazzo ce ne servono per passare un turno di Coppa Uefa?

Ecco, mi rivolgo alla metà dei dirigenti che - forse - si sta occupando della stagione a venire. Non sarà il caso di sfoltire la rosa anche in questo senso, sacrificando - non dico tutti - ma almeno la metà dei giocatori che ogni anno stanno fermi due o tre mesi a testa? Perchè abbiamo un giocatore, J. Zanetti, che fa 400 partite in 9 stagioni, una specie di entità sovrumana, e almeno una dieci-dodici di giocatori che ne fanno 15-20 a stagione, se ve bene?

Facciamo i nomi.

  • Coco. Ormai è un caso clinico e umano. Due anni a rinviare l'operazione di ernia al disco, poi finalmente lo operano e sbagliano l'operazione, così almeno sembra. Adesso lo mandano 15 giorni in Liguria a curarsi. Come un vecchio.
  • Vieri. Per struttura fisica ed esposizione al rischio è uno che salta 15 partite l'anno. Poi si prende anche le bottigliate in testa, mavaffanculo.
  • Cannavaro. Sarà anche sfigato, ma gli infortuni a ripetizione e la lentezza nel recupero non sono certo un buon segno.
  • Materazzi. Si infortuna, picchia Cirillo durante l'infortunio, tre mesi fuori, rientra, fa due partite ed è già fuori. Muscoli e garretti a perenne rischio.
  • Emre. Anno orribile, muscolarmente fragile.
  • C. Zanetti. Io non lo venderei mai, ma qualcuno inizi a chiedersi perchè ogni anno sta fuori tre mesi.
  • Almeyda. Carriera usurante, forse è usurato.
  • Gamarra. Vedi Almeyda.
  • Kily. Vedi Almeyda e Gamarra.
  • Helveg. Vedi Almeyda, Gamarra e Kily.

Sono dieci. Magari me ne scordo anche qualcuno, non è mica facile tenere il conto all'Inter. Emre e C. Zanetti li terrei a priori, sono giovani e forti. Coco via comunque, al suo posto un esterno sinistro che si regga in piedi. Degli altri sette, facendo qualche conto e imponendosi di decidere con il cervello e non con il cuore, almeno quattro-cinque li spedirei altrove, uno per reparto, con tre ricambi (sempre uno per reparto) più giovani e più affidabili. Risultato: due-tre uomini in meno in rosa.

Vabbe', Giacinto, cazzo, non fare così. Era sono un proposta.

[http://www.inter.it/media/raw/2004-04-15_144058.jpg:©inter.it]


Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:53 |
 

LA RIFFA

Seratona. Passo da San Siro a "Porta a porta". Vespa ha in studio il fratello di un ostaggio e, in collegamento da casa, il padre di un altro ostaggio. Dall'Iraq arriva la notizia che ne hanno ucciso uno. Ho iniziato a fare zapping per non guardare la riffa. Quattro famiglie a contendersi il 25 per cento di disperazione. E chissà cosa provava Vespa, se sudava freddo o coltivava la segreta speranza dell'annuncio funebre in diretta, "Il morto è suo figlio", nuova frontiera tv dopo l'ecografia, la plastica al seno, la trombata, evviva la diretta. La riffa pesca sulla ruota di Genova, Vespa è fortunato (o sfortunato, boh), in studio e in collegamento ha (solo) i parenti di due scampati (per ora). Nel mio zapping vado spesso a finire su Sky Tg24, il telegiornale a ciclo continuo del satellite. Lo conducono fotomodelli e fotomodelle. Queste ultime devono essere appena scese dalla passerella, gli spiegassero prima come si fa il mestiere. Una biondona dice che "Al Jazeera non manda in onda il filmato dell'esecuzione per risparmiare la visione orribile a tutti noi telespettatori". Ah. Poi, non paga, spiega che la visione dell'esecuzione, uno sparo alla nuca a un uomo inerme, legato e incappucciato, è "inquietante". Ah.

Triste è quel Paese che.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:40 |


mercoledì, aprile 14, 2004
 

A CASA

Verdetto indiscutibile. Avendo avuto molto culo all'andata, c'era l'obbligo morale di vincere bene al ritorno, per convincere oltre che per passare il turno. E dire che, pur giocando male, tre o quattro occasioni nitidissime le abbiamo anche create. Ma in quella sistematicità a sbagliarle, stasera, c'era tutto quel senso di inadeguatezza che ci ha accompagnati per gran parte della stagione. Allez Marseille, Inter a casa. Come direbbe Galliani: pensiamo a vincere qualche partita, va'.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:42 |
 

CENSURA TOTALE

Mentre comincia a tremarmi la regione scrotale per l'ormai imminente partita dell'Internazionale F.C., sono sconcertato dal comportamento di Mediaset, che sta nascondendo al mondo il fatto che Ascanio e Katia hanno avuto un rapporto sessuale completo e trapanante. In pratica, cari amici, sono l'unico a propagare nell'etere le verità: la notte scorsa, poco dopo le due, il pene spaventosamente turgido di Ascanio e la vagina sufficientemente lubrificata di Katia sono venuti in qualche modo a contatto, pur nell'intimità di un piumone copritutto. Il Minculpop berlusconiano nasconde vergognosamente la notizia. A questo punto ho la responsabilità di propagarla al mondo intero. Scrivo qui di seguito una serie di frasi che, tramite l'eventuale ricerca attraverso i vari motori, mi consentiranno di diffondere la Verità nel web, e anche oltre.

