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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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domenica, ottobre 31, 2004
 

SFIDA NEGLI ABISSI

Sfrucugliando nella mia memoria storica, debbo dire che c'è una discreta percentuale di sfiga in questo inizio di stagione che ci sta minando i coglioni. In due mesi e mezzo di partite ufficiali non abbiamo mai perso e, aggiungo io, non siamo mai stati nemmeno vicini a perdere. Anche quando ci siamo trovati sotto in momenti della partita abbastanza a rischio (a Verona o in casa col Parma), non si è mai dissolta la netta sensazione di potercela fare. Facile, potrebbe dire qualcuno, avendo davanti Adriano e altra gente del suo calibro. Vero: facile. E infatti quando c'è stato da rimediare, zac, l'abbiamo fatto.

Comunque, alla sfiga assegno il 20-25 per cento delle responsabilità in questo inizio di stagione che mai mi sarei immaginato. Metti in campo insieme, o alternati, Adriano, Veron, Stankovic, Recoba, Martins, Vieri (sì, anche Vieri), eppure non vinci. Riesci a non vincere. Roba da matti. Ci dev'essere qualcosa che non va, perchè ormai nove partite di campionato costituiscono una prova. In questi due mesi Mancio e gli altri hanno tirato in ballo l'amalgama, la preparazione, i sincronismi, le nazionali, gli impegni. Però domani è novembre. Novembre.

Ieri abbiamo cambiato tutto. Invece che belli e impossibili, nel primo tempo siamo stati orribili. Zero a zero. Nel secondo tempo abbiamo segnato dopo un nanosecondo su lancio di sessanta metri (Mancio predica il gioco palla al piede). Poi abbiamo tenuto palla per 35 minuti, cercando ogni tanto un pretesto per metterla, ma senza sbattersi granchè. Si percepiva - questo mi ha ferito - che non vedevano l'ora che finisse la partita. Tutto questo contro una squadra, la Lazio, che aveva undici giocatori indisponibili e che non ha fatto quasi un cazzo per tutta la partita, un po' per forza e un po' per i propri limiti. Non vinciamo con la Lazio in assoluto da otto anni, e la Lazio a San Siro non perde da undici. Credo che, in tutto questo tempo, quella di ieri sia stata l'Inter-Lazio più semplice e abbordabile, quasi scontata, perchè c'era un divario oggettivo, perchè c'era un'insopprimibile dovere di vincere, perchè la Lazio aveva mille sfighe e perchè bisognava approfittarne, a costo di fare meno i leziosi e più gli stronzi.

Trefoloni e i guardalinee hanno fatto almeno quattro grosse cagate (una, peraltro, a nostro favore, quando Pandev se ne stava andando in contropiede), ma prendersela con l'arbitro è un esercizio che mi fa girare le palle, soprattutto se gli rinfacci una punizione da tre quarti campo, mica un rigore. La punizione non c'era? E vabbe', Mancio: ma ti rendi conto che ti sei fatto fare un gol da calcio piazzato, punizione da tre quarti campo, piazzata - ohibò - a centro area, dove svetta - ohibò - un ragazzotto argentino alla seconda partita in serie A?

E poi, puttana eva, quelle facce smarrite! Tutti con le mani nei capelli, tutti a guardarsi in giro, tutti con l'espressione angosciata, che la palla ancora rimbalzava in fondo al sacco. Il panico! Ma dove cazzo li abbiamo presi, Mancio, al brefotrofio? Dove cazzo vivono questi? Come cazzo li alleni, Mancio, cosa cazzo gli dici, che cazzo di direttive gli dai? (scusa l'eccessivo uso della parola cazzo) Quelle facce smarrite! Mancio, dimmelo: ti chiedono anche se si devo mettere la maglia della salute? Torno alla considerazione iniziale: mettiamo in campo - alternati, ma spesso insieme - gente come Adriano, Veron, Stankovic, Recoba, Martins. Tecnicamente, cosa vogliamo di più? (e non dico nulla di quel pirla di Moratti he ogni tre mesi tira inballo Ronaldo, non dico nulla perchè gli voglio bene e ci mette i soldi, perchè altrimenti sarebbe da internare)

Domani è novembre. Domenica prossima si gioca la decima giornata, che una manciata di anni fa era un terzo preciso del campionato, e se uno ci arrivava con sei o sette punti di ritardo col cazzo che rimontava. Ma anche arrivarci con l'abisso con cui ci arriviamo noi, anche arrivarci praticamente doppiati dalla Juventus (doppiati!), significa averci quasi messo una pietra sopra. L'assurdo è che siamo qui a piangere senza avere mai perso. L'anno scorso di questi tempi - avendo perso solo il derby, peraltro - arrancavamo dietro un trio che andava a velocità folle. Quest'anno il trio è diventato un duo, fatto sta che ad arrancare siamo sempre noi. Arranchiamo con in squadra uno che in 14 partite ufficiali ha fatto 14 gol, arranchiamo senza aver mai perso uno straccio di partita. E folle, ma è così.

Mi chiedo: caro Settoruccio, ti girerebbero i coglioni uguale se ieri l'Inter avesse giocato alla grande e avesse fatto comunque 1-1? Sì, uguale. Ormai il problema non è più il gioco: quello sappiamo che c'è, abbiamo avuto prove, l'abbiamo visto. Il problema è che bisogna fare punti: tre per volta, non abbiamo più alternative. Il secondo problema è che, sfiga permettendo, segniamo poco rispetto a quello che produciamo. Il terzo problema è che prendiamo troppi gol. La colpa non è di Trefoloni se su una punizione "ovvia" (così come all'Olimpico con la Roma) ti fai uccellare da un ragazzotto argentino alla seconda presenza in A: la difesa finisce tutte le partite con qualcosa sulla coscienza, e ormai sono 14 partite ufficiali. Il quarto problema sono quelle facce smarrite. Il problema numero 4 è tipico della squadre che non vincono, che si deprimono, si smarriscono, si perdono in un bicchier d'acqua. Le facce smarrite guardavano anche me al di là dello schermo, mentre intimamente li mandavo affanculo uno a uno. Se gente che ha 300 partite in serie si concede il lusso di guardarsi intorno con faccia smarrita, diobono, stiamo freschi. E' qui, Mancio, che bisogna dimostrarsi allenatori veri, con i controcazzi. Non possiamo limitarci a misurare i metri del tuo yacht per catalogarti tra i migliori così, ad minchiam.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:46 |


sabato, ottobre 30, 2004
 

AMMISSIONI

Sì, vabbe': la sfiga, Trefoloni eccetera. Il problema però è un altro: facciamo ridere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:38 |
 

SE FOSSI

Uffa, dai, questa Ue. Se fossi Berlusconi, io al posto di Buttiglione adesso ci manderei Giovanardi. Così, per dare continuità alle scelte governative, alle convinzioni personali e alle figure di merda.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:06 |
 

DAGLI AMICI CI GUARDI DIO

Arriva la Lazio, società amica, tifoseria gemellata (è il caso di parlare di cameratismo in senso stretto). Ahhhh, davvero un bel clima. Da una curva all'altra si rimpalleranno cori amorevoli e prossimi alla melassa (oltre che al nazismo, peraltro). E poi ci saranno in campo 10-15 ex, una rimpatriata. Spero che nessuno si rilassi troppo. La Lazio - begli amici - non perde a San Siro da undici anni. E non parlo del 5 maggio 2002 perchè, come dire, è implicito. E' anche implicito che ci tocca vincere. Non sopporterei un'altra settimana di chiacchiere su quanto giochiamo bene e su quanto poco siamo cinici. Come direbbe un qualsiasi giocatore a Inter.it, da oggi in poi sono tutte finali.

(nella foto, l'ultima volta che la Lazio si è dimostrata davvero amica)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:51 |


venerdì, ottobre 29, 2004
 

STARE MEGLIO E STARE PEGGIO

Siamo divertenti. Giochiamo bene, facciamo un sacco di gol, ne prendiamo altrettanti. Dividiamo punti con tutti. A Milano o in trasferta, è difficile vedere gente che se ne va col muso. Vabbe', giusto quelli del Valencia. E anche quelli dell'Atalanta, inculati in zona Cesarini. Altrimenti è sempre festa grande. Il botteghino trasuda incassi. Sky manda sempre in onda partite scoppiettanti. Con noi finora non ha vinto nessuno, ma quasi tutti hanno avuto la loro parte di bottino. Siamo una squadra che affratella. Siamo la Caritas della Lega Calcio. E poi abbiamo un cuore grande così. Non ci dimentichiamo di nessuno. Adesso cresce la nostalgia per un uomo che non ci faceva divertire, no, ma qualche partita ce l'ha fatta vincere, in effetti, e che si porterà sempre appresso il marchio della sfiga impresso a fuoco un giorno di maggio, allo stadio Olimpico in Roma. Ma come non volere bene anche a lui, uno che ci diverte da quando era in fasce e già giocava in serie A, che ha dato un volto frizzante a questa squadra abituata a intristirsi? Certo, non vincendo ci stiamo intristendo lo stesso, ma sai che schioppettate. E' un intristimento divertente. Al Festival dei Fuochi d'artificio di Montecarlo ci sono meno botti. Poi, per bocca di un presidentebuono come un pezzo di pane, affiorano periodicamente nostalgie per giocatori un po' così, nerazzurri a scadenza come il latte parzialmente scremato, molto forti e molto rappresentativi e anche molto pezzi di merda, ma il presidente - il giorno dopo Lecce, benedett'uomo - ci tiene a dire che "resta un legame molto forte, che non è mai venuto a meno". Ah, mai mai mai? Vabbe', ma non sottilizziamo, stiamo parlando del nuovo Circo Barnum, stiamo parlando di Buffalo Bill e dei suoi indiani, di uno show itinerante che sta dando respiro a tutto il mondo del calcio. Spettacolo, spettacolo. No, diciamolo: ma l'avete vista giocare la Juve? Fa ca-ga-re. Dieci punti di vantaggio? E' frutto della sovrastima di un movimento malato. Cazzo, dai, Zalayeta è quasi titolare, il panterone. Vogliamo mettere con unoche ha segnato 100 gol e anche di più, e che fa ancora la sua bella figura nonostante il peso degli anni? E' un'ingiustizia, ecco. Dieci punti indietro dopo aver messo sul piatto il miglior calcio possibile, magari un po' lasso in difesa, vabbe', ma non esiste la perfezione. La nostalgia, cazzo. Nostalgia di cosa? Oddio, se proprio potessi recuperare qualcosa dal passato, visti i chiari di luna e questa tendenza alla devolution di punti, magari un giocatore così avrebbe ancora un suo perchè, per non dire di un portiere così, che adesso magari fa il brillante in Romania (il brillante lo ha sempre fatto), e magari fa qualche televendita da scompisciarsi, però quando vedo un cross attraversare l'area mi viene in mente anche lui e sospiro. Scusate, c'è gente importante che rimpiange i cicciobombi e io non posso abbandonarmi a qualche ricordo terra-terra? E poi è così bello ricordare, snocciolare nomi davanti a una bella birra e rievocare antiche sensazioni. Chissà come parleremo, tra un anno o due, di questa stagione. Diobono, mi assale la tristezza. I get down. Essendo il 29 ottobre, e guardando le figurine Panini di questa Inter manciniana, non posso pensare che a trenta partite dalla fine sia già il momento di tirare delle croci. Invece di rievocare, io comincerei a costruire un presente decente intorno a quest'uomo perchè, diobono, cosa vogliamo di più? Di cosa cazzo abbiamo ancora bisogno? Possibile che da questi trenta giocatori non si riesca a spremere qualcosa di buono? Possibile che a questa squadra non bastino nemmeno due gol di vantaggio per chiudere una qualsiasi partita? Possibile che siamo già qui a parlare al passato di una stagione come se fosse già finita con trenta giornate di anticipo? Possibile che ci tocchi essere nostalgici al mese di ottobre, quando il campionato finisce a maggio?

(nella foto, un eccesso di nostalgia)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:01 |
 

SESSO CRUCCO

Il periodico femminile tedesco "Lisa" ha pubblicato i risultati di una ricerca secondo la quale la maggior parte delle donne tedesche considera la lettura l'attività più rilassante, mentre la maggior parte degli uomini tedeschi si rilassa con il sesso. Questa cosa mi fa pensare. Le donne tedesche, evidentemente, leggono molto in patria per rilassarsi, mentre per trombare vanno a Rimini. Gli uomini tedeschi non vedono l'ora di mandare la propria donna a Rimini per rilassarsi un po' in patria. Più inquietante è immaginare un momento di relax contemporaneo, in una normale camera da letto tedesca. Di certo gli tocca farlo con la luce accesa.

