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lunedì, gennaio 31, 2005 IN ZONA CESAR(INI)
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23:15
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VIGORIA
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20:49
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IL PITBULL Questa è proprio bella. Inutile che ne faccia il sunto, tanto vale che la leggiate qui, su Dagospia. Anvedi il Pitbull. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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domenica, gennaio 30, 2005 Nè con la destra nè con la sinistra. Finalmente siamo in TERZA POSIZIONE (nella foto: il profilo migliore di Bobo Vieri)
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TOCCARSI Il 30 gennaio è un giorno particolare nella storia dell'Inter. L'unico avvenimento fausto che coincide con questa data fu il debutto in maglia nerazzurra di Beppe Bergomi, a 16 anni compiuti da un mese, in un gelido Juve-Inter di Coppa Italia (finì 0-0). Sul resto stenderei un velo. 30 gennaio 2004 - Giacinto Facchetti diventa presidente dell'Inter. e vabbe'. Ma attenzione: 30 gennaio 1976 - Nasce Christian Brocchi. 30 gennaio 1975 - Nasce Giovanni Sartor. 30 gennaio 1974 - Nasce Sebastian "Avioncito" Rambert 30 gennaio 1971 - Nasce Alessandro Pedroni. insomma, tutta gente che ha lasciato una traccia. Spenderei una parola in più su Rambert: due partite in maglia nerazzurra, e una fu Inter-Lugano 0-1. E ora, attenzione, tutti a toccarsi i coglioni: 30 gennaio 1949 - Palermo-Inter 2-1 (quinta e ultima sconfitta di quel campionato. Cinque sconfitte rappresenta il record positivo per l'Inter nei campionati a venti squadre) Siete tutti autorizzati a tenere almeno una mano sugli zebedei fino a stasera (anche durante la partita). Con l'altra mano consiglierei di toccare ferro. Se proprio non sapete cosa fare con l'altra mano, provate a spargere miseria e totalitarismo (solo se interisti e comunisti).
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17:48
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COMUNISTI
Magari non proprio il totalitarismo, ma l'oppressione e la miseria che il Bologna ha sparso oggi a San Siro mi lascia presumere che il comunismo - sette giorni dopo Livorno - abbia colpito ancora. Berlusconi ha ragione: i comunisti hanno cambiato nome, ma non i metodi. Sono stronzi, i comunisti. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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REPETITA (NON) IUVANT
Che pirla. Occhei il totalitarismo e l'oppressione, ma "miseria" l'aveva già detto. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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sabato, gennaio 29, 2005 E' COLPA LORO La Lega ha ufficializzato gli orari delle partite in calendario fino al 27 febbraio prossimo, ventiseiesima di campionato. Compresa quella di domani con il Palermo sono sei partite, e cinque di queste (Palermo appunto, e poi Atalanta, Roma, Udinese e Milan) le giocheremo alle 20,30. Di domenica pomeriggio giocheremo una volta sola, a Parma. Se vogliamo essere ancora più precisi, dobbiamo aggiungere anche altre due partite serali nel mese di febbraio: il ritorno di Coppa Italia con l'Atalanta (ore 21) e l'andata di Ciempions con il Porto (ore 20.45). Ma le coppe si giocano la sera. E' il campionato che si dovrebbe giocare di pomeriggio. Minchia. Allora sono andato a controllare. Su 26 partite (parlo solo del campionato), 16 le abbiamo giocate (o le giocheremo) la sera. A queste va aggiunta una giocata alle 18 (prima giornata col Chievo). Ergo, alle ore 15 noi giochiamo solo 9 partite su 26. Quindi, ecco, mi sento di spezzare una lancia a favore di Moratti, di Facchetti, del Mancio, e di tutti i 75 giocatori in rosa. Siamo invincibili, e occhei. Ma con 'sta storia dei troppi pareggi ce ne hanno dette di tutti i colori. Giustamente, peraltro. Ma insomma, adesso è chiaro. Non è un problema tecnico, di modulo, di uomini, di schemi, di scelte, di applicazione mentale. No. E' sonnolenza.
