www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
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mercoledì, giugno 30, 2004 ANATOMIA DI UNA MARCHETTA Ore 8.30: sveglia, igiene personale, ricerca di una tenuta decososa. Ore 9.30: uscita, caffè, bancomat, benzina. Ore 10.30: arrivo all'aeroporto di Malpensa. Ore 11.30: decollo. Ore 12: pranzo a bordo. Ore 13: arrivo a Parigi. Ore 13.30-15.30: marchetta. Ore 16.30: aeroporto, poi decollo. Ore 18: arrivo a Malpensa. Ore 19.30: casa, Esselunga, innaffiare le rose. Ore 20.45: divano, Europei. (sono le giornate che adoro)
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SODDISFAZIONI (NON MAGRE) Naturalmente, come dicono i difensori con un'accattivante terminologia previtiana, si tratta di "un processo al di fuori delle regole della legislazione italiana". E certo. Io non starei tanto a sottilizzare, comunque. Che sia un processo palesemente irregolare, e chi se ne frega. Vuoi mettere la soddisfazione di sentir leggere una sentenza in cui si condanna una squadra - e che squadra! - per avere alterato i valori del sangue di 12 suoi giocatori? Vuoi mettere la soddisfazione di vedere la Juve penalizzata - chessò - di cinque punti nel prossimo campionato? Una notizia del genere mi darebbe una felicità sempiterna. E pensare che oggi l'Inter ha prestato Dalmat al Toulouse. Voglio dire, ero già sufficientemente rasserenato. Non dovevate mettermi 'sta pulce nell'orecchio. Il sorteggio dei preliminari di Ciempions, al confronto, è una barzelletta. E' una sentenza che aspetto, arrivi quando arrivi. Il solo pensiero mi erotizza ben più del culo della Sharapova.
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martedì, giugno 29, 2004 CULI
Adesso voglio vedere se qualcuno critica ancora la mia scelta di parlare di culi femminili. Volete che parlo di questi due efebi che prendono il sole su una barca da 35 metri, di proprietà di uno dei due (quello a sinistra)? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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ORIUNDE BEN SCELTE
Questo è un intenso primo piano di Tatiana Golovin, che letto in cirillico (lei è di chiara origine russa) si leggerebbe appunto così, Tatiana Golòvin, ma letto in francese (perchè i francesi l'hanno adottata, e adesso è francese) si legge Tatianà Golovèn, che sembra proprio un bel nome francese. Pensate all'Italia e a come si sceglie i suoi oriundi, in questo mondo ormai molto global. Pensate a Camoranesi, alla sua faccia da cazzo e al suo rendimento molto dubbio e al suo tasso tecnico molto altalenante. Ecco, noi abbiamo fatto casino per italianizzare Camoranesi. E pensare che Kobe Bryant, nato in Italia, è più italiano di quel tamarretto bianconero (no, per dire). I francesi non per niente stanno sui maroni a mezzo mondo: sono antipatici e ingordi, come per gli oriundi. Non gli bastano i caraibici e gli africani, con cui mietono successi in un sacco di sport, e nemmeno i maghrebini, con cui vincono Mondiali di calcio. No, adesso si prendono anche i russi. La Golovin, anzi, la Golovèn, è un signor acquisto. E' una tennista che farà molta strada, è una con le palle pur essendo piuttosto figa (non è bellissima, ma fa un certo sesso, non so se mi spiego). E in più è la prima giocatrice ad indossare calzoncini a vita bassa, caratteristica che mi ha attratto molto più di un buon rovescio. Iddio mi ha punito, perchè l'unica partita che ho visto della Golovin è durata mezz'ora - quando ha battuto la nostra Schiavone 6-0 6-1 - ed io ero terribilmente distratto a guardarle il culo. (Naturalmente tutto questo è un purparlè, savasandìr. Tatiana, talento precocissimo, compirà 18 anni solo del 2006. Quindi per dire che me la tromberei senza alcuna difficoltà, parlando di questioni tecniche e della facilità di valico degli Urali, devo aspettare un paio di annetti scarsi) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, giugno 28, 2004 POLITICALLY CORRECT Mi piacerebbe dichiarare ufficialmente che Maria Sharapova, il cui match sto guardando in questo momento su Sky, è un figone pazzesco, che la starei a rimirare ore e ore su un dondolo mescendo in sua compagnia tè verde, che - lei volendo - me la tromberei successivamente con grande trasporto ma anche grande rispetto del ruolo uomo-donna e della sua delicata cute siberiana. Ma siccome compirà i 18 anni il 19 aprile 2005, aspetterò pazientemente dieci mesi prima di dichiararlo ufficialmente. Adesso, sia chiaro, è solo un purparlè.
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PRO DOMO MIA Vieri ha lasciato di sè un'immagine di centravanti bolso, triste e rompicoglioni. Toldo ha deciso di lasciare la Nazionale (quindi non avrà neanche più una distrazione, accidenti: gli resta la Playstation) Cannavaro è sempre più normale ad ogni campionato che passa. Favalli non si è visto. Materazzi è entrato e ha causato un rigore, come tradizione. Cristiano Zanetti, come al solito, si è infortunato. Helveg sarà molto depresso per l'eliminazione, ovvio. Karagounis: 1) se vince gli Europei sarà ceduto, penso; 2) se arriva in finale e perde, sarà terribilmente stanco per avere giocato di più in tre settimane che in un campionato intero; 3) se perde in semifinale, chiederà un ritocco all'ingaggio. Van der Meyde: 2) se vince gli Europei, si barricherà in casa per non tornare a Milano; 2) se arriva in finale e perde, sverrà durante la conferenza stampa (questo lo fa spesso); 3) se perde in semifinale, penseràall'Inter e si deprimerà da dio. Questi Europei sono stati un disastro per l'Inter, diciamolo.
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sabato, giugno 26, 2004 SURPRISE - Uè, ha segnato la Grecia. - Beh, presidente, ragioniamoci sopra. Cos'ha fatto la Francia in questo Europeo? Ha vinto a tempo scaduto con due calci piazzati contro quei fessi degli inglesi. Ha fatto un mare di cazzate con la Croazia, pareggiando. Ha vinto contro la Svizzera, prendendosi un paio di spaventi. - Quindi? - Quindi faceva abbastanza cagare, presidente. E per quanto abbia un po' di campioni, può anche capitare di perdere. - Uè, ma con la Grecia. Con quel tudèsch lì. - La Grecia è la Grecia, ma non sono poi così scarsi, e soprattutto sono in forma strepitosa. E il tudesch l'è propi simpatic, presidènt. - Pazzesco. Uè, Settore, dìm una roba. - Dica, presidente. - Ma quello lì brutto... - Quale, presidente? - Il numero 20, quel casinista lì, che corre come un dannato, che è sempre per terra. Quello brutto, con quelle orecchie lì. - Eh, Karagounis. - Che combinasiùn. Karagounis. Come il nostro. - (...) - Sarà il cugino. Chiamo Branca e glielo chiedo, per curiosità. - 'spetti, presidente. Le va un cognac?
