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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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lunedì, febbraio 28, 2005
 

ADDIO

 Onore a Giovanni Invernizzi che ci ha fatto vincere uno scudetto (era il '70/'71, il primo della mia memoria). Mica lo possono dire in tanti, all'Inter.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:40 |
 

OSCAR

Diobono, questa foto ha fatto passare il Milan nel dimenticatoio. Come negare un Oscar a una così? Se rinasco, voglio essere la variante di valico di questo vestito. E l'attesa del prossimo scudetto, almeno per qualche ora, diventa più dolce. Sempre detto che la figa ha un suo perchè.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:05 |
 

LA NOTTE DEGLI INVINCIBILI

Ieri c'era il sole. Stamattina c'è il sole. Eppure stanotte c'è stata una bufera di neve, giuro. Fa un freddo cane, per terra c'è una patina che nemmeno al palaghiaccio, cinque centimetri di neve sul parabrezza, una neve venuta giù talmente di sbieco che guardi avanti e sembra Siberia, ti giri di fianco e sembra Sahara, tutto asciutto, ma che cazzo di roba è? Del resto lo scenario della prima sconfitta dell'Inter doveva essere apocalittico. Almeno un pochino, almeno nel meteo. Anche perchè la sconfitta non è stata mica apocalittica. Brutta partita, gol di culo: forse dovevamo perdere così, quasi senza accorgercene, una specie di inculata indolore, "già faaaaattooooo?". Indolore fisicamente, moralmente no, è una mazzata. Peccato dovere pagare il pegno di nove mesi e mezzo di imbattibiltà a un Milan da schiaffi in faccia, e abdicare così alle ultime speranze tenute in vita con il respiratore automatico. La favola della rimonta in realtà era finita a Udine, sabato scorso, un sabato di merda, un sabato italiano. Ieri sera ci si sarebbe potuti consolare e teoricamente mantenere in corsa, crogiolandosi nell'orgasmino provocato ciulandosi i cugini. E invece no, è un altro campionato che finisce a febbraio, l'ennesimo, e vabbe'.

Agli ex-Invicibili peraltro resta ancora un sacco di roba da fare. Tutta roba da Ciempions, quella da giocare con il Porto e quella - la prossima - da conquistare in campionato, dove ci ritroviamo intruppati nella media manovalanza del campionato. E poi c'è la Coppa Italia, diobono.

Ieri c'era il sole e me lo ricordo bene perchè ero allo stadio, uno stadio nè di A nè di B, dove non ci sono tabelloni nè cronometri, e se arrivi tardi devi chiedere quanto stanno e a che minuto siamo. Ho visto un difensore buttare la palla in tribuna e la palla scavalcare la tribuna e finire nei prati dietro. Ho visto un bar dove si servivano solo due cose: caffè e caffè corretto, e la correzione arrivava da un bottiglione da litro e mezzo senza etichetta. Uno stadio dove si è consumata una rivincita semi-proletaria. In tribuna centrale si pagava 25 euro e c'era l'ombra e un freddo cane. Nella tribuna opposta, dov'ero io, se ne pagavano 18 o 12 e c'era il sole, un sole quasi caldo, che la gente si levava i giacconi e si godeva il tepore. Spettacolo a tratti lancinante, ma atmosfera piacevolmente retrò. Alla fine si sono anche menati, la pula smanganellava, cosa pretendere di più?

Ieri c'era il sole, oggi c'è il sole e non ricordo bene cos'è successo nel mentre, perchè ho la neve sul balcone e un buco qui. Ma sarà la fame. Dove sono gli OroCiok?

(dottor Agricola, li posso mangiare?)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:35 |


domenica, febbraio 27, 2005
 

RESIDUI DI DERBY/3

(nella foto: il Milan Lab e l'Inter Lab) 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:37 |
 

RESIDUI DI DERBY/2 

(nella foto: primi commenti dopo la partita)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:34 |
 

RESIDUI DI DERBY

(Nella foto, la barriera del Milan: da sinistra Nesta, Ambrosini, Crespo e Pirlo)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:31 |
 

ESSERE INTERISTI OGGI

Ne ero abbastanza certo. Del resto, dopo 40 partite senza sconfitte, di cui 20 vinte e 20 pareggiate, questo trionfare di cifre tonde non poteva che portare a una sconfitta. Una sconfitta di culo, nel senso della fortuna del Milan. Dopo il festival della sfiga di una settimana fa (gol contemporanei al 90°, preso dall'Inter e segnato dal Milan), trovo coerente l'andamento e il risultato della partita di stasera. Non ho molto altro da dire, ora spengo questo cazzo di pc e mi ritiro in raccoglimento. Non guarderò Controcampo. Sarebbe la serata giusta per un porno, sì, così, alla Cosmi, per ritrovare un po' di spirito di corpo. Il nostro campionato ha parecchio di doloso, ma la sfiga che ci attanaglia a volte è superiore all'immaginazione umana. Mentre assistevo al solito assalto finale, più disperato del solito, pensavo che quando vinceremo lo scudetto lo faremo con 70 punti di vantaggio. Non so quando. Ma sarà così, per compensazione.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:00 |
 

DIFFERENZE

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:37 |
 

IL CAPELLONE

(nella foto: a sinistra Silvio Berlusconi, a destra Carcarlo Pravettoni)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:23 |


venerdì, febbraio 25, 2005
 

GIRI DI PAROLE

"Sì, sul quel cross ho sbagliato, ma un gol preso non è mai l'errore di un solo giocatore. Io non ho respinto quel cross, è vero, ma sulla linea di fondo c'era uno di loro che ha rimesso in mezzo". (F. Toldo)

(nella foto: un'altra questione simile, peraltro mai risolta)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:17 |
 

DROGHE

=

=

=

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:55 |


giovedì, febbraio 24, 2005
 

CUPIDIGIA

Iddio mi ha punito per i pensieri impuri. Quando ho saputo che il medico del Milan, arrestato per presunte molestie sessuali alla massaggiatrice dell'albergo, era stato anche assessore di Forza Italia a Segrate, ho perso il mio naturale aplomb e ho sognato l'avverarsi di un filotto fantastico, al termine del quale avrei festeggiato masturbandomi sul cornicione del mio palazzo intonando alcuni yodel: castrazione chimica del reprobo, incriminazione di Galliani per favoreggiamento, rottura delle relazioni diplomatiche tra Regno Unito e Berlusconi, sconfitta per 7 a 0 della squadra rossonera evidentemente sotto choc, vittoria contemporanea dell'Inter a Oporto con tripletta di Cristiano Zanetti. Invece niente, un cazzo: il Manchester sbaglia tre gol e poi lo prende in quel posto, complice un portiere del menga. L'Inter, invece, sbaglia tre gol e poi lo prende in quel posto, complice un portiere del menga. In compenso la nostra società ha un sacco di zuzzurelloni nei posti chiave, ma messuno fa il furbino con la massaggiatrice. Ecco: se il calcio avesse ancora un senso recondito, passeremmo il turno d'ufficio per "alti valori morali". Ma il calcio è una fetecchia e ce la giocheremo come la solito, probabilmente soffrendo, tra tre settimane anzichè due. Spero che il Porto non faccia troppi cross alti durante la partita di ritorno: sarebbe abbastanza antisportivo, specie fuori casa. 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:58 |