(nella foto, la moglie di Recoba attende inutilmente il marito dopo un posticipo a mille chilometri da casa. Vogliamo anche aggiungere i problemi familiari?) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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venerdì, gennaio 28, 2005 NOSTRADAMUS Non so se sia capitando solo a me, o se sia una sensazione diffusa anche al di là di questo spicchio di Padania, forse depressa dal freddo e dal gelo. Ieri sera in Italian Tim Corporation Football Sensation Fucker Mother Cup (Coppa Italia) abbiamo rinfocolato il mito dell'Invincibilità, facendoci prima prendere a pallate e poi spezzando cinicamente le reni all'Atalanta, aitante squadrone che - vale la pena ricordarlo - aveva piallato la Juventus il turno precedente. Eppure. Eppure incontro interisti, parlo al telefono con interisti, ricevo e mando mail a interisti, leggo commenti interisti sul mio blog interista, e qua e là emerge un comune senso di pessimismo. C'è una diffusa sensazione che a Palermo subiremo la prima sconfitta. Non so se sia l'influenza della legge dei grandi numeri, oppure un cedimento a uno scoglionamento generale, oppure una predizione basata su un preciso fatto tecnico, oppure lo strascico psicologico dell'assenza di Adriano, o dell'insistenza di Florentino Perez. Boh, non so, davvero. Ma siccome due o più indizi fanno una prova, comincio a palparmi lo scroto. Perchè negli ultimi giorni più persone (soprattutto interiste) mi hanno detto: "Eh, domenica..." Curiosa 'sta cosa. Per esempio, prima di Inter-Juventus avevo raccolto solo questo tipo di previsioni: "Li inculiamo facile". Oppure prima di Milan-Inter più di uno mi aveva detto: "Si cagano addosso, hanno paura". Da cosa nascono queste certezze? Facile: dalle nostre menti malate. Ma da dove nasce la certezza che a Palermo, domenica sera, perderemo? Perchè tutto il nostro naturale bauscismo si sta sgretolando davanti a un normale posticipo serale di domenica 30 gennaio? E' una situazione del cazzo. Per esempio: adesso cosa faccio? Vado alla Snai e punto un deca sull'1 fisso? Accendo un cero sotto il santino della famiglia Moratti e chiedo protezione? Infilo una spillone nella foto di Guidolin? Vado alla Pinetina verso sera e aspetto che esca il Mancio - riconoscibile per la metodicità con cui si annoda la sua sciarpetta azzurra - per suggerirgli la formazione? Cazzo, è venerdì mattina. Io a domenica sera non ci arrivo. Possibile che sia così certo che a Palermo perdiamo e nessuno, NESSUNO!, si stia sbattendo per fare qualcosa? E' una tortura. Potessi almeno limonare per distrarmi un po', ma c'ho pure l'herpes. Ho l'aspetto di un piccolo Yushenko, una sconfitta imminente e immanente, e sono qui come un pirla. Ma diobono!
(nella foto: un giuocatore che segna spesso) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, gennaio 27, 2005 Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, gennaio 26, 2005 SCARFACE
Il problema è che ho la faccia deturpata. Un coso bordeaux e ributtante ha fatto la sua comparsa nella zona tra il mento e l'angolo sinistro del mio labbro inferiore. E' una specie di isolotto di 4 millimetri per 8 nel mare calmo della mia faccia (questa è pura poesia, non so se siete d'accordo con me). Per alcuni giorni ho scambiato questa cosa per un taglietto, un brufolino. L'ho trascurata, e mal me ne incolse. Perchè poi è esplosa, eruttata, lievitata, una specie di blob spaventoso a pochi millimicron dal mio labbro tumido e sexy, un insulto alle mie voglie di prendere qualche donna che gironzola da queste parti e iniziare uno scambio di idee lingua in bocca. Mi sento molto a disagio in questa condizione di piccolo Yushenko. Ma voglio fare outing e ammettere il mio stato di momentanea indisposizione. Per essere chiari: se qualcuna voleva limonare con me tenga le sue basse voglie in stand-by, in attesa che il virus e la pomata facciano il loro corso. Perchè questo è l'herpes, bellezza, e non puoi farci niente. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, gennaio 25, 2005 NON TE NE ANDAR Ma non era ieri, il 24, il giorno della massima depressione? Già a meta pomeriggio ci si era messo il torneo di Viareggio. Un ragazzino italo-nigeriano in forza alla Roma segna il più giovane gol mai realizzato nel torneo. Lui è nato nell'ottobre del 1989, e quindi ha 15 anni e tre mesi. Ma quel che più conta, è nato alcuni mesi dopo l'ultimo scudetto dell'Inter. Il fatto che nel calcio stia arrivando la generazione del 1989, gente che non ha mai visto l'Inter vincere, diobono, mi ha tramortito. Ma poi tutti si sono messi a parlare di Adriano e del Real Madrid. Ho assunto un farmaco antidepressivo (Lindt al latte) e ho cominciato a considerare queste triste vicenda sotto una luce diversa. Voglio dire, è ovvio che uno aspiri a giocare nel Real. Ma mica vuol dire che l'Inter gli fa schifo. No? Faccio un esempio. Se adesso uno mi chiede: "Ti tromberesti mica Jennifer Lopez?", io direi che sì, è un sogno che mi piacerebbe realizzare. Ma questo non vuol dire che non limonerei più con le amiche del blog, una ad una. Certo, i giornali di domani titolerebbero "Settore è innamorato di Geilò e se la vuole ciulare", ma si tratterebbe di una frase isolata dal contesto e usata ad arte. Poi lo so che mi troverei sottocasa frotte di bloggers con il cuore infranto: "Bastardo, invece di limonare con noi, che fra l'altro dai e dai te l'avremmo data, vuoi chiavarti la culona". E io: ma no, dai, sono stato frainteso. Ti prego, Adriano, dimmi che sei stato frainteso. Ti prego. Ho finito il Lindt. (nella foto, compagni prezzolati cercano di impedire ad Adriano di andare al Real) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, gennaio 24, 2005 DAMMI UNA LAMETTA Incrociando una serie di dati, uno psicologo inglese ha stabilito che il 24 gennaio è il giorno peggiore dell'anno, nel senso di indurre tristezza e depressione su ogni singolo membro della popolazione mondiale, almeno quella che vive nell'emisfero boreale in zona temperata. Siamo a gennaio, è passato un mese dal Natale, fa freddo, le giornate sono ancora molto corte, c'è ancora un mese e mezzo di inverno davanti. Risultato: il 24 gennaio bisogna toccarsi i coglioni se si è gente serena, o bisogna stare molto attenti a cappi o lamette o revolver se si è inclini alla depressione. Pensavo, leggendo il risultato di questo studio, a come catalogare l'inclinazione psichiatrica di un interista che ha appena assistito a Inter-Chievo e non sa come uscire da questa situazione del cazzo. Sto cercando attenuanti, svaghi, altri pensieri. Ma è inutile: sarà perchè oggi è il 24 gennaio, penso con preoccupante intensità all'Inter, a Mancini e a Moratti. Poi una notiziola ha finalmente attratto la mia povera mente. Flavio Togni, uno dei rampolli della famosa famiglia circense, è rimasto terribilmente ammirato da Martins: "Ha fatto quattro salti mortali uno dietro l'altro esultando dopo il gol al Chievo, è eccezionale, potrebbe insegnare a molti nostri acrobati", ha dichiarato. E sulle prime ho ritrovato il sorriso. Poi, improvvisamente, mi sono rabbuiato. E sì. Ho pensato: è l'unico vero complimento squisitamente tecnico che l'Inter ha raccattato negli ultimi mesi, forse anni, se si fa eccezione per l'idolatria nei confronti di Adriano. E allora eccomi qui, davanti al monitor, a cercare di scacciare pensieri di morte (quelli di terrore e miseria, oggi, non mi sfiorano). Ha ragione lo psicologo inglese. Se riesco a finire la giornata senza togliermi la vita, beh, mi stappo un birrino.
