www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
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giovedì, settembre 30, 2004 DOLCEZZE Cazzo, avrei un sacco di aneddoti. Su quello che ho visto, il Devonshire, il Dartmoor, le nuvole basse, le strade strette, la guida a sinistra, gli animali in mezzo alla strada eccetera eccetera. Tanti, forse troppi. Quindi vi parlo del fudge. Rassicurato sulla vittoria della squadra dell'Inter, terminavo ieri sera la cena in stato di totale serenità e con un sonno arrembante, causa fuso orario sfavorevole e abbondante mescita di vino rosso cileno. Quindi ho sibiliato un notenchiu alla camerierotta che mi voleva a tutti i costi servire un caffè inglese, una schifezza con pochi eguali, pregustando di andare da lì a poco in camera (una camera strepitosamente english) e perdere conoscenza sul lettone old style. Un camerierotto con i pantaloni a scacchi invece piazzava in mezzo al tavolo un piatto con i mezzo dei cubetti strani. "Scusate, cosa cazzo sono?" Stavo per aggiungere: dadi Knorr? Ma la mia semplice domanda aveva gettato nello sconcerto almeno la metà dei mie commensali. "Ma è fudge" Mai avuto il piacere, dico io. Avrei aggiunto: minchia, sono un ragazzo di campagna, occhei, ma voi siete anglo-italiani come quel celebre torneo del cazzo che vincevano sempre la Cremonese e il Plymouth? Com'è che voi conoscete il fudge e io non ne so una sega? Al che mi giro alla mia sinistra, al commensale italiano che parlava inglese con un tedesco, e gli chiedo intanto? "Come si scrive?" "F-u-d-g-e" Al quel punto, rotto l'imbarazzo e riacquistato un ruolo sociale nell'ambito del tavolone rotondo, chiedo? "E di che cosa sanno?" Minchia, non l'avessi mai detto. Tre o quattro specialisti di fudge hanno cercato di spiegarmi in breve le proprietà organolettiche del fudge medesimo. Alla fine, ho tirato le somme e coniato una definizione del fudge che potrebbe andare benissimo sullo Zingarelli. Dicesi fudge una specie di caramellona mou fatta rigorosamente in casa, del peso specifico del platino e del contenuto calorico pari a diciassette pandori Bauli. "Assaggia" mi fa uno con aria di sfida. Al che io reagisco da uomo e dico: "Occhei. Allunga il piatto, gringo" Prendo un cubetto di fudge e lo porto alla labbra. E' esageratamente dolce e denso, ti si scioglie tra le dita e le labbra, ti fa pensare a settimane di sacrifici alimentari gettati così, nel cesso, smangiucchiando un dado. Però è buono, è un dolcetto da meditazione, e infatti io dico: "Buono" E gli esperti del fudge: "Certo che è buono" E io lì, a mangiare fudge a pezzi di un grammo per volta, a sentirmi pregno di zucchero e latte condensato fino all'ultimo poro. Mi scappa di chiudere gli occhi, pensando a Martins e ad Adriano e succhiando pollice e indice alla ricerca delle ultime molecole di fudge. Proprio in quel mentre passa una pierre e mi accarezza la testa con tono ironico: "Caaaaaaarrrrrrrriiiiiiiiiiiiiiiiiii, cià le carenze d'affetto cià" Al che io ho risposto: "E chi non le ha, bella" guardandole le tette.
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mercoledì, settembre 29, 2004 WELLNESS Sono in posto fantastico. Un castello, chilometri di brughiera intorno. La camera d'albergo e´ strepitosamente charming. Sul davanzale c'era tutto l'occorrente e mi sono preparato il the. In mezzo all'occorente c'erano anche gustosissimi biscottini al burro. Mi sono fatto un bagno di un'ora guardando il parco dalla finestra. Poi ho scambiato il lucido da scarpe neutro per un balsamo per i capelli, ma poco importa. Sto bene. Il problema della cronica mancanza di gnocca passa decisamente in secondo piano. Resta l'Inter, cazzo. Chi ha il mio numero mi aggiorni, diobono.
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19:09
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STOP&GO Effettuato il cambio delle camicie, riparto. L'Oceano mi ha lasciato belle sensazioni e un raffreddore della madonna. Ora vado nel Devonshire, per una inedita marchetta britannica, armato di Aulin e buona volontà. Due aspetti sono clamorosamente inquietanti: a) dovrò guidare la macchina in una corsia diversa dal solito; b) non saprò un cazzo sull'Inter. Nella cravatta ho ricavato una tasca segreta per captare eventuali vibrazioni del telefonino. Bye.
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08:57
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martedì, settembre 28, 2004 FANTASTICO/2 Abbiamo i coglioni rotti di interisti come te, patetici, insignificanti, che mettono Gresko in homepage invece di mettere la squadra del Milan in serie B. Tu sei un milanista, sei uno di serie B. L'inter è stata da sempre superiore, non ha mai rubato, non ha mai venduto partite, non è mai retrocessa, è stata per prima campione del mondo ed è l'unica che abbia fatto di fila il filetto SCUDETTO-COPPACAMPIONI-INTERCONTNENTALE. Ho visto il Milan sparire dal calcio e ho visto l'Inter regalargli tre giocatori per fare un dignitoso campionato in serie B (erano Pasinato, Canuti e Serena). Questo è l'orgoglio nerazzurro: tu che cazzo sei, cambia titolo a questa merda di blog, perchè l'interismo moderno è l'aristocrazia milanese tramandata ai figli, non uno straccione come te. LE PRIME REAZIONI INTERNAZIONALI: Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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21:54
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FANTASTICO/1
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lunedì, settembre 27, 2004 VIVE LA FRANCE
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MARKETS Vabbe': esco, vado a Nantes, vendo il mio corpo e torno. Che vitaccia.