mercoledì, febbraio 23, 2005
 

GOL IN TRASFERTA VALE DOPPIO

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:40 |
 

(SONO) CAZZI

Porca troia, adesso ho un impegno e non posso rimanere attaccato al pc ad aspettare di sapere il nome. Il nome, il nome, arf! arf! Chi è il dipendente 44enne del Milan arrestato a Manchester per atti osceni in albergo? Chi è che si è esibito ieri sera davanti a una cameriera, e oggi è stato portato in gattabuia come un delinquente comune? Diobono, non sto nella pelle. Chi c'è nello staff del Milan di quell'età? Dunque, escludiamo i giocatori (Costacurta, se non sbaglio, ne ha 48). Escludiamo Ancelotti, che è una brava persona, e Galliani, che è più anziano anche se sessualmente attivo. Restano magazzinieri, massaggiatori, accompagnatori. Non li conosco. Sto solo covando un pensiero stupendo. Qualcuno di voi sa quanti anni ha Suma?

(nella foto, lo spogliatoio del Milan)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:58 |
 

RI-PORTO

C'è davvero poca roba a legare le storie di Porto e Inter, due squadre da sempre ai vertici dei loro rispetti campionati ma che per chissà quali artifici del Caso non si sono mai incrociate nella loro storia, se facciamo eccezione per una partita in un Mundialito (persa) e per l'affare-Juary. Il Mundialito e Juary sono cose di un pallone ormai lontano. Juary oggi insegna calcio ai bambini poveri in Brasile, mentre uno dei suoi figli è in Italia a studiare all'istituto alberghiero e a giocare nelle giovanili dell'Avellino. Era, Juary, un giocatore da Avellino (o da Ascoli, o da Cremonese), sia detto senza offesa. Fraizzoli lo fece comprare per un'enormità (4 miliardi dell'epoca) per poterlo scambiare con il Cesena e prendersi Schachner, ma l'affare saltò e gli restò sul gobbo. Passò un anno un po' triste a Milano, lui che era la gioia impersonificata, spesso ad aspettare il suo turno dalla panchina. 36 presenze e 4 gol (2 in campionato, 1 in Uefa, 1 in Coppa Italia) e poi via. Di Milano lui ricorda la diffidenza dei tifosi e il freddo pungente: l'avevano piazzato nel solito residence sul Lago di Como, dove ci si intristisce da morire a guardare un panorama bellissimo. Bergkamp giocava da solo a cricket in giardino e Juary si tappava in casa perchè fuori si gelava. Io cambierei posto, ma all'Inter insistono con il lago. Vabbe'. E' molto interista anche la sua breve storia nerazzurra, perchè questo folletto un po' naif peregrinò per la provincia italiana ma poi finì al Porto, praticamente in svendita, e là vinse una Coppa Campioni segnando un gol in finale. L'altro gol di quella partita fu del Tacco di Allah, quel Madjer che l'Inter prese prima di accorgersi alle visite mediche che era un po' rotto. Ripiegammo su Diaz e vincemmo lo scudetto. Eravamo tutti contenti nel 1988-89: noi, il Porto, Juary. Tutti. I problemi sono iniziati dopo, cazzo. Juary, sia detto per inciso, stasera farà il tifo per il Porto, e lo capisco.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:44 |
 

TRIANGOLI

L'allenatore del Porto era già  sufficientemente inquietante anche prima che scoprissi gli altri clienti del suo parrucchiere.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:18 |
 

IL CALCIO FA MALE

Un calvario. Ho visto Real-Juve con grande disagio. In campo ventidue merde che vestivano due maglie che mediamente disprezzo. Nella squadra di casa ho visto un uomo grasso fare abbastanza schifo e una serie di cagacazzi senza pari. Nella squadra ospite c'era un tale festival di facce da schiaffi che ho ripensato spesso a quanto abbia ragione il vecchio Lapo. In panchina due uomini di dubbio gusto, uno con l'auricolare e l'altro con la solita spocchia. A metà del secondo tempo ho iniziato a grattarmi. Del resto le due squadre erano irritanti. Una partita tossica. Il risultato finale a questo punto è secondario, e quasi non lo ricordo più.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:27 |


lunedì, febbraio 21, 2005
 

EVOLUZIONI

1965

"Nevica!"

"Nghè"

1975

"Nevica!"

"Aleeeeeeeeeeeeeeee!"

1985

"Nevica!"

"Uau!"

1995

"Nevica!"

"Ah..."

2005

"Nevica!"

"mavaffanculovaporcatroiaschifosalurida" 

(nella foto: io, poco fa)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:11 |


domenica, febbraio 20, 2005
 

VASECTOMIA

Il primo lo ha chiamato, e vabbe'.

Il secondo lo ha chiamato, e insomma.

Il terzo lo ha chiamato, diobono, adesso esagera.

Fermiamo , quindi, prima che sia troppo tardi, con metodi coercitivi, e magari definitivi. Sotto l'effetto di quale droga decide i nomi dei suoi figli, insieme a quel fenomeno della moglie? Chi può garantirci che non ne faccia un quarto, e lo chiami magari?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:29 |
 

GOITOM (INTERRUPTUS)

Il modo in cui siamo passati nel giro di 15 secondi da -9 dalla Juve e -7 dal Milan a -11 da entrambi, non c'è niente da fare, è molto interista. Mi sono sentito profondamente interista mentre ero lì a guardare le due finestre di Sky, con la faccia incredula di Cambiasso a sinistra e la faccia da culo dei milanisti a destra. Così come era tipicamente interista la sensazione che ho provato durante lunghi periodi del secondo tempo, quando l'Inter dominava e, perciò, mi preoccupava al contempo. Spiccatamente interista è, per concludere, la capacità di prendere gol da Signori Nessuno, che a volte poi diventano campioni e altre volte puff!, scompaiono nei meandri del calcio, ma potranno sempre dire che il loro primo gol l'hanno segnato all'Inter. Lo svedese nero ci mancava, il prossimo sarà un congolese biondo, o un cinese riccio.