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venerdì, giugno 25, 2004 QUELLE COME L'INTER Come avrebbe detto il primo Jovanotti: beh, dai, figata. L'Europeo affronta gli ultimi nove giorni senza Italia, Inghilterra, Spagna, Germania e Russia, che detto così fa abbastanza impressione. La Germania merita un discorso a parte: è un po' la Juve del calcio mondiale, non ti puoi mai fidare, ha sempre qualche risorsa (basti pensare a come è arrivata in finale all'ultimo Mondiale con una squadretta di seconda scelta). E quindi magari tra due anni la ritroveremo in alto, in grande spolvero e magari con una coppa in mano. Ma adesso, cazzo, è una pena totale e non invidio il futuro nuovo allenatore che deve preparare un Mondiale da giocare in casa, quindi con il quintuplo delle aspettative. Vedere la Germania con quattro o cinque oriundi dentro e con un paio di giocatori decorosi su 23, in un contesto tecnico e morale di spropositata tristezza, è stata la constatazione più lancinante di tutto l'Europeo. Lascerei perdere anche la Russia, il cui nome è sempre fascinoso e le cui misteriose promesse sono sempre un po' inquietanti, e poi come al solito si rivela squadra vacua se ce n'è una. Ma l'interismo di Italia, Spagna e Inghilterra va sottolineato. Tre nazionali di paesi-guida, di scuole importanti, di pubblici imponenti, di società magnoloquenti, di tradizioni secolari. E che non vincono più un cazzo. Non solo: che si complicano la vita, si autodepistano dagli obiettivi. I peggiori avversari di Italia, Spagna e Inghilterra non sono la Francia, il Portogallo e l'Olanda: sono, nell'ordine, l'Italia, la Spagna e l'Inghilterra. Non parlo di Italia perchè sono stufo. E parlo poco di Spagna perchè la sua puntualità a fallire gli obiettivi sta diventando leggendaria, nonostante stelle e stelline, meringhe e blaugrana: quella maglia rossa e quei pantaloncini blu scuro fiaccano qualsiasi talento e qualsiasi speranza. No, niente, parlo di Inghilterra. Tifavo Inghilterra, lo ammetto, per pura simpatia. Incredulo nel constatare che non vince più un cazzo dal 1966 nonostante da qualche anno, uscita da un lungo limbo di anonimato puro, abbia sfornato qualche più che discreto cervello e garretto calcistico, riaffermando la propria esistenza e il proprio ruolo non tanto di inventrice del calcio, quanto di moderna e credibile interprete. Ieri, scorrendo i nomi e guardando le facce, mi ero autoconvinto di trovarmi di fronte, se non proprio a uno squadrone, quantomeno a una formazione che non avesse niente da invidiare alle altre, e che anzi con certi giocatori potesse dire di avere qualcosa in più. Ieri l'Inghilterra ha per l'ennesima volta sconfitto l'Inghilterra. In un partita strepitosa - per atmosfera, gesti e podismo - ha replicato dolosamente la folle notte con la Francia, vivendo ancora la volta l'ebbrezza di condurre per tutta la partita, tirare progressivamente i remi in barca e farsi inculare sul traguardo. Strepitosi anche i supplementari, in cui mi sono chiesto quale sostanza avesse formito sottobanco ad almeno 10 dei giuocatori in campo. E fantastici i rigori, con quel dischetto che diventava cratere, con quello stupido di Beckham che buttava tutto all'aria, per la seconda volta in dieci giorni, lui e i suoi tatuaggi del cazzo, facessero giocare uno normale al posto suo, meno scemo, meno tamarro, meno fenomeno. Inghilterra batte Inghilterra ai rigori: il massimo dell'autolesionismo. Il mal comune, come noto, apporta un mezzo gaudio: sarà per questo che l'interista medio in poltrona apprezzava, ieri sera, l'endorfina pura della bella partita e l'inconfutabile esistenza in natura di altre squadre sfigate che non indossino necessariamente la maglia nerazzurra.
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QUESITI INQUIETANTI 1. Venerdì 18, la mattina, avevo scritto che l'Europeo faceva cagare. Confermo il mio giudizio alla data del 18 corrente mese. Dal 18 sera (Italia-Svezia) le partite sono migliorate e progressivamente se ne sono viste di sempre più belle, fino a quella di ieri sera - splendida - tra il Portogallo e quei cazzoni degli inglesi. No, dico: e se fosse merito mio? 2. Di che materiale era fatto il dischetto del rigore dello stadio di Lisbona? 3. Se a Nesta hanno tirato un uovo, a Londra cosa tireranno a quella pippa di Beckham? 4. Non è che adesso 'sti Europei li vince la Francia, che mi sta sul culo?
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giovedì, giugno 24, 2004 LETTERA A UN GINOCCHIO MALNATO Caro ginocchio, nella quiete domestica mi calo le braghe e ti rimiro. Dal confronto - tu destro - con il tuo collega di sinistra non noto la minima differenza. Non sei gonfio, non sei storto. Non sei - Dio non voglia - nè valgo nè varo (alzi la mano, diobono, chi sapeva che "varo" è il contrario di "valgo"). Sembri il solito vecchio caro ginocchio destro, compagno di tante battaglie e anche più saldo di quello sinistro, che porta con sè il segreto di un menisco pizzicato durante un'ignobile partita di calcetto, una lesione di un millimicron che ogni tanto duole, ma poco. A riposo brilli del tuo consueto understatement: so di averti, ginocchio destro, ma fai di tutto perchè non ti si debba notare. E allora perchè, ginocchietto destruccio mio, sei tu adesso a dolere? Perchè, dico, perchè mi lanci periodici e oscuri segnali tramite dolorose fitte che partono dal tuo lato interno e giungono al mio cuore, trafiggendolo come un Cupido ortopedico? Perchè ti sei intromesso tra me, il tuo padroncino, e i suoi obiettivi sportivi, soprattutto quel limite dei dieci chilometri di corsa che sentivo lì, a un passo, pronto ad essere raggiunto e deflorato? Perchè cazzo mi fai male, ginocchio piccoloborghese, abituato a leziose partite di tennis, a piccole torsioni golfistiche ed ora così refrattario a sostenere il mio corpo eburneo durante un'oretta di corsa? Lo so, ginocchietto, che domenica ti ho condotto in tratti inesplorati. Ti ho usurato su una asfaltatissima pista ciclabile invece che sullo sconnesso ma morbido sterrato del parco. Ma bisognava prendersela così? Bisognava lascirmi a piedi, nell'attesa che dal tuo lato interno non partano più quelle fitte subdole che attentano al mio umore e al mio futuro da podista incallito? Domenica sera ti sei ribellato. Uscendo dal cinema ho sentito che dolevi, maledetto, e ti ho portato a casa e messo in posizione orizzontale, e unto col Lasonil, e massaggiato virilmente. Lunedì mi hai fatto zoppicare, brutta merda articolare. Martedì sembrava tutto passato, ma nel tardo pomeriggio hai ripreso a rompere i coglioni. Mercoledì sei rimasto lì, un po' da stronzo, a illudermi e deprimermi a suon di fitte intermittenti. Giovedì - che è oggi, ginocchio mio, quarto giorno delle tue stupide doglianze - sei ondivago e ambiguo: non fai "tanto" male ma lo fai abbastanza perchè io ti tenga a riposo e mi tuffi nei più atroci pensieri di carriera finita ancor prima di incominciarla. Io ho pazienza, ti aspetto ginocchietto, manco fossi una bella figa salita un attimo a sistemarsi il trucco e la depilazione. Sappi che domenica avrei potuto debuttare in una non competiviva, così, per valutare il mio stato di grazia. E invece sono qui che attendo che dal tuo cazzo di lato interno non si senta più niente per rimettere le scarpe, gli auricolari e varcare nuove soglie della mia ebbrezza atletica. Per favore, sbrigati a guarire o ti porto dal chirurgo di Van Basten. Tuo Settore.
