www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
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giovedì, dicembre 30, 2004 PARLARSI
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martedì, dicembre 28, 2004 SODDISFAZIONCINUCOLE (OVVERO: GRAZIE AR CAZZO)
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SEGNALI CHE LA VITA VA AVANTI
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lunedì, dicembre 27, 2004 INFORMAZIONI ESSENZIALI Sposini: "No, tutto bene... E' una bella giornata, se fosse accaduto in una giornata cupa, di brutto tempo, penso che sarebbe stato ancora più spaventoso...". Fede: "Qui sull'atollo stiamo bene, sto cercando di avere notizie...". Nesta: "Sono partito un giorno prima, per fortuna". Cesare Maldini: "Pa-pa-paolo mi ha chiamato, sta bene, è all'aeroporto con Zambrotta". Sms di Zambrotta: "Sono in aeroporto: mi ricordi quando c'è l'allenamento?" Lucarelli: "Ho preso i bambini e sono scappato via, adesso manca la luce, è un gran casino". Pippo Inzaghi: "Siamo in trecento nella hall dell'albergo e da ore stiamo aspettando che ci dicano qualcosa". Bene, sono tutti vivi. Per sapere che ne erano morti
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domenica, dicembre 26, 2004 Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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venerdì, dicembre 24, 2004 VI BACEREI UNO A UNO
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mercoledì, dicembre 22, 2004 PERIODACCIO Sono interista, e vabbe'. Poi sono centrosinistro, e quindi dovrei votare la Gad, ma c'è già casino a un anno e mezzo dalle elezioni. E vabbe' (2). Aggiungiamoci che è Natale, e a me il Natale fa un effetto un po' così. E vabbe' (3). Anzi no: uffa. Anzi, diciamolo: diobono, che periodaccio. Tenete presente che domenica ho visto Inter-Brescia, non so se mi spiego. Adesso chiamo Yushenko e gli chiedo se gli è rimasta un po' di diossina.
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martedì, dicembre 21, 2004 IL GRANDE MAURIZIELLO
Maurizio Costanzo, in pratica, si è suicidato. Cazzi suoi, voglio dire: il suo talk show serale - invedibile, peraltro, ormai da qualche anno - muore per sua stessa mano. Costanzo, certo, dall'alto del suo potentato adesso ci può fare la lezioncina: può dirci che i reality stanno ammazzando la tv, quantomeno che ne stanno alterando i gusti e i riti; può prendersela con l'invadenza dei programmi che lo precedono e che sforando lo costringono a fare l'alba; può dirci che a lui piace fare una tv parlata, e che adesso tutti urlano, e lui allora si sposta alla mattina, lui, proprio lui, che era il re della seconda serata. Può dirci quello che vuole, pensando che noi ci crediamo, o ce ne facciamo una ragione. Feltrinelli era morto mettendo la bomba sotto un traliccio, e Costanzo muore del nulla di cui infarcisce i suoi programmi, conscio del fatto che il suo baffo e la sua panza siano di per sè la firma prestigiosa a qualunque cosa vada in video, anche la merda non camuffata. Una volta, tanto tempo fa, il salotto serale di Costanzo aveva un suo perchè. Oggi la premiata ditta Costanzo-Defilippi - roba che dovrebbe muoversi l'antitrust - occupa ore e ore di palinsesto con le stesse facce, una partita di giro di una cinquantina di persone che compaiono indifferentemente e continuamente come ospiti delle trasmissioni dell'uno o dell'altra. I Costantini, le Platinette e via discorrendo, i protagonisti delle cinque edizioni del Gf, i ragazzi di Amici, vccchie stelle in disuso, gente che si presta a litigare e poi - e poi! - persone senza ritegno che a un certo punto, in qualsiasi trasmissione, a qualsiasi ora, in qualsiasi condizione, diobono, Demo Morselli attacca Bandiera Gialla e loro fanno il trenino. Quindi, caro Maurizio (e te lo dice uno che avrà visto mille puntate da Bontà Loro al Costanzo Show, quando era ancora una cosa sopportabile), non ci raccontare stronzate. Tu e tua moglie fate una tv redditizia (per voi) e insostenibile (per noi), e chi è causa del suo mal pianga se stesso. Potevi essere una nicchia, come lo sei stato in passato. Una nicchia contro l'arroganza palazzara di Vespa, o contro i telefilm alla settecentesima replica, o contro le domande ipnotiche di Marzullo. E invece ti sei circondato di nani e ballerine, pessimi comici e aspiranti showmen, in un'aura di mediocrità dolosa da far spavento. Fai bene a chiudere, è un atto dignitoso. Fai bene a rifugiarti nella mattina, dove hai pochi concorrenti e potrai ammaliare massaie e gente a letto con l'influenza. Risparmiaci però la lezioncina sull'invadenza del reality. Perchè Costantino l'avete inventato tu e tua moglie, mica noi. E sei fortunato che in Italia non c'è la pena di morte, nemmeno per micidialità mediatica e circonvenzione di milioni di incapaci. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, dicembre 20, 2004 SIAMO DAPPERTUTTO
"Vendola a Bari, o esco dalla Gad"
(nella foto, Nigola Vendola) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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domenica, dicembre 19, 2004 L'URLATORE Lo ammetto. Con l'Inter in vantaggio per 1-0, dopo la terza sostituzione per infortunio, con Stankovic in campo mezzo fasciato, con Recoba - fin lì totalmente inguardabile - che ha iniziato pure lui a zoppicare, con il Brescia che faceva calcio totale e noi che facevamo cagare il cazzo, ecco, proprio in quel momento lì, con ancora un'eternità da giocare, mi sono sentito abbandonato a me stesso e ho pensato: ecco, adesso pareggiano. E mi sono sentito pervadere fino al profondo di una mestizia che non riuscivo a recintare, come il pensiero e come l'oceano, e ho iniziato a pensare alle cose più turpi. Tipo: se pareggiano, mi suicido buttandomi dal terzo anello, o anche dal secondo, chi se ne fotte. Già mi vedevo in volo planare, in quel lasso di tempo che ti consente di osservare la qualità dell'asfalto del viottolo che separa lo stadio dall'ippodromo, e ivi sfracellarti. Splat, e facciamo finita. Le discese di Stankevicius e Del Nevo mi facevano stare male, e cercavo carta e penna per scrivere almeno le mie ultime volontà e il motivo del mio suicidio. Poi, in un attimo di lucidità, ho pensato: già, e la bimba? Siccome mi sentivo davvero allo sbando, e continuavo a giudicare imminente il pareggio del Brescia, che ci dominava tipo un Ajax-Utrecht della metà degli anni '70, non riuscivo a riconsiderare l'ipotesi di rinunciare al tuffo nel viottolo. Così, per trovare una scappatoia logistica, ho pensato: le lascio il biglietto, le chiavi della macchina e due sommarie istruzioni per arrivare alla macchina stessa.