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domenica, gennaio 23, 2005 TU CHIAMALE (SE VUOI) OCCASIONI
Costretto a vivere sogni impossibili, oltre che attese ataviche, alla fine tiri due somme e ti girano i coglioni. Non poteva essere una domenica di festa grande? Il Milan cade a Livorno, cioè nell'unico posto dove avresti voluto sinceramente vederla perdere. L'Udinese si fa infinocchiare dalla Reggina in casa. E tu lì, ad annerire una sola casella, come hai già fatto 14 cazzutissime volte in questo campionato. A chi dare la colpa, poi? A Mancini, che per la ventesima volta su venti partite ha cambiato uomini e modulo? Ai soliti due-tre giocatori (uno in testa, riconoscibile per due zanne anteriori e una discreta bruttezza) privi di luce negli occhi? Mancini faceva tenerezza, costretto continuamente a scaracchiare nel fazzoletto. Altri ne facevano meno, di tenerezza. Eppure erano più o meno gli stessi di due settimane prima, quelli che ti avevano fatto urlare come un cretino, tre gol in sei minuti, una rimonta sovrumana, una goduria pazzesca. Che giramento di palle pensare che a quella partita sono seguiti due pareggi del cazzo, con due squadre del cazzo, soprattutto con due partite del cazzo. Commentare l'Inter è sempre un esercizio borderline. In fondo se quello zingarone di Stankovic segnava quel gol-che-lo-segnavo-anch'io, sarei qui a fare tabelle-rimonta e a festeggiare il terzo posto, oltre che la solenne inculata del Milan là dove non avrebbe voluto mai perdere. Ma non posso dimenticare le due traverse del Chievo - il Chievo, diobono! - e una partita per lunghi tratti invedibile. Perchè, perchè non si può star bene due settimane di fila? Perchè gettare alle ortiche la più gigantesca partita della svolta che ci sia mai capitata? Mi vengono persino pensieri suicidi. Tipo: proviamo a perdere, magari qualcosa cambia. Poi penso al naso di Mancini che cola, alla coronarografia di Moratti, al polpaccio stirato di Adriano, e mi commuovo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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sabato, gennaio 22, 2005 IL PROBLEMA DELL'INVINCIBILITA'
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SETTORE A ROMA PIEDONE AD ARCORE Ieri ero a Roma e, avendo dieci minuti liberi, sono andato davanti a Palazzo Grazioli. Nei due giorni precedenti ero rimasto folgorato dagli inviti a cena di Berlusconi. Martedì sera il premier aveva invitato due fighe, la Lecciso e la Venier. Mercoledì sera, invece, aveva invitato Bud Spencer. Ora, se alzare il telefono e convocare due fighe mi era sembrata un'operazione umana e meritoria, non riuscivo a farmi una ragione dell'invito a cena di Bud Spencer. Intanto mancava Terence Hill, e già questo era sospetto. Poi, perchè Bud Spencer e non - ad esempio - Giuliano Gemma o Fabio Testi? Giovedì mattina, sull'aereo che in discreto ritardo mi portava a Roma, l'occhio cadeva sulle brevi ma significative dichiarazioni rese da Bud a un giornalista di "Repubblica". E Bud, il caro vecchio Bud, protagonista di "Altrimenti ci arrabbiamo", film che all'epoca vidi sei-sette volte al cinema, un capolavoro, insomma il vecchio Bud pronuncia le seguenti sconcertanti frasi: "Berlusconi mi ha sempre affascinato, poi ho seguito il suo ingresso in politica e uno così non lo ammiri soltanto, lo ami". Allora, diobono, ieri avevo dieci minuti e sono andato davanti a palazzo Grazioli. Ero tesissimo. Erano le quattro e mezza del pomeriggio e pensavo: chi entrerà a bersi un tè? Rosanna Lambertucci? Tomas Milian? Cino Tortorella? Valeria Moriconi? Dopo dieci minuti di attesa me ne sono andato senza aver visto nessuno. Ho preso un taxi al volo, come in un film di Bud Spencer - tu quoque, Bud - e mi sono fatto portare a Fiumicino. E lì, sul taxi, ho avuto la folgorazione. Berlusconi il venerdì prende e va in Sardegna con Apicella. Massì, cazzo, mica poteva essere lì. Probabilmente era già a Villa Certosa a canticchiare "Dicitincello vuje". Al che ho concluso che sono un pirla prevenuto. Volevo dire al tassista: "Scusi, mi lasci qui, devo spargere terrore e miseria". Ma eravamo già sul Grande Raccordo Anulare e, per motivi politici e viabilistici, ho rinunciato.
