www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
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venerdì, agosto 27, 2004 AZZURRO MARE Gran giornata. Ho sincronizzato supermercati, parrucchieri, nonni da salutare e automobile da controllare con canoa, pallavolo, salto con l'asta e basket. Fantastico. Il brutto viene adesso. Parto all'alba e vado in un posto senza tv, se non la mia mini-Bialetti che l'anno scorso prendeva solo Raidue (e fin qui tutto bene) e pure male (e qui mi dovrei sparare). La finale del basket sarà l'apoteosi della mia Olimpiade, comunque vada una impresa stratosferica. Ma dovrò ingegnarmi anche per vedere la pallavolo, che magari sfata la maledizione. E la maratona, cazzarola, la maratona. Vado al mare felice come uno che ne aveva le palle piene di stare in città, e disperato per i due giorni di Olimpiade che restano. Mi vedo già domani fare il rabdomante in giro per la casa, per orientare l'antenna e cogliere spezzoni di emozione, tipo Radio Londra, ma con molto più fruscio. Un saluto a tutti, ci si vede tra un paio di settimane.
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23:35
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E' TUTTO SBAGLIATO
La guerra è assurda e non fa distinzioni. La guerra è morte e bisognerebbe girarle al largo, tutti, in tutti i sensi. La guerra era finita il primo maggio 2003 e questa è la dedica - l'ennesima - a chi ci ha creduto, o a chi fa finta. Oggi ad Atene si gioca Italia-Iraq. Un po' assurda, come la guerra. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, agosto 26, 2004 NO!
Sei su tredici mordono la medaglia. Anche voi, magiche e corpulente sirenette. Non so più a chi appellarmi. Giuro, fossi Ciampi lo direi nel discorso di Capodanno: "Che belle Olimpiadi, ma che bischeri quelli che mordevano la medaglia". Credo serva qualcosa di eclatante. Chessò, potrei invadere nudo la pista di Monza durante il Gran Premio mostrando il cartello "DON'T BITE MEDALS". Passerei alla storia, anche se per qualche giorno non potrei aggiornare il blog. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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21:25
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CHAPEAU
Può darsi che resteremo con la medaglia di legno, ma la semifinale del basket vale tantissimo. L'ultima volta era stata a Mosca, 1980, giochi boicottati e quindi incompleti. Stavolta ci sono tutti e siamo nei primi quattro, grazie anche all'accoppiamento fortunato con Portorico, squadra improbabile, che ne ha dati 20 al Dream Team e ne ha presi dieci da noi. Ma dunque: se noi abbiamo dato dieci punti a quelli che ne hanno dati venti agli Usa, e considerando che noi venti punti agli Usa li abbiamo dati tre settimane fa, di quanto vinceremmo la finale con il Dream Team, di ottanta? (Peccato che prima ci sia la semifinale con la Lituania, domani sera. Quelli sì che sono tosti, mica gli 'mericani). Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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21:00
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E BRAVE! Grandi, grandissime: non se ne poteva più delle greche.
E anche tu, Formiconi: bravissimo.
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18:35
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CIEMPIONS Gironcello mica facile. Il gruppo G mi ricorda il punto G, quindi mi piace. Però: il Valencia riconduce a freschi ricordi, tipo Cuper e un confuso assedio con Toldo e Farinos in porta. Il Werder Brema è una tedesca, quindi non si scherza affatto. L'Anderlecht è una mina vagante: vacua in quanto belga, ma intanto ha inchiappettato il Trap. Vabbe', ci attrezzeremo. Del resto: Nell'irto percorso verso la gloria ogni ostacolo è un gradino sulla scala dell'eternità (ragazzi, il telecronista della ginnastica mi ha rovinato) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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16:46
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ILLUSIONE OTTICA Cos'è?
1. Statua di Cannavaro al Museo delle Cere. 2. Amichevole Inter-Canottieri Posillipo. 3. Pignoramento beni di Moratti. 4. Alla Pinetina non usano Perlana. 5. Solito scherzo a Lamouchi. 6. Mobbing per Toldo. 7. La visuale della porta di Bobo Vieri. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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13:57
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MA BASTA!
Guarda l'uccellino! I parenti della sposa! Il taglio della torta! Cheeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeese! D'accordo, i fotografi sono gente tutta particolare, e anche il fotografo ha la sua routine, i suoi luoghi comuni, gli scatti immancabili, quelli che farli è banale e che non farli è snobismo puro. Però, cazzo, vogliamo smetterla di dire ai medagliati: "Mordi la medaglia"? Ma chi sorride più a queste pose, a parte i medagliati (che sorriderebbero per qualsiasi cosa, giustamente, essendo medagliati)? Avanti, ditelo: a chi fa ridere che il medagliato morda la medaglia? Diobono, è vecchia come il cucco 'sta cosa. Ma basta! Ma guardateli sul podio, questi poveretti. Salgono, li premiano, gli infilano l'alloro in testa, poi c'è l'inno e la lacrimuccia. Non è finita. "Le fotoooooooooooo". Occhei, si fermano sul podio. "Solleva la medagliaaaaaaaaa". E va bene, solleva la medaglia. "Mordi la medaglia, grazie". E no! Stop it please, ribelliamoci. Perchè devono mordere la medaglia, PERCHE'?
