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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)














venerdì, agosto 27, 2004
 

AZZURRO MARE

Gran giornata. Ho sincronizzato supermercati, parrucchieri, nonni da salutare e automobile da controllare con canoa, pallavolo, salto con l'asta e basket. Fantastico. Il brutto viene adesso. Parto all'alba e vado in un posto senza tv, se non la mia mini-Bialetti che l'anno scorso prendeva solo Raidue (e fin qui tutto bene) e pure male (e qui mi dovrei sparare). La finale del basket sarà l'apoteosi della mia Olimpiade, comunque vada una impresa stratosferica. Ma dovrò ingegnarmi anche per vedere la pallavolo, che magari sfata la maledizione. E la maratona, cazzarola, la maratona. Vado al mare felice come uno che ne aveva le palle piene di stare in città, e disperato per i due giorni di Olimpiade che restano. Mi vedo già domani fare il rabdomante in giro per la casa, per orientare l'antenna e cogliere spezzoni di emozione, tipo Radio Londra, ma con molto più fruscio.

Un saluto a tutti, ci si vede tra un paio di settimane.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:35 |
 

E' TUTTO SBAGLIATO

La guerra è assurda e non fa distinzioni. La guerra è morte e bisognerebbe girarle al largo, tutti, in tutti i sensi. La guerra era finita il primo maggio 2003 e questa è la dedica - l'ennesima - a chi ci ha creduto, o a chi fa finta. Oggi ad Atene si gioca Italia-Iraq. Un po' assurda, come la guerra.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:08 |


giovedì, agosto 26, 2004
 

NO!

Sei su tredici mordono la medaglia. Anche voi, magiche e corpulente sirenette. Non so più a chi appellarmi. Giuro, fossi Ciampi lo direi nel discorso di Capodanno: "Che belle Olimpiadi, ma che bischeri quelli che mordevano la medaglia". Credo serva qualcosa di eclatante. Chessò, potrei invadere nudo la pista di Monza durante il Gran Premio mostrando il cartello "DON'T BITE MEDALS". Passerei alla storia, anche se per qualche giorno non potrei aggiornare il blog.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:25 |
 

CHAPEAU

Può darsi che resteremo con la medaglia di legno, ma la semifinale del basket vale tantissimo. L'ultima volta era stata a Mosca, 1980, giochi boicottati e quindi incompleti. Stavolta ci sono tutti e siamo nei primi quattro, grazie anche all'accoppiamento fortunato con Portorico, squadra improbabile, che ne ha dati 20 al Dream Team e ne ha presi dieci da noi. Ma dunque: se noi abbiamo dato dieci punti a quelli che ne hanno dati venti agli Usa, e considerando che noi  venti punti agli Usa li abbiamo dati tre settimane fa, di quanto vinceremmo la finale con il Dream Team, di ottanta? (Peccato che prima ci sia la semifinale con la Lituania, domani sera. Quelli sì che sono tosti, mica gli 'mericani).

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:00 |
 

E BRAVE!

Grandi, grandissime: non se ne poteva più delle greche.

Cinzia Ragus (white cap) of Italy looks to pass in the women's Water Polo quarterfinal game between Italy and Hungary, at the Main Pool of the Olympic Sports Complex Aquatic Centre in Athens, on 22/08/2004 © GETTY IMAGES/Daniel Berehulak

E anche tu, Formiconi: bravissimo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:35 |
 

CIEMPIONS

Gironcello mica facile. Il gruppo G mi ricorda il punto G, quindi mi piace. Però: il Valencia riconduce a freschi ricordi, tipo Cuper e un confuso assedio con Toldo e Farinos in porta. Il Werder Brema è una tedesca, quindi non si scherza affatto. L'Anderlecht è una mina vagante: vacua in quanto belga, ma intanto ha inchiappettato il Trap. Vabbe', ci attrezzeremo. Del resto:

Nell'irto percorso

verso la gloria

ogni ostacolo

è un gradino

sulla scala

dell'eternità

(ragazzi, il telecronista della ginnastica mi ha rovinato)

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Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:46 |
 

ILLUSIONE OTTICA

Cos'è?

[/aas/img/53716.jpg:

1. Statua di Cannavaro al Museo delle Cere.

2. Amichevole Inter-Canottieri Posillipo.

3. Pignoramento beni di Moratti.

4. Alla Pinetina non usano Perlana.

5. Solito scherzo a Lamouchi.

6. Mobbing per Toldo.

7. La visuale della porta di Bobo Vieri.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:57 |
 

MA BASTA!

Guarda l'uccellino! I parenti della sposa! Il taglio della torta! Cheeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeese! D'accordo, i fotografi sono gente tutta particolare, e anche il fotografo ha la sua routine, i suoi luoghi comuni, gli scatti immancabili, quelli che farli è banale e che non farli è snobismo puro. Però, cazzo, vogliamo smetterla di dire ai medagliati: "Mordi la medaglia"? Ma chi sorride più a queste pose, a parte i medagliati (che sorriderebbero per qualsiasi cosa, giustamente, essendo medagliati)? Avanti, ditelo: a chi fa ridere che il medagliato morda la medaglia? Diobono, è vecchia come il cucco 'sta cosa. Ma basta! Ma guardateli sul podio, questi poveretti. Salgono, li premiano, gli infilano l'alloro in testa, poi c'è l'inno e la lacrimuccia. Non è finita. "Le fotoooooooooooo". Occhei, si fermano sul podio. "Solleva la medagliaaaaaaaaa". E va bene, solleva la medaglia. "Mordi la medaglia, grazie". E no! Stop it please, ribelliamoci. Perchè devono mordere la medaglia, PERCHE'?

(tre pirla, tre morsi)

(tu quoque, Valentina)

(in quest'ultima foto, dopo il Movimento Cassina ecco la Variazione Benelli: approfitta della medaglia per limonare con la moglie)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:26 |


mercoledì, agosto 25, 2004
 

UN MITO CHE CADE

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:55 |
 

LA PERICOLOSITA' DEGLI SMS

Alla fine uno dei culi più pesanti l'hanno fatto a lui, il bellone marito della bellona, sputtanato davanti al mondo dal suo stesso avvocato. "Il mio cliente è un maniaco degli sms, si esprime così". Poteva dire "Il mio cliente è un povero pirla" e avrebbe fatto lo stesso effetto. Bettarini non chiama la sorella per dirle "Ciao, diobono, come stai?", ma le scrive un sms: "C, dbn, cm st? :-)". E così per cento, duecento volte al giorno, perchè si esprime così. Il giorno prima della partita manda 70 sms a Marasco, perchè si esprime così. Ma quale illecito, signor presidente, il mio cliente si esprime così. Cinque mesi gli hanno dato. Perchè si esprime così.

A proposito - e mi rivolgo alle femmine - se volete limonare con me, scrivetemi o telefonatemi. Non inondatemi di sms. Che se poi fanno un processo mi ci vuole un buon avvocato che salvi capra e cavoli. Vorrei evitare una figuraccia planetaria, ecco. La condanna, vabbè, sarebbe il minimo. (Altri) Cinque mesi senza limonare non cambierebbero le cose. Perchè io scrivo, scrivo, scrivo, ricevo complimenti, sì, ma bravo, ma che ridere, eccetera eccetera, ma limonate zero. E quando pulisco il mio cavo orale mi sento come Cenerentola. Sogno ancora, invano, una principessa azzurra che mi aspetti sotto l'ufficio a lingua spianata. Sarà per il 2005, altro piccolo scalino verso la definitiva andropausa.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:32 |
 

BLOGHDAD.SPLINDER.COM

Baldoni è uno di noi. Ha il suo blog su Splinder. Lo immagino fare le stesse cose che facciamo noi: il login, i post, i copincolla, i commenti. Questo lato della faccenda mi fa una certa impressione. Il cameratismo telematico ha un suo perchè, in questo gioco di angosce  represse, video inquietanti e ultimatum assurdi. Così come la pietà umana: spero che se la cavi, spero che le sue capacità affabulatorie lo tolgano d'impaccio, spero che si accorgano che Baldoni sul piatto della bilancia pesa zero, spero che davanti a quella faccia da guascone prevalaga il buon senso (che stronzata che ho detto: il buon senso. In Iraq. Che stronzata)

Baldoni non è come i quattro nostri rambo presi in ostaggio. In Iraq lui ci è andato armato di carta e penna, questo non va dimenticato. Anzi, va urlato, se possibile. Baldoni - secondo me bisogna dire anche questo - è però uno che poteva stare a casa sua. La voglia di avventura, la febbre della curiosità, la malattia dello stare dentro la notizia: uno che di mestiere fa il pubblicitario e per hobby va nei posti peggiori del mondo a prendere appunti e a raccontare, ecco, dovrebbe ogni tanto rassegnarsi. C'è il limite del buon senso (in questo contesto, è meno stronzata), c'è il credito con la buona stella che prima o poi si esaurisce. Gli auguro di tornare presto a Milano e di raccontarci perchè cazzo le ferie uno come lui le fa in Iraq, entrando con un convoglio non proprio autorizzato, andando nella città meno sicura dell'universo, prendendo appuntamenti con gente poco raccomandabile (eufemismo). Di Baldoni posso invidiare il sacro fuoco, ma non l'incoscienza. In fondo la vita è una, anche per lui che ha un blog su Splinder, moglie e figli a casa e una strana voglia dentro.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:19 |


martedì, agosto 24, 2004
 

ARRIDATECE IL CANONE

Oggi la Rai si è esibita nelle seguenti perle:

1. Sul risultato di Italia 0-Argentina 3, insisteva sul calcio riducendo a un quadratino la partita della pallavolo femminile. Tra l'altro, la cubana col numero 18 aveva un culo da favola, e nel quadratino non risaltava affatto (nel quadratino manco si leggeva il punteggio. Ecco una ragione per cui io preferisco i triangolini).