(nella foto, un ginocchio destro migliore del mio) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, giugno 23, 2004 DEVASTATION
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SCANDINAVIAN BISCUIT (de mortenolsensis inculatio) Ero tra i teorici del "fare 2-2 è complicato". E invece era semplicissimo, me ne sono reso conto durante la partita e ora lo spiego. Intanto, la Danimarca partiva un gradino sotto la Svezia. Data per scontata la vittoria dell'Italia sulla Bulgaria, era praticamente obbligata a vincere. Oppure a fare 2-2, certo, come noto. Per fare 2-2 bisogna fare due gol e prenderne due, quindi in effetti ci si deve arrivare con un processo abbastanza articolato. Però con lo 0-0 i danesi tornavano a casa: quindi il primo obiettivo era di andare in vantaggio, e così è successo. Credo che buona parte del pathos sia svanito qui. Fosse accaduto il contrario, 1-0 per la Svezia, alla Danimarca sarebbe stato necessario segnare due reti per andare sul 2-1, qualificazione virtuale, e magari con l'affanno o qualche imprevisto sarebbe stato complicato. No, meglio andare in vantaggio 1-0. A quel punto, 0-1, la Svezia è fuori. La Svezia quindi si mette all'affannosa ricerca del gol del pareggio. Ora, ti può anche capitare di non metterla mai, o di non avere Nureyev che in giravolta di tacco ti infila il sette. Però, insomma, se attacchi con una certa veemenza al pari ci puoi arrivare, tantopiù se il portiere della Danimarca ti stende un giocatore: rigore e 1-1. Ecco, la partita è finita qui. Passare dallo 0-0 al 2-2 poteva essere complicato, ma passare dall'1-1 al 2-2 lo era molto meno. L'Italia non vinceva in quel momento, quindi poteva andare bene anche così agli svedesi, ma la Danimarca non poteva contare su quell'1-1 (e ha fatto bene). Quindi la diligente Danimarca, per pararsi il culo, torna ad attaccare alla ricerca del gol del 2-1, che la qualificherebbe senza se e senza ma. Teniamo conto che tra danesi e svedesi non corre buon sangue, storicamente ed etnicamente, quindi va bene qualificarsi ai quarti di finale, ma se si possono anche inculare quei fighetti degli svedesi il godimento è superiore. 2-1, naturalmente. Fin qui è stato tutto abbastanza vero. Tenendo conto che lo svolgimento della partita non poteva che essere quello, danesi e svedesi hanno corso, tirato, segnato, picchiato eccetera. Ma è chiaro che sul 2-1 per la Danimarca, e con non moltissimo tempo ancora da giocare, non poteva che arrivare il gol del 2-2. Presto detto: gli svedesi con l'1-2 sono fuori (l'Italia in quel momento non vinceva, ma poteva sempre segnare, come poi è avvenuto) e sono costretti ad attaccare con veemenza. I danesi con il 2-1 sono qualificati e sono primi, ma hanno sempre il paracadute del 2-2. Insomma, per dieci minuti in campo si verifica la situazione - psicologicamente accettabile - di undici uomini che devono vincere per forza e altri undici uomini per i quali prendere un gol e non prenderlo non cambierà la vita. Succede così che la Svezia arrivi sul fondo con un pallone, che parta un discreto cross, che il portierone parascoregge e ieri molto grovierato non esca in modo impeccabile e che un piedone con calzettone gialloblu infili la porta spalancata. 2-2. Io li assolvo. Voglio dire, noi cosa avremmo fatto? Abbiamo parlato di questo cazzo di 2-2 in termini molto passivi, negativi, in questi giorni: "Quei bastardi fanno 2-2 e ci inculano". Il problema era un altro: quei bastardi fanno 2-2 e passano. Dalla loro visuale, in positivo, il ragionamento non fa una grinza. Parlandone in termini positivi, ribadisco, noi cosa avremmo fatto? Ci saremmo opposti - senza biscotti, senza pastette, solo con un po' di pelosa lungimiranza - all'andamento naturalmente pilotato di un partita verso un salutare pareggio? Sul 2-1, avremmo falciato ogni svedese che ci fosse capitato a tiro? Avremmo fatto entrare tre terzini al posto di Cassano, Fiore e Del Piero? E' stato un biscotto a lievitazione naturale. Amaro, come certi biscotti che compri all'Ikea, ma naturale, con la farina integrale e tante fibre che stimolano l'intestino. Per il nostro sfintere abraso, invece, bisogna andare in farmacia e chiedere sottovoce una pomata.
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FORZA ITALIA Vabbe', un po' t'incazzi perchè esci senza avere perso, perchè hai preso un gol da Nureyev reincarnatosi con la maglia svedese, perchè uno sputo ti ha scombinato i piani, perchè una partita che non doveva finire 2-2 è finita proprio 2-2, ohibò. Ma, a parte la pallidissima incazzatura, non posso autonascondermi che questa Nazionale era partita con il piede sbagliato, anzi due. Intanto, quella assurda autocelebrazione durata per settimane - siamo forti, siamo i favoriti, obiettivo minimo la semifinale, Totti è il nuovo Platini - che adesso suona grottesca, e che comunque mi aveva disturbato assai. Un po' per scaramanzia e un po' per stare schisci, come si dice in Padania, certe cose non si dicono. Noi invece le abbiamo dette, le abbiamo fatte stampare a titoli cubitali, le abbiamo ripetute e straripetute. Sarà stato training autogeno? Boh. E degli allenamenti fatti saltare "perchè siamo troppo in forma", eh?, cosa diciamo? Lasciamo questi Europei con uno scintillante primo tempo con la Svezia e l'orripilante match con la Danimarca: il resto p stata sfiga e malinconia. Insomma, cazzi nostri. Il secondo piede sbagliato stava negli uomini, ergo nelle scelte del Trap. Come se il campionato non avesse detto nulla, come se le formazione l'avesse fatta un anno fa, il ct ha puntato praticamente tutto su due uomini stracotti: Vieri, che in campionato negli ultimi tre mesi aveva giocato sì e no cinque partite, e Del Piero, reduce da due (due!) gravi infortuni muscolari nella stessa stagione, stagione appunto di merda. La scelta di Vieri era quasi obbligata: non ce n'è un altro, di Vieri, la capacità realizzativa di un Vieri dimezzato è uguale a quella di un qualsiasi Corradi. Detto ciò, Vieri ha fatto pena e il Trap ha le sue colpe, perchè non può non essersi accorto in venti e passa giorni di ritiro che il suo centravanti non aveva neanche la forza per saltare. Su Gilardino potremmo discutere mesi, però un ct che è a perfetta conoscenza di come stanno Vieri e Del Piero non può lasciare a casa Gilardino: di questo mi sono convinto giorno dopo giorno, più per buonsenso che non per Gilardinite. Ma Del Piero! Non solo il Trap non ha avuto dubbi se convocarlo o meno (e vabbe'), ma lo ha fatto sempre giocare. Nulla da dire sul piano della volontà e dell'impegno (anche Comotto, peraltro, avrebbe messo in campo volontà e impegno), ma quanto è costato all'Italia regalare un giocatore agli avversari, uno che non l'ha messa neanche per sbaglio, uno che 4 anni fa in Francia ci ha inculato un Europeo già vinto e che è stato messo in squadra sempre e comunque, dopo una stagione così e in uno stato di forma del genere? Con quale coraggio ieri il Trap ci dice che "peccato, Alex stava crescendo"? Beh, certo, magari per i Mondiali 2006 sarà pronto (figuriamoci se Lippi lo lascerà a casa). In un Europeo così sfigato ci sono una serie di "se" e di "ma" che restano in sospeso e che è inutile sfrucugliare. Però, per esempio: se Totti non fosse stato squalificato, quanto avrebbe giocato Cassano, stupidamente tenuto fuori con la Danimarca e probabilmente destinato a raccattare spezzoni di partita? Io al Trap voglio bene, è il mister del mio ultimo scudetto e se venisse a mangiare una pizza a casa mia gli stenderei un tappeto rosso da Cusano Milanino a Settore City. Ma cazzo, Giuàn, perchè sei partito per questi cazzo di Europei con le idee vecchie di un anno? Dove cazzo eri durante il girone di ritorno del campionato? Hai visto EspnClassic pensando fossero le dirette di Sky?