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PAGELLE PRIMA DI DORMIRE Toldo: 5.5 - Straordinario come riesca, sempre e comunque, a regalare una palpabile sensazione di provvisorietà. J. Zanetti: 5.5 - E' un po' intristito e mi dispiace. L'avrei ucciso quando non ha saputo cosa farsene di un passaggio leggendario di Van der Meyde. Cordoba: 6 - Qualche pausa, non è una muraglia ma nemmeno una pippa. Sembra atleticamente in grandissima forma: potrebbe passare al decathlon. Materazzi: 6.5 - Ci mette piedi, testa, gomiti, culo e palle. Ha sbagliato il gol del 3-2 ma si è fatto un mazzo così. Favalli: 4 - Che delusione. Sembrava stesse sentendo il peso delle settecento partite con la Lazio. Andrebbe fatto rifiatare e sostituito con Pasquale o Coco. Dai, scherzo. Van der Meyde: 6.5 - Tre o quattro numeri da cinema, compresa una rabona millimetrica. Poi, quando entra in area, sviene. Strano per uno che giuocava quasi da punta. Comunque, continuerei a dargli fiducia. (Emre: 6 - Casinista, ma è servito anche lui per acchiappare il pari) Davids: 5.5 - Non è ancora quel figlio di puttana ammirato con altre maglie, ma ci arriverà, spero, prima o poi. (Recoba: 7 - Sta diventando l'Altafini dell'Inter, però più giovane e con una dentatura impressionante. Gran duetto con Martins) Veron: 6.5 - Effettivamente vederlo giocare è un piacere. Se riuscirà a passare dall'estetica alla sostanza, e se i suoi amici renderanno merito ai palloni dorati che ricevono (vabbe', non lo dico) Stankovic: 5.5 - Si sbatte, per carità, ma è un altro di quelli che dovrebbe riposare, urgentemente. Adriano: 5.5 - Non gli può andare sempre bene, nè può pretedere di giocare in libertà. Quando realizza che ha di fianco un cadavere, cerca di giocare i cento palloni che gli capitano e ne sbaglia novanta. Con Martins e Recoba torna a respirare, mobilita da solo cinque-sei avversari ma non era giornata. Vieri: 4 - 'Na tragedia. (Martins: 8 - Due gol, una capriola, incursioni, sbisciolamenti. Tenuto prudenzialmente un'ora in panca, dietro dev'esserci un disegno preciso) Mancini: 5 - Imperdonabile la scelta di Vieri. Mezzo punto in più perchè azzecca i cambi, probabilmente fatti a caso ma efficaci.
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LE FISSE DEL MANCIO Di allenatori che si sono autoimmolati sull'altare delle proprie idee, dei propri pallini, delle proprie fissazioni ne abbiamo avuti un bel po', in tempi recenti. E spero che oggi il Mancio si sia reso conto di come sia assurdo e dannoso insistere sull'improbabile coppia Adriano-Vieri, che nei suoi trastulli teorici - così come nelle convinzioni bambinesche di Moratti - resta la madre di tutte le coppie, e invece no, non funziona e probabilmente non funzionerà mai. Il progetto è fascinoso, ma non abbiamo voglia - parlo a nome di molti interisti, se non di quasi tutti - di aspettare mesi per vedere se sboccia, magari partorendo il solito topolino, chessò, un bell'8 a 0 con l'Atletico Leonzio nel Trofeo Conto Arancio. Vieri oggi è clamorosamente fuori sincrono rispetto al resto della squadra, troppo bolso e troppo condizionato per reggere il ritmo degli altri, arrivando a sollevare il gambone quando la palla è già passata, a tentare lo scatto quando ormai è già ora di rinculare, in un susseguirsi di stop sbagliati e tiracci da campetto che metteva davvero molta tristezza. Fischiare Vieri è inutile: questo è un Vieri fuori forma e sfiduciato, reso umile non tanto da una metamorfosi interiore quanto dall'evidenza dei fatti. Bisognerebbe fischiare Mancini, piuttosto, perchè fa giocare un attaccante lontano da una condizione mentale e fisica quantomeno accettabile. Ecco, sì, seppellire di fischi il Mancio, perchè si svegli, la smetta di sognare e, nello specifico, la pianti di esporre un uomo da cento gol a figure di merda colossali. Vieppiù se rimediate a San Siro, uno stadio tuttore spaccato in due nel giudicarlo: 50 disposti a perdonarlo e ad aspettarlo, 50 pronti a cacciarlo a calci in culo da Milano all'Australia. Si sarà reso conto, il Mancio, se non ha preso troppo sole in barca, che far giocare Vieri e relegare Adriano a seconda punta equivalga a un grazioso regalo agli avversari, spesso sorpresi dall'ospitalità dell'Inter, o altre volte un po' impertinenti nell'approfittarne, tipo il Parma. Tenere Adriano trenta metri lontano dalla porta è come avere una Ferrari e farci il giro dell'isolato. Anche col Parma, l'Inter ha regalato un'ora di semi-tranquillità agli avversari, che Frey manco ci aveva le ascelle pezzate. Un'ora di Inter cuperiana, un po' involuta, un po' problematica, che crea e dissolve nel giro di venti metri, giusto appena prima del momento in cui bisognerebbe entrare in area e provarci. Niente. Adriano cercava di fare tutto da solo, Vieri si trovava un paio di palloni d'oro e faceva il Calloni. Bei tempi, eh Bobo?, quando mandavi affanculo tutti e dicevi che non ti arrivava un pallone. Adesso che i palloni arrivano non ci sono più scuse. Si sarà reso conto, il Mancio, che mettendo gente con più rabbia e più elasticità le cose siano andate meglio. E si sarà reso conto, continuo a