2. Mandava il Tg2 di mezza sera proprio a coprire una strepitosa finale dei 1500 maschili (El Guerrouj vinceva finalmente la sua prima medaglia d'oro olimpica, battendo Lagat in uno sprint durato un giro, l'ultimo, corso in 51", non so se mi spiego. El Guerrouj era un Chechi del mezzofondo, troppo più forte degli altri ma anche troppo più sfigato degli altri. Qualche mese fa, in piena preparazione olimpica, ha scoperto di avere l'asma)

3. Per dare spazio ai soliti siparietti di Mazzocchi & C., bucava clamorosamente l'unico record mondiale di questi giochi nell'atletica (asta femminile).

Ora scrivo al Codacons e chiedo lo sconto sul canone, per principio.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:57 |
 

IL MOMENTO OLIMPICO

Eccolo

cadde da un altro pianeta

due magli le cosce

due stantuffi i polpacci

ora buca le reti

e infrange i cuori

di uomini e donne

dal cuore azzurro

di nero striato

(no, scusate, è che invidio terribilmente la vena poetica del telecronista della ginnastica)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:38 |
 

MI MANCATE GIA'

Pare che tornino in traghetto, in quattro per cabina, col cestino da viaggio della Comitour.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:41 |
 

IL PROGRAMMA ODIERNO

Ore 16, pallanuoto femminile: Italia-Usa (semifinale)

Ore 17, calcio maschile: Italia-Argentina (semifinale)

Ore 18.30, pallavolo femminile: Italia-Cuba (quarti di finale) (è il momento tecnico centrale dell'intera giornata: le cubane giocano con il body)

Ore 19, atletica leggera maschile: 200 metri (quarti di finale) (c'è Andrew Mortacci Howe)

Ore 21, tiro allo svizzero (preliminari)

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Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:21 |
 

MOVIMENTO CASSINA

Intanto, mi si consenta un'autocelebrazione. In questo blogghetto dove si parla preferibilmente di Inter e di figa, un annetto fa avevo dedicato un post a Igor Cassina e Matteo Morandi, all'epoca neo-medagliati ai Mondiali di ginnastica, celebrandone le gesta in uno sport avaro di soddisfazioni per l'Italia e prodigo invece di fatica e bocconi amari. Una fatica oscura, a riflettori spenti, a palcoscenici sbarrati. Una vita spesa in palestre polverose a rifare lo stesso esercizio. Agli antipodi del calcio, dove se azzechi per sbaglio un colpo di tacco ti fanno tre pagine sulla Gazza. Nove giorni fa, invece, il 14 agosto, primo giorno di gare, avevo segnalato lo strepitoso esercizio di Cassina agli obbligatori. Insomma, non sono un pirla. In questo blogghetto si parla di Inter e di figa e si mastica ginnastica.

Di Cassina invidiavo, a priori, la tecnica. Il fatto di avere proposto per primo un movimento alla sbarra, il Movimento Cassina appunto, lo rendeva a suo modo immortale, sempre che al mondo si trovi gente con i controcoglioni in grado di perpetuare il rigore del Movimento Cassina. Comunque, Cassina passerà alla storia, e lo invidio per questo. Limonata Settore, o Trombata Siffredi. No, non esistono. Movimento Cassina. Lui è più avanti.

Ieri sera Cassina ha fatto un esercizio pazzesco in una gara pazzesca, non tanto per il livello, quanto per il fatto che il pubblico si era ribellato al giudizio scandaloso dato all'esercizio del russo, con un giudice malese e un giudice canadese probabilmente incapaci di intendere (di volere sì, erano capaci). Dieci minuti di fischi, mai vista una roba così, nello stesso palazzetto dove si era concretizzata la Grande Farsa di Tampakos e dove il pubblico-non-greco si era rotto i coglioni. Alla fine i due ubriachi avevano corretto il giudizio - anche questa, secondo me, è un'aberrazione - ma senza cambiare la posizione del povero russo, che aveva fatto un esercizio un po' da saltimbanco ma certamente molto più ricco e divertente dei due travet che lo avevano preceduto. Poi era arrivato il secondo gemello Hamm, quello che ha preso l'oro del concorso individuale, e forse solo per i meriti pregressi è andato in testa, tra altri fischi.

Poi è toccato a Cassina, al Movimento Cassina e a una serie di altre cosette che hanno staccato il nostro dagli altri, anche se i giudici gli hanno dato lo stesso voto di Hamm e Igor ha vinto grazie a uno scarto maggiore, roba di millesimi di punto, quando invece la differenza era solare. Pazienza: per come vanno le cose al palazzetto della ginnastica, accontentiamoci di questo fotofinish. Un oro che premia un grande interprete. Si può essere grandi e fare i guasconi, alla Chechi. Si può essere grandi e farsi i cazzi propri, come Cassina. Che se ne è fottuto del clima incandescente. Che ha sfiorato la perfezione. E che ha avuto paura solo al momento dei giudizi, che non arrivavano mai. I giudici confabulavano, prendevano appunti. Avevano appena rischiato il linciaggio e avevano deciso di andarci piano. Io ho letto distintamente il labiale del giudice malese e di quello canadese.

M.: Uè, cosa facciamo?

C.: Mah, tu cos'hai scritto?

M.: Aspettavo te.

C.: Pirla, stavo telefonando.

M.: Cazzone.

C.: Riassumi.

M.: E' stato bravo, mi pare.

C.: Al greco quanto hai dato?

M.: Non c'è nessun greco. Aspetta che controllo. No, nessuno.

C.: Allora che cazzo me ne frega.

M.: Dai, figa, che aspettano.

C.: Nove e ottanta va bene?

M.: Massì.

C.: Vado a pisciare.

M.: Vengo anch'io, tanto adesso c'è un giapponese.

C.: Non trovi che c'è poca figa?

M.: E' la gara maschile.

C.: Anche questo è vero.

M.: Nove e settantacinque!

C.: Ma non l'hai nemmeno visto.

M.: No, ma mi fido.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:59 |


lunedì, agosto 23, 2004
 

IGOR!

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:37 |
 

SCANDINAVIA? AHIAHIAHIAHI

Ieri ho imparato tre cose:

1. Si può vincere un oro olimpico anche a 44 anni.

2. Si può vincere una medaglia agli anelli anche con mezzo braccio in meno, la giuria contro e dopo essersi ritirati due volte.

3. Si può rubare uno dei quadri più famosi al mondo senza inventarsi nulla. E cioè entrando dalla porta, staccando il quadro dal muro e uscendo dalla porta. (Provateci voi a fare un film sul furto dell'Urlo di Munch. La sceneggiatura è lunga mezza paginetta. Manco un corto, si può fare) (Il quadro non era assicurato. E poi dicono che gli scandinavi sono efficienti)

(nella foto, i ladri portano via l'Urlo di Munch. Solo per una questione di fretta non si sono fermati a sorridere al fotografo, ma avrebbero potuto farlo)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:25 |
 

GENTE CAZZUTA

Dovessimo disaggregare il nostro medagliere togliendo le medaglie della scherma, scenderemmo di venti posizioni. Ma è un esercizio antipatico: allora bisognerebbe togliere al Giappone gli otto ori del judo e vederlo scendere di cento posizioni, e così via. Più inquietante una questione etnica: dovessimo togliere le medaglie dei toscani, scenderemmo di trenta posizioni. La Toscana Indipendente avrebbe più medaglie della Bielorussia o dell'Olanda. Da lombardo mi inchino e anzi annoto: uno dei pochi lombardi medagliati, Cassarà, ha un cognome siciliano e ha l'accento toscano, perchè si allena da così lungo tempo con pisani e livornesi che lui, bresciano, ha lasciato imbastardire uno dei più marcati accenti esistenti sul mercato, il bresciano appunto.

Oggi le emozioni sono state toscane. Un 44enne alla sua quinta Olimpiade, che era il più anziano atleta italiano ai Giochi e che disputava ad Atene la sua ultima gara ufficiale, ha vinto l'oro. Per me è una cosa fantastica. Lode ad Andrea Benelli e ai suoi controcoglioni, perchè io io piattelli manco li vedevo dalla poltrona.

Tre righe per Benelli, mentre su Chechi scriverei un libro. Chechi è forse l'atleta italiano singolo che mi ha emozionato di più in assoluto. Nel 1996 passai la notte in bianco per aspettare il suo esercizio agli anelli, che se non ricordo male fu verso le sei di mattina. Mi ero calato nei panni di uno che aspetta per quattro anni un'Olimpiade, quella di Barcellona, e due mesi prima si rompe. E quindi si ricuce, e lavora altri quattro anni e arriva ad Atlanta, ed entra in finale, e si ritrova sulle spalle il peso di otto anni di attesa, che in realtà sono molto di più, anni passati a farsi il culo senza che nessuno mai ti caghi, se non quel paio di volte l'anno che si ricordano che ci sei perchè vinci un Mondiale, un Europeo o una Coppa del Mondo. Mi ero sistemato il televisore vicino al letto, avevo puntato la sveglia, avevo lasciato la tapparella alzata. Precauzioni inutili, perchè non chiusi occhio finchè non lo vidi vincere.

Chechi era uno che si sarebbe meritato molto di più. Dominatore in specialità dominate storicamente da altri, interprete strepitoso di un gesto che è armonia e potenzia insieme, un fisico pazzesco costruito intorno a una gabbia normale, anzi da piccoletto. Avrebbe stravinto anche a Sidney, ma due mesi prima si è rotto, e stavolta il tendine non era della gamba ma del braccio. Gli dissero che non solo la carriera era finita, ma che da lì in avanti avrebbe fatto fatica anche a fare ciao ciao. Il tendine non gliel'hanno riattaccato all'osso ma al muscolo. Con un ex-atleta si può anche non sottilizzare.

