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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)














mercoledì, giugno 30, 2004
 

ANATOMIA DI UNA MARCHETTA

Ore 8.30: sveglia, igiene personale, ricerca di una tenuta decososa.

Ore 9.30: uscita, caffè, bancomat, benzina.

Ore 10.30: arrivo all'aeroporto di Malpensa.

Ore 11.30: decollo.

Ore 12: pranzo a bordo.

Ore 13: arrivo a Parigi.

Ore 13.30-15.30: marchetta.

Ore 16.30: aeroporto, poi decollo.

Ore 18: arrivo a Malpensa.

Ore 19.30: casa, Esselunga, innaffiare le rose.

Ore 20.45: divano, Europei.

(sono le giornate che adoro)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:43 |
 

SODDISFAZIONI (NON MAGRE)

Naturalmente, come dicono i difensori con un'accattivante terminologia previtiana, si tratta di "un processo al di fuori delle regole della legislazione italiana". E certo. Io non starei tanto a sottilizzare, comunque. Che sia un processo palesemente irregolare, e chi se ne frega. Vuoi mettere la soddisfazione di sentir leggere una sentenza in cui si condanna una squadra - e che squadra! - per avere alterato i valori del sangue di 12 suoi giocatori? Vuoi mettere la soddisfazione di vedere la Juve penalizzata - chessò - di cinque punti nel prossimo campionato? Una notizia del genere mi darebbe una felicità sempiterna. E pensare che oggi l'Inter ha prestato Dalmat al Toulouse. Voglio dire, ero già sufficientemente rasserenato. Non dovevate mettermi 'sta pulce nell'orecchio. Il sorteggio dei preliminari di Ciempions, al confronto, è una barzelletta. E' una sentenza che aspetto, arrivi quando arrivi. Il solo pensiero mi erotizza ben più del culo della Sharapova.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:22 |


martedì, giugno 29, 2004
 

CULI

Adesso voglio vedere se qualcuno critica ancora la mia scelta di parlare di culi femminili. Volete che parlo di questi due efebi che prendono il sole su una barca da 35 metri, di proprietà di uno dei due (quello a sinistra)?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:56 |
 

ORIUNDE BEN SCELTE

Questo è un intenso primo piano di Tatiana Golovin, che letto in cirillico (lei è di chiara origine russa) si leggerebbe appunto così, Tatiana Golòvin, ma letto in francese (perchè i francesi l'hanno adottata, e adesso è francese) si legge Tatianà Golovèn, che sembra proprio un bel nome francese.

Pensate all'Italia e a come si sceglie i suoi oriundi, in questo mondo ormai molto global. Pensate a Camoranesi, alla sua faccia da cazzo e al suo rendimento molto dubbio e al suo tasso tecnico molto altalenante. Ecco, noi abbiamo fatto casino per italianizzare Camoranesi. E pensare che Kobe Bryant, nato in Italia, è più italiano di quel tamarretto bianconero (no, per dire). I francesi non per niente stanno sui maroni a mezzo mondo: sono antipatici e ingordi, come per gli oriundi. Non gli bastano i caraibici e gli africani, con cui mietono successi in un sacco di sport, e nemmeno i maghrebini, con cui vincono Mondiali di calcio. No, adesso si prendono anche i russi.

La Golovin, anzi, la Golovèn, è un signor acquisto. E' una tennista che farà molta strada, è una con le palle pur essendo piuttosto figa (non è bellissima, ma fa un certo sesso, non so se mi spiego). E in più è la prima giocatrice ad indossare calzoncini a vita bassa, caratteristica che mi ha attratto molto più di un buon rovescio. Iddio mi ha punito, perchè l'unica partita che ho visto della Golovin è durata mezz'ora - quando ha battuto la nostra Schiavone 6-0 6-1 - ed io ero terribilmente distratto a guardarle il culo.

(Naturalmente tutto questo è un purparlè, savasandìr. Tatiana, talento precocissimo, compirà 18 anni solo del 2006. Quindi per dire che me la tromberei senza alcuna difficoltà, parlando di questioni tecniche e della facilità di valico degli Urali, devo aspettare un paio di annetti scarsi)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:58 |


lunedì, giugno 28, 2004
 

POLITICALLY CORRECT

Mi piacerebbe dichiarare ufficialmente che Maria Sharapova, il cui match sto guardando in questo momento su Sky, è un figone pazzesco, che la starei a rimirare ore e ore su un dondolo mescendo in sua compagnia tè verde, che - lei volendo - me la tromberei successivamente con grande trasporto ma anche grande rispetto del ruolo uomo-donna e della sua delicata cute siberiana. Ma siccome compirà i 18 anni il 19 aprile 2005, aspetterò pazientemente dieci mesi prima di dichiararlo ufficialmente. Adesso, sia chiaro, è solo un purparlè.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:58 |
 

PRO DOMO MIA

Vieri ha lasciato di sè un'immagine di centravanti bolso, triste e rompicoglioni.

Toldo ha deciso di lasciare la Nazionale (quindi non avrà neanche più una distrazione, accidenti: gli resta la Playstation)

Cannavaro è sempre più normale ad ogni campionato che passa.

Favalli non si è visto.

Materazzi è entrato e ha causato un rigore, come tradizione.

Cristiano Zanetti, come al solito, si è infortunato.

Helveg sarà molto depresso per l'eliminazione, ovvio.

Karagounis: 1) se vince gli Europei sarà ceduto, penso; 2) se arriva in finale e perde, sarà terribilmente stanco per avere giocato di più in tre settimane che in un campionato intero; 3) se perde in semifinale, chiederà un ritocco all'ingaggio.

Van der Meyde: 2) se vince gli Europei, si barricherà in casa per non tornare a Milano; 2) se arriva in finale e perde, sverrà durante la conferenza stampa (questo lo fa spesso); 3) se perde in semifinale, penseràall'Inter e si deprimerà da dio.

Questi Europei sono stati un disastro per l'Inter, diciamolo.

[KARAGOUNIS][VAN

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 02:05 |


sabato, giugno 26, 2004
 

SURPRISE

- Uè, ha segnato la Grecia.

- Beh, presidente, ragioniamoci sopra. Cos'ha fatto la Francia in questo Europeo? Ha vinto a tempo scaduto con due calci piazzati contro quei fessi degli inglesi. Ha fatto un mare di cazzate con la Croazia, pareggiando. Ha vinto contro la Svizzera, prendendosi un paio di spaventi.

- Quindi?

- Quindi faceva abbastanza cagare, presidente. E per quanto abbia un po' di campioni, può anche capitare di perdere.

- Uè, ma con la Grecia. Con quel tudèsch lì.

- La Grecia è la Grecia, ma non sono poi così scarsi, e soprattutto sono in forma strepitosa. E il tudesch l'è propi simpatic, presidènt.

- Pazzesco. Uè, Settore, dìm una roba.

- Dica, presidente.

- Ma quello lì brutto...

- Quale, presidente?

- Il numero 20, quel casinista lì, che corre come un dannato, che è sempre per terra. Quello brutto, con quelle orecchie lì.

- Eh, Karagounis.

- Che combinasiùn. Karagounis. Come il nostro.

- (...)

- Sarà il cugino. Chiamo Branca e glielo chiedo, per curiosità.

- 'spetti, presidente. Le va un cognac?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:32 |


venerdì, giugno 25, 2004
 

QUELLE COME L'INTER

Come avrebbe detto il primo Jovanotti: beh, dai, figata. L'Europeo affronta gli ultimi nove giorni senza Italia, Inghilterra, Spagna, Germania e Russia, che detto così fa abbastanza impressione. La Germania merita un discorso a parte: è un po' la Juve del calcio mondiale, non ti puoi mai fidare, ha sempre qualche risorsa (basti pensare a come è arrivata in finale all'ultimo Mondiale con una squadretta di seconda scelta). E quindi magari tra due anni la ritroveremo in alto, in grande spolvero e magari con una coppa in mano. Ma adesso, cazzo, è una pena totale e non invidio il futuro nuovo allenatore che deve preparare un Mondiale da giocare in casa, quindi con il quintuplo delle aspettative. Vedere la Germania con quattro o cinque oriundi dentro e con un paio di giocatori decorosi su 23, in un contesto tecnico e morale di spropositata tristezza, è stata la constatazione più lancinante di tutto l'Europeo. Lascerei perdere anche la Russia, il cui nome è sempre fascinoso e le cui misteriose promesse sono sempre un po' inquietanti, e poi come al solito si rivela squadra vacua se ce n'è una.

Ma l'interismo di Italia, Spagna e Inghilterra va sottolineato. Tre nazionali di paesi-guida, di scuole importanti, di pubblici imponenti, di società magnoloquenti, di tradizioni secolari. E che non vincono più un cazzo. Non solo: che si complicano la vita, si autodepistano dagli obiettivi. I peggiori avversari di Italia, Spagna e Inghilterra non sono la Francia, il Portogallo e l'Olanda: sono, nell'ordine, l'Italia, la Spagna e l'Inghilterra.

Non parlo di Italia perchè sono stufo. E parlo poco di Spagna perchè la sua puntualità a fallire gli obiettivi sta diventando leggendaria, nonostante stelle e stelline, meringhe e blaugrana: quella maglia rossa e quei pantaloncini blu scuro fiaccano qualsiasi talento e qualsiasi speranza. No, niente, parlo di Inghilterra. Tifavo Inghilterra, lo ammetto, per pura simpatia. Incredulo nel constatare che non vince più un cazzo dal 1966 nonostante da qualche anno, uscita da un lungo limbo di anonimato puro, abbia sfornato qualche più che discreto cervello e garretto calcistico, riaffermando la propria esistenza e il proprio ruolo non tanto di inventrice del calcio, quanto di moderna e credibile interprete. Ieri, scorrendo i nomi e guardando le facce, mi ero autoconvinto di trovarmi di fronte, se non proprio a uno squadrone, quantomeno a una formazione che non avesse niente da invidiare alle altre, e che anzi con certi giocatori potesse dire di avere qualcosa in più.

Ieri l'Inghilterra ha per l'ennesima volta sconfitto l'Inghilterra. In un partita strepitosa - per atmosfera, gesti e podismo - ha replicato dolosamente la folle notte con la Francia, vivendo ancora la volta l'ebbrezza di condurre per tutta la partita, tirare progressivamente i remi in barca e farsi inculare sul traguardo. Strepitosi anche i supplementari, in cui mi sono chiesto quale sostanza avesse formito sottobanco ad almeno 10 dei giuocatori in campo. E fantastici i rigori, con quel dischetto che diventava cratere, con quello stupido di Beckham che buttava tutto all'aria, per la seconda volta in dieci giorni, lui e i suoi tatuaggi del cazzo, facessero giocare uno normale al posto suo, meno scemo, meno tamarro, meno fenomeno. Inghilterra batte Inghilterra ai rigori: il massimo dell'autolesionismo. Il mal comune, come noto, apporta un mezzo gaudio: sarà per questo che l'interista medio in poltrona apprezzava, ieri  sera, l'endorfina pura della bella partita e l'inconfutabile esistenza in natura di altre squadre sfigate che non indossino necessariamente la maglia nerazzurra.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:59 |
 

QUESITI INQUIETANTI

1. Venerdì 18, la mattina, avevo scritto che l'Europeo faceva cagare. Confermo il mio giudizio alla data del 18 corrente mese. Dal 18 sera (Italia-Svezia) le partite sono migliorate e progressivamente se ne sono viste di sempre più belle, fino a quella di ieri sera - splendida - tra il Portogallo e quei cazzoni degli inglesi. No, dico: e se fosse merito mio?

2. Di che materiale era fatto il dischetto del rigore dello stadio di Lisbona?

3. Se a Nesta hanno tirato un uovo, a Londra cosa tireranno a quella pippa di Beckham?

4. Non è che adesso 'sti Europei li vince la Francia, che mi sta sul culo?

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:29 |


giovedì, giugno 24, 2004
 

LETTERA A UN GINOCCHIO MALNATO

Caro ginocchio,

nella quiete domestica mi calo le braghe e ti rimiro. Dal confronto - tu destro - con il tuo collega di sinistra non noto la minima differenza. Non sei gonfio, non sei storto. Non sei - Dio non voglia - nè valgo nè varo (alzi la mano, diobono, chi sapeva che "varo" è il contrario di "valgo"). Sembri il solito vecchio caro ginocchio destro, compagno di tante battaglie e anche più saldo di quello sinistro, che porta con sè il segreto di un menisco pizzicato durante un'ignobile partita di calcetto, una lesione di un millimicron che ogni tanto duole, ma poco. A riposo brilli del tuo consueto understatement: so di averti, ginocchio destro, ma fai di tutto perchè non ti si debba notare.

E allora perchè, ginocchietto destruccio mio, sei tu adesso a dolere? Perchè, dico, perchè mi lanci periodici e oscuri segnali tramite dolorose fitte che partono dal tuo lato interno e giungono al mio cuore, trafiggendolo come un Cupido ortopedico? Perchè ti sei intromesso tra me, il tuo padroncino, e i suoi obiettivi sportivi, soprattutto quel limite dei dieci chilometri di corsa che sentivo lì, a un passo, pronto ad essere raggiunto e deflorato? Perchè cazzo mi fai male, ginocchio piccoloborghese, abituato a leziose partite di tennis, a piccole torsioni golfistiche ed ora così refrattario a sostenere il mio corpo eburneo durante un'oretta di corsa?

Lo so, ginocchietto, che domenica ti ho condotto in tratti inesplorati. Ti ho usurato su una asfaltatissima pista ciclabile invece che sullo sconnesso ma morbido sterrato del parco. Ma bisognava prendersela così? Bisognava lascirmi a piedi, nell'attesa che dal tuo lato interno non partano più quelle fitte subdole che attentano al mio umore e al mio futuro da podista incallito?

Domenica sera ti sei ribellato. Uscendo dal cinema ho sentito che dolevi, maledetto, e ti ho portato a casa e messo in posizione orizzontale, e unto col Lasonil, e massaggiato virilmente. Lunedì mi hai fatto zoppicare, brutta merda articolare. Martedì sembrava tutto passato, ma nel tardo pomeriggio hai ripreso a rompere i coglioni. Mercoledì sei rimasto lì, un po' da stronzo, a illudermi e deprimermi a suon di fitte intermittenti. Giovedì - che è oggi, ginocchio mio, quarto giorno delle tue stupide doglianze - sei ondivago e ambiguo: non fai "tanto" male ma lo fai abbastanza perchè io ti tenga a riposo e mi tuffi nei più atroci pensieri di carriera finita ancor prima di incominciarla.