  • Ascanio e Katia hanno scopato
  • Ascanio e Katia hanno trombato
  • rapporto sessuale Ascanio Katia
  • finalmente Ascanio penetra Katia
  • Ascanio Katia cazzo figa
  • Grande Fratello grande trombata Ascanio Katia
  • Ascanio Katia rapporto sessuale completo
  • Ascanio Katia ciulata
  • sesso Ascanio Katia
  • Ascanio Katia piumone suite trombarono
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Adesso voglio vedere come fanno a nascondere la Verità. Voglio il Nobel, diobono.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:43 |
 

FENOMENI

La donna barbuta

Il giovane vecchio

Il vecchio ringiovanito

Il centravanti truccato

Il centravanti struccato

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:23 |
 

LA CENSURA

E' stato fulmineo. Tipo due cani quando si accoppiano. La cagnolina in calore è nell'aiuola che cerca di fare la pipì, il cagnolino randagio passa di lì e avverte l'afrore sessuale e animale, la padrona della cagnolina pensa "mmmmh, devo stare attenta, non vorrei mai che quell'orribile cagnolino me la coprisse, ma sono qui a due metri, figurati se succede qualcosa, maddai", e mentre pensa "maddai" le palpebre si chiudono in movimento automatico e involontario, e quando le riapre l'orribile cagnolino è già montato sull'ignara cagnolina, e con movimento pelvico e ritmato la sta bellamente trombando. La signora cerca aiuto nei passanti, che di solito guardano la scena e ridono. Nel tempo che serve per trovare una soluzione - bastone, idrante, lupara, cappio - il cagnolino eiacula e si fuma una sigaretta, la cagnolina riprende a cercare il posto per fare la pipì e la signora, disperata, fa la conta di amici e parenti cui offrire un incrocio tra una splendida pechinese e un volpino tzigano.

E' stato fulmineo. Ero lì che guardavo Ascanio fare la piovra con Katia, mentre erano a letto intenti a guardare un film. Katia era molto presa dal film e ogni tanto si spostava o spostava Ascanio, che era molto preso dal suo pene bizzoso. Sembravano Vianello e la Mondaini. Katia sempre più sul bordo del letto, Ascanio sempre più sul bordo di una polluzione. La scena era quasi comica. Stavo per alzarmi e venire qui, al pc, ad aprire un Ascanio Fan Club, o forse - meglio - un'associazione, Salvate Ascanio, una roba così. Perchè dev'essere brutto essere lì, sotto un bel piumone (diciamolo, il piumone istiga), e avere di fianco un manichino biondo.

E' stato fulmineo. Stavo per spegnere, deluso, quando in un attimo il piumone si è gonfiato ed è diventato una specie di canadese biposto. Katia sembrava non opporre più nessun rifiuto. No no. La canadese - questione di secondi - ha iniziato a muoversi. Poi, inequivocabile, nel giro di un paio di minuti, è iniziato il movimento rock'n roll della trombata. Dal piumone spuntavano solo un paio di piedi, penso di Ascanio, ma non è importante. Dopo 15-20 secondi di inequivocabile coito selvaggio sotto il Palatenda, Sky ha censurato le immagini. Via, zac!, niente più suite. Mavaffanculo. Ho aspettato dieci minuti, niente. E la censura continua. A mezzogiorno il sito non riporta nulla della trombata notturna. Basta, spazziamo questo velo di ipocrisia. Abbasso Sky. Viva il piumone, viva l'amore. Abbasso Mediaset. Viva la figa.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 12:05 |
 

TROMBANO!

Adesso torno di là ad assistere e domani vi racconto. Che emozione.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 02:14 |


martedì, aprile 13, 2004
 

VINCENZINO DAVANTI ALLA FABBRICA

Rita Montella, ex moglie di Montella (quindi andrebbe chiamata più correttamente Rita Iannaccone, ma lo showbiz come affronterà il problema?), sostituisce dunque Flavia Vento alla Fattoria. Minchia. Vabbe', ma a parte questo: Mediaset fa sapere che Montella sarà molto coinvolto davanti al video. Infatti l'ex-moglie entra nella Fattoria, mentre la sua attuale fidanzata Rachele è la cameriera della suite del Grande Fratello. Dio mio, Vincenzo, come cazzo farai?

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:09 |
 

PREVISIONI FUNESTE

Il 27 luglio l'Inter giocherà in Giappone un amichevole contro l'Urawa. Ecco, per andare a incassare un gettoncino di presenza metteremo a repentaglio l'ennesimo campionato. Preparazione affrettata, cali di forma, infortuni. Uffa. Mi tocca aspettare il 2005-2006.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:49 |
 

LA TALPA

Domani sera terna danese. Arbitra Nielsen.

Assistenti Predolin e De Grenet. Spalti gremiti. Brezza appena apprezzabile. Terreno in buone condizioni. Settore nervoso.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:02 |
 

ZONA CESARINI

Dovendomi distrarre dalle implicazioni emotive di un imminente Inter-Marsiglia, dirigo le mie stanche meningi verso la considerazione che il Grande Fratello giunge - dopo un numero sconsiderato di giorni - al momento decisivo. Katia l'indecisa e Ascanio l'eretto entrano nella suite. Potrebbe essere l'ultima occasione di vedere una simil-trombata in questa Casa di casi umani, visto che giovedì il Golfista pittato è seriamente candidato all'esclusione, essendosi immolato in virtù di non so quale tattica - Ascanio è in evidente deficit mentale da giorni, forse da anni -. Inutile chiedersi se Ascanio è pronto: lui ce l'ha virtualmente grande e grosso come una sacca da golf. Sarà pronta Katia? Se Carolina ce l'ha di acciaio inox, Katia ce l'ha chiusa con una zip. Nei momenti di più intenso cedimento trac!, la tira su e il povero Ascanio resta lì con il suo malinconico alzabandiera. Ma forse ci siamo, ragazzi. Katia ha chiesto informazioni a Carolina: "Ma se sotto le coperte... insomma, si vedrà?" E Carolina: "Beh, si vedrà un po' di movimento... fregatene". Eccezionale. Linda Lovelace e Sylvia Kristel non avrebbero saputo fare di meglio. Ora vado a comprare le pile per il telecomando.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:20 |


lunedì, aprile 12, 2004
 

AVVENIMENTI

E' chiaro che nell'ambito degli avvenimenti odierni - in Iraq ci si ammazza, in Italia gli arbitri sono nel mirino, in Spagna il Real sta andando a puttane - la decisione di Flavia Vento, in pieno psicodramma, di abbandonare la Fattoria assume una valenza tutta particolare.