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giovedì, gennaio 20, 2005 IN VERITA' LO AMMIRO La classe non è acqua, bisogna ammetterlo. Ieri sera Berlusconi ha invitato a cena Mara Venier e Loredana Lecciso a palazzo Grazioli, e questo mi costringe a dire che forse ha ragione lui, non c'è un cazzo da fare. Per esempio, io ieri seminavo terrore e miseria - non morte, sono un non violento - durante il mio giorno di riposo, e il resto del centrosinistra prepavara le primarie. Lui, invece, passava la serata a chiacchierare con la Venier e la Lecciso. La grandezza del personaggio è tutta qua, e se non avessi quella morbosa e non ancora sopita passione per i regimi comunisti totalitari probabilmente sì, voterei per lui, che rappresenta la mia naturale tensione al cazzeggio (oltre che alla figa). I miei beniamini - non quelli dell'Inter, eh?, quelli della Gad - invece si macerano. Ci sono le elezioni regionale il 3 e 4 aprile, ma chi si ne frega: i più pensano alle primarie. "Primarie" è una parola interessante. Io, per esempio, se riuscissi finalmente a coronare il mio sogno di girare un film porno lo intitolerei "Le primarie". La trama. Wendy, primaria di Andrologia, e Susy, primaria di Ginecologia, movimentano la vita del piccolo ospedale del Kentucky in cui lavorano, coinvolgendo colleghi, infermieri e pazienti in una serie di mirabolanti avventure. V.m. 18, cinemascope, doppio canale (audio). Invece, nell'accezione politica, le primarie sono una cosa interessante e molto democratica. Naturalmente, come tutte le cose interessanti e molto democratiche, il centrosinistra si prepara a farne un uso del cazzo. I candidati alle primarie, secondo me, dovrebbero essere due. Ogni numero maggiore di due è un assurdo, perchè se anche le primarie diventano un momento per contarsi, per pesarsi e per cagare il cazzo - diciamolo -, allora siamo punto e a capo. Cosa minchia mi rappresenta un Pecoraro Scanio alle primarie, diobono? Cosa vuole? E un Di Pietro? Perchè cominciare a rompere i coglioni un anno e mezzo prima del voto? Perchè? Perchè? Tutto questo mentre il nostro avversario, ma che dico avversario, L'Avversario, al colmo della preoccupazione alza il telefono e invita a pranzo Mara Venier e la Lecciso. Come se io, il giorno prima della partenza per la Maratona di New York, chiamassi Jest e Doug e li invitassi a mangiare lasagne e salamelle alla Festa dell'Unità di Springfield. Darei l'idea di uno che non si preoccupa proprio di niente, scatenando preoccupazione mista ad ammirazione. "A che ora parti?" "Alle quattro" "Ma è l'una!" "E chi se ne frega: mi passi il limoncello?" Giuro, se non fosse moralmente abbietto voterei il Berlusca. Noi con le primarie, lui con le tardone: è un grande, chapeau. p.s.: se per caso qualche produttore cinematografico fosse interessato al progetto de "Le primarie", me lo faccia sapere. Il soggetto è pronto, per la sceneggiatura aggiungo qualche cazzo e qualche sospiro, poi ci siamo.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, gennaio 19, 2005 UN-DUE-TRE: CASINOOOOO! Elenco (incompleto) delle persone che nelle ultime ventiquattro ore hanno presentato la loro formale candidatura alle primarie della Grande Alleanza Democratica, in programma nel prossimo mese di maggio. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, gennaio 18, 2005 MINISTRI CHE NON SEMINANO MORTE E MISERIA MA TERRORE SI'
Ma adesso mi preoccupo. Sirchia ha appena finito di deportare i fumatori che annuncia la sua prossima battaglia. Fornirà a tutti gli italiani un metro, tipo quelli da sarto, con due misure in bella evidenza. 102 centimetri per gli uomini, 88 per le donne. Se il giropanza sarà in eccesso, Sirchia apparirà in ologramma e dirà: siete obesi, cazzi vostri. Tra poco saremo invasi da metri e prontuari paramedici ricchi di consigli alimentari, che ci verranno distributi in ogni dove e con ogni mezzo. Sirchia si ergerà a paladino della nostra salute attraverso un altro parametro. Sarà dura dargli torto. Come tradizione non dico un cazzo, ma un po' mi inquieto. Arriveranno altri divieti? Per esempio, mi vieteranno il Kit-Kat? E' la mia unica trasgressione: ogni tanto infilo 0,60 nella macchinetta ed estraggo la doppia barretta wafer-cioccolato, che mi placa nei momenti di nervosismo. Già mi vedo mangiare il Kit-Kat e poi correre in bagno con il metro di Sirchia, per valutare le maniglie dell'amore e le speranze di vita. Ma c'è un altro elemento di profonda inquietudine. Va da sè, se questo è il trend, che il prossimo obiettivo sarà quello di costringere gli uomini a misurarsi il pisello, nel solco di una collaborazione rinnovata con la Lega Nord Padania. Perchè è vero che si può smettere di fumare e si può rinunciare ai profiteroles, ma se uno ce l'ha piccolo cosa deve fare, signor ministro? Quindi, ecco, per evitare l'estinzione del genere umano e psicodrammi generali per le dimensioni del pene, spero ardentemente che il centrodestra perda le elezioni del 2006. Nel frattempo - lo dico al premier e a quelli come lui - spargerò miseria e terrore, oltre a farmi sporadicamente di Kit-Kat. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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MISERIA, MORTE, TERRORE E SOPRATTUTTO FIGA Voglio dimenticare il sorriso di puro lattice del premier, che mi ha da poco accusato di crimini contro l'umanità, tornando ad affrontare argomenti più seri. Comincerei da Bobo Vieri ed Elisabetta Canalis, due personaggi di dubbio gusto. Riassunto delle puntate precedenti. Bobo ama Betta e Betta ama Bobo. Poi si lasciano. Poi tornano insieme. Poi si lasciano. Poi tornano insieme. Poi si lasciano. Poi tornano insieme. Poi si lasciano. Poi tornano insieme. Poi, parebbe definitivamente, si lasciano. Le ultime notizie davano Bobo trombante a Miami con Fernanda Lessa e Betta trombante a Milano con tale Scott Palmer, rugbista, scatenando voci incontrollate sui suoi gusti sessuali, che ormai è evidente che alla Canalis l'uomo piace corpulento, sennò non gliela dà. Ma attenzione, arriva il colpo di scena. Mentre alcuni milioni di italiani seminano terrore, miseria e morte nel week-end, cosa accade nel dorato mondo dei miliardari copulandi? Secondo alcune testate specializzate in gossip d'alto bordo, Bobo e Betta si sono trovati in un noto locale milanese. La scena sarebbe stata più o meno questa: - Bobo, diobono, brutta merda, mi ha fatto molto male vedere quelle foto in cui stai flirtando con quella puttanona smilza brasileira. - Ma Betta, tesoro, ti posso spiegare tutto. Era tutta una messinscena per ingelosirti. Non penserai che mi piaccia quella strafiga carioca. - Mavvatteneaffanculo, va'. Mi hai procurato uno stato ansioso. Tutto questo nuoce ai miei impegni. Come sai, sto girando la nuova serie di "Carabinieri" e compaio tutte le domeniche sera a "Controcampo". - Betta, ti scongiuro, perdonami. Queste frizioni tra di noi mi affliggono non poco e influiscono in maniera negativa sul mio rendimento in campo. - Bobo, cazzo, però non si fa così. Mi tocca intrattenere fugaci relazioni con rugbisti per cercare di dimenticarti. Tu giuochi con i miei sentimenti. Tu ti trastulli e io cuocio dentro. Sei un pirla. - Betta... - Sì, Bobo... - Betta... - Sì, Bobo... - Sposami, ti prego. Cioè, in pratica, dopo essersi lasciati e rimessi insieme un numero sconsiderato di volte, e dopo aver cercato trombate trasversali per dimenticarsi, e alfine dopo aver furiosamente litigato in un noto locale milanese, alla fine - cito sempre queste fonti gossipare - Bobo avrebbe chiesto la mano di Betta. I due avrebbero concluso la serata insieme, in altro luogo, immagino a scegliere le bomboniere. La vita è bella, non so se siete d'accordo con me. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, gennaio 17, 2005 IO, UN TERRORISTA No, questa non mi va giù. Stavolta il Presidente del Consiglio è riuscito a farmi girare i coglioni e a fare passare in secondo o terzo piano questioni ben più importanti, come l'atavica stanchezza di Adriano o l'incapacità di Van der Meyde di disputare due partite decorose consecutivamente. Argomenti che avrei voluto trattare qui, oggi, perchè effettivamente di grande peso specifico. E invece no, mi tocca parlare d'altro perchè su Van der Meyde non riesco a concentrarmi. E vorrei vedere voi, se foste lì belli tranquilli a guardare il tiggì e uno vi punta il dito e vi dà del terrorista. Chi, io? Già, io. E non me l'ha detto mica il primo pirla che passava per strada. No, il Presidente del Consiglio in persona. A me, diocaro. Terrorista. Seminatore di morte. Io, un moderato di sinistra che se non esistesse un partito vacuo come i Ds non saprebbe cosa votare. Io, un giuggiolone della politica che non farebbe male a una mosca, che trangugia tutto, che crede a tutto, che non ha mai volantinato, non ha mai fatto un corteo. Io, un coglione che paga le tasse e il canone della Rai. Io, che non parcheggio sui posti riservati agli invalidi, che mi fermo davanti alle strisce pedonali, che mi metto in fila e aspetto il mio turno. Io, che a Marx ho sempre preferito i fratelli Marx, che all'Unità o al Manifesto ho sempre preferito il Guerin Sportivo. Io, che non ho mai mangiato un bambino. Il problema di Berlusconi e dei suoi soliti deliri è questo: lui non ha sparato la solita bordata per offendere quei sanguinari di Prodi, Rutelli e Fassino. No, e chi cazzo se ne frega di quei pirloni. Si difendano, si incazzino. Fatti loro. Il problema è che lui ha offeso ME e quelli come me, che secondo lui andranno a votare per sostenere un regime terrorista e dispotico che ridurrà l'Italia in miseria. Sono io quello offeso, caro il mio Berlusca. Sono io quello stufo dei tuoi deliri gratuiti, tu che bene o male rappresenti anche me, anche se io non voglio (ma trangugio). Io mi sono strarotto i coglioni di te e del tuo sorrisetto del cazzo. Mi sono strarotto i coglioni delle tue frasette per telefono mentre sullo schermo passa la tua gigantografia. Io non tiro i cavalletti - non è nella mia indole, nè posseggo un cavalletto - ma ti querelerei. Ti denuncerei per ingiuria e diffamazione a mezzo stampa. Per avermi dato del terrorista sanguinario solo perchè voterò Pol Prodi e non te, premier liftato in blazer blu. Se solo avessi i soldi per ingaggiare una battaglia legale lo farei. Ma ho la macchinetta da pagare e un blogghetto del cazzo, miserrimo e paraterrorista, per nulla sanguinario ma sanguigno, e il prossimo post ho paura che mi toccherà davvero farlo su Van der Meyde.