E mentre mi sentivo i pipistrelli nello stomaco, e ad ogni passaggio di Gigi di Biagio mi toccavo i coglioni e urlavo senza alcuna effettiva ragione tecnica "Sali, cazzo!" - fa figo gridare "Sali!", la gente pensa che ne mastichi parecchio - ecco, proprio mentre urlavo "Sali, cazzo!" mi sono riavuto, perchè ho pensato: no, dai, cazzo, ha otto anni. Come fa a tornare a casa in macchina? Guidando, intendo. Allora ho fatto training autogeno, mi sono tranquillizzato, ho urlato forte per i gol sbagliati, i passaggi sbagliati, le sovrapposizioni sbagliate, insomma a tutti gli sbagli. Negli ultimi 25 minuti dal panico puro sono passato alla sofferenza rabbiosa, fino a che ho trovato una nuova ragione di vita. E qui ci vuole un attimo di raccoglimento. Chi va allo stadio sa di cosa sto parlando. Avete presente le urla localizzate? Insomma, quando urla solo un pezzo di stadio perchè è più vicino all'azione, o perchè vede un particolare che gli altri non possono vedere? Ecco. A un certo punto quel fenomeno di Toldo lancia la palla a quel fenomeno di Recoba. Toldo è un coglione perchè passa la palla a un compagno che in quel momento si gira ed è pure zoppo, Recoba è un coglione perchè quando il portiere sta per passare la palla con le mani bisogna almeno guardare dove lancia quella cazzo di palla, e poi, diobono, sei zoppo, almeno renditi utile. Palla persa, azione del Brescia ed ennesimo attacco d'ansia. Poi Toldo rinvia, stavolta con i piedi, e Recoba torna indietro - la palla è altrove - e manda affanculo Toldo. Allora. Recoba aveva ragione. Però anche Toldo un po' ne aveva. Tenete conto che parliamo di due pirla. Allora non so cosa mi è successo. Ero abbastanza adrenalinico, avendo superato la depressione. Dimenticando di avere accanto una bambina ignara di certi particolari tecnici, mi sono alzato di scatto e ho urlato: "Ma pensa a giocare, pirla!" Mezzo secondo dopo c'erano seicento persone attorno a me che, AIZZATE DA ME, mandavano affanculo Recoba, o forse Toldo, o forse entrambi. In effetti, il mio "Ma pensa a giocare, pirla!" era abbastanza neutrale, data la situazione e la contemporaneità della pirlaggine. Comunque, ecco, l'avere innescato un urlo localizzato è per me un motivo d'orgoglio ben superiore a quello di avere visto l'Inter vincere la sua quarta partita di campionato e chiudere l'anno imbattuta. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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sabato, dicembre 18, 2004 20:4=5
Mi stavo già indignando, lo ammetto, poi ho letto in tempo reale che si stava indignando anche Calderoli ("ecco, avete visto, bisogna far passare la riforma Castelli") e allora ho deciso di mettere lo stand-by all'indignazione. Poi ho immaginato di scrivere comunque un post indignato, e che se lo avessi fatto il primo commento ad arrivare sarebbe stato quello della mia amica Ossy, interista leguleia e donna che mi porterei dovunque, da Igea Marina alle Maldive, a parlare di ordinamento giudiziario e gioie del petting. Ossy mi avrebbe spiegato il perchè sia possibile che uno, una sera appiccicaticcia e zanzarosa, in una città francamente del cazzo, esca di casa, ammazzi quattro persone e si becchi solo 20 anni di galera. Perchè se combiniamo il vincolo della continuazione con l'equivalenza tra aggravanti ed attenuanti - e anzi dando particolare peso all'attenuante della provocazione - e con lo sconto di un terzo della pena per il rito abbreviato, allora non ci sono cazzi caro Settoruccio, perchè non c'è l'ergastolo ma 30 anni, e poi 30 diviso 3 fa 10, e quindi 30 meno 10 fa 20. Al che io avrei detto a Ossy, sognando di passarle una mano tra i capelli: uff, hai sempre ragione tu, ma ora baciami. Ora, è indubbio che 30 meno 10 faccia 20. Ma io non riesco a ragionare sempre con il codice e la calcolatrice in mano. Oppure, in questo caso, rimetto il codice nello scaffale e giochicchio con la calcolatrice. 30 meno 10 (ho controllato) in effetti fa 20. Però, 20 diviso 4 fa 5. Questo conto non è previsto dal codice, ma non riesco a farmene una ragione. Il giudice usa solo il codice e la calcolatrice? Allora perchè non infilare gli atti e le norme di legge nella feritoia di una judge-machine e aspettare il verdetto: "Attendere prego" e in 90 secondi ecco sentenza e motivazione, e tutti a casa? Che differenza c'è tra una sentenza ragionata e una sentenza di una ipotetica judge-machine? Il giudice non si sarà per un attimo chiesto se era giusto emettere una sentenza con la quale si valuta - lo so che non è così, ma dimostratemi moralmente il contrario - in 5 anni il peso di una vita a Rozzano, se la sera è appiccicosa e maleodorante, se sei in giro col cane o hai 2 anni e mezzo e sei in braccio a tua madre, o anche solo se sei un delinquentello di mezza tacca e sei ai giardinetti