Sarebbe stato bello arrivare al derby con la classifica ante-Goitom e ante-Serginho, e cioè con la possibilità reale - la prima dopo mesi - di riagganciare non tanto la vetta, quanto un sogno impossibile. Adesso non so, ho in mente solo le facce dopo il gol preso in quel modo, il solito modo del cazzo. Gli Invincibili restano nel loro limbo dorato, dove la parola "sconfitta" è desueta quanto la parola "scudetto". Adesso c'è la Ciempions. Magari serve a depurarci il cervello. Vorrei solo ricordare che, a termini di regolamento, farsi fare un gol nei tempi e nei modi di quello di Udine sarebbe come prenderlo nel culo lungo un metro, a meno di non averne segnati tre o quattro prima. Grazie per l'attenzione, miei prodi.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:05 |


sabato, febbraio 19, 2005
 

NOMEN OMEN 

Questo gorilla abita a San Francisco. Quelli della Gorilla Foundation gli hanno insegnato il linguaggio dei sordomuti. Sembra che il gorilla abbia imparato un migliaio di parole e le sappia usare a ragion veduta. Qualche mese fa due collaboratrici della fondazione si palesano davanti alla sua gabbia e il gorilla comincia a gesticolare. Boh, vorrà due noccioline, pensano le ragzze. La signora Patterson, presidente della fondazione, è presente alla scena e dice:

"Vuole vedere le vostre tette"

"Chi?"

"Il gorilla. Ha appena detto che vi vuole vedere le tette"

"Maddai".

"Maddai un cazzo, Dai, tirate su le magliette e fategli vedere le tette".

Le due ragazze si rifiutano e la signora Patterson, nel nome della Scienza, le licenzia per avere ostacolato lo sviluppo delle capacità di apprendimento del gorilla. Ora sono in causa: loro chiedono il reintegro, la Patterson chiede - presumo - che facciano vedere 'ste due tette al gorilla e la si faccia finita.

Ah. Il gorilla si chiama Koko.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:33 |


venerdì, febbraio 18, 2005
 

16 EURO

 
L'evoluzione di Berlusconi è umanamente interessante. Ha perdonato uno che gli ha tirato un cavalletto sulla nuca in piazza Navona, ma è andato fino in fondo con uno che gli ha urlato "Buffone, fatti processare o farai la fine di Ceausescu" fuori da un'aula di tribunale, dove era andato a non-deporre al processo Sme. Berlusconi se l'era presa - secondo me non per il "buffone", nè per il "fatti processare", quanto per il "Ceausescu" che gli ha evocato la figura di un comunista ancorchè finito male - ed aveva esploso il famoso "Prendetegli nome e cognome", immortalato dalla telecamere, una frase che è appena un gradino sotto il "Lei non sa chi sono io".

La cosa è andata avanti fino alla sentenza di questa mattina. Pietro Ricca, figlio di un magistrato, è stato condannato a 500 euro di multa. Il pm aveva chiesto 516 euro di multa, ma il giudice ha fatto cifra tonda tipo quandi vai a svenarti in boutique e il titolare, pago di averti già ciulato abbastanza, ti fa il regalino. Quale sfumatura abbia determinato lo sconto di 16 euro non riesco proprio a coglierla. Forse a Ricca è stata riconosciuta l'attenuante generica dell'alito profumato o della grammatica rispettata. La sentenza, peraltro, fissa un pericoloso precedente: insultare il premier costa 500 euro e, voglio dire, piuttosto che buttarli alla Snai perchè non togliersi lo sfizio di mandarlo a cagare ogni tanto?

Nella sua casa della Bassa Mantovana il mitico Dal Bosco tirerà un sospiro di sollievo: Berlusconi con lui poteva andare fino in fondo, e invece una bella telefonata alla mamma e tutto si è sistemato (forse perchè era Capodanno, o perchè eravamo tutti un po' così per lo tsunami, o perchè le elezioni erano già troppo vicine). Ricca, invece, 'sti 500 euro dovrà tirarli fuori, anche se con i 16 risparmiati potrà invitare al cinema una bella figa e vantarsi della cosa. Io volevo ringraziare lui e il suo avvocato per avermi fatto vivere un momento di vivo sollucchero: perchè la tesi difensiva basata sulla differenza tra "buffone" e "puffone" - sapremo mai cosa ha detto davvero Ricca? - l'ho trovata sinceramente una delle idee migliori degli ultimi due anni.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:12 |
 

DIECI ANNI

(E SENTIRLI TUTTI)

Il 18 febbraio 1995

(era un sabato, faceva freddo, la squadra era in ritiro alla Pinetina, io chissà dov'ero, del resto son passati dieci anni, e comunque trovo il particolare del tutto insignificante)

Massimo Moratti si comprava l'Inter. O meglio se la ricomprava, parlando di lui come il rampollo di una famiglia che ci aveva fatto grandissimi una trentina di anni prima e poi era tornata ad occuparsi di petrolio greggio e raffinato. Una stretta di mano con Pellegrini e via, verso l'infinito e oltre. Il popolo nerazzurro fu scosso da un fremito lungo e benefico, come se ognuno di noi quel giorno avesse idealmente ricevuto un assegno in bianco: "Scrivete voi cosa volete vincere". Hai voglia, tutto in una riga? Aspetta che ci penso.

(Era un'Inter che ricordo poco e male, e una ragione ci sarà. Schieravamo i fratelli Paganin, Festa, Bia, Seno, Dell'Anno e i due olandesi forti e amorfi. Bergkamp si intristiva a giocare a cricket nel giardino della sua villa sul lago, la reggia bifamiliare che molti stranieri interisti hanno diviso con Milva. Il 19 febbraio l'Inter accolse il neopresidente battendo in casa il Brescia 1-0, gol di Nicolino Berti. Finimmo sesti)

Aspetta che ci penso, e son passati dieci anni. La Coppa Uefa - una Coppa Uefa bella e vera, non la Consolation Cup di oggi, ma pur sempre una Coppa Uefa - non rientrava tra quello che avrei voluto vincere. E sono ancora qui a pensare, o ad aspettare, e penso di aspettare ancora un po'. No problem, fa parte del gioco e della passione. Se non ci si macerasse nell'attesa, voglio dire, che cazzo di passione sarebbe?

Per questo, anche se l'assegno non l'ho ancora incassato

(una volta, era il 2002, era primavera, ho preso il treno e sono andato a Roma per incassarlo, ma ho trovato chiuso. Eccerto, era domenica)

per questo, dicevo, per la passione e per il macerarsi, io a Moratti gli auguri di compleanno glieli faccio di cuore. Sparlare di Moratti - del suo epulonismo, dei suoi errori, dei suoi sperperi, del suo carrozzone, dei suoi falsi amici - sarebbe scontatissimo,  e quindi non lo faccio. A Moratti voglio bene come a uno zio, se avessi uno zio simpatico e generoso, che sperpera soldi alla Snai e con le troie, però quando ce l'hai di fianco a tavola il giorno di Natale ti fa schiantare dalla risate, e quando ti porta allo stadio ti diverti a vederlo torcersi sui gradoni e urlare fino al novantesimo più recupero. (S)Parlare di Moratti attraverso i suoi errori sarebbe facilissimo, perchè sono tanti e marchiani, e rivederli uno a uno fanno impressione. Ma credo che l'unica chiave per parlare di Moratti sia quella di considerare le cose buone che ha fatto e che, per non so quale sortilegio, non sono servite a nulla.