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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AZIENDE ALLO SBANDO (sms appena arrivato sul mio telefonino) "Segui gli Europei e la Nazionale italiana direttamente sul tuo telefonino con i nuovi servizi Mms di VodafoneLive! per info chiama il n. gratuito 4299411" (e cosa gli dico al numero gratuito?)
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martedì, giugno 22, 2004 MI AVETE ROTTO IL CAZZO Gente che si è lamentata a sproposito nell'ultima settimana.
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14:51
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MIO CUGGINO
(mio cuggino mio cuggino) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, giugno 21, 2004 BUGIE (A FIN DI BENE)
- Pronto? - (voce di donna) Buongiono, è l'istituto Doxa di Milano. Stiamo conducendo una ricerca e avremmo bisogno di parlare con qualcuno della sua famiglia che abbia dai 18 ai 34 anni oppure dai 35 ai 54 anni. - ...mmh, no. - Non c'è nessuno compreso in queste fasce di età? - Guardi, sono solo in casa in questo momento. E sfortunamente ho 59 anni. - Lei mi prende in giro, ha una voce giovanile... - Eh, lo dicono tutti. Purtroppo la realtà è ben diversa, sono cotto e bollito. - Ma si figuri! 59 anni! Ha una vita davanti! - Eh, speriamo. - Mi scusi se l'ho disturbata, allora. La saluto. - Un caro saluto anche a lei, e buon lavoro. (uffa. Vabbe', meglio la Doxa dell'olio ligure o di Teledue. Se richiama Teledue mi spaccerò per maniaco sessuale) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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domenica, giugno 20, 2004 L'IRA DI BOBO (dalla conferenza stampa di Vieri in Portogallo) "Avete scritto che ho litigato furiosamente con Buffon, ed è falso. Voi di me potete dire tutto quello che volete, che gioco bene o male, che segno o non segno. A me non me ne frega niente, io non gioco per voi, gioco per me. Tecnicamente potete dire quello che volete, lo ripeto, e non me ne frega niente. Ma non potete mettere in discussione l'uomo. Qualcuno si è inventato questa notizia, e a me non mi sta bene. L'uomo non va messo in discussione. Io sono più signore di tutti voi messi insieme. Non avete idea di quanto sono più signore di voi. Io la mattina mi guardo allo specchio, voi non potete farlo perchè non avete la coscienza a posto. Con voi non parlo più". Caro Bobo, inizio con lo spicchio di solidarietà. Perchè, insomma, come se non bastasse l'Inter adesso ci si mettono anche i guai della Nazionale. Tu sei sul giornale tutti i giorni: come va molto di moda dire, è una bella pressione. Parlano di te un po' perchè segni tanto e un po' perchè guadagni tanto. Ma anche perchè sei sempre di mezzo a qualsiasi trattativa di mercato e, diciamolo, anche per la tua naturale proponsione alla figa. Quest'anno, poi, hai rotto con metà degli interisti e con l'allenatore. Hanno cacciato lui. Insomma, sei forte Bobo. Sei anche in vendita (Real, Juve, boh?), e questo non è bello per uno che va agli Europei pensado di starsene tranquillo e idolatrato. Poi stai giocando da far cagare, ma questo lo sai anche tu. Quindi, voglio dire, che tu abbia un minimo di incazzatura latente posso anche capirlo. Però, insomma, insultare cento giornalisti, alzarsi e andarsene, beh... Visto che si parlava di signorilità, mi sembra che tu abbia pestato una merda in maniera istantanea, come se il cane di Carraro avesse cagato vicino alla tua sedia e tu non avessi visto il malloppone. Se tu fossi rimasto, invece di andartene, sarebbe stato carino aprire un contraddittorio. Non so, per esempio, chiederti: "Signor Vieri, scusi, ma quella volta che è scappato di notte dalla Pinetina con Di Biagio, o quella volta che invece di andare a giocare a Udine è andato alla sfilata di Dolce e Gabbana, o quelle volte che ha rifiutato la panchina, o la sua spassionata partecipazione all'inculata di Zaccheroni... ecco, signor Vieri, lei che specchio ha in casa?". I giornalisti sportivi fanno i giornalisti sportivi, caro Bobo. Nessuno dovrebbe mai inventarsi le notizie, questo è chiaro. Ma uno che gioca a pallone da vent'anni dovrebbe saperlo che un battibecco di tre secondi nel tunnel degli spogliatoi può diventare una "forte tensione nel clan azzurro". Del resto, Bobone, se non ci fosse (faccio un esempio) una Gazza a dedicare 20 pagine all'Europeo e 2 alle manovre di mercato dell'Inter, tu non saresti nessuno. Questo dare-avere costa pressione e incazzature e qualche vaffanculo. Ma non mettiamoci a dare lezioni di signorilità: è come se Tyson desse del cafone al conte Nuvoletti.
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IL NON-PRONOSTICO Preso il meglio e il peggio dell'Europeo, fatto un cocktail tra le (molte) partite del cazzo e le (poche) partite belle, esaminate le classifiche avulse e non, studiati i picchi di rendimento dei campioni e anche quelli del portatori d'acqua, data una sommaria occhiata al tabellone della seconda fase, accertata l'estrema volubilità dei pronostici tra una partita e l'altra, secondo me, in questo equilibrio (spesso piattume, talvolta no) generale, le otto squadre che si qualificheranno ai quarti possono tranquillamente spartirsi le possibilità di vittoria, 12,5% a testa. E questo rivaluta, in parte, l'Europeo. Di questo ripartizione democratica delle chance potrebbe giovarsene il calcio, oltre che la Snai.
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sabato, giugno 19, 2004 61 + 0 FA 61 (e non ci sono cazzi) La novità è che avevo-voglia-di-correre. Quindi verso le sei e mezza siamo arrivati - io e il mio obiettivo, il record dell'ora - belli pimpanti al parco. Parzialmente risolto il problema degli auricolari, ben miscelati il pre e il post beverone, effettuato uno stretching sommario ma diligente, sono partito stile-Nasa, facendo scattare contemporaneamente il cronometro da polso, il cronometro del telefonino e il lettore Mp3. Mi sentivo molto gasato.
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venerdì, giugno 18, 2004 DICIAMOLO
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CORRETTIVI NECESSARI
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RUBBIA E adesso? Ho chiamato il Cern di Ginevra per capire qualcosa. Mi hanno passato Rubbia. Gli ho spiegato la questione. Lui m'ha richiamato cinque minuti dopo. Ha bofonchiato una roba sulla classifica avulsa, i gol fatti e il coefficiente Fifa. Poi ha messo una mano sulla cornetta e ho sentito che diceva: "Capito un cazzo". E l'altro gli fa: "Ce l'abbiamo nel culo". Ha tolto la mano dalla cornetta e mi ha detto: "Settore, possiamo farcela ma è piuttosto complicato". "Carlo, che tempo fa lì?". "Freschino". "Ciao". "Ciao". Clic.