a farti i cazzi tuoi? Mi fermo qui prima di fare il Calderoli qualunque. Per me è una sentenza schifosa, ma qui lo dico e qui lo nego. Per rilassarmi vi racconto un aneddoto. Un po' di anni fa avevo una Tempra Station Wagon, macchina umile ma invero piuttosto lunga. Un giorno la parcheggio in uno di quei posti a spina di pesce, sapete. Erano posti un po' corti, in una via piuttosto stretta, in centro, di notevole passaggio pedonale e automobilistico. La mia Tempra era tutto fuorchè una limousine, ma sporgeva di culo sulla strada. Me ne accorgo, e la tiro un po' più in dentro, facendola sporgere sul marciapiede. Non mi piace concettualmente occupare il marciapiede, specie se è largo mezzo metro, e allora - terza manovra - la tiro un po' più indietro e la faccio risporgere di culo. E' una spanna oltre le altre. Vabbe'. Torno due ore dopo e vedo che c'è la multa. Il disco orario, tra l'altro, era scaduto, ma il vigile era passato prima. Mi aveva multato perchè era parcheggiata male. Non so se ridere o se piangere. In quel mentre passa un vigile - non so se quello che mi aveva multato o un collega, non me l'ha detto - e protesto. Lui mi dice: guardi, sporge di almeno trenta centimetri, la via è stretta, la multa è ineccepibile. Se l'avessi fatta entrare un po' di più mi sarei sporto sul marciapiede e così non passavano le carrozzine, gli dico io. Infatti l'avremmo multata lo stesso, mi dice lui. Allora scrivete sul segnale: parcheggio vietato alle macchine lunghe, dico io. Non esiste, dice lui, ma vede, l'articolo numero tot dice che lei ha parcheggiato male e noi l'abbiamo multata. Ne multerete un casino qui, dico io. Lo decide l'articolo tot, mica io, dice lui. Chissà perchè mi è venuto in mente pensando al Gup di Milano, che rimessa la calcolatrice nell'astuccio di pelle ha chiuso il fascicolo ed è tornato a casa. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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venerdì, dicembre 17, 2004 CIN CIN
Il Porto è il più famoso e diffuso vino liquoroso conciato del Portogallo. Lungo la vallata del fiume Douro le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte concentrano gli zuccheri nelle uve ma lasciano inalterato il patrimonio acido (una buona presenza di acido fa da inibitore alla fermentazione). La fermentazione viene ulteriormente bloccata dall'aggiunta di acquavite locale (aguardiente a 77°). Il vino ottenuto è trasferito vicino ad Oporto, a Vila Nova de Gaja dove si travasa in fusti e si lascia invecchiare in botte (anche per decenni). · BLENDED, prodotto con vini di annate diverse e distinto in · RUBY, con poca permanenza nei fusti, dolce e rosso rubino · TAWNY, con più permanenza nei fusti, semisecco e rosso cupo · VINTAGE, prodotto con vino pregiato della stessa annata (millesimato), permane in fusto 2 o 3 anni; è un grande vino da consumare dopo almeno 20 anni, e una volta stappato non si conserva; il gusto è quasi amabile, tra abboccato e dolce; · LATE BOTTLED VINTAGE (L.B.V.), invecchiato 4 o 6 anni in fusto e poi imbottigliato Esiste in versione bianco e rosso, può essere dolce, secco, extra-secco. Detto questo, sono abbastanza contento. Le squadre portoghesi di solito sono belle e vacue, come certe fighe che poi ti deludono. Il Porto - diobono - è campione d'Europa e campione del mondo: tutto questo la dice lunga sul calcio attuale. Considerando le coincidenze astrali della scorsa Champions League, credo che il Porto vincerà la prossima Coppa nel 2088, quando il calcio ormai non mi interesserà più. L'unica grande incognita è che giuocheremo il ritorno tre settimane dopo l'andata, per evitare la concomitanza casa/trasferta con il Milan. In tre settimane all'Inter possono succedere troppe cose, per cui mi dichiaro ufficialmente inquieto fino al prossimo 15 marzo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, dicembre 16, 2004 TABU' (E TABU') Già la cosa dei Red Sox è storica. Non è finita: domani la Gazzetta dello Sport uscirà in colore verde. Ci sono un sacco di tabù che cadono, tranne uno. (sospiro)
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mercoledì, dicembre 15, 2004 CANDELINA IN TRASFERTA E' da stamattina che ci penso e non ho una risposta sicura. Ma credo che sia la prima volta che, il giorno del mio compleanno, mi sono svegliato in un letto che non è il mio. I woke up early this morning ed ero a Reggio Calabria. Ho aperto la finestra e non c'era nebbia, ma lo spettacolo maestoso dello Stretto. Sono sceso in maglione e c'era uno che ci spiegava che lì - lì dove, diocaro? - finisce lo Jonio e inizia il Tirreno. L'ho lasciato andare via e ho fatto al mio collega: lì dove? E lui: boh, lì. Allora, cazzo, lì dove? Ma lì, dove c'è la corrente. Vabbe', ho lasciato stare. Il mare è solcato da strisce, sarà anche la