Per questo, al di là dell'affare-Tampakos e al di là del bronzo, quello che ha fatto Chechi (a 35 anni, con un braccio a mezzo servizio, dopo quasi tre anni di inattività) è roba da leggenda. Il cuore me l'ha fatto battere come otto anni fa, uguale, e dalla mia postazione strategica sul divano, con un filo di groppo in gola, non so fare altro che dirgli grazie.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:35 |


domenica, agosto 22, 2004
 

FACCE DI BRONZO

Greek gymnast Dimosthenis Tampakos performs his routine on the rings during the qualifiers for the men's artistic gymnastics competition on 14/08/2004 © ATHOC / ANA / NIKOS PARASCHOS

Chissà se un giorno ne parlerai, Dimostenis Tampakos, della tua medaglia d'oro un po' così, un po' regalata, un po' cumulativa, un po' necessaria, un po' riparatoria. In una parola, un po' rubata. Una medaglia già assegnata prima che tu ti facessi issare sugli anelli e ti esibissi in un esercizio un po' così, da quinto posto, un po' come la tua faccia, una faccia da quinto posto. Ma in fondo non bisogna prendersela con te, che coerentemente al tuo valore e alla pressione cui eri sottoposto hai eseguito un esercizio da quinto posto. Bisognerebbe prendere uno a uno i giudici e chiedere anche a loro la stessa cosa, guardandoli bene in faccia: chissà se un giorno ne parlerete mai di questa medaglia d'oro agli anelli, medaglia che avete fatto recapitare già bella e impacchettata al legittimo destinatario, di cui forse non avete visto l'esercizio, o eravate distratti, o semplicemente pensavate ad altro, visto che il voto l'avevate già scritto.

Tampakos, è naturale, aveva già vinto l'oro da qualche giorno. Alla Grecia ferita, stravolta, scippata di una bella fetta dei suoi miti sportivi - miti dopati - bisognava fare arrivare un risarcimento, di immagine e di metallo nobile. E Tampakos era l'uomo giusto. Bisognava che l'ultimo mito rimasto fosse in qualche modo premiato e consolidato nell'unico modo possibile, una medaglia d'oro. Ovvio che la faccia da quinto posto non costituisca di per sè un motivo valido per parlare di farsa. Ma l'esercizio da quinto posto sì. C'erano almeno quattro ginnasti su otto che stasera meritavano di passare davanti a Tampakos, e non è successo. La Grecia dopata è stata risarcita dopando la medaglia di un atleta pulito ma sconfitto. In una disciplina dove non conta il cronometro o il contapugni dopare una medaglia è un gioco da ragazzi. L'esercizio da quinto posto di un ottimo interprete degli anelli può diventare facilmente il primo. Innanzitutto, si sorteggia l'atleta in questione come primo: non avrà termini di paragoni. Gli si dà un punteggio alto. Il resto viene da sè, e si inculi la Mondovisione.

Chechi non avrebbe vinto, Morandi non sarebbe andato al di là del quarto posto. Il bulgaro, chi se ne fotte. No, la questione è una sola: ha vinto uno che non meritava. Ma sarebbe stato troppo, per la Grecia, vedere vacillare l'ultima certezza in un palazzetto che ribolliva, e in una serata che doveva diventare storica, volente o nolente. E allora faccia-da-quinto diventa primo, la bandiera di casa si issa sulle altre e Pierre De Coubertin, detto Nureyev, fa quindici piroette e dalla tomba scongiura di fermarlo, che vuole scendere.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:56 |


sabato, agosto 21, 2004
 

LO ZIO DEI FRATELLONI

Senza la scherma avremmo il medagliere della Slovacchia. Senza il canottaggio, avremmo lo stesso medagliere. Per carità, lode ai due bronzi di stamattina: lode a loro, ai rematori, gente tosta comunque vada. Ma vogliamo parlare del loro condottiere, per non dire duce? Il mitico La Mura, ancor più mitico zio dei leggendari fratelloni Abbagnale? La Mura non dev'essere un pirla, se dopo il tramonto dei suoi nipoti ha comunque tenuto in piedi la baracca e  ha tratto dal movimento del canotaggio un gran numero di medaglie, coppe e targhe tra Olimpiadi, Mondiali e campionati vari. Come personaggio, però, La Mura non è simpatico e come tecnico, come dire, comincia a fare acqua. Ad Atene ha portato una delegazione della madonna, adeguata agli obiettivi della madonna che si era posto: nove barche, sei finali e forse sei medaglie. Dopo la cerimonia inaugurale, a domanda "Quante?" la risposta era stata "Meno di tre è un fallimento". E credo che La Mura intendesse "meno di tre ori". Dev'essere un giocatore di poker, La Mura, perchè lui sapeva - noi no, ma lui sì - che Pettinari aveva una costola incrinata, e che quindi uno dei tre equipaggi predestinati all'oro era già bell'e condannato. L'otto, annunciato come sorpresissima, è stato una mezza pippa. I due bronzi di stamattina hanno mantenuto le promesse da podio, solo che Sartori e Galtarossa erano oro certo, lo sono stati fino a stamattina, e invece dopo mille metri hanno finito la birra. La Mura se ne è stato rintanato una settimana in albergo e la sua Federazione ha dovuto rompergli parecchio i coglioni perchè spiegasse ai giornalisti e all'Italia il perchè del mezzo disastro. Alla fine ha fatto passare da sotto la porta un comunicato, in cui spiega che l'Italia ha fatto il suo e che la colpa è degli altri, che sono andati molto forte e che sono tanti.

Lo chiedo al Coni: e se ci cercassimo lo zio di qualcun altro?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:11 |


venerdì, agosto 20, 2004
 

ORO & ORO

L'oro pesa uguale. Al limite, ha retrogusti diversi. L'oro di un grassottello che vince nel giardino d'altri è abbastanza impagabile, diciamolo. Ma anche gli ori presi nei nostri giardini, negli sport o nelle specialità dove abbiamo una tradizione secolare, hanno un loro perchè. Sono ori, come dire, affettivi, rispetto agli ori inaspettati o stupefatti o adrenalinici di altre situazioni. L'oro nella marcia è come gli ori della scherma, una vittoria che ha padri, nonni e bisnonni, e non sono ori più facili solo perchè questo è il nostro giardino. Anzi. L'urlo sfigurato di Montano e della Vezzali vale come il sudore copioso di Brugnetti, uno che marciava 50 km. e poi ha scelto i 20 (fanno tutti il contrario, una legge naturale) per portarsi a casa il trofeo più prezioso, in  un'altra specialità che consideriamo un mese sì e quattro anni no. Scherma e marcia non hanno nulla in comune, se non la triste prospettiva di trovarsi tra i rami secchi dello sport (la scherma la stanno già sfrondando, come sappiamo) e che magari tra due o tre edizioni lasceranno il posto al triathlon o allo skateboard. Per intanto, ecco, prendiamo e portiamo a casa. Sono ori che vengono da lontano e profumano di antico. E che al Cio si inculino, voglio dire.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:02 |
 

LO ZIMBELLO

Per vincere l'oro olimpico del tiro con l'arco ti ci vogliono due maroni così, perchè ti mettono in mano un attrezzo che pesa un tot, ti posizionano il bersaglio a distanze assurde e tu devi prendere sempre il centro, una freccia dopo l'altra, un avversario dopo l'altro, perchè altrimenti vai a casa. E' la dura legge del dardo e non ci sono cazzi. Non so se avete mai visto dal vivo una gara di tiro con l'arco. Ha un suo fascino. Quando tirano da molto lontano senti l'insistito sibilo della freccia e poi il rumore secco del bersaglio trafitto. Se hai occhio, la freccia la vedi proprio e cerchi di accompagnarla, un'ombra che passa, una frazione di secondo, un fruscìo impercettibile, prima dello stoc! di fine corsa. C'è silenzio, anche se li vedi tutti lì ammassati uno di fianco all'altro, tutti vestiti soprattutto di bianco, tutti a puntare, mirare, fuoco. C'è silenzio, ci sono i sibili che messi insieme diventano quasi un fischio e tanti stoc!, uno dietro l'altro, tipo quando ti grandina sui vetri. Nelle gare normali ci si fa una passeggiata verso il bersaglio, si recuperano le frecce e si contano i punti. Chi ride, chi prende appunti, chi si incazza e chi bestemmia, ma con molto aplomb.

Marco Galiazzo è dell'83, generazione post-mondiali di calcio, uno di quelli che non potrà nemmeno dire che era piccolo. E' alto 1.80 e pesa 93 chili. Ha un faccione da viceparroco, simpaticone e sfigato insieme. Un fisico da capo scout che si imbosca nella tenda-cucina. E' il contrario di Thorpe. E' agli antipodi di Antonio Rossi. E' un normalone, tendente all'improbabile. Eppure ha vinto la medaglia d'oro olimpica nel tiro con l'arco, primo italiano nella storia, segno che gli occhiali da miope glieli hanno tarati bene, che l'ansia per lui è uno stato sconosciuto, che il cervello gli funziona a meraviglia, che il braccio non gli dondola, che la calma non gli fa difetto e che sopra il cavallo di quei pantaloni troppo larghi, peraltro adatti a contenere la sua pancetta con maniglie, penzolano insospettabilmente due maroni del tipo di cui sopra. Alle interviste del dopo gara quasi non sapeva cosa dire. Mi ha fatto tenerezza quando ha ricordato che a Padova lo prendono in giro da una vita. Non faccio fatica a crederlo: bruttarello, grassoccio, pretesco e tiratore con l'arco in una città ricca e potente e piena di calciatori, rugbisti, cestisti, pallavolisti e chi più ne ha. Mi sembra di vederli, i suoi amici, sbellicarsi dalla risate quando vedono il Marco che mette il cappello da Gato Barbieri e va a tirare le frecce, invece che andare all'happy hour del Pedrocchi. Adesso tornerà a Padova con i suoi 10 chili di sovrappeso, il suo faccione da bambino non svezzato e una medaglia d'oro appesa al collo: al limite aspetterà sul fiume il passaggio di qualche cadavere, ma mi sembra uno di quelli che non cambiano, e sarebbe davvero una gran cosa. Con quell'età, quella faccia e quel fisico da Cral delle Poste, con quel cuore che non batte alla cazzo come a noi mortali di fronte a un bersaglio importante e lontano, questo diacono di Sherwood (Pd) può vincere l'oro almeno fino ad Arcore 2028.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:30 |


giovedì, agosto 19, 2004
 

RICOSTRUZIONI

 E vabbe', ditelo no? Aveva appena fatto un trapiantino di capelli e mica poteva andare in giro con le croste. (Curioso, 'sto premier. Gli altri fanno la settimana bianca e lui fa il lifting. Gli altri vanno al mare e lui fa il trapianto di capelli. E chi è, Nembo Kid? Pezzo per pezzo, tra due anni ce lo ritroviamo tipo Sandy Marton)