(nella foto, un uomo si sta per rilassare da solo)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:42 |


giovedì, ottobre 28, 2004
 

MENO DIECI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Appiano Gentile, Italy, poco fa)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:17 |
 

L'INTER

Cuperiani o manciniani, siamo tutti abbastanza d'accordo. Questa è una bella Inter. E' un'Inter decisamente gnocca. A volte le salteresti addosso. Cerchi di non pensarci troppo, sennò diventi cieco. E' un piacere vederla. Gran figa. Certo, ha delle amnesie. Si perde per un nonnulla. Si dimentica. Biascica. E' lì che si specchia - perchè gnocca è gnocca, niente da dire - e gli altri intanto finalizzano. E' un'Inter un po' oca, un po' vacua. Fighissima in certi grandi appuntamenti - il gran galà di Valencia - e terribilmente distratta in certi altri, tipo quando va in birreria a Lecce, va in bagno a sistemarsi la chioma e lascia gli orecchini d'oro sulla mensola. Siamo la Flavia Vento del calcio italiano, ecco.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:32 |
 

86 ANNI DI GIOIA REPRESSA

Capisco un cazzo, di baseball. E trovo tristissime quelle rare telecronache del campionato italiano, con quelle inquadrature da troppo lontano del diamante, con quelle illuminazioni un po' sommarie, quegli spalti immersi nell'ombra e quella verve molto contenuta che emanano le gare del Nettuno. Così come erano insopportabili gli sproporzionati collegamenti olimpici con le nostre nazionali di baseball e softball, un concentrato di pippe che potevano essere lasciate a casa e far posto al villaggio olimpico a gente più cazzuta e meno oriunda. Insomma, di baseball posso fare tranquillamente a meno. Ieri pomeriggio, invece, ho visto la replica della gara-3 della finalissima americana su Sky e, pur continuando a non capirci un cazzo, ha assistito a uno spettacolo poderoso, a replay fantastici, primi piani da brivido. Gli americani hanno un sacco di difetti, ma con la tv e con gli eventi ci sanno fare. Tanto che in America, a dieci giorni dal voto, si parlava di più del grande sogno dei Red Sox che della grande sfida Bush-Kerry. E ci credo.

Vabbe', la favola dei Red Sox la sapete a memoria, e lascio stare i parallelismi con una squadra di calcio a me cara i cui tempi di attesa diventano stanno diventando piuttsoto biblici. Vincere un campionato dopo 86 anni, dopo averne sfiorati un bel po', dopo tante eliminazioni a un passo dalla vetta, dev'essere stata una gioia pazzesca. Mi sarebbe piaciuto essere in mezzo a quella bolgia, pur non capendoci una fava. Avrei festeggiato anch'io. Non so cosa, ma avrei festeggiato. E magari, in uno stentato inglese, avrei raccontato al mio vicino di sedia ubriaco la storia di un triangolo rimasto in stand by, e che è diventato un blog. "What's blog, guy?" Ah, lasciamo perdere, ti puzza pure l'alito: congratulations.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:22 |
 

VOLTARE PAGINA

(e se fosse colpa di Gresko, ho pensato? Se fosse colpa di una sfiga che aleggia sottoforma di immagini e brutti ricordi? Allora ho fatto come si fa con un pizza express: ho chiamato e ho ordinato. Non una margherita, ma un header. Non ho parlato con un pizzaiolo, ma con quel genietto di Fab che, sia pure incredulo, ha preso nota delle mie richieste e le ha tradotte in immagine. Poi è suonato il campanello e il ragazzo degli header è arrivato puntuale. Mandato da don Fab, che ringrazio: è un cyber-pizzaiolo gentile e disponibile, non si scompone alle richieste del cliente e fa delle pizze buonissime. Si è lamentato solo del fatto che non sono una bella figa. Non gli posso dare torto)

E' una situazione un po' grottesca. Mi sto morattizzando. Questa squadra mi diverte e mi fa incazzare, è una squadra di artisti e di spreconi, di geni e di spostati. Le partite dell'Inter sembrano quei film in cui succedono troppe cose. E ti distrai, non tieni il conto. Non capisci se godere o preoccuparti, perchè la trama ti avvince e ti sfugge. A un certo punto chiedi all'amico vicino: pss, pss, chi ha tirato? E mentre ti giri a bisbigliare ha già tirato un altro, e il tuo amico ti fa: mavaffanculo, stai zitto, mangia i popcorn, adesso non capisco più un cazzo nemmeno io. Cannonate, passaggi al bacio, azioni da favola. Qualche pallone che entra, altri che come traccianti si spengono sui cartelloni della pubblicità e sembrano volerli svellere, o finiscono sul primo o secondo anello, per la gioia di chi potrà dire "uè, ho toccato il pallone dell'Inter diobono". E' una squadra che non sa nè vincere nè perdere, così presa dal proprio stesso gioco, una squadra narcisa e farfallona, una squadra di gagà, una squadra a tratti un po' culattona (detto con un'intonazione a metà tra Tremaglia e Pozzetto). Una squadra che non sa nè vincere nè perdere, ribadisco. 13 partite ufficiali e zero sconfitte. E qui ci siamo, Mancio. 13 partite ufficiali e 6 vittorie, e qui ci siamo già un po' meno. 13 partite ufficiali e 7 pareggi, un'enormità, un assurdo, una beffa per una squadra che sembra fatta apposta per pareggiare poco o niente, una squadra bella e rischiosa, una squadra da o la va o la spacca, non una squadra da un punto a partita tipo il Perugia di Castagner. In campionato sono due vittorie in otto partite: a Milano ci sono stati esoneri per molto meno. Non è il caso di Mancini, che avrà tutta la fiducia di cui ha bisogno. Non è il caso di questa Inter, che è fortissima non solo sulla carta. E' fortissima anche sull'erba. Ti riempie gli occhi, ti convince, ti istiga i più turpi pensieri triangolari. E non vince.

Mi ero illuso: due gol subiti nelle ultime tre partite, mi ero detto, stai a vedere che è cambiato qualcosa. E invece no. Un po' per sfiga, un po' per colpa e un po' per dolo mi è toccato rivedere il triste spettacolo di una doppia rimonta, in un match che al 50mo dovevamo vincere 7-2, e invece - ohibò - eravamo sul 2-1. Risultato che ormai diventa una specie di cambiale in bianco firmata agli altri, una sorta di invito implicito al pareggio, perchè più o meno ci sono riusciti tutti a farcene due e portare a casa la pelle. Se domani la Juve vince avrà dieci punti più di noi in sole otto partite, e chissà se Mancini di fronte a questa Fossa delle Marianne riuscirà a convincere tutti che è l'ora di vincere. Siccome sono morattizzato, mi arrovello e un po' mi danno anche al pensiero di un sortilegio che ci fa sbagliare due-tre gol fatti ogni partita (càpita anche agli Imperatori), che fa segnare agli altri gol non ordinari (tipo il primo di Bojinov), che non fa vedere agli arbitri fuorigioco come quello fischiato stasera ad Adriano che ancora grida vendetta. Se scade il sortilegio, li pialliamo tutti. E se non scade? No, perchè se non scade, e magari perdiamo una partita su autogol al novantesimo, ci manca pure che cadiamo anche in depressione. Chissà cosa potrebbe succedere se si rompessero gli specchi davanti ai nostri Narcisi, se scoprissero di avere zampe di gallina e brufoli sottocutanei, e di essere così terribilmente vulnerabili.

Forse la chiave è proprio qui. Diventare più cattivi a costo di essere un po' più bruttini. Oppure incattivirsi nel momento di maggiore beltà, e abituarsi a infilare i palloni invece di crogiolarsi nell'estetica, e battezzare qualche stinco, e digrignare i denti, e puntare i gomiti. Dopo sette gol sbagliati e tanto bel vedere, assistere al solito gol subìto palla al piede fino a quattro metri dalla porta a me, lo confesso, fa cadere i coglioni. Se mi accontentassi della bellezza mi abbonerei a Penthouse, mica a Inter Channel.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:07 |


mercoledì, ottobre 27, 2004
 

FISIOTERAPIA

Apprendo con vivo sconcerto che Maria Sharapova - la tennista di cui attendo il raggiungimento della maggiore età per potere dire esattamente cosa penso di lei - ha disgraziatamente perso domenica la finale del torneo di Zurigo contro Alicia Molik (una ragazzona senza arte nè parte) a causa di problemi ai pettorali. Ma scusa, Maria, non me lo potevi dire prima?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:04 |
 

FACCIAMOLO SMETTERE

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:56 |


martedì, ottobre 26, 2004
 

(tu chiamale, se vuoi)

RESCISSIONI

Tre milioni e mezzo di euro l'anno per abitare in riva al lago di Como e non rompere i coglioni. Era, diciamolo, un buon contratto. Se sei vittima di mobbing ma la tua azienda continua a versarti cinquemila euro al giorno sul conto corrente, insomma, ti devi rassegnare: nessun giudice del lavoro si sarebbe incaponito a far condannare l'Inter Fc e a rendere giustizia al dipendente Hector Cuper. Qualche settimana fa un articolone sulla Gazza dipingeva Cuper come una sorta di macchietta, però dignitosa. Un ex sergente di acciaio inox costretto a occupare il suo tempo giocando a tennis e andando a lezioni di sassofono, oltre che guardando le partite in tv e comprando case. Me lo sono sempre immaginato nel suo appartamento da 300 metri quadri assorto a contemplare un calendario con un'unica data, quella del 5 maggio, e a cercare di farsene una ragione. Un tango in sottofondo, e fuori il paesaggio maestoso e triste come solo i laghi sanno essere. Nella cassetta delle lettere, una pila di estratti conto che apriva solo ogni tanto. Cuper ha rescisso oggi il contratto con l'Inter tornando ad essere un uomo libero. Tornerà in Spagna, nella sua Maiorca, che casualmente ha appena cacciato l'allenatore. Gli ho voluto bene, a Hector. Guadagnerà un po' meno, credo, ma sarà più felice. Abitare davanti a un lago e suonare il sassofono avrebbe portato al suicidio lui, i familiari e i vicini di casa. E chissà che storie avrebbero tirato fuori, i giornalisti, prima di trovare due righe scritte sul retro di uno spartito.

Bettarini è uno dei misteri del ventunesimo secolo. Un mistero che un fighetto così giochi a calcio. Un mistero che giochi in serie A da un sacco di tempo. Un mistero che sia arrivato a vestire la maglia della Nazionale. Un giocatore poco tecnico ma molto mediatico, tipo il Real Madrid. Uno che gioca soprattutto perchè è bello, perchè tromba, perchè si fidanza con la Ventura, anzi la sposa, anzi ci fa due figli. Un mistero che uno con quella faccia e quel paio di pettorali da bronzo di Riace incarni l'ideale del marito perfetto e della famiglia felice, perchè sembra l'icona dell'esatto contrario, troppo bello e troppo leccato per essere uno normale. Un giocatore da sfilata, da cocktail, da festa al Billionaire. E per questo molto più giocatore di altri, magari più bravi. Uno che nel Cervia vincerebbe a mani basse, tanto è figo e simpatico. Uno che invece ha saputo sopravvivere, e bene, al massimo livello, altro che Cervia. Un mistero anche come si sia buttato via, un caso di ingordigia che non ha pari. Uno che è così bello, che è così fortunato, che ha una moglie così famosa e così ricca - ecco, uno così - improvvisamente si trova sui giornali perchè accusato di scommettere sulle partite che gioca. Non solo: il suo avvocato lo dipinge come un minus habens che si esprime con gli sms. "Ha mandato 200 sms a quel tale? E' normale, lui si esprime così". Normale, certo. Un mistero anche essere normale ed esprimersi così, avendo soldi, bellezza e un fior di moglie. Tic tic tic tic, e via il centesimo sms della mattinata. Uno così, come Bettarini, bello e famoso e ricco e fortunato, avrebbe anche dovuto conoscere il limite e, arrivandoci, imparare a starsene schiscio, come si dice in Padania. Anche la Ventura si sarà resa conto di alimentare il mistero. Figuriamoci: lei, manager di se stessa, donna di successo, che forse si era presa Bettarini un po' per amore e un po' per sfizio, stesse modalità con cui Vieri si compra un Cayenne. A Vieri il Cayenne l'ha portato via un falso posteggiatore. La Ventura il suo Cayenne l'ha riportato al concessionario, in conto vendita.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:32 |
 

TIROLO NUDO E CRUDO

(questa frase la scrivo perchè ho voglia di usare le parole "leccio" e "faggio")

Il Tirolo d'autunno è splendido. Nel verde cupo delle pinete spuntano qua e là i colori accesi dei lecci e dei faggi. Le piste ciclabili sono fantastiche. Giri intorno al lago oppure prendi e vai nei boschi, su un tappeto di foglie rosse e gialle. Il manubrio della mountain-bike - smanetti, scali o afferri le corna di bue - ti gasa parecchio. L'aria è pura, la temperatura accettabile e il terreno in buone condizioni.