(tre pirla, tre morsi)
(tu quoque, Valentina)
(in quest'ultima foto, dopo il Movimento Cassina ecco la Variazione Benelli: approfitta della medaglia per limonare con la moglie) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, agosto 25, 2004 UN MITO CHE CADE
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23:55
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LA PERICOLOSITA' DEGLI SMS
Alla fine uno dei culi più pesanti l'hanno fatto a lui, il bellone marito della bellona, sputtanato davanti al mondo dal suo stesso avvocato. "Il mio cliente è un maniaco degli sms, si esprime così". Poteva dire "Il mio cliente è un povero pirla" e avrebbe fatto lo stesso effetto. Bettarini non chiama la sorella per dirle "Ciao, diobono, come stai?", ma le scrive un sms: "C, dbn, cm st? :-)". E così per cento, duecento volte al giorno, perchè si esprime così. Il giorno prima della partita manda 70 sms a Marasco, perchè si esprime così. Ma quale illecito, signor presidente, il mio cliente si esprime così. Cinque mesi gli hanno dato. Perchè si esprime così. A proposito - e mi rivolgo alle femmine - se volete limonare con me, scrivetemi o telefonatemi. Non inondatemi di sms. Che se poi fanno un processo mi ci vuole un buon avvocato che salvi capra e cavoli. Vorrei evitare una figuraccia planetaria, ecco. La condanna, vabbè, sarebbe il minimo. (Altri) Cinque mesi senza limonare non cambierebbero le cose. Perchè io scrivo, scrivo, scrivo, ricevo complimenti, sì, ma bravo, ma che ridere, eccetera eccetera, ma limonate zero. E quando pulisco il mio cavo orale mi sento come Cenerentola. Sogno ancora, invano, una principessa azzurra che mi aspetti sotto l'ufficio a lingua spianata. Sarà per il 2005, altro piccolo scalino verso la definitiva andropausa. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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14:32
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BLOGHDAD.SPLINDER.COM Baldoni è uno di noi. Ha il suo blog su Splinder. Lo immagino fare le stesse cose che facciamo noi: il login, i post, i copincolla, i commenti. Questo lato della faccenda mi fa una certa impressione. Il cameratismo telematico ha un suo perchè, in questo gioco di angosce represse, video inquietanti e ultimatum assurdi. Così come la pietà umana: spero che se la cavi, spero che le sue capacità affabulatorie lo tolgano d'impaccio, spero che si accorgano che Baldoni sul piatto della bilancia pesa zero, spero che davanti a quella faccia da guascone prevalaga il buon senso (che stronzata che ho detto: il buon senso. In Iraq. Che stronzata) Baldoni non è come i quattro nostri rambo presi in ostaggio. In Iraq lui ci è andato armato di carta e penna, questo non va dimenticato. Anzi, va urlato, se possibile. Baldoni - secondo me bisogna dire anche questo - è però uno che poteva stare a casa sua. La voglia di avventura, la febbre della curiosità, la malattia dello stare dentro la notizia: uno che di mestiere fa il pubblicitario e per hobby va nei posti peggiori del mondo a prendere appunti e a raccontare, ecco, dovrebbe ogni tanto rassegnarsi. C'è il limite del buon senso (in questo contesto, è meno stronzata), c'è il credito con la buona stella che prima o poi si esaurisce. Gli auguro di tornare presto a Milano e di raccontarci perchè cazzo le ferie uno come lui le fa in Iraq, entrando con un convoglio non proprio autorizzato, andando nella città meno sicura dell'universo, prendendo appuntamenti con gente poco raccomandabile (eufemismo). Di Baldoni posso invidiare il sacro fuoco, ma non l'incoscienza. In fondo la vita è una, anche per lui che ha un blog su Splinder, moglie e figli a casa e una strana voglia dentro.
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14:19
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martedì, agosto 24, 2004 ARRIDATECE IL CANONE Oggi la Rai si è esibita nelle seguenti perle: 1. Sul risultato di Italia 0-Argentina 3, insisteva sul calcio riducendo a un quadratino la partita della pallavolo femminile. Tra l'altro, la cubana col numero 18 aveva un culo da favola, e nel quadratino non risaltava affatto (nel quadratino manco si leggeva il punteggio. Ecco una ragione per cui io preferisco i triangolini). 2. Mandava il Tg2 di mezza sera proprio a coprire una strepitosa finale dei 1500 maschili (El Guerrouj vinceva finalmente la sua prima medaglia d'oro olimpica, battendo Lagat in uno sprint durato un giro, l'ultimo, corso in 51", non so se mi spiego. El Guerrouj era un Chechi del mezzofondo, troppo più forte degli altri ma anche troppo più sfigato degli altri. Qualche mese fa, in piena preparazione olimpica, ha scoperto di avere l'asma) 3. Per dare spazio ai soliti siparietti di Mazzocchi & C., bucava clamorosamente l'unico record mondiale di questi giochi nell'atletica (asta femminile). Ora scrivo al Codacons e chiedo lo sconto sul canone, per principio.
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23:57
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IL MOMENTO OLIMPICO Eccolo cadde da un altro pianeta due magli le cosce due stantuffi i polpacci ora buca le reti e infrange i cuori di uomini e donne dal cuore azzurro di nero striato
(no, scusate, è che invidio terribilmente la vena poetica del telecronista della ginnastica) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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23:38
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MI MANCATE GIA'
Pare che tornino in traghetto, in quattro per cabina, col cestino da viaggio della Comitour. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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19:41
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IL PROGRAMMA ODIERNO Ore 16, pallanuoto femminile: Italia-Usa (semifinale) Ore 17, calcio maschile: Italia-Argentina (semifinale) Ore 18.30, pallavolo femminile: Italia-Cuba (quarti di finale) (è il momento tecnico centrale dell'intera giornata: le cubane giocano con il body) Ore 19, atletica leggera maschile: 200 metri (quarti di finale) (c'è Andrew Mortacci Howe) Ore 21, tiro allo svizzero (preliminari)
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15:21