 

 

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:22 |
 

ARROGANCE

(non parlo dell'Inter, dai. Vittoria arraffata a Perugia, bella solo per i due gol segnati in una fase della partita in cui di solito li prendiamo. Il gol di Martins? In fuorigioco c'era Adriano, quindi secondo le nuove regole Martins era in posizione regolarissima. Diciamo - più terra terra - che se avessero fischiato il fuorigioco non mi sarei accorto di niente, e se me lo avessero fatto notare non mi sarei arrabbiato. E poi vogliamo parlare di fuorigioco attivi e passivi dopo certi rigori fischiati di sabato? Dai.)

Ho letto il resoconto del battibecco a distanza Galliani-Mazzone sugli schermi di Sky, sabato pomeriggio. Dichiarazioni estorte a partite appena concluse, e posso capire che fossero nervosetti entrambi: uno appena rialzatosi dal water dell'area vip di San Siro, l'altro dopo averne prese tre ad Ancona. Galliani si è sentito tirare in ballo da una frase di Mazzone, che peraltro non aveva citato nè lui nè il Milan. Risposta piccata dell'uno, l'altro figuriamoci se fa un passo indietro, eccetera. Un minutino di scazzo, niente di che. Se non fosse per una frasetta dell'Uomo dalla Cravatta Gialla: "(...) il signor Mazzone pensi a vincere delle partite (...)".

Caro Galliani, questa frase è permessa solo tra pari grado. Trattasi di sfottò pesante, nel senso che la persona cui è diretto non può che sentirsi punta nel vivo, o addirittura ferita. Lei, caro Galliani, sempre che ne ricorrano le condizioni, questa frase la può dire a qualcuno dell'Inter (con suo magno gaudio), o della Juve, o della Roma, o del Real. Una frase perfetta per uno di quei bei litigi con Facchetti: "Giacinto, pensa a vincere delle partite". Touchè. Uno dell'Inter quest'anno non potrebbe proprio rispondere. Al limite potrebbe pensare "ma vaffanculo stronzo", ma solo pensarlo. Zitto e porta a casa.

Ma all'allenatore del Bologna, lei, Galliani, presidente del Milan, presidente della Lega, questa frase non la deve dire. Detta a Facchetti è una sonora (e azzeccata, purtroppo) presa per il culo. Detta a Mazzone è un atto di bullismo, uno sfoggio di arroganza gratuita. Un'infamia, se pensiamo che il Bologna le partite non le vince perchè è una di quelle due-tre società con i bilanci più o meno a posto - ha Tare e non Shevchenko, ha Natali e non Nesta, ha Locatelli e non Kakà - e lei è il presidente della Lega, e a una società così dovrebbe stendere una passatoia rossa perchè è la dimostrazione che si può sopravvivere pagando l'Irpef, l'acqua calda e l'ala sinistra, sia pure adattandosi a lottare per il nono-decimo posto.

Tutti pensano a vincere le partite, glielo garantisco. E' brutto che uno che ne ha vinte 22 su 29 lo faccia notare a una società di provincia, che ha appena perso ad Ancona (altra società che tutte le domeniche pensa a vincere, facendo cazzate) e che con altri giocatori e altri budget potrebbe anche divertirsi ad alzare un po' più la voce, invece di fare beneficenza con l'ultima in classifica.

Io mi sarei incazzato, come Mazzone, e quando mi incazzo sento il cuore pompare molto più forte e mi scappa la battuta. Forse anche a Mazzone succede così. O forse Mazzone è più signore di me e di lei. Perchè sarebbe stato carino rispondere: "Scusi, Galliani, ma a Yokohama e a La Coruna a cosa pensavate?". Lei, Galliani, ha già cucito in petto uno scudetto strameritato, e noi zitti e muti a guardarla ammirati. Ma si ricordi anche delle due travi roventi che ha nel culo - una gialloblù Boca e l'altra biancoblù Deportivo - e che fare i forti con i piccoli non si intona nemmeno con la sua cravatta gialla.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:20 |


sabato, aprile 10, 2004
 

CAMPIONI

(nella foto, il gatto di Galliani cerca di consolare il padrone nei bagni di San Siro al termine della combattutissima partita)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:23 |
 


SFIGA D'ANNATA

(da inter.it)

ACCADDE OGGI
Data Avvenimento
10-04-1960

"Intervengo da San Siro per segnalare che la Roma è passata in vantaggio: gol di Manfredini!", urla Enrico Ameri a "Tutto il calcio minuto per minuto". E' una svolta storica, perchè fino a quel momento l'impostazione del programma non prevedeva interruzioni dai campi non collegati: i radiocronisti dovevano rigidamente rispettare la scaletta degli interventi. Purtroppo tocca a un gol subito dall'Inter (che perde quella partita 3-1) inaugurare il nuovo stile radiofonico.


Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:52 |


venerdì, aprile 09, 2004
 

ANDATE A LAVORARE

Ci sono oggettive difficoltà ad informarsi sulla "Fattoria", il Grande Fratello agreste dove 13 relitti del mondo dello spettacolo e di altri ambienti vipposi stanno vivendo come nell'800, senza acqua luce gas e telefono. Il sito ufficiale della trasmissione, forse per adeguarsi ai ritmi del 1870, viene aggiornato ogni due giorni e in maniera sommaria. Se Mediaset ha delle difficoltà, voglio dire, me lo faccia sapere: a pagamento, s'intende, potrei pensarci io. Invece sono qui a leggere notizie dell'altroieri e a sbadigliare come un facocero. Mi piacerebbe davvero sapere come passano le loro giornate Flavia Vento e Solange, tanto per fare un esempio. Nell'attesa, curioso tra le biografie. Quella di Daniel Ducruet, ex-marito fedifrago di quell'altro fenomeno che è Stephanie di Monaco, è davvero pregevole. Inizia così: Si definisce "sincero" e tra le sue qualità ribadisce "la franchezza". Due doti che sostiene possano "diventare anche un difetto" Davvero commovente. Così sono andato a rovistare tra i miei ricordi più cari e ho trovato una bella fotografia di quando Ducruet - ai tempi in cui viveva a corte e partecipava ai galà della Croce Rossa al fianco di Ranieri - mostrava sincerità e franchezza, fino a farle diventare un difetto. Guardando e riguardando la foto, devo dire che lo ammiro.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:54 |
 

SOFFRIRE

Le vittorie contro Azzate, Benfica, Ancona, Reggina, Cinisello e Juventus - devo ammetterlo - mi avevano un po' illuso. Sognavo un finale di stagione in discesa, un approccio lieve e confortante agli impegni agonistici, un quarto posto da acciuffare senza impazzire. E magari un lungo cammino in Coppa Uefa, destinazione Goteborg. Il problema è che finchè si illude Settoruccio, voglio dire, chi se ne frega. Noi tifosi incondizionati ci facciamo prendere la mano e il cuore, soprattutto dopo aver maramaldeggiato contro la Giuve. Mi sembra normale, specie dopo una stagione del cazzo. Se invece si illudono quelli che giocano, beh, la cosa si fa un pochino più complicata. La partita di Marsiglia - un tiro in porta e novanta minuti a novanta gradi, sperando che i missili non cogliessero il bersaglio - è stato un brusco risveglio. Sì, ragazzi: può capitare che la squadra contro cui giochiamo - mioddio! - voglia vincere. Mica tutti ci stendono il tappeto rosso come Montero e Zambrotta. Ieri sera lavoravo e sudavo freddo, mi affidavo all'audio del televisore per non vedervi in perenne difficoltà. Ogni tanto alzavo lo sguardo e vedevo quasi sempre un lungo, insistito primo piano di Drogba. I casi erano due: 1) il regista era frocio. 2) vi stava massacrando. La seconda che ho detto, credo.

p.s.: il fatto che per il ritorno questa iradiddio sia stato squalificato non vi esime, sia chiaro, dal tirare in porta. Bisogna farne due. Due. Non dite che non ve l'aveva detto nessuno.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 12:05 |


giovedì, aprile 08, 2004
 

COMMENTO TECNICO

(nella foto, un'azione dell'Inter)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:08 |
 

PARTITA FALSATA

Dai, diobono, come si fa a giocare con un pallone grigio?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:05 |
 

L'IMMEDIATA VIGILIA

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:00 |
 

UN UOMO AL CROCEVIA

Citta della Padania, questa sera, ore 21. Un uomo, un pc, molta gente intorno, un televisore un po' più avanti, spostato sulla sinistra, leggermente in alto, in posizione semidominante.

Un posto di lavoro, come molti altri.

Un dramma umano. Il mio.

  1. Marsiglia (tv): scende in campo l'Inter.
  2. Roma (tv): inizia il Grande Fratello.
  3. Città della Padania (un chilometro a 200 metri in fondo a destra): da mezz'ora la squadra di basket starà giocando la penultima partita della regular sìson. E io lì, impotente, a 1.200 luridi metri.
  4. Città della Padania (ivi): dovrò lavorare ancora per due ore buone, e non saprò come fare  a coprire i tre avvenimenti e finire quello che avrò fare.

(il giovedì è un giorno del cazzo, diciamolo)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:09 |
 

LE GRANDI BIOGRAFIE

DI SETTORE - 5

(rubrica di pubblica utilità per non vedere il Grande Fratello e affidarsi alle suggestioni di un vostro conoscente, da spendere in pubblici dibattiti sull'utilità del reality show)

CAROLINA

Carolina è nata il 14 maggio 1978 a Caracas da una relazione clandestina tra don Diego de la Vega e Maria Goretti. I genitori intuirono subito il suo particolare talento: al momento del parto prese a schiaffi l’ostetrica e pretese dal ginecologo una liberatoria per i diritti d’immagine, lamentandosi per essere stata presa di profilo nell’ultima ecografia. Anche durante l’infanzia non nascose le sue ambizioni di farsi strada nello showbiz: un giorno litigò con un genitore che faceva le foto durante una recita all’asilo, dandogli del paparazzo e pretendendo che gli consegnasse il rullino. Solo l’intervento della maestra sistemò temporaneamente le cose.

La sua vita cambiò radicalmente un anonimo pomeriggio di apparente quiete domestica, quando assistette a un banale quanto furioso litigio tra sua madre e una delle sue sorelle. Quest’ultima pretendeva che la madre le prestasse una preziosa collana per uscire con le amiche. Dopo un lungo tira e molla, la madre esplose in una frase rabbiosa: "No, non te la do, è d’oro". La piccola Carolina restò molto impressionata, e quella frase le rimase stampata nel cervello.