Potremmo stare qui a parlare dei dieci cento mille Vampeta che ha comprato in dieci anni, degli improbabili cambi di allenatore, dell'assurdità e della scarsa qualità del suo organigramma societario. Ma per capire i dieci anni di Moratti bisogna parlare anche della sfiga che ha cancellato le sue migliori trovate, a volte ammantandole di un ridicolo un po' tragico, come in un film di Chaplin.

Moratti ha comprato Ronaldo. Ronaldo ha fatto un campionato favoloso. I sogni si sono infranti contro il corpaccione di Iuliano, a Torino, un rigore non dato, una porta chiusa in faccia. Ronaldo ha poi passato tre anni di inferno, e noi con lui. Lo rimettono miracolosamente in piedi, torna, segna, riperdiamo uno scudetto - stavolta ben più clamorosamente -, lui va ai Mondiali e li vince, non torna, arrivederci e grazie.

Moratti ha comprato Vieri. Vieri ha già segnato cento e passa gol. No, dico: cento e passa gol. Non sono serviti a niente, finora, per quanto questo possa apparire incredibile (a un osservatore esterno, mica a noi).

Moratti ha assunto Cuper. L'Hombre Vertical arriva e calpesta le macerie dello spogliatoio. Tecnicamente potremmo discuterne per giorni, ma moralmente era l'uomo giusto per ripartire. Gli capitano le peggiori sfighe, ma con Kallon-Ventola passiamo l'autunno, in inverno ci issiamo in alto, in primavera siamo in testa, a cinque giornate dalla fine abbiamo lo scudo in tasca, ago e filo pronti, i membri già barzotti.

(mi fermo sennò bagno la tastiera)

Moratti sogna la Ciempions che fu del papà. E noi ce la giochiamo in un doppio derby, circostanza crudele e suggestiva. Usciamo, senza perdere. La vinceranno loro, senza averci sconfitti.

Moratti non perde più. E' la storia di oggi. Procediamo verso le quaranta partite senza sconfitte, l'ultima fu a Lecce ed era il maggio 2004. Ma non c'è pace nemmeno adesso, perchè è vero che non perdiamo ma è altrettanto vero che abbiamo pareggiato troppo, e senza aver perso una partita siamo col perenne fiatone di chi è troppo lontano dalla vetta. Non perdiamo mai, ma scalziamo i carabinieri dal ruolo di istituzione-barzelletta. La Gazza edita il Dvd delle Grandi Rimonte, unico nostro orgoglio, un grado sopra la masturbazione contemplativa.

Moratti ha sbagliato tanto, ma va detto che non gliene va mai dritta una. Ci resta il titolo di Pazza Inter, perchè questi siamo, gente che deve provare per forza emozioni particolari, frutto di una passione particolare, condensato di un'attesa particolare. Per questo il Cielo ci ha mandato un presidente come Moratti, sennò non sarebbe stata la stessa cosa. Siamo come criceti sulla ruota, vittime di un cerchio chiuso da quale non usciamo ma che, in fondo, è una piccola ragione di vita. Io dell'Inter - intesa come società - cambierei un bel po' di cose. Ma il presidente - oggi solo padrone, ed è meglio così - il presidente no. Se il nostro destino è questo (aspettare, soffrire, compatire) lui è la figura ideale. E' lo zio di cui sopra. Lo ammazzerei di botte ma gli voglio bene. Auguri per i dieci anni, patron. Ti ammazzerei, sì, ma ti meriti una gioia, almeno una, e mi picco di volerla aspettare con te.

(siete autorizzati a toccarvi i coglioni. Il bello del blog è che dall'altra parte non si vede un cazzo)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:07 |


giovedì, febbraio 17, 2005
 

TU CHIAMALE (SE VUOI)

RITORSIONI

Prima vola a Rio per un rapimento-lampo, poi vola a Parigi per far finta di sposarsi. In tutte le aziende c'è il dipendente che se ne approfitta. Al Real hanno Ronaldo. Che poi torna a Madrid e dice che ha l'artrite all'alluce. E allora vai dal dutùr, gli dicono. Intanto Sacchi deve avere messo uno a controllare la porta dello spogliatoio. Ronie ha iniziato il primo allenamento post-farsa parigina con 45 minuti di ritardo. Più altri 15 ieri, perchè gli faceva male il ditone. Totale un'ora. Scatta la multa. Sai che roba, con quello che ha pagato di catering.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:36 |
 

MA ALLORA E' UN PUTTANAIO

Sono sconvolto dalla promiscuità di questo inizio di millennio. Cazzo, non riesco più a tenere il conto. E' un tromba-tromba mai visto. Centravanti con veline, schermidori con tettone, nuotatori con presentatrici. Inutile prendere appunti, tanto prima o poi si cambia. E allora, in questo panorama sguaiatamente ormonale, alcuni capisaldi erano utili per non perdere la trebisonda e considerare che sì, l'amore eterno esiste. Chessò, Massimo Moratti e Milly Bossi in Moratti, Vittorio Emanuele e Marina Doria, Carlo Azeglio Ciampi e Franca Azeglia Ciampi. Ecco, ora si potrà intuire il senso di smarrimento che mi attanaglia non appena ho appena appreso che Dolce e Gabbana si sono lasciati. Perchè l'avete fatto, perchè? Tra l'altro, non avevo ancora fatto in tempo  a stabilire con certezza chi fosse Dolce e chi Gabbana. E adesso resto qui come un pirla a ad aspettare che si fidanzi il Cecchi Paone.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:48 |


mercoledì, febbraio 16, 2005
 

E DUE 

Un medio trofeo Birra Moretti fa molti più spettatori e crea più interesse intrinseco. Ma chi se ne frega, insomma. Siamo in semifinale di Coppa Italia dopo aver saponificato l'Atalanta, squadra giovane e nota per avere inculato la Juve. La seconda delle cinque partite-chiave di questo passaggio di stagione - dalla stagione dei pareggi alla stagione dell'ultima spiaggia - va in archivio con un'altra vittoria. Finora cinque gol fatti e zero subiti. Ma erano le due partite più facili del ciclo. Adesso si va a Udine e poi a Oporto. Tra dieci giorni c'è il Milan. Sono cazzi, eh? Ma ho il cuore più leggero di una settimana fa. E sono curioso, ottimista e speranzoso. In alto i cuori. Avete la mia preventiva approvazione, miei prodi, purchè vendiate cara la pelle. Undici leoni, d'accordo?