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MOVIMENTO CASSINA Intanto, mi si consenta un'autocelebrazione. In questo blogghetto dove si parla preferibilmente di Inter e di figa, un annetto fa avevo dedicato un post a Igor Cassina e Matteo Morandi, all'epoca neo-medagliati ai Mondiali di ginnastica, celebrandone le gesta in uno sport avaro di soddisfazioni per l'Italia e prodigo invece di fatica e bocconi amari. Una fatica oscura, a riflettori spenti, a palcoscenici sbarrati. Una vita spesa in palestre polverose a rifare lo stesso esercizio. Agli antipodi del calcio, dove se azzechi per sbaglio un colpo di tacco ti fanno tre pagine sulla Gazza. Nove giorni fa, invece, il 14 agosto, primo giorno di gare, avevo segnalato lo strepitoso esercizio di Cassina agli obbligatori. Insomma, non sono un pirla. In questo blogghetto si parla di Inter e di figa e si mastica ginnastica. Di Cassina invidiavo, a priori, la tecnica. Il fatto di avere proposto per primo un movimento alla sbarra, il Movimento Cassina appunto, lo rendeva a suo modo immortale, sempre che al mondo si trovi gente con i controcoglioni in grado di perpetuare il rigore del Movimento Cassina. Comunque, Cassina passerà alla storia, e lo invidio per questo. Limonata Settore, o Trombata Siffredi. No, non esistono. Movimento Cassina. Lui è più avanti. Ieri sera Cassina ha fatto un esercizio pazzesco in una gara pazzesca, non tanto per il livello, quanto per il fatto che il pubblico si era ribellato al giudizio scandaloso dato all'esercizio del russo, con un giudice malese e un giudice canadese probabilmente incapaci di intendere (di volere sì, erano capaci). Dieci minuti di fischi, mai vista una roba così, nello stesso palazzetto dove si era concretizzata la Grande Farsa di Tampakos e dove il pubblico-non-greco si era rotto i coglioni. Alla fine i due ubriachi avevano corretto il giudizio - anche questa, secondo me, è un'aberrazione - ma senza cambiare la posizione del povero russo, che aveva fatto un esercizio un po' da saltimbanco ma certamente molto più ricco e divertente dei due travet che lo avevano preceduto. Poi era arrivato il secondo gemello Hamm, quello che ha preso l'oro del concorso individuale, e forse solo per i meriti pregressi è andato in testa, tra altri fischi. Poi è toccato a Cassina, al Movimento Cassina e a una serie di altre cosette che hanno staccato il nostro dagli altri, anche se i giudici gli hanno dato lo stesso voto di Hamm e Igor ha vinto grazie a uno scarto maggiore, roba di millesimi di punto, quando invece la differenza era solare. Pazienza: per come vanno le cose al palazzetto della ginnastica, accontentiamoci di questo fotofinish. Un oro che premia un grande interprete. Si può essere grandi e fare i guasconi, alla Chechi. Si può essere grandi e farsi i cazzi propri, come Cassina. Che se ne è fottuto del clima incandescente. Che ha sfiorato la perfezione. E che ha avuto paura solo al momento dei giudizi, che non arrivavano mai. I giudici confabulavano, prendevano appunti. Avevano appena rischiato il linciaggio e avevano deciso di andarci piano. Io ho letto distintamente il labiale del giudice malese e di quello canadese. M.: Uè, cosa facciamo? C.: Mah, tu cos'hai scritto? M.: Aspettavo te. C.: Pirla, stavo telefonando. M.: Cazzone. C.: Riassumi. M.: E' stato bravo, mi pare. C.: Al greco quanto hai dato? M.: Non c'è nessun greco. Aspetta che controllo. No, nessuno. C.: Allora che cazzo me ne frega. M.: Dai, figa, che aspettano. C.: Nove e ottanta va bene? M.: Massì. C.: Vado a pisciare. M.: Vengo anch'io, tanto adesso c'è un giapponese. C.: Non trovi che c'è poca figa? M.: E' la gara maschile. C.: Anche questo è vero. M.: Nove e settantacinque! C.: Ma non l'hai nemmeno visto. M.: No, ma mi fido.
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00:59
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lunedì, agosto 23, 2004 IGOR!
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22:37
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SCANDINAVIA? AHIAHIAHIAHI Ieri ho imparato tre cose: 1. Si può vincere un oro olimpico anche a 44 anni. 2. Si può vincere una medaglia agli anelli anche con mezzo braccio in meno, la giuria contro e dopo essersi ritirati due volte. 3. Si può rubare uno dei quadri più famosi al mondo senza inventarsi nulla. E cioè entrando dalla porta, staccando il quadro dal muro e uscendo dalla porta. (Provateci voi a fare un film sul furto dell'Urlo di Munch. La sceneggiatura è lunga mezza paginetta. Manco un corto, si può fare) (Il quadro non era assicurato. E poi dicono che gli scandinavi sono efficienti)
(nella foto, i ladri portano via l'Urlo di Munch. Solo per una questione di fretta non si sono fermati a sorridere al fotografo, ma avrebbero potuto farlo) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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15:25
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GENTE CAZZUTA Dovessimo disaggregare il nostro medagliere togliendo le medaglie della scherma, scenderemmo di venti posizioni. Ma è un esercizio antipatico: allora bisognerebbe togliere al Giappone gli otto ori del judo e vederlo scendere di cento posizioni, e così via. Più inquietante una questione etnica: dovessimo togliere le medaglie dei toscani, scenderemmo di trenta posizioni. La Toscana Indipendente avrebbe più medaglie della Bielorussia o dell'Olanda. Da lombardo mi inchino e anzi annoto: uno dei pochi lombardi medagliati, Cassarà, ha un cognome siciliano e ha l'accento toscano, perchè si allena da così lungo tempo con pisani e livornesi che lui, bresciano, ha lasciato imbastardire uno dei più marcati accenti esistenti sul mercato, il bresciano appunto. Oggi le emozioni sono state toscane. Un 44enne alla sua quinta Olimpiade, che era il più anziano atleta italiano ai Giochi e che disputava ad Atene la sua ultima gara ufficiale, ha vinto l'oro. Per me è una cosa fantastica. Lode ad Andrea Benelli e ai suoi controcoglioni, perchè io io piattelli manco li vedevo dalla poltrona. Tre righe per Benelli, mentre su Chechi scriverei un libro. Chechi è forse l'atleta italiano singolo che mi ha emozionato di più in assoluto. Nel 1996 passai la notte in bianco per aspettare il suo esercizio agli anelli, che se non ricordo male fu verso le sei di mattina. Mi ero calato nei panni di uno che aspetta per quattro anni un'Olimpiade, quella di Barcellona, e due mesi prima si rompe. E quindi si ricuce, e lavora altri quattro anni e arriva ad Atlanta, ed entra in finale, e si ritrova sulle spalle il peso di otto anni di attesa, che in realtà sono molto di più, anni passati a farsi il culo senza che nessuno mai ti caghi, se non quel paio di volte l'anno che si ricordano che ci sei perchè vinci un Mondiale, un Europeo o una Coppa del Mondo. Mi ero sistemato il televisore vicino al letto, avevo puntato la sveglia, avevo lasciato la tapparella alzata. Precauzioni inutili, perchè non chiusi occhio finchè non lo vidi vincere. Chechi era uno che si sarebbe meritato molto di più. Dominatore in specialità dominate storicamente da altri, interprete strepitoso di un gesto che è armonia e potenzia insieme, un fisico pazzesco costruito intorno a una gabbia normale, anzi da piccoletto. Avrebbe stravinto anche a Sidney, ma due mesi prima si è rotto, e stavolta il tendine non era della gamba ma del braccio. Gli dissero che non solo la carriera era finita, ma che da lì in avanti avrebbe fatto fatica anche a fare ciao ciao. Il tendine non gliel'hanno riattaccato all'osso ma al muscolo. Con un ex-atleta si può anche non sottilizzare. Per questo, al di là dell'affare-Tampakos e al di là del bronzo, quello che ha fatto Chechi (a 35 anni, con un braccio a mezzo servizio, dopo quasi tre anni di inattività) è roba da leggenda. Il cuore me l'ha fatto battere come otto anni fa, uguale, e dalla mia postazione strategica sul divano, con un filo di groppo in gola, non so fare altro che dirgli grazie.