Per esempio, anch'io quando qualcosa non va mi copro. Mi sembra normale. Mi girano i coglioni? Mi metto la conchiglia. Ma dico io, c'è bisogno di tutto 'sto can can?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:40 |
 

LE OLIMPIADI DI BOBO

TIRO ALLA FIGA. Stamattina il Giorno spara la consueta foto a colori in prima pagina, larga quindici-sedici colonne e alta mezzo metro, sul ritorno al calcio giocato di Bobo Vieri. Tralasciamo la scelta editoriale, come se al mondo non esisteressero le Olimpiadi o l'Iraq, tanto per dire. Bobone non riluce in maglia nerazzurra, ma compare in costume da bagno, ripreso da un teleobiettivo. E' sorridente e rilassato. E' inequivocabilmente sul ponte di uno yacht, dove si è goduto l'ultimo pomeriggio di libertà. A sinistra c'è Bobolone. A destra c'è un culo. Il culo appartiene ad Alessandra Grillo, starlette (uso volutamente questo termine che non vuol dire un cazzo). In un riquadrino, dove francamente non si capice una sega, sembra di vedere la Grillo baciare il petto di Vieri, o Vieri palpare la Grillo, vabbe', non sottilizziamo. Dunque Bobo torna a giocare, come si capisce dalle foto. Manca un commento dalla Canalis, ma arriverà.

MUSO SINCRONIZZATO. Oggi l'Inter batte un altro record: gioca tre partite in quattro ore. Prima un improbabile triangolare con Novara e Iraklis (perchè non con Maceratese e Skonto Riga, o Guanzatese e Sparta Trnava?) nel tardo pomeriggio, e in serata partitone a Marassi con il Genoa. Mancini - tranquillo Mancio, il Guinness l'ho chiamato io - sarà in panca in tutte e tre le partite. I giocatori, invece:  18 a Novara e 18 a Genova, tutti diversi. I titolari sono a Genova, ma con Cruz (partente, si dice). Riserve e riservissime sono a Novara, ma con Vieri e Recoba (minchia!). Spero di vedere in serata il solito fotoservizio dell'Inter. Sono quasi come Lombroso: guardo il muso di Vieri e posso dirvi, tra rughe d'espressione e angolazione della basletta, se è voglioso, sereno, triste, incazzato, molto incazzato o semplicemente un ex. Confido nel fotografo.

(p.s.: pubblico la foto per gentile concessione della Dipag.com)

(p.p.s.s.: scherzo, ovviamente. Ma che è sta Dipag?)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:15 |


mercoledì, agosto 18, 2004
 

BUONA LA PRIMA

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:03 |
 
IL DRESSAGE

Philippa Funnell of Great Britain aboard Primmore's Pride celebrates after competing in the individual three day eventing dressage competition, at the Markopoulo Olympic Equestrian Centre Dressage Arena in Athens, on 16/08/2004 © GETTY IMAGES / Andy Lyons Non conosco nessuno del Cio, di nessun Paese, chessò, neanche di San Marino, che a San Marino - fatto un veloce calcolo del rapporto popolazione residente-membri del Cio - uno del Cio magari lo incontri dal lattaio. Ecco, arrivo al punto. Se conoscete qualcuno del Cio, gli potete chiedere perchè hanno tolto il fioretto a squadre femminile e hanno tenuto il dressage? Ogni volta che vedo questo sport (?) e sento il commento (?) di Claudio Icardi (!), guardo l'orologio per vedere non l'ora o il mese: l'anno. Come cazzo si fa, dico io, a mantenere negli sport olimpici questa esibizione a metà tra il circo Orfei e la convention del Rotary? Me lo chiedo ogni quattro anni, invano. Qualcuno esperto di equitazione mi dirà: caro Settoruccio, il dressage fa parte del concorso completo, e quindi, caro Settoruccio, come si fa a levare il dressage? Ma io infatti non voglio fare figli e figliastri degli sport assurdi. Si leva il concorso completo, zac, via. C'è il salto ostacoli, che è bello e spettacolare, stop. Uomo e cavallo possono essere gratificati, quanto a binomio millenario, dal salto ostacoli. Che s'inculi il concorso completo. Ma voi l'avete visto ieri il cross country, con questi fighetti che correvano su un prato e ogni tanto saltavano strani ostacoli (tra cui una barca) e guardavano l'orologio, perchè dovevano arrivare entro un certo limite, non prima e non dopo? Allora, a questa stregua, perchè non ammettiamo alle Olimpiadi:

1. Bridge

2. Cena dei Lions

3. Canasta

4. Caccia al tesoro

5. Pesca di beneficenza

E' mai possibile che nel 2004 si debba guardare un cavallo che saltella di sbieco, cavalcato da uno col cilindro?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:31 |
 

MOMENTI OLIMPICI

Nei grandi eventi la Rai, muovendosi scompostamente alla ricerca dell'audience massima e cercando di dilatare manifestazioni già dilatatissime come un'Olimpiade, tocca spesso il peggio. L'edizione del Tg2 (senza uno straccio di notizia) piazzata in mezzo alla cerimonia inaugurale, insieme a una pletora di spot, aveva già fatto capire qualcosa. Stiamo proseguendo a suon di dirette taroccate (vedi una cosa, metti il Televideo o guardi su Internet e scopri che è già finita: clamorosa la differita del calcio, ridicola quella della finale di Sanzo: ma credono che siamo imbecilli?) e teatrini di quart'ordine, dove telecronista ed esperto al fianco vedono un'Olimpiade tutta loro e si divertono un casino. Accendo la tv - probabilmente sono sfigato io - e trovo sempre il softball. Ma diobono, non c'è nient'altro? Chi ha deciso che il softball ha la priorità?

Vabbe', ma questi sono particolari. Su tutto grava un'ombra immane, un'ombra marrone e maleodorante, a forma di stronzocumulo, quella della "Momenti olimpici", una delle più clamorose truffe che la Rai abbia mai messo in piedi ai danni degli utenti e che di fatto parifica la Tv di Stato, cui paghiamo un canone, alla più modesta tv privata, che vive delle pubblicità di cartomanti e pornochat. Come già agli Europei, compare il sondaggio via Sms. Agli Europei, dove la presenza era più contenuta, i quesiti erano demenziali tipo "Meglio Totti o Del Piero?" o "Meglio primi o a casa subito?", facendomi temere che prima o poi arrivasse un "Meglio il culo o le tette?". Qui no, qui siamo alla scelta del momento olimpico, roba da massimi sistemi. La cosa vomitevole è che piazzano 'sta roba al termine di un presunto Tg Olimpico e che a proporla sono i giornalisti di Rai Sport, che lo offrono sul piatto come fosse una roba seria. Gente che prima hai sentito fare la telecronaca e che poco dopo ti chiede se ti ha emozionato di più Bettini, Thorpe o la Pellegrini. Al costo di milleduecento lire a botta, per chi ha pazienza di leggere i sottotitoli, e di qualche altra frazione di euro per gli sms ricevuti, perchè sicuramente poi ne arrivano per dirti "grazie per la tua risposta" eccetera eccetera.

La presenza dei giornalisti nelle televendite è costato qualche provvedimento disciplinare - da varia gente di Controcampo fino a Giletti - perchè sussiste un divieto ai giornalisti di fare pubblicità, soprattutto se all'interno della trasmissione che conduci o a cui partecipi. Tanto per fare un esempio, Monica Vanali faceva l'agghiacciante pubblicità dei computer Acer con l'arbitro Cesari, e l'hanno segata. Ora, che i telecronisti della Rai vendano una truffa via sms all'interno delle trasmissioni olimpiche, in coda a un Tg Olimpico, dando notizie olimpiche e sfoggiando una faccia da culo olimpionica, mi sembra una tale presa per il culo per l'utente medio e per il pagatore di canone snob - io - che porca puttana, andrei a denunciarli. Che se li ficchino in culo i loro sms. E dove cazzo è il Codacons?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:20 |
 

CHE SPORT E'?

Zhiyong Shi

1. Salto del peso.

2. Corpaccione libero.

3. Tuffo vestito.

4. Salto in alto (primo turno qualificazioni, cm. 20)

5. Trauma cranico.

6. Getto del pesista.

7.  Inciampo nel peso.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:16 |
 

IL BIGINO

Seconda, terza e quarta giornata. Via, dai.

Il meglio: Federica Pellegrini, che un giorno si mangerà le braccia fino ai gomiti. Il mistico Pellielo, che spara e vede Iddio. La staffetta 4x200 stile libero, che ha vinto l'oro dei normali. Sanzo e Cassarà, che non torneranno a mani vuote (Sanzo, però, diobono, sei un rompicoglioni: mi stava più simpatico il francese, guarda). Quelli del basket e della pallavolo uomini, che perdono in piedi. Quelle della pallavolo donne, che vincono e hanno discreti culi, diciamolo.

Il peggio: la squadra di judo, che doveva vincere quattro medaglie e invece sono quattro pippe. Quelli della pistola, che sono dei pistola. Rota, che tornerà a mani vuote. Quelli del baseball e del softball: ovvero, riempirsi di oriundi e scoprire che si fa schifo uguale.