Io ho pazienza, ti aspetto ginocchietto, manco fossi una bella figa salita un attimo a sistemarsi il trucco e la depilazione. Sappi che domenica avrei potuto debuttare in una non competiviva, così, per valutare il mio stato di grazia. E invece sono qui che attendo che dal tuo cazzo di lato interno non si senta più niente per rimettere le scarpe, gli auricolari e varcare nuove soglie della mia ebbrezza atletica. Per favore, sbrigati a guarire o ti porto dal chirurgo di Van Basten.

Tuo Settore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(nella foto, un ginocchio destro migliore del mio)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:54 |


mercoledì, giugno 23, 2004
 

DEVASTATION

Al confronto Italia e Spagna sono il Brasile di Pelè. Dio mio, la Germania è una pena pazzesca. Erano anni che non assistevo a un evento di tale tristezza. Ma come cazzo sono conciati? Mi è venuto il magone, giuro. Adesso per tirarmi un po' su torno a casa e mi vedo Dumbo un paio di volte.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:44 |
 

SCANDINAVIAN BISCUIT

(de mortenolsensis inculatio)

Ero tra i teorici del "fare 2-2 è complicato". E invece era semplicissimo, me ne sono reso conto durante la partita e ora lo spiego.

Intanto, la Danimarca partiva un gradino sotto la Svezia. Data per scontata la vittoria dell'Italia sulla Bulgaria, era praticamente obbligata a vincere. Oppure a fare 2-2, certo, come noto. Per fare 2-2 bisogna fare due gol e prenderne due, quindi in effetti ci si deve arrivare con un processo abbastanza articolato. Però con lo 0-0 i danesi tornavano a casa: quindi il primo obiettivo era di andare in vantaggio, e così è successo. Credo che buona parte del pathos sia svanito qui. Fosse accaduto il contrario, 1-0 per la Svezia, alla Danimarca sarebbe stato necessario segnare due reti per andare sul 2-1, qualificazione virtuale, e magari con l'affanno o qualche imprevisto sarebbe stato complicato. No, meglio andare in vantaggio 1-0.

A quel punto, 0-1, la Svezia è fuori. La Svezia quindi si mette all'affannosa ricerca del gol del pareggio. Ora, ti può anche capitare di non metterla mai, o di non avere Nureyev che in giravolta di tacco ti infila il sette. Però, insomma, se attacchi con una certa veemenza al pari ci puoi arrivare, tantopiù se il portiere della Danimarca ti stende un giocatore: rigore e 1-1.

Ecco, la partita è finita qui. Passare dallo 0-0 al 2-2 poteva essere complicato, ma passare dall'1-1 al 2-2 lo era molto meno. L'Italia non vinceva in quel momento, quindi poteva andare bene anche così agli svedesi, ma la Danimarca non  poteva contare su quell'1-1 (e ha fatto bene). Quindi la diligente Danimarca, per pararsi il culo, torna ad attaccare alla ricerca del gol del 2-1, che la qualificherebbe senza se e senza ma. Teniamo conto che tra danesi e svedesi non corre buon sangue, storicamente ed etnicamente, quindi va bene qualificarsi ai quarti di finale, ma se si possono anche inculare quei fighetti degli svedesi il godimento è superiore. 2-1, naturalmente.

Fin qui è stato tutto abbastanza vero. Tenendo conto che lo svolgimento della partita non poteva che essere quello, danesi e svedesi hanno corso, tirato, segnato, picchiato eccetera. Ma è chiaro che sul 2-1 per la Danimarca, e con non moltissimo tempo ancora da giocare, non poteva che arrivare il gol del 2-2.

Presto detto: gli svedesi con l'1-2 sono fuori (l'Italia in quel momento non vinceva, ma poteva sempre segnare, come poi è avvenuto) e sono costretti ad attaccare con veemenza. I danesi con il 2-1 sono qualificati e sono primi, ma hanno sempre il paracadute del 2-2. Insomma, per dieci minuti in campo si verifica la situazione - psicologicamente accettabile - di undici uomini che devono vincere per forza e altri undici uomini per i quali prendere un gol e non prenderlo non cambierà la vita. Succede così che la Svezia arrivi sul fondo con un pallone, che parta un discreto cross, che il portierone parascoregge e ieri molto grovierato non esca in modo impeccabile e che un piedone con calzettone gialloblu infili la porta spalancata. 2-2.

Io li assolvo. Voglio dire, noi cosa avremmo fatto? Abbiamo parlato di questo cazzo di 2-2 in termini molto passivi, negativi, in questi giorni: "Quei bastardi fanno 2-2 e ci inculano". Il problema era un altro: quei bastardi fanno 2-2 e passano. Dalla loro visuale, in positivo, il ragionamento non fa una grinza. Parlandone in termini positivi, ribadisco, noi cosa avremmo fatto? Ci saremmo opposti - senza biscotti, senza pastette, solo con un po' di pelosa lungimiranza - all'andamento naturalmente pilotato di un partita verso un salutare pareggio? Sul 2-1, avremmo falciato ogni svedese che ci fosse capitato a tiro? Avremmo fatto entrare tre terzini al posto di Cassano, Fiore e Del Piero?

E' stato un biscotto a lievitazione naturale. Amaro, come certi biscotti che compri all'Ikea, ma naturale, con la farina integrale e tante fibre che stimolano l'intestino. Per il nostro sfintere abraso, invece, bisogna andare in farmacia e chiedere sottovoce una pomata.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:32 |
 

FORZA ITALIA

Vabbe', un po' t'incazzi perchè esci senza avere perso, perchè hai preso un gol da Nureyev reincarnatosi con la maglia svedese, perchè uno sputo ti ha scombinato i piani, perchè una partita che non doveva finire 2-2 è finita proprio 2-2, ohibò.

Ma, a parte la pallidissima incazzatura, non posso autonascondermi che questa Nazionale era partita con il piede sbagliato, anzi due. Intanto, quella assurda autocelebrazione durata per settimane - siamo forti, siamo i favoriti, obiettivo minimo la semifinale,  Totti è il nuovo Platini - che adesso suona grottesca, e che comunque mi aveva disturbato assai. Un po' per scaramanzia e un po' per stare schisci, come si dice in Padania, certe cose non si dicono. Noi invece le abbiamo dette, le abbiamo fatte stampare a titoli cubitali, le abbiamo ripetute e straripetute. Sarà stato training autogeno? Boh. E degli allenamenti fatti saltare "perchè siamo troppo in forma", eh?, cosa diciamo? Lasciamo questi Europei con uno scintillante primo tempo con la Svezia e l'orripilante match con la Danimarca: il resto p stata sfiga e malinconia. Insomma, cazzi nostri.

Il secondo piede sbagliato stava negli uomini, ergo nelle scelte del Trap. Come se il campionato non avesse detto nulla, come se le formazione l'avesse fatta un anno fa, il ct ha puntato praticamente tutto su due uomini stracotti: Vieri, che in campionato negli ultimi tre mesi aveva giocato sì e no cinque partite, e Del Piero, reduce da due (due!) gravi infortuni muscolari nella stessa stagione, stagione appunto di merda. La scelta di Vieri era quasi obbligata: non ce n'è un altro, di Vieri, la capacità realizzativa di un Vieri dimezzato è uguale a quella di un qualsiasi Corradi. Detto ciò, Vieri ha fatto pena e il Trap ha le sue colpe, perchè non può non essersi accorto in venti e passa giorni di ritiro che il suo centravanti non aveva neanche la forza per saltare. Su Gilardino potremmo discutere mesi, però un ct che è a perfetta conoscenza di come stanno Vieri e Del Piero non può lasciare a casa Gilardino: di questo mi sono convinto giorno dopo giorno, più per buonsenso che non per Gilardinite.

Ma Del Piero! Non solo il Trap non ha avuto dubbi se convocarlo o meno (e vabbe'), ma lo ha fatto sempre giocare. Nulla da dire sul piano della volontà e dell'impegno (anche Comotto, peraltro, avrebbe messo in campo volontà e impegno), ma quanto è costato all'Italia regalare un giocatore agli avversari, uno che non l'ha messa neanche per sbaglio, uno che  4 anni fa in Francia ci ha inculato un Europeo già vinto e che è stato messo in squadra sempre e comunque, dopo una stagione così e in uno stato di forma del genere? Con quale coraggio ieri il Trap ci dice che "peccato, Alex stava crescendo"? Beh, certo, magari per i Mondiali 2006 sarà pronto (figuriamoci se Lippi lo lascerà a casa).

In un Europeo così sfigato ci sono una serie di "se" e di "ma" che restano in sospeso e che è inutile sfrucugliare. Però, per esempio: se Totti non fosse stato squalificato, quanto avrebbe giocato Cassano, stupidamente tenuto fuori con la Danimarca e probabilmente destinato a raccattare spezzoni di partita? Io al Trap voglio bene, è il mister del mio ultimo scudetto e se venisse a mangiare una pizza a casa mia gli stenderei un tappeto rosso da Cusano Milanino a Settore City. Ma cazzo, Giuàn, perchè sei partito per questi cazzo di Europei con le idee vecchie di un anno? Dove cazzo eri durante il girone di ritorno del campionato? Hai visto EspnClassic pensando fossero le dirette di Sky?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:05 |
 

AZIENDE ALLO SBANDO

(sms appena arrivato sul mio telefonino)

"Segui  gli Europei e la Nazionale italiana direttamente sul tuo telefonino con i nuovi servizi Mms di VodafoneLive! per info chiama il n. gratuito 4299411"

(e cosa gli dico al numero gratuito?)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:36 |


martedì, giugno 22, 2004
 

MI AVETE ROTTO IL CAZZO

Gente che si è lamentata a sproposito nell'ultima settimana.

"Totti mi ha sputato!"

"Mi facevano male le scarpe, le calze mi scaldavano troppo i piedi, i danesi sono stronzi e mi hanno picchiato"

"I comunisti mi rubano i voti"

"Io sono un signore, mica come voi giornalisti di merda"

"Vieri infamone ma come ti permetti"

"Con la storia del 2-2 mi avete cagato la minchia"

"Iva Zanicchi al Parlamento Europeo è una stronzata"

"Come sarebbe a dire: la Lazio non ne sa niente?"

"Gli Europei sono peggio dei Mondiali"

"I giornali sono contro di me"

"Il cinema mi ha dimenticato"

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:51 |
 

MIO CUGGINO

Mi ha detto mio cugino che i comunisti fanno i brogli elettorali

(mio cuggino mio cuggino)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:35 |


lunedì, giugno 21, 2004
 

BUGIE (A FIN DI BENE)

(suona il telefono)

- Pronto?

- (voce di donna) Buongiono, è l'istituto Doxa di Milano. Stiamo conducendo una ricerca e avremmo bisogno di parlare con qualcuno della sua famiglia che abbia dai 18 ai 34 anni oppure dai 35 ai 54 anni.

- ...mmh, no.

- Non c'è nessuno compreso in queste fasce di età?

- Guardi, sono solo in casa in questo momento. E sfortunamente ho 59 anni.

- Lei mi prende in giro, ha una voce giovanile...

- Eh, lo dicono tutti. Purtroppo la realtà è ben diversa, sono cotto e bollito.

- Ma si figuri! 59 anni! Ha una vita davanti!

- Eh, speriamo.

- Mi scusi se l'ho disturbata, allora. La saluto.

- Un caro saluto anche a lei, e buon lavoro.

(uffa. Vabbe', meglio la Doxa dell'olio ligure o di Teledue. Se richiama Teledue mi spaccerò per maniaco sessuale)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:05 |


domenica, giugno 20, 2004
 

L'IRA DI BOBO

(dalla conferenza stampa di Vieri in Portogallo)

"Avete scritto che ho litigato furiosamente con Buffon, ed è falso. Voi di me potete dire tutto quello che volete, che gioco bene o male, che segno o non segno. A me non me ne frega niente, io non gioco per voi, gioco per me. Tecnicamente potete dire quello che volete, lo ripeto, e non me ne frega niente. Ma non potete mettere in discussione l'uomo. Qualcuno si è inventato questa notizia, e a me non mi sta bene. L'uomo non va messo in discussione. Io sono più signore di tutti voi messi insieme. Non avete idea di quanto sono più signore di voi. Io la mattina mi guardo allo specchio, voi non potete farlo perchè non avete la coscienza a posto. Con voi non parlo più".

Caro Bobo,

inizio con lo spicchio di solidarietà. Perchè, insomma, come se non bastasse l'Inter adesso ci si mettono anche i guai della Nazionale. Tu sei sul giornale tutti i giorni: come va molto di moda dire, è una bella pressione. Parlano di te un po' perchè segni tanto e un po' perchè guadagni tanto. Ma anche perchè sei sempre di mezzo a qualsiasi trattativa di mercato e, diciamolo, anche per la tua naturale proponsione alla figa. Quest'anno, poi, hai rotto con metà degli interisti e con l'allenatore. Hanno cacciato lui. Insomma, sei forte Bobo. Sei anche in vendita (Real, Juve, boh?), e questo non è bello per uno che va agli Europei pensado di starsene tranquillo e idolatrato. Poi stai giocando da far cagare, ma questo lo sai anche tu. Quindi, voglio dire, che tu abbia un minimo di incazzatura latente posso anche capirlo.