corrente, ma io il confine non lo vedo. Ma poi chi se ne frega. Lo scenario è bellissimo, occhei, ma è la temperatura che ha reso il mio compleanno un po' diverso. Di solito sono in Padania a battere i denti e invece stamattina ero in maglione a Reggio Calabria, diciassette gradi, quasi diciotto. Che paradiso, dico io. Sfortunatamente l'ho detto a quello che spiegava il confine tra Jonio e Tirreno. "Eh, paradiso... E' una settimana che piove". E vabbe', se vuoi venire domani mattina a sbrinarmi il lunotto fammelo sapere. Torniamo alla questione principale. Mi ero mai svegliato "altrove" il giorno del mio compleanno? Forse mai. Ho un unico dubbio, relativo all'anno di militare. E' lì che rovisto nella memoria, inutilmente. Forse ero a casa in convalescenza. Mi ricordo di un febbrone galoppante, l'ospedale civile, poi quello militare, poi a casa una ventina di giorni con mio sommo gaudio. C'era di sicuro Natale di mezzo, ma forse anche il compleanno. In questo caso, dunque, oggi per la prima volta nella mia vita mi sono svegliato più vecchio di un anno in un letto non mio. La circostanza mi porta anche un velo di tristezza: sono così pesantamente abitudinario? Vabbe', però la vigilia del compleanno è stata veramente carina. Nel gruppetto dei marchettisti mi ritrovo in macchina con uno mai visto prima. Chiacchierando, a un certo punto mi fa: no, sai, perchè domani ne faccio tot. Come, ne fai tot? Anch'io! No, non ci credo. Toh, guarda la carta d'identità. Toh, guarda la mia. Ma roba da matti. Ma è pazzesco. Vabbe', fermiamoci e facciamoci un caffè. Stesso anno, stesso mese, stesso giorno. Io alle sette e mezza del mattino, lui alle tre del pomeriggio. Al che gli dico: "Vabbe', sono il più vecchio, pago io". Costa meno il caffè, in Calabria. No, questo per la cronaca. Alla sera classica cena ufficiale, pettinati e incravattati. Mi ficco in un tavolo piacevole e il tempo scorre via che è un piacere. Un vino siciliano sui 15 gradi contribuisce al mio relax e al mio incipiente abbiocco. A un certo punto si spengono le luci. Oddio, il black out, il terremoto, una rapina. E invece no. Dalla cucina compare un carrellone sospinto da due camerieri in livrea. Sopra ci sono due torte con le candeline. Nella mia c'è "Buon compleanno Settoruccio" scritto con la glassa. Applausi. Mi alzo, taglio una fetta - anche il mio gemello fa lo stesso con la sua torta di pertinenza - e do il via alla libagione. Le poche donne presenti mi baciano sulla guancia. C'è anche un ottimo passito che mi stordisce il giusto. Nessuna che limoni, ma la torta al cioccolato era una sciccheria. Quando mi viene la tentazione della seconda fetta vedo che le hanno spazzolate via. "Poooovero", mi fa una discreta figa presente alla scena. E io le avrei voluto dire "Beh, scusa, consolami tu con metodi poco urbani, no?", ma mi sono limitato a un "Meglio così, la continenza è la virtù di noi anziani". Mi ha sorriso, ma senza quel lampo perverso da sesso anale che mi sarei aspettato. Dieci minuti dopo stavo già vedendo "Porta a Porta" in camera, sorseggiando un'acqua tonica, in magnifica solitudine. (nella foto: cercate l'intruso) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, dicembre 13, 2004 PROGRESSISTI Dio, come sono fiero. Siamo rimasti gli unici imbattuti nell'universo del calcio professionistico. Ieri la Massese (C2 gir. B) è caduta ad Ancona. Due a uno. Resta prima con sette punti di vantaggio, vabbe', ma non è più imbattuta, vuoi mettere? Noi siano quinti, in coabitazione con 14 squadre e a 17 punti dalla prima, però siamo imbattuti. Il regolamento - ormai è evidente - va cambiato, perchè non è possibile che una squadra invincibile stia lottando per l'Intertoto. Blatter, diocaro, renditene conto: devi studiare un bonus per gli Invincibili. Neanche in Spagna, Germania e Inghilterra ci sono squadre imbattute. Siamo una specie da preservare. E poi questa invincibilità è molto progressista. Per trovare un'altra squadra imbattuta in Italia dobbiamo scendere in serie D: nel girone H, a zero sconfitte, c'è ancora il Gallipoli. Tutto ciò è molto evocativo. Gallipoli è il collegio elettorale di D'Alema. Il nostro presidente è un petroliere illuminato. La nostra first lady è moglie di un petroliere, appunto, ma molto ecologista. Aiutiamo Gino Strada e il subcomandante Marcos. Aiutiamo i bambini di strada brasiliani. Siamo progressisti, molto progressisti. Siamo compagni, siamo imbattuti. Eppure siamo quinti, a 17 punti dalla prima e a pari merito con Lecce, Sampdoria, Palermo, Atletico Leonzio e Pizzighettone. Blatter, sei tu che devi intervenire: questa ingiustizia sportiva deve essere sanata. Non potresti darci un premio? Un punto ogni due gol? Un punto ogni sorriso di Vieri? Un punto per ogni formazione cambiata da Mancini? Dai, pensaci, che è Natale.