sperare, che questa banda di miliardari un po' narcisi perlomeno non molla mai, che anche in giornatacce come questa crea dieci palle gol, che reagisce al gol dell'1-2 mostrando le palle, facendoci dimenticare tempi recenti in cui avremmo finito col perdere 4 a 1 gridando "Arbitro, tempo!". E' uno squadrone, ma con qualche falla. E' uno squadrone che - mi tocca ribadirlo - nell'attuale stato di forma e di amalgama, e nell'attuale configurazione garibaldina, di gol per vincere deve segnarne almeno tre, non ci sono cazzi. Il Mancio sarà tornato sulla terra, anzi, sulla terraferma, ne sono certo. Ha un Vieri versione Lourdes, un Davids che sembra averlo sfanculato all'atto della sostituzione, una difesa da registrare ma soprattutto da proteggere meglio. No, dico, sono questione piuttosto serie. Mancio, cazzo, non è il Trofeo Birra Moretti. 8 gol fatti e 7 subiti in quattro partite sono il nostro ineccepibile ritratto. Tre pareggi su quattro partite sono un campanello d'allarme. Al Mancio, potendo, darei una bella pacca sulla spalla e gli direi: "Che culo che hai, vinceremo lo scudetto con il maggior numero di gol subiti e tu passerai alla storia". E lui mi direbbe: "Grazie, Settoruccio. Qua la mano. Ehm, qua la mano. No, scusa, dov'è la mano?" E io gli direi: "Lascia stare, mi sto toccando i coglioni, diobono".
(nella foto: un giuocatore interessante da scambiare con Vieri) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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domenica, settembre 26, 2004 (RI)DIMENSIONI
*** p.s.: ahahahahah, che stronzata, non è affatto vero: mi interessa il risultato. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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00:45
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venerdì, settembre 24, 2004 INTER CONTRO INTER
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22:53
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ANCHE QUESTA E' INTER Cos'è?
1. Appiano Gentile beach. 2. Intensa preparazione in vista di Inter-Parma. 3. Sono più uomini loro di tutti noi messi insieme. 4. Training molto autogeno. 5. Esercizi per gli addominali: una flessione e quindici minuti di recupero. 6. Ricordo di Lamouchi. 7. Minuto di raccoglimento per il furto della Porsche di Vieri. 8. Inter gay news. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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10:58
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ESSERE AGGIORNATI - Chi ha vinto alle Veline? - Una bionda e una mora. - Ah, grazie. E il Grande Fratello? - Ci sono due coppie sposate, una pettinatrice donna dalla nascita che però sembra Maurizia Paradiso, un muratore che sembra un fotomodello, un israeliano di sesso incerto, una fighetta gallese, un piazzista di piastrelle, poi non ricordo. - Ti sei svegliato male? - Sì.
(nella foto: la donna su cui fondo le speranze di dare un senso all'abbonamento a Sky) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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09:56
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giovedì, settembre 23, 2004 LE SIMONE
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14:28
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mercoledì, settembre 22, 2004 CIN CIN (RISULTATO FINALE)
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POMERIGGI DI ATTESA Pensavo di averne già abbastanza con Atalanta-Inter e con la sorte della Dottoressa Germe, amica intima di Alì il Chimico e forse cugina di quel Venticello di monneziana memoria. Invece un'altra vigilia mi piomba tra capo e collo, quella del Grande Fratello 5, che ancora mi sento addosso Ascanio e Katia e già ne inizia un altro, un po' così, alla chetichella. Il GF 5 sarà più breve, solo 71 giorni, 5 settimane in meno di quello precedente ed è già un discreto passo avanti, mi pare. A Canale 5 si affrettano a dire che: a) i pubblicitari sono contenti, perchè sentono tutelato il loro investimento (diobono, rendetevi conto di quello che serve ai grandi inserzionisti per sentire tutelati i propri investimenti) b) bisognava partire così, in corsa, perchè bisogna rispondere alla concorrenza (il fulcro della stagione televisiva autunnale è il confronto tra Grande Fratello e Isola dei Famosi, ci si renda conto anche di questo) c) quanto ai concorrenti, sono stati scelti caratteri e caratterizzazioni forti perchè c'è meno tempo per farsi notare e farsi conoscere dagli spettatori. E qui bisogna fermarsi un attimo. Il cast si annuncia scoppiettante. Intanto ci saranno un marito e una moglie, con un lettone tutto per loro, e su questo stenderei un velo (su di loro e sul lettone). Poi ci saranno almeno due personaggi eccessivi: un gay e una donna un po' esplicita, una troia insomma. Poi una modella, una parrucchiera, un muratore eccetera. Sulla presenza di un famoso blogger non si sa più nulla. Io ero stato contattato e gli andavo bene, fisicamente e intellettualmente. Ma quando ho chiesto di avere Inter Channel nel tugurio la trattativa è saltata. Cazzi loro. Prendetevi Personalità Confusa o il Catechista, barboni.