Però, insomma, insultare cento giornalisti, alzarsi e andarsene, beh... Visto che si parlava di signorilità, mi sembra che tu abbia pestato una merda in maniera istantanea, come se il cane di Carraro avesse cagato vicino alla tua sedia e tu non avessi visto il malloppone. Se tu fossi rimasto, invece di andartene, sarebbe stato carino aprire un contraddittorio. Non so, per esempio, chiederti: "Signor Vieri, scusi, ma quella volta che è scappato di notte dalla Pinetina con Di Biagio, o quella volta che invece di andare a giocare a Udine è andato alla sfilata di Dolce e Gabbana, o quelle volte che ha rifiutato la panchina, o la sua spassionata partecipazione all'inculata di Zaccheroni... ecco, signor Vieri, lei che specchio ha in casa?". I giornalisti sportivi fanno i giornalisti sportivi, caro Bobo. Nessuno dovrebbe mai inventarsi le notizie, questo è chiaro. Ma uno che gioca a pallone da vent'anni dovrebbe saperlo che un battibecco di tre secondi nel tunnel degli spogliatoi può diventare una "forte tensione nel clan azzurro". Del resto, Bobone, se non ci fosse (faccio un esempio) una Gazza a dedicare 20 pagine all'Europeo e 2 alle manovre di mercato dell'Inter, tu non saresti nessuno. Questo dare-avere costa pressione e incazzature e qualche vaffanculo. Ma non mettiamoci a dare lezioni di signorilità: è come se Tyson desse del cafone al conte Nuvoletti.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:12 |
 

IL NON-PRONOSTICO

Preso il meglio e il peggio dell'Europeo, fatto un cocktail tra le (molte) partite del cazzo e le (poche) partite belle, esaminate le classifiche avulse e non, studiati i picchi di rendimento dei campioni e anche quelli del portatori d'acqua, data una sommaria occhiata al tabellone della seconda fase, accertata l'estrema volubilità dei pronostici tra una partita e l'altra,

secondo me, in questo equilibrio (spesso piattume, talvolta no) generale, le otto squadre che si qualificheranno ai quarti possono tranquillamente spartirsi le possibilità di vittoria, 12,5% a testa. E questo rivaluta, in parte, l'Europeo. Di questo ripartizione democratica delle chance potrebbe giovarsene il calcio, oltre che la Snai.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:23 |


sabato, giugno 19, 2004
 

61 + 0 FA 61


(e non ci sono cazzi)


La novità è che avevo-voglia-di-correre. Quindi verso le sei e mezza siamo arrivati - io e il mio obiettivo, il record dell'ora - belli pimpanti al parco. Parzialmente risolto il problema degli auricolari, ben miscelati il pre e il post beverone, effettuato uno stretching sommario ma diligente, sono partito stile-Nasa, facendo scattare contemporaneamente il cronometro da polso, il cronometro del telefonino e il lettore Mp3. Mi sentivo molto gasato.

Percorro il primo tratto di 2.600 metri (l'unico misurato ufficialmente) in 15 minuti. L'ultima volta che lo avevo fatto ci avevo messo 16 minuti, poi avevo proseguito fino a 35. La penultima volta che lo avevo fatto ci avevo messo 16 minuti (uguale) ma mi ero infilato con la lingua a penzoloni in macchina. Per questo mi sentivo ancora più gasato.

Ai 25 minuti la solita crisetta, puntuale come il bollettino di Sky. La crisetta coincide con un tratto in leggera salita e quindi soffro. Rallento. Strascico. Non mollo. Ai 30 minuto riprendo colore e dignità di corsa. Mi sono sentito molto sicuro di me. Peraltro a metà della strada mi sono anche reso conto che mancava mezz'ora al record dell'ora. Ma me ne sono fottuto.

Arrivo al parcheggio all'altro capo del parco, dove si solito mi avvento verso il cofano della macchina come fosse un materasso Eminflex. Tiro dritto e continuo. Gasamento accentuato. Verso i 40 minuti vedo una fontanella: sosta di tre secondi netto con la testa sotto lo zampillo. Sollievo.

Ai 48 minuti salitina e crisona. Rallento. Mi calmo. Decido che non ho fretta. Effetto ralenty. La crisona sfuma. Vado.

Ai 53 minuti, nuovo record personale, celebro intimamente il mio nuovo limite.

Ai 56 minuti capisco di avere finito la birra, ma ormai non ho dubbi. Però c'è la salitona, quella bastarda, venti metri pendenza 30 per cento. Vaccamaialaschifosa. Sono in cima. La macchina è lontana, ma c'è, la vedo, e praticamente iniziano i festeggiamenti. Cinque minuti di celebrazioni interiori. Incrocio altri jogger che non potrebbero capire la mia soddisfazione. Arrivo all'amico cofano, tocco e schiaccio il pulsantino. Per un gioco assai carino del destino il mio tempo è di 1 ora, 1 minuto e 1 secondo.

Sollevo una gamba e la sistemo sullo steccato, iniziando lo stretching. I muscoli si distendono, uno a uno. Sono quasi le otto di sera, l'ora che preferisco d'estate. C'è una luce riposante. C'è un profumo di tigli che ti trapassa il naso. Sul lettore passa la traccia 18, ne ho risparmiate 4. E mi sento terribilmente vivo.
















Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:20 |


venerdì, giugno 18, 2004
 

DICIAMOLO

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:13 |
 

CORRETTIVI NECESSARI

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:06 |
 

RUBBIA

E adesso? Ho chiamato il Cern di Ginevra per capire qualcosa. Mi hanno passato Rubbia. Gli ho spiegato la questione. Lui m'ha richiamato cinque minuti dopo. Ha bofonchiato una roba sulla classifica avulsa, i gol fatti e il coefficiente Fifa. Poi ha messo una mano sulla cornetta e ho sentito che diceva: "Capito un cazzo". E l'altro gli fa: "Ce l'abbiamo nel culo". Ha tolto la mano dalla cornetta e mi ha detto: "Settore, possiamo farcela ma è piuttosto complicato". "Carlo, che tempo fa lì?". "Freschino". "Ciao". "Ciao". Clic.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:00 |
 

VERGOGNA (RELOADED)

No, scuasate, fatemi capire. Anzi, fammi capire tu, Massimuccio. Hai trattato un allenatore per mesi, forse anni. Hai negato fino all'inverosimile, hai sputtanato mezza società, hai dato un calcio in culo in tristissima differita a Zaccheroni. Eccetera, eccetera, eccetera. Messo alle strette, davanti all'assemblea degli azionisti, praticamente lo annunci. Ecco, fammi capire. Hai fatto tutto questo,

E NON L'HAI NEMMENO CHIESTO ALLA LAZIO?

(erano questi i piccoli dettagli che mancavano?)

(dio mio, fa' che venga presto settembre)

(nella foto, il probabile nuovo allenatore dell'Inter, fatti salvi alcuni piccoli dettagli)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:41 |
 

GIAMPIERO SETTORAZZI

Facciamo il punto. 12 partite finora disputate. Cose belle: Zidane, gli ultimi dieci minuti di Francia-Inghilterra, il tuffo di Larsson, la veronica di Van Nistelrooy. Altre cose da ricordare: Beckham che si gratta le palle sul balcone, lo sputo di Totti, il rigore sbagliato di Beckham, le performance difensive in Francia-Croazia, quel tipo da spiaggia del portiere della Svizzera. Cose brutte: almeno 9 partite su 12 (forse sono stato un po' largo).

Sempre nella incrollabile speranza di essere smentito già da stasera alle 20.45, vogliamo dire che per ora gli Europei sono una cagata pazzesca? Vogliamo dire che in queste interminabili formule volute ad uso e consumo della tv lo spettacolo non si moltiplica, ma si diluisce malinconicamente e anzi spesso si spegne, un po' per il caldo e un po' per la tattica (bisogna qualificarsi, perchè dare spettacolo?)? Vogliamo dire che prima dell'eliminazione diretta è 'na morte civile?

Prima di arrivare a un bel quarto di finale, o a una semifinale giocata al coltello - per non dire di una bella finale, se si è fortunati - passa troppo tempo: ci arrivi con i coglioni pieni e un senso di nausea e di sfiducia. Vogliamo dire - e qui mi piacerebbe aprire un bel dibattito - che le competizioni per nazioni, al di là del nostro amore per il calcio e al di là di tutto ciò che evocano, sono avviate verso un irrimediabile declino (un declino tecnico e morale), e se le vogliamo ce le dobbiamo prendere così, con cinquanta partite di cui 40 da dimenticare in fretta?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 12:35 |


giovedì, giugno 17, 2004
 

L'AMA, NON L'AMA

E già, adesso tutti a postare foto di lama sputacchiosi. Sì, occhei, i giornali danesi si divertono con l'Italian Lama, ma non siamo mica obbligati ad andargli dietro. Ecco alcuni piccoli consigli per i colleghi bloggers: se la metafora del lama vi piace ma non volete continuare ad  usare foto di animali, potete battere altre strade per raffigurare la tendenza allo sputo dell'ex-campionissimo Totti, tornato improvvisamente Pupone.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:36 |
 

ER SALIVA

(dal verbale del processo a Totti. Lisbona, stamattina)

La parola all’imputato. Prego.

- Presidente, mi perdoni. Ho sbagliato, ma sono stato provocato.

Si spieghi.

- Ahò, quello mi ha dato calci e gomitate per tutta la partita. Me sembrava er minimo…

(l’avvocato)… presidente, mi scusi. Il mio cliente intende dire questo: pur ammettendo l’errore di questo gesto eccessivo e marchiano, per il quale chiede umilmente scusa a tutta la comunità sportiva internazionale e in particolar modo a quella danese, la reazione va inquadrata in un ambito di dialettica, anche rude, e di virile confronto sportivo che si instaura durante una qualsiasi partita di calcio.

Certo. Prego, signor Totti.

- Presidente, chiedo clemenza. Ho sbagliato ma quello è un fijo…

(l’avvocato) …presidente, mi scusi. Il mio cliente, che ammette lo spiacevole errore, chiede che venga riconosciuta con forza l’attenuante della provocazione.

Certo. Concluda, signor Totti.

- Tenga presente, presidente, che c’avevo pure ‘ste scarpe nuove che m’hanno fatto impazzire, e ‘ste calze de lana merinos che m’hanno infiammato i piedi, c’avevo du’ bistecche…

(l’avvocato) …presidente, vorrei chiarire alcuni concetti. La situazione ambientale di lunedì, per il caldo e per alcuni problemi tecnici, era davvero insostenibile. A ciò aggiunga la provocazione continua dell’avversario. E a ciò aggiunga, se posso…

…prego, avvocato, e concluda.

…a ciò aggiunga che lo sputo, a nostro parere, non è andato a segno. Se lei nota il filmato, il danese non si arrabbia, non ha una reazione, pur essendo del tutto evidente il gesto di Totti e l’espettorazione del bolo salivale.

- Ahò, presidente, è vero. Er teleobbiettivo schiaccia. Ahò, l’avrò preso ar massimo sul torace.

(l’avvocato) …e in effetti, presidente, pervengo alla richiesta di una ulteriore attenuante. Non c’è prova che lo sputo sia arrivato in faccia. Anzi, sembrerebbe proprio di no.

Mi ritiro per deliberare.

- Ahò avvocato, è proprio come Forum.

(l’avvocato) Signor Totti, tenga un contegno più appropriato, o qui le ammollano come minimo tre giornate.

- (sottovoce) mavvatteneaffanculo. Pure ‘sto avvocato che porta rogna.

(drin drin) (La Coooorte)

Visti gli articoli blablablabla, la condanno a tre giornate.

- 'anvedi...

(l’avvocato) Comunque sia, farò appello.

- (sottovoce) Ma quale appello, 'a perrimèson. L’hanno fatto all’inizio, l’appello.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:53 |


mercoledì, giugno 16, 2004
 

QUANTO FA 30 PIU' 32?

Mi ero preparato per il record dell'ora. Non fisicamente, perchè causa lavoro e rotture di cazzo ho corso poco. Ma nelle infrastrutture. Al supermercato dove incontravo i miei amori giovanili e platonici avevo comprato: 1) integratore per sforzi fisici; 2) pastiglioni Enervit con effetto placebo; 3) beverone post sforzo fisico; e soprattutto 4) lettore Mp3. Forse perchè a buon mercato, tale lettore ha istruzioni in inglese e display in cinese, per cui solo affidandomi al metodo deduttivo - ho visto tutti i film della Pantera Rosa - sono riuscito a inserire una quindicina di file, per la durata di circa un'ora.

A 40 anni suonati mi sono accorto che le mie orecchie sono diverse. L'auricolare nella destra si fissa perfettamente nella tromba di Eustachio (vabbe', dai, esagero), nella sinistra no. Dopo dieci metri di corsa inizia una penosa ricerca della posizione dell'auricolare sinistro che continua a cadere. Il lettore a tracolla mi fa assomigliare all'arbitro Collina col fischietto in resta. Allora lo metto nel marsupio, ma il filo dell'auricolare è troppo corto. Alzo il marsupio, abbasso il collo, tengo l'auricolare sinistro con la mano sinistra: sembro un tarantolato e non smetto di correre. A un certo punto mi levo il marsupio e me lo metto a tracolla (tutto questo in corsa, sembravo Houdini). In questo modo è più vicino alle testa e aggiro il problema del filo corto, ma faccio abbastanza ridere. Provo ancora a cambiare posizione, a correre più eretto, meno eretto: vado in crisi d'ansia e a 30 minuti, col fiato corto e le palle girate, mi fermo. Mentre cammino a passo svelto e un po' incazzato maledico l'inventore del lettore Mp3, probabilmente uno sfigato che si era rotto di correre col walkman.

Cammino tre o quattro minuti, poi riprendo punto nell'orgoglio da due culoni che mi passano vicino corricchiando e parlando di Milan. Decisione di Settore: lettore Mp3 in mano e giro intorno all'orecchio del filo dell'auricolare sinistro. Adesso va decisamente bene: sento la musica, gli auricolari resistono e i polmoni anche. Le gambe cedono lentamente, ma mi affido a un paio di pezzi strategici per continuare a soffrire. Chiudo a 32, disfatto ma soddisfatto (o viceversa).

Non so come giudicare la mia prova. Ho corso 62 minuti, sì, ma con 5 minuti di pausa in mezzo. Durante lo stretching finale ho fatto calcoli matematici e morali, ma senza cavarne una sensazione decisiva. Il record dell'ora - quello vero - lo farò un'altra volta, però ho dimostrato di potercela fare. L'importante sarà portare un rotolo di nastro adesivo da pacchi con cui fissare l'auricolare sinistro. E  nessuna meta mi sarà preclusa.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:02 |
 

IL LAMA ITALIANO

L'Europeo di Totti può così sintetizzarsi.

LA VIGILIA:  beatificazione, sarà lui la stella in Portogallo, voglio il Pallone d'Oro, è il nostro Platini, nessuno come lui, dategli il personal trainer, che bello, che bravo, non vediamo l'ora, mo' ve rompo.

L'IMMEDIATA VIGILIA: è troppo in forma, anzi siamo troppo in forma, meglio se saltiamo l'allenamento, Ilary quando arriva?, è la stella, che bello, che bravo, rifacce er cucchiaio.