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domenica, agosto 22, 2004 FACCE DI BRONZO
Chissà se un giorno ne parlerai, Dimostenis Tampakos, della tua medaglia d'oro un po' così, un po' regalata, un po' cumulativa, un po' necessaria, un po' riparatoria. In una parola, un po' rubata. Una medaglia già assegnata prima che tu ti facessi issare sugli anelli e ti esibissi in un esercizio un po' così, da quinto posto, un po' come la tua faccia, una faccia da quinto posto. Ma in fondo non bisogna prendersela con te, che coerentemente al tuo valore e alla pressione cui eri sottoposto hai eseguito un esercizio da quinto posto. Bisognerebbe prendere uno a uno i giudici e chiedere anche a loro la stessa cosa, guardandoli bene in faccia: chissà se un giorno ne parlerete mai di questa medaglia d'oro agli anelli, medaglia che avete fatto recapitare già bella e impacchettata al legittimo destinatario, di cui forse non avete visto l'esercizio, o eravate distratti, o semplicemente pensavate ad altro, visto che il voto l'avevate già scritto. Tampakos, è naturale, aveva già vinto l'oro da qualche giorno. Alla Grecia ferita, stravolta, scippata di una bella fetta dei suoi miti sportivi - miti dopati - bisognava fare arrivare un risarcimento, di immagine e di metallo nobile. E Tampakos era l'uomo giusto. Bisognava che l'ultimo mito rimasto fosse in qualche modo premiato e consolidato nell'unico modo possibile, una medaglia d'oro. Ovvio che la faccia da quinto posto non costituisca di per sè un motivo valido per parlare di farsa. Ma l'esercizio da quinto posto sì. C'erano almeno quattro ginnasti su otto che stasera meritavano di passare davanti a Tampakos, e non è successo. La Grecia dopata è stata risarcita dopando la medaglia di un atleta pulito ma sconfitto. In una disciplina dove non conta il cronometro o il contapugni dopare una medaglia è un gioco da ragazzi. L'esercizio da quinto posto di un ottimo interprete degli anelli può diventare facilmente il primo. Innanzitutto, si sorteggia l'atleta in questione come primo: non avrà termini di paragoni. Gli si dà un punteggio alto. Il resto viene da sè, e si inculi la Mondovisione. Chechi non avrebbe vinto, Morandi non sarebbe andato al di là del quarto posto. Il bulgaro, chi se ne fotte. No, la questione è una sola: ha vinto uno che non meritava. Ma sarebbe stato troppo, per la Grecia, vedere vacillare l'ultima certezza in un palazzetto che ribolliva, e in una serata che doveva diventare storica, volente o nolente. E allora faccia-da-quinto diventa primo, la bandiera di casa si issa sulle altre e Pierre De Coubertin, detto Nureyev, fa quindici piroette e dalla tomba scongiura di fermarlo, che vuole scendere. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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sabato, agosto 21, 2004 LO ZIO DEI FRATELLONI Senza la scherma avremmo il medagliere della Slovacchia. Senza il canottaggio, avremmo lo stesso medagliere. Per carità, lode ai due bronzi di stamattina: lode a loro, ai rematori, gente tosta comunque vada. Ma vogliamo parlare del loro condottiere, per non dire duce? Il mitico La Mura, ancor più mitico zio dei leggendari fratelloni Abbagnale? La Mura non dev'essere un pirla, se dopo il tramonto dei suoi nipoti ha comunque tenuto in piedi la baracca e ha tratto dal movimento del canotaggio un gran numero di medaglie, coppe e targhe tra Olimpiadi, Mondiali e campionati vari. Come personaggio, però, La Mura non è simpatico e come tecnico, come dire, comincia a fare acqua. Ad Atene ha portato una delegazione della madonna, adeguata agli obiettivi della madonna che si era posto: nove barche, sei finali e forse sei medaglie. Dopo la cerimonia inaugurale, a domanda "Quante?" la risposta era stata "Meno di tre è un fallimento". E credo che La Mura intendesse "meno di tre ori". Dev'essere un giocatore di poker, La Mura, perchè lui sapeva - noi no, ma lui sì - che Pettinari aveva una costola incrinata, e che quindi uno dei tre equipaggi predestinati all'oro era già bell'e condannato. L'otto, annunciato come sorpresissima, è stato una mezza pippa. I due bronzi di stamattina hanno mantenuto le promesse da podio, solo che Sartori e Galtarossa erano oro certo, lo sono stati fino a stamattina, e invece dopo mille metri hanno finito la birra. La Mura se ne è stato rintanato una settimana in albergo e la sua Federazione ha dovuto rompergli parecchio i coglioni perchè spiegasse ai giornalisti e all'Italia il perchè del mezzo disastro. Alla fine ha fatto passare da sotto la porta un comunicato, in cui spiega che l'Italia ha fatto il suo e che la colpa è degli altri, che sono andati molto forte e che sono tanti. Lo chiedo al Coni: e se ci cercassimo lo zio di qualcun altro?
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venerdì, agosto 20, 2004 ORO & ORO L'oro pesa uguale. Al limite, ha retrogusti diversi. L'oro di un grassottello che vince nel giardino d'altri è abbastanza impagabile, diciamolo. Ma anche gli ori presi nei nostri giardini, negli sport o nelle specialità dove abbiamo una tradizione secolare, hanno un loro perchè. Sono ori, come dire, affettivi, rispetto agli ori inaspettati o stupefatti o adrenalinici di altre situazioni. L'oro nella marcia è come gli ori della scherma, una vittoria che ha padri, nonni e bisnonni, e non sono ori più facili solo perchè questo è il nostro giardino. Anzi. L'urlo sfigurato di Montano e della Vezzali vale come il sudore copioso di Brugnetti, uno che marciava 50 km. e poi ha scelto i 20 (fanno tutti il contrario, una legge naturale) per portarsi a casa il trofeo più prezioso, in un'altra specialità che consideriamo un mese sì e quattro anni no. Scherma e marcia non hanno nulla in comune, se non la triste prospettiva di trovarsi tra i rami secchi dello sport (la scherma la stanno già sfrondando, come sappiamo) e che magari tra due o tre edizioni lasceranno il posto al triathlon o allo skateboard. Per intanto, ecco, prendiamo e portiamo a casa. Sono ori che vengono da lontano e profumano di antico. E che al Cio si inculino, voglio dire.