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23:00
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VERGOGNA (RELOADED) No, scuasate, fatemi capire. Anzi, fammi capire tu, Massimuccio. Hai trattato un allenatore per mesi, forse anni. Hai negato fino all'inverosimile, hai sputtanato mezza società, hai dato un calcio in culo in tristissima differita a Zaccheroni. Eccetera, eccetera, eccetera. Messo alle strette, davanti all'assemblea degli azionisti, praticamente lo annunci. Ecco, fammi capire. Hai fatto tutto questo, E NON L'HAI NEMMENO CHIESTO ALLA LAZIO? (erano questi i piccoli dettagli che mancavano?) (dio mio, fa' che venga presto settembre)
(nella foto, il probabile nuovo allenatore dell'Inter, fatti salvi alcuni piccoli dettagli) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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17:41
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GIAMPIERO SETTORAZZI Facciamo il punto. 12 partite finora disputate. Cose belle: Zidane, gli ultimi dieci minuti di Francia-Inghilterra, il tuffo di Larsson, la veronica di Van Nistelrooy. Altre cose da ricordare: Beckham che si gratta le palle sul balcone, lo sputo di Totti, il rigore sbagliato di Beckham, le performance difensive in Francia-Croazia, quel tipo da spiaggia del portiere della Svizzera. Cose brutte: almeno 9 partite su 12 (forse sono stato un po' largo). Sempre nella incrollabile speranza di essere smentito già da stasera alle 20.45, vogliamo dire che per ora gli Europei sono una cagata pazzesca? Vogliamo dire che in queste interminabili formule volute ad uso e consumo della tv lo spettacolo non si moltiplica, ma si diluisce malinconicamente e anzi spesso si spegne, un po' per il caldo e un po' per la tattica (bisogna qualificarsi, perchè dare spettacolo?)? Vogliamo dire che prima dell'eliminazione diretta è 'na morte civile? Prima di arrivare a un bel quarto di finale, o a una semifinale giocata al coltello - per non dire di una bella finale, se si è fortunati - passa troppo tempo: ci arrivi con i coglioni pieni e un senso di nausea e di sfiducia. Vogliamo dire - e qui mi piacerebbe aprire un bel dibattito - che le competizioni per nazioni, al di là del nostro amore per il calcio e al di là di tutto ciò che evocano, sono avviate verso un irrimediabile declino (un declino tecnico e morale), e se le vogliamo ce le dobbiamo prendere così, con cinquanta partite di cui 40 da dimenticare in fretta?
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12:35
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giovedì, giugno 17, 2004 L'AMA, NON L'AMA E già, adesso tutti a postare foto di lama sputacchiosi. Sì, occhei, i giornali danesi si divertono con l'Italian Lama, ma non siamo mica obbligati ad andargli dietro. Ecco alcuni piccoli consigli per i colleghi bloggers: se la metafora del lama vi piace ma non volete continuare ad usare foto di animali, potete battere altre strade per raffigurare la tendenza allo sputo dell'ex-campionissimo Totti, tornato improvvisamente Pupone. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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16:36
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ER SALIVA (dal verbale del processo a Totti. Lisbona, stamattina) La parola all’imputato. Prego. - Presidente, mi perdoni. Ho sbagliato, ma sono stato provocato. Si spieghi. - Ahò, quello mi ha dato calci e gomitate per tutta la partita. Me sembrava er minimo… (l’avvocato)… presidente, mi scusi. Il mio cliente intende dire questo: pur ammettendo l’errore di questo gesto eccessivo e marchiano, per il quale chiede umilmente scusa a tutta la comunità sportiva internazionale e in particolar modo a quella danese, la reazione va inquadrata in un ambito di dialettica, anche rude, e di virile confronto sportivo che si instaura durante una qualsiasi partita di calcio. Certo. Prego, signor Totti. - Presidente, chiedo clemenza. Ho sbagliato ma quello è un fijo… (l’avvocato) …presidente, mi scusi. Il mio cliente, che ammette lo spiacevole errore, chiede che venga riconosciuta con forza l’attenuante della provocazione. Certo. Concluda, signor Totti. - Tenga presente, presidente, che c’avevo pure ‘ste scarpe nuove che m’hanno fatto impazzire, e ‘ste calze de lana merinos che m’hanno infiammato i piedi, c’avevo du’ bistecche… (l’avvocato) …presidente, vorrei chiarire alcuni concetti. La situazione ambientale di lunedì, per il caldo e per alcuni problemi tecnici, era davvero insostenibile. A ciò aggiunga la provocazione continua dell’avversario. E a ciò aggiunga, se posso… …prego, avvocato, e concluda. …a ciò aggiunga che lo sputo, a nostro parere, non è andato a segno. Se lei nota il filmato, il danese non si arrabbia, non ha una reazione, pur essendo del tutto evidente il gesto di Totti e l’espettorazione del bolo salivale. - Ahò, presidente, è vero. Er teleobbiettivo schiaccia. Ahò, l’avrò preso ar massimo sul torace. (l’avvocato) …e in effetti, presidente, pervengo alla richiesta di una ulteriore attenuante. Non c’è prova che lo sputo sia arrivato in faccia. Anzi, sembrerebbe proprio di no. Mi ritiro per deliberare. - Ahò avvocato, è proprio come Forum. (l’avvocato) Signor Totti, tenga un contegno più appropriato, o qui le ammollano come minimo tre giornate. - (sottovoce) mavvatteneaffanculo. Pure ‘sto avvocato che porta rogna. (drin drin) (La Coooorte) Visti gli articoli blablablabla, la condanno a tre giornate. - 'anvedi... (l’avvocato) Comunque sia, farò appello. - (sottovoce) Ma quale appello, 'a perrimèson. L’hanno fatto all’inizio, l’appello.