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10:41
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SFIGA PADANA
Allora, ricapitoliamo. Ci sei? Hai la biro? La matita? Vabbe', dai, la matita. Segna. Alùra. Non erano albanesi. 'Spetta. Dove vai? Segna. Non erano rumeni, non erano moldavi, non erano bulgari, non erano bielorussi, non erano ucraini, non erano russi, non erano della mafia russa, non erano polacchi, non erano sloveni nè slovacchi, non erano bosniaci, non erano croati, non erano macedoni, non erano montenegrini. (respiro) Non erano turchi, non erano curdi, non erano ceceni, non erano azerbaigiani, non erano uzbeki, non erano iraniani, non erano iracheni, non erano siriani, non erano libanesi, non erano yemeniti, non erano nemmeno cinesi. (respiro) Non erano marocchini, non erano tunisini, non erano algerini, non erano libici, non erano egiziani, non erano palestinesi, non erano giordani e nemmeno cisgiordani, non erano arabi, non erano afghani. (respiro) (dai, tempera la matita: non ho finito) Non erano negri, e nemmeno terroni. Erano di Lecco. DI LECCO. Adesso fammi vedere dove ti cacci la taglia. (respiro) Sì, puoi arrotolarla. Sono mica così stronzo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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domenica, dicembre 12, 2004 NIENTE DI NUOVO
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sabato, dicembre 11, 2004 Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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ASAF IL SAGGIO
Ogni volta che torna (quante volte è tornato?), Tyson pesta una merda. O gliela fanno pestare, chiedendogli di guardare in alto che c'è il fotografo mentre un San Bernardo gli caga davanti ai mocassini. Questo poco importa all'Americano Medio, ancora non ebbro di pugni e di arringhe. Tre giorni fa leggevo di un Tyson indebitato cocainomane disperato solo, che stava organizzando il ritorno sul ring alla ricerca dell'ennesima superborsa. Due giorni fa - ma guarda! - leggo di un Tyson arrestato per una rissa stradale, dodicesimo reato diverso che addebitano alla Bestia, dallo stupro alle ingiurie passando per il mancato pagamento delle spese condominiali. Tyson, forza della natura e colossale testa di cazzo, mica litiga così, ad minchiam. Scende dalla macchina, fa roteare un paio di destri e poi salta sul cofano del rivale. Non è mica un pirla normale, Tyson. E' un pirla gigantesco. Ma proprio mentre ero rassegnato a vedere la sua foto in doppiopetto, scortato in tribunale, un sorriso sprezzante ma amaro, un aria fiera ma devastata, un uomo finito e da finire, ecco che arriva la sorpresa. Il ragazzotto che lo aveva denunciato, Asaf Alikadic, 22 anni, evidentemente è uno che non mangia popcorn davanti alla tv. Dice una cosa normalissima: "Ho denunciato Tyson per l'assicurazione, mica per farlo andare in galera". Ha ragione, Asaf: anch'io sarei andato dall'assicuratore dicendo che una Bestia mi ha passeggiato sul cofano. Ok guy, te lo pago io il cofano, gli fa sapere il proprietario del locale davanti a cui era scoppiata la rissa. Ok barman, sei un ganzo, gli fa Asaf. Che chiama la polizia e chiede di ritirare la denuncia. Chissà se tutto si risolverà davvero così, se l'America si rassegnerà a vedere la Bestia a torso nudo sul ring e non dietro la sbarra in tribunale. Per la cazzata del cofano, visti i precedenti, Tyson rischierebbe fino a 5 anni di galera. Chissà se l'America gli perdonerà la storia del cofano e si accontenterà di vederlo ancora una volta bolso e incazzoso al Cesar Palace. Chissà. Perchè mi sembra di sentire un rumore di popcorn e un "vaffanculo Asaf" arrivare da qualche milione di casette linde e pulite dell'American Way Of Life. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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venerdì, dicembre 10, 2004 TESTA DURA (al telefono, 5 minuti fa) drrriiiiiiinnnnnnnn - Pronto? - Prontoooo! - Pronto! - Ombretta? - No, guardi.... - Ombretta! - No, scusi... - Non è Ombretta? - Ehm, no... - E non c'è Ombretta? - Ehm, no, guardi... lei ha... - Ho sbagliato? - Ecco, sì. - Oh, scusi. - Si immagini. - Buongiorno. - 'giorno.