(bene. Nelle frasi successive posso parlare anche di figa, liberamente)

A volte certe situazioni si avverano, e quando si avverano non le apprezzi. Fa parte della natura umana, credo, corrotta dal comsumismo. Voglio dire, a chi - uomo, ovviamente - non è mai capitato di fantasticare durante una grigia giornata in ufficio: "Ma perchè sono qui e non in una baita con tre donne nude che mi fanno oggetto dei loro turpi pensieri?" Ecco, ci pensavo un paio di giorni fa quando, nudo come un verme, ero nella sauna con tre donne parimenti nude davanti. Età media, sui 55. Io ero lì abbastanza imbarazzato, debbo dire, con il mio pisellino allo stato brado, e avevo un bel daffare a guardare in giro. La sauna era bella grande, ma non è mica una suite. Ogni tanto dovevo guardare davanti, e fare un sorrisino di cortesia alle tre carampane che mi sorridevano di rimando. Il mio corpo eburneo non sembrava interessarle granchè. E io con teutonica noscialànsen cercavo di non fissare il festival delle loro tette gravitazionali, la cui forma mi ricordava quei canaloni dove certi fenomeni vanno a fare il fuoripista e poi muoiono travolti da tonnellate di neve fresca. Ho avuto un attimo di fremito quando una delle walchirie, che sfoderava sulla testa una permanente statuaria e in mezzo al petto due tettone da battaglia, si è alzata ed è venuta verso di me. Diobono, ho pensato, che cazzo vuole questa? Vorrà premere il suo corpaccione contro il mio, sperando di provocami un'erezione indotta e farsi penetrare dal mio italico pennone? In realtà la tedescona si è fermata un po' prima, ha preso un mestolo d'acqua e sciafff, l'ha versato sui tizzoni ardenti

(credo che tecnicamente non sia corretto, ma dopo "leccio" e faggio" la tentazione di usare anche "tizzone" era troppo forte)

provocando un innalzamento della già insopportabile temperatura interna. A un certo punto mi sono rotto i coglioni di stare seduto su un salviettone in una casetta di legno. 88 gradi mi sono sembrati troppi per un italiano in libera uscita. Ho rintracciato i lembi del salviettone e me lo sono legato alla vita, evitando di sfilare davanti alle walchirie con il pisellino ad altezza volto. Sono uscito e nell'atrio della sauna era un fiorire di tette, culi e piselli. Massì, giriamo tutti nudi. Che bello sentirsi così nordico in mezzo a questi nordici. Che bello sventolare le proprie pudende nell'indifferenza generale. Il bello è che poi li ritrovi in sala da pranzo, 'sti tedesconi e 'ste tedescone, davanti al buffet degli antipasti, e hanno tutti il dolcevita.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:14 |


venerdì, ottobre 22, 2004
 

AUTOPALPAZIONE

A questo punto posso dirlo. A chi deve scommettere alla Snai o a chi vuole semplicemente pianificare un campionato sereno. C'è una relazione tra certe mie assenze e le prestazioni dell'Inter? Sarà. Mi adeguo e gioco un carico pesente. Due giorni dopo Valencia, e due giorni prima del Milan: sparisco. Vado in Austria e torno lunedì. No, non vedrò il derby. Forse non ne saprò nulla. Notizie non ne chiederò. Voglio soffrire in silenzio, nel silenzio. Vivrò nel dubbio fino al primo autogrill dopo il Brennero, sulla strada del ritorno, quando cerchèrò una Gazza, financo un Tuttosport, e mi metterò di fronte al fatto compiuto. Quando il gioco si fa duro, Settore prende e se ne va. Forza Inter, alè Adriano. Abbasso il Milan. Viva l'Italia.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:37 |
 

SOLDATINI

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:32 |


giovedì, ottobre 21, 2004
 

QUESITI SULLE DONNE

(de importantia ficarum)

In Inghilterra trombare e farsi i cazzi propri sono due cose inconciliabili. Quindi si tromba e si divulga. Negli ultimi mesi abbiamo scoperto che Bechkam è un incallito maiale (Rebecca poi lo ha rimpiazzato a dovere), che Erikkson sembra un ragioniere di Banca Intesa e invece gli tira alla grande, che Rooney ha appena smesso il pannolino e va con le troie. Niente in confronto a quello che sta capitando ad Adrian Mutu. Lo hanno trovato positivo alla cocaina e lui, con onestà e disperazione insieme, ha detto che è vero, ha evitato le solite manfrine, non si è nemmeno appellato alle controanalisi ma ha chiesto di essere ammesso a una cura psicoterapica. Cosa ti può capitare ancora, insomma, oltre ad avere ammesso di essere un drogato e avere perso il posto di lavoro? Ti può capitare che al solito "Sun" bussi l'amante di turno e racconti tutto. A differenza delle varie Rebecche, questa è una professionista. Si chiama Laura Andreasan ed è una pornostar rumena. Questa la sua dichiarazione: "Vengo dalla Transilvania, ma Adrian mi ha sorpreso succhiandomi il sangue da un taglio nella mano che mi ero fatta in cucina". Fantastico. Mi immagino Mutu che le succhia il taglio e poi prosegue imperterrito alla ricerca di altre fessure più naturali, e lei, Laura, che intanto prende appunti e cerca su Google l'indirizzo del "Sun". Non paga, Laura dà un giudizio sulla prestazione: "Sono delusa, a letto è come un ragazzino inessperto". Mutu dovrà lasciare presto Londra: passi che gli diano dello sniffatore, ma del mezzo finocchio no, eh?

Vabbe', ormai si sa. In Spagna giocano un torneo di tennis delle Master Series (stessa categoria degli Internazionali di Roma) e lo sponsor, Hugo Boss, stilista, chiede agli organizzatori di vestire i raccattapalle. E già che c'era, di sostituire i classici bambinetti di prima media con uno stuolo di pezzi di figa tra i 19 e i 27 anni, in maglietta con profondo scollo a V e gonnellone old style con spacco laterale. Apriti cielo, si è addirittura mosso il ministro delle Pari opportunità, parlando di "uso discriminatorio" delle donna. Ma diobono, dov'è il problema? Il fatto di essere dei pezzi di figa, oggi, è tutt'altro che discriminatorio. Sono discriminate le ragazze meno belle? Bah, se ne faranno una ragione. Voglio dire: va bene tutto - le veline, le letterine, il Grande fratello, la scossa, la mossa eccetera - e non va bene che una ventina di modelle raccattino palle durante il torneo di Madrid? Sono contenti tutti: il pubblico, i giocatori, gli organizzatori. Anche le venti fighe, immagino. E non va bene?

Per me il problema è uno solo:

E' lo sguardo di Albert Costa, il problema. A lungo andare potrebbero verificarsi pericoli per l'ordine pubblico e il buon costume, oltre che agonistici. Cosa starà pensando Albert Costa? Qualcosa del tipo "ma perchè sono qui che gioco questa fottutissima partita, invece che in un luogo morbido e appartato in cui farmi raccattare le palle da questa gnocca totale?" Sì, il problema è sulla certezza del risultato. Se uno va alla Snai, deve informarsi anche su chi raccatta le palle. E Costa come avrà dominato le sue zone erogene? Devo informarmi sul risultato finale della sua partita. Era evidentemente distratto. Ogni volta che la raccattapalle figa si chinava, lui perdeva tre punti Atp.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:00 |
 

I VOTI DI UN UOMO FELICE

(GAY PAGEL)

FONTANA: 10 - Incolpevole sul golazzo di Aimar, in compenso sfodera due parate strepitose. Ha una faccia allegra e un fisico un po' da sfigato, che compensa con quella pettinatura da spogliarellista romagnolo. Così uomo e così bambino.

CORDOBA: 10 - Fonde con gagliardia il suo viso andino con un corpo da moderno Tiramolla. Ideale per amplessi di lunga durata, intanto scardina avversari con precisa volontà. Macho.

BURDISSO: 10 - Ignoro perchè non sia rientrato nel secondo tempo, so solo che ho rimpianto il suo sguardo fiero e il suo capello fluente, che ogni giorno che passa mi ricorda sempre di più Nazareno Canuti.

MATERAZZI: 10 - Un gladiatore. E poi tutti quei tatuaggi. Eccitante. Ormai è pronto per un peep-show: lui nel ring con Cirillo e noi fuori a guardarlo, con giù i pantaloni.

FAVALLI: 10 - Spero mi perdoni questo bell'uomo dal fascino inossidabile. Pensavo che 848 partite con la Lazio l'avessero bollito. Il suo pizzetto a Mykonos diventerebbe un must.

VERON: 10 - Mi sorprendo a fantasticare come sarebbe con i capelli. Quando caracolla con quei calzettoni così negligentemente lasciati andare giù, giuro, ho un fremito.

CAMBIASSO: 10 - Da quando fa il vertice basso del rombo, penso a triangoli rettangoli in cui c'è sempre un posto dove mettersi a 90°.

STANKOVIC: 10 - Segna di testa, corre di gamba, passa di piede. Una di quelle serate che ti farebbe venir voglia di scappare con lui su un gommone, verso Punta Chiappa.

EMRE: 10 - A volte ti dimentichi che nella rosa c'è anche lui. Sembra un fanciullo di 14 anni con le gambe di Ben Johnson, però sbiadite. E' turco, come il bagno turco, non so se mi spiego.

VIERI: 10 - Segna un gol sbagliando, quindi è di nuovo lui. Chissà cosa ci trovano le veline in questo pezzo d'uomo. Mi piacerebbe proprio saperlo. Ha un non so che di rude, e probabilmente una grossa nerchia.

ADRIANO: 10, 11, 12, fate voi. Un giuocatore da favola. Un uomo immenso. Un ragazzo da sposare, così generoso e con quei pettorali che si ritrova. Gli leccherei tutta la gamba sinistra, se questo non creasse scandalo nella blogosfera.

VAN DER MEYDE: 10 - Entra, si propone e la mette. Tutto in 10 secondi. Peccato per questa eiaculatio precox, perchè è un biondino un po' slavato che può piacere.

J. ZANETTI: 10 - Una serata felice anche per lui, che sembrava così depresso. Scende sulla fascia che sembra Klammer. E poi che belle quelle basette.

CRUZ: 10 - Ha davanti Adriano Vieri Recoba e Martins, e nessuno di dietro. Una condizione davvero frustrante. Per questo mi è piaciuto tanto vederlo correre e sorridere sul prato, come a un Jardinero si conviene.

MANCINI : 10 - Azzecca la formazione, azzecca i cambi, azzecca anche la cravatta e la pettinatura. Tipica condizione estatica di chi ha appena avuto un rapporto sessuale soddisfacente.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:10 |


mercoledì, ottobre 20, 2004
 

MI SENTO

COME UN MAIALE

A CASA

DI REBECCA LOOS

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:46 |
 

IL SUPERGIOVANE

"Ho scelto Diaco perchè è giovane e di sinistra". Così disse Emilio Fede il giorno dopo aver offerto la vicedirezione del suo Tg4 a Pierluigi Diaco. Lo invidio, Diaco. Lavora per RadioRai e Radio 24, conduce su Sky e compare dovunque lo chiamino. E lo chiamano in tanti, accidenti. Adesso gli offrono la vicedirezione di un tg nazionale in virtù delle sue virtù: è giovane e di sinistra. Non so se sia di sinistra, francamente. Mi sembra - anche questa - una mistificazione di Fede, che si fa bello dell'assunzione di uno di sinistra nel suo tg berlusconiano, berlusconista e berlusconico. Ma quale sinistra. Diaco non è nè di destra nè di sinistra, e nemmeno terzista. Diaco è giovane, punto. Diaco è Il Giovane e lo rimarrà almeno fino all'incanutimento delle tempie. O forse anche oltre. Resterà Diaco il Giovane come Tarquinio il Superbo, eternamente giovane come certe star del rock che giovani lo rimangono molto a lungo, almeno nell'immaginario collettivo, fino a quando ci si stupisce e si sospira al compimento del cinquantesimo anno e leggendo la notizia al bar si dice: "Minchia, 50 anni. Si tingerà i capelli".

Risolto il problema dell'essere di sinistra - che lo sia o no, è ininfluente -, andrebbe affrontato il problema della gioventù di Diaco. Diaco fa il giovane dappertutto e sotto molti padroni. E' un giovane trasversale, che deve andare bene alla Rai come alla Confindustria, a Murdoch come a Berlusconi. Che giovane è, perdinci? A parte l'aria impertinente e la parlantina sciolta e il vestiario sommesso ma trendy, che razza di giovane è? Si può essere lo stesso giovane parlando da quattro microfoni diversi, senza sommare i microfoni delle sue prezzemolate in giro per canali e frequenze? Se Diaco è Il Giovane, vuol dire che in Italia c'è uno stereotipo di giovane che assomiglia a Diaco, o che ama farsi rappresentare da Diaco, o che comunque si rassegna a rivedersi nel Diaco che impazza ovunque in qualità di giovane?

La questione Diaco è veramente complicata. E' chiaro che parlo per invidia, perchè: 1) sono meno giovane; 2) ho meno proposte di lavoro; 3) ho meno parlantina; 4) ho meno figa di Diaco. Però sono preoccupato per questo strapotere. L'Italia è piena di giovani, ma per i media esiste solo Diaco. Non è solo un problema di sovraesposizione, banalizzazione, pigrizia, superficialità. Nei talk show girano gli stessi quaranta ospiti, e uno è Diaco, e vabbe'. Ma tutto il resto, diobono. Non è possibile che ci sia solo un giovane, Il Giovane. Io chiamerei l'Antitrust, guarda.

(nella foto, al centro: due rughe d'espressione)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:48 |
 

ULTIMA SPIAGGIA

Al Grande Fratello, appassionante come una partita del campionato scozzese, sono arrivati allo scherzo dell'estintore, una classico di ogni stagione: quando non sanno più quale cazzata combinare, uno prende l'estintore e lo scarica addosso a un compagno, tra l'ilarità generale. Io, nel mentre, giravo e rigiravo il cedolino dell'abbonamento a Sky, valutandone l'esosità. Poi ho ripensato ai monologhi di Ascanio e, commosso, sono andato a dormire.