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LO ZIMBELLO
Marco Galiazzo è dell'83, generazione post-mondiali di calcio, uno di quelli che non potrà nemmeno dire che era piccolo. E' alto 1.80 e pesa 93 chili. Ha un faccione da viceparroco, simpaticone e sfigato insieme. Un fisico da capo scout che si imbosca nella tenda-cucina. E' il contrario di Thorpe. E' agli antipodi di Antonio Rossi. E' un normalone, tendente all'improbabile. Eppure ha vinto la medaglia d'oro olimpica nel tiro con l'arco, primo italiano nella storia, segno che gli occhiali da miope glieli hanno tarati bene, che l'ansia per lui è uno stato sconosciuto, che il cervello gli funziona a meraviglia, che il braccio non gli dondola, che la calma non gli fa difetto e che sopra il cavallo di quei pantaloni troppo larghi, peraltro adatti a contenere la sua pancetta con maniglie, penzolano insospettabilmente due maroni del tipo di cui sopra. Alle interviste del dopo gara quasi non sapeva cosa dire. Mi ha fatto tenerezza quando ha ricordato che a Padova lo prendono in giro da una vita. Non faccio fatica a crederlo: bruttarello, grassoccio, pretesco e tiratore con l'arco in una città ricca e potente e piena di calciatori, rugbisti, cestisti, pallavolisti e chi più ne ha. Mi sembra di vederli, i suoi amici, sbellicarsi dalla risate quando vedono il Marco che mette il cappello da Gato Barbieri e va a tirare le frecce, invece che andare all'happy hour del Pedrocchi. Adesso tornerà a Padova con i suoi 10 chili di sovrappeso, il suo faccione da bambino non svezzato e una medaglia d'oro appesa al collo: al limite aspetterà sul fiume il passaggio di qualche cadavere, ma mi sembra uno di quelli che non cambiano, e sarebbe davvero una gran cosa. Con quell'età, quella faccia e quel fisico da Cral delle Poste, con quel cuore che non batte alla cazzo come a noi mortali di fronte a un bersaglio importante e lontano, questo diacono di Sherwood (Pd) può vincere l'oro almeno fino ad Arcore 2028. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, agosto 19, 2004 RICOSTRUZIONI
Per esempio, anch'io quando qualcosa non va mi copro. Mi sembra normale. Mi girano i coglioni? Mi metto la conchiglia. Ma dico io, c'è bisogno di tutto 'sto can can? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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LE OLIMPIADI DI BOBO TIRO ALLA FIGA. Stamattina il Giorno spara la consueta foto a colori in prima pagina, larga quindici-sedici colonne e alta mezzo metro, sul ritorno al calcio giocato di Bobo Vieri. Tralasciamo la scelta editoriale, come se al mondo non esisteressero le Olimpiadi o l'Iraq, tanto per dire. Bobone non riluce in maglia nerazzurra, ma compare in costume da bagno, ripreso da un teleobiettivo. E' sorridente e rilassato. E' inequivocabilmente sul ponte di uno yacht, dove si è goduto l'ultimo pomeriggio di libertà. A sinistra c'è Bobolone. A destra c'è un culo. Il culo appartiene ad Alessandra Grillo, starlette (uso volutamente questo termine che non vuol dire un cazzo). In un riquadrino, dove francamente non si capice una sega, sembra di vedere la Grillo baciare il petto di Vieri, o Vieri palpare la Grillo, vabbe', non sottilizziamo. Dunque Bobo torna a giocare, come si capisce dalle foto. Manca un commento dalla Canalis, ma arriverà. MUSO SINCRONIZZATO. Oggi l'Inter batte un altro record: gioca tre partite in quattro ore. Prima un improbabile triangolare con Novara e Iraklis (perchè non con Maceratese e Skonto Riga, o Guanzatese e Sparta Trnava?) nel tardo pomeriggio, e in serata partitone a Marassi con il Genoa. Mancini - tranquillo Mancio, il Guinness l'ho chiamato io - sarà in panca in tutte e tre le partite. I giocatori, invece: 18 a Novara e 18 a Genova, tutti diversi. I titolari sono a Genova, ma con Cruz (partente, si dice). Riserve e riservissime sono a Novara, ma con Vieri e Recoba (minchia!). Spero di vedere in serata il solito fotoservizio dell'Inter. Sono quasi come Lombroso: guardo il muso di Vieri e posso dirvi, tra rughe d'espressione e angolazione della basletta, se è voglioso, sereno, triste, incazzato, molto incazzato o semplicemente un ex. Confido nel fotografo.
(p.s.: pubblico la foto per gentile concessione della Dipag.com) (p.p.s.s.: scherzo, ovviamente. Ma che è sta Dipag?) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, agosto 18, 2004 BUONA LA PRIMA
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23:03
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IL DRESSAGE
1. Bridge 2. Cena dei Lions 3. Canasta 4. Caccia al tesoro 5. Pesca di beneficenza E' mai possibile che nel 2004 si debba guardare un cavallo che saltella di sbieco, cavalcato da uno col cilindro? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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MOMENTI OLIMPICI Nei grandi eventi la Rai, muovendosi scompostamente alla ricerca dell'audience massima e cercando di dilatare manifestazioni già dilatatissime come un'Olimpiade, tocca spesso il peggio. L'edizione del Tg2 (senza uno straccio di notizia) piazzata in mezzo alla cerimonia inaugurale, insieme a una pletora di spot, aveva già fatto capire qualcosa. Stiamo proseguendo a suon di dirette taroccate (vedi una cosa, metti il Televideo o guardi su Internet e scopri che è già finita: clamorosa la differita del calcio, ridicola quella della finale di Sanzo: ma credono che siamo imbecilli?) e teatrini di quart'ordine, dove telecronista ed esperto al fianco vedono un'Olimpiade tutta loro e si divertono un casino. Accendo la tv - probabilmente sono sfigato io - e trovo sempre il softball. Ma diobono, non c'è nient'altro? Chi ha deciso che il softball ha la priorità? Vabbe', ma questi sono particolari. Su tutto grava un'ombra immane, un'ombra marrone e maleodorante, a forma di stronzocumulo, quella della "Momenti olimpici", una delle più clamorose truffe che la Rai abbia mai messo in piedi ai danni degli utenti e che di fatto parifica la Tv di Stato, cui paghiamo un canone, alla più modesta tv privata, che vive delle pubblicità di cartomanti e pornochat. Come già agli Europei, compare il sondaggio via Sms. Agli Europei, dove la presenza era più contenuta, i quesiti erano demenziali tipo "Meglio Totti o Del Piero?" o "Meglio primi o a casa subito?", facendomi temere che prima o poi arrivasse un "Meglio il culo o le tette?". Qui no, qui siamo alla scelta del momento olimpico, roba da massimi sistemi. La cosa vomitevole è che piazzano 'sta roba al termine di un presunto Tg Olimpico e che a proporla sono i giornalisti di Rai Sport, che lo offrono sul piatto come fosse una roba seria. Gente che prima hai sentito fare la telecronaca e che poco dopo ti chiede se ti ha emozionato di più Bettini, Thorpe o la Pellegrini. Al costo di milleduecento lire a botta, per chi ha pazienza di leggere i sottotitoli, e di qualche altra frazione di euro per gli sms ricevuti, perchè sicuramente poi ne arrivano per dirti "grazie per la tua risposta" eccetera eccetera. La presenza dei giornalisti nelle televendite è costato qualche provvedimento disciplinare - da varia gente di Controcampo fino a Giletti - perchè sussiste un divieto ai giornalisti di fare pubblicità, soprattutto se all'interno della trasmissione che conduci o a cui partecipi. Tanto per fare un esempio, Monica Vanali faceva l'agghiacciante pubblicità dei computer Acer con l'arbitro Cesari, e l'hanno segata. Ora, che i telecronisti della Rai vendano una truffa via sms all'interno delle trasmissioni olimpiche, in coda a un Tg Olimpico, dando notizie olimpiche e sfoggiando una faccia da culo olimpionica, mi sembra una tale presa per il culo per l'utente medio e per il pagatore di canone snob - io - che porca puttana, andrei a denunciarli. Che se li ficchino in culo i loro sms. E dove cazzo è il Codacons? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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CHE SPORT E'?