Vabbe', occhei, tranne Van der Meyde. Ma gli altri sì, mi raccomando.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:52 |
 

20318

(commenti dalla data di apertura)

E chissà perchè oggi, appena dopo le tre di pomeriggio, che fuori c'è nuvolo, senza una ragione ben precisa nè una causa davvero scatenante, MI SONO ROTTO I COGLIONI. Non dei ventimila, ma dei 318. Mi sono rotto i coglioni di:

a) commenti anonimi. Voglio una firma, cazzo, una firma qualsiasi, inventata, farlocca, stronza.Una firma qualsiasi. Ma dove cazzo vivete? Io quando chiamo qualcuno al telefono dico: "Buongiorno, sono Settore. C'è Moratti?". E' educazione basic, mica Cambridge.

b) commenti del cazzo. Attenzione, non confondiamo. Io ADORO i commenti del cazzo, specie quando scrivo post del cazzo. Adoro ridere, scherzare, dire quattro puttanate. Mi rendo conto che qui si tratta di distinguere tra commenti del cazzo di tipo A e commenti del cazzo di tipo B. Del resto, c'è modo e modo. Ma avrete già capito.

c) commenti mafiosi. Mi sono cagato la minchia di commenti a suocera perchè nuora intenda. Mi sono cagato la minchia di essere suocera, e talvolta anche nuora. Ma chi cazzo vi credete di essere?

d) commenti del cazzo e sgrammaticati. Imparate l'italiano, barboni.

e) commenti gratuiti. Mi sta anche bene essere insultato, se me lo merito. Se non me lo merito, vaffanculo. Peggio ancora: quando si insultano terze persone mi girano troppo i coglioni. Possibile che non si possa discutere serenamente? Con un fascista non sarò mai d'accordo, ma qui è il benvenuto. Chiunque qui è il benvenuto, se si pulisce i piedi sullo zerbino e non piscia sull'asse del water. Educazione, molto molto basic.

Insomma, ho il soggiorno pieno di mozziconi, orme di scarpe sul tavolino davanti al divano, tracce di urina rappresa nel lavandino del bagno,  echi di rutti e scoregge. Intanto, fuori tutti. Poi vedrò se cambiare la serratura. Chiedo scusa ai proprietari dei ventimila, che non si saranno riconosciuti in queste descrizioni. Ai 318, vabbe', una prece.

rotorsettor@katamail.com

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:28 |
 

SOVRUMANO

Il mitico Lance ha sciolto la riserva: farà il Tour e cercherà di vincerlo per la settima volta di fila. Sì, occhei, si è fatto un po' desiderare, tipo una bella figa, ma alla fine ha deciso l'unica cosa possibile. Io sono molto curioso about that perchè secondo me sarà la sua ultima corsa, per causa di forza maggiore. Ma scusate: uno sconfigge il cancro, riprende a correre, vince sei Tour di fila (a medie folli), domina in montagna, spazza via tutti a cronometro. Non è finita: nel frattempo, pur invecchiando sette anni, cambia vita e si fidanza con la Crow, se la porta alle corse, dorme con lei nel lettone e magari la tromba prima e dopo i tapponi pirenaici. Uno così si droga, dai, è evidente. Al primo giorno di riposo gli fanno un blitz in camera e bòn.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:50 |


martedì, febbraio 15, 2005
 

FINTA DI CORPO 

Ronaldo, come previsto, si è sposato per finta ieri sera al castello di Chantilly, un posto molto chic alle porte di Parigi. Un prete (finto?) ha unito (fintamente) Ronaldo e Danielona in matrimonio.

(per inciso: se il prete era finto vabbe', ma se il prete non era finto com'è che ha sposato per finta due persone già divorziate? Che cazzo di prete è? Milingo al confronto è Martin Lutero)

La festa è poi proseguita per davvero, ma sapendo che era tutto finto. Tralascio la presenza di amici veri e finti a questa cazzata alla Donald Trump. Mi pongo solo una domanda: dopo la cerimonia avranno trombato? Voglio dire, avranno trombato per finta o per davvero? Se hanno trombato per davvero, sono squallidi. E no, dovevate trombare per finta. Dovevate trombare con su le mutande, per esempio. Due movimenti pelvici e tutti a nanna. Per davvero.

(se ci fosse una giustizia divina, la scena sarebbe stata questa: Daniela a letto con i bigodini a leggersi Vanity Fair, Ronaldo in bagno a farsi una sega. Ma lo so che chiedo troppo)

(nella foto, l'unico vero Fenomeno)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:16 |
 

NON FATE I FURBI

Sono troppo disordinato in queste cose, quindi mi appello alla vostra onestà intellettuale: qualcuno avanza una put option con me? Non avevo mai concordato con nessuno la cessione del blog per tre miliardi di euro? Mi è venuto questo dubbio sistemando le ricevute della tassa dei rifiuti. Eppure con qualcuno ne avevo parlato. Cedo il ramo Inter e mi butto sul ramo donne nude. Massì, dai, con chi stavo trattando? Non abbiate paura, cazzo. Non volete più il blog? Me lo tengo, ci mancherebbe. Mi date un miliardo di euro e siamo a posto. Non negherei a nessuno una transazione. Siamo tutti amici, no?

(Basta Adriano, che palle. Nella foto, il mio nuovo modello)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:02 |


lunedì, febbraio 14, 2005
 

SAN VALENTINO UN CAZZO

Almeno un po' di rispetto, no? C'è gente che soffre. Prendiamo Bobo e Betta. Cazzo, soffrono da dio. E si prendono, e si lasciano, e si riprendono, e si rilasciano. Quante volte avranno dovuto cancellare e rimemorizzare i loro numeri sui loro sette telefonini cadauno? E lei con il rugbista, e lui con la Lessa, e poi si riprendono, e poi si rilasciano. Questo è tormento allo stato puro. Ah, che romanticismo.

E che dire della favola di questi due babbioni, eterni fidanzati anche durante i loro rispettivi matrimoni, che decidono di sancire ufficialmente la loro unione a un passo dall'andro-menopausa, rendendo felici milioni di sudditi e centinaia di tabloid? Questo è amore, amore vero. E tutti siamo invidiosi di Charles, perchè vorremmo avere tutti una donna cui dire, periodicamente, "vorrei essere il tuo tampax":

E del dramma di questi due, che dire? Ribadisco, un po' di rispetto. Il giorno di San Valentino, se vogliamo parlare d'amore, parliamone con deferenza. Queste due carampane che avevano sdodagano la limonata matura, questi due melomani che avevano deciso di unire le proprie vite e i propri poderosi conti in banca, adesso vanno per avvocati. Una prece.

Anche l'America ha le sue doglianze. Milioni di yankee si interrogano del perchè Brad abbia lasciato Jennifer, o viceversa, o di comune accordo. Era una bella storia d'amore, cazzo. Lui è così bello che lei, che non è da buttare via, passava per un cesso. Il Bello e la Bestia, posto che avercene di bestie così. Comunque è finita, o forse no. C'è chi giura che abbiamo ritrombato. Del resto si erano lasciati in amicizia. Magari tornano insieme. Forse.

No, dico, financo i Signori Nessuno ci fanno sospirare. Migliaia, ma che dico migliaia, milioni di spettatrici di Buona Domenica - no, dico, Buona Domenica - si sono riscoperte sciampiste di fronte alla storia in similplastica di Costantina e Alessandro. No, Costantino e Alessandra. Aspetta che chiedo. Sì, Costantino e Alessandra.