(nella foto, Barbara D'Urso quando era una gran bella figa) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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16:36
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SODDISFAZIONI Domenica sull'aereo c'era Paolo Conte. Poco fa per strada ho incontrato Drupi. No, dico. Mi sento al centro esatto della musica. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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12:27
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IL PIACERE DEL TURNOVER Il Mancio dice: "Avere due punti dopo due partite mi fa un po' male, ma a questo punto della stagione preferisco due pareggi ottenuti giocando bene che due vittorie ottenute magari con un tiro in porta". E io col Mancio sono sostanzialmente d'accordo, anche perchè farsi venire le paturnie a 36 giornate dalla fine mi sembrerebbe un po' esagerato. Un'Inter che diverte, non occasionalmente ma in maniera costante, è una grande novità e bisogna abituarsi. Non ho dubbi che prima o poi le dieci palle-gol a partita si tradurranno non più in un golletto o due, ma in tre o quattro, e che segnandone tre o quattro sarà più difficile pareggiare e quasi impossibile perdere (ho elucubrato a lungo questa teoria basata su modelli matematici piuttosto avanzati, anche se detta così, su un blogghetto, può sembrare una cagata). Ho qualche dubbio sulla tenuta stagna della difesa, questo sì, ma prima o poi le cose andranno meglio anche dietro, non fosse altro che per allenamento o consuetudine. A 36 giornate dalla fine sono pregno di fiducia e serenità. E poichè la serenità e le buone sensazioni, sia pure in diverse quantità, sono abbastanza diffuse nell'universo interista, il Mancio stasera inizia il turnover. Così, per tenere sulla corda tanto noi quanto la squadra. Giusto. Mi sento partecipe di un progetto, cazzo. Anch'io patirò, stasera, alla visione di Adriano e Veron probabilmente in panca. Ma so che sarà per il nostro bene. E mi adeguerò. Anch'io farò il turnover, come il Mancio. Per esempio, potrei cambiare divano. Seguire la partita frontalmente e non di sguincio, nella mia postazione forse più scomoda ma di gran lunga preferita. L'avvicendamento programmato del divano mi consentirà di far riposare il divano titolare e di gratificare il divano riserva, che infatti già si stanno guardando in cagnesco. Al limite, se al 60' la partita non si sblocca, potrei chiamare il cambio e tornare sul mio divano, il divano-Adriano, e soffrire da lì. Magari alla riapertura del mercato, a gennaio, vado all'Ikea e mi compro una poltrona svedese. In fondo una sana concorrenza, anche tra la mobilia, può migliorare i risultati.
(Mancio, ti prego, fai in modo che stasera si brindi alla prima vittoria) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, settembre 21, 2004 PARAGONI
Meglio nude che con pelle.
Meglio la bionda della mora. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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14:55
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LA BORRACCIA
Chissà perchè, ma questa foto che ogni volta mi rimescola qualcosa dentro mi è venuta in mente pensando a Cannavaro. Cannavaro è la borraccia che l'Inter ha passato alla Juve, e stavolta ci sono i testimoni e di mistero non ce n'è. Il paragone finisce qui, ovviamente. Su quella salita Coppi e Bartali avevano un solo pensiero e un solo fine, quello di arrivare in cima. Non avevano ingaggi-monstre di cui liberarsi. Non avevano voragini in difesa da riempire. Non avevano difensori strapagati e un po' spompi e con la tibia ballerina. Non avevano un portiere uruguagio da dare in cambio. Non avevano, nè l'uno nè l'altro, un vocabolario che comprendesse la parola plusvalenza, nè un cervello che architettasse un affare che alleggerisse due bilanci invece che uno solo. Coppi e Bartali dovevano arrivare in cima, e poi riscendere e poi risalire, consci che non esiste il pari merito eppure fieri - forse - di aver condiviso una borraccia. Il bilancio lo tiravano verso sera. La mattina dopo ripartivano. Potevano sbranarsi o passarsi la borraccia, indifferentemente, e forse per questo 50 anni dopo siamo ancora qui a parlarne. Altri tempi. I nostri, dico. Telecamere dappertutto, eppure una foto così non l'ha più scattata nessuno. Ci si scambiano provette di pipì, al limite. Ma borracce no. L'Inter aiuta Emergency e il Chiapas, mi sembra più che sufficiente ad esaurire il debito di fair-play e nobiltà d'animo. Io la borraccia alla Juve non gliel'avrei data, ecco. Quelli bevono e tanti saluti. Vanno in fuga, gli stronzi. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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09:40
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lunedì, settembre 20, 2004 ER DITONE Una ciotola d'argento testimonia il mio terzo posto nel torneo di doppio, del quale non mi vanto perchè giunto al termine di una serie di partite ignominiose, vinte o perse non fa differenza. Non mi piace il doppio, a parte quello misto. Preferisco il singolare, e infatti mi stavo esprimendo in maniera più che decorosa in questa specialità, dove le responsabilità sono mie, il braccino è mio, gli erorri sono i miei, e dove non si deve sopportare la presenza di compagni che evaporano appena il gioco si fa duro. Peccato che una pioggia torrenziale durata ore, un piccolo uragano Ivan trasportato in Costa Smeralda nell'incredulità generale di autoctoni e turisti, abbia costretto l'organizzazione a neutralizzare il torneo di singolo e a