LA PARTITA: che pena. Le scarpe gli fanno male,  non le poteva provare prima? Le calze gli cuociono i piedi, non le poteva provare prima? No, scusa, LE CALZE? Perchè a lui cuociono i piedi e agli altri no? Si cambia le scarpe, le ricambia, le ri-ricambia. Lo picchiano, che novità. Lui si incazza: gli fanno male le scarpe, i piedi sono roventi e quattro cazzoni danesi lo picchiano. In più fa un caldo bestia. Alla fine della partita fa un intervento che Romeo Benetti era Lord Brummel, ma l'arbitro è un buonista. In mezzo alla partita sputa in faccia a uno che gli ha già dato minimo tre calci e sei spintoni. Ha l'attenuante della provocazione, ha l'aggravante che è la Stella degli Europei, sia pure con i piedi in fiamme. La tv danese ha il filmato, lo mette in rete e prennuncia reclamo contro "Totti, il lama italiano".

Per ora è meglio Karagounis.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:18 |
 

QUANTO TEMPO

Non ho comprato la Gazzetta per puro sfinimento. Ho aperto il frigo e ho capito che dovevo fare la spesa. Non essendo di fretta, ed essendo stufo del solito tran-tran nei supermercati medio-grandi cittadini, ho diretto la macchina verso sud, 25 chilometri, destinazione La Madre Di Tutti I Supermercati, più vicina ai luoghi della mia infanzia-pubertà-adolescenza-giovinezza che non all'anonimo capoluogo che mi ospita da un tot di anni.

Non sono abituato a queste steppe del consumismo. Corridoi e corsie tanto larghi che ti potresti sdraiare. Parcheggio il carrellone nei pressi dell'immane scaffale delle spremute e dei succhi di frutta, dove potrei scegliere tra settecento aromi singoli e quattrocento shekeraggi. E infatti non riesco a vedere le marche cui mi affido di solito, in un melange di etichette che mi provoca un leggero capogiro. Una vocina da dietro - mia figlia, non la mia coscienza - mi indica un tipo sconosciuto, ma valorizzato dalla presenza delle figurine delle Bratz, ambiziose puttanelle protagoniste dei cartoni animati under 10. La corsia è enorme e deserta, ma c'è una mamma con figlia al seguito che arriva lemme lemme e parcheggia davanti alle Bratz alla pesca, impedendomi una veloce presa e facendomi imprecare alla sfiga del consumatore medio.

La mamma ha problemi seri ad accontentare la figlia, che avrà sì e no quattro anni ma ha un tempismo strepitoso, perchè indica un succo alla mamma, la mamma lo prende e lei dice: "No, l'altro". La mamma è molto più paziente di me, che cerco di allungare una mano verso il succo di frutta di queste troie delle Bratz, ma inutilmente. Io e la sconosciuta mammina oltrepadana sembriamo Loretta Goggi e Gianni Brezza in un balletto da varietà anni '70. Lei davanti, io dietro con movimento sincrono. La cosa inizia a divertirmi e, fatalmente, l'occhio mi cade su alcuni particolari fisici della mia antagonista. Moretta, magra. Sotto la maglietta bianca c'è uno di quei reggiseni ricamati. E sotto i pantaloni blu di lino c'è, indubbiamente, un culo più che discreto. Di fronte a questo dato di fatto, decido di attendere pazientemente che l'interessante mammina scelga il succo di frutta più gradito alla figlia e, ahimè, si tolga dai coglioni.

Cosa che avviene. Il bel culo sfila verso sinistra e io prendo la mia confezione di succhi da sei tetrapack, dove campeggia una zoccoletta che dice di chiamarsi Dana. Metto tutto nel carrello e mi pongo in posizione utile per l'ultima, fugace occhiata a misstress-belculo. Mi giro con lo sguardo già puntato verso la posizione mediana del corpo, ma quelle che vedo non sono due chiappe. E' la zona pubica. La mamma è girata verso di me, mi guarda e ride.

Lei: "Ciaooooooooooooooo".

Era al  liceo con me. Ha un paio d'anni in meno. Non la vedevo da almeno 15 anni. Facendo alcuni calcoli, circa 23-23 anni fa era molto innamorata di me. Ma all'epoca non la cagavo e lei la prendeva un po' malinconicamente ma senza drammi: ero preso dall'Inter e da altre fighe, cui peraltro tendevo in maniera del tutto hobbistica e blanda (di questo mio atteggiamento molto snob, in adolescenza, nei confronti della vulva mi pento da 22-23 anni circa).

Io: "Ehm, ciao"

Il viso tradisce i 15 anni che sono passati dall'ultima volta che l'ho vista, e i 22-23 anni che sono passati da quando a scuola mi tendeva agguati all'intervallo. Ma mi fa piacere come ha saputo conservare il resto. Sono uscito dal megamarket con un sorriso sospiroso: il tempo passa, cazzo, però ci conserviamo. Alle 6 vado a correre.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:37 |


martedì, giugno 15, 2004
 

VERGOGNA/5



(all'uscita dall'assemblea)



Facchetti: "Fino a tre giorni fa Moratti mi diceva di andare avanti con Zaccheroni".



(vergognatevi di questa ridicola dichiarazione di comodo per salvare il culo a Facchetti)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:55 |
 

INTERISTI.ORG

Cari amici di Interisti.org,

mi verrebbe da dire: ve ne andate proprio ora che c'è un mucchio di carne al fuoco? Non ho letto ripensamenti da parte vostra, e se non ci avete ripensato vuol proprio dire che dopodomani vi autosospendete, così come avete annunciato, e stop, basta, arrivederci a data da destinarsi, non si sa quando, oppure mai più.

Vi devo un mucchio di risate, quindi vi devo parecchio. Per questo mi dispiace moltissimo se davvero ve ne andate, o se vi prendete una lunga aspettativa. Non ho ben capito il perchè di questa decisione, anche se immagino dipenda molto dal de-linkaggio deciso da inter.it nei vostri confronti. Vi avevo scritto una e-mail a tale proposito e la ribadisco: non mi sembra un dramma venire oscurati dal sito ufficiale della società, i cui contenuti giornalistici sono talmente banali e normalizzati da costringere qualsiasi persona di buon senso ad andarsele a trovare altrove, le notizie. Nei siti veri o anche in quelli presunti, magari pettegoli ma perlomeno aperti a un briciolo di immaginazione. Oppure a venirle a leggere da voi, che avete fatto per mesi una straordinaria controinformazione interista, raccogliendo news qua e là ma soprattutto dando corpo a voci e sensazioni, interpretando trionfalismi e disperazioni, soprattutto prendendo poco sul serio certi drammi e certe sfaccettature di una passione che ci accomuna. Non mi sembra che sia nemmeno essenziale, da parte vostra, essere riconosciuti dall'organo ufficiale della società, che ci ammannisce le solite notiziole tipo "siamo un bel gruppo" e "adesso sono tutte finali" e qualche comunicatino ufficiale qua e là che la Pravda al confronto era il giornalino del Leonka.

Leggo anche del vostro timore di diventare, da sito interista quale siete, un sito antagonista della società, vista l'aria che tira. Ma non credo che il problema sia nemmeno questo. Non ci sono battaglie da fare, tantomeno contro l'Inter (saremo mica matti?). Solo che un posticino dove riaffermare certi valori, dove criticare certi andazzi, dove denunciare qualche cazzata - secondo me - ha un suo perchè. Io, voi, Moratti davanti a una partita dell'Inter ci comportiamo sicuramente allo stesso, irragionevole modo. Che poi io, voi e Moratti la si pensi in tre modi differenti su chi comprare, su come cacciare gli allenatori, su come disegnare il futuro societario e sportivo, beh, questa è democrazia (il vantaggio di Moratti è che decide lui, il nostro vantaggio è che almeno non ci mettiamo tutti quei soldi).

Ecco, io spero che siate solo un po' stanchi. Una vacanza non si nega a nessuno, per carità. Negare la vostra ironia a quelli come me, che apprezzano il valore di un sorriso, invece mi sembra un po' crudele. Vabbe', levo il mio calice di birra. E, intanto, un abbraccio.

Settore.

(nella foto: altri tempi)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:52 |
 

VERGOGNA/4



(da Repubblica)



Mancini attende un segnale dalla Sardegna a bordo nel suo nuovo yacht da 34 metri.



(cominciano a girarmi i coglioni)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:14 |
 

VERGOGNA/3


(da via Durini, un quarto d'ora fa)


Facchetti: "Mancini? Parliamo dopo il cda delle ore 18".


(tu quoque, Iacinti)


Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:12 |
 

VERGOGNA/2


(da via Durini, mezz'ora fa)


Moratti: "Mancini? Non so, chiedete a Facchetti".


(dio mio)


Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:10 |
 

VERGOGNA


(da inter.it di un quarto d'ora fa)


MILANO - F.C. Internazionale Milano comunica di aver accettato le dimissioni presentate ieri sera dal tecnico Alberto Zaccheroni.


(hanno accettato le dimissioni. Ma andate a fare in culo)


 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:45 |
 

SETTORUCCIO RANCOROSO

(le elezioni le ho velocemente metabolizzate, l'Italia non l'ho manco vista. Ho in mente l'Inter)

Domani (anzi oggi, vista l'ora) andrà in scena l'epilogo di quella che mi pregio definire la più ridicola pantomima da quando sono interista. Sarà ufficializzato l'ingaggio di Mancini, allenatore che la società tratta da un paio d'anni negandolo spudoratamente, soprattutto nell'ultimo mese. Quel che è peggio, nell'ultimo mese l'Inter non solo ha negato l'arrivo di Mancini, ma ha spergiurato tramite i suoi più alti esponenti di avere confermato Zaccheroni. Per questo è una pantomima e per di più molto ridicola, la peggiore cui abbia assistito.

Sgombriamo subito il campo dai pietismi. Con gli stipendi che girano, dall'ultimo dei dirigenti fino alla vittima sacrificale Zaccheroni, ogni sofferenza e ogni delusione è troppo ben retribuita da farmi stringere il cuore. Zaccheroni si dimetterà, non credo senza una corposa buonuscita, e forse addirittura con la promessa della panchina della Fiorentina (un affare tra ricconi interisti) se verrà in A. Le dimissioni nel calcio sono un tale lusso che non credo alla loro gratuità. E sgombriamo il campo anche dai falsi moralismi. Il calcio di oggi è terribilmente amorale e va preso così, altrimenti si dovrebbe cambiare canale e sport. La Juventus non è migliore dell'Inter: ha tenuto sulla corda due allenatori per un mese, poi ne ha preso un terzo. Capello non è migliore di Moratti: da Roma ha sparso veleno e merda sull'argomento-Juve per poi andare ad allenarla. Il calcio è questo. Diciamo che la Juve, nel caso specifico, ha avuto la decenza di fare durare pochissimo la sua pantomima. Merde sono, ma sbrigative ed efficenti.

Il calcio sarà anche questo. Però l'Inter è l'Inter, cazzo. E forse sono più disposto ad accettare l'acquisto sbagliato per incompetenza, la vendità sbagliata per intempestività. E' parte del gioco. E sono disposto alle lunghe attese, condite da scarse soddisfazioni e inenarrabili delusioni: e non perchè l'Inter è sofferenza (questa è una stronzata), ma perchè l'Inter è l'Inter, io amo quelle maglie, quella storia. L'amo immotivatamente e perdutamente, sennò non sarebbe amore.

Per questo non ho potuto sopportare passivamente lo spettacolo di queste settimane, la negasiòn de la evidènsia, come direbbe Paolo Rossi. Ho cercato di sviare la mia delusione ponendomi domande retoriche: come mai i giornali - tutti - scrivono la stessa cosa, Moratti e Facchetti smentiscono diecimila volte e i giornali - tutti -, per diecimila volte ribadiscono che l'Inter ha preso Mancini? Elaboravo quesiti un po' insinuanti e un po' ingenui: vuol dire che nessuno crede all'Inter in quanto società poco credibile in senso lato, o nessuno crede all'Inter semplicemente perchè è già tutto deciso da un pezzo e lo sanno tutti?

Zaccheroni è in bilico da sei mesi, e fino all'altro ieri hanno spergiurato che l'allenatore della prossima stagione è lui. Il comportamento della società è deprimente. Quello di Moratti, soprattutto: lui ha sconfessato allenatore e presidente, quello che ha nominato, il simbolo della Grande Inter e il garante della massima nerazzurrità. Trovo improbabile che Facchetti sia sceso in rotta di collisione con il padrone sulla questione-allenatore. Trovo verosimile che abbiano messo lui a difendere Zaccheroni mentre dietro si lavorava per Mancini. Oggi cosa farà Facchetti, e cosa faranno di Facchetti, presidente sbertucciato di una società già di per sè inattendibile?

E' una brutta pantomima. Il calcio è roba da filibustieri, ma questa statuaria menzogna che dura da settimane non me la meritavo, da interista. Oggi mi turerò il naso, come forse non ho fatto mai. Arrivederci mister Zac, ti hanno trattato come l'ultima delle merde, ancorchè ben pagato. Benvenuto Mancio, furbacchione, adesso prova a farmi contento e prova a far vincere qualcosa a questa società di sbudellati. Quanto a te, presidente, hai solo una possibilità per farti perdonare, e questa possibilità ha una forma triangolare e tre colori. Per il resto, hai toccato il fondo della tua credibilità. Dai qualche vigoroso colpo di pinna e risali, Massimuccio, prima che qualcuno ti faccia recapitare la solita trivella.

 

 

 

 

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:30 |


lunedì, giugno 14, 2004
 

SETTORUCCIO ELETTOROSO


L'Ulivo non ha trionfato. Sarebbe stato bello arrivare al 35 per cento, per non dire 40 (esagerando). Nessuno ha fatto i caroselli, ma spero che qualcuno si sia convinto che prendere il 20 + 11 per cento e prendere il 31 sono due cose ben diverse. Non mi piacciono i calcoli astrusi sull'entità del centrosinistra, visto che se qualcuno è rimasto fuori - e se qualcun altro non è mai entrato - un motivo ci sarà e non vedo come si possano fare certe somme algebriche. Essendo io specializzato in obiettivi minimi, mi accontenterei che il centrosinistra fissasse alcuni paletti importanti in vista degli appuntamenti futuri.


Il Centrodestra non è demolito. L'effetto Berlinguer-Bossi ha tenuto incredibilmente in piedi la Lega, An ormai ha uno zoccolo duro duro, mentre il fatto nuovo è l'Udc: e adesso li voglio vedere, in maggioranza, tenere a bada i democristi del Terzo Millennio, così come li voglio vedere a frenare la Lega (che non doveva contare più un cazzo) o An (che ha quasi 4 milioni di voti).