L'Isola dei Famosi, invece, è di un altro livello. L'essere abbarbicati alla propria "famosità", costretti su una spiaggetta a stretto contatto con altri "famosi" altrettanto abbarbicati all'ultima speme di salvezza, sta tirando fuori il meglio e il peggio da ognuno dei finti naufraghi. Le donne si menano poi fanno pace, gli uomini vivacchiano intimoriti da queste fighe fuori e virago dentro. Le donne si scuoiano fino alle nomination, mentre gli uomini rimasti cercano di non farsi notare. Kabir Bedi, un'icona, viene defininito "uno che dorme e spacca in due le noci di cocco, e basta": e Salgari si rivolta nella tomba. E che dire di Totò Schillaci. Sembra un soprammobile, una pedina del Subbuteo. Fino a che si gioca la carta della sua "famosità" ad uso e consumo di tutta la truppa: "Un mio pallone autografato in cambio di dieci ami con relative esche". La Produzione, incredula. accettò.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:50 |


martedì, ottobre 19, 2004
 

ASSURGERE (ALLA CAZZO)

AL RUOLO DI BLOGSTAR

Mezzo mondo sta cercando informazioni su Brigitta Bulgari e, non pago di quelle ricevute su portali più o meno lussuosi, clicca il blog di Settoruccio. Tra poco taglierò il traguardo dei mille ingressi giornalieri e Shiny Stat si arrenderà (il servizio gratuito si ferma alle mille visite/giorno, poi incrocia le braccia come uno scritturale frustrato). Oggi mi sento anch'io tra i vip: come il Confuso, il Neri, il Sofri, la Selvaggia. Quintalate di ingressi senza aver scritto una sega (questa poi è bella, del resto le blogstar vivono di rendita, mica sono bulimiche come me). A pensarci bene, però, un merito culturale mi va ascritto. Sono uno dei pochi, e probabilmente l'unico, ad avere pubblicato un saggio breve su Brigitta Bulgari e l'operazione-scandalo di Riccardone Schicchi. Sono l'esegeta della tetta finta e dell'invasione di campo. Sono il cantore del sesso depilato e della pista di atletica violata. Sono l'erede degli aedi e dei rapsodi, ma non narro e canto di cavalieri e d'amore, ma di pallone e di gnocca. Sono passate le sei e mancano sei ore alla fine del mio primo (e ultimo) giorno da blogstar di massa. Non farò in tempo neanche a ideare uno straccio di gadget. Almeno voi, per favore, pulitevi i piedi e fate silenzio quando entrate: sto contando gli ingressi. Quanto alla leggera erezione, niente, non fateci caso: è l'ebbrezza della notorietà.

(nella foto: un collega)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:27 |
 

SEGNI PARTICOLARI

Sono letteralmente basito. Secondo il servizio Shiny Stat fino a questo momento - e sono da poco passate le undici - ci sono stati un centinaio, forse due, di ingressi in questo blog (consacrato all'interismo moderno, al cazzeggio e tamquam alla figa in generale) motivati dalla ricerca di informazioni su Brigitta Bulgari. Oggi batterò il record mondiale stagionale personale di ingressi e di visite e di pagine viste, insomma, di tutto, grazie a questa disgraziata mandata da Schicchi a invadere il campo durante Piacenza-Catanzaro (raccontata così, una delle più strepitose imprese non-sense mai accadute in Emilia-Romagna). E io che faccio tanto il figo, lo snob, il colto (pur essendo inclita) e l'anticonformista, sto vivendo - proprio in questo momento - una giornata di estrema e immeritata popolarità grazie a Brigitta Bulgari e a Riccardo Schicchi. Sono una pornostar con la licenza ginnasiale, proprio come Moana.

A questo punto, per pura cortesia, devo aggiungere qualche particolare al post di ieri, cosicchè tutta 'sta gente che apre il blogghetto di Settore per stare al passo con i tempi, e avere cioè informazioni sulla vita e le opere di Brigitta Bulgari, non resti delusa. Brigitta ha vent'anni, è bulgara (ah, Bulgari... genialata), vero nome Brigitta Kocis, e Schicchi (bestemmiando) la vede come nuova Moana. Segni particolari: ha un piecing sul sesso rasato. Mi spiace, Brigitta, non potremo mai trombare io e te. Io ho le borchie sul sesso eccitato. Si creerebbe un campo magnetico e un tale rumore di ferraglie che svanirebbe tutta la poesia del momento.

(nella foto, il mio manager)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:31 |
 

TRASGREDIRE (TZE')

Quelli del Grande Fratello non sanno più cosa inventarsi. A cadenza regolare, per cercare di dare una mossa a un cast divertente come una partita della Bundesliga, mandano alcol nella Casa sperando che succeda qualcosa. Ma sbagliano le dosi, perchè calcolando che sono in undici e tre sono già andati a dormire (marito moglie e Toni, ovvero i tre nominati, che sono molto offesi con gli altri), dare 44 bottiglie di birra agli otto residui costituisce una specie di istigazione a delinquere, una circonvenzione di incapace e una lesione dei diritti umani. Si sono ubriacati, si parla di baci promiscui (baci, non si tromba) e di risse all'alba, anche se come al solito le cose più interessanti le oscurano e bisogna fidarsi dei comunicati del giorno dopo. Il più simpatico è sempre Guido, che in preda a una ciucca ciclopica si ribella alla logica del Grande Fratello e spacca mezza casa. potendo vantare, tra l'altro, un'impresa alla Mino Damato: ha preso in mano i carboni ardenti della sauna e li ha buttati della piscina. Una prece.

Una spirale di violenza, del resto, sta interessando tutti i reality. All'Isola dei Famosi è in corso uno psicodramma trasversale che meriterebbe più attenzione. Le donne - starlette attuali o passate, vere o presunte, mediamente frustrate - passano la giornata a dirsene di tutti i colori, dandosi delle fallite, evidenziando pancette e celluliti varie, valutando lo scempio della forza di gravità sulle altrui tette e sugli altrui culi. Ieri sono venute alle mani, con schiaffi e strappate di capelli. Antonella Elia, non so perchè, ma me la farei. Lo spettacolo è straordinario. Gli uomini sono semplici comparse, a parte Dj Francesco che ha trovato nuove ragioni di vita e soprattutto un figone da trombare. Totò Schillaci, con il suo toupè attaccato col Bostik, costruisce zattere e cuoce granchi. Sandokan sembra un totem. Giuro, avessi più tempo guarderei l'Isola. Ma non ne ho, peccato.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:07 |


lunedì, ottobre 18, 2004
 

TOLDO ESCE (DI SQUADRA)

L'elemento di grande novità della partita di domenica non è l'immensità di Adriano e nemmeno il ritorno al gol di Vieri, evento che prima o poi si sarebbe verificato non fosse altro perchè il personaggio in questione 1) è un attaccante che ha una certa consuetudine alla conclusione a rete e 2) è attualmente schierato dall'allenatore in zona d'attacco per cui 3) le probabilità di incocciare in qualche pallone utile e di spedirlo dentro sono sempre rimaste elevate. No, l'elemento di grande novità è l'esclusione di Toldo. Il portierone si è affrettato a far buon viso a cattivo giuoco e oggi ha parlato per interposto procuratore. Tattica non apprezzabile, perchè il procuratore ha parlato da procuratore, e quindi in maniera abbastanza scomposta. "Francesco non vuole fare polemica", ha detto questo signor D'Amico. A questa simpatica dichiarazione d'intenti sono seguite trenta righe mooooolto polemiche, invece. "Abbiamo rivisto i gol subiti e non abbiamo ravvisato colpe specifiche". Come dire: Francesco ha detto che non c'entra un cazzo con i gol e che è tutta colpa dei compagni che sono delle pippe. Per continuare con "Toldo sta attraversando un periodo di forma fisica e mentale eccellente": come dire, perchè cazzo è stato giubilato a tradimento? E per finire - questo D'Amico - con una frasetta che sarà molto piaciuta a Mancini e alla società, oltre che a Jimmy Fontana: "Se c'era un momento per decidere l'avvicendamento, è stato scelto quello più sbagliato". Già, perchè nei prossimi dieci giorni si gioca il derby con il Milan e la partita più difficile di Ciempions a Valencia.

E se invece fosse quello giusto? Toldo, savasandìr, non gode più della fiducia di Mancini, della società (tra l'altro è detentore di un contratto-suicida da 4 milioni di eruto l'anno), dei compagni (temo che le dichiarazioni non rasserenino l'ambiente) e dei tifosi, soprattutto, che si palpano vigorosamente i coglioni ad ogni cross e rischiano l'orchite cronica, considerando che quest'anno ci sono anche 4 partite in più. Toldo, checchè ne dica lui, sarà anche in forma ma non è per niente sereno. E' un gran portiere quando sta in porta, mentre quando esce è un pericolo pubblico. E infatti, sapendolo, sta in porta anche contro ogni evidenza di gioco e di necessità, provocando guai del tutto analoghi a quando esce. E' un portiere che si esalta nella sua trincea (dal bunker di Valencia ai rigori contro l'Olanda, avrà comunque un posto nella storia) ma si deprime nei pericoli della routine. Avrebbe bisogno di sentire intorno a sè una fiducia esagerata, ecumenica, totale, ma ormai credo sia impossibile che tutti - allenatore, compagni, società, tifosi - gliela possano elargire all'unisono.

Avrebbe bisogno di cambiare squadra, ecco. L'Inter si sta già muovendo, è evidente. L'acquisto di Carini è da inquadrare in una tattica di avvicendamento dell'attuale portiere titolare: Mancini ha qualche mese per decidere se 'sto Carini è un fenomeno oppure per individuare il prossimo portiere dell'Inter (Frey? De Sanctis? Abbondanzieri? nonsononricordo?) usando Carini (che è pur sempre un nazionale uruguagio) come pedina di scambio. E visti i tempi del panchinamento toldiano, non è escluso che questa grande manovra venga anticipata a gennaio, se si trova qualche squadra consenziente.

Mancini, intanto, ha avuto il coraggio di mettere Toldo in panchina, un coraggio che non ebbe Zac lo scorso anno schierandolo in condizioni da delirio. Mancini il turn over - tranne Adriano, e vabbè, mica è scemo - lo sta praticando senza guardare troppo ai gradi e ai galloni: anche il capitano Zanetti si è già seduto qualche volta in panca, altro intoccabile un po' intristito, un po' vittima dei suoi difetti - il portar palla, soprattutto - e un po' stanco dopo tanto tirar la carretta. Ma mettere in campo il 37enne Jimmy Fontana è qualcosa in più di un semplice turn over, obviously. Il ruolo del portiere è normalmente esentato dal turn over ordinario: i titolari cedono il posto solo per squalifica, infortunio o Coppa Italia. Oppure sistematicamente (esempio: lui è il titolare, ma la Coppa Uefa la fa l'altro). Quando l'allenatore ti dice la mattina della partita "Scusa, France', oggi gioca Jimmy" è perchè ti ha sfilato i guanti. Jimmy non ha la forza, il talento e la consuetudine per reggere più di qualche breve ciclo di partite. Però il procuratore di Toldo starà già cercando su Google "squadre in cerca di portiere", se non è stupido.

(nella foto: armonia in casa Inter)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:37 |
 

IL DECLINO DELLA FIGA

Si è visto subito che non era una di quelle simpatiche e spesso corpulente streakers che ogni tanto corrono nude sui prati di Wimbledon o di Ascot e mostrano tette culo e triangolino agli spettatori allupati. E nemmeno una di quelle idealiste che si denudano per una qualche causa strampalata, tipo quel coglione che attraversa la pista durante i gran premi o che ferma maratoneti lanciati verso l’Olimpo per fare pubblicità alla Bibbia. L’invasione di campo di Brigitta Bulgari (cognome fasullo come le tette) era puro marketing, una specie di televendita, una piccola tratta della bianca per venderne la patonza. Riccardo Schicchi – che una volta faceva sventolare le spettacolose vagine di Cicciolina e Moana, e più recentemente ha fatto annusare al popolo la gnocca di quella gnocca di sua moglie Eva Henger – ha deciso che questa povera Brigitta (che vanta il titolo di Miss Penthouse 2004, sticazzi) è la pornostar del momento e forse anche del futuro. Un consiglio per l’acquisto, una televendita di carne da macello. L’elezione di Brigittona a pornostar, un’elezione in cui Schicchi è l’unico giurato e Brigitta l’unica autocandidata. Una specie di sega mediatica, una masturbazione reciproca, un petting eccessivo tra due personaggi da cui non comprerei un’auto usata e nemmeno mi farei circuire il pisello. Insomma, una cagata, diciamolo. Anche perché, caro Schicchi, il tuo spottone è stato tristissimo, forse un segno dei tempi e un invito al tuo pensionamento in una casa di riposo per vecchi pornomani. Insomma, Schicchi, con Moana facevi numeri clamorosi. Con Cicciolina ti saresti inventato chissà cosa: chessò, un pitone in vulva nel cerchio di centrocampo durante Lazio-Roma. Questa Brigitta, diobono, l’hai mandata a invadere la pista durante Piacenza-Catanzaro. Piacenza-Catanzaro! E’ come se io mi mettessi a limonare nei distinti durante Sora-Vis Pesaro e pretendessi di diventare il nuovo Siffredi. Scommetto che rideresti anche tu, Riccardone mio.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:32 |


domenica, ottobre 17, 2004
 

I GRANDI SUCCESSI

E' stato il giorno dei Giganti.