cancellare le mie due vittorie, ripiegando sul doppio. La ciotola, comunque, è bellina. Se qualche bella figa accettasse le mie profferte limonatorie, potrei riempirla di dolcetti da mangiare guardandosi negli occhi e commentando le classifiche Atp da Nastase fino a Federer. Come al solito, torno a casa devastato da una serie di micro e macro acciacchi, com'è giusto che sia dopo una dozzina di ore di tennis. Li elenco per dovere di cronaca e onestà intellettuale. ARTI SUPERIORI. Il braccio destro duole, ma è normale. Schiena rigida ma pensavo peggio. Dito pollice della mano destra senza vescisa d'ordinanza: ottimo. Passiamo ai malanni veri. Capezzoli abrasi. Ecco, questa è nuova. Venerdì sera, dopo alcune ore di pioggia e contravvenendo alle indicazioni del primarione, sono andato a correre sulla battigia insieme ad altri due volontari. Paesaggio incantevole, che se non avessi avuto il fiatone avrei salutato con i migliori sospiri a mia disposizione. Luce del tramonto. Il mare, un olio. Pozzanghere. Odore di alghe. Umidità: 98 per cento. Sudore copioso. E la maglietta da tennis - una classica polo - ha cominciato ad aderire al mio petto eburneo. La qualità del tessuto e l'erezione (ops!) dei capezzoli hanno determinato un effetto sfregamento che ha reso l'ultimo chilometro della sgambata un calvario pazzesco. E' un problema dei runner, lo so. C'è chi ci mette un cerotto, chi della vaselina. Io potrei mettermi un reggiseno. Voglio dire: Beckham mette le mutande della moglie, e chi sono io per non potermi mettere un reggiseno? ARTI INFERIORI. Gambe legnose, vabbe'. Ma i piedi, diobono. I piedi. O meglio, gli alluci. Ho dolori lancinanti ai due alluci, alle loro unghie per essere più preciso. Soprattutto la sinistra. Un dolore che mi costringe a camminare piano, perchè ogni contatto con la punta delle scarpe è un'occasione per considerare la possibilità di tornare a lavore con su i Birkenstock. E come se Giuliano Ferrara e Oliver Hardy mi avessere pestato i ditoni sul tram, e senza nemmeno chiedere scusa. Temo per il futuro delle mie unghie. Osservo il loro eventuale cambiamento di colore. Valuto la loro stabilità. Mi aspetto il peggio. Ora guardo su Google quanto ci mette un'unghia a ricrescere. Poi vado a comprarmi due unghie finte con lo smalto rosso carminio. Poi - con i capezzoli abrasi, il reggiseno protettivo e le unghie laccate - andrò a prostituirmi in tangenziale. Tanto con le marchette ho una discreta consuetudine.
(nella foto, la premiazione del torneo di doppio) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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10:34
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ORGOGLIO E' vero che abbiamo solo due punti, occhei, e siamo a pari merito con la Reggina. Però, grazie al maggior numero di gol fatti e all'ordine alfabetico, noi siamo tredicesimi e loro quattordicesimi.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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09:33
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giovedì, settembre 16, 2004 NONOSTANTE IL GINOCCHIO Visivamente sono un fiorellino. Clinicamente non sono guarito. L'interno del mio ginocchio destro cela un malanno segreto che nessuno riesce ancora a interpretare. Carriera finita? Amputazione? Bah. Intanto parto e vado in Sardinia, dove per tre giorni non farò altro che giocare a tennis e mangiare. Sono impreparatissimo, ma non voglio sfigurare (nè sul campo nè a tavola). Pare ci sia una postazione internet nel lussuoso albergo che ospiterà le mie stanche membra. Se sì, ne approfitterò. Se no, amen.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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13:37
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LA PORTAVOCE
(AGGIORNAMENTO): la foto è stata tolta nel corso della mattinata, come volevasi dimostrare. Comunque è questa qui, per intenderci: AGGIORNAMENTO 2: minchia, hanno tolto anche questa. Guardiamo, dunque, quella mutanda e memorizziamola. Perchè stasera Elisabetta Gardini, attrice di fiction e di teatro e diligente presentatrice, potrebbe essere già la nuova portavoce di Forza Italia. Le idee di Berlusconi, come sempre, sono affascinanti e devastanti al tempo stesso: perchè mandare in tv gente triste o con il riporto a diffondere il verbo del governo e del partito? Mandiamoci una bella figa, con dizione perfetta e volto rassicurante. E così - non vedo l'ora - la Gardini potrebbe prestissimo apparire al tg ad informare il Paese sulla politica economica o le strategie irachene. Elisabetta Gardini - egocentrica, piaciona, arrivista e sgomitatrice (ex-Patto Segni, ex-Ccd, corteggiata dai centristi di qua e di là) come lo sono tutti gli attori - ha anche la fama di bigottona. "Repubblica" oggi riporta uno spassoso episodio avvenuto a una manifestazione di partito in cui, tra donne, si parlava di donne. Durante il dibattito la Gardinona si era lanciata in un'anatema contro il velinismo imperante e via via contro l'uso del corpo delle donne, finendo col parlare del culo. "Che non è nemmeno una zona erogena", ha detto. Al che in sala si è alzato un brusio, e la Maiolo (la Maiolo!) ha dovuto dirle: "E' un giudizio del tutto soggettivo, il tuo..." Il lato preoccupante della faccenda è anche un altro. E se si scatenasse una corsa all'imitazione? Se altri partiti o movimenti affidassero a professionisti dell'apparire la diffusione del loro messaggio. Sarebbe fantastico. Ho già pronti alcuni consigli, per i quali mi aspetto di essere quantomeno pagato.