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IL BLOG DEI CAMIONISTI GUIDA RAGIONATA ALL'ACQUISTO DEL CALENDARIO 2005 3 - SILVIA ROCCA
Si parla solo della/e Lecciso, ma che dire di Silvia Rocca? E' un altro mistero assoluto, un parto di questa tv malata, di questo mondo malato, di quest'epoca malata. Si è venduta in duemila salse (giornalista, scrittrice, opinionista: sticazzi!) senza che nessuno mai si ponesse la domanda più ovvia: "Ma questa, a parte il fatto di essere sorella di Stefania Rocca, chi cavolo è?" Fatta eccezione per un più che discreto culo e per le gambe indubbiamente lunghe, mi sfuggono altri motivi per i quali questa donna compaia di continuo in talk show o in reality tipo La Fattoria, dove la si guardava seminare zizzania e ci si ritrovava a chiedersi: "Ma questa, a parte il fatto di essere sorella di Stefania Rocca, ammesso che questo costituisca un titolo di merito e un motivo di un minimo interesse, CHI CAZZO E'?" L'unico vantaggio del calendario è che non c'è l'audio. Altrimenti saremmo costretti a sentire la sua parlantina insopportabilmente veloce: del resto, mangiarsi le parole è una tattica di straordinaria scalrezza, diciamolo, per una che non ha un cazzo da dire. Diomio, se trovo il calendario appeso da qualche parte lo straccio, a costo di fare a pugni con il carrozziere. TARGET: riparatori auto, meccanici dentisti, parrucchieri indolenti. Nessuno sa chi sia, ma la carne è debole. GIUDIZIO: abbondante ricorso a Photoshop. Le gambe ce le ha lunghe di suo, ma le tettine sono rimodellate con abilità. VOTO: 4. Lo ha autoprodotto. Spero ci perda. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, dicembre 08, 2004 BUGIARDE 1) "Ma no che non sembri grassa"2) "Queste scarpe le ho pagate solo 10 sterline'' 3) ''Il treno/l'autobus era in ritardo'' 4) ''Ho il mal di testa'' 5) ''Ho bevuto solo un bicchiere di vino'' 6) ''Quel vestito ti sta d'incanto'' 7) ''Ho spedito l'assegno'' 8) ''Dimostri dieci anni di meno'' 9) ''A letto sei fantastico'' 10) ''Ti amo''. (Rivista femminile britannica "That's life". Sondaggio su 5mila donne tra i 35 e i 40 anni. Il 96 per cento ammette di dire bugie. Queste sarebbero le dieci bugie più dette)
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martedì, dicembre 07, 2004 ALTRI TEMPI Voglio ringraziare qui, davanti a tutti, gli amici dell'Anderlecht per il brivido che mi hanno fatto provare. Presentarsi a una partita di Ciempions senza il portiere di riserva e con soli 5 panchinari è roba da calcio d'altri tempi, quando le rose erano molto ristrette e i giuocatori saltavano le partite per andare a qualche matrimonio. E' ancora possibile, insomma, trovare un calcio dal volto umano. Se poi al contempo trovi difese del cazzo, diciamolo, è grasso che cola. Nelle ultime due partite 8 gol fatti e zero subiti. Solo nove giorni fa mi maceravo su un seggiolino dello stadio Meazza. Non so da dove veniamo nè dove andiamo, ma mi corre l'obbligo di dire che stiamo arrivando.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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AVVISO AI NAVIGANTI Questo blog non è una testata giornalistica, nè un'emittente di Stato, nè tantomeno commerciale. Non è un quotidiano nè un settimanale a diffusione nazionale nè un mensile. Non è un rotocalco nè un talk-show. Quindi, per tutta questa serie di ragioni, esce oggi privo di qualsiasi servizio sulle sorelle Lecciso.
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lunedì, dicembre 06, 2004 GLI SVIZZERI SI' In Italia infuria il dibattito sul fair-play, che uno di primo acchito dice "ma guarda Capello, cazzo, mi sta sul culo però ha ragione", poi ci pensa un po' su e dice "macheccazzo". Invece di punire i simulatori - mi pare che in campo ci sia un arbitro, lungo le linee laterali due collaboratori, sulla riga di metà campo a fare una sega c'è addirittura un quarto uomo - stiamo lì a vedere se uno simula bene o male, se ha preso un colpo in testa o gli hanno sfiorato la caviglia. Decidano i quattro direttori di gara, no? Anche il fair-play indotto è una finta, quindi una simulazione. Uno se ne strafotte dell'avversario che si rotola, eppure deve simulare il fair-play e spedire fuori il pallone. E' tutto un simulare. Quindi andate tutti affanculo e risolvete in fretta 'sta cosuccia. E prendete esempio, piuttosto, dagli svizzeri. Loro sì che hanno dei sani princìpi. Nell'ultima partita del Servette, un giocatore ha servito l'assist al compagno per il gol della vittoria. Il compagno goleador ha esultato per i cazzi suoi, mentre l'assist-man è andato verso la curva e si è appeso alla recinzione. Scendendo, diobono, gli si è impigliato l'anello nuziale alla rete. Risultato 1: due falangi amputate di netto, e la terza gliel'hanno dovuta tagliare all'ospedale. Risultato 2: l'arbitro ha visto che all'assist-man mancava un anulare e lui stava male da dio, però lo ha ammonito lo stesso per eccesso di esultanza. Perchè, cazzarola, le regole sono regole. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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domenica, dicembre 05, 2004 PORCODIQUI, PORCODILA' Memore degli undici pareggi precedenti, non riesco ad esaltarmi per la cinquina di ieri sera e per le penetrazioni orgasmatiche di Adriano. Provo un gran sollievo, questo sì. Ma una soddisfazione molto parca. Ieri, ben lanciato, avrei segnato anch'io contro un Messina improbabile, drogato ma al contrario, forse ubriaco, non so. Magari, con un po' di culo, avrei anche fatto una doppietta. E oggi mezza Italia parlerebbe di me, del mio ginocchio fasciato e del mio corpo desiderabile. "Carini e Settore, perchè non li hanno mai fatti giuocare?". Eh, chiedetelo al Mancio.