Ora, detto questo, detto che non si ci sono trionfatori e umiliati, detto che l'Ulivo è nettamente la prima forza uscita da queste elezioni ma che i due poli sono sostanzialmente in equilibrio (e che comunque certi conti si possono fare solo con le Politiche), parliamo di Forza Italia.


Stanotte alle quattro e mezza ero ancora sveglio come un grillo e assistevo incredulo ad un collage di dichiarazioni di Bondi e - soprattutto - La Loggia, che parlavano di "evidente sconfitta del centrosinistra" e di evidente tenuta del centrodestra, che con qualche piiiiiiiiccolo travaso di voti si mantiene bello stabile e con ciò premia soprattutto Berlusconi, la sua politica, la sua popolarità, il suo grande prestigio nazionale e internazionale. Ho visto Fassino incazzarsi, perchè effettivamente c'era da incazzarsi tra exit-poll alla camomilla e proiezioni alla valeriana, mentre i dati reali dicevano qualcos'altro (quelli definitivi hanno detto poi qualcos'altro ancora, ma tant'è).


Poi uno prende i dati di stamattina, 65200 sezioni su 65878, e legge cose interessanti. E' vero che Ds e Margherita insieme hanno preso percentualmente la somma esatta di quello che avevano preso due anni fa alle politiche (quindi non hanno trionfato), e che nel gioco dell'astensionismo hanno preso un milione di voti in meno. Ma Forza Italia ha preso 4,1 milioni di voti in meno. Quattro milioni centomila voti in meno. E' come - per fare un esempio che anche il premier può capire - se cinquanta stadi di San Siro strapieni, nel breve volgere di due anni, avesse deciso di non votarlo più.


Io considero questa cifra un mezzo fallimento, nel mio immaginario antagonista e personale. Pensavo che tre anni di cazzate e di arroganze potessero consentire alla ggggente di farsi una mezza idea contraria e di spazzarlo via, con i metodi incruenti ma evidenti che la democrazia consente. E invece no, mi devo accontentare un una modesta batosta e della probabile resa dei conti che avverrà a casa sua, con i suoi alleati, quelli che "non votate i partiti piccoli" e poi l'hanno discretamente inculato.


Però la cifra di 4 milioni di voti in meno dovrebbe in qualche modo trasparire, pesare. E invece stanno cercando di far passare un altro messaggio, un altro risultato. Le cifre sono lì, ufficiali, certe, nude e crude, ma ognuno le commenta come vuole. E in tv chi alza la voce, chi usa la frase a effetto, chi fissa la telecamera con gli occhi, chi ha a disposizione più telecamere da fissare con gli occhi, fa passare un altro messaggio, quello che vuole lui. I materassi Eminflex sono i migliori. Il Conto Arancio vi fa guadagnare. McDonald's è una delizia. Con TeleDue si telefona quasi gratis. Forza Italia ha vinto le elezioni.


La situazione è agghiacciante. Io ho paura di questo Paese, dei miei conterranei e della deriva mentale che hanno preso. Il fatto di poter negare certe evidenze, di poterlo fare impunemente, è sintomo di una forma mentale generale ormai allo sbando, quella di chi parla e quella di chi ascolta. Il mio pensiero oscilla tra una disistima generale di una gran parte degli italiani e della loro distrazione - generale, mica solo per la politica - e tra il terrore di rilevare a volte un filo rosso che lega il modo di fare comunicazione e di gestire i media - la tv in primo piano -. Questo è un mondo dannatamente virtuale, clamorosamente esposto alla manipolazione mediatica. Che in un Paese si vada alle urne, si esprima un voto, vengano effettuati regolari conteggi, vengano fornite cifre ufficiali e che non si riesca a fare un ragionamente onesto su questi risultati, che non si possa dare una dimensione oggettiva al risulttao, io lo trovo - lo ripeto - agghiacciante. E non tanto per me o per quelli che ritengo essere come me, da qualsiasi parte si stia: gente pensante, dico, non c'entra la destra o la sinistra, gente pensante. Io sono preoccupato per gli altri, quelli distratti, quelli passivi, che sono una marea, una marea scomposta. Gente che coglie tre parole in un telegiornale, che guarda Fede perchè fa ridere, che sbircia i titoli sul metrò. Che magari vede La Loggia o La Russa e pensa che sia andata così come dicono loro.


Sarò magari pessimista o apocalittico o orwelliano, ma io penso questo della massa. Penso che siamo quelli che guardano Costantino, o il Grande Fratello, o i quiz, e pensiamo che sia tutto vero. Siamo i nuovi albanesi, solo che viviamo già nel Paese del Bengodi, quello della tv lustrinata e del va-tutto-bene, che ci lamentiamo del caro-euro e dei borsellini leggeri ma poi chissenefrega, "Gira su Canale 5, Costantino e Alessandra sono andati a comprare i mobili? Si sono lasciati? Nooooo".


Un capo di governo prende 4 milioni di voti in meno, rispetto a due anni prima, in una elezione-sfida basata sul consenso personale, sul non votare i comunisti, sul non votare i partiti piccoli, sul mettete la preferenza per me, anche se la mia candidatura è una truffa perchè la legge mi impedisce di andare al Parlamento Europeo anche se eletto. E' inaccettabile che fino a questo momento, che sono le ore 15 del 14 giugno 2004, ci sia la tendenza a far finta che non sia successo niente, anzi, che il centrodestra tiene, e quindi significa che la politica del presidente Berlusconi è apprezzata e lui è un genio. E' inaccettabile.


Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:54 |


domenica, giugno 13, 2004
 

LA FORCHETTA

Da un'ora stanno commentando vacuamente i risultati e la parola più usata è "forchetta". Anch'io mi riservo di commentare più tardi, quando si potrà usare più disinvoltamente la parola "trave", oppure si potrà andare a dormire nella serena convinzione che non è cambiato un cazzo.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:58 |
 

INTERISTI TEMPORANEAMENTE

RIMPATRIATI PER LAVORO

Sempre detto che è un bel giocatorino.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:03 |


sabato, giugno 12, 2004
 

VIERI CHI?

Il sondaggio su Adriano e Vieri - che ho tolto per lasciare spazio a quello di stretta attualità sugli Europei di calcio che, credo, iniziano oggi - ha avuto come risultato una giusta miscela tra le perplessità interiste e il disimpegno altrui. Con il 23 per cento, a pari merito, hanno vinto due opzioni: 1) vendere Vieri 2) chissenefrega, non sono interista. Appena dietro, con il 21 per cento, il classico argomento unificante: non m'importa, purchè ci sia figa. Vieri chi? ha preso i suoi bei voti, come anche "avevo capito Pieri", a testimoniare la scarsa simpatia del personaggio o lo scarso appeal dell'argomento. Quelli ligi, quelli che hanno voluto guardare alla sostanza tecnica della questione, sono pochi: per il 9 per cento Adriano-Vieri devono andare in campo insieme, e anche per un ulteriore 5 per cento che pure non ci crede. Spero non abbiano letto niente in via Durini: il risultato di questo sondaggio è talmente complesso che Branca, Oriali, Facchetti, Moretti e Moratti ne discuterebbero all'infinito, facendo sfumare affari in corso per disattenzione e stanchezza. (Almeno avrebbero una scusa buona: di solito fanno sfumare affari in corso senza motivo apparente. A meno che normalmente non si distraggano a parlare di figa, argomento ben più complesso dell'acquisto di un centrale portoghese).

(nella foto, un argomento migliore e più complesso)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:29 |


venerdì, giugno 11, 2004
 

ANCH'IO TRA I VIP

Ho appena ricevuto l'Sms di Berlusconi. Ho risposto: lo sapevo, grazie. Spedisco. Beeeep. "Invio non riuscito. Salvato in messaggi non inviati". Peccato. Ci tenevo a questo filo diretto con Lui. Comunque ho risparmiato 10 centesimi. E poi dicono che è disonesto. Ingrati.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:35 |
 

TU CHIAMALE (SE VUOI)


ABLAZIONI


Debbo condividere con voi una serie di perplessità che accompagnano la lettura (e la rilettura) di una notiziola inquietante. Dunque. Due ghanesi - marito e moglie - in Germania litigano di brutto, ma proprio di brutto. Lei taglia l'uccello a lui. Lui accoltella e uccide lei. Il litigio, è scritto nella notizia, è avvenuto davanti a parecchie persone. L'uccello è stata riattaccato dopo una lunga operazione. Per la signora, purtroppo, nulla da fare.


1. Intanto, tecnicamente, com'è potuto avvenire? Voglio dire: se io litigo con una donna e questa mi vuole tagliare il pisello, lei innanzitutto deve estrarmelo dai pantaloni. Deve tirare giù la cerniera - poi cercarlo, direbbe un mio amico -, poi prenderlo e poi zac!, ablarlo (era da mesi che volevo usare il termine "ablarlo"). E io che faccio nel frattempo? Sono lì con il mio coltello e guardo la donna che mi ravana nella patta e poi me lo taglia. Dai, com'è possibile? A meno che la donna non sia stata così fetida da dire: senti, basta, non litighiamo più, trombiamo. E l'uomo così stupido da lasciarselo prendere. E zac!


2. E gli altri? No, dico, il litigio è avvenuto davanti a parecchie persone. Possibile che non una, dico, non una abbia detto al ghanese: "Ehi, quella ti taglia il pisello!"


3. E poi, come saranno stati vestiti? Non credo che il ghanese avesse boxer e jeans, perchè l'estrazione della nerchia avrebbe richiesto almeno una decina di secondi, e qualsiasi ghanese con un minimo di amor proprio avrebbe fatto in tempo a pensare: "Diobono, ma non è che questa qui, incazzata e con un coltello in mano, mi vuole segare la verga?". Saranno stati in pigiama, in costume da bagno? Lui sarà stato in pareo? Aveva il kilt?


4. O erano nudi? Questo spiegherebbe perchè c'erano un sacco di persone. Sicuramente qualcuna avrà pensato: "Stai a vedere che adesso lei gli amputa il cazzo". "Maddai". "Scommettiamo dieci marchi?" "Ci sono gli euro adesso, pirla". "Ah già. Cinque euro?"


5. Come fa uno a cui hanno appena tagliato l'uccello a uccidere la moglie che te l'ha appena tagliato? Pazzesco. I ghanesi hanno due palle così.


6. Chi ha raccolto l'uccello, considerato che il ghanese aveva un forte dolore e una forte emorragia, e in più aveva appena ucciso la moglie?


7. "Ahahahahah, dammi i cinque euro, Ehi, dove sei?" "Sono qui, pirla. Hai un contenitore con del ghiaccio che ci metto l'uccello e lo porto all'ospedale? L'ho letto su Men's Health" "Ho la borsa termica. Geeeerdaaaaaaaaaa, mi butti giù la borsa termica?" "..." "Oh, i cinque euro..." "Mmh. Hai da cambiare?"


Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:23 |
 

CARA GAZZA, MA SE NON CI FOSSIMO?

La notizia, quella vera, è che Moratti si è incazzato. "Adesso basta", ha detto ai giornalisti. E Moratti che dice "adesso basta" è come Tyson che mangia l'orecchio a Holyfield: riferita al personaggio, alla sua gioviale ingenuità e al suo totale permissivismo, quella frasetta stizzita è un piccolo evento, una trasgressione.

Che Moratti si incazzi, del resto, è giusto. Alla vigilia degli Europei, la Gazza trova modo e carta per dedicare ogni giorno un paio di paginette all'Inter, peraltro in piena schizofrenia. Dipingendoci un giorno come la società-macchietta che costruisce una squadra per un allenatore in pectore e porta in giro l'altro - quello vero - a visionare giocatore (inchiestona: "I dieci indizi per cui è chiaro che arriverà Mancini"), e titolando invece ieri mattina in prima pagina "Inter pigliatutto". Riferendosi agli arrivi di Veron - uno che quattro anni fa era fortissimo -, Ricardo Carvalho - ufficioso - e Rodriguez - altro difensore centrale, ufficiosissimo -.

Del resto l'accanimento mediatico sul caso-Mancini non ha paragoni. Qualsiasi giornale parla di Mancini all'Inter, nonostante ripetute smentite. Prima domanda a Veron: ma lei è qui per Zaccheroni e Mancini? Gelo. Bellissimo ieri un pezzo di Repubblica, in cui praticamente si dice: l'Inter ha smentito l'arrivo di Mancini, ma lo sappiamo tutti che arriverà.

L'atteggiamento dei giornali è molto compatto sull'argomento. Tutti a dire che Mancini arriva e nessuno che crede alle smentite dell'Inter. Posso provare a fare due ipotesi: 1) la notizia è vera e continuamente confermata da qualche gola profonda, perchè non si spiega altrimenti come un mucchio di giornali continui a scrivere la stessa cosa con un certo accanimento. Nessuno sembra volere mollare l'osso e credere fino in fondo alle smentite, evidentemente nella prospettiva di dovere scrivere - a breve - che Mancini arriva davvero. 2) la notizia è verosimile, Mancini e l'Inter hanno sicuramente trattato, sono sicuramente in contatto, e magari davvero non se ne farà nulla. Ma nessuno crede all'Inter.

Il fatto che nessuno creda all'Inter chiude il cerchio e ci riporta a Moratti. Nessuno crede all'Inter perchè nessuno chiede notizie certe a Facchetti, Branca o chi per loro: queste, di fatto, non sono notizie certe. Le notizie certe si attendono ancora, sempre e solo da Moratti. Che non è in grado - semanticamente e psichiatricamente - di darle. Le mezze frasi di Moratti, o anche le sue frasi intere, o quelle lunghe frasi che non capisci dove va a parare: quelle sono l'unica fonte certa dell'Inter. E i giornalisti sono felici di riportare frasi di Moratti, perchè estremanente malleabili e interpretabili. Moratti che dice "chiedete a Facchetti" è di fatto un Moratti che lascia aperte le porte del dubbio, di qualsiasi dubbio. Moratti che parla parla parla e finisce le frasi con un "ma" o con un "vedremo" è manna pura per un giornale che vuole elencare i dieci indizi su Mancini all'Inter. Anche un "adesso basta" di Moratti è un formidabile assist: perchè si incazza? Perchè non vuole dirci che sta licenziando Zaccheroni?

Ammesso che potesse rispondermi con una frase di senso compiuto, la farei anch'io una domanda a Moratti: "Massimo,  lo sai che ti voglio bene. Ma che senso ha dimettersi se poi continui a ronzare dovunque spunti un microfono? Tu che puoi, perchè non punti la barca verso sud e torni per i preliminari di Ciempions Lig?"