1. Salto del peso. 2. Corpaccione libero. 3. Tuffo vestito. 4. Salto in alto (primo turno qualificazioni, cm. 20) 5. Trauma cranico. 6. Getto del pesista. 7. Inciampo nel peso.
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IL BIGINO Seconda, terza e quarta giornata. Via, dai. Il meglio: Federica Pellegrini, che un giorno si mangerà le braccia fino ai gomiti. Il mistico Pellielo, che spara e vede Iddio. La staffetta 4x200 stile libero, che ha vinto l'oro dei normali. Sanzo e Cassarà, che non torneranno a mani vuote (Sanzo, però, diobono, sei un rompicoglioni: mi stava più simpatico il francese, guarda). Quelli del basket e della pallavolo uomini, che perdono in piedi. Quelle della pallavolo donne, che vincono e hanno discreti culi, diciamolo. Il peggio: la squadra di judo, che doveva vincere quattro medaglie e invece sono quattro pippe. Quelli della pistola, che sono dei pistola. Rota, che tornerà a mani vuote. Quelli del baseball e del softball: ovvero, riempirsi di oriundi e scoprire che si fa schifo uguale. (il fatto è che domenica ero a Gardaland, lunedì avevo 39 di febbre e martedì ero deboluccio. Oggi, mercoledì, torno a tempo pieno)
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domenica, agosto 15, 2004 PRIMA GIORNATA IL MEGLIO. Ringrazio Bettini per avermi fatto sprecare un palpito. Da domani il ciclismo tornerà per me un sport per il quale non palpitare, ma oggi mi è piaciuto veder vincere Bettini, soprattutto vedere come ha vinto. Correre da favorito, specie nel ciclismo, è sempre un gran casino e lui lo sa bene (un paio di Mondiali da favorito li ha già corsi, regolarmente inculato). A un certo punto della gara ha deciso di vincere e a ha vinto. Ha una bella faccia un po' coppiana, e questo non stona. Mi è piaciuto veder vincere anche Montano, mi piace la sua favola del nonno figlio e nipote tutti medagliati, roba da Guinness. La sciabola è una specialità un po' del cazzo, diciamolo, con quegli assalti che durano un amen e che assomigliano a delle risse-lampo. Ma quando sul 14 pari vedi uno allungarsi e toccare, beh, leviamoci il cappello. Altre emozioni dalla ginnastica. Due azzurri in finale gli anelli, e uno è Chechi, altra favola. Strepitoso esercizio alla sbarra di Cassina. Una medaglia nella ginnastica - tra russi, cinesi eccetera - è una medaglia che vale triplo, quindi tifo sperticato. Grandi Sartori-Galtarossa nel canottaggio: se non prendono l'oro questi, chi lo prende? IL PEGGIO. Nuoto così così. Boggiatto beffato è quarto. Rosolino è quinto. Dice: ho 4 anni in più di Sidney, e non è solo esperienza. E' fatica, voleva dire. Aggiungo io: non è che uno può trombarsi Roberta Capua e pretendere di vincere le Olimpiadi. O l'uno o l'altro. Brembilla, come al solito, alle Olimpiadi diventa uno qualsiasi. Se facessero gli Europei due volte l'anno sarebbe un mito. Invece gli tocca anche andare alle Olimpiadi, che sfiga.
(nella foto Busnari, derubato al cavallo con maniglie) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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sabato, agosto 14, 2004 E DUE!
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E TRE!
Vabbe', dai, era solo per stemperare l'emozione. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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19:18
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E UNO!
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venerdì, agosto 13, 2004 L'INVIDIA DEL PENE Mentre il mondo freme per le Olimpiadi ormai prossime al via, e attende di sapere se l'ultimo tedoforo è drogato oppure è scemo (cadere in moto il giorno prima dell'inaugurazione, tzè, mavaffanculova'), ci sono sacche di resistenza qua e là, dove l'eco dei Giuochi arriva lontano. Per esempio, a Srinagar i soldati dell'esercito indiano danno prova di sè in alcune esercitazioni - tipo questa - allo scopo di favorire le relazioni tra i cittadini del Kashmir e le forze armate indiane. Un fine lodevole, non c'è che dire. Non so, ma sono rimasto almeno un quarto d'ora a rimirare questa fotografia. E intanto il mio orecchio era teso al telegiornale, notiziario olimpico, una figata: in Grecia un duecentista idolo nazionale salta il controllo antidoping e poi - dice lui - cade dalla moto insieme a un'altra velocista, parimenti idola nazionala. Perchè hanno saltato il controllo, questi due geni, e soprattutto, dove minchia andavano in moto? (Questa domanda se la stanno facendo anche la moglie del velocista e il marito della velocista). Insomma, Kenteris mi sta sul cazzo. Un velocista bianco europeo e pure greco favorito dei duecento metri salta il controllo antidoping, salta la cerimonia inaugurale dove doveva - no, dico, mica cazzi - accendere il braciere. Ma diobono! Kenteris, MI STAI SUL CAZZO! Ecco, forse per associazione subliminale ho depistato tutto il mio sconcerto verso questa foto, dove il cazzo ha un suo ruolo pregnante. La trave, intanto, è un evidente simbolo fallico. I cinque soldati appesi per le gambe sono avvinghiati alla trave con la zona pubica, un florilegio di cazzi e pacchi che non vi dico. E infine lui, l'uomo in alto, che si regge in equilibrio con l'uccello, consegnandosi ai posteri come l'uomo che con il suo cazzo cerca di favorire le relazioni tra Kashmir e India. Viva il cazzo, viva il Kashmir. Viva i Giuochi Olimpici. Viva la figa (no, scusate, ora mi è scappato l'occhio alla foto del post sotto. Fate come me, seguite la Nazionale australiana di Beach volley: sarete più felici). Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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CI SIAMO/2
Ogni cosa, ormai, mi parla di Olimpiadi. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, agosto 12, 2004 CI SIAMO Il primo allenatore ubriaco (Lettonia, atletica leggera) è stato rispedito a casa: non era neanche in grado di salire sull'aereo. Vabbe'. Ma la più bella arriva dalla Corea del Sud: la portabandiera alla cerimonia inaugurale di domani sarà una pallavolista alta 1,83, e gli uomini sono tutti più bassi. Allora hanno richiamato un ex-cestista di quasi due metri. Ha 50 anni, ma farà la sua figura. Viva le Olimpiadi. Non vedo l'ora.