La presenza di Carolina nella casa del Grande Fratello poteva avere le conseguenze di una bomba H, ma grazie alle doti di continenza di questa ubertosa ragazza italosudamericana finora l’effetto è stato quello di quei petardini che si comprano dal cartolaio. La combinazione viso-occhi-bocca-tette-culo aveva subito impressionato Ascanio, figuriamoci, che dopo ventisette minuti di permanenza nella Casa aveva deciso di farsela, non immaginando minimamente a quello cui andava incontro. Le scene d’amore tra il golfista innamorato e la venezuelana imbalsamata resteranno nella storia: e mentre il tatuatone cercava di dominare le prime pallide erezioni da diretta tv, Carolina si controllava lo smalto delle unghie e ripassava mentalmente le regole della donna incorruttibile. La palla è passata poi al cascamorto veneziano, che per una quarantina di giorni ha tentato inutilmente di penetrare (parola grossa) la spessa cortina che separa Carolina dal mondo esterno, senza riuscirci. Tommy, all’uscita dalla Casa, dovrà essere rieducato al corteggiamento e alla pratica sessuale in un centro specializzato di Asolo, dove curano l’impotentia carolindi.

A facilitare la condotta di Carolina interviene un sofisticato circuito interno studiato alcuni anni fa dall’Università americana di Harvard, dal Cern di Ginevra e dalla Scavolini. All’apparato genitale di Carolina è stato infatti applicato a titolo sperimentale un refrigeratore dello stesso tipo di quelli usati alla Rex. Quando dalla corteccia cerebrale parte uno stimolo involontario alla lubrificazione della vagina, scatta automaticamente un impulso che - tramite un microchip inserito nell’utero - dispone la chiusura ermetica di grandi e piccole labbra e il congelamento dell’intera zona ventro-sessuale. Lo stesso microchip consente a Carolina, durante questa complessa operazione di irrigidimento vulvico, di sorridere, dire cose soavi e far finta di essere normale.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:13 |
 

I RICCHI E I POVERI

Lo ammetto, ho abbastanza goduto. Ma non è solo la sindrome di Spartacus, la rivincita interiore dell'interista depresso, la rivalsa del frustrato. Il tifo contro, anche occasionale, non mi dà grande soddisfazione. E non è nemmeno solo l'inenarrabile soddisfazione di pensare alle facce di Berlusconi e Galliani, a lifting in pericolo e cravatte gialle attraversate da un fremito di rabbia. Non è solo questo, che quasi sarebbe banale. Mi piace invece rimirare il tabellone della Ciempions Lig, dove si affronteranno in semifinale le squadre che hanno eliminato Milan, Juve, Real, Manchester e Arsenal. Cinque totem abbattuti (o forse quattro, per tradizione e lunghe astinenze l'Arsenal andrebbe assolto) di un sistema-calcio che mi fa schifo, come fa schifo a tutti quelli che ancora vogliono bene allo sport. Il calcio dei diritti televisivi, degli ingaggi irresponsabili, dei Milan Lab, del merchandising, del divieto di fare autografi sulle magliette, delle campagne-acquisti tipo supermercato, dei Drim Tim, dei ritiri a pagamento, delle partite a gettoni milionari, delle miliardate in nero, delle plusvalenze, dei bilanci artefatti. Le solenne inculate, in ordine di tempo, a Juve, Manchester, Real e Milan sono quattro atti di un coito di incommensurabile piacere, lo spregio al calcio multinazionale, lo sberleffo al club dei vip. Se mi si consente una marzulleria, il bello del calcio è proprio questo: quattro club mediamente sfigati che si trovano a contendersi la coppa più importante, e le squadre-guida dell'Europa pallonara ridotte a vedere le partite da casa o dal divano dei ritiri, tra una partita a biliardo e una telefonata al procuratore. Il calcio, corrotto e devastato, resta pur sempre un gioco, e fortunatamente accade ogni tanto che l'Empoli domini a San Siro, o che l'Ancona fermi la Roma, o che il Modena spaventi il Milan, eventi che ti ricordano che non è tutto già deciso, benchè molti ci provino. Se in Ciempions Lig, l'orgia dell'opulenza pallonara, in cinque partite escono le cinque favorite, allora vuol dire che non tutto è perduto e che c'è un dio della sfera di cuoio che si ribella ai patti più perversi. Sorrido beato e un pochino incredulo di fronte al tabellone della Ciempions Lìg che trasuda non dico proletariato, ma almeno scarsa nobiltà. E penso che sognare un certo calcio, difendere certi valori, evocare antichi aromi - l'odore della Vegetallumina, il thermos del the, l'erba bagnata - non è nostalgia: è autoconservazione.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:20 |


mercoledì, aprile 07, 2004
 

...DEL RESTO L'EUROPA

NON GLI E' MAI PIACIUTA

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:40 |
 

DISTRAZIONI

Il Grande Fratello

La Fattoria

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:19 |
 

SANGUE (e gnocca) BLU

Perchè Roberta Capua non annuncia mai di essersi innamorata di un muratore di Casoria? E perchè Massimiliano Rosolino non si tromba l'addetta alla clorizzazione della piscina dove si allena? Perchè i vip continuano ad accoppiarsi tra loro? Perchè c'è un filo rosso che unisce vulve con i lustrini a piselli medagliati? Perchè? Perchè, per esempio, una velina non la dà a uno che ha un blog? Sarebbe una notizia, finalmente.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:37 |


martedì, aprile 06, 2004
 

"LA PRIMA PERSONA A DOVER

LASCIARE LA FATTORIA E'...:"

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:50 |
 

UN MITO

Non vincerò mai il Pulitzer, per una lunga serie di motivi fra i quali: 1) non conosco nessuno della giuria a cui chiedere il modulo di iscrizione; 2) non so dire in inglese la frase "Ho scritto una serie di cose sull'Inter, se avete una categoria Atrocità Globali direi che vanno benissimo"; 3) non esiste la categoria "Biografie di personaggi del Grande Fratello". E poi, 4) mi inchino alle grandi idee. Così brindo alla vittoria di Dan Neil, a cui è stato assegnato un Pulitzer speciale per il lavoro più ricco di humour e di conoscenze tecniche. Dan Neil, giornalista del Los Angeles Times, per settimane e settimane ha provato automobili per vedere quale fosse la migliore per trombarci a bordo. Schede raffinatissime su sedili, ammortizzatori, abitabilità interna. Complimenti. Ora, se volessi tentare il colpaccio, non mi resterebbe che copiare. Chessò, potrei iniziare un reportage su "I migliori divani su cui limonare". Mi servono volontarie per il test. Io diventerò famoso e voi potrete un giorno dire: "Ho fatto la maiala con un premio Pulitzer". Cadranno tutti ai vostri piedi. Pensateci.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:29 |
 