Questo ha messo giù il piede dall'aereo e ha fatto due gol meravigliosi. Non gli perdonerò mai di non avermi aspettato. Mi stavo ingozzando di tiramisù tra vecchie zie e cugini senza squadra, proprio nel momento in cui lui arava il campo di San Siro, lo rizzollava di magie e di traccianti, e il nobile catino fremeva di polluzioni multiple. Ti voglio bene, Imperatore.

Quest'altro ha riscritto la Storia con un Mondiale in sella a una moto che lo scorso anno faceva cagare (un podio - terzo posto - su 17 Gp) e comunque non vinceva da una vita. E siccome non fremo nè per lui nè per il motociclismo, credo di essere nelle condizioni oggettive di dire che è uno dei più grandi di sempre, e non solo parlando di motori.

Ora sostituisco la Citrosodina con il Niagara e tento di digerire.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:02 |


sabato, ottobre 16, 2004
 

CONSIGLI PER LA SNAI

Inter-Udinese. L'anno scorso c'ero, inutilmente speranzoso. In panchina c'era Zac, poverino, con trenta-quaranta assenze per infortunio o squalifica e la squadra in irreversibile caduta libera. Toldo era in pieno psicodramma, che se Spalletti mi avesse fatto entrare a un quarto d'ora dalla fine, con le scarpe di cuoio, avrei segnato anch'io (a malincuore, s'intende). Vinsero loro: primo tempo infame, secondo tempo con due golletti in rapida successione (Pinzi e Fava) prima del nostro (Cruz) e inutile assalto finale guidato da Karagounis che sembrava Pelè. A parte Zac, gli altri ci sono tutti. A parte Zac e a parte me. Avevo già tutto pronto: posti a sedere, cuscino, sciarpa, speranze. E invece sono stato cooptato per un pranzo familiare a cui non si può dire di no, in un posto a 200 km. da San Siro che non posso nemmeno dire "vabbe', salto il dolce, arrivederci a tutti, è stato un piacere, fatevi vedere, che bel pranzo, che buono l'arrosto, ooooccccchei, vado, scusate, è la vita, la passione, c'è l'Inter, comprendetemi, vi voglio bene". Quindi niente Inter, niente radio, niente tv, sono in un pranzo di zie acquisite e cugini agnostici, niente, sono adulto e mi rassegno.

Cabalisticamente, questo evento familiare apre nuovi fronti a livello pronostico. Finora - no, non parliamo dei concerti - ho quasi sempre saltato l'Inter per delle cene, con esiti alterni. Recentemente, l'ultima volta che ho saltato la partita per un pranzo (comunione del cuginetto cui ho regalato la divisa di Adriano) abbiamo battuto il Parma (con gol di Adriano)  alla penultima dello scorso campionato, conquistando mezza Champions. Quindi il mio pranzo potrebbe avere discreti esiti. L'anno scorso aveva portato sfiga andare a San Siro a vedere l'Udinese, e infatti un brividino mi stava già percorrendo la schiena. Ma è anche vero che non la vedrò per nulla, nemmeno dal fidato divano. E poi sarò all'estero, in Veneto, mai successo. Adriano ha perso l'aereo, Davids ha tentato di uccidere un paparazzo. Che vigilia del menga. Cazzo, non riesco a calcolare l'influsso delle novità, dei corsi, dei ricorsi e dei cugini. Fate come volte, se andate alla Snai. Ma poi non datemi colpe che non ho: le zie ci rimarrebbero male.

p.s.: e se regalassi alla zia la divisa completa di Materazzi?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:02 |
 

ARRIDATECELO

Barroso, scusaci: ne mandiamo un altro, se vuoi.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:42 |


venerdì, ottobre 15, 2004
 

MAMMA HO MENATO UN FOTOGRAFO

Uno perde l'aereo, l'altro (questo qui, l'olandese menante) picchia un fotografo in via Montenapoleone. Bella vigilia di partita. Manca solo che trovano il Mancio con un travestito e siamo a posto.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:05 |
 

BRANCA HO PERSO L'AEREO

Cazzarola. Ci tocca far giuocare Vieri.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:21 |
 

REALITY ARRAPATION

GRANDE FRATELLO

Alessandro

L'ISOLA DEI FAMOSI

Cosa ci troveranno, poi? Boh.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:51 |
 

NO COMMENT

TORINO, 15 ottobre 2004 - "Ai giocatori della Juventus è stata data l'Epo. Lo dimostra l'analisi dei valori dell'emoglobina nel sangue degli atleti che è stata effettuata dal perito Giuseppe D'Onofrio. Ci sono indizi gravi, precisi e concordanti. La somministrazione è stata di due tipi: quella cronica, a basse dosi, e quella acuta, fatta a Conte e Tacchinardi per affrettare il loro recupero". È una delle tesi ribadite da uno dei due pm, Gianfranco Colace, nel corso della requisitoria della pubblica accusa al processo per i farmaci ai calciatori bianconeri. Gran parte della mattinata è stata dedicata a questo argomento, mentre la pm Sara Panelli ha aperto l'intervento soffermandosi sulle implicazioni del reato di frode sportiva (la legge 401 del 1989) contestato ad Antonio Giraudo e Riccardo Agricola, amministratore delegato e capo dello staff medico della Juventus.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:33 |
 

ERECTION DAY

Sorteggio pilotato. Neanche Blatter sarebbe potuto arrivare a tanto. Al GF aprono la suite e chi fanno in modo di mandarci? I due più avviati verso il viale della copula. L'inglesina e il Grignani dei poveri, ma molto più palestrato, con una putrella tatuata sul braccio (sull'altro braccio c'è una specie di polsino di ghisa, tatuato s'intende), vengono mandati a forza verso un luogo dove c'è da mangiare, bere, ballare e trombare, diciamolo, perchè il lettone è davvero invitante. La seratina inizia con una specie di lap dance, tanto per far capire il contesto. Intorno al palo i due cominciano a fare le fusa e poi a limonare. L'inglesina fa un po' la gatta morta, poi la gatta viva. Al che Grignani continua a fare la lap dance, ma i pali sono diventati due, you know what I mean. Poi arriva una danzatrice del ventre che prende le ordinazioni: mangiare, bere, massaggi eccetera. Volete vedere un film? Ma certo. Grignani sceglie "Il sesto senso", che gli era piaciuto. Alla fine si decidono a vederlo verso le 3, a letto. C'erano ancora i titoli di testa quando un piumone ha coperto i primi accenni di petting tra una disinvolta barista gallese e uno scultoreo muratore toscano. Penso ballassero la lap dance da coricati. Il palo ufficiale era ancora al centro della stanza, quindi ritengo che sotto il piumone ci fosse l'altro, quello retrattile.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:46 |
 

CONVENEVOLI

- "... le ho anche lasciato del materiale sulla cosa di cui abbiamo parlato. Purtroppo è in spagnolo, ma se crede posso ripassare di lì e glielo traduco in 5 minuti"

- "... spero comunque che il materiale sia sufficiente, altrimenti possiamo riparlarne quando vuole"

- "... scusi se la tempesto, ma le ho inviato anche un paio di altre foto. Se avesse dei problemi può trovarmi sempre al 335..."

- "... ma nell'attesa possiamo darci del tu?"

- "... grazie ancora. Fammi sapere quando ci sei, che passo e ti offro un caffè"

(frasi finali di alcune delle e-mail - su un totale di una decina - ricevute da una che ho visto per dieci minuti per motivi di lavoro. Non so cosa pensare. Queste donne del Terzo millennio sono così intraprendenti)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:17 |


giovedì, ottobre 14, 2004
 

TERZA ETA'

Ho perso i primi due gol per cercare parcheggio. Sono salito in casa e mi sono sommariamente preparato per la notte e per seguire quello che rimaneva della partita. Mi sono messo a letto sistemando cuscino, schienale, piumone, tutto. E' iniziato il secondo tempo. Ho perso il gol del 2-1 perchè stavo facendo zapping. Ho visto entrare Cannavaro al posto di Oddo. Poi ho perso definitivamente conoscenza. Mi sono svegliato che c'era il tg della notte e l'energia residua l'ho impiegata per spegnere il televisore. Solo poco fa ho appreso che abbiamo vinto 4-3, risultato suggestivo parlando di Italia. Non ho visto un cazzo. Non ho chiesto a nessuno di raccontarmela. Sto invecchiando. Se qualcuna vuole limonare con me si prenoti per tempo, ormai sono alle ultime cartucce.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:58 |


mercoledì, ottobre 13, 2004
 

LE GRANDI DOMANDE

1. Perchè Dagospia mette in rete i filmati integrali delle decapitazioni in Iraq e non quello di Rebecca Loos che masturba un maiale, cazzarola?

2.Perchè - a proposito del sondaggio Durex sulle abitudini di trombaggio - il 51 per cento degli islandesi è in possesso di un vibratore?

3. Perchè si ostinano a parlare di operazione-simpatia intorno alla Nazionale di calcio, se poi la fanno allenare a Lippi?

4. Perchè apro il sito dell'Inter, guardo le foto dell'allenamento odierno e scopro con raccapriccio che la squadra ha trascorso parte della mattina come se la Pinetina fosse il Ventaclub di Varadero? E dire che di cose da fare ce ne sarebbero: tipo, insegnare ai ragazzi a prendere meno di due o tre gol a partita. Il risultato: come si vede dalla foto, non difendono neanche a basket. Karagounis tira in perfetta solitudine. Un disastro.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:47 |
 

AUDITEL

Il Grande Fratello resta la trasmissione di punta di Mediaset, ed è tutto dire, visto che ha perso un paio di milioni di spettatori rispetto all'edizione di Ascanio e company. Ed è strano. E' così - come dire? - scoppiettante questa quinta serie. Per esempio, ieri:

Il Grande Fratello, con grande magnanimità, fa trovare ai concorrenti del gin e dell'acqua tonica nella stanza delle sorprese. Che sorpresa, appunto! Io ho mandato una mail a Ginevra perchè non è possibile approfittarsi così della situazione.

I concorrenti si ubriacano e mollano i freni inibitori. Parte una gara di pesatura delle tette. Vince Cinzia, il cui turgore mammario è quantomeno sospetto. Secondo il metodo usato dalla giuria, Cinzia ha cinque chili di tette. Son soddisfazioni, comunque.

Per non essere da meno, Alex cala i pantaloni. Il pubblico femminile spera che da lì a poco parta la gara di pesatura del pacco. Non partirà, mannaggia.

Ma le emozioni non sono finite. Un grillo (un grillo!) entra nella Casa (attenzione a calcare sempre la C maiuscola anche nel parlato, se volete sostenere una conversazione dal macellaio). Sette-otto concorrenti si mettono a cacciare il grillo, i rimanenti gridano perchè hanno paura del grillo. Un grillo!

Alla fine il grillo esce perchè in effetti nella Casa c'era troppo casino anche per un grillo. Il Wwf e il Moige hanno fatto un esposto al Tar del Lazio.

Intanto proseguono gli allenamenti per la prova sportiva di domani sera, uau! Il tracciato è da percorrere in mountain-bike e misura sì e no trenta metri, un massacro. Del resto, hanno voluto la bicicletta, no?

E nonostante tutto i concorrenti si concedono interessanti psicodrammi. "Sono ingrassata, vero? Dimmelo, sono ingrassata? Sarò mica ingrassata? Aiuuutoooooooooooo".

E' davvero incredibile che il Grande Fratello perda preziosi punti di scèr. Trovo che gli italiani siano ingrati. Un'azienda sana come Mediaset fornisce un prodotto così e la gente non risponde. Tzè, pubblico di merda.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:58 |


martedì, ottobre 12, 2004
 

LEI SUONA IL PIANO,

LUI LA TROMBA

Puntuale come un risentimento muscolare di Cristiano Zanetti, ecco piombare sull'umanità la statistica annuale della Durex. La media mondiale dei rapporti sessuali all'anno è 103. I re della trombata sono i francesi: 137 all'anno, seguiti da greci (133), serbi & montenegrini (insieme, conto unico? Boh. Comunque, 131), ungheresi (131), macedoni (129), bulgari (128), cechi (125), croati (120), britannici (119) e via via diversi altri, tra cui Stati Uniti (111). L'Italia è a 108. Gli ultimi sono i giapponesi, 46.

E voi, di che nazionalità siete? Diobono, questo è un argomento assolutamente imbarazzante. Io non voglio fare lo sborone (questo doppio senso è davvero notevole) e dico alla Gaber che non mi sento italiano. Sono più giapponese che italiano. Coreano, forse, o vietnamita, laotiano, cambogiano. Giù di lì. Quindi, chi cazzo è che tiene alta la media? Chi è che ciula 200-250 volte l'anno e compensa noi coreani? Chi sono i 350mila individui in 41 paesi che hanno risposto alle domande della Durex? E soprattutto:

in quanti hanno barato?