E i buoni sentimenti, ne vogliamo parlare? Ne vogliamo parlare con rispetto, oggi che è San Valentino? Manuela Arcuri è la Florence Nightingale dell'amore. Ha riempito di coccole Coco durante l'interminabile convalescenza. Una volta recuperato allo sport, lo ha lasciato per occuparsi di una medaglia d'oro olimpica visibilmente allo sbando. Manuela, tu sì che dai amore.

Ecco, queste sono storie, questo è sentimento. Quindi vergognati, Ronaldo, vergognati di avere organizzato un matrimonio senza nemmeno aver richiesto le pubblicazioni. Pirla! Io lo so com'è andata. "Hai prenotato il castello? Hai prenotato il catering? Hai prenotato gli aerei? Hai prenotato l'orchestra?" E i tuoi procuratori: sì Ronaldo, sì Ronaldo, sì Ronaldo (sbadiglio), sì Ronaldo. E le pubblicazioni? Ma diobono! Guarda, se fossi Daniela ti prenderei a calci in culo da Madrid a Chantilly. Figura di merda. Vabbe', stasera si fa la festa lo stesso. Ma inculatela la tua festa, dentone del menga. La festa di un matrimonio ancora da celebrare. Bah. E' come andare al funerale di uno ricoverato in chirurgia. Secondo me porta pure sfiga. Niente di personale, eh?

P.s.: scusa, Ronie, in confidenza: gli anelli ce li avevi? No, per sapere.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:45 |


domenica, febbraio 13, 2005
 

 BIM BUM (BAM)

Prendi la Juve. Ha la Triade in tribuna e Capello in panca. Ha Moggi che imperversa, Giraudo che manda a cagare gli Agnelli. L'allenatore che destruttura Del Piero ma la classifica gli dà ragione. Quando vincono sorridono stretto, quando non vincono si lamentano largo, proprio loro, degli arbitri. Ma guarda un po'. Sintetizziamo tutto nel concetto di ANTIPATIA.

Prendi il Milan. In campo c'è uno squadrone. In panca c'è uno che qualcuno chiama il Maiale, epperò è un personaggio simpatico e positivo. In tribuna invece c'è il potere. Anzi, il Potere. Potere tutto, forse di più. Governo dello Stato, delle società, del calcio, delle televisioni. Anzi, della Televisione. Hai detto niente. Sintetizziamo tutto nel concetto di ARROGANZA.

Prendi l'Inter. Non perde da 37 partite ufficiali, di cui 24 di campionato, che sono 26 comprese le due dello scorso anno. E' l'Inter meno perdente della storia, almeno nel breve periodo (che comunque son quasi nove mesi). Com'è noto, è contemporaneamente anche l'Inter meno vincente. Tutto ciò - avendo anche la società più munifica, zuzzurellona e confusionaria del mondo evoluto - ci confina al campo della barzelletta. Anche quando non perdiamo mai, siamo e restiamo quelli che non vincono mai. L'ultimo scudo è targato 1989. L'ultima Coppa Campioni affonda negli anni Sessanta. Nelle prime 15 giornate di questo campionato abbiamo pareggiato 12 volte. Sintetizzando tutto, e senza voler essere troppo crudeli, si potrebbe usare il concetto di PAZZIA.

Però qualcosa sta cambiando. Nelle ultime nove giornate siamo stati nettamente i migliori. Anche la partita di ieri sera con la Roma è il sintomo di un'Inter diversa, disposta anche a sopportare le idee estemporanee di Mancini. Fuori Vieri e Stankovic, dentro Adriano e Kily reduci da stop medi o lunghissimi. In altre circostanze, solo all'idea, avremmo patito di più. Ieri sera invece ho visto sguardi consapevoli e palle sguainate contro una delle squadre più in forma e più dannatamente pericolose del campionato. E il bim-bum-bam tra Mihajolovic e Adriano - "tiri tu  o tiro io?" - sarà anche una cazzata, ma io lo considero un segno di vita. Anzi, un segnale. Un segnale forte. I gobbi ridono poco e vincono molto. I cugini controllano tutto in campo e fuori. E noi? Noi, cazzo, noi facciamo bim-bum-bam. Noi abbiamo gente che la vuole mettere, ne abbiamo talmente tanta che bisogna fare a turno. Noi ci siamo, finalmente. Tutta la potenza che abbiamo la dobbiamo liberare. Sempre e dovunque, senza aspettare di essere sotto di due gol. La partita con la Roma dimostra che c'è consapevolezza. Il bim-bum-bam dimostra che c'è lo spirito. Non dobbiamo rinunciare nè alla voglia di metterla nè alla leggerezza di giocarcela a bim-bum-bam. E se ce la faremo, un giorno, speriamo il più presto possibile, potremmo sintetizzare il tutto con il concetto di FORZA.

(nella foto, un agile dispositivo per i calci di punizione)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:28 |


venerdì, febbraio 11, 2005
 
SIAMO SERI

Perché finora abbiamo scherzato. L’invincibilità, i pareggi infiniti, le rimonte, le capriole di Oba Oba, la metamorfosi di Vieri, i tormenti di Adriano, i pentimenti del Mancio, il valzer dei portieri: c’è proprio un’aura circense intorno a questa cazzo di Inter. Altre squadre sono antipatiche e capolista, noi no, noi siamo il valore aggiunto del campionato, non so fino a che punto simpatici, ma di sicuro noiosi mai. E’ una squadra che moltiplica il tuo amore e la tua passione, perché ti fa cagare addosso a Siena e poi ti fa spargere seme con la Sampdoria, sempre così, due passi indietro e uno avanti, mai perdendo, poco vincendo, molto sprecando, ditemi voi cosa si deve fare con una squadra del genere.

E insomma sì, finora abbiamo scherzato. E ci scherzano gli altri, bastardi che sono. Siamo la barzelletta d’Italia, siamo i Mister X, pareggiamo un casino, pareggiamo di brutto, disperdiamo talento e lo prendiamo in culo. Parzialmente, s’intende. Perché tutto questo accade, diobono, senza che abbiamo perso una sola partita in nove mesi, perché se ne avessimo perse due o tre saremmo alla gogna, e invece siamo narcisi ma invincibili. Oh yes: pazzi, dissipatori, prodighi, paraculi – occhei – ma non ancora vinti, avendo sempre ritrovato l’equilibrio quando già avevamo il baricentro oltre il limite del burrone. In fondo, lasciare andare avanti i tuoi avversari anche di due gol e poi riprenderli, non è scherzare?

Ecco, sono mesi che scherziamo, ma adesso è finita. In 15 giorni ci giochiamo tutto, in quattro belle partite in notturna (Roma, Udinese, Porto, Milan), quattro partite con i controcazzi, e non fatemi dire che sono tutte finali e non parlo dei singoli ed è normale che sono scelte del mister. E’ chiaro che a metà febbraio non si scherza più. Il tempo stringe, o forse è già scappato via, ma noi dobbiamo dare un segno, un segno vero. Spalle al muro, dobbiamo tirare fuori i coglioni e prepararci a tutto, anche a perdere, se dopo la sconfitta ci si saprà rialzare in fretta. Dobbiamo gettare il cuore oltre l’ostacolo, dimostrando a) di avere un cuore b) di riconoscere l’ostacolo c) di provarci sempre e comunque.