La bestemmia in diretta sta diventando ormai un cult. La bestemmia in diretta è ovviamente imprevedibile e inarrestabile. Te la prendi e la porti a casa. E' la punizione divina (che sublime giuoco di parole) a chi infesta di reality i palinsesti. Volete la diretta, volete la cruda realtà, volete fare i voyeur a tutti i costi? Allora beccatevi anche rutti, peti e volgarità. I produttori fanno i finti indignati e si dissociano e si scusano. I genitori! "I bambini!" Ah, voi lasciate i bambini soli davanti al Gf? Ahhhhhh! E vi lamentate? Vabbe'. Oggi è il solito fiorire di indignate reazioni. Articoloni sui giornali. Associazioni, movimenti, sociologi, psicologi. Crepet dev'essere a Sharm, oggi non parla. Qualcuno chiama in causa addirittura Ciampi: "Intervenga lui". A dire cosa? E' la solita storia. Una storia di tale ipocrisia che, cazzo, quasi bestemmierei anch'io. Decidiamoci. I reality fanno schifo? Sì, è verissimo. Allora perchè c'erano 9 milioni di italiani davanti alla tv per la finalissima del peggior Grande Fratello mai visto, che parlare di trash è fare un complimento? I reality sono merda distillata? Sì, è verissimo, ma allora perchè l'Isola dei Famosi è il programma dell'anno? E' la solita storia. Come la cronaca nera nei giornali. La gente (con un, due o tre "g", as you want) se la divora, gode dei particolari, chiede retroscena macabri, vuole macerarsi nello scandalo altrui. Si incazza se non trova vita, morte, miracoli e altro ancora. Ma la gente, la stessa, sui giornali non ci vorrebbe mai finire, e se capita si incazza ed evoca la privacy. Anzi, la praivasi. La praivasi. La stessa gente guarda il GF5 dal buco della serratura ed evoca la praivasi per sè. Noi siamo questi, oggi. Un popolo di buffoni che discute della Lecciso (anche il Cda della Rai si riunisce per parlare della Lecciso) invece che di cose più serie. Chessò, le tasse. La benzina. L'Iraq. No, la Lecciso. Quindi, quando si parla di etica televisiva e di morale profonda, a me viene da ridere. Quelle risate un po' nervosette, sapete?, un po' sarcastiche, un po' insofferenti. Oggi Christian Arrieta, calciatore scarso ma bel visetto ramazzottiano da reality, siederà in tribuna, o forse nemmeno, sacrificato sull'altare della tv che ogni mese si depura di una scoria e la fa vedere: "Ecco la scoria!" Dietro la scoria, ovviamente, c'è una montagna di immondizia che fa paura. Ma voi mi insegnate che riprendendo la scoria da molto vicino, con una steady-cam un po' pompata, sullo schermo si vede solo una scoriona della madonna che copre tutto, anche il più terrificante degli sfondi. Poi partono i consigli per gli acquisti e vaffanculo a Christian, all'immondizia e alle bestemmia. Mariaaaa, orcamado', sei tu che hai girato canale? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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sabato, dicembre 04, 2004 Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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MERDA
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venerdì, dicembre 03, 2004 DISTRAZIONE Domani sera c'è Inter-Messina, partita a cui pensavo nel precampionato cedendo, tra me e me, a facili ironie. Inter-Messina: non so perchè, ma l'accostamento mi faceva sorridere. Bene. Ho realizzato solo ora che il Messina ha un punto in più di noi. E il Mancio risponde con il tridente Martins-Vieri-Adriano. Qualcuno ha un Tavor?