Comunque, la Durex dà a noi (noi italiani, non noi coreani) la palma dell'orgasmo. Il 61 per cento arriva con successo a fine corsa. Meglio dei serbi (56%), dei macedoni (54) e degli israeliani (52). I cinesi sono un disastro: solo 19 su 100 hanno un regolare orgasmo. E mi chiedo: gli altri 81, diocaro, cosa fanno? Restano lì con l'alzabandiera? Restano lì senza alzabandiera, che è anche peggio? Si alzano si fretta perchè è scaduto il disco orario? Perchè cazzo - dimmelo, Durex - i cinesi non vengono, se poi sono un miliardo e mezzo? Se alzano la percentuale di orgasmo al 60 per cento cosa fanno, invadono la Russia?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:28 |
 

ITALIAN SOX

Stephen King mi fa paura, in senso lato. A parte le sue trame da scrittore fantasioso e disturbato, mi fa paura per come e quanto scrive. Ammirato e invidioso di entrambi gli avverbi, tengo Stephen King a distanza di sicurezza. Ho letto pochissimo di lui, quasi nulla rispetto alla sua ponderosa produzione, forse temendo di diventarne dipendente o da rimanere soggiogato dalla sua vena narrativa. Temo però che non potrò sottarmi al suo prossimo romanzo, "Faithfull", che uscirà a Natale negli Stati Uniti e un po' più tardi da noi. Perchè è ambientato nel mondo dello sport ed è dedicato alla sua squadra del cuore, i Boston Red Sox (parliamo di baseball), che saranno il filo conduttore di questo librone attraverso - così si dice - le emozioni di fans rispetto alla storia tormentata (non ne avevo dubbi) che costituirà il plot del romanzo. Stephen King è un tifoso sperticato dei Boston Red Sox. Che, come molti sapranno, sono la squadra più amata e meno vincente degli States, avendo vinto l'ultimo scudetto nel 1918 pur partecipando regolarmente alle fasi finali del campionato e pur detenendo il record della partite vinte negli ultimi 80 anni. Più di una volta, nei blog che parlano spesso di sport, si è simpaticamente accostato la perdenza quasi secolare dei Red Sox a quella dell'Inter, che non vince appena da 15 anni ma che, in effetti, è molto amata e molto sfigata come la squadra di Boston. E Stephen King, forse per tantare la via disperata di una clamorosa scaramanzia, ha inserito una clausola speciale nel contratto con il suo editore: la percentuale riservata all'autore aumenterà se i Red Sox vinceranno lo scudetto. La cosa mi ha fatto pensare: che percentuale potrei alzare, io, se l'Inter vincesse lo scudetto? Quella delle donne limonabili? Quella del petting avanzato con le blogger consenzienti? Intanto leggo e rileggo queste anticipazioni del romanzone di King e sulla motivazione del suo tifo maniacale per i perdentoni di Boston: "Non so se gli scrittori in generale amino il baseball, di sicuro se lo amano non possono che tifare Red Sox, forse perchè in cuor loro sanno che anche i libri sono cause perse". Quello che mi spaventa è che l'Inter ha potenzialmente altri 71 anni di merda davanti. Potrei approfittarne per scrivere un libro, cuccare alle presentazioni e parlare di quanto è bello tifare per una causa persa, mentre le tempie imbiancano e le erezioni si diradano.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:33 |


lunedì, ottobre 11, 2004
 

PER LA PRECISIONE

A scansione ormai bimestrale spunta una nuova amante di Beckham, giuocatore che magari non passerà alla storia ma sicuramente ha una buona propensione alla trombata fuori ordinanza. Stavolta tocca all'estetista, che si recava a Beckhingham Palace a fare trattamenti abbronzanti total-body alla moglie Victoria, poradonna, e che poi si è occupata anche di abbronzare il corpo scultoreo di David, con tecniche poco ortodosse ma molto rilassanti. "Ho ciulato con David il 30 agosto e il 21 settembre". Solerti e minuziose, queste amanti. Ma la cosa non fa più notizia come prima: Rebecca, che adesso masturba maiali, ci aveva guadagnato una fortuna rivelando le frequenti trombate con il galacticos. All'estetista il solito tabloid ha dato 130mila euro. Buuuuttali via, certo. Però, insomma, ancora due o tre amanti e poi il gioco non varrà più la candela. Secondo me, il prossimo sarà Rooney.

Quanto a te, David, diobono, metti il cuore in pace e l'uccello in formalina. Piantala. E se proprio vuoi farlo, sii meno stupido. Perchè se una viene a letto con te e prima di trombare ti chiede "Scusa, ti spiace se prendo un paio di appunti?", ecco, è probabile che ti voglia fottere.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:47 |


domenica, ottobre 10, 2004
 

IL DEBUTTO

A un certo punto Fiona May punta la pistola al cielo e spara. Partono tutti e mille. In prima fila i keniani, e chi li vedrà più. Poi gli italiani forti, poi gli italiani abbastanza forti, poi gli italiani medi, poi tutti quelli con il pettorale. Dal settecentesimo in poi ci sono i peones, senza pettorale, senza tutine spaziali, senza santi in paradiso. Intorno alle novecentocinquantesima posizione, impegnato nella sua prima gara a cui si è iscritto in preda a un forte attacco di incoscienza, passa sotto lo striscione anche una nota pippa locale, Settoruccio, detto Mustafà Al Settoreh per via dell’eleganza da podista amatoriale etiope, ancorchè sbiadito.

Primo chilometro. L’andatura è ideale, il gruppo dei peones passa in 5’ 30" e Settoreh, che era preoccupato di trovarsi già ultimo al primo curvone, procede impettito e in progressivo rilassamento interiore.

Secondo chilometro. Settoreh elegge a sua lepre ideale un ragazzone con la maglia gialla, un po’ per il colore acceso e un po’ perché gli sembra sufficientemente tranquillo. Passaggio ai due chilometri in 11’, cielo nuvoloso, temperatura ideale, ginocchio ancora saldo.

Terzo chilometro. Stazione di spugnaggio. Settoreh, neanche fosse un maratoneta nipponico, prende la spugna e se la spreme sulla testa, previa toglitura del cappellino e previo riparo del lettore Mp3. Questo rituale conduce Settoreh all’estasi agonistica. Lo spugnaggio. Fantastico. Lo spugnaggio. Allora è una mezza maratona vera, pensa Settoreh, anche se a lui basterà uno dei due giri. Allora Fiona May era proprio Fiona May. Allora questa è una gara. E allora spugnamoci, ssss-ciaffff. Settoreh, in preda a delirio prestazionale, supera la lepre gialla, se ne lascia alle spalle un’altra decina e si affianca a due rugbisti in libera uscita.

Quarto chilometro. Settoreh familiarizza con i due rugbisti. "Fate gli 11 chilometri o i 21?" "Gli 11, sei matto?" "Anch’io, bene". Il secondo rugbista saluta con ampi gesti un podista che passa dall’altra parte del controviale, e che a occhio e croce ha già fatto almeno un chilometro più di Settoreh e dei due rugbisti amanti della buona tavola. "E’ mio padre". Diobono, ha pensato Settoreh, questa è una gabbia di matti.

Quinto chilometro. L’estasi continua. Si passa sotto lo striscione di metà gara, un insulto alla matematica (la metà di 11,2 km. è 5,6, non 5, ma in fondo chi se ne fotte?) e subito dopo c’è il rifornimento. Settoreh afferra al volo un bicchiere d’acqua e cerca di berlo correndo, un’impresa che gli costa più fatica che i cinque chilometri precedenti.

Sesto chilometro. Il momento migliore. Settoreh allunga e lascia sul posto i due rugbisti, poi aggancia pensionati, ragionieri sovrappeso e contabili distratti in rapida successione. Il lungo rettilineo del viale alberato è una passerella trionfale. Nelle orecchie risuona Vangelis, anche se la traccia direbbe Men at Work.

Settimo chilometro. La rimonta costa in termini di fiato, gambe, calorie e istinto rapace del podista. Settoreh si dà una calmata e si mette al fianco di un padre di famiglia. C’è una salitina ridicola, ma che al quel punto fa l’effetto di un Pordoi.

Ottavo chilometro. Effetto rullo: Settoreh ha l’impressione di correre sul posto. In realtà, tra indicibili sofferenze, soprattutto morali, supera una gnocca spaziale accompagnata dal fidanzato, coppia bella a vedersi ma che evidentemente ha finito la birra per motivi sessuali pregressi.

Nono chilometro. Il momento peggiore. Dal lungofiume si passa al corso principale. Nel mezzo c’è una salitina impercettibile ma lunga, e Settoreh dà segni di squilibrio, meditando il ritiro appena vede un bar e, dentro il bar, due fighe mica da ridere. Ma è un attimo. Con passo incerto si inoltra nel corso, tra famigliole in passeggio festivo e pensionati increduli nell’assistere allo spettacolo di novecento e passa persone in mutande che inseguono un manipolo di kenioti, inutilmente.

Decimo chilometro. Riprese le facoltà mentali, Settoreh rialza la testa e raggiunge un paio di bancari ormai bolliti. Poi lo spostamento d’aria e l’apparizione. Davanti al municipio Settoreh viene superato dai due kenioti battistrada, che corrono a meno di tre minuti al chilometro su un cuscinetto d’aria. Una visione angelica, di grazia e leggerezza. Una visione breve, perchè curvano verso sinistra e scompaiono alla vista degli umani. Prima del traguardo arriveranno dietro Settoreh altri quattro keniani, o forse ugandesi, o forse tanzaniani: Settoreh non li distinguerebbe davanti, figuriamoci dietro. Intanto appaia un salumiere che gli fa: "Madonna se tirano". Settoreh e il salumiere, in effetti, hanno fatto dieci chilometri e loro, i keniani, già venti, freschi come rose africane.

Undicesimo chilometro. Settoreh sente acre l’odore del traguardo. In altri momenti sarebbe svenuto, ma la meta è dannatamente a portata di mano per perdere i sensi così, da fighetta, in luogo pubblico, solo perché si è corricchiato qualche chilometro su percorso urbano. Intanto passa il settimo, il primo degli italiani. Ha quattro minuti di distacco dalle gazzelle, ma è un bel vedere anche lui, nonostante scaracchi proprio un paio di metri davanti a Settoreh, che scavalca il cialdone manco fosse un tremila siepi.

Undicesimo chilometro e duecento metri. Settoreh arriva, mancando di due metri il clamoroso aggancio con un consigliere comunale che a metà percorso aveva almeno duecento metri di vantaggio.

Ma poco importa. Si è intrufolato in una gara internazionale senza preparazione e con sprezzo del pericolo, e oltretutto si è ben piazzato tra i peones. Accasciato su una transenna chiacchiera con il consigliere comunale e vede arrivare, moribondi e alla spicciolata, gli amici della categoria pippe, dai rugbisti corpulenti a mister maglia gialla trasfigurato. Guarda il cronometro: 11,2 km. in 1 ora 5 minuti 23 secondi, alla media di 5'50" al chilometro. E si sente terribilmente vivo, Settoreh, mentre beve un the al punto ristoro, un the che gli sembra Dom Perignon.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:23 |


sabato, ottobre 09, 2004
 

COSE DA DONNE

Antipatica se ce n'è una, così presa dai suoi eccessi divistici e dal riciclo continuo di mariti e fidanzati, per Jennifer Lopez io comunque chiuderei un occhio e mi ci fionderei, pregno della soddisfazione di esplorarla in estenuanti corpo-a-corpo, you know what I mean, mica ci devi fare chissà quali conversation. Ma questo non c'entra nulla. Volevo chiedere una cosa alle donne. Cosa ci mettete in quella borsetta mignon? Un euro per eventuali spese impreviste? Un rossetto della Barbie? Un francobollo, si sa mai? Un assorbente interno, ma pressato sennò non ci sta? La scheda del telefonino, ma senza telefonino (un telefonino senza scheda lo si trova sempre in prestito in case of need)? Una carta di credito scomponibile? Il biglietto del tram? Oppure, come fanno certi uomini con altri involucri, la riempite di ovatta per far vedere che ce l'avete (la borsetta)? Chi mi fornirà la risposta più convincente sarà inserita nel listone delle limonabili.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:39 |


venerdì, ottobre 08, 2004
 

MAH!

 

 

 

 

 

 

Questa ragazza domani si sposa con Adriano Galliani, che taglia così il ragguardevole traguardo del terzo matrimonio. Pur restando lontano dal record di Liz Taylor, mi sembra una cosa da sottolineare. A parte questo, mi piacerebbe sapere (il contrario sì, lo capisco) cosa ci trova Malika El Hazzazi in quel personaggio di dubbio gusto. Un mistero. Anzi, un bel mistero. Che metterei al quatro posto nella lista dei misteri che gravano su questo terzo millennio, dopo i cerchi del grano, il sangue di San Gennaro e lo stipendio di Francesco Toldo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:52 |
 

PORCA TROIA

Eccerto, subito dopo si era scatenata l'orda dei minimizzatori e dei sarcastici. Uomini e donne accomunati dalla stessa frase: "Ma cosa ci trovava in quella lì?" Essì, con quel naso importante, quello sguardo un po' così. Eppure Rebecca Loos, l'amante di Beckham che si è arricchita sputtanandolo, io me la sarei fatta e - cielo! - me la farei ancora. Ha quel non so che di arrapante, emana un qualcosa che non so dire. Mi ci fionderei, non fosse altro per sentirmi dire: "Ma Settoruccio, sei proprio galaaaaacticos!" E poi è una che sa far parlare di sè, cazzo, diciamolo, e questa allure di vulvismo vippaiolo ma democratico al tempo stesso mi avvince sempre, nella costruzione tutta mentale di una pomiciata con lei sul un palchetto del Bernabeu, toccandole le tette e dicendole: "Non sono tatuato ma vieni qui, guapa, che voglio giuocare con te al dottore, anzi, al medico sociale".