Dove saremo domenica 27 alle 22.30, mentre torneremo sfatti e sudati negli spogliatoi al termine del derby? Giuro, non lo so e non vedo l’ora di saperlo. Mi metto anch’io spalle al muro e aspetto il verdetto vero, probabilmente ultimo e incontestabile. 15 giorni per sapere di che pasta siamo fatti, di che neuroni disponiamo, di quanto abbiamo ancora da spendere a livello dei garretti. Dopo tanta attesa (non mi riferisco ai quasi 16 anni, ma ai pazzeschi sei mesi di questa folle stagione), mi sento come l’imputato di un maxi-processo: pronunciate ‘sta cazzo di sentenza che non ce la faccio più.

Tocca a voi, adesso, cazzoni in gloriosa tenuta neroazzurra. Potessi fare qualcosa anch’io, vi assicuro, lo farei. Qualsiasi cosa. Ma la situazione denuncia tutti i suoi limiti e dovrò rassegnarmi ad alcune semplici operazioni: accendere il decoder, sistemare il culo sul divano e mangiare Orociok al ritmo di Poldo Sbaffini, fino a un principio di diabete da stress.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:34 |


giovedì, febbraio 10, 2005
 

PRECEDENZE

(città della Padania, poco fa, piazza con vari innesti e viabilità complicata)

In ossequio alle norme non scritte del vivere civile, mi fermo davanti alle strisce pedonali per far passare un tizio con cappellino e pizzetto, tipo Serse Cosmi ma più smilzo. Incredulo per il mio samaritanesimo stradale, Serse mi ringrazia e attraversa. Alla mia sinistra sfila uno in bici, in piedi sui pedali, con un passo leggero alla Cunego, che in un momento di trance agonistica gode nel superare una macchina anche se ferma davanti alle strisce. Accade quindi che Cunego rischia di travolgere Cosmi, che ancora stava considerando con ammirazione il mio gesto di fair-play urbano e si godeva in libertà un attraversamento sicuro (safe crossing). Cosmi si ferma un attimo prima di essere arrotato da Cunego, che lo scarta come si fa con i fotografi dopo un arrivo in volata. Cosmi si gira e, alla Cosmi, lo manda a fare in culo. Cunego, senza fermarsi, si gira e lo manda alla stessa destinazione. Io sono sempre fermo davanti alle strisce, perchè nel frattempo stanno attraversando anche una badante e una massaia, anche se non saprei distinguere i loro ruoli. Non riesco ad accertarmi se Serse sia arrivato a destinazione sano e salvo, perchè il mio sguardo è ormai catturato da Cunego che, ancora girato all'indietro per sfanculare Cosmi, per poco non viene stirato da una Bmw che arriva da destra e inchioda dimostrando l'efficenza dell'Abs. Cunego si gira verso la Bmw, quello della Bmw fissa Cunego. Probabilmente si sono mandati a fare in culo, ma io ormai mi sono dileguato prima dello scoppio della terza guerra mondiale. Mi è rimasta solo la curiosità di vedere a chi assomigliasse quello della Bmw, ma ci tenevo alla mia incolumità. E comunque ho capito perchè Simoni ce l'ha con Cunego: perchè è una testa di cazzo.

(nella foto: il vigile)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:00 |
 

ESERCIZI DI STILE 

Dieci giorni fa la Juve aveva otto punti di vantaggio, e avresti anche potuto rigare con un chiodo la macchina a Bettega o trombarti la cugina di Giraudo che non sarebbe successo niente. Dieci giorni dopo, e due sconfitte dopo, ritroviamo la Juve ai livelli più infimi di nervosimo e vittimismo, uno spettacolo a dir poco lancinante.

1. Partiamo da martedì. Due giornali nazionali dedicavano una pagina intera a Moggi. Uno era Repubblica: in realtà, era una pagina di intervista a Pieroni, ex-delfino di Gaucci poi diventato presidente dell'Ancona che ha portato al fallimento. Ma Pieroni non ha fatto altro che parlare di Moggi, definendolo - sintetizzo - una specie di mafioso che controlla il mercato, un paio di campionati e una decina di squadre. L'altro giornale che dedicava una pagina a Moggi era la Gazza. In questa pagina, con l'appoggio di Giraudo, Moggi si lamentava a nove colonne degli arbitri, con particolare riferimento a favoritismi nei confronti del Milan. Le parole di Moggi erano più o meno queste: se hanno un dubbio su come fischiare, fischiano a nostro sfavore. Quanto a Pieroni, finirà a querele e chi se ne frega. Quanto alla questione arbitri, diobono, leggere della Juventus - la Juventus! - che si lamenta degli arbitri mi fa tornare l'herpes. La Juve, quando perde, si lamenta degli arbitri. Era successo in occasione della sconfitta con la Reggina. Adesso, figuriamoci, doppia inculata, doppio rodimento. Ma gli arbitri che ruolo hanno avuto nelle due sconfitte? Nessuno, ma hanno favorito il Milan. Giuro, mi viene il vomito. La Juve che perde e si mettere a piangere perchè sfavorita dagli arbitri è una cosa da pazzi. A Moggi ricordo - tanto per dire - che la Juve è l'unica squadra in serie A a non avere avuto un rigore contro dopo 23 giornate. E quindi, Moggi, ma vaffanculo va'.

2. L'altra questione attiene più propriamente allo stile Juve. Lapo Elkann, nipote dell'Avvocato, inanella un paio di cose che fanno incazzare la triade. Prima, a Palermo, regala una Lancia Y rosanero a Toni e poi gioisce per la vittoria del Palermo, che dice essere la sua seconda squadra. Poi, in un'intervista sulla Gazza di mercoledì, dice alcune cose interessanti: 1) la Juve è troppo antipatica; 2) bisogna fare qualcosa per renderla un po' più simpatica, per esempio comprare Cassano. Apriti cielo. La Triade si incazza. Ora, Lapo è una specie di gagà con l'hobby del calcio, tale e quale suo nonno, ma deve ancora mangiarne di minestra. Quando l'Avvocato apriva bocca in società non volava foglia, anche se si divertiva a demolire giocatori con i suoi pinturicchi, conigli bagnati, belli di notte, soprammobili eccetera. Tutti zitti. Se invece ad aprire bocca è quel pirletta di Lapo, allora gli si può dare addosso e fargli capire come si sta al mondo. Quindi Giraudo gli risponde così - sintetizzo -: a) te lo spiego io perchè siamo antipatici, perchè in 10 anni abbiamo vinto 5 scudetti e 8 coppe, e quindi spero che continueremo ad essere molto antipatici, caro Lapo; 2) quanto a Cassano, caro Lapuccio, ti ringraziamo per l'indicazione, ma dovresti lasciare fare a noi che siamo qui a tenere in piedi la baracca, mentre la famiglia Agnelli da dieci anni non mette un ghello in società.