LE GRANDI BIOGRAFIE

DI SETTORE - 4

(rubrica periodica di sociologia spicciola su un fenomeno di dubbio gusto. Del resto trovarsi impreparati di fronte a una domanda della parrucchiera è scocciante. Il mio spirito di servizio è ammirevole. Splinder dovrebbe prezzolarmi. Adesso inizia anche la Fattoria e mi sta venendo l'ansia da prestazione)

 

BRUNO

Bruno è nato ad Ancona il 19 febbraio 1963 da una relazione clandestina tra la Sora Lella e Bombolo. Vive a Monterotondo (Roma). I genitori intuirono subito le sue doti: al momento del parto era serenamente addormentato e fu svegliato a schiaffoni dall'ostetrica. Fu lì che pronunciò la sua prima parola, "Ahò!": poi si girò su un fianco e schiacciò un pisolino nell'incubatrice, chiedendo all'infermiera di spegnere la luce. Nella sua vita ha già fatto un'infinità di lavori: l'ambulante, il benzinaio, la comparsa e il collaudatore di amache.

La partecipazione al Grande Fratello gli ha consentito di realizzare un suo sogno: non fare un cazzo senza nemmeno doversi imboscare. E infatti con grande naturalezza, pur sotto l'occhio di decine di telecamere, trascorre le giornate ciondolando dal letto al divano, dai lettini della piscina al tavolo della sala da pranzo, una delle rare occasioni in cui lo si può notare con il busto eretto, anche se con il culo ben appoggiato a qualcosa di morbido. Il regista del Grande Fratello lo adora: per inquadrarlo bastano infatti le telecamere fisse. Quando viene inquadrato Bruno, in sala regia scatta la pausa caffè: tutti si alzano e vanno a farsi un giro, bere qualcosa o fumarsi una sigaretta. Si narra che alcuni giorni fa l'aiuto regista abbia puntato una telecamera su Bruno e sia partito per un week-end a Cerveteri: al ritorno, il lunedì mattina, Bruno era ancora lì, con la sua parlata catatonica e i suoi movimenti da bradipo. Sembrava solo essersi cambiato la canottiera, forse approfittando dell'oscurità.

Raramente si muove, e quando lo fa sembra di stare al Moviolone di Biscardi. Pare che Michael Jackson abbia chiesto i video con i movimenti-base di Bruno per aggiornare il suo moon-walking. Le interminabili inquadrature su Bruno che parla da una posizione orizzontale, scrutando gli astanti come se li vedesse per la prima volta e muovendo lo sguardo con circospezione da sotto la bandana, rendono alcuni momenti del Grande Fratello simili ad alcuni film dell'ultimo Bergman.

Bruno, forse per pigrizia o forse per amore - questo rimarrà sempre un dubbio inestricabile -, ha fatto voto di castità al momento di entrare nella Casa, giurando fedeltà alla sua Alessandra, 24 anni, con cui convive da otto (ahò!). Nessuna delle ragazze, ammirate da tanta determinazione a non trombare, lo ha mai minimamente stuzzicato approfittando dei rari momenti di veglia. Questo patto di non-aggressione ha generato giri viziosi di non-coppie. Peccato: sarebbe stato bello vedere Carolina o Katia non-darla a Bruno, invece di quegli stucchevoli minuetti da annusamenti ormonali con quei due fessi di Tommy e Ascanio, il cui livello di testosterone è ormai a livelli di stupro etnico. Chissà se l'umore vaginale e l'afrore vulvanico (non è un refuso) avrebbero scatenato la belva che è in Bruno. Chissà. Ormai è troppo tardi per saperlo: giovedì potrebbe uscire e rimarrebbe di lui solo l'impronta sul materasso, sorta di Sindone laica di un uomo votato alla meditazione dorsale.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:48 |


lunedì, aprile 05, 2004
 

IMPIETRITI

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:15 |


domenica, aprile 04, 2004
 

LASCIATEMI CANTARE

FONTANA: s.v.

CORDOBA 7: stava facendo cagare da così tante settimane che si meritava una partita liberatoria. Grazie anche a Miccoli che non ha infierito.

MATERAZZI 7+: con il Trezeguet di stasera avrei preso 6 e mezzo anch'io giocando con le scarpe da tennis e i pantaloni della tuta. Comunque lui, lì in mezzo, un perchè ce l'ha. Non ho notizie di eventuali pestaggi nel tunnel, provo a fidarmi e lo promuovo.

GAMARRA 7: con la Juve si trova da dio, anche se a sinistra nel primo tempo si è preso una serie di spaventi mica da ridere, non per colpa sua. Nella ripresa gioca col sigaro in bocca. Il Paraguay è fiero di lui.

J. ZANETTI 7+: una sicurezza e qualche bel numero in progressione. Le sue basette sono sempre più scolpite. Un bravo ragazzo, chi non gli farebbe sposare sua figlia?

FARINOS 7+ : sono solidale con la sua incazzatura al momento della sostituzione. Ha giocato bene e, devo dire, rapato a zero fa una certa tenerezza. Meritava di restare fino alla fine, ma non sottilizziamo: in fondo abbiamo inculato la Juve, no?

C. ZANETTI 7: il solito molosso a metà campo, non fa il fenomeno ma morde tutti i garretti che gli capitano a tiro. Ho scoperto che anche lui si tromba una simil-velina. Che palle.