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:48 |
 

HI

Un altro che mi dispiace che non ci sia più. Dovrebbero mettere un limitatore a certe morti. Una ogni due mesi, non due alla settimana.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 08:58 |


giovedì, giugno 10, 2004
 

PICCOLI KAMIKAZEN

Sui giornali di ieri c'era una notizia molto in piccolo, poche righe, due o tre. Negli stessi giornali (e anche in quelli di oggi, e anche in quelli di domani) c'era anche una notizia trattata in due, tre, quattro, dieci pagine. Ho trovato un filo rosso che le legava.

Il Tourist Trophy è una gara di motociclismo, una delle più vecchie. Si tiene su un tracciato stradale. Solo che le strade sono quelle dell'Isola di Man, che immagino essere più o meno come quelle delle altre isole: strette, accidentate e pericolose. Il Tourist Trophy è una gara mitica per chi ama le moto: dev'essere più o meno come la traversata atlantica per chi ama la vela, o la Parigi-Dakar per chi ama il fuoristrada, o il Trofeo Birra Moretti per chi ama il calcio (questa era una battuta per stemperare la tensione). L'edizione di quest'anno si è corsa domenica e nei giornali di lunedì e martedì c'erano le solite due o tre righe. E' stata un'edizione storica, perchè è morto il motociclista numero 200 nella storia della competizione. Ogni anno ne muoiono un paio. Si corre a duecento all'ora tra alberi, case, spuntoni di roccia, strapiombi. Ci sono sempre un sacco di iscritti. Non credo che ci siano compagnie di assicurazione che concedano una polizza vita a chi va a fare il Tourist Trophy. Al limite si sarà qualche bookmaker che scommetterà sul numero delle vittime. Ma se uno va il Tourist Trophy credo lo sappia già che potrebbe imboccare in posizione orizzontale il traghetto del ritorno.

Ecco. Quattro giovani italiani che vanno a fare le guardie del corpo (o le spie, non lo sapemo mai) in Iraq non sono, in fondo, come un motociclista del Tourist Trophy? Quattro italiani - cittadini di una nazione alleata degli Usa - che vanno a lavorare armati nella Polveriera del Mondo non sono come un pazzo che va a fare le pieghe sui tornanti dell'Isola di Man? Il paragone è riferito alle speranze di vita, al rischio personale,  all'esposizione ai casi della vita. Non è la stessa cosa?

Fatta salva l'umana pietà per quello che ci ha rimesso la pelle, e fatta salva l'umana compassione e comprensione per gli altri tre che hanno passato un mese e mezzo della loro vita ostaggio di un gruppo di iracheni incazzati, per quale motivo l'Italia dovrebbe impazzire di gioia per il loro rientro? C'è un detto molto padano, dalle mie parti, che tradotto in italiano scorretto suona così: "Se stavano a casa loro". Lo si tira fuori per le occasioni più varie, da quello che cade nel burrone a quello che il 5 maggio va a Roma a vedere una partita: "Se stava a casa sua ...", un classico. I tre giovani che abbiamo visto tornare dall'Iraq - sull'aereo militare, in diretta tv, dopo giorni di trattative non si sa con chi e dopo un blitz militare in piena regola - ci erano andati per i cazzi loro, per guadagnare soldi, in piena libertà, senza costrizione, per scelta. Non sono neanche definibili "lavoratori italiani all'estero", perchè francamente non lo sono. Italiani sono italiani, non c'è dubbio, ma per chi lavorassero non si è ben capito. E poi: i lavoratori italiani all'estero per i quali proverei sincera pietà e comprensione potrebbero essere - chessò - ingegneri e tecnici che costruiscono una diga, addetti a una piattoforma petrolifera, costruttori di case e di ponti. Allora sì, se rapissero questi mi preoccuperei sinceramente. Per quattro persone - fatto salvo tutto di cui sopra - che se ne vanno armati in Iraq, a me viene da dire "se stavate a casa vostra". E a me vengono in mente i motociclisti del Tourist Trophy, che vanno a duecento all'ora tra marciapiedi, platani, scogli e canaloni.

Quando si parlava del funerale di Stato a Quattrocchi, giuro, stavo male. Funerale di Stato a chi? Poi, per fortuna, il buonsenso aveva prevalso. Giusto andare ai funerali, per carità, così com'è giusto andare a testimoniare agli altri tre il sollievo di tutti per una avventura finita bene. Ma il Rientro di Stato mi ha fatto rabbrividire, così come gli Abbracci di Stato, le Felicitazioni di Stato. Giubilo e diretta tv per il rientro di tre piccoli kamikaze, che non avevano chiesto a nessuno il permesso di andare a rischiare la propria vita per incassare qualche dollarone in più. Non festeggio se uno si arma e va a fare non so che lavoro in Iraq. Non festeggio se rientra, ma proprio per niente. Anzi, me ne fotto. "Se stava a casa sua". Non dimentichiamo che là ci sono dei nostri soldati, andati probabilmente meno volentieri e per meno soldi. Come già dissi a suo tempo, per me è come se non ci fossero, visto che non li avrei mandati. Ma se facciamo il Rientro di Stato per tre imbecilli, allora pretendo che ai soldati sia reso il giusto onore, quando sarà tempo. Lo sventolio del Tricolore io lo accetto a ragion veduta, non per tre baluba che non hanno capito come si sta al mondo.

(nella foto, la felicità di uno che è andato in Iraq armato ed è tornato vivo. Sullo sfondo, una bandiera che non c'entra un cazzo)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:27 |


mercoledì, giugno 09, 2004
 

DOMANDONE

Chissà se oggi, durante la conferenza stampa di Veron, in una sede ufficiale, con davanti un po' di giornalisti tutti assieme, in un'occasione mediaticamente conviviale, un Facchetti qualsiasi darà un'indicazione seria e definitiva su chi sarà l'allenatore del prossimo anno. Una spia di quanto siamo credibili è che Moratti avrà già detto sei volte che è Zaccheroni. E nessuno gli crede.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:04 |
 

NON VALE

Gli ostaggi li liberano il martedì, così tornano il mercoledì, faranno la conferenza stampa giovedì, faranno Porta a Porta venerdì, faranno festa e fiaccolate sabato, la domenica poseranno per i fotografi al seggio elettorale. Honni soit qui mal y pense.

Non succede un cazzo per anni, poi nell'ultima settimana cominciano a sfasciare sedi di Forza Italia e di An in mezza Italia. Poi mettono una bomba carta vicino al comizio di Fini (voi avete mai visto quanti poliziotti e carabinieri ci sono - in divisa e non - al comizio di un capo di governo, capo di partito eccetera?). La mettono sotto il furgone dal candidato che è sul palco con Fini. Honni soit qui mal y pense.

Una settimana fa i sondaggi davano la coalizione di governo sotto di cinque punti. Io son bravo, buono, bello, ingenuo e coglione. Ma non ce la faccio a non pensare male.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:00 |


martedì, giugno 08, 2004
 

CHI SIAMO, DOVE ANDIAMO

Circa 150 Interisti Indipendenti (così diconsi) hanno protestato civilmente e rumorosamente sotto le finestre dell'Inter Futbal Clab in via Durini, nell'operosa Milano. La notizia, le immagini, i contenuti della dimostrazione mi lasciano un po' lì, tra il combattuto e l'insofferente, sicuramente in una vaghezza di sentimenti che diciamolo, fa di per sè molto Moratti.

Ricapitolando. Gli Interisti Indipendenti rimproverano a Moratti alcune cose, tra cui la scarsa personalità, la mancanza di un progetto chiaro, lo scarso peso politico. E lo invitano a vendere la società a qualcun altro. Che ci faccia vincere, in primis. Gli argomenti sono francamente inattaccabili. Moratti ha scarso peso politico e scarsa personalità, sia in senso assoluto sia in rapporto al padre e alla sua bacheca. Quanto al progetto, è quanto di meno chiaro ci sia nel mondo del calcio contemporaneo. Giocatori comprati alla rinfusa, altri regalati, altri trattati e poi lasciati alla concorrenza (con una pervicacia morbosa), allenatori tenuti controvoglia e licenziati intempestivamente. E adesso centravanti da 110 gol da trattare con la concorrenza, alle condizioni della concorrenza. Insomma, un disastro.

Eppure, quando il coretto degli Interisti Indipendenti - che si professa indipendente dalla Curva, ma poi ne masterizza i cori - ha intonato "Noi abbiamo l'Inter nel cuore", il mio interesse e la mia per quanto vaga adesione alla protesta hanno pesantemente vacillato. Se c'è una cosa che non si può rimproverare a Moratti è di non avere l'Inter nel cuore, e cantare questo slogan sotto le sue finestre - le finestre di un pirla, se vogliamo, ma uno che ha l'Inter nel cuore -, come se la prerogativa di amare l'Inter fosse solo degli Interisti Indipendenti, insomma, mi è sembrato un tantinello esagerato. Moratti è un presidente-barzelletta proprio perchè ha l'Inter nel cuore. La Juventus è guidata da non juventini - Moggi e Giraudo -, e infatti si dovrebbe notare una certa differenza. Moratti è un interista folle e scomposto, come solo possono essere folli certi interisti e scomposti certi miliardari, che vedono una cosa luccicare e dicono "la compro". Il fatto di essere interista fino al midollo, il fatto di concedere al cervello lunghe pause di lucidità in nome e per conto di un amore sviscerato, che ti fa prendere lucciole per lanterne e Gilberti per Roberti Carlos, non assolve Moratti. Che resta condannabilissimo per questa gestione un po' fuzzy dell'Inter e per tutto ciò che ne consegue in termini di sofferenza e scoramento generale, però un po' lo scusa. Gli va riconosciuta l'attenuante dell'incapacità, come minimo.

Tant'è - e qui mi devo autocitare - che a Moratti non rimprovero la sua inconcludenza e la sua sgangheratezza, nè il suo pazzesco sperpero di denaro (saranno ben cazzi suoi). A Moratti rimprovero l'insipienza di essersi costruito attorno un carrozzone di persone che dovrebbero aiutarlo, che dovrebbero sostituirlo nei momenti di incapacità, e invece sono peggio di lui. Un esercito di persone strapagate e impegnate a dare segni della propria esistenza e a cercare di inculare gli altri, in nome di un "mors tua vita mea" che si traduce in sprechi, errori e colossali topiche nella gestione della strategia societaria. Un ricco scemo, per una società calcistica, è importante in quanto ricco. Se altre persone si prendessero la briga di decidere per lui - per il suo bene, i suoi soldi, e per la felicità di tutti noi interisti, indipendenti e non -, allora lo scarso peso e l'inconcludenza del presidente sarebbero solo folklore.

Non sto qui a ripercorrere gli errori di mercato, nè a rifare la conta dei dipendenti. C'è un particolare, tra i tanti, che ultimamente mi inquieta. Si continua a parlare di fronda all'interno della società, di alti dirigenti legati a Cuper, di due clan che fanno fatica a parlarsi. Possibile, dico io, che il padrone della società - per quanto ricco, per quanto scemo, per quanto di scarsa personalità - possa sopportare una situazione di questo genere? Anzi, dico di più: possibile che possa sopportarne il solo sospetto? Invece no, Moratti ne parla anche nelle interviste, come se una fronda all'interno della sua società - da parte di gente di cui vorrei avere solo un quinto dello stipendio per sentirmi un nababbo, stipendo che gli paga lui, cazzo - fosse una cosa normale, come se la società fosse un consesso democratico, un parlamentino, un consiglio di circoscrizione.

Questo è Moratti e questo gli imputo. Suo padre aveva Allodi, lui ha Branca e Oriali e Moretti. Gente che ha scarso peso. Forse li ha scelti per sentirsi in compagnia.

In tutto questo, e in tutta la sfiducia che mi pervade quando penso a certe cose molto interiste - come quelle di cui sopra -, agli Interisti Indipendenti (e non) mi preme anche ricordare una cosa. Io di 5 maggio me ne intendo, e penso anche voi. Due anni fa Moratti e Cuper, con una squadra un po' raffazzonata e in un campionato molto equilibrato verso il basso, il campionato lo avevano vinto. Cuper ci mise del suo, in quel cazzo di finale di campionato. Eppure era già tutto pronto, il traguardo era a un passo, forse un piede era già dall'altra parte della linea. Ecco: ditemi voi che colpe ha Moratti per quel 5 maggio, ditemene voi se ne ha una. E con tutte le sue cagate, le sue follie, le sue inadeguatezze, i suoi movimenti scomposti, se quegli undici scoglionati avessero vinto quella partita - che andava vinta con una gamba sola - oggi saremmo qui a fare altri discorsi, a ridere del nostro presidente dentone e capellone, a inquietarci per le sue strampalate decisioni di mercato e a stendere uno striscione timido ma risoluto sotto le finestre di via Durini: "Da due anni non vinciamo, per favor ci riproviamo?"

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:06 |


lunedì, giugno 07, 2004
 

MADRI MODERNE

(Ieri. Esterno giorno. Parco. Un uomo - io - corre tra ordinarie sofferenze. Una donna presidia un bivio e guarda verso l'uomo che corre, in cerca di una qualsiasi certezza. E' bionda, preoccupata, abbastanza figa e regge una bicicletta bianca)

- Scusi, ha per caso visto un bambino con una maglietta a righe bianca e rossa?

- (ansimando) No, mi spiace

- Grazie

- (ansimando) Prego

(Venti-venticinque minuti più tardi. L'uomo - io - ripassa dallo stesso punto correndo tra sofferenze molto più che ordinarie. Ma non può fare a meno di notare una famigliola seduta nel prato, le biciclette a terra. La donna - quella bionda e abbastanza figa, cioè quella di prima - sorride al podista)

- L'ho trovato, eh?

- (ansimando come un mantice) Bene!

- Arrivederci!

- (cenno di saluto)

(ma diobono, tuo figlio ha la maglietta bianca con le maniche blu,  ci credo che non lo trovavi. Invece di fare la figa con i podisti, cerca di fare mente locale)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:52 |
 

JIMMY IL FENOMENO 0 3 6 6 8

ENRICO TOTI                 6 6 4 1 6

Finale strepitosa. Per gli psicologi, almeno. Due argentini al Roland Garros avrebbero dovuto prendersi a pallate e romperci le palle. Invece è stato uno spettacolo indimenticabile.