(il fatto è che domenica ero a Gardaland, lunedì avevo 39 di febbre e martedì ero deboluccio. Oggi, mercoledì, torno a tempo pieno)

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:04 |


domenica, agosto 15, 2004
 

PRIMA GIORNATA

IL MEGLIO. Ringrazio Bettini per avermi fatto sprecare un palpito. Da domani il ciclismo tornerà per me un sport per il quale non palpitare, ma oggi mi è piaciuto veder vincere Bettini, soprattutto vedere come ha vinto. Correre da favorito, specie nel ciclismo, è sempre un gran casino e lui lo sa bene (un paio di Mondiali da favorito li ha già corsi, regolarmente inculato). A un certo punto della gara ha deciso di vincere e a ha vinto. Ha una bella faccia un po' coppiana, e questo non stona. Mi è piaciuto veder vincere anche Montano, mi piace la sua favola del nonno figlio e nipote tutti medagliati, roba da Guinness. La sciabola è una specialità un po' del cazzo, diciamolo, con quegli assalti che durano un amen e che assomigliano a delle risse-lampo. Ma quando sul 14 pari vedi uno allungarsi e toccare, beh, leviamoci il cappello. Altre emozioni dalla ginnastica. Due azzurri in finale gli anelli, e uno è Chechi, altra favola. Strepitoso esercizio alla sbarra di Cassina. Una medaglia nella ginnastica - tra russi, cinesi eccetera - è una medaglia che vale triplo, quindi tifo sperticato. Grandi Sartori-Galtarossa nel canottaggio: se non prendono l'oro questi, chi lo prende?

IL PEGGIO. Nuoto così così. Boggiatto beffato è quarto. Rosolino è quinto. Dice: ho 4 anni in più di Sidney, e non è solo esperienza. E' fatica, voleva dire. Aggiungo io: non è che uno può trombarsi Roberta Capua e pretendere di vincere le Olimpiadi. O l'uno o l'altro. Brembilla, come al solito, alle Olimpiadi diventa uno qualsiasi. Se facessero gli Europei due volte l'anno sarebbe un mito. Invece gli tocca anche andare alle Olimpiadi, che sfiga.

Gymnastics Artistic picture, Alberto Busnari of Italy competes in the horizontal bar at the men's artistic gymnastics competition on 14/08/2004 © GETTY IMAGES / Robert Laberge

(nella foto Busnari, derubato al cavallo con maniglie)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:53 |


sabato, agosto 14, 2004
 

E DUE!

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:18 |
 

E TRE!

Vabbe', dai, era solo per stemperare l'emozione.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:18 |
 

E UNO!

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:11 |


venerdì, agosto 13, 2004
 

L'INVIDIA DEL PENE

Mentre il mondo freme per le Olimpiadi ormai prossime al via, e attende di sapere se l'ultimo tedoforo è drogato oppure è scemo (cadere in moto il giorno prima dell'inaugurazione, tzè, mavaffanculova'), ci sono sacche di resistenza qua e là, dove l'eco dei Giuochi arriva lontano. Per esempio, a Srinagar i soldati dell'esercito indiano danno prova di sè in alcune esercitazioni - tipo questa - allo scopo di favorire le relazioni tra i cittadini del Kashmir e le forze armate indiane. Un fine lodevole, non c'è che dire. Non so, ma sono rimasto almeno un quarto d'ora a rimirare questa fotografia. E intanto il mio orecchio era teso al telegiornale, notiziario olimpico, una figata: in Grecia un duecentista idolo nazionale salta il controllo antidoping e poi - dice lui - cade dalla moto insieme a un'altra velocista, parimenti idola nazionala. Perchè hanno saltato il controllo, questi due geni, e soprattutto, dove minchia andavano in moto? (Questa domanda se la stanno facendo anche la moglie del velocista e il marito della velocista). Insomma, Kenteris mi sta sul cazzo. Un velocista bianco europeo e pure greco favorito dei duecento metri salta il controllo antidoping, salta la cerimonia inaugurale dove doveva - no, dico, mica cazzi - accendere il braciere. Ma diobono! Kenteris, MI STAI SUL CAZZO! Ecco, forse per associazione subliminale ho depistato tutto il mio sconcerto verso questa foto, dove il cazzo ha un suo ruolo pregnante. La trave, intanto, è un evidente simbolo fallico. I cinque soldati appesi per le gambe sono avvinghiati alla trave con la zona pubica, un florilegio di cazzi e pacchi che non vi dico. E infine lui, l'uomo in alto, che si regge in equilibrio con l'uccello, consegnandosi ai posteri come l'uomo che con il suo cazzo cerca di favorire le relazioni tra Kashmir e India. Viva il cazzo, viva il Kashmir. Viva i Giuochi Olimpici. Viva la figa (no, scusate, ora mi è scappato l'occhio alla foto del post sotto. Fate come me, seguite la Nazionale australiana di Beach volley: sarete più felici).
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:47 |
 

CI SIAMO/2

Australian beach volleyballer Nicole Sanderson gives hidden signs to her partner during a practise session in the Faliro Olympic Complex. © ATHOC/EPA/K.NIETFELD

Ogni cosa, ormai, mi parla di Olimpiadi.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:07 |


giovedì, agosto 12, 2004
 

CI SIAMO

Il primo allenatore ubriaco (Lettonia, atletica leggera) è stato rispedito a casa: non era neanche in grado di salire sull'aereo. Vabbe'. Ma la più bella arriva dalla Corea del Sud: la portabandiera alla cerimonia inaugurale di domani sarà una pallavolista alta 1,83, e gli uomini sono tutti più bassi. Allora hanno richiamato un ex-cestista di quasi due metri. Ha 50 anni, ma farà la sua figura. Viva le Olimpiadi. Non vedo l'ora.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:13 |
 

MI FACCIO TENEREZZA

Ogni volta che esce il calendario del campionato, la prima cosa che faccio è guardare dove si gioca l'ultima partita. E' sempre così, da anni e anni. Per la cronaca: a Milano, Inter-Reggina. (sospiro)

(nella foto, un momento dell'ultima partita del campionato 2001-2002. Non so se ve l'ho mai detto, ma c'ero)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:33 |
 

COLPO DI SCENA

- Buongiorno.

- Buongiorno.

(la Trucidona non c'era. C'era un uomo, un piccoletto. Buona mano per le punture. Due minuti ed ero fuori)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:28 |
 

SE IL BUON GIORNO

A Mediaset sono già belli inquadrati. L'ordine di servizio - spargere merda sull'Inter - non è mai stato ritirato. Dev'essere ancora appeso in bacheca. In ogni caso, è inciso a fuoco nei cervelli redazionali. Basta un preliminare in Svizzera e zac!, tra una "sciabolata" e un "non va" arrivano i primi commentini, i primi risolini, le prime ironie. Che ti venisse una tracheite. E anche un po' di alopecia. Massì, che ti si allarghi quella riga lì che sembra fatta con la squadra e il goniometro. Che ti vietino le televendite di Controcampo. Che ti taglino dal palinsesto. Che non ti rimborsino i bond della Parmalat. Che ti venga una disfunzione erettile. Senza rancore, eh?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:21 |
 

VA BENE

Mi è rimasto addosso un po' di Complesso di Helsingborg, affezione psichica che ti fa sottovalutare certe situazioni per poi fartela nei pantaloni quando le affronti. E anche se facevo lo sborone, la Juve di ieri sera mi ha ricordato che questi cazzo di preliminari sarebbe molto meglio evitarli (peraltro, ci sarebbe un modo bellissimo per evitarli, ma sono 15 anni che non lo adottiamo). Per questo, insomma, mi incasello tra i moderatamente contenti. Contento perchè la squadra gioca, crea, si sbatte, poteva chiudere 3-0 il primo tempo. Moderatamente perchè abbiamo una tenuta di sessanta minuti e precipitiamo nello solite amnesie difensive. Uscire imbattuti da Basilea non è una banalità, pensare che potevamo uscire vincenti mi dà sollievo e qualche rimpianto.

Veron è durato mezz'ora, Stankovic molto di più ma ha finito con le ginocchia rasoterra. Cambiasso e Recoba palliducci. Dietro: Cordoba meglio di tutti gli altri messi insieme, con Toldo già in forma (questa era ironica). Ze Maria va a sprazzi, ma ha preso un palo e gli hanno respinto sulla linea una punizione-gol: non è affatto scarso. Davanti c'è un giocatore grandissimo e quindi attacchiamoci a lui, come in quei trenini che si fanno a Capodanno. Adriano, semper lù, ha segnato come si segna al campetto: il più buono gonfia il petto, prende la palla, spiana qualche birillo e la mette in porta, di forza e di bontà e pure con il piede sbagliato. Obrigado, ti adoro.

Presi uno per uno sono abbastanza ingiudicabili, con questo stato di forma: a tutti un voto in meno nel secondo tempo, è una pagella a scendere. Presi d'assieme, si vede che abbiamo cambiato allenatore e si vede che c'è voglia. Abbiamo due settimane per recuperare fiato e un altro paio di giocatori che vorrei vedere in campo. Archiviamo i preliminari che poi si tromba.

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(nella foto, una Delizia)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:40 |


mercoledì, agosto 11, 2004
 

BRIVIDINI

Basilìa Basilìa

per piccina che tu sia

tu spaventi Ze Maria

(antico proverbio svizzero)

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Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:00 |
 

DOPPI SENSI

- La facciamo in piedi?