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15:13
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MI FACCIO TENEREZZA Ogni volta che esce il calendario del campionato, la prima cosa che faccio è guardare dove si gioca l'ultima partita. E' sempre così, da anni e anni. Per la cronaca: a Milano, Inter-Reggina. (sospiro)
(nella foto, un momento dell'ultima partita del campionato 2001-2002. Non so se ve l'ho mai detto, ma c'ero) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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14:33
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COLPO DI SCENA - Buongiorno. - Buongiorno. (la Trucidona non c'era. C'era un uomo, un piccoletto. Buona mano per le punture. Due minuti ed ero fuori)
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SE IL BUON GIORNO
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VA BENE Mi è rimasto addosso un po' di Complesso di Helsingborg, affezione psichica che ti fa sottovalutare certe situazioni per poi fartela nei pantaloni quando le affronti. E anche se facevo lo sborone, la Juve di ieri sera mi ha ricordato che questi cazzo di preliminari sarebbe molto meglio evitarli (peraltro, ci sarebbe un modo bellissimo per evitarli, ma sono 15 anni che non lo adottiamo). Per questo, insomma, mi incasello tra i moderatamente contenti. Contento perchè la squadra gioca, crea, si sbatte, poteva chiudere 3-0 il primo tempo. Moderatamente perchè abbiamo una tenuta di sessanta minuti e precipitiamo nello solite amnesie difensive. Uscire imbattuti da Basilea non è una banalità, pensare che potevamo uscire vincenti mi dà sollievo e qualche rimpianto. Veron è durato mezz'ora, Stankovic molto di più ma ha finito con le ginocchia rasoterra. Cambiasso e Recoba palliducci. Dietro: Cordoba meglio di tutti gli altri messi insieme, con Toldo già in forma (questa era ironica). Ze Maria va a sprazzi, ma ha preso un palo e gli hanno respinto sulla linea una punizione-gol: non è affatto scarso. Davanti c'è un giocatore grandissimo e quindi attacchiamoci a lui, come in quei trenini che si fanno a Capodanno. Adriano, semper lù, ha segnato come si segna al campetto: il più buono gonfia il petto, prende la palla, spiana qualche birillo e la mette in porta, di forza e di bontà e pure con il piede sbagliato. Obrigado, ti adoro. Presi uno per uno sono abbastanza ingiudicabili, con questo stato di forma: a tutti un voto in meno nel secondo tempo, è una pagella a scendere. Presi d'assieme, si vede che abbiamo cambiato allenatore e si vede che c'è voglia. Abbiamo due settimane per recuperare fiato e un altro paio di giocatori che vorrei vedere in campo. Archiviamo i preliminari che poi si tromba.
(nella foto, una Delizia) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, agosto 11, 2004 BRIVIDINI Basilìa Basilìa per piccina che tu sia tu spaventi Ze Maria (antico proverbio svizzero)
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DOPPI SENSI - La facciamo in piedi? - Sì sì, facciamo prima (risolino) (devo ancora fare otto punture, comincio a temere per la mia incolumità)
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COITO INTERROTTO Stavo godendo, perchè negarlo? Vabbe', meglio di niente.
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martedì, agosto 10, 2004 VISO PALLIDO Ci sono gesti e modi inequivocabili. Chessò: se una donna ti guarda, sbatacchia gli occhi, fissa il pacco, fa un gesto ondulatorio con il polso proteso, si passa la lingua sulle labbra e si alza la gonna per farti intravvedere la bernarda, beh, vuol dire che ti vuole trombare. Se un allenatore convoca 21 (ventuno) giocatori per la trasferta di Ciempions, tra cui uno della Primavera, e lascia a casa te, beh, vuol dire che sei virtualmente segato. E pensare che su Van der Meyde mi ero speso in elogi ed illusioni, incredulo nel vedere l'Inter comprare un giuocatore buono e giovane, e parimenti incredulo nel vedere sulla fascia destra un signor laterale al posto di quella macchietta di Conceicao. La favola era durata lo spazio di un autunno. Poi Andy svenne durante una conferenza stampa della nazionale olandese, dando credito alle voci che dietro a quel faccino slavato si nascondesse effettivamente una mezza pippa. E infine l'arrivo di Stankovic lo ha depresso ulteriormente (stesso effetto per Cruz con l'arrivo di Adriano: e i due protagonisti d'autunno sono diventati due disastri di primavera). Sembrava aver ripreso colore con l'esonero di Zac, uno che non lo faceva giocare quasi mai per ragioni di schema e forse di antipatia. Sembrava poter tornare utile per il 4-4-2 del Mancio, ma questo piccolo sfregio estivo (ne convoco 21, un'enormità, eppure lo lascio a casa perchè non so che farmene) pare aver chiuso definitivamente la storia di Van der Meyde all'Inter. Ci lascerà il ricordo di un gran gol di Londra e di un grande match a Torino con la Juve, che non è poco se rapportato a quello che ci ha lasciato Conceicao. E' un altro dei fiori che non abbiamo colto, o dei giocatori normali che abbiamo sopravvalutato, o dei grandi giocatori che abbiamo depresso: questo lo deciderà la Storia. Di sicuro il Mancio avrà fatto i suoi conti, e se non gli serve è meglio monetizzare. Poi che arrivi Cesar, o Taddei, o chi per loro, boh, adesso mi frega poco. Ho già la mente rivolta alla Svizzera, a parte uno spiraglio di Svezia che mi piacerebbe veder godere sotto la Mole (e me ne scuso, ma ho bisogno di emozioni forti: alle Olimpiadi manca ancora troppo).