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14:53
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mercoledì, giugno 16, 2004 QUANTO FA 30 PIU' 32? Mi ero preparato per il record dell'ora. Non fisicamente, perchè causa lavoro e rotture di cazzo ho corso poco. Ma nelle infrastrutture. Al supermercato dove incontravo i miei amori giovanili e platonici avevo comprato: 1) integratore per sforzi fisici; 2) pastiglioni Enervit con effetto placebo; 3) beverone post sforzo fisico; e soprattutto 4) lettore Mp3. Forse perchè a buon mercato, tale lettore ha istruzioni in inglese e display in cinese, per cui solo affidandomi al metodo deduttivo - ho visto tutti i film della Pantera Rosa - sono riuscito a inserire una quindicina di file, per la durata di circa un'ora. A 40 anni suonati mi sono accorto che le mie orecchie sono diverse. L'auricolare nella destra si fissa perfettamente nella tromba di Eustachio (vabbe', dai, esagero), nella sinistra no. Dopo dieci metri di corsa inizia una penosa ricerca della posizione dell'auricolare sinistro che continua a cadere. Il lettore a tracolla mi fa assomigliare all'arbitro Collina col fischietto in resta. Allora lo metto nel marsupio, ma il filo dell'auricolare è troppo corto. Alzo il marsupio, abbasso il collo, tengo l'auricolare sinistro con la mano sinistra: sembro un tarantolato e non smetto di correre. A un certo punto mi levo il marsupio e me lo metto a tracolla (tutto questo in corsa, sembravo Houdini). In questo modo è più vicino alle testa e aggiro il problema del filo corto, ma faccio abbastanza ridere. Provo ancora a cambiare posizione, a correre più eretto, meno eretto: vado in crisi d'ansia e a 30 minuti, col fiato corto e le palle girate, mi fermo. Mentre cammino a passo svelto e un po' incazzato maledico l'inventore del lettore Mp3, probabilmente uno sfigato che si era rotto di correre col walkman. Cammino tre o quattro minuti, poi riprendo punto nell'orgoglio da due culoni che mi passano vicino corricchiando e parlando di Milan. Decisione di Settore: lettore Mp3 in mano e giro intorno all'orecchio del filo dell'auricolare sinistro. Adesso va decisamente bene: sento la musica, gli auricolari resistono e i polmoni anche. Le gambe cedono lentamente, ma mi affido a un paio di pezzi strategici per continuare a soffrire. Chiudo a 32, disfatto ma soddisfatto (o viceversa). Non so come giudicare la mia prova. Ho corso 62 minuti, sì, ma con 5 minuti di pausa in mezzo. Durante lo stretching finale ho fatto calcoli matematici e morali, ma senza cavarne una sensazione decisiva. Il record dell'ora - quello vero - lo farò un'altra volta, però ho dimostrato di potercela fare. L'importante sarà portare un rotolo di nastro adesivo da pacchi con cui fissare l'auricolare sinistro. E nessuna meta mi sarà preclusa. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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21:02
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IL LAMA ITALIANO L'Europeo di Totti può così sintetizzarsi. LA VIGILIA: beatificazione, sarà lui la stella in Portogallo, voglio il Pallone d'Oro, è il nostro Platini, nessuno come lui, dategli il personal trainer, che bello, che bravo, non vediamo l'ora, mo' ve rompo. L'IMMEDIATA VIGILIA: è troppo in forma, anzi siamo troppo in forma, meglio se saltiamo l'allenamento, Ilary quando arriva?, è la stella, che bello, che bravo, rifacce er cucchiaio. LA PARTITA: che pena. Le scarpe gli fanno male, non le poteva provare prima? Le calze gli cuociono i piedi, non le poteva provare prima? No, scusa, LE CALZE? Perchè a lui cuociono i piedi e agli altri no? Si cambia le scarpe, le ricambia, le ri-ricambia. Lo picchiano, che novità. Lui si incazza: gli fanno male le scarpe, i piedi sono roventi e quattro cazzoni danesi lo picchiano. In più fa un caldo bestia. Alla fine della partita fa un intervento che Romeo Benetti era Lord Brummel, ma l'arbitro è un buonista. In mezzo alla partita sputa in faccia a uno che gli ha già dato minimo tre calci e sei spintoni. Ha l'attenuante della provocazione, ha l'aggravante che è la Stella degli Europei, sia pure con i piedi in fiamme. La tv danese ha il filmato, lo mette in rete e prennuncia reclamo contro "Totti, il lama italiano". Per ora è meglio Karagounis.
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17:18
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QUANTO TEMPO Non ho comprato la Gazzetta per puro sfinimento. Ho aperto il frigo e ho capito che dovevo fare la spesa. Non essendo di fretta, ed essendo stufo del solito tran-tran nei supermercati medio-grandi cittadini, ho diretto la macchina verso sud, 25 chilometri, destinazione La Madre Di Tutti I Supermercati, più vicina ai luoghi della mia infanzia-pubertà-adolescenza-giovinezza che non all'anonimo capoluogo che mi ospita da un tot di anni. Non sono abituato a queste steppe del consumismo. Corridoi e corsie tanto larghi che ti potresti sdraiare. Parcheggio il carrellone nei pressi dell'immane scaffale delle spremute e dei succhi di frutta, dove potrei scegliere tra settecento aromi singoli e quattrocento shekeraggi. E infatti non riesco a vedere le marche cui mi affido di solito, in un melange di etichette che mi provoca un leggero capogiro. Una vocina da dietro - mia figlia, non la mia coscienza - mi indica un tipo sconosciuto, ma valorizzato dalla presenza delle figurine delle Bratz, ambiziose puttanelle protagoniste dei cartoni animati under 10. La corsia è enorme e deserta, ma c'è una mamma con figlia al seguito che arriva lemme lemme e parcheggia davanti alle Bratz alla pesca, impedendomi una veloce presa e facendomi imprecare alla sfiga del consumatore medio. La mamma ha problemi seri ad accontentare la figlia, che avrà sì e no quattro anni ma ha un tempismo strepitoso, perchè indica un succo alla mamma, la mamma lo prende e lei dice: "No, l'altro". La mamma è molto più paziente di me, che cerco di allungare una mano verso il succo di frutta di queste troie delle Bratz, ma inutilmente. Io e la sconosciuta mammina oltrepadana sembriamo Loretta Goggi e Gianni Brezza in un balletto da varietà anni '70. Lei davanti, io dietro con movimento sincrono. La cosa inizia a divertirmi e, fatalmente, l'occhio mi cade su alcuni particolari fisici della mia antagonista. Moretta, magra. Sotto la maglietta bianca c'è uno di quei reggiseni ricamati. E sotto i pantaloni blu di lino c'è, indubbiamente, un culo più che discreto. Di fronte a questo dato di fatto, decido di attendere pazientemente che l'interessante mammina scelga il succo di frutta più gradito alla figlia e, ahimè, si tolga dai coglioni. Cosa che avviene. Il bel culo sfila verso sinistra e io prendo la mia confezione di succhi da sei tetrapack, dove campeggia una zoccoletta che dice di chiamarsi Dana. Metto tutto nel carrello e mi pongo in posizione utile per l'ultima, fugace occhiata a misstress-belculo. Mi giro con lo sguardo già puntato verso la posizione mediana del corpo, ma quelle che vedo non sono due chiappe. E' la zona pubica. La mamma è girata verso di me, mi guarda e ride. Lei: "Ciaooooooooooooooo". Era al liceo con me. Ha un paio d'anni in meno. Non la vedevo da almeno 15 anni. Facendo alcuni calcoli, circa 23-23 anni fa era molto innamorata di me. Ma all'epoca non la cagavo e lei la prendeva un po' malinconicamente ma senza drammi: ero preso dall'Inter e da altre fighe, cui peraltro tendevo in maniera del tutto hobbistica e blanda (di questo mio atteggiamento molto snob, in adolescenza, nei confronti della vulva mi pento da 22-23 anni circa). Io: "Ehm, ciao" Il viso tradisce i 15 anni che sono passati dall'ultima volta che l'ho vista, e i 22-23 anni che sono passati da quando a scuola mi tendeva agguati all'intervallo. Ma mi fa piacere come ha saputo conservare il resto. Sono uscito dal megamarket con un sorriso sospiroso: il tempo passa, cazzo, però ci conserviamo. Alle 6 vado a correre.