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11:02
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GUGLIELMO TELL
(sarà stato un accendino satellitare, come minimo) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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RICORSI (RICORDI CORSI) - 3 (fine) (IL SOLE, IL MARE, LA FIGA) IL TRIO LESCANO, Nel corso delle mie lunghe passeggiate quotidiane sui chilometri di battigia a mia disposizione, tra un pensiero sulla caducità della vita e un altro sulle difficoltà dell'Inter in fase difensiva, non potevo non gettare un occhio alla situazione vaginale che mi si sviluppava davanti, tra topless statuari e dispiego di cellulite, tra visi scottati e culi dirompenti, in una rassegna vulvica che mi dava continue emozioni e occasioni di riflessione. Una delle ultime escursioni è stata devastante per la ricchezza di spunti. Posavo i miei occhi,in prima battuta, su una mammina bionda e atletica, in posa plastica nella gestione dell'attrezzatura da spiaggia mentre il marito schiavista era impegnato nel metodico esame di Corse Matin. Grazie al sipario del giornale, dietro il quale l'ignaro francesotto era immerso in una lettura sicuramente nazionalpopolare, approfittavo della libertà di visione di un culo da quattrocentista, o forse da triplista, comunque straordinaramente muscolare, come del resto le cosce, un apparato culo-cosciale davvero guizzante, che quasi mi sarei fatto avanti per chiedere, con quel minimo di sfrontatezza: "Scusmuà, mentre tuo marito legge il resoconto dell'amichevole dell'Ajaccio, non è che ti potrei penetrare da tergo?" Per scacciare questo pensiero licenzioso, mi ero immerso poche decine di metri più in là nella visione di una specie di sirena, una figa di quelle da film, o quantomeno da clip, o quantomeno da budoir, con quegli occhialoni da gnocca marittima, e una posa da pucchiacca da contemplazione, la sigaretta ostentata, la gamba piegata, la coscia spianata, la tetta levigata. Più mi avvicinavo e più notavo l'estrema fissità della sirenetta, il cui unico segno di vita era il fil di fumo che usciva dalle labbra, due labbra da baciare previo lavaggio con Tantum Verde o quantomeno Arbre Magique. Al suo fianco c'era uno di quei biondoni un poì mesciati, un po' sovrappeso, un po' pirla, per quanto ebbri della grazia di potersi trombare quel popo' di manichino. Si muovevano poco entrambi. Forse erano finti. Anche se una toccata alle tette gliel'avrei data, così, per verificare. Nel pieno di questi pensieri morbosi avanzavo a testa bassa, guardando l'alternarsi dei piedi e il gioco delle ombre. Così a testa bassa e così immerso nei cazzi miei che la scena felliniana che mi si parava davanti, alle undici del mattino, in orario non sospetto, in fascia più che protetta, la vivevo dapprima di sfuggita, incredulo, eppoi con crescente sconcerto. Due donne mi attraversavano la strada, Coompletamente nude. Una terza, completamente nuda, prendeva il sole pancia in giù e culo in su. Sbalordito, mi giravo a destra, verso il mare, per vedere le due donne nude entrare in acqua con grande convinzione, come si trattasse del loro ultimo bagno. L'età media era sui novant'anni. Quella più vicina a me aveva un corpo cadente ma squadrato, e sembrava la Cosa dei Fantastici Quattro. Quella più in là, ormai immersa fino alla vulva d'epoca, aveva un culetto smilzo e rugoso e due codini vezzosi, che la facevano assomigliare alla prozia di Pippi Calzelunghe. Le due protocentenni non avevano il minimo imbarazzo, e io nemmeno. tanto che mi giravo disinvolto a vedere la terza donna nuda, quella al sole, un culone enorme ma giovane, un culone cinquantenne, forse di una badante bielorussa contenta di starsene quattro minuti in relax nella segreta speranza che i flutti inghiottissero le due vecchie. Non potevo rimanere lì, certo. Ho allungato il passo e finito di percorrere lo spiaggione. Al mio ritorno in quello stesso punto, una mezz'oretta più tardi, non c'era più nessuno, nè le due cariatidi nè la badante. La mattina dopo ho guardato al bar, su Corse Matin, se qualcuno avesse segnalato la scomparsa di tre cessi dalla nazionalità incerta. Nessuno.