(nella foto: io a militare a Merano nel 1985) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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domenica, gennaio 16, 2005 IN PUNTA DI FIORETTO "Se la sinistra se va al governo provocherà, miseria, terrore e morte. Gli italiani ci chiederanno di continuare a governare". (Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente alla convention "Neveazzurra" di Roccaraso, poco fa) Poi si lamenta se gli tirano i cavalletti, diobono.
p.s.: Neveazzurra. Ma andate a cagare, va'. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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sabato, gennaio 15, 2005 INGUARDABILI (MA) INVINCIBILI Ma inguardabili. Vabbe', mica è sempre Sampdoria.
(nella foto: Vento, vero protagonista della partita) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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TEATRINO Questa sera - anzi, questa notte - la seconda parte dello spettacolo di Paolo Rossi non andrà in onda. I motivi, ovviamente, non sono di palinsesto: non è stato sufficiente confinare lo spettacolo alle ore 0.50 (peraltro la prima puntata aveva fatto un milione di spettatori, un successo a quell'ora) per fare il bel gesto di dare spazio a un comunista su una rete, Raidue, spartita tra An e Lega. Sette giorni sono stati sufficienti per rendersi conto dello sfondone e per evitare che a Rossi, dopo la prima parte, fosse improvvidamente concessa anche la seconda. Parlando sempre di teatro, Raidue è la stessa rete che, il lunedì, confina a orari da licantropo anche il programma-spettacolo di Dario Fo e Giorgio Albertazzi, che per uscire dalla clandestinità si sono comprati una pagina su Repubblica per far sapere che a mezzanotte meno dieci ci sono anche loro, checchè ne dica la Rai. A me piace che certe cose succedano a gennaio, mese durante il quale ci rechiamo a frotte in posta a pagare il canone. Piace perchè spero che a tanti vengano gli stessi pensieri che vengono a me, che stasera non vedrò Paolo Rossi. Verserò i miei cento euri a un'azienda che mi delude e mi truffa, ancora una volta. 33,33 dei miei cento euri serviranno a finanziare una rete di merda, che censura gli attori comunisti (e interisti, diciamolo) e che costringe un Premio Nobel (interista, peraltro) a comprarsi una pagina di giornale per far sapere di esistere. Non che i 66,66 euri destinati a Raiuno e Raitre mi rendano un uomo felice e soddisfatto delle mie sponsorizzazioni culturali. A meno di tre mesi dalle elezioni sono atterrito da quello che passerà in tv. E poi qualcuno mi chiede perchè a volte mi stordisco di Grande Fratello. (nella foto, alcuni personaggi di un certo spicco che prima o poi dovrebbero occuparsi di nominare uno straccio di presidente per la Rai e invece se ne fottono. I cento euri, però, se non li pagate ve li vengono a cercare) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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10:13
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venerdì, gennaio 14, 2005 SINISTRI Se non avessi un blog, probabilmente in questo momento starei parlando tra me e me della cessione in prestito di Pasquale al Siena. Per pudore, tenendo a bada i miei bassi istinti, non mi starei confrontando con nessuno su questo argomento. Oggi, qui, una persona di media serietà potrebbe parlare di nebbia, tsunami, elezioni amministrative o carovita, certo non di Pasquale. Al limite, se trovassi un interista, potrei appartarmi e sfiorare l'argomento, così, en passant, sperando di cogliere in lui i miei stessi dubbi mistici. Ma, appunto, ho un blog e me ne fotto. Dunque: perchè abbiamo dato Pasquale al Siena? (Mi vergogno profondamente dell'uso della prima persona plurale in discussioni calcistiche, eppure ci casco spesso). La questione non è di poco conto. Ancorchè scarso, e ancorchè ormai bruciato dal pubblico di San Siro (vedere giocare Pasquale al Meazza mi infondeva una tenerezza infinita), Giovannino Pasquale era la seconda scelta nel ruolo di laterale sinistro difensivo. Una posizione non da poco, se si pensa che 1) l'Inter non ha un terzino sinistro degno di questo nome ormai da decenni; 2) il titolare ha 46 anni e 850 presenze in serie A; 3) l'altra possibile scelta è un ex-giocatore, oggi frequentatore di sfilate di moda e gagà a tempo perso. Infatti Pasquale, ancorchè scarso e bruciato dal pubblico di San Siro, ha giocato parecchio in questo inizio di stagione, poichè 1) il titolare ogni tanto si infortuna, lo squalificano oppure sente il peso di una lunga carriera; 2) il gagà ha giocato due partite in Coppa Italia e basta (e avanza). Quindi la cessione di Pasquale non è un fatto così scontato e banale e inevitabile come potrebbe sembrare. I fatti sono due: 1) o il Mancio ha deciso che Favalli è sufficiente per questo ruolo, sul quale ormai ogni interista di media intelligenza ha rinunciato a spendere speranze e aspettative, e in case of need è pronto a ricicciare a sinistra il Capitano o lo stesso Cordoba; 2) oppure ne stanno prendendo un altro. (Non riesco a capacitarmi che ci possa essere una terza possibilità, e cioè che Coco torni a giocare un numero decoroso di partite, e in modo decoroso per giunta, per quanto umanamente me lo auguri). Siccome oggi è venerdì e rischiavo di annoiarmi, calcisticamente parlando, passo direttamente al punto 2: chi stanno prendendo? Non mi dite Cesar, che non ci credo più e poi non è mica un difensore. Non staranno mica prendendo Parisi, per caso? Boh, facciano pure. Dopo Inter-Samp non ho più nulla da chiedere a questa squadra. Li amo e basta. (nella foto: quando Google non ti aiuta) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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10:19