KILY GONZALES 6+: è la media tra la sua prestazione in fase difensiva e quella in fase offensiva. Del resto non è bravo in copertura, questo lo sanno anche i bambini dell'asilo qui davanti a casa mia, e quindi spalanca un paio di varchi che ci sarebbe passata anche la Costa Crociere. Ma come agonista è un bel vedere e finalmente si è sbloccato: splendido il gol di testa, che gli vale il più.

STANKOVIC 8: ecco, dopo tre mesi, quello che pensavo potesse essere. Un gol, un assist, un rigore procurato. Una presenza da far paura.

VIERI 7: cerca di bucare la porta tirando un rigore da plotone di esecuzione. A parte questo, si sbatte parecchio. E bene. Solo il fatto che sia un suo grande amico evita a Martins la deflorazione in diretta su Sky.

MARTINS 6-: bravo sul gol e splendido nelle capriole, dove ricorda il miglior Menichelli. Poi cerca solo e sempre la soluzione individuale, andando contro le regole del buon senso e della fisica applicata. Al termine non si regge in piedi: vuoi vedere che, come sostengo da tempo, ha almeno 32-33 anni?

ALMEYDA 7: manca da sette-otto mesi ma riprende da dove aveva finito, pedalando e smistando e smoccolando. Bella la nuova pettinatura, sembra il cantente degli Europe.

KARAGOUNIS 6,5: mi sta istintivamente simpatico perchè si sbatte, corre, tira ed è molto brutto. Gli darei sempre 6,5 come minimo.

HELVEG 6: non è bello confessarlo, ma quando è entrato mi ero alzato per andare a bere e mi sono accorto della sua presenza in netto ritardo. Se qualcuno non è d'accordo con il voto può scrivermi a rotorsettor@katamail.com

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:29 |
 

GODURIA & DILEMMI

Sì, vabbe', abbiamo vinto e l'endorfina mi pervade da capo a piedi. Ma un dilemma mi turba in una serata tanto gioiosa: chi è il barbiere di Buffon?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:39 |


sabato, aprile 03, 2004
 

MALINCONIA

La corsa per il quarto posto (sticazzi!) porta con sè un carico di malinconia che aumenta partita dopo partita. Ti tocca trepidare per una trasferta ad Ancona, mentre un Inter-Juve (con la Juve seconda in classifica a un numero indeterminato di punti dalla prima) diventa una robetta un po' così, nè carne nè pesce, nè big-match nè partitella. Inter-Juve vista a San Siro è da brivido, ma per una serata così basta e avanza il divano con vista su Sky, sperando di inculare l'armata bianconera - questo sì, su questo non si transige - ma coltivando questo pensiero tra uno sbadiglio e l'altro, con una certa noncuranza, senza quell'urgenza adrenalinica che caratterizza la vigilia del derby d'Italia. Insomma, per farla breve: è un mezzo evento, diciamocelo, un eventino, un eventucolo. Se ripenso a 17 partite fa, alla strepitosa partita di Torino, mi viene il groppo in gola. Le 17 partite che ci sono state nel frattempo, con l'aggiunta dell'eliminazione in Ciempions, sono state un lento, inesorabile soffrire. Noi arriviamo alla partita di domani sera con un bel curriculum: non vinciamo da due mesi in casa (e io, coglione, mi sono sorbito sugli spalti proprio le tre partite del calvario zaccheroniano: Udinese, Brescia e Chievo) epperò non prendiamo gol da tre partite (Chievo, Ancona, Reggina e arriviamo da quattro vittorie consecutive (Azzate, Ancona, Reggina, Cinisello) recuperando qualcuno dei duecento infortunati, oltre a salutare il ritorno di Sugar Ray Materazzi dopo la squalifica. Insomma, ce la potremmo anche fare. Ma coltivo questa mia brama di vittoria con la stessa caparbietà di un tackle di Brechet. Insomma: proviamoci, altrimenti chissenefrega (sospiro).

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:30 |


venerdì, aprile 02, 2004
 

LE GRANDI BIOGRAFIE

DI SETTORE - 3

(sceneggiato a puntate di informazione alternativa sul fenomeno del reality-show, che poi magari qualcuno vi dice "toh guarda, mi sembrava un pirla e invece sa tutto del Grande Fratello", e a quel punto mi ringrazierete in eterno)

SERENA

Serena è nata a Genova il 24 maggio 1978 da una relazione clandestina tra Sbirulino e Winnie the Pooh. I genitori intuirono presto il talento della piccola Serena, sempre al centro dell'attenzione e con un'innata vocazione allo spettacolo: i parenti la adoravano quando da piccola saliva sulle sedie a recitare poesie, e poi sui tavoli a mettere i piedi dentro la pastasciutta dei commensali. Ha le idee chiare: ha fatto il liceo classico ed ora è segretaria in una palestra. Hanno le idee chiare anche nella redazione del Grande Fratello: nella sua biografia si parla di "fisico atletico forgiato da anni di intensa attività fisica": in realtà è piccola e parecchio culona, ma questo la rende irresistibilmente simpatica nel confronto quotidiano con frange tosate con la fresa e con vulve forgiate in altoforno.

Insopportabile nei primi tre-quattro giorni di permanenza nella Casa, quando doveva recitare il ruolo di schizzata-ma-molto-simpatica, si è poi rivelata via via uno dei pochi personaggi con una parvenza di umanità. Dopo 72 giorni, peraltro, comincia a dare segni di sessualità repressa. In un posto dove tutti la chiedono alla persona sbagliata, a lei non la chiede proprio nessuno. E dire che lei, così burrosa e morbida (e magari zittita con un tappo da damigiana), non è proprio da buttare via. Bruno è casto, Ascanio è stronzo, Tommaso è perso dietro alla simulazione di una vagina e Patrick, nella sua inaffidabilità, rappresenta il suo esatto corrispondente maschile, una sorta di Serena con il pisello, che ci ridi, ci scherzi ma col cazzo che ci trombi. Ecco perchè una sana trombata Serena-Patrick rappresenterebbe la rivincita sociale e materiale di un'edizione del Grande Fratello consacrata a "ho una persona che mi aspetta fuori", tra un crepitare di corna ramificate.