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14:37
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martedì, giugno 15, 2004 VERGOGNA/5 (all'uscita dall'assemblea) Facchetti: "Fino a tre giorni fa Moratti mi diceva di andare avanti con Zaccheroni". (vergognatevi di questa ridicola dichiarazione di comodo per salvare il culo a Facchetti) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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22:55
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INTERISTI.ORG Cari amici di Interisti.org, mi verrebbe da dire: ve ne andate proprio ora che c'è un mucchio di carne al fuoco? Non ho letto ripensamenti da parte vostra, e se non ci avete ripensato vuol proprio dire che dopodomani vi autosospendete, così come avete annunciato, e stop, basta, arrivederci a data da destinarsi, non si sa quando, oppure mai più. Vi devo un mucchio di risate, quindi vi devo parecchio. Per questo mi dispiace moltissimo se davvero ve ne andate, o se vi prendete una lunga aspettativa. Non ho ben capito il perchè di questa decisione, anche se immagino dipenda molto dal de-linkaggio deciso da inter.it nei vostri confronti. Vi avevo scritto una e-mail a tale proposito e la ribadisco: non mi sembra un dramma venire oscurati dal sito ufficiale della società, i cui contenuti giornalistici sono talmente banali e normalizzati da costringere qualsiasi persona di buon senso ad andarsele a trovare altrove, le notizie. Nei siti veri o anche in quelli presunti, magari pettegoli ma perlomeno aperti a un briciolo di immaginazione. Oppure a venirle a leggere da voi, che avete fatto per mesi una straordinaria controinformazione interista, raccogliendo news qua e là ma soprattutto dando corpo a voci e sensazioni, interpretando trionfalismi e disperazioni, soprattutto prendendo poco sul serio certi drammi e certe sfaccettature di una passione che ci accomuna. Non mi sembra che sia nemmeno essenziale, da parte vostra, essere riconosciuti dall'organo ufficiale della società, che ci ammannisce le solite notiziole tipo "siamo un bel gruppo" e "adesso sono tutte finali" e qualche comunicatino ufficiale qua e là che la Pravda al confronto era il giornalino del Leonka. Leggo anche del vostro timore di diventare, da sito interista quale siete, un sito antagonista della società, vista l'aria che tira. Ma non credo che il problema sia nemmeno questo. Non ci sono battaglie da fare, tantomeno contro l'Inter (saremo mica matti?). Solo che un posticino dove riaffermare certi valori, dove criticare certi andazzi, dove denunciare qualche cazzata - secondo me - ha un suo perchè. Io, voi, Moratti davanti a una partita dell'Inter ci comportiamo sicuramente allo stesso, irragionevole modo. Che poi io, voi e Moratti la si pensi in tre modi differenti su chi comprare, su come cacciare gli allenatori, su come disegnare il futuro societario e sportivo, beh, questa è democrazia (il vantaggio di Moratti è che decide lui, il nostro vantaggio è che almeno non ci mettiamo tutti quei soldi). Ecco, io spero che siate solo un po' stanchi. Una vacanza non si nega a nessuno, per carità. Negare la vostra ironia a quelli come me, che apprezzano il valore di un sorriso, invece mi sembra un po' crudele. Vabbe', levo il mio calice di birra. E, intanto, un abbraccio. Settore.
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14:52
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VERGOGNA/4 (da Repubblica) Mancini attende un segnale dalla Sardegna a bordo nel suo nuovo yacht da 34 metri. (cominciano a girarmi i coglioni) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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14:14
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VERGOGNA/3 (da via Durini, un quarto d'ora fa) Facchetti: "Mancini? Parliamo dopo il cda delle ore 18". (tu quoque, Iacinti)
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VERGOGNA/2 (da via Durini, mezz'ora fa) Moratti: "Mancini? Non so, chiedete a Facchetti". (dio mio)
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VERGOGNA (da inter.it di un quarto d'ora fa) MILANO - F.C. Internazionale Milano comunica di aver accettato le dimissioni presentate ieri sera dal tecnico Alberto Zaccheroni. (hanno accettato le dimissioni. Ma andate a fare in culo)
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SETTORUCCIO RANCOROSO (le elezioni le ho velocemente metabolizzate, l'Italia non l'ho manco vista. Ho in mente l'Inter) Domani (anzi oggi, vista l'ora) andrà in scena l'epilogo di quella che mi pregio definire la più ridicola pantomima da quando sono interista. Sarà ufficializzato l'ingaggio di Mancini, allenatore che la società tratta da un paio d'anni negandolo spudoratamente, soprattutto nell'ultimo mese. Quel che è peggio, nell'ultimo mese l'Inter non solo ha negato l'arrivo di Mancini, ma ha spergiurato tramite i suoi più alti esponenti di avere confermato Zaccheroni. Per questo è una pantomima e per di più molto ridicola, la peggiore cui abbia assistito. Sgombriamo subito il campo dai pietismi. Con gli stipendi che girano, dall'ultimo dei dirigenti fino alla vittima sacrificale Zaccheroni, ogni sofferenza e ogni delusione è troppo ben retribuita da farmi stringere il cuore. Zaccheroni si dimetterà, non credo senza una corposa buonuscita, e forse addirittura con la promessa della panchina della Fiorentina (un affare tra ricconi interisti) se verrà in A. Le dimissioni nel calcio sono un tale lusso che non credo alla loro gratuità. E sgombriamo il campo anche dai falsi moralismi. Il calcio di oggi è terribilmente amorale e va preso così, altrimenti si dovrebbe cambiare canale e sport. La Juventus non è migliore dell'Inter: ha tenuto sulla corda due allenatori per un mese, poi ne ha preso un terzo. Capello non è migliore di Moratti: da Roma ha sparso veleno e merda sull'argomento-Juve per poi andare ad allenarla. Il calcio è questo. Diciamo che la Juve, nel caso specifico, ha avuto la decenza di fare durare pochissimo la sua pantomima. Merde sono, ma sbrigative ed efficenti. Il calcio sarà anche questo. Però l'Inter è l'Inter, cazzo. E forse sono più disposto ad accettare l'acquisto sbagliato per incompetenza, la vendità sbagliata per intempestività. E' parte del gioco. E sono disposto alle lunghe attese, condite da scarse soddisfazioni e inenarrabili delusioni: e non perchè l'Inter è sofferenza (questa è una stronzata), ma perchè l'Inter è l'Inter, io amo quelle maglie, quella storia. L'amo immotivatamente e perdutamente, sennò non sarebbe amore. Per questo non ho potuto sopportare passivamente lo spettacolo di queste settimane, la negasiòn de la evidènsia, come direbbe Paolo Rossi. Ho cercato di sviare la mia delusione ponendomi domande retoriche: come mai i giornali - tutti - scrivono la stessa cosa, Moratti e Facchetti smentiscono diecimila volte e i giornali - tutti -, per diecimila volte ribadiscono che l'Inter ha preso Mancini? Elaboravo quesiti un po' insinuanti e un po' ingenui: vuol dire che nessuno crede all'Inter in quanto società poco credibile in senso lato, o nessuno crede all'Inter semplicemente perchè è già tutto deciso da un pezzo e lo sanno tutti? Zaccheroni è in bilico da sei mesi, e fino all'altro ieri hanno spergiurato che l'allenatore della prossima stagione è lui. Il comportamento della società è deprimente. Quello di Moratti, soprattutto: lui ha sconfessato allenatore e presidente, quello che ha nominato, il simbolo della Grande Inter e il garante della massima nerazzurrità. Trovo improbabile che Facchetti sia sceso in rotta di collisione con il padrone sulla questione-allenatore. Trovo verosimile che abbiano messo lui a difendere Zaccheroni mentre dietro si lavorava per Mancini. Oggi cosa farà Facchetti, e cosa faranno di Facchetti, presidente sbertucciato di una società già di per sè inattendibile? E' una brutta pantomima. Il calcio è roba da filibustieri, ma questa statuaria menzogna che dura da settimane non me la meritavo, da interista. Oggi mi turerò il naso, come forse non ho fatto mai. Arrivederci mister Zac, ti hanno trattato come l'ultima delle merde, ancorchè ben pagato. Benvenuto Mancio, furbacchione, adesso prova a farmi contento e prova a far vincere qualcosa a questa società di sbudellati. Quanto a te, presidente, hai solo una possibilità per farti perdonare, e questa possibilità ha una forma triangolare e tre colori. Per il resto, hai toccato il fondo della tua credibilità. Dai qualche vigoroso colpo di pinna e risali, Massimuccio, prima che qualcuno ti faccia recapitare la solita trivella.