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giovedì, gennaio 13, 2005 SE LA SONO PIPPATA Inculata da un'altra squadra nerazzurra, la Juve ci consegna il lasciapassare verso prossime emozioni di Coppa. Un vero peccato vedere la Juve uscire di pista, forse a causa della neve. Lazzari, cinque tiri cinque gol. Meglio di Mutu, voglio dire.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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22:56
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ANTINARCOTICI Bisogna onestamente dire che la Juventus, in tema di droga, sta facendo straordinari passi in avanti. E' finita sulla pubblica gogna per avere sistematicamente bombato i giuocatori. E noi giù, addosso. Occhei. Ora, per dimostrare il suo totale pentimento, acquista direttamente attaccanti che si stanno già disintossicando. Un applauso. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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15:17
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mercoledì, gennaio 12, 2005 OBA OBA OBA La nostra invincibilità sta ormai raggiungendo dimensioni preoccupanti. Piallato anche il Bologna in Coppa Italia, al termine di una partita giocata a un orario assurdo per motivi televisivi (ma chi guarda la tv alle 17.30?). Oba Oba (Oba) ha fatto tris, una delizia. E io davanti a uno schermo quasi bianco cullavo i miei sogni erotico-sportivi. Nella nebbia mi è sembrato addirittura di rivedere Veron, Davids, Coco e Gamarra, gente che pensavo passata a miglior vita. E invece ho potuto spuntarli dall'elenco dei dispersi. Dio mio, che squadrone, che rosa, che tempi!
(nella foto, Karagounis all'autogrill di Fiorenzuola scende dal pullman e va a comprare un Positano per Davids) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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21:06
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LEGGE BACCHELLI
Pare che La Stampa non rinnovi il contratto a Forattini, che scade il mese prossimo. L'ultima volta che ho riso per una vignetta di Forattini, mi ricordo, il presidente dell'Inter era Fraizzoli. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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14:43
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ATTENTI A QUEST'UOMO
Niente. Adesso mi faccio crescere i baffi, intanto. Quando l'Inter vincerà lo scudetto citerò le decine di post in cui ho scritto che "me lo sentivo". In questo mondo se non sfoderi un po' di faccia da culo sei finito. Il problema è l'attesa. Spero che non sia un calo della qualità dell'erezione ad avvertirmi che i miei beniamini, non so quando, porteranno a casa un trangolino tricolore. Sennò, hai voglia a diventare una blogstar. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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11:14
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martedì, gennaio 11, 2005 COM'E' TRISTE DAKAR
Della Parigi-Dakar di quest'anno ricordo solo un servizio in tv. Parlava dell'erba dei cammelli. Quei batuffoli verdi che colorano le distese desertiche e che - ho scoperto - i piloti odiano, perchè nascondono spesso insidie che costano secondi, minuti o addirittura ore, perchè all'erba dei cammelli ci vai addosso senza sapere cosa ci sia sotto o dietro, e spesso ci sono buche o sassi. E tu magari fai centinaia di chilometri da una duna all'altra, superi l'insuperabile e poi becchi un cespuglio e ti fotti la corsa. Questa cosa mi ha incuriosito. L'ho interpretata come una piccola vendetta - della natura e dei cammelli - nei confronti di questa carovana colorata e bisunta che ogni anno deflora il deserto sotto gli occhi di un mondo molto attento all'evento, a parte settorucci come me. Per questo adesso mi sento doppiamente in colpa nei confronti di Fabrizio Meoni, uno con due palle così, uno che la Dakar (moto) l'ha vinta due volte e che oggi stava cercando di vincere la terza. Aveva uno svantaggio discreto ma non impossibile, e forse oggi ha tirato dritto sull'erba dei cammelli, e forse non c'era solo sabbia sotto. Meoni aveva 47 anni, una moglie, due figli, una bella faccia e un destino del cazzo, perchè non mi viene altro da pensare nei riguardi di uno che sta correndo gli ultimi chilometri della sua ultima Dakar, rincorrendo l'ultimo sogno di una onorata carriera. E' il secondo pilota che il deserto si prende in due giorni: fa parte del gioco, nella carovana lo sanno tutti, e domani riprenderanno la via verso Dakar cercando la miglior traiettoria tra i cespugli. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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16:40