Dopo aver confessato malinconicamente di avere una persona che la aspetta fuori, e che intanto si tromba mezza Genova, Serena aveva iniziato a fantasticare una storia ruvida con Tommaso, che però gli ha fatto capire con un elegante giro di parole, durato circa sedici-diciassette giorni, che preferisce una labile speranza di limonare con un decimetro quadrato di lingua di Carolina che farsi una bella ciulata liberatoria con lei. E così, in questo Grande Fratello lento come una sgroppata di Lamouchi, un mesetto buono se n'è andato nella visione di Serena che, sospirosa, guarda Tommaso e Carolina che si fanno i grattini. Per sua fortuna una Giustizia c'è. Dopo lunghi rodimenti morali e visivi la scena è sempre stata la stessa: Tommaso piantato sul divano con l'uccello barzotto e senza una minima gratificazione carnale e Serena, serena, che se ne va a letto nell'attesa di un nuovo giorno. Carolina, intanto, cambia l'olio.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:08 |
 

CONTENTI LORO

Occhei, abbiamo battuto il Cinisello 6-1 (quarta vittoria consecutiva), ma cosa avranno mai da ridere?

[http://www.inter.it/media/raw/2004-04-01_174942.jpg:©inter.it]

Alcune ipotesi.

Personaggio in piedi, distinto, con cravatta.

  1. "Diobono Thomas, sei scarso ma proprio simpatico"
  2. "Dai, insieme: Macheccefregaaaaaa, macheccemportaaaaa...."
  3. "Ma davvero ti do quei soldi lì? Daaaai!"
  4. "Ma in Danimarca siete tutti così paraculi?"

Personaggio seduto in calzoni corti.

  1. "...e si ricorda quella volta che ho giocato centrale difensivo? Ahahahaahah"
  2. "Sì, presidente, puntiamo al terzo posto" (pausa) "Ahahahahaahaha, ci casca sempre"
  3. "Adesso vi dico che ce l'ha più lungo. Ahahahaahahah"
  4. "Un uomo entra in un caffè: splash. Ahahahaahahah. Uh, la sapeva già? Ahaahahahahaa".

Personaggio seduto di spalle.

  1. "Che due pirla, diobono"

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:19 |


giovedì, aprile 01, 2004
 

CONSIDERAZIONI IMPORTANTI

No, perchè, insomma... voglio dire, a parte l'essere molto gnocca, cos'ho io in meno di Selvaggia Lucarelli?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:41 |
 

LE GRANDI BIOGRAFIE

DI SETTORE - 2

(rubrica a dispense per avere sempre qualcosa da dire nel caso qualcuno vi facesse domande a bruciapelo sul Grande Fratello)

TOMMASO

Tommaso è nato a Venezia il 21 luglio 1973 da una relazione clandestina tra Eva Henger e Claudio Cecchetto. La sua grande passione è la musica, che è anche diventata il suo lavoro (lavoro è una parola grossa, obviously). I genitori intuirono subito la particolare inclinazione del piccolo Tommaso quando lo sorpresero a rubare autoradio. Sin da piccolo registrava cassette-pirata agli amici e, nel tempo libero, la chiedeva insistentemente alle amiche. Ama il rapporto con il pubblico: dopo ogni serata in discoteca, dove fa il dee-jay e a volte anche il posteggiatore, cerca di farsi qualcuna, confidando sull'occhio azzurro, il fisico palestrato e, da parte delle ragazze, sull'uso di droghe sintetiche.

Nel Grande Fratello spazia indifferentemente tra più ruoli di uguale pregnanza: il pirla, il soprammobile, l'uomo per tutte le stagioni, il sessuomane frustrato. Quest'ultimo gli riesce con grande naturalezza. La sua sfiga è stata quella di incontrare la donna bionica, Carolina, bella come una statua e calda come un filetto di platessa Findus. Quando non dorme, non dialoga con gli amici, non è in palestra o non lava i piatti, Tommy sta addosso alla squallida italo-sudamericana con una costanza che ricorda l'applicazione di Gentile su Maradona nel Mondiale 1982. La marcatura stretta è una sua specialità: come terzino sarebbe una rivelazione, come amatore è invece un disastro totale. Si fa apprezzare per la signorilità - il 54 per cento degli italiani, secondo un sondaggio Abacus-Sector, avrebbe già stuprato Carolina con protuberanze naturali o artificiali - ma disprezzare per l'inutile dispiego di energie al seguito della Panterona dalla vagina al titanio. Passa ore a strusciarsi, accarezzarsi, dirsi smancerie o farsi ghirigori, ma in due mesi non ha nemmeno avviato le pratiche per spararle la lingua in bocca. Mostra evidenti segni di sadomasochismo: si provoca dolorose erezioni e poi se ne va in preda allo sconforto, mentre Carolina aspetta che giri l'angolo per trattarsi la vulva con il Sidol. Patetico durante il soggiorno nel tugurio insieme alla sua amata: mentre spalava letame e imbottigliava vino si è lasciato scappare frasi come "voglio diventare il tuo morosetto" e "quando siamo fuori ci sposiamo". Carolina, sbadigliando, ha lasciato cadere il discorso, approfittando del silenzio per aggiustarsi la pettinatura e scrivere all'assistenza Ideal Standard per fare il tagliando trimestrale alla sua figa termoidraulica.

Possibilità di vittoria finale: se un Dio esiste, nulle.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:06 |