Quindi la notizia che Rebecca, nella versione inglese del reality "La Fattoria" (quel cazzo di programma in cui da noi il Baffo bestemmiava e Selen faceva la suora laica), ha masturbato un maiale in favore di telecamera non può altro che portare la mia eccitazione a livelli mai toccati, fino a farmi esplodere in un "Perchè un maiale e non io, chica?". D'altronde c'era una prova in cui bisognava procurarsi del seme di maiale, e Rebecca ha messo i guanti ed ha usato uno dei metodi più consoni per arrivare all'obiettivo, con gran stupore del maiale che non si aspettava un intermezzo così dannatamente piacevole prima di trasformarsi in prosciutto. Che poi la tv inglese abbia trasmesso il petting Rebecca-maiale alle dieci di sera, e che mezza Inghilterra ora sia in rivolta contro Rebecca e contro i reality show (l'altra metà rimpiange di non essere nata maiale), questo non fa altro che dare maggiore lustro a un personaggio che da tempo aspettavamo sulle scene mondiali.

Adesso Rebecca rischia l'espulsione dalla Farm, e forse dall'Inghilterra stessa, e passerà alla storia come quella che ha menato l'uccello a una mezzala e a un maiale. Ma non ti curar di loro, Rebeccona. Se nessuno ti vuole vieni qui, in Italy, in Lombardia. Chiedi di Sector. Andremo insieme a Italia 1 e concederai un'intervista a pagamento. All'uscita con il denaro testè guadagnato ci compreremo un camper e fuggiremo insieme, io e te, nel Chiantishire, o in Branzashire, è lo stesso, dovunque ci sia una piazzola dotata di servizi. Immolerò il mio corpo ai tuoi bisogni di affetto. Non ti chiedo nulla, a parte l'abbonamento a Sky: nei momenti liberi guarderemo David e Adriano, sorridendo ognuno per le sue competenze. Poi mi metterò il costume da maiale e grufolando varcheremo insieme le frontiere dell'impossibile.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:12 |


giovedì, ottobre 07, 2004
 

LA COGNIZIONE DEL DOLORE

Assecondo i miei desideri insani. "Hai ciulato?", qualcuno mi chiederebbe. No, sono andato a correre in condizioni precarie, nel senso che mi facevano ancora male le gambe dalla volta prima. Ma ieri ne avevo proprio voglia, cazzarola, c'era il sole, c'era la temperatura ideale, voglio dire, non potevo esimermi. Ieri pomeriggio avrei dovuto chiamare il primarione e fissare la prossima visitona al ginocchio, ma lo farò oggi. Ieri, conscio della trasgressione medico-scientifica, ho portato il mio ginocchio non alla revisione o all'amputazione, ma a correre con me, volente o nolente. Ho fabbricato il mio solito Gatorade fatto in casa, ho cambiato le solite quattro i cinque tracce nel lettore Mp3 per creare l'entusiasmo della novità e via. Ho fatto uno stretching accuratissimo, dato il mal di gambe. Alla fine dello stretching, completato sotto lo sguardo attonito di due pensionati Inps, ero addirittura un po' sudato, tanto da essere tentato di sdraiarmi sull'erba e prendere il sole, nella speranza che una figa di passaggio, nel vedere un uomo da corpo così eburneo abbandonato in posizione supina, fosse presa dall'irrefrenabile desiderio di chiedermi il permesso di accoppiarsi con me. In realtà, con spirito professionale molto fitness, sono partito inoltrandomi nella boscaglia urbana.

Dopo 5 minuti ho avvertito un dolore al ginocchio ma, attenzione, non il solito dolore. Era una specie di crampo dalla parte esattamente opposta al dolore vero, quello ufficiale, quello scrutato con la risonanza magnetica e valutato con sguardo corrucciato dal primariore. Mi fermo cinque secondi. Mi ficco un pollice nella sede del dolore ufficiale. Niente. Me lo ficco dietro (diobono, nel ginocchio intendo, dietro il ginocchio) e lì sì, sento dolore, un crampo, non so bene cosa. Mavaffanculo, dico. E riparto, molto preoccupato ma anche incuriosito da questa novità muscolo-articolar-tendinea.

Ho convissuto con il crampo per un'ora e 5 minuti, nuovo record settoriale, nuova frontiera varcata da un uomo ormai lanciato verso altri traguardi nel podismo lento, che diverrà specialità olimpica a Sharm el Sheikh 2040, troppo in là per me ma non per il resto dell'umanità. Ho fatto tutto il parco da cima  a fondo, ma proprio in fondo, e sono tornato indietro in 56 minuti, così in zona parcheggio ho preso un altro sentiero e sono andato ad esaurimento, avendo deciso che tornare a casa con un crampo ma senza il record sarebbe stata una vera e propria cagata morale (esistono le cagate morali?). Non ho esultato, se non intimamente, e ho rifatto un lunghissimo stretching, non fosse altro per vedere se il nuovo dolore al ginocchio (se non sapessi che questa affermazione mi esporre al ridicolo direi: il ginocchio mi tira, ma dietro) sarebbe passato.

Non è passato. Ma è uno strano dolore. Va e viene. Stamattina scendendo le scale l'ho sentito. Ho camminato per un chilometro ed è scomparso. Mi sono fermato all'edicola e non c'era. Riparto dall'edicola ed ecco, torna, mi tira. E pensare che ho comprato il Corriere, mica Le Ore Mese.

(nella foto, una collega runner fa stretching al ginocchio)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:24 |
 

GF QUIZ

Cosa vi attira di più in questa foto?

1. Il livello di aggressività dei concorrenti.

2. L'uso improprio della piscina.

3. Il suggestivo accostamento dei colori: il giallo dei campi di grano e l'azzurro dei cieli, una tipica alternanza cromatica del Bel Paese.

4. La quantità di cloro nell'acqua.

5. La scarsa qualità della foto, che è mossa.

6. La singolare scelta nell'abbigliamento della concorrente Veronica, che al posto degli slip si è messa il reggiseno.

7. La fresca abbronzatura della concorrente Veronica, che rivela l'uso del perizoma.

8. Poche balle: il culo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:25 |


mercoledì, ottobre 06, 2004
 

IL GRANDE BORDELLO

(primi ragguagli sull'insopportabile reality show che però guardo comunque, non so per quale ragione, forse perchè mi voglio male, o forse perchè non ne voglio a voi, anzi vi adoro, sì, proprio voi che leggendo queste brevi note potete andare dalla sciampista ed estrapolare alcuni temi di discussione. E non mi faccio nemmeno pagare, rendetevene conto)

La quinta edizione del Grande Fratello mi sta scivolando addosso come i gol subiti dall'Inter. Nelle prime settimane c'è troppo casino nella casa, diciamolo, e questi nuovi protagonisti sono pure parecchio caciaroni. Quindi non mi sto concentrando a dovere. Ci sono però sostnziali novità, delle quali vi ragguaglio.

SKY. Ormai Scai si fa le seghe con la funzione mosaico. Si possono vedere dieci partite contemporaneamente, sei o sette punti diversi del Gran Premio, e un giorno metteranno telecamere nei pressi di unghie incarnite o sfinteri liberandi per non perdersi neanche un momento clou. Certo che l'ultima novità applicata al Grande Fratello è strepitosa. In quattro schermi si vede il Gf, e vabbè. Ma nel quinto, quello più in alto a destra, scorrono le sintesi dell'Isola dei Famosi e di Campioni. L'effetto ipnotico di questa diavoleria è clamoroso. La notte scorsa mi sono accorto che erano le due e mezza quando ho spento: mi sentivo un coglione, ma in compenso sapevo tutto di tre reality. Inorgoglito, ho avuto una mezza erezione che ho sopito guardando due minuti della replica di Bonolis.

TROMBARE. L'anno scorso ci erano voluti un paio di mesetti prima che Ascanio impalasse Katia, dopo trattative estenuanti (ma si sposeranno ad aprile, lo sapete vero?), mentre l'altro fenomeno Tommy cercava di svellere la porta in ghisa della figa di Carolina, inutilmente (ma adesso sono fidanzati, lo sapete vero?). Quest'anno, secondo il mio personalissimo punto di vista, potrebbe essere l'edizione più sessuale mai trasmessa. Intanto ci sono marito e moglie che un paio di trombatine se le sono già fatte, chiudendosi dentro una specie di polmone d'acciaio costruito con i cuscini del divano. Lui, Alfio, è continuamente arrapato e si farebbe la moglie in ogni circostanza e posizione. Lei, Rosi, dev'essere abituata a questo ritmo impressionante di coiti/anno, e cerca di tenere a freno il pene del marito con annoiata disinvoltura. Quello che assomiglia a Grignani si tromberà l'inglesina, quello che sembra Big Jim si tromberà la milanese con le tette rifatte, il piastrellista con i capelli rossi vuole farsi la fighetta romana che - attenzione! - non disdegna ma frena, perchè ha una persona che l'aspetta fuori. Poi c'è la Maurizia Paradiso: quella potrebbe trombare anche con l'attaccapanni.

LIVELLO. Basso, molto basso. Parlo di intelligenza, cultura, quella robaccia lì insomma. Nell'oretta che mi sono sorbito ieri sera, il massimo è stato toccato in un'estenuante discussione sul razionamento della carta igienica. Proposta: ognuno si tiene il suo rotolo. Risposta della buzzicona romana: ahò, io non voglio girà cor rotolo in mano che poi me se vede che sto andando a cacà. Occhei, proposta cassata. Seconda proposta: usatene poca. Risposta di un paio di donne: ma scusate, non ci metteremo a risparmiare sulla carta igienica! E poi voi maschi, cazzo, prendete meglio la mira. Io ci faccio il bordino. IL BORDINOOOOO? Cazzo, ma così sprechi un sacco di carta. Ma a me fa schifo. E vabbe', ma siamo tra noi. Fosse per me pulirei mezz'ora prima di sedermici sopra. E ma cazzo, ma che roba!

E così via per mezz'ora.

Finchè è intervenuto lui,Guido, Guido, un mito o forse un caso umano, non so ancora bene, comunque improbabile, simpatico e certamente il meno montato di questa banda di insopportabiloni che parlano solo di "cosa pensa il pubblico a casa". Mentre gli altri dieci si accapigliano sulla questione del razionamento della carta igienica, lui si alza e fa:

"Fate come vi pare, io non uso carta igienica da cinque anni"

UAAAAUUUUU. Perchè?

"Perchè è tossica, fa malissimo".

Ellamadonna. E quindi?

"Non bisognerebbe usare neanche il sapone. Solo acqua".

Al che ho deciso che farò il tifo per lui.  

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:51 |
 

PASSA 'O TIEMPO

- Dal 1913 gli Stati Uniti non hanno più un presidente con la barba o con i baffi.

- Dal 1950 l'Inter non subiva 10 gol nelle prime 5 partite.

(capita solo a me di aprire il giornale e trovare notizie così ansiogene?)

(NELLA FOTO WILLIAM HOWARD TAFT, ULTIMO PRESIDENTE AMERICANO BAFFUTO)

(NELLA FOTO: QUANDO L'INTER AVEVA DIFENSORI CON I BAFFI)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:55 |
 

IIIULEEENZA

Ai più avveduti non sarà sfuggito che la Gazza e la classe arbitrale hanno fatto cadere da qualche settimana uno dei più grossi tabù del nostro secolo, che il sesso anale al confronto è roba da Dame di San Vincenzo. Gli arbitri parlano. O meglio, lo fanno i designatori Bergamo e Pairetto sulla Gazza del martedì. Che in un articolo spiegano per filo e per segno tutte le azioni contestate della domenica precedente. A volte prendono atto con grande diplomazia degli errori di qualche loro pupillo, generalmente cercano di giustificare qualsiasi cosa sia avvenuta. Ma l'evento è talmente epocale che io prendo la Gazza e mi leggo la contromoviola arbitrale, che comunque serve da ripasso del regolamento e del paraculismo.

Sulla Gazza di ieri il caso era l'entrata di De Rossi su Martins, e credo che la spiegazione di Bergamo e Pairetto serva a capire che razza di testa hanno questi nostre simpatiche giacchette nere (e policrome). Secondo i designatori, Bertini ha fatto bene a non prendere alcuna decisione: "Il giocatore entra sulla palla e la colpisce nettamente allontanandola. Nello slancio cade su Martins, che con la gamba appoggiata per terra deve sopportare il peso del corpo dell'avversario, subendo un trauma che gli impedirà di continuare a giocare". Sotto - e qui devo dare atto alla Gazza di non prendere tutto per oro colato - gli risponde il vicedirettore Arturi che dice quello che avrei detto io: che era fallo, che l'entrata sarà anche intellettualmente onesta e oggettivamente precisa sulla palla, ma è un'entrata violenta, cazzarola, e come tale va sanzionata, perchè mette a repentaglio l'incolumità dell'avversario. Se uno entra a corpo morto sulla palla, e se tra lui e la palla ci sono la tibia e il perone dell'avversario, non può passarla liscia per forza. Come giustamente fa notare Arturi, nel regolamento non è dato alcun salvacondotto al giocatore che entra sulla palla: insomma, se entra con violenza il fallo va fischiato, e al limite il giocatore va anche ammonito perchè - qui lo aggiungo io - era quasi un'entrata da dietro, tanto che Martins non vede arrivare l'avversario ed è davvero miracoloso che con quella violenza e quel peso che gli è arrivato sulla caviglia, ancorata a terra dai tacchetti, non si sia rotto la gamba.