Primo set: Coria asfalta Gaudio. 6-0

Secondo set: uguale, più o meno. 6-3

Terzo set: Coria arriva 4-3, sembra finita, poi cazzeggia un po' e a Gaudio non gli pare vero. Alla fine si impappina sul serio e Gaudio vince il set 6-4, regalato.

Quarto set. Sull'1-1 a Coria gli si incricca la gamba sinistra. Entra il massaggiatore, lui scuote la testa smarrito. Rientra in campo e non riesce più a fare niente. Serve come un bambino dell'asilo e non si muove lateralmente. Si fa trafiggere come un tordo e nessuno capisce perchè non si ritiri invece di fare il martire. A Gaudio basta rimandare la palla dall'altra parte e fare 6-1.

Quinto set. Coria non riesce a servire, perchè gli manca l'appoggio. Invece delle solite pappine a 190 all'ora fa delle rimessucce a 90-100. Una pena. Ma ricomincia a corricchiare, a picchiare, a fare punti, e accade l'incredibile. A Gaudio viene il braccino, sbaglia cose clamorose, Coria gioca un punto sì e un punto no ma gli basta per tenersi in partita e andare sul 5-4 e avere due match point - lui, lo zoppo - che sbaglia di un pelo. Poi va anche sul 6-5, ma non ce la fa più e Gaudio vince, immeritatamente, dopo aver fatto un numero inverosimile di pirlate contro un giocatore dimezzato.

Morale. Non rimandare a dopo quello che potresti fare ora (Coria poteva vincere il terzo set in carrozza).

Bilancio finale. Coria ha due palle così, Gaudio ha un culo così.

(nella foto, Gaudio descrive le dimensioni del suo culo)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:39 |


domenica, giugno 06, 2004
 

THAT'S INCREDIBLE

Il Podista si reca al parco Inadempiente ma senza sensi di colpa: da due settimane sopporta varie rotture di coglioni indipendenti dalla sua volontà e da due settimane, appunto, salta a piè pari le tappe intermedie imposte dalla tabella di allenamento. Per la seconda settimana consecutiva il Podista Inadempiente si presenta quindi al parco solo la domenica. Va detto che il Podista Inadempiente sta tenendo sorprendentemente il ritmo della tabella, pur saltando gli allenamenti programmati: domenica scorsa si era issato a 45 minuti di corsa caracollante, record personale ogni tempo. E quindi stamattina l'anzidetto Podista si sentiva sì inadempiente, ma anche molto in pace con se stesso. E mentre faceva stretching e azzerava il cronometro, impostava la tabella cerebrale verso il raggiungimento di un qualsiasi obiettivo minimo, secondo la filosofia morattiana a lui cara. La tabella è stravolta, ma per colpe altrui. Quindi si fa quel che si può. Via!

Il Podista, come al solito, inizia prudente e nei primi venti minuti attraversa le peggiori crisi di coscienza e di tenuta atletica, passando da cupe previsioni ("Morirò?") a pessimistiche considerazioni ("Non arrivo a mezz'ora neanche se mi trainano"). Ma il copione si ripete sorprendentemente, e il Podista ha capito che se arriva a mezz'ora il resto non conta più, il resto è pura discesa, magari solo psicologica, ma pur sempre discesa. Ai 35 minuti il Podista, in stato di ebbrezza, pensa che potrebbe arrivare ovunque. Non la pensano così nè i polmoni, nè le gambe, nè il sistema cardiocircolatorio, ma l'euforia del cervello ha il suo peso. Il Podista ormai ha problemi di convivenza con il Parco, che percorso in tutta la sua lunghezza - ed è lungo - occupa ormai soltanto 40 minuti della sua corsa poco fluida, poco bella, ma molto ambiziosa. E così verso i 43 minuti il Podista passa davanti alla macchina senza minimamente cagarla e imbocca un altro tratto del parco, quello a uso e consumo di passeggini e famiglie alla ricerca di ombra. Anche il Podista apprezza l'ombra che accompagna il suo ultimo tratto e se ne pasce. La fase down si avvicina inesorabile, le gambe si impappinano, le tempie battono, l'aria non sembra bastare più. Ma quando il Podista tocca il cofano il cronometro segna 50 minuti e qualche secondo di bonus, e insomma, chissenefrega del corpo che si ribella: tenetevi questo mezzo litro di Gatorade e non cagatemi il cazzo, care le mie membra, dice un Podista trasfigurato ma soddisfatto di non lasciare il Parco a bordo di un'ambulanza.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:48 |


sabato, giugno 05, 2004
 

SORPRESONE

Come quelli che trovano un quadrifoglio, o un ago in un pagliaio, o un posto per la macchina gratuito e in regola vicino allo stadio Meazza, poco fa ho visto due ausiliarie del traffico piuttosto fighe (invece delle solite virago a caccia di divieti di sosta). Pettorina d'ordinanza e jeans bene affusolati, occhiali fumè, capello lungo e aspetto complessivamente gradevole, le sorelle Williams della multa ronzavano intorno alla mia macchina, trovandola peraltro in regola. Io mi stavo avvicinando e le ho lasciate fare. Non avendo l'ansia di accorrere e fare la scena madre, o quella di negare l'evidenza mantenendo un basso profilo, ho rallentato il passo fissando alcuni particolari importanti: i loro taccuini e le loro biro, rimaste nella fondina per mancanza di irregolarità, e il loro culo, invero notevole. Quando mi sono seduto in macchina le ho seguite a passo lento, perchè la via è stretta. Il fatto che esistano in natura ausiliarie del traffico con un bel culo, e il fatto di averne addiritura trovate due in un colpo solo, e il fatto che non mi abbiano fatto la multa, ecco, questi tre fatti mi hanno messo decisamente di buon umore, neanche l'Inter avesse azzeccato un colpo di calciomercato.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:41 |


venerdì, giugno 04, 2004
 

BASTARDI

No, dico: ma come è possibile soltanto pensare a uno scambio di questo genere? Com'è possibile che una squadra proponga a un'altra squadra una simile operazione di mercato e l'altra squadra - che poi è la mia - ci pensi? Io non è che spasimi per Materazzi, un karateka riciclato al calcio. Però è un signor difensore, se rapportato al fatto che Legrottaglie ha giuocato in Nazionale. L'ho detto più volte: è uno che alza la testa, guarda, lancia. E il pallone arriva a destinazione (questa aggiunta era per distinguerlo da Cordoba e Cannavaro, e a pensarci bene anche da me, perchè anch'io alzo la testa, guardo e lancio). Nella nostra difesa di tappetti è essenziale, non ci sono cazzi. E siccome noi abbiamo trattato Nesta e non l'abbiamo preso, abbiamo tratto Chivu e non l'abbiamo preso, abbiamo trattato Stam e non l'abbiamo preso, allora meritiamo di tenerci Materazzi. Non solo, dobbiamo ringraziare che c'è e dobbiamo stendergli la passatoia rossa, perchè quando non c'è - secondo me - è peggio.

Detto questo: ma com'è che la Juventus impunemente possa permettersi di offrirci uno scambio conTotonno Juliano? Ma come cazzo è che qualsiasi squadra può prenderci per il culo e noi, invece di ribellarci, stiamo lì come fessi a farci sbertucciare? Diobono, Juliano. Intanto Juliano è un centrocampista. Occhei che ci serve il centrocampista, ma scambiarlo con un difensore proprio non ci sta. E poi, cazzo di Budda, Juliano ha 62 anni, 62 anni! Sì, d'accordo, serve il centrocampista esperto, che faccia ragionare la squadra, che non butti via la palla. Ma diocaro, uno di 62 anni che garanzie può dare? Sì, occhei, Branca, occhei: tu mi dirai che a fianco c'è Gualtiero Zanetti che è un iradiddio a recuperare palle e a correre per sè e per gli altri. Ma Juliano, dai! Ma da quanto è che non gioca? Saranno per lo meno 25, 26 anni. E' integro, tu mi dirai, Branca, e va bene. E' a dieta, fa vita da atleta, prostata a posto, circolazione buona. Ma è una scommessa. E' una scommessa, diobono, un'altra scommessa! Branca, cazzo! Hai preso Veron che sta in piedi con il nastro adesivo, e tu mi riforzi il centrocampo con Juliano?

No, guarda, mi sono rotto il cazzo. Avete Suarez, fate giocare Suarez piuttosto. Un altro acquisto, un altro stipendio, qui va tutto a rotoli. Materazzi non si tocca, niente scambio con Juliano. No no no no no. Qui ci opponiamo tutti. E' una scommessa. No no no no.

(Iuliano con la I? Ah quello della Juve, Montero Juliano eccetera, quello lì? Ahahahahahahahahah, diobono, scusa, ho capito. Iuliano, ahahahahahah. Sei una sagoma, Branca. Ma come vi vengono in mente 'ste cose?)

Cambiato idea. Juliano va bene. E' un altro che volevano prendere, avevo capito male io. Meglio Juliano, Juliano va benissimo. 62 anni, ma sta bene. Lo prendano pure. Figuriamoci, volevano Iuliano, con la I, quel catorcio della Juve col naso rifatto. Minchia, no. Juliano ci darà ordine ed esperienza. E sarà sempre più magro di Ronaldo. Vai, Branca, non sbagliare consonante. Juliano, con la gei. Se arriva quello con la I divento disobbediente, giuro.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:03 |
 

CIAO NI'

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:08 |
 

ADIM ER

(il contrario di Re Mida)

Quest'uomo vende quadri in tv, e siccome ha fatto anche un sacco di soldi con tale attività potrebbe legittimamente limitarsi a questo. Quest'uomo, di cui ammiro l'iperattivismo, è anche candidato alle Europee nella lista Sgarbi, circoscrizione Sud, e francamente se abitassi nella circoscrizione Sud organizzerei una campagna di strappo dei suoi manifesti, così, come espressione di uno spregio rustico e paesano, non potendo disegnare i baffi sul suo faccione visto che ce li ha già (però giurerei di averlo visto in tv senza baffi. La questione è comunque marginale). Potrebbe anche riposarsi il settimo giorno, quest'uomo. Invece, purtroppo, ogni tanto compra società sportive e le porta alla rovina con una regolarità che mi fa sospettare che lo faccia apposta, come quelle persone che amano complicare la vita a sè e agli altri per dare una prova di esistenza. A lui piace diventare presidente e poi fallire, dev'essere più forte di lui. O diventare presidente, non combinare un cazzo e poi non trovare compratori, e allora minacciare le soluzioni più ardite e catastrofiche, perchè gli piace anche veder soffrire la gente. Non è solo un Re Mida al contrario, ma è anche un Masoch e un De Sade all'unisono, un maceratore di carni, un genio del Male. Se sfogliate i quotidiani troverete che il Napoli calcio e l'Olimpia Basket Milano, due società gloriose e forse qualcosa di più, sono sull'orlo della scomparsa. E in entrambi i casi c'è di mezzo lui. Quest'uomo è stato presidente del Napoli, poi lo ha ceduto a un albergatore e adesso i due stanno litigando tra loro in mezzo a un marasma di debiti che farebbe paura a Tremonti. Il Napoli potrebbe essere disciolto in settimana, non so se mi spiego. Il Napoli, mica la Puteolana. A Milano sta accadendo addirittura l'inverosimile. Sempre quell'uomo lì si è comprato la squadra di basket (in serie A credo sia la terza volta che ne compra una), non l'ha minimamente risollevata dalla mediocrità in cui si dibatte da qualche anno e adesso non sa più cosa farsene, a chi venderla. Cose normali, non solo per lui. Il problema è che ne ha escogitata una talmente grossa da non sembrare vera. L'ipotesi è quella di cedere il diritto sportivo di Milano alla Virtus Bologna, altra grande fallita e ora resuscitata in Legadue dove però ha fallito la promozione. Che è una cosa pazzesca, immane, contro natura. Hanno addirittura fatto un sit-in davanti al Comune e il placido sindaco Albertini, che adesso ha in mente solo il seggio a Strasburgo, si è dovuto muovere. Del resto la situazione è folle. Praticamente è come se Moratti chiudesse l'Inter e cedesse il diritto sportivo alla Juve retrocessa in B per farla tornare in A.

(no, scusate, non posso continuare con questo post. L'immagine di Moratti che chiude l'Inter e cede il diritto sportivo alla Juve è troppo anche per me. Ho la tachicardia. Dovrei andarci piano con i paragoni)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:27 |
 

DISINFORMAZIONE

Lo ammetto: è così tanto tempo che non vedo giocare Veron che non mi ricordo nè che ruolo abbia nè che piede usi. Sono in possesso di informazioni essenziali ma, mi rendo conto, sommarie. So che è uomo, argentino, eterosessuale, che era un ottimo giuocatore e che attualmente è una ciofeca. Lo definirei un affare Snai: una scommessa. Oh, magari va anche bene. (sbadiglio)

(nella foto: Settore corre al parco)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:07 |


giovedì, giugno 03, 2004
 

CAMPAGNA ACQUISTI

Beh, almeno è gratis. (quello a destra, eh?)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:35 |
 

ZIDANES, PAVONES Y BARBONES

LOSANNA – Si è concluso in tarda mattinata, presso il Tribunale Arbitrale Sportivo del CIO, l’incontro fra F.C.Internazionale e Real Madrid. Per F.C. Internazionale era presente il Presidente Giacinto Facchetti e per il Real Madrid il direttore degli affari legali, Antonio Vazquez Alvarez.
Al termine dell'incontro, le due Società hanno emesso un comunicato congiunto.
"Dati gli eccellenti rapporti fra i due club, F.C. Internazionale e Real Madrid, con la preziosa collaborazione del Tribunale Arbitrale Sportivo, hanno deciso di definire la controversia relativa all’interpretazione dell’accordo di trasferimento del calciatore Ronaldo al club spagnolo e riguardante la posizione del calciatore Solari. Il Real Madrid pagherà otto milioni di euro a F.C. Internazionale suddivisi come segue: sette milioni di euro entro il 30 giugno 2004, un milione di euro entro il 30 giugno 2005”.

Sette subito e uno fra un anno? Barboni!

p.s.: eccellenti rapporti? Ma andate affanculo.



Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:17 |
 

MALDESTRI

Resto convinto, al contempo, dell'assurdità e della necessarietà di cedere Vieri, della straordinaria contraddizione di mandare via uno che ti ha già fatto 100 e passa gol, uno che è lui stesso una contraddizione umana, perchè segna 100 gol e non ti fa vincere nulla, segna 100 gol e litiga con il pubblico e l'allenatore, segna 100 gol e si porta attorno un'aura di negatività che non ha paragoni nella storia del calcio, a parità di numero di gol, di valore intrinseco eccetera eccetera. Sogno che con la cessione di Vieri l'Inter risolva l'ultima delle situazioni kafkiane in cui regolarmente si caccia, quantomeno la più abnorme e dannosa. Pazienza se risolverlo è doloroso e apparentemente sbagliato, per non dire pazzesco: ce lo meritiamo.

Però c'è cessione e cessione. Cedere Vieri alla Juve è di per sè un errore, sapendo che Vieri alla Juve farà molti gol, che la Juve è la tua peggior nemica, che la Juve è la Juve. Cedere Vieri alla Juve alle condizioni della Juve, poi, è un clamoroso compromesso sull'altare dei bilanci da sanare, oltre che una clamorosa cazzata: darglielo per un tozzo di pane e una contropartita tecnica ridicola o senza senso è come tagliarsi i coglioni, una volta di più.

Parlo per interposti giornali, sapendo quanto i giornali inventino e sguazzano nelle cose interiste e non sapendo cosa frulla nella testa di Moratti, Branca, Facchetti, Oriali (e via elencando), anche perchè sapendo cosa frulla in quei cervelli potrei aspirare al Pulitzer o al Nobel per la Medicina. Comunque la situazione è più o meno questa: vendere Vieri significa intanto risparmiare 35 vecchi miliardi (la cifra lorda del suo immane contratto per i prossimi due anni) e risolvere un problema che è tecnico e umano, quello della convivenza con Zaccheroni. Poi bisogna farselo pagare: la Juve propone una contropartita tecnica. E va bene. Va bene, cioè, se la contropartita tecnica corrisponde a una tua esigenza. Bisognerebbe tenere conto che l'Inter dà alla Juve uno che segnerà una trentina di gol a stagione (calcolo al ribasso) e che la Juve è la tua peggior nemica. Quindi, se il calcio avesse una logica e certe menti avessero un barlume di lucidità, l'Inter dovrebbe trattare con la Juve non dico in una posizione di superiorità, ma almeno alla pari. Ti do Vieri, diobono, tu dammi dei soldi e qualcuno con i controcazzi, o almeno qualcuno che mi serve, altrimenti vaffanculo.

Sembra non sia così. Chissà se è vero che hanno chiesto Nedved o Zambrotta (l'unico che servirebbe davvero), e chissà se è vero che gli hanno risposto: ahahahahahahah, col cazzo! Ma trattare, come ho appena letto, il prestito di Di Vaio per due anni (il prestito per due anni!), l'arrivo cioè di una punta, la sesta attualmente in organico, mi sembra un'immane cagata. Rifiutare l'ipotesi Maresca, come ho appena letto, quando un centrocampista ti serve come il pane, mi sembra stupido. Se Vieri va alla Juve, come ho appena letto, per Di Vaio (in prestito biennale, neanche definitivo) e 4-5 milioni di euro, allora andate tutti a cagare.

Tutto questo, naturalmente, mentre non si è ancora capito chi sarà l'allenatore (di come stanno gestendo la questione, francamente, mi vergogno un po'). E tutto questo vedendosi sfilare via affari tentati, abbozzati, accennati e mai conclusi. Davids, Emerson eccetera. Vicini, sempre più vicini, poi puff!, vanno da un'altra parte. In tutto questo sfacelo di inizio giugno stiamo collaborando a fare una grande Juve (se prendono Emerson e Vieri possono anche tenersi la patetica difesa che hanno) e fottendocene di fare una grande Inter. Io aspetto fiducioso, armato di Gazza e grandi speranze. Sullo sfondo vedo stagliarsi la sedicesima stagione senza quel triangolino tricolore cui inutilmente aspiro.

(Ehi, chi ha detto: cambia triangolino?)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:52 |


mercoledì, giugno 02, 2004
 

COSA NON SI FA PER UN VOTO/2

 Il rantolo via radio di Umberto Bossi è - o vorrei che fosse - la resa di un certo tipo di politica. I Maroni, i Calderoli, gli Speroni che mostrano gli occhi lucidi alle telecamere parlando del massaggio via radio di Bossi sono uomini cui manca la terra sotto i piedi, e questa terra manca loro talmente tanto da costringere un uomo mezzo infermo, con la tracheotomia ancora fresca e con un incerto futuro funzionale a farsi mettere un microfono davanti e a dire due cose su Pontida, la Lega, Pontida, la Lega, che a sentire il rantolo (hanno dovuto metterci i sottotitoli) quasi ti viene la nostalgia del Bossi vero, del suo capello unto e del suo Roma Ladrona ogni più sospinto, Roma ladrona anche quando lui è a Roma, diavolo d'un Umberto.

La Lega è Bossi, gli altri sono quaqquaraqqua, e se muore Bossi - o non urla più, non cammina più, non si espone più - muore anche questo partito che sul capello unto, Roma Ladrona e un progetto un po' visionario e un po' no - il federalismo - era nato, vissuto, esploso, maramaldeggiato, sopravvissuto. La Lega è un uomo e il nulla dietro. Non ci sarà nessuno - nè gli strateghi alla Maroni o alla Calderoli, nè le macchiette alla Borghezio - che terrà il passo o prenderà il posto di Bossi. Vivo in un città e in una provincia in cui un giorno, undici anni fa, la Lega prese più del 40 per cento. Era un partito inesistente, senza sedi, senza uomini. Era Bossi e qualche pittoresco personaggio attorno. Tangentopoli fece il resto. Arrivarono a fare i sindaci o i presidenti di provincia personaggi improbabili, buoni forse per fare l'amministratore di condominio o della Pro Loco, o forse nemmeno. La Lega, com'è giusto, pagò in fretta la sua totale inadeguatezza. Adesso, qui, prende comunque l'otto-deci per cento, che non è propriamente poco. Ma la Lega è lui, Bossi, uno che fa 300 comizi l'anno, stringe mani, sbraita, aizza, suda, urla, rutta, bestemmia. Dietro c'è il poco o il nulla di un partito cresciuto alla sua ombra e in cui i personaggi presentabili si contano sulle dita di una mano. A livello nazionale, dico.

E allora manca la terra sotto i piedi. Se Bossi muore - o non urla più, non cammina più, non si espone più - non resterà nulla. Mandatecelo voi Maroni o Calderoli a Pontida ad aizzare le folle. Mandateceli voi in 300 piazze l'anno, misurate gli applausi, contate la gente che c'è. Durerà un anno, due. Poi i leghisti - quelli tosti, quelli che si mettono le camicie verdi - si scoglioneranno. I peones che hanno qualche carica in giro per regioni, province, comuni, enti pubblici faranno il salto della quaglia. Manca la terra sotto i piedi. E allora porti un registratore in clinica e gli fai dire due cose, all'Umberto. "Sto abbastanza bene, diciamo che non sono morto". Uè, l'è propi Bossi diocane, vivalalega, romaladrona, gù gù, arf arf.

La Lega è al governo, tra dieci giorni si vota e Bossi è un uomo infermo. Se fosse possibile scommettere su una cosa del genere, scommetterei mille euro che Maroni & C. sperano in un effetto Berlinguer, e intanto si cagano addosso per l'effetto-Bossi, il Bossi che potrebbe essere se non si riprende, un mezzo Bossi, un quarto di Bossi, un brandello di Bossi, basta comizi, basta urli, fine, stop. Stop per tutti. E allora hanno cacciato un microfono sotto la trachetomia dell'Umberto, e poi si vedrà. Non ci sarà Pontida perchè l'ha chiesto lui. Non ci sarà Pontida perchè sarebbe stata una roba ridicola, triste, troppo triste per un partito che una settimana dopo si presenta agli elettori senza il suo leader, senza un minimo di certezza. Questo lo dico io.

E tutto questo mi getta nello sconforto. Io accetto le regole della democrazia, e  se 4 miei concittadini votano un partito io prendo, incasso e porto a casa, come un 4-0 dalla Juve. Non discuto. Soffro, mi arrovello, ma non discuto. Cosa dovrei discutere? Non discuto, per carità, ma penso. E penso: che differenza c'è tra Forza Italia e la Lega? Che differenza c'è tra Berlusconi e Bossi? Per me: non ce n'è. Se succedesse a Berlusconi quello che è successo a Bossi, Forza Italia si comporterebbe come la Lega adesso: cercherebbe di mummificare Bossi, imbalsamarlo, fare in modo che faccia prima o poi ciao ciao dalla finestra. Forza Italia non ha un Berlusconi di riserva, come la Lega non ha un altro Bossi. Forza Italia è il nulla: un'accolita di democristiani di seconda fascia e socialisti di risulta che regge un leader. Di cui ammiro - ammiro! - la diabolica abilità nel continuare ad abbindolare 4 miei concittadini su dieci. Il cui numero è abnorme e mi costringe ad arrovellarmi, pensare male, masticare amaro, pestare merde e accettare le regole di una cosa preziosa che si chiama Democrazia.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:46 |
 

COSA NON SI FA PER UN VOTO/1

Alessandro Cecchi Paone è un volto noto della tv. E' il Piero Angela di Mediaset. Forse meno simpatico e meno rassicurante, ma degno di una certa autorevolezza. Oggi Cecchi Paone ha fatto outing. Ha ammesso che fino ai 35 anni è stato eterosessuale, e che dai 35 in poi si è messo a ciondolare tra l'eterosessualità e la bisessualità. L'esercizio dell'outing mi lascia sempre un po' perplesso. Lo trovo intellettualmente onesto e sottilmente provocatorio, una dichiarazione fatta un po' per liberarsi e un po' per stupire. Nel caso di Cecchi Paone è onesta e liberatoria perchè arriva dopo un matrimonio fallito e anni di dicerie probabilmente insopportabili. Ma è anche un po' provocazione, la provocazione elettorale di un candidato alle Europee che a dieci giorni dal voto dice che vuole ergersi a paladino degli omosessuali e dei bisessuali. Comunque ego te absolvo, Alessandro, perchè hai fatto un outing coraggioso e magari impopolare, e poi perchè vuoi fare il paladino di una fascia scomoda dell'elettorato. Sei nel partito del kit, della cravatta a pallini e del credo laico: insomma, altri non l'avrebbero fatto. Probabilmente nessuno. Non ti voterò alle elezioni, per me sarebbe troppo, ma magari ai Telegatti sì.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:06 |


martedì, giugno 01, 2004
 

L'UNTORE



Non so che faccia abbia Howard Carmack, per che partito voti e per che squadra tenga. Esulto alla notizia della sua condanna negli Usa per il reato di spamming, la prima della storia. Questo bellimbusto, sfruttando 343 account di posta diversi, generati fornendo false generalità ad altrettanti portali, ha mandato 825 milioni di e-mail a decine di migliaia di persone nel mondo, tra cui penso di esserci anch'io. Gli hanno dato 7 anni, che mantenendo una buona condotta in carcere ridurrà della metà. Spero che come pena accessoria abbiano compreso anche la castrazione elettronica.
E spero che adesso vadano anche alla caccia degli altri Howard Carmack, quelli che giornalmente mi intasano la casella di posta elettronica con messaggi non solo indesiderati, ma pesantemente allusivi della mia sfera psico-sessuale. Due messaggi su tre, infatti, mi invitano ad allungarmi il pene o a comprare Viagra. Ma che cazzo ne sapete voi, dico io? Che cazzo ne sapete voi del mio pistolino e delle mie capacità erettili? Anche stamattina la stessa storia: apro la posta e trovo decine di messaggi con i soliti nomi di fantasia. Messaggi che non apro mai. Ma già dall'oggetto mi fanno imbufalire. Ce n'era uno che mi diceva, in inglese: "Sei soddisfatto del tuo uccello?". E sotto, come al solito, la solita superofferta di Viagra, un tanto al chilo, come se si fosse sparsa la voce nella blogosfera che 1) non mi tira 2) ce l'ho pure piccolo 3) eppure trombo molto 4) comunque ho bisogno di un additivo chimico 5) vaffanculo.
Caro Carmack e cari quelli come lui, spero che vi trovino, vi condannino e finiate in una buia cella da condividere con qualche bisessuale portoricano, molto soddisfatto della misura della propria nerchia tatuata e in disperata cerca di orifizi in cui testare la nerchia medesima. Quando vi avranno presi tutti, la mia casella di posta elettronica, quella che ho messo in coda al blog, tornerà alla sua funzione originaria: quella di raccogliere e-mail di blogger molto femmine e molto desiderose di ingarbugliare il loro corpo al mio. E-mail del genere non ne sono mai arrivate, ma forse - forse - è perchè questa cazzo di casella è spesso intasata di e-mail che mi invitato a misurarmi lo sventrapapere e a sgranocchiare pastiglione blu indurenti. La pena di morte, ci vuole, per quelli come voi, cari i miei Carmackini. Lasciate libero il mio indirizzo, che poi ve lo faccio sapere io se devo allungarmi la verga oppure no.





Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:21 |
 

LUNGIMIRANZA

La campagna di rafforzamento del Real Madrid: (quasi) preso Emerson dalla Roma.

La campagna di rafforzamento della Real Sociedad: preso Brechet dall'Inter.

La campagna di rafforzamento dell'Inter/1: ceduto Brechet alla Real Sociedad.

La campagna di rafforzamento dell'Inter/2: Emerson (quasi) al Real Madrid e non alla Juventus.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:33 |
 

MUTANDE/2

Non ero a conoscenza di uno dei crimini del Terzo Millennio: esiste una linea di intimo maschile Juventus Underwear. L'ho appena vista in una vetrina e mi sono precipitato a casa a scrivere un post che - lo capirete - gronda di una fresca emozione. Le mutande sono, ovviamente, bianconere. Per la precisione, sono bianche con un elasticone nero in cui è impressa, in bianco, la scritta "Juventus". Il negozio in cui le ho appena viste esposte è un normale e distinto negozio del corso principale. Quindi non è un gadget, è una seriosa linea di intimo.

Sono rimasto incredulo davanti alla vetrina per almeno un paio di minuti. Il tempo di elucubrare un claim pubblicitario: chessò, "Mutande per facce da culo". Poi mi sono visto riflesso nel vetro e ho avuto una visione orribile: mi sono visto seminudo davanti allo specchio del bagno, con indosso le mutande della Juve e intento a infilare cotone nel pacco. Per adeguarmi al numero di scudetti.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:07 |