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GIGI
Colomba se lo sono cucinato i giocatori anziani del Livorno, e siccome il presidente è Spinelli e non Lord Brummel il finale diventa scontato (a costo di scommettere su un Donadoni qualunque, confidando che Protti, Ruotolo e Lucarelli si allenino da soli). Simoni no, Simoni se l'è cucinato il sistema. Lui ai benserviti ha sviluppato una tendenza quasi unica, perchè gli sono arrivati tra capo e collo nelle maniere più varie ed estemporanee, quasi mai banali, spesso sorprendenti per tempi e modi, a volte addirittura clamorose, e comunque spesso ingiuste. E oggi che l'esonero a Siena lo fa incazzare parecchio, se ne va facendo nomi e cognomi. Praticamente, dice, è tutto un affare della Gea. E io ci credo. Un po' perchè mi sta simpatico il Gigi, un po' perchè mi sta sul culo questo calcio in cui la Gea conta più di una faccia e di una vita. E' un calcio che ci meritiamo. E siamo fortunati che a volte ci capitano delle storie migliori, legate ancora alla rete che si gonfia, tipo quando una simpatica truppa di miliardari non si dà per vinta al minuto 87 e infila tre gol in meno di sei minuti. Cose che, per quanto tentino di attrezzarsi, ancora sfuggono ai poteri della Gea, che Iddio la strafulmini. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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12:14
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lunedì, gennaio 10, 2005 VARI MIRACOLI "E' stata sicuramente la partita più emozionante delle mie 200 partite in serie A, non mi era mai capitato di vivere una gioia simile a quella di ieri, è stata una grande emozione". (Bobo Vieri, poco fa)
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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17:34
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5'27" (PER SOLI UOMINI) La clamorosa goduta di ieri pomeriggio continua a propormi immagini squisitamente sessuali o parasessuali, e me ne scuso con chi oggi passa di qua in cerca di qualcosa di più tosattiano, magari una bella disamina tecnica su quanto siamo follemente inadeguati alla normalità, oppure sulle speranze di una rimonta che resta oggettivamente impossibile ma ogni domenica di ammanta di remoto e affascinante possibilismo. Piacerebbe anche a me fermarmi a riflettere sulla partita di ieri, ma non ce la faccio. Anzi, non voglio. Su che basi parlare - tecnicamente, intendo - di questa Inter? E' la solita Inter degli ultimi otto mesi, capace di tutto e del suo esatto contrario, ma che si porta in dote questo furore - questo sì che è una novità assoluta - che le consente di rimettere in piedi le partite più strampalate. E' un'Inter clamorosamente simpatica (tranne che a juventini e sampdoriani, ma tant'è), che si fa bella della propria patologica follia, dei propri equivoci, delle proprie tare. E' un'Inter - scusate, qui mi commuovo - che il 5 maggio 2002 allo stadio Olimpico in Roma avrebbe vinto quella partita 8 a 5. Ma oggi è così. Oggi sono qui che mi dibatto in un mondo fantastico, orgasmico, popolato di simboli fallici. Mi guardo intorno e vedo torri, cetrioli, cavatappi, missili, razzi, menhir e anche qualche dohlmen. Mi sento felice eppure già triste, perchè diciamocelo: quando cazzo ci ricapiterà mai di vedere una cosa simile? Intanto: la nostra impareggiabile e invincibile Inter magari sabato sera ne prende tre dalla Reggina, e nessuno se ne stupirebbe. Ma il problema è un altro: quando cazzo ricapiterà nella vita che, sotto 0-2 all'88mo minuto, vinceremo la partita 3 a 2? Questo orgasmone pallonaro rimarrà probabilmente un pezzo unico nella storia dei nostri emisferi cerebrali obnubilati dal calcio, ai quali offriremo d'ora in poi altre immagini ed emozioni, certo, ma mediamente un po' più annacquate. Quando cazzo ci ricapiterà una cosa così? Per questo, ecco, vorrei smetterla di parlare di calcio, perchè mi trovo nella pessima posizione borderline dell'euforia malinconia, o della malinconia euforica, che se vado sul terrazzo potrei denudarmi e cantare "Pazza Inter" oppure buttarmi giù lasciando due righe scritte a Moratti. E' un lunedì orgasmatico e quindi parliamo di orgasmi. Per godere in maniera così totale in 5'27" - ecco, questa e la domanda - l'unico modo sarà quello di trombare? Lo chiedo agli uomini, che possono capirmi. Ma anche alle donne. Parliamone qui dal dottor Settoruccio, il vostro sessuologo di fiducia.
p.s.: se ci fosse qualche donna incuriosità dalla violenza dei sentimenti e delle mutazioni fisiche, sono ovviamente disposto, per puro spirito scientifico, a prestare il mio corpo per riprodurre le sensazioni di ieri pomeriggio. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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12:34
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DUECENTOMILA Cazzo, sono ancora nell'estasi post-partita. Quindi, poche balle. La duecentomillesima visitatrice mica me la limono. ME LA TROMBO.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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11:32
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domenica, gennaio 09, 2005 Al 38mo del secondo tempo la mia massima preoccupazione er |