Il caso De Rossi-Martins è forse un  caso-limite, perchè siamo di fronte a un'entrata regolare e violenta al tempo stesso, forse anche perchè i due protagonisti sono due ragazzi bravi e simpatici, e potremmo star qui a discuterne per ore, a citare calci e calcioni impressi nella memoria e ricordare rumori d'ossa dall'avvento della tv fino ai diecimila replay di Scai. Però trovo sorprendente (ma potrei anche dire aberrante) che i capi degli arbitri - quelli che nelle riunioni periodiche spiegano agli arbitri cosa devono fare e cosa non devono fare - arrivino a sdoganare frettolosamente un'entrata del genere, che a questo punto siamo tenuti a giudicare, comunque, corretta. Insomma, purchè tu prenda la palla, puoi fare praticamente tutto, anche spezzare la gamba all'ignaro avversario che ti volge le spalle a metà campo. No, non mi piace 'sta cosa. Del resto, le stesse due persone che dicono che De Rossi non meritava nè fallo nè cartellino impongono agli arbitri, in barba al buon senso, di ammonire chi si toglie la maglia per esultare. E ditemi se questo - sia pur calcistico - è diritto.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:43 |


martedì, ottobre 05, 2004
 

A PERDIFIATO (citazione)

C'è chi fa le cose di nascosto dai genitori, dal capo, dalla moglie, persino dall'amante. Io dal primarione. Nella coincidenza astrale di due fatti ineluttabili (io avevo voglia di farmi una corsetta, lui - che mi ha vietato di correre - è all'estero per un congresso), ho cambiato qualche traccia nell'mp3 player, mi sono vestito da runner e mi sono fiondato al park nel tardo pomeriggio, forse fin troppo tardo. Mentre facevo stretching e pensavo intensamente al mio ginocchio che fa giacomo (due ginocchia fanno giacomo-giacomo, un ginocchio solo fa giacomo, ed è questo il mio caso) e alla prossima risonanza magnetica, mi sfrecciava davanti una fighetta che nominavo immediatamente mia lepre personale. L'ho seguita per cinque minuti, poi mi si è slegata una stringa e l'ho persa di vista. La mia impetuosa rimonta mi riportava alla giusta distanza, ma lo sforzo inatteso - e, diciamolo, il ritmo fintamente blando della fighetta - mi gettava nello sconcerto più totale. Dopo nemmeno venti minuti ero costretto a fermarmi tra i campi di mais a lenire i dolori di almeno una trentina di organi interni, tra cui la milza. Mentre maledicevo il mio ginocchio per avermi costretto ad allenarmi molto poco e molto male, riprendevo a correre esattamente tre minuti dopo la crisi milziaca (la fighetta chissà dov'era, ormai) con un unico obiettivo: arrivare al parcheggio e tornare a casa con le pive nel sacco.

Ma il corpo umano ha ancora degli accessi misteriosi, e in questo sono d'accordo con Piero Angela e quella marionetta di suo figlio. Infatti al parcheggio tiravo dritto e mi inoltravo verso altri sentieri, distratto dalla musica e dall'assenza di dolore al ginocchio, mentre la milza, il pancreas e l'appendicite (scusate, rido da solo) riprendevano il loro normale funzionamento. Calavano ormai le ombre della sera e incontravo solo runner in senso inverso (non che fossero froci, intendo dire che loro andavano verso il parcheggio e io verso la foresta). Più correvo e meglio mi sentivo. E meno ci vedevo, perchè ormai il sole era bell'e che tramontato. Tornate al parcheggio che fa buio, ho detto alle mie gambe. E loro hanno eseguito.

Arrivo al parcheggio dove c'è gente mezza morta che fa stretching. Guardo il cronometro che segna 40 minuti. E allora prendo una decisione: vado sulla strada. Sfreccio così davanti ai runner in ripiegamento e mi lancio sul marciapiede, dove tra gente incredula continuo a correre e ascoltare musica con passo incerto ma nemmeno troppo. E' stato bellissimo tornare al parcheggio 23 minuti dopo e, in ossequio alle leggi della matematica, leggere sul cronometro 1 ora e 3 minuti, nuovo record personale, 2 minuti in più del precedente record ottenuto prima che il ginocchio decidesse che la misura era colma. Non ho nemmeno esultato. Mi sono tolto la maglietta e a torso nudo davanti alla macchina, in piena oscurità, bevendo del Gatorade e rischiando l'arresto per atti osceni in luogo pubblico, mi sono sentito estremamente vitale. Il mio ginocchio duole, ma pochissimo. Come se mi volesse dire: mandingo, ti porto dove vuoi, ma tu non esagerare.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:07 |


lunedì, ottobre 04, 2004
 

BABELE

Ad aprire la strada, naturalmente, eravamo stati noi. Era successo due o tre anni fa, in un'anonima serata di Coppa Italia. In porta c'era Jimmy Fontana, il resto erano stranieri. La Gazza ci aveva fatto un discreto titolo e un commentino un po' acido. Ieri sera - distratto dall'interpretazione del folle offensivismo manciniano - mica me n'ero accorto che Toldo era l'unico italiano dell'Inter. E stamattina sulla Gazza, a celebrare l'evento, c'erano giusto poche righe, perchè ormai gli schemi sono saltati (come direbbe Bisteccone). Vabbe', a commentare si corre il rischio di fare la figura dei veterocalciofili. Non dirò che una volta era meglio eccetera eccetera. Mi limito a tre considerazioni: 1) seguo da anni con una timida simpatia la Roma perchè le sue star sono rigorosamente italiane e le sue strategie semi-autarchiche, e ieri sera nel tabellino dei marcatori sono finiti tre italiani, tanto per dire; 2) cazzi di Lippi e di quelli che c'erano prima di lui e di quelli che verranno dopo, ma se la Nazionale si trova ad avere clamorosi buchi in certi ruoli un motivo ci sarà; 3) l'Inter globale ha preso dieci gol, due a partita; a Palermo una difesa a quattro tutta giovane e italiana ne ha presi due (uno dall'Inter e uno dalla Juve, entrambi in trasferta). Se noi avessimo subito due gol saremmo in testa a punteggio pieno e ci avrebbero già beatificati. Pare che per l'amichevole con la Cina a novembre Lippi si prepari a sfoderare il blocco Palermo. Il blocco-Inter per il week-end Nazionale è un blocco singolo e marmoreo. Materazzi.

(NELLA FOTO, UN BUON MOTIVO PER PASSARE ALL'AFFASCINANTE SCHIERAMENTO A UNDICI STRANIERI)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:09 |
 

TALIS PATER

Caro Massimo,

dai, confessa: ti sono venuti gli occhi lucidi. Uno, perchè è stato un partitone, e due perchè questa squadra è fatta a tua immagine e somiglianza: generosa, simpatica, spandacciona, dissipatrice, scialona. E quindi da buon papà ti sono venuti gli occhi lucidi, come alla prima recita all'asilo. E' un'Inter profondamente morattiana, che ha mutuato la tua way of life, e forse dovresti far costruire il nuovo stadio non a Rozzano ma a Forte dei Marmi, e fare le trasferte con lo yacht e non in pullman. E' un'Inter come te, un'Inter che investe male la sua ricchezza. Che è tanta, perbacco. E non la nasconde. La offre all'universo mondo, la espone sul bancone di Scai, e fa pubbliche offerte di acquisto, venghino siori venghino, qui non ci si annoia, venghino. E' un'Inter che ti strugge, ti seziona, ti divide in due. Come si può disperarsi dopo un match come questo, in proiezione futura? E peraltro, come non si può non disperarsi in relazione a ciò che è appena stato, a una partita splendida buttata nel cesso, a due gol scialacquati, a un'impresa abortita? Un'impresa che ci avrebbe fatto voltare pagina, perchè saremmo stati i primi vincitori di uno scontro diretto in questo cazzo di campionato, perdipiù in trasferta, perdipiù in un campo dove spesso le abbiamo prese secche.

Guarda, Massimo, stai tranquillo, non parlare, finisci il tuo Armagnac: all'arringa difensiva ci penso io. Giochiamo bene. Ci siamo distratti due volte e abbiamo preso due gol. Eravamo sotto di un gol e ne abbiamo fatti tre, e giocavamo a Roma, mica ad Albinoleffe. Diamo una strana impressione, forse nemmeno motivata, ma altrettanto netta: di una squadra che comunque vada non perderà, perchè ha troppa gente in grado di far girare la partita e troppo talento sparso per il campo.

E allora? Perchè non vinciamo? Perchè quattro pareggi su cinque partite di campionato? Perchè dieci gol subiti in cinque partite, una media da squadretta retrocedenda? Perchè per un tempo cinchischiamo, stentiamo, non ci liberiamo? Perchè giochiamo ad handicap?

'scolta Massimo, io posso anche transigere sul primo gol, che almeno l'azione era in velocità, anche se i due esterni di difesa mi dovrebbero spiegare dove cazzo se n'erano andati. Ma sul secondo no. Non si può prendere un gol da una punzione tirata da duecento metri nell'unico punto dove era logico che la tirassero, sul secondo palo, dove se una squadra ha un lungagnone ce lo va a piazzare, e il lungagnone fa il ponte e la mette in mezzo. Un'azione così telefonata che quando ho visto la palla entrare non mi sono neanche mosso dal divano. Ero incredulo. Erano in tre della Roma contro due dell'Inter, su un calcio piazzato tirato dalla Roma. Riderei, se non mi girassero le palle. Perchè è un'Inter che mi piace moltissimo, ma è un po' oca, come quelle grandi gnocche che si perdono davanti allo specchio e tu sei giù in seconda fila che aspetti. Abbiamo la sfiga che passa sempre l'ausiliario del traffico e ce lo mette in culo. Però, ecco, Massimo, se vedi il Mancio diglielo: non si può giocare da Ciempions e trovarsi con una classifica da Intertoto. Vinceremo la fascia di Miss Cinema, occhei. Ma se poi la gente si incazza?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:29 |


domenica, ottobre 03, 2004
 

PRIMA PERSONA PLURALE

Piacciamo, incantiamo, corriamo, sudiamo, creiamo, inventiamo, giochiamo, finalizziamo, ricamiamo, splendiamo.

Pareggiamo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:34 |
 

VERY PREOCCUPESCION

Di riffa o di raffa, un po' con l'arbitro e un po' con Sheva, il Milan è là in alto, ben al di sopra dei meriti finora acquisiti. E la Juve? Chiunque giochi al posto di Del Piero, segna. Ha segnato addirittura Zalayeta. Segnerebbe anche Giraudo, secondo me, con una girata di mischia. Tutto questo per dire che alla quinta giornata di campionato sono preoccupato come se fosse la venticinquesima. E per stasera il mio scroto dà segni di pesante inquietudine.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:22 |
 

SOLITA INCULATA

La Nazionale di ciclismo è peggio dell'Inter: non vince quasi mai. A fine carriera, quando Freire racconterà ai nipoti di aver vinto tre Mondiali, spero abbia l'onestà intellettuale di ringraziarci e di ammettere che sì, a correre con gli italiani si è sempre trovato da dio.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:18 |


sabato, ottobre 02, 2004
 

ASPETTANDO

Beh, con l'arbitro siamo a posto. Hanno designato Bertini, quindi credo che una mano ce la darà ricordando i vecchi tempi trascorsi insieme.

In compenso questo qui ci ha già fatto qualche scherzetto.

E tutte le volte che vedo questo mi inchino.

Per non dire di questo qui, che ci deve la sua prima notte di gloria.

Ma noi adesso ci abbiamo il rombo a centrocampo.

Per non dire di questo qui.

Quindi domani sera ci sarà da divertirsi.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:06 |


venerdì, ottobre 01, 2004
 

TUTTO VERO!

Dunque. Un camionista tedesco si infila con il suo Tir in una stradina stretta stretta a Bussolengo, vicino a Verona, e si incastra tra due case come un piccione. Arrivano i carabinieri. Il camionista scende barcollando. "Vieni qui che facciamo il palloncino". Diobono, aveva il tasso di alcol superiore cinque volte al limite di legge (del resto, per entrare con il Tir in un vicoletto bisogna essere belli ciucchi). I carabinieri stilano il verbale e il camionista ne approfitta per scappare, lasciando lì il Tir incastrato e i carabinieri verbalizzanti. Ubriaco perso, attraversa la strada un po' alla cazzo e in quel mentre passa un'Audi guidata dal fratello di Ullrich, che lo prende in pieno. Il fratello di Ullrich e l'amico che era con lui scappano alla stragrande, con l'Audi mezza saccagnata. Il camionista, già sufficientemente soddisfatto di non essere morto, si tira su a fatica e si accorge di avere un braccio a penzoloni, quasi staccato. Ma l'alcol è anche un discreto anestetico e il camionista semi-amputato decide di non formalizzarsi troppo e va in albergo a piedi, confidando in una bella dormita ristoratrice. Il portiere di notte vede entrare un uomo ubriaco e insanguinato, con un braccio mezzo staccato, e chiede cosa cazzo stia succedendo. Il camionista spara due bordate in tedesco, il portiere decide che forse è meglio chiamare i carabinieri. Ora il camionista è in ospedale e il fratello di Ullrich è denunciato per lesioni gravissime e omissione di soccorso.

E poi dicono che il mondiale di ciclismo è noioso.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:55 |