- Sì sì, facciamo prima (risolino)

(devo ancora fare otto punture, comincio a temere per la mia incolumità)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:48 |
 

COITO INTERROTTO

Stavo godendo, perchè negarlo? Vabbe', meglio di niente.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:00 |


martedì, agosto 10, 2004
 

VISO PALLIDO

Ci sono gesti e modi inequivocabili. Chessò: se una donna ti guarda, sbatacchia gli occhi, fissa il pacco, fa un gesto ondulatorio con il polso proteso, si passa la lingua sulle labbra e si alza la gonna per farti intravvedere la bernarda, beh, vuol dire che ti vuole trombare. Se un allenatore convoca 21 (ventuno) giocatori per la trasferta di Ciempions, tra cui uno della Primavera, e lascia a casa te, beh, vuol dire che sei virtualmente segato. E pensare che su Van der Meyde mi ero speso in elogi ed illusioni, incredulo nel vedere l'Inter comprare un giuocatore buono e giovane, e parimenti incredulo nel vedere sulla fascia destra un signor laterale al posto di quella macchietta di Conceicao. La favola era durata lo spazio di un autunno. Poi Andy svenne durante una conferenza stampa della nazionale olandese, dando credito alle voci che dietro a quel faccino slavato si nascondesse effettivamente una mezza pippa. E infine l'arrivo di Stankovic lo ha depresso ulteriormente (stesso effetto per Cruz con l'arrivo di Adriano: e i due protagonisti d'autunno sono diventati due disastri di primavera). Sembrava aver ripreso colore con l'esonero di Zac, uno che non lo faceva giocare quasi mai per ragioni di schema e forse di antipatia. Sembrava poter tornare utile per il 4-4-2 del Mancio, ma questo piccolo sfregio estivo (ne convoco 21, un'enormità, eppure lo lascio a casa perchè non so che farmene) pare aver chiuso definitivamente la storia di Van der Meyde all'Inter. Ci lascerà il ricordo di un gran gol di Londra e di un grande match a Torino con la Juve, che non è poco se rapportato a quello che ci ha lasciato Conceicao. E' un altro dei fiori che non abbiamo colto, o dei giocatori normali che abbiamo sopravvalutato, o dei grandi giocatori che abbiamo depresso: questo lo deciderà la Storia. Di sicuro il Mancio avrà fatto i suoi conti, e se non gli serve è meglio monetizzare. Poi che arrivi Cesar, o Taddei, o chi per loro, boh, adesso mi frega poco. Ho già la mente rivolta alla Svizzera, a parte uno spiraglio di Svezia che mi piacerebbe veder godere sotto la Mole (e me ne scuso, ma ho bisogno di emozioni forti: alle Olimpiadi manca ancora troppo).

(ma cos'è dipag.com?)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:40 |
 

CUORE INTER

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Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:11 |
 

LA DOTTORESSA DEL

 DISTRETTO SETTORIALE

- Scusi, eh? (dice massaggiandomi una chiappa)

- Prego.

- Ma com'è che lei deve assumere questo farmaco? (detto con la seguente intonazione: com'è che lei, così alto e bello, in uno stato di evidente sana e robusta costituzione fisica, deve prendere 'sta roba?)

- Perchè, cos'è?

- E' per l'osteoporosi.

- Ah, sì, ora ricordo, me l'aveva detto il primarione. (segue spiegazione delle reazioni da stress che un'insospettabile tibia può avere)

- Capito. Brucerà un po'.

- Non gliene farò una colpa.

- (sorride) (zac!)

- Brucia?

- No.

- Brucerà dopo.

- Saprò essere forte.

- (sorride) La scatola la teniamo qui?

- Come vuole.

- Lei torna, no?

- Beh, ne devo fare un po'.

- Se torna qui, gliela posso tenere qui.

- Va bene.

(ragazzi, 'sta trucidona ha un lampo negli occhi che non mi piace. Non sarà che alla quarta puntura questa chiude a chiave l'ambulatorio e mi usa violenza?)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:02 |


lunedì, agosto 09, 2004
 

IL LOGORIO DELLA VITA MODERNA

Bone stress reaction. Non è il titolo di una canzone dei Metallica, ma la sindrome che turba la mia tibia destra. Grossolanamente, si potrebbe parlare di "osso infiammato". Mai pensato che un osso potesse infiammarsi. E invece sì. Quella testa di cazzo della testa della mia tibia, nella risonanza magnetica, evidenzia una "diversa luce", come ha sottolineato quel poeta del primario. E' un'infiammazione da stress, anticamera della frattura da stress. Colpa del sovraccarico. Praticamente, la mia tibia - con i mezzi a sua disposizione, cioè ammalandosi - mi ha detto: "Ehi, cazzone, mi stai rompendo le palle. Corri troppo, tutto il peso su di me... No, basta, io mi fermo. Sono stressata".

Ora: come si cura lo stress di una tibia? Cosa faccio? La porto al cinema? A fare una passeggiata lenta lenta? In spiaggia a prendere il sole? In montagna a cambiare aria? Al lago a guardare il panorama?

Oppure? La coccolo? La accarezzo? Le faccio conoscere un'altra tibia, o magari un bel femore? La porto al museo a vedere gli scheletri dei mammut?

Voglio dire: anch'io sono stressato. Mi mancano tre settimane alle vacanze, ho davanti le due settimane centrali di agosto che saranno merda pura. L'Inter non ha ancora acquistato Cesar e non ha ancora venduto Lamouchi. Eppure la risonanza magnetica ha detto che se c'è una parte stressata di me, questa è la tibia destra. Chiederò l'accompagnamento. Voglio seguire le terapie antistress della mia tibia, ci tengo, non posso lasciarla sola.

Vabbe'. Intanto devo fare una settimana di punture. Poi devo smettere di correre e fare il pirla per un mese: solo bici e nuoto, che non stressano la tibia (ma stressano me: il primario non ci ha pensato). A metà settembre torno dal luminare che mi potrà dire essenzialmente due cose:

1) Mmmmh, Settoruccio, non andiamo bene. Lasciami prendere la trivella che facciamo una bella artroscopia.

2) Mmmmh, Settoruccio, tutto bene. Puoi tornare a casa di corsa, se vuoi.

(La seconda che ha detto, la seconda che ha detto, la seconda che ha detto, la seconda che ha detto, la seconda che ha detto)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:10 |


sabato, agosto 07, 2004
 

PORTO MONDO

La motivazione "troppi ritardi" è evidentemente una forzatura. E quella "motivi particolari" forse sarebbe andata bene per le trombate di Eriksson. Secondo me, semplicemente, non andava bene. Non andavano bene i metodi di Del Neri applicati alla squadra miracolosamente Campione d'Europa, e che come tale andrebbe forse guidata da un nome più che da un'idea o da una scommessa. Prenderanno Luxemburgo, che un nome - ridicolo - ce l'ha. Del Neri, invece, è un'idea e insieme una scommessa, con un nome così così. A queste cose bisogna crederci da principio, bisogna prepararsi a difenderle. Il Porto, che ha appena vinto una Ciempions Lìg irripetibile, si è già pentito della sua botta di vita, quella di chiamare un tecnico che ha distillato gioco e movimiento da un materiale apparentemente arido e ha incantato l'Italia per un paio di annetti. Ci hanno ripensato giusto in tempo, probabilmente perplessi dai metodi strani, dai colpi di genio e dagli integralismi di quest'uomo baffuto che non è abituato a indossare il frac delle alte sfere calcistiche. Gli hanno fatto firmare un triennale e poi gli danno il benservito: il calcio non è malato solo in Italia.

E io, comunque, ho un'ipotesi tutta mia, che del resto avevo espresso fin dal principio. Ho subito pensato che il problema di Del Neri fosse la lingua. Non tanto il portoghese, perchè quello era ovvio che non lo sapesse e che avrebbe potuto costituire subito un discreto ostacolo. No, l'italiano. Del Neri è difficile da capire in patria, con quella erre moscissima e quel morsus inversus che lo fa parlare a denti stretti. Secondo me l'interprete non capiva l'italiano di Del Neri, e a quel punto non era facile tradurre alla squadra. Non era pensabile avere un allenatore che comunicava solo mettendo dei birilli sul campo. E' la dura legge del gol, come avrebbe detto un mio amico.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:42 |


venerdì, agosto 06, 2004
 

C'E' UN MEDICO IN SALA?

Minchia. Dieci righe di referto sul mio ginocchio, e non ci ho capito niente. Sì, vabbe', ogni tanto compaiono vocaboli amici, e per alcune porzioni di ginocchio si capisce anche che va tutto bene. Ma per altre porzioni, invece, c'è un dispiego di terminologia specialistica che mi lascia nel dubbio più totale ed esposto ai venti dell'angoscia. Capisco che c'è qualcosa che non va, ma cosa? E soprattutto: quanto? Paroloni da ortopedico frustrato si alternato a parole vagamente poetiche, come "rima" o "plica", che non mi inquietano forse per la sola ragione che hanno le stesse vocali e la stessa metrica di "figa", vocabolo passepartout per pensieri, opere ed omissioni.

Insomma, cazzo, ditemelo. Qual è il mio destino?

Questo?

O questo?  

Pensavo, per unire l'utile al dilettevole, che se c'è qualche blogger donna laureata in medicina o specializzanda in arti magiche, ecco, potrebbe venire da me e io potrei mostrarle il referto, le foto della risonanza e la mia collezione di ginocchia. Poi, visto che domani mattina a un'ora infame ho appuntamento con il primarione, potremmo tirare l'alba insieme, parlando di articolazioni e corpi cavernosi. Grazie.