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, giugno 14, 2004 SETTORUCCIO ELETTOROSO L'Ulivo non ha trionfato. Sarebbe stato bello arrivare al 35 per cento, per non dire 40 (esagerando). Nessuno ha fatto i caroselli, ma spero che qualcuno si sia convinto che prendere il 20 + 11 per cento e prendere il 31 sono due cose ben diverse. Non mi piacciono i calcoli astrusi sull'entità del centrosinistra, visto che se qualcuno è rimasto fuori - e se qualcun altro non è mai entrato - un motivo ci sarà e non vedo come si possano fare certe somme algebriche. Essendo io specializzato in obiettivi minimi, mi accontenterei che il centrosinistra fissasse alcuni paletti importanti in vista degli appuntamenti futuri. Il Centrodestra non è demolito. L'effetto Berlinguer-Bossi ha tenuto incredibilmente in piedi la Lega, An ormai ha uno zoccolo duro duro, mentre il fatto nuovo è l'Udc: e adesso li voglio vedere, in maggioranza, tenere a bada i democristi del Terzo Millennio, così come li voglio vedere a frenare la Lega (che non doveva contare più un cazzo) o An (che ha quasi 4 milioni di voti). Ora, detto questo, detto che non si ci sono trionfatori e umiliati, detto che l'Ulivo è nettamente la prima forza uscita da queste elezioni ma che i due poli sono sostanzialmente in equilibrio (e che comunque certi conti si possono fare solo con le Politiche), parliamo di Forza Italia. Stanotte alle quattro e mezza ero ancora sveglio come un grillo e assistevo incredulo ad un collage di dichiarazioni di Bondi e - soprattutto - La Loggia, che parlavano di "evidente sconfitta del centrosinistra" e di evidente tenuta del centrodestra, che con qualche piiiiiiiiccolo travaso di voti si mantiene bello stabile e con ciò premia soprattutto Berlusconi, la sua politica, la sua popolarità, il suo grande prestigio nazionale e internazionale. Ho visto Fassino incazzarsi, perchè effettivamente c'era da incazzarsi tra exit-poll alla camomilla e proiezioni alla valeriana, mentre i dati reali dicevano qualcos'altro (quelli definitivi hanno detto poi qualcos'altro ancora, ma tant'è). Poi uno prende i dati di stamattina, 65200 sezioni su 65878, e legge cose interessanti. E' vero che Ds e Margherita insieme hanno preso percentualmente la somma esatta di quello che avevano preso due anni fa alle politiche (quindi non hanno trionfato), e che nel gioco dell'astensionismo hanno preso un milione di voti in meno. Ma Forza Italia ha preso 4,1 milioni di voti in meno. Quattro milioni centomila voti in meno. E' come - per fare un esempio che anche il premier può capire - se cinquanta stadi di San Siro strapieni, nel breve volgere di due anni, avesse deciso di non votarlo più. Io considero questa cifra un mezzo fallimento, nel mio immaginario antagonista e personale. Pensavo che tre anni di cazzate e di arroganze potessero consentire alla ggggente di farsi una mezza idea contraria e di spazzarlo via, con i metodi incruenti ma evidenti che la democrazia consente. E invece no, mi devo accontentare un una modesta batosta e della probabile resa dei conti che avverrà a casa sua, con i suoi alleati, quelli che "non votate i partiti piccoli" e poi l'hanno discretamente inculato. Però la cifra di 4 milioni di voti in meno dovrebbe in qualche modo trasparire, pesare. E invece stanno cercando di far passare un altro messaggio, un altro risultato. Le cifre sono lì, ufficiali, certe, nude e crude, ma ognuno le commenta come vuole. E in tv chi alza la voce, chi usa la frase a effetto, chi fissa la telecamera con gli occhi, chi ha a disposizione più telecamere da fissare con gli occhi, fa passare un altro messaggio, quello che vuole lui. I materassi Eminflex sono i migliori. Il Conto Arancio vi fa guadagnare. McDonald's è una delizia. Con TeleDue si telefona quasi gratis. Forza Italia ha vinto le elezioni. La situazione è agghiacciante. Io ho paura di questo Paese, dei miei conterranei e della deriva mentale che hanno preso. Il fatto di poter negare certe evidenze, di poterlo fare impunemente, è sintomo di una forma mentale generale ormai allo sbando, quella di chi parla e quella di chi ascolta. Il mio pensiero oscilla tra una disistima generale di una gran parte degli italiani e della loro distrazione - generale, mica solo per la politica - e tra il terrore di rilevare a volte un filo rosso che lega il modo di fare comunicazione e di gestire i media - la tv in primo piano -. Questo è un mondo dannatamente virtuale, clamorosamente esposto alla manipolazione mediatica. Che in un Paese si vada alle urne, si esprima un voto, vengano effettuati regolari conteggi, vengano fornite cifre ufficiali e che non si riesca a fare un ragionamente onesto su questi risultati, che non si possa dare una dimensione oggettiva al risulttao, io lo trovo - lo ripeto - agghiacciante. E non tanto per me o per quelli che ritengo essere come me, da qualsiasi parte si stia: gente pensante, dico, non c'entra la destra o la sinistra, gente pensante. Io sono preoccupato per gli altri, quelli distratti, quelli passivi, che sono una marea, una marea scomposta. Gente che coglie tre parole in un telegiornale, che guarda Fede perchè fa ridere, che sbircia i titoli sul metrò. Che magari vede La Loggia o La Russa e pensa che sia andata così come dicono loro. Sarò magari pessimista o apocalittico o orwelliano, ma io penso questo della massa. Penso che siamo quelli che guardano Costantino, o il Grande Fratello, o i quiz, e pensiamo che sia tutto vero. Siamo i nuovi albanesi, solo che viviamo già nel Paese del Bengodi, quello della tv lustrinata e del va-tutto-bene, che ci lamentiamo del caro-euro e dei borsellini leggeri ma poi chissenefrega, "Gira su Canale 5, Costantino e Alessandra sono andati a comprare i mobili? Si sono lasciati? Nooooo". Un capo di governo prende 4 milioni di voti in meno, rispetto a due anni prima, in una elezione-sfida basata sul consenso personale, sul non votare i comunisti, sul non votare i partiti piccoli, sul mettete la preferenza per me, anche se la mia candidatura è una truffa perchè la legge mi impedisce di andare al Parlamento Europeo anche se eletto. E' inaccettabile che fino a questo momento, che sono le ore 15 del 14 giugno 2004, ci sia la tendenza a far finta che non sia successo niente, anzi, che il centrodestra tiene, e quindi significa che la politica del presidente Berlusconi è apprezzata e lui è un genio. E' inaccettabile. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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domenica, giugno 13, 2004 LA FORCHETTA Da un'ora stanno commentando vacuamente i risultati e la parola più usata è "forchetta". Anch'io mi riservo di commentare più tardi, |