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mercoledì, settembre 15, 2004 LA CATARSI
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martedì, settembre 14, 2004 OUTING
2-0, el segna semper lù. Fossi una donna, gliela darei. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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PERLANA
Peccato che non giochi. Con tutta 'sta pioggia magari stasera si stringeva un po'. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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RICORSI (RICORDI CORSI) - 2 (BREVE REPORT SU AVVISTAMENTI VAGINALI IN SPIAGGIA) L'ENIGMISTA ANTICATA. Sono arrivati in quest'ordine. Prima, la mamma di lui: anzianotta con vago sentore nobiliare, o comunque di conto corrente ben pasciuto. Secondo, lui: età indefinita tra i 25 e i 30 anni, aria da fighetto totale, una via di mezzo tra Michel Platini e Art Garfunkel. Terza, lei: vestitino da almeno 200 euro bianco trasparentissimo e, sotto, un bikini nero. Quando si è tolta quella specie di pellicola Domopak in seta bipolare, la ragazza ha mostrato tutta l'armonia del suo telaio corporeo. E mentre la suocera (o futura suocera, chi lo sa) guardava all'orizzonte, e mentre Art si metteva a rosolare al sole con l'aria di uno che stava facendo un piacere a tutta la Corsica orientale, lei si è messa a fare la Settimana Enigmistica francese (la Semèn Enigmistìc, je pans) sotto l'ombrellone, appena piantato da Art con l'aria di uno che pianta ombrelloni solo dietro lauto compenso. Questo piccolo presepe dell'alta borghesia transalpina non ha avuto sussulti finchè lei, l'enigmista, si è tolta gli occhialoni nero e il reggiseno parimenti nero, scuotendomi dalla lettura della pagina sportiva di Repubblica, acquistata al consueto prezzo di 1,85 euro da uno strozzino. Due cose mi hanno colpito. Intanto, il viso (per quanto posso essere inverosimile che sia stato il viso la prima cosa a colpirmi). La ragazza deteneva un viso anticato, di quelle ragazze giovani ma vecchie, non so se mi spiego, massì dai, tipo la Lavinia Borromeo, quella che si è appena sposata con l'Agnellino. Una faccia che si porterà appresso per i prossimi 50 anni, sempre uguale a parte la profondità delle rughe, che la suocera le insegnerà a stuccare con la cipria. Comunque, questa testolina castano chiara e precocemente anziana era avvitata su di un corpicino che mi ci sarei fiondato, tramortendo la vecchia a colpi di Repubblica e legando Art all'ombrellone. Una figa, per dirla con una semplice parola paspartù. Gambe lunghe, culo che assecondava l'affusolamento dell'insieme e tette notevolissime, nel bel mezzo delle quali spiccavano due capezzoli molto ritti, che mi stimolavano una tentazione feticista, quella di alzarmi e chederle "Scusmuà, ci posso appendere l'accappatoio?" Comunque il presepe era di una straordinaria fissità, con poche variazioni. La vecchia va a fare il bagno e torna. Art si gira di schiena, poi di pancia, poi di schiena. E lei, l'Enigmistica, aveva un'aria così morbosamente annoiata che mi stimolava una eccitante tentazione, quella di alzarmi e chiederle "Scusmuà, lascia qui Art e la vecchia e appàrtati con me sul monovolume, voglio insegnarti tutto quello che so sul petting avanzato" Purtroppo, a un certo punto, credo su ordine della vecchia, Art si è alzato e con metodicità ha indossato la camicia a fiori e smontato l'ombrellone. L'Enigmista ha messo in borsa la Semèn e la birò e si è rivestita di reggiseni e pellicole. Se ne sono andati via in fila, così com'erano venuti. Sarà un matrimonio che durerà poco, o forse molto, ho pensato mentre cercavo di finire l'articolo in cui mi si informava che agli Us Open Potito Starace - un tennista che mi piace - si era fatto eliminare da un piccolo belga, forse per troppa stanchezza, per troppa emozione o per via di quegli aerei che rompono sempre i coglioni a Flushing Meadows.
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lunedì, settembre 13, 2004 ESCLUSIVO: L'AGENDA DI SETTORE SETTEMBRE 2004 1 - mare 2 - mare 3 - mare 4 - mare 5 - mare 6 - mare 7 - mare 8 - mare 9 - mare 10 - mare 11 - ritorno dal mare (Chievo-Inter) 12 - riposo 13 - lavoro 14 - lavoro (Inter-Werder) 15 - lavoro 16 - partenza per la Sardegna, tennis clinic con marchetta, i giorni più belli dell'anno 17 - Sardegna 18 - Sardegna (Inter-Palermo, concordare ricezione sms con aggiornamenti risultato durante cena ufficiale) 19 - Sardegna, poi ritorno dalla Sardegna 20 - lavoro 21 - lavoro 22 - lavoro (Atalanta-Inter, turno infrasettimanale, minchia, non c'è un attimo di sosta) 23 - riposo 24 - lavoro 25 - lavoro 26 - riposo (Inter-Parma, ammesso che si giochi la domenica, giocheremo mai di domenica?) 27 - partenza per Nantes, marchetta 28 - ritorno da Nantes 29 - partenza per la Cornovaglia, marchetta (concordare ricezione sms internazionali per aggiornamenti Anderlecht-Inter durante cena ufficiale, cazzo!) 