N.B.: mi rendo conto del possibile giuoco di parole/immagini. Voglio sapere se il mio destino è quello di amputarmi la gamba destra oppure di diventare un atleta. Non se devo farmi le seghe o correre dietro alle fighe.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:13 |


giovedì, agosto 05, 2004
 

SVEN, TROMB AGAIN FOR US

Alla fine anche gli inglesi si sono dovuti arrendere all'evidenza: non si può esonerare un allenatore solo perchè tromba. Sarebbe stato come licenziare un cameriere perchè gioca a poker, o contestare la fattura all'idraulico perchè è feticista del piede. Ci hanno messo un po', ma alla fine ci sono arrivati e ora siamo tutti contenti. La vicenda Eriksson rischiava di diventare un precedente pericolosissimo (un allenatore non si può fare i cazzi suoi), e sarebbe stato curioso vedere cacciare il mitico Sven - un uomo, un martello pneumatico - e vedere vestire la fascia di capitano a uno che indossa le mutande della moglie e mette l'uccello in mano a tutte le donne che gli capitano a tiro. Certo che, ristabilita questa par condicio sessuale, adesso è proprio dura. Per Sven, ad esempio: ora sanno tutti che è un provolone di prima categoria e ha una passione viscerale per le tette (l'avvocatessa, la giornalista e la segretaria hanno tutte dalla quarta in su), evidente reminiscenza psico-professionale. E a Faria Allam adesso la chiederanno cani e porci, più o meno sfacciatamente, sapendo che per la legge dei grandi numeri ci sono buone possibilità di inzuppare il biscotto in questo perfetto incrocio tra una scritturale di servizio e una ballerina del ventre da club per cazzi ricchi. Mark Palios, invece, scriverà il solito libro pruriginoso. Del resto lui è il cattivo della vicenda e deve recuperare soldi, almeno quelli: si è trombato Faria (ma cos'avrà questa qui, a parte la figa, voglio dire?), ha cercato di inchiappettare Sven e invece l'ha presa in culo. Un'orgia, appunto. La Federcalcio inglese, che uno magari si immaginava come una seconda Camera dei Lord, è invece un fantastico budoir: a seconda delle aspettative e delle tendenze, la gente ormai entra con giù le mutande o camminando rasente i muri. Sul retro, in un ufficio buio e irraggiungibile, un impiegato smista test di gravidanza positivi e minacce di interviste in mondovisione.

(nella foto, la giunta della Federcalcio inglese affronta la spinosa questione del sorteggio arbitrale)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:48 |
 

VERY HOT

Dovrebbero vietare per legge alle stagiste - vieppiù a quelle con i capelli rossi e gli occhi verdi, aggravati da occhialini da maestrina precaria e maliziosa - di presentarsi sul luogo di lavoro con minigonna inguinale. Specialmente se il tutor sono io.

(non so come giudicare queste ragazze che ti tengono costantemente aggiornato sulla propria mutanda)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:01 |


mercoledì, agosto 04, 2004
 

MI ARRENDO, MI ABBONO

Era inevitabile che prima o poi ci sarebbero arrivati. Non paghi dei servizi mensili su "Cento modi per farla impazzire a letto", "Cinquanta modi per farla godere sul divano", "Settantaquattro modi per farla guaire come una cagna", "Trentanove modi per constringerla a dartela" e "Trentanove virgola otto modi per scopare come ricci", quelli di Men's Health questo mese vanno dritti al nocciolo di un problema stagionale: "Come trombarla al mare" (il titolo non è esattamente questo, ma l'argomento sì). Seguono una serie di consigli e posizioni indicate per ogni singola potenziale situazione scopereccia.

In sintesi: in acqua lui sotto e lei issata sopra ad abbracciarlo (da riva sembrerà una cosa innocente, mentre in realtà la state fiocinando di brutto); sul pedalò
lei supina a prua, semiseduta con i piedi appoggiati sui due scafi del pattino, lui sopra a trombare; sugli scogli di rigore lo smorzacandela, stando attenti a non grattarsi il culo (altrimenti portarsi le ginocchiere da volley, testuale); sotto l'ombrellone primo, coprirsi con un telo, poi lei sul fianco e lui dietro e via; in cabina lei in piedi di schiena, con le mani appoggiate allo specchio, e lui a impiombarla da tergo; nella macchia mediterranea dietro la spiaggia lei a carponi e l'uomo in ginocchio, un po' più in alto per controllare la situazione; in spiaggia posizione del missionario, l'ideale se lei indossa una bella ed ampia gonna lunga, adeguando il ritmo della spinta pelvica all'andamento della marea.

Non so se candidarli al Pulitzer o andare stanotte con una tanica di benzina a bruciare la redazione. Non so.


Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:48 |
 

GENERAZIONE X

- Papi papi papi papi, c'è McDonald's !

- Ma no, è la metropolitana .

(mi diverto sempre un casino ad andare a Milano con le bambine)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:27 |
 

GINOCCHIA CELEBRI

Damiano Tommasi. Infortunio al limite del raccapriccio, una brutta storia. Intervento ai confini dell'impossibile, ginocchio ricostruito. Prognosi riservata, in bocca al lupo.

Ricky Martins. Uomo bionico e acrobata caprioloso, poi Veron tira una pallonata, lui ci mette il piede e il ginocchio fa cric. Stiramento dei legamenti. Fuori un mese.

Francesco Totti. Mette il piede in una buca e il ginocchio fa crac, che è un po' più grave di cric. Menisco. Era negli Stati Uniti e torna precipitosamente in Italia. Fuori un mese.

Settore. Ginocchio destro dolorante per sofferenza mediale con sospetta (boh, non leggo la calligrafia del primarione). Sottoposto a risonanza magnetica come gli altri vips, a differenza dei vips ha pagato il ticket e avrà l'esito solo venerdì. Sabato all'alba, in piena clandestinità, consulto con il primarione. Prognosi indefinita. Auguri Settoruccio. (Che peraltro stamattina si è fatto una bella oretta a tennis col maestro)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:08 |
 

I SIGNORI E I SIGNORI NESSUNO

(de sportis pulchritudo)

Come se il Voghera espugnasse San Siro, o Potito Starace prendesse a pallate Federer sull'erba. Lo sport è fantastico perchè ogni tanto ti avvera le favole. Così, a sorpresa, la volta che meno te lo aspetti. E se il Voghera deve ancora attendere la sua ora, e se Potito deve lasciare le sue invenzioni tennistiche in stand-by, capita che l'Italia del basket batta il Drean Team, la Nazionale Usa, la squadra di basket potenzialmente più forte dell'Universo. Non la batte di culo o per caso: la batte - d'accordo - in un torneo amichevole di preparazione alle Olimpiadi, ma la batte in maniera inequivocabile, maestosa, netta. Cazzo, erano proprio loro, i titolari, le superstar, i mostri, gli extraterrestri del basket. Stracciati, sepolti di venti punti e di ridicolo. C'erano Iverson, Tim Duncan, Marbury, Jefferson. C'erano i predestinati LeBron James e Carmelo Anthony. C'era il Dream Team, gente da paura. Giuro.

L'impresa dell'Italia non è facilmente paragonabile. A un giocatore di grande livello italiano - uno che magari fa cinquecento partite in campionato e duecento partite in Nazionale, uno che magari ha fatto collezione di scudetti e coppe - la possibilità di misurarsi con quelli della Nba è di fatto negata. L'Nba e il resto del basket mondiale sono due mondi a parte, tanto che quando vengono in contatto ufficialmente - una volta ogni due anni con le Nazionali, occasionalmente a livello di club - si tratta comunque di un evento. Decine e decine di grandi giocatori italiani non hanno mai potuto giocare contro una squadra dell'Nba, non hanno mai potuto capire la differenza. Il basket ha questo sottofondo frustrante. Fuori dagli States puoi fare di tutto, ma ci sarà sempre qualcuno che ti dice: "Eh, ma l'Nba..." E il Dream Team - la Nazionale Usa effettivamente composta da soli giocatori Nba - è roba recente. Finora hanno passeggiato alle Olimpiadi, ma un Mondiale sono riusciti a perderlo, segno che le distanze non sono siderali. Però il Dream Team è il Dream Team, e il solo pensiero di poter distillare il meglio da un campionato pazzesco come l'Nba rende affascinante la sua genesi e la sua avventura sportiva.

Quando ho visto entrare in campo Duncan e Iverson, non mi sarei stupito di vedere uno qualsiasi dei nostri giocatori avvicinarsi con il blocchetto degli autografi. Nè mi ha stupito che il Dream Team abbia affrontato la partita con molta sufficienza, avendo di fronte una squadra di signori nessuno e nella totale convinzione di poterne fare un sol boccone in qualsiasi momento, in qualsiasi modo e a qualsiasi costo. Dall'altra parte i signori nessuno vestiti di azzurro si sono calati nel loro ruolo naturale, di squadra di discreto talento e gran carattere, senza stelle ma con una buona base operaia in grado di reggere il talento che affiora qua e là.

E così l'Italia è stata in vantaggio dal primo minuto all'ultimo, arrivando anche a più 23, roba da stropicciarci gli occhi. A furia di giocare al gatto col topo, il Dream Team si è scoperto bolso e brocco, e il topolino è volato via. Hanno preso una montagna di rimbalzi, stop. Lo strapotere fisico non è bastato a vincere una partita semplice semplice contro i signori nessuno. Provaci tu a fermare il contropiede di un americano, o a tagliarlo fuori sotto canestro. Provaci. Ma loro hanno in mente un altro tipo di basket, il loro, e può succedere che contro gente meno talentuosa possano non capirci più una sega. La zona li confonde. Il ritmo blando li narcotizza. E poi loro, i signori nessuno, che fottutissimo partitone. Basile li ha sbertucciati con sette bombe, Galanda sembrava Larry Bird, Pozzecco (su questa immensa testa di cazzo andrebbe scritto un trattato) entrava e scaricava che sembrava Nurejev. Gli altri - gente da lavoro sporco - hanno fatto la loro parte. Adesso 'sti dodici azzurri baciati dal Fato potranno dire di aver battuto il Dream Team. Ma che dico battuto, stracciato. Potranno dire di avere asfaltato Iverson e Duncan, di avere trovato la cacca nei pannoloni di James e Anthony. Il problema sarà sempre quello di trovare gente che ci crede, perchè a 'ste cose, alla fine, credono solo i bambini.