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IL BLOG DEI CAMIONISTI GUIDA RAGIONATA ALL'ACQUISTO DEL CALENDARIO 2005 2 - SAMANTAH DE GRENET
Bisogna dire che la ragazza si è saggiamante centellinata, anche se centellinarsi facendo dei calendari vuol dire farne giusto un paio nella vita, perchè poi non ti resta più granchè da centellinare. La ragazza è passata da uno stadio di pudicizia vagamente stronza (come giudicare il fatto che nel precendente calendario si è coperta le tette con mani e veli per tutti e dodici i mesi?) a uno status di maggiore apertura verso il mondo e le cose. Ho trascorso qualche minuto ad osservare questa foto. Prima ho lasciato fare le deduzioni al Watson che c'è in me, quindi lo Sherlock Holmes che c'è in me le ha valutate e le ha demolite. Watson diceva: guarda, ha il segno dell'appendicite, significa che la foto non è ritoccata. Sherlock ha ribattuto: i fotografi ne sanno una più del diavolo, avranno lasciato quella veniale chirurgica imperfezione per dedicarsi a uno statuario ritocco delle zinne e far cadere in trappola i boccaloni come te, dear Watson. Ma se sono originali, cara Samantah, come non detto: anzi, mi levo il cappello. Anche se non capisco perchè l'altra volta le hai coperte con tanta diligenza: finchè puoi, cara, faccele vedere, no? TARGET: studio dentistico non convenzionato, barbiere della crème, carrozziere alto di gamma. GIUDIZIO: Samantah ha ancora il pregio della semi-novità, è poi è una bella manza. Comunque mica mi fido, eh? VOTO: 7. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, dicembre 02, 2004 (SBADIGLIO)
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CAZZI LORO
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TURN OVER Nemmeno il Mancio cambia formazione così spesso. E nemmeno al mercato di gennaio si cambiano così tanti uomini. Al Berlusca il turn over piace un casino. E lo capisco: sempre quelle cazzo di riunioni a Palazzo Chigi, con quelle facce tristi davanti. Aria nuova, diobono. Alè, via. Stavolta gli tocca farne fuori uno - tale Mazzella, mai visto nemmeno da Vespa - per farne entrare due. Passi per Follini, che lo conosciamo bene (ah, ho capito perchè ha fatto il prezioso per mesi e adesso è tutto bello contento di andare al governo: sarà vice-premier, mica ministro della Marina mercantile). Ma l'altro, cazzo. Baccini. Baccini! (nella foto, il nuovo ministro della Funzione pubblica già perfettamente integrato nella Casa delle Libertà) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, dicembre 01, 2004 GF 5 LA VENDETTA Il sadismo non ha limiti. Domani, nell'ultima puntata, forse per punirli dello spettacolo modesto e degli ascolti così così, i tre superstiti del Grande Fratello dovranno ospitare Katia Ricciarelli e Raz Degan. Il vincitore - probabilmente Jonathan, creatura aliena dai contorni indefiniti - si beccherà 200mila euro e rotti, ma a costo di quali sofferenze? E' giusto trasmettere scene tanto crude? Adesso esco e mi iscrivo al Moige. (nelle foto: Katia Ricciarelli, Jonathan e du' palle) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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IL BLOG DEI CAMIONISTI GUIDA RAGIONATA ALL'ACQUISTO DEL CALENDARIO 2005 1- ALESSIA MERZ
Un calendario di Alessia Merz è come un calcio d'angolo di Mihajlovic. Sì, occhei, ti dà qualche sussulto, ma dov'è l'effetto-sorpresa? Lo sai che Sinisa gli dà quel giro della madonna e cerca di piazzartela sotto la traversa, confidando nella sua buona stella, nel suo sinistro malefico e nell'altezza media delle due persone messe a guardia del palo. Lo sai, no? Paradossalmente, sarebbe un calcio d'angolo sorprendente se lui la mettesse in mezzo, all'altezza del dischetto del rigore, oppure la passasse indietro a qualche altro crossatore almeno discreto che ci possa provare dalla tre quarti. Per questo, cara Alessia, pur nell'oggettività della tua figaggine, mi viene da dire che mi sono un po' rotto i coglioni di guardarti tette e culo ogni anno, verso dicembre, quando mi occhieggi dall'edicola. Bisognerebbe autolimitarsi. Chessò, un calendario ogni lustro. Almeno potremmo valutare l'usura del tempo e spenderci in commenti tipo: "Però, è ancora una bella gnocca". Invece così no, ogni anno no, che palle, è sempre la stessa minestra. Se proprio non riesci a dire di no ai fotografi e ai calendari (e agli euro, obviously), almeno giocati l'effetto-sorpresa, tipo quella del Sinisa. Lui passerebbe indietro, no? Ecco, tu potresti posare vestita. Giuro, se il prossimo lo fai con il dolcevita addosso, te ne compro due copie. TARGET: barbiere di periferia, garage assistenza Innocenti, armadietto dei militari. GIUDIZIO: apparentemente poco ritoccato, ma anche poco originale. Consigliato per visioni distaccate o pippe ordinarie. VOTO: 5. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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SIGNES Avevo visto il cartello "Liquidazione", ma pensavo a una vendita promozionale per smaltire un po' della robaccia che vendeva. Strano negozio di dischi, molto giovanilistico, molto usa e getta, molta fuffa e poco arrosto. Mai comprato un disco lì, infatti. Ma era anche l'unico concessionario Ticket One del centro e lì ho preso fior di biglietti. Tipo quelli per il concerto del Boss. O quelli del 5 maggio 2002, 97 euro (9 di prevendita), acquistati verso le quattro del pomeriggio del lunedì precedente la partita grazie a una congiunzione astrale favorevole, perchè poco dopo le cinque si sarebbero esauriti in tutta Italia. Sono appena passato da lì e ho assistito allo smantellamento. Un brulicare di muratori e imbianchini. Insomma, il negozio ha chiuso, definitivamente. Chissà, forse è un segno del destino. (al suo posto aprirà un negozio di intimo femminile. Chissà, forse è un segno del destino) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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