Ecco, qui il discorso sarebbe lungo e complicato. Perchè sarà anche vero che gli Agnelli non mettono più soldi da dieci anni, ma vogliamo parlare di quelli che hanno messo nei decenni precedenti? E senza gli Agnelli dove cazzo sarebbero adesso Moggi, Giraudo e Bettega, soprattutto gli ultimi due? Lapo è un ragazzotto di belle speranze, un tycoon da happy hour, ma c'è modo e modo di rispondere a un Agnelli se sei un dirigente della Juve. L'ipotesi Lapo presidente deve avere toccato qualche nervo scoperto. E sentire dire da un Agnelli che la Juve è antipatica - perchè, scusate, sarà mica simpatica la Juve? - deve avere fatto roteare un po' di palle, almeno sei. Quindi - sintetizzo - caro Giraudo, vai al punto 1. Anzi no, dai, stai qui che te lo dico in diretta: ma vaffanculo va'.

(nella foto: Stadio Delle Alpi, particolare della tribuna d'onore)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:45 |


martedì, febbraio 08, 2005
 

ME LE TAGLIO

Figuriamoci i fiumi di inchiostro che domani scorreranno per Geoff Huish, un 26enne gallese imbecille che aveva detto al bar "Se vince il Galles me le taglio" e poi, in un eccesso di onestà intellettuale, di fronte a una vittoria sull'Inghilterra che il Galles rugbistico aspettava da 12 anni, zac!, se le è tagliate davvero. E' evidente che questo Geoff dev'essere un matto. Infatti la notizia non mi ha particolarmente stupito, dando per scontato che Geoff non abbia tutte le rotelle a posto. Mi ha stupito piuttosto la modalità. Per tagliarsele Geoff non è andato nel bagno del bar, ma è tornato a casa. Lì se le è tagliate. Poi ha detto: cazzo me le sono tagliate a fare qui? Ed è tornato al bar, dove le ha mostrate agli amici. Qui, col suo bel sacchettino in mano, uno scroto del tipo nacchera andalusa, Geoff è poi svenuto causa emorragia. In ospedale l'hanno sottoposto a "intervento di chirurgia plastica". Qui le notizie si fanno fumose: gliele hanno riattaccate o no? Boh. L'altro particolare riguarda l'abbigliamento. Geoff aveva il kilt. La cosa deve avergli facilitato l'operazione, anche se deve essere stato abbastanza ributtante, poi, vedere un uomo in giro per il paese con il sangue che gli colava da sotto la gonna. Di questo matto mestruato domani scriveranno a fiotti, ma è sicuramente un matto, quindi compatiamolo.

Interessante è invece l'aspetto semantico, metaforico, scaramantico e pratico della sfida. "Se (puntini puntini) me le taglio" è una classica frase da maschio. Anche a me scappa detta qualche volta. La dico in relazione a fatti difficilmente verificabili. Chessò: "Se Giraudo confessa in aula che la Juve si drogava, me le taglio". E' ovvio che non me le taglierò mai. Prospettando un sacrificio personale, che nel caso di Geoff erano le balle, allora è più sano usare situazioni soft, che implichino sì un sacrificio, ma temporaneo e sopportabile. Tipo: "Se l'Inter vince il derby, mi trombo X", posto che X sia la tua collega più cessa e che le puzzino le ascelle. Oppure: "Se l'Inter vince lo scudetto, vado a piedi a casa di Y", posto che la casa di Y sia su un cucuzzolo e che Y sia l'uomo più noioso del mondo, senza contare la sua alitosi. Insomma, scommettere le proprie balle sulla vittoria della tua squadra è un assurdo (per questo Geoff è sicuramente matto): meglio farsi fare il culo dall'Inghilterra e rimanere un uomo fertile, o giocarsi le balle per una vittoria del Galles?

La vicenda di Geoff e delle frasi incaute mi ha riportato alla memoria un fatto di circa 25 anni fa, che conserva per me un certo significato nella storia dell'acquisizione delle conoscenze teoriche (sottolineo teoriche) della sfera sessuale. Mi trovano con un amico a un torneo di tennis. L'amico era all'epoca un amico-amico, di quelli che vedi solo d'estate perchè abitano altrove ma con cui durante le vacanze passi un sacco di tempo tra partite di pallone, passeggiate, partite a carte e discorsi impuri da sedicenni in normale fregola, ai primi pensieri espliciti su tette culi e limonate. A quell torneo avevo partecipato anch'io, ma naturalmente ero stato piallato al primo turno da qualche energumeno senza il mio stesso senso della poesia gestuale. La situazione me la ricordo come fosse oggi: in campo c'era un odioso vecchione, di quelli che non sbagliano mai una palla e nei tornei arrivano minimo ai quarti nonostante il loro aspetto da ragionieri, e un ragazzo della nostra età, uno che sembrava Vilas e che nonostante i quarant'anni di meno rispetto al suo avversario stava impazzendo, correndo qua e là per raccattare punti. Erano al terzo e decisivo set. Il vecchione piazzato in mezzo al campo e il ragazzo a fare il pendolo. 4 pari al terzo. L'impresa del ragazzo era nell'aria, e comunque noi facevamo il tifo per lui, perchè il vecchio era oggettivamente insopportabile, lui e il suo tennis speculativo e la sua faccia da cazzo. Al che, in un eccesso di tifo, allo stesso modo in cui avrei potuto dire al mio amico:

"Oh, se vince il vecchio mi taglio le balle"

invece dissi:

"Oh, se vince il ragazzo ti inchiappetto"

Frase guascona e un po' del cazzo, ma - giuro - innocente. La partita va avanti, vanno al tie-break, il ragazzo vince e noi applaudiamo come se avessimo appena visto Vilas, ma quello vero. Ci alziamo dalla tribunetta per tornare verso casa quando il mio  amico, con un lampo strano, mi guarda e mi dice:

"Oh, me l'hai promesso"

"Cosa?"

"Che mi inchiappetti"

Mi ricordo il lampo negli occhi. Devo aver fatto una strana faccia, perchè anche lui fece una faccia strana. Ma fu un attimo. Finì in una gran risata, ovviamente, e tornammo a casa parlando di tennis e di figa. Ma mi rimase sempre il dubbio: scherzava o no? Di estate in estate il mio amico si vedeva sempre di meno, e quando si vedeva aveva sempre strani sandali e foulard vezzosi. Oggi è un sereno omosessuale, vive con il suo compagno, l'ho rivisto a un matrimonio e mi ha fatto piacere saperlo felice. In fondo, sono stato uno dei primi a saperlo, al bordo di un campo in terra rossa.

(nella foto: non fatele vedere a Geoff)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:45 |