(e scusate se non ho visto un solo minuto del prestigioso Trofeo Birra Moretti)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:53 |


martedì, agosto 03, 2004
 

NO GRAZIE, NON BEVO

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:14 |
 

IO E MARIA

Riapro gli occhi e mi ritrovo al buio. Il televisore acceso mi aiuta a orientarmi. Non so che ora è, ma c'è Marzullo che tormenta un'attricetta con domande esistenzialiste. Quindi è tardi. La stanza è calda ma non afosa. Il lettone è comodo. Cerco a tastoni il telecomando e oscuro Marzullo. Poi cerco a tastoni lei e la trovo. Sembra una coscia. Ritiro la mano in attesa che la coscia mi venga trovare. Del resto lei me lo aveva detto, in quel suo irresistibile anglo-americano con inflessione siberiana. Non che avessi capito molto, in quel suo slang planetario, ma aveva colto molto bene le parole "sorry", "sleep", "kick", "honey" e "Sector", e coordinandole con il suo sguardo malizione e implorante avevo tradotto con "Mi scuso in anticipo, Settoruccio mio, ma io di notte mentre dormo scalcio un pochino". "You're welcome", le avevo risposto io, conscio della potenziale carica erogena di un suo calcio notturno. Maria gira e si rigira, e io aspetto il calcione in zona stinco. Ma lei mi sorprende ed entra in tackle totale, tipo Materazzi. Alla gamba segue tutto il corpo, e in un attimo sono soggiogato da questo dolce peso siberiano. Una gamba è in mezzo alle mie, una mano sul petto, il viso sulla mia spalla. Sento distintamente il respiro e potrei misurare i battiti. Sento anche un caldo prorompente salire dal basso, e scaccio l'incubo della menopausa tentando di ipotizzare i movimenti in uscita dell'Inter e la possibile destinazione di Lamouchi. Ma sono troppo distratto, ora, e incapace di dormire. Anche perchè Maria riprende i movimenti da fase Rem e la sua mano scende fino all'elastico dei boxer. Il pollice si aggancia all'ombelico, l'anulare e il mignolo si infilano sotto l'elastico, l'indice e il medio restano sopra. E' una posizione erotica che chiamano "fermaglio siberiano" e che mi costringono a pensare alla "forchetta ungherese". Trattengo il respiro per l'inquietudine: saranno tutti movimenti incosci, o la ragazza è conscia? E come valutarlo? Dal basso, oltre alle caldane, sento partire un summovimento di pura passione erotizzante.

"Finito"

"Ah, grazie"

(non so se avete mai fatto una risonanza magnetica. Cazzo: devi stare immobile, mezzo imbragato, un rumore della madonna, un senso di claustrofobia che ti attanaglia. Non puoi leggere, scrivere, parlare. Niente. Mi sono detto: pensiamo a qualcosa di bello. Ho provato con il Trofeo Birra Moretti. Dieci secondi dopo, insoddisfatto, ho ripiegato sulla figa)

Risonanza magnetica 1,5 Tesla, General Electric Medical System (USA) 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:10 |
 

COME PREPARARSI

ALLA RISONANZA MAGNETICA /

STEP N. 2

Ma perchè limitarsi alle sollecitazioni della corsa? Naaaaa. Facciamo anche una bella ora di tennis col maestro. Patapim, patapum, un'ora bella tesa, che così vediamo se il ginocchietto si piega oppure si spezza. Dai.

Chiamo il mio maestro di fiducia. Che però è polacco, e il minimo che possa capitare all'allievo di un maestro polacco è che il maestro, in agosto, torni a visitare la natìa Polonia.

Chiamo la seconda scelta. E' un maestro con cui non ho mai giocato. Risponde al telefonino. Non è in ferie. Ha delle ore libere. Vado.

L'appuntamento è in aperta campagna, dove ignoravo potesse essere mai giunta la pratica del tennis. Il maestro è sul lato della strada, sotto un albero. Io arrivo in macchina e mi faccio riconoscere. Sembriamo due ghei. E in effetti ci infrattiamo in un viottolo alberato al termine del quale, in uno scenario da favola, si staglia un campo da tennis in terra rossa (è nel parco di una villa miliardaria). Una libidine. Non c'è spogliatoio, non c'è un cazzo. Tre sedie, un ombrellone, alberi attorno, l'edera sulla rete di recinzione. Vengo attraversato da una sensazione di serenità.

Serenità che svapora quando inizio a giocare, perchè se uno non gioca sei mesi un po' lo si nota. Il maestro-bis mi fa una proposta un po' del cazzo, ma che accetto: "Senti, non ti dico niente, giochiamo e basta, poi vediamo". Comunque il ginocchio va alla grande, il braccio progredisce e io comincio un crescendo che consente al maestro di dire: "Evabbè, ma tu giochi. Allora alziamo il ritmo". Alzando il ritmo vado anche meglio. "Evabbè, allora finiamo con la guerra totale". La guerra totale era che lui si è messo a sparare di qua e di là. Io inizio con grande sicumera, ma poi vado clamorosamente in riserva, e ogni volta che lui inizia la guerra totale io mi arrendo al terzo colpo di mortaio. "Bene bene, sei stanco?" "(boccheggiando esalo un)...sì" "Evabbè, ma è finita l'ora, bene bene".

Bene bene un cazzo. Ma sono moderatamente soddisfatto. E poi giocare sulla terra è proprio bello. E poi 'sto campo qua è incredibile, e poi il ginocchio non si è minimamente ribellato.

Evabbè, diamogli 'sti 30 euro e andiamo a fare la risonanza magnetica.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:01 |


lunedì, agosto 02, 2004
 

COME PREPARARSI

ALLA RISONANZA MAGNETICA /

STEP N. 1

Ieri sera alle sette e un quarto venivo percorso da un fremito di follia. A quaranta ore dalla risonanza magnetica al ginocchio, a un'ora e mezza dal tramonto e - soprattutto - con il termometro che segnava ancora trentun gradi, mi sono ritrovato in men che non si dica vestito da jogging e intento a preparare beveroni, quello pre e quello post. Ho assecondato una voglia, tutto qui. Avevo voglia di correre e trac!, mi sono cambiato come Superman e sono andato al parco, dove nel frattempo i novantacinque centesimi dei frequentatori domenicali avevano già menato le tolle, lasciando spazio a gente dura come i runner, tra cui io, il più tenerone dei duri, il più impreparato dei maratoneti, il più lento dei mezzofondisti, il più mezzo dei fondisti.

Durante lo stretching vedo arrivare gente a torso nudo e stravolta, segno che è davvero dura. E tu, ginocchietto mio, cosa ne pensi? Vieni? Resti qua? Ti ribelli? Mi assecondi? Muscoli a posto, lettore Mp3 a posto, cronometro a posto. Parto.

Fa un  caldo bestia, però il parco è deserto, l'erba comincia a liberare profumi rugiadosi, i fagiani zampettano, due fidanzati limonano. Si sta da dio. E io vado, vado, vado. Il ginocchio mi assiste e io ascolto la musica boccheggiando, ma senza cedimenti. Settoruccio procede che è una meraviglia, lentamente ma inesorabilmente. Tanto che la prima volta che guardo il cronometro è già trascorsa mezz'ora, roba da matti. Mai sudato così tanto in vita mia. Sono zuppo da capo a piedi, comincio a temere una orribile morte per disidratazione ma non mi arrendo, tengo duro, vado piano da far tenerezza ma vado. Quando tocco il cofano della macchina (mettendo la mano su una cagata di uccello: è ora di lavarla) il cronometro dice che ho corso 46 minuti e mezzo, percorrendo sette chilometri e rotti. Sono in piedi, fradicio ma vivo. Vivissimo. Cinque minuti di stretching, al termine dei quali avrei ricominciato. Vivissimo. E si inculi la risonanza.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:51 |


domenica, agosto 01, 2004
 

EL SEGNA SEMPER LU

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Arriva dal Brasile, va direttamente in Inghilterra, lo aspettano con il pullman all'aeroporto, lo sbattono in campo nel secondo tempo, al primo pallone serio segna... Quanto mi piace questo giuocatore.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:44 |
 

ESSERE BLOGSTAR OGGI

"Maddaaaaaaiiii, è affascinante 'sta cosaaaaaa. Bloooog, hai dettooooo. Stasera giuuuuuuro che ci guaaaardooooo. Ma scuuusaaaaaa, chi èèèèè tutta 'sta ggggeeeeeenteeee che vieeeeneeeee sul tuo blooooooog?"

Semmai qualcuno/a mi mettesse alle strette, sarei in forte imbarazzo.

Chiavi di ricerca, luglio 2004

70 volte: "depilazione vagina"

36 volte: "calciatori nudi"

8 volte: "camionisti nudi"

7 volte: "vagine"

6 volte: "vecchie fighe"

5 volte: "forchetta ungherese"

5 volte: "grandi culi"

5 volte: "vagina"

4 volte: "fighe sbridolone"

4 volte: "camionisti gay"

2 volte: "culi ingordi"

2 volte: "donne col cazzo"

2 volte: "Orietta Berti nuda"

e poi, sparse, sempre relativamente al solo mese di luglio:

- anatomia pene senegalese

- ano deflorato

- calciatori nudi in mutande

- cavalli che trombano

- cerco ragazza italiana dai 14 ai 16 anni che sia disposta a venire a casa mia a trombare

- donne 55enni che fanno sesso gratis

- fare la cacca nuda sotto la maglietta

- foto gratis di ragazze con vagine naturali

- gay boxer pacco duro

- il genero scopa sua suocera gratis

- mutanda con il cazzo

- sesso estremo serbo

- vagina juventina

- voglio andare a bangkok da malpensa e non rompere i coglioni

No, niente. Era solo per spiegare che non c'è un solo familiare, parente, amico, conoscente, vicino di casa, men che meno collega di lavoro ai quali io abbia mai raccontato di avere un blog, nè io posso pensare ragionevolmente di poter confessare una cosa del genere. E se qualcuno casualmente mi chiede qualcosa o sfiora l'argomento, io dico: "Blog? Ah sì, ne ho sentito parlare, ma non ho tempo per queste cazzate".

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:43 |