(ma cos'è dipag.com?)
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CUORE INTER
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LA DOTTORESSA DEL DISTRETTO SETTORIALE - Scusi, eh? (dice massaggiandomi una chiappa) - Prego. - Ma com'è che lei deve assumere questo farmaco? (detto con la seguente intonazione: com'è che lei, così alto e bello, in uno stato di evidente sana e robusta costituzione fisica, deve prendere 'sta roba?) - Perchè, cos'è? - E' per l'osteoporosi. - Ah, sì, ora ricordo, me l'aveva detto il primarione. (segue spiegazione delle reazioni da stress che un'insospettabile tibia può avere) - Capito. Brucerà un po'. - Non gliene farò una colpa. - (sorride) (zac!) - Brucia? - No. - Brucerà dopo. - Saprò essere forte. - (sorride) La scatola la teniamo qui? - Come vuole. - Lei torna, no? - Beh, ne devo fare un po'. - Se torna qui, gliela posso tenere qui. - Va bene. (ragazzi, 'sta trucidona ha un lampo negli occhi che non mi piace. Non sarà che alla quarta puntura questa chiude a chiave l'ambulatorio e mi usa violenza?)
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lunedì, agosto 09, 2004 IL LOGORIO DELLA VITA MODERNA Bone stress reaction. Non è il titolo di una canzone dei Metallica, ma la sindrome che turba la mia tibia destra. Grossolanamente, si potrebbe parlare di "osso infiammato". Mai pensato che un osso potesse infiammarsi. E invece sì. Quella testa di cazzo della testa della mia tibia, nella risonanza magnetica, evidenzia una "diversa luce", come ha sottolineato quel poeta del primario. E' un'infiammazione da stress, anticamera della frattura da stress. Colpa del sovraccarico. Praticamente, la mia tibia - con i mezzi a sua disposizione, cioè ammalandosi - mi ha detto: "Ehi, cazzone, mi stai rompendo le palle. Corri troppo, tutto il peso su di me... No, basta, io mi fermo. Sono stressata". Ora: come si cura lo stress di una tibia? Cosa faccio? La porto al cinema? A fare una passeggiata lenta lenta? In spiaggia a prendere il sole? In montagna a cambiare aria? Al lago a guardare il panorama? Oppure? La coccolo? La accarezzo? Le faccio conoscere un'altra tibia, o magari un bel femore? La porto al museo a vedere gli scheletri dei mammut? Voglio dire: anch'io sono stressato. Mi mancano tre settimane alle vacanze, ho davanti le due settimane centrali di agosto che saranno merda pura. L'Inter non ha ancora acquistato Cesar e non ha ancora venduto Lamouchi. Eppure la risonanza magnetica ha detto che se c'è una parte stressata di me, questa è la tibia destra. Chiederò l'accompagnamento. Voglio seguire le terapie antistress della mia tibia, ci tengo, non posso lasciarla sola. Vabbe'. Intanto devo fare una settimana di punture. Poi devo smettere di correre e fare il pirla per un mese: solo bici e nuoto, che non stressano la tibia (ma stressano me: il primario non ci ha pensato). A metà settembre torno dal luminare che mi potrà dire essenzialmente due cose: 1) Mmmmh, Settoruccio, non andiamo bene. Lasciami prendere la trivella che facciamo una bella artroscopia. 2) Mmmmh, Settoruccio, tutto bene. Puoi tornare a casa di corsa, se vuoi. (La seconda che ha detto, la seconda che ha detto, la seconda che ha detto, la seconda che ha detto, la seconda che ha detto)
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sabato, agosto 07, 2004 PORTO MONDO
La motivazione "troppi ritardi" è evidentemente una forzatura. E quella "motivi particolari" forse sarebbe andata bene per le trombate di Eriksson. Secondo me, semplicemente, non andava bene. Non andavano bene i metodi di Del Neri applicati alla squadra miracolosamente Campione d'Europa, e che come tale andrebbe forse guidata da un nome più che da un'idea o da una scommessa. Prenderanno Luxemburgo, che un nome - ridicolo - ce l'ha. Del Neri, invece, è un'idea e insieme una scommessa, con un nome così così. A queste cose bisogna crederci da principio, bisogna prepararsi a difenderle. Il Porto, che ha appena vinto una Ciempions Lìg irripetibile, si è già pentito della sua botta di vita, quella di chiamare un tecnico che ha distillato gioco e movimiento da un materiale apparentemente arido e ha incantato l'Italia per un paio di annetti. Ci hanno ripensato giusto in tempo, probabilmente perplessi dai metodi strani, dai colpi di genio e dagli integralismi di quest'uomo baffuto che non è abituato a indossare il frac delle alte sfere calcistiche. Gli hanno fatto firmare un triennale e poi gli danno il benservito: il calcio non è malato solo in Italia. E io, comunque, ho un'ipotesi tutta mia, che del resto avevo espresso fin dal principio. Ho subito pensato che il problema di Del Neri fosse la lingua. Non tanto il portoghese, perchè quello era ovvio che non lo sapesse e che avrebbe potuto costituire subito un discreto ostacolo. No, l'italiano. Del Neri è difficile da capire in patria, con quella erre moscissima e quel morsus inversus che lo fa parlare a denti stretti. Secondo me l'interprete non capiva l'italiano di Del Neri, e a quel punto non era facile tradurre alla squadra. Non era pensabile avere un allenatore che comunicava solo mettendo dei birilli sul campo. E' la dura legge del gol, come avrebbe detto un mio amico. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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venerdì, agosto 06, 2004 C'E' UN MEDICO IN SALA? Minchia. Dieci righe di referto sul mio ginocchio, e non ci ho capito niente. Sì, vabbe', ogni tanto compaiono vocaboli amici, e per alcune porzioni di ginocchio si capisce anche che va tutto bene. Ma per altre porzioni, invece, c'è un dispiego di terminologia specialistica che mi lascia nel dubbio più totale ed esposto ai venti dell'angoscia. Capisco che c'è qualcosa che non va, ma cosa? E soprattutto: quanto? Paroloni da ortopedico frustrato si alternato a parole vagamente poetiche, come "rima" o "plica", che non mi inquietano forse per la sola ragione che hanno le stesse vocali e la stessa metrica di "figa", vocabolo passepartout per pensieri, opere ed omissioni. Insomma, cazzo, ditemelo. Qual è il mio destino?
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