30 - ritorno dalla Cornovaglia (sto già pensando che ottobre non potrà che essere peggio) (sospiro) (nelle foto, tre immagini-simbolo del mio mese di settembre) (p.s.: per onestà intellettuale, confesso che una delle tre immagini è fuori luogo) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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domenica, settembre 12, 2004 RICORSI (RICORDI CORSI) - 1 (BREVI APPUNTI SU FIGHE VISTE IN SPIAGGIA) LA CONTORSIONISTA PUDICA. Metà donna e metà telefonino. Anzi, non fosse un assurdo matematico avrei detto: metà donna, metà telefonino e metà figa. Si era materializzata nel primo pomeriggio, arrivando sullo spiaggione libero con passo leggero e col telefonino all'orecchio, senza per questo apparire spocchiosa o telematica. No no. Senza essere vistosa, senza il minimo sforzo per apparire o brillare di luce propria, fiera - ma senza esagerare - del suo corpo snello e quasi minuto, spiccava sul resto della popolazione femminile per almeno quattro buoni motivi: bel viso con coda di cavallo, belle gambe, bel seno e bel culo. Caratteristiche che risvegliavano in me il gusto della vita e il senso della vista. Potevo osservarla con nonscialàns fingendo di leggere la Gazza, acquistata a 1,85 euro dall'edicolante di fiducia (l'unico, peraltro). In posizione assolutamente strategica, mi bastava roteare leggermente collo e occhi per passare da un'intervista a Buffon alla supervisione di Miss La Plage 2004. Peccato che molti particolari epidermici e sostanziali mi erano, diciamo così, preclusi: a differenza della moltitudine di donne libertine che si liberavano in fretta del reggiseno, la ragazza prendeva il sole col bikini d'ordinanza e, di quando in quando, telefonando. Queste continue telefonate facevano viaggiare la mia fantasia. Chi sarà? Un'infermiera reperibile? Una trader in pausa pranzo? O semplicemente un pezzo di gnocca cui mezza Corsica la sta battendo? Scevra di pensieri, di preoccupazioni, di tare, di zavorre, la ragazza tardava però a rendersi scevra del reggiseno, barriera che io aspettavo potesse cadere da un momento all'altro, mentre la posizione lettura-Gazza-visione-figa mi stava portando al collasso strutturale. Col telefonino in mano - ancora, diobono, basta! - la ragazza passava dalla posizione supina a quella prona e qui, finalmente, con un gioco di prestigio, tenendo le tette incollate all'asciugamano, il telefonino con una mano e le briglie del bikini dall'altra, si liberava del reggiseno che pluff, finiva di fianco, nella sabbia, pluff. Questo pudore rendeva la scena irresistibile da un lato, e devastante dall'altro. La mia attesa cresceva e stavo lì, in agguato, a cogliere un momento di debolezza. Il telefonino è stato un prezioso alleato. Perchè se telefonando è difficile togliersi il reggiseno, rimetterselo è un'impresa da prestidigitatore. E la ragazza, dando le spalle alla spiaggia e al mare (ma non a me, l'Uomo con la Gazza), è stata costretta a mostrarmi per alcune frazioni di secondo le sue belle tette, una seconda misura di assoluta armonia. Tette disegnate con il compasso che le sfuggivano di mano mentre cercava di tenere le coppe, i legacci e quel cazzo di telefono tra l'orecchio e la spalla, roba che a uno normale provocherebbe una sublussazione. Nel ricomporsi si è girata alla sua sinistra e si è accorta di non essere sola. Un turista italiano, sdraiato come Nerone nell'atto di mangiare l'uva e con uno strano giornale rosa davanti, aveva assistito a tutta la scena, compresa la libera uscita delle tette. Ho colto il suo sguardo severo. Come se avesse voluto dirmi: - Ecco, maiale, le hai viste? Vorrei vedere te in questa situazione. Sei un piccolo maschilista borghese continentale. Ho degli amici che potrebbero farti saltare la macchina, sai? Ma io le avrei solo risposto: - No, guarda, era solo per completezza di informazione. Volevo vedere se a quel culetto disegnato da Manara, a quella gambe affusolate e a quel visino da suorina sadomaso corrispondevano delle tette acconce. Pensa come sarei rimasto deluso nel vedere due robine sgonfie, o sgraziate, o flosce, o insipide. Invece no, sono belle. Complimenti. Ti ammiro. L'apparizione di Miss La Plage sarà durata in tutto un'oretta. A un certo punto, veloce e leggera sì com'era giunta, ha messo il telefonino nella borsa, piegato l'asciugamano, indossato la canottiera granata e la gonna verde militare, calzato le infradito, dedicato uno sguardo distratto al mare e al Tinto Brass con il giornale rosa e se n'è andata. Io l'ho osservata fino a che non è sparita. Strano accostamento di colori: sembrava la fidanzata di un parà della Folgore. Ma che importa? In lei ogni accostamento era perfetto, specialmente quello tette-culo, figuriamoci i colori, tzè, un particolare insignificante. Ho sospirato e ho ripreso a leggere la Gazza, incuriosito da uno strano affare di mercato: lo scambio di un esperto difensore capitano della Nazionale con un portierino uruguagio svezzato in Belgio.
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COSI' COSI' Dunque: a) il traghetto poteva arrivare in orario, io potevo scapicollarmi a casa entro le 18 e stendermi sul divano in tuffo sincronizzato con il telecomando del Goldbox, godermi tutta Chievo-Inter e godere copiosamente per un 6-0, con tripletta di Adriano, doppietta di Ze Maria e gol di Mihajlovic direttamente da calcio d'angolo. b) oppure il traghetto poteva inabissarsi al largo di Cape Corse e io potevo morire affogato nonostante un goffo tentativo di salvataggio, mentre al Bentegodi l'Inter perdeva 5-1 (poker di Pellissier e rete di Marchegiani direttamente su rinvio) e Moratti si suicidava a Forte dei Marmi, lasciando scritto su un biglietto a Facchetti di esonerare Mancini e vendere la società a Gaucci. c) quindi trovo abbastanza coerente che sia finita 2-2 e io la partita l'abbia sentita alla radio, in autostrada, angosciandomi nelle gallerie e deprimendomi ai frequenti gol avversari. Sognavo un rientro trionfale e invece è stato così così (peraltro il 2-2 del Livorno a San Siro mi ha fatto per un attimo accantonare l'idea di chiedere i danni morali alla Corsica Ferries). Comunque, a 37 giornate dalla fine siamo a pari col Milan. E' l'unico commento che mi sento di fare. Ora vado a dormire, domani all'alba mi aspetta il maestro di tennis e io mi sento già impreparato.
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