www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
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giovedì, marzo 31, 2005 A LONG AND WINDING ROAD (verso i vertici del podismo) Fatto sta che passo sotto lo stadio di San Siro, cui rivolgo uno sguardo da fidanzato in fregola, e mi avvio alla ricerca del negozio. Prevedendo di non trovar parcheggio in loco, parcheggio a un chilometro. Quando arrivo in loco, noto la presenza di almeno venti posti auto liberi. Ma mi sento molto uomo duro ed entro. "Buongiorno". "Buongiorno". L'inizio è del tutto formale. Mi immaginavo, chissà perchè, un negozio molto più cameratesco. E quindi ero preparato ad essere accolto con un: "Ciao fighetto. Non dirmi che vuoi delle scarpe. Ma diobono, ti vedo terribilmente fuori forma. Vuoi una barretta energetica? Non mi svenire sulla soglia, diocaro". E invece The Man mi ha detto: "Buongiorno" e io ho attaccato con la spiega. Lui mi pareva molto interessato all'evoluzione clinica del mio ginocchio, e rispondeva a tono alle mie citazioni cliniche che comprendevano sempre e a turno le parole "sofferenza mediale" e "bandelletta". Fino a quando, con tono grave, parlando di scarpe che mi dovevano proteggere e di calzate avvolgenti e di talloni rialzati mi fa: "Certo che dovrei vedere le scarpe vecchie". E io, che avevo avuto soffiate molto precise da amici e amiche, ho risposto con un tono alla Sean Connery: "Ma io le ho portate". Così le ho estratte da una borsa con aria trionfante, fiero di aver fornito una risposta precisa, immediata, efficiente e soprattutto molto tecnica all'Uomo delle Scarpe. Le mie Asics mostravano un vissuto e un passato di un certo fascino. Notavo, mentre le prendevo in mano, un piccolo pezzo di fango nella scolpitura della suola. Il Vissuto, diobono. Il negozio era vuoto e me ne dolevo, perchè mi sarebbe piaciuto vedere gli sguardi degli altri mentre estraevo le scarpe vecchie da una borsa nera a tracolla e le fornivo con gesti sicuro all'Espertone. Si sarebbero dati di gomito e avrebbero detto: "Guarda, dev'essere un mezzo campione intercomunale, gira con le scarpe nella borsa". Ed è stato lì, mentre fastasticavo, che ho incrociato lo sguardo dello Shoes' Man. Aveva preso in mano una delle mie scarpe e la stava piegando in due facendo leva con entrambi i polsi. Intanto mi guardava. Quello sguardo. Non mi sentivo così umiliato da anni. Mi guardava come un controllore guarda un passeggero senza biglietto. Mi guardava come una maestra d'asilo guarda un pedofilo. Mi guardava come uno della Mondialpol guarda un rumeno che ha appena rubato tre scatolette di tonno all'Esselunga. Mi guardava così. Io non lo so come lo guardavo. Ero paralizzato da quello sguardo di compatimento. Ecco, non di disprezzo. Di compatimento. Alcuni lunghi, interminabili secondi. Finchè The Man ha detto: "Ma da quanto tempo ce le ha?" Diobono, sarà un anno. Forse due. Forse tre. Ma le ho usate pochisssssssimo. "Ma le ha usate solo per correre?" Ci ho anche giocato a tennis. Qualche ora, sul cemento. Stavo sudando freddo. Si stava accorgendo di tutto. Intanto era entrata una coppia, e dietro la coppia anche un gruppetto di ragazzotti in grisaglia. E se adesso mi domanda "le ha usate anche per trombare?" io cosa gli rispondo? Sono soggiogato, diobono. Cosa cazzo gli rispondo se va avanti con l'interrogatorio? Questo mi rivolta come un calzino. Aiuto. "Ma non sente come sono dure? Sono scarpe che non rispondono più". Stavo per buttarmi in ginocchio ai suoi piedi chiedendogli perdono in lacrime, quando per fortuna The Man riacquistava sembianze più umane e con sguardo bonario mi diceva: "Adesso gliene porto un po' da provare". Alla fine ne ho comprato un paio belle belle, lui impietosito mi ha fatto lo sconto e mi ha detto: "Dopo 800 chilometri le consiglierei di cambiarle". Volevo baciarlo in bocca, ma mi sono dato un contegno. Mi sono preso anche una maglietta in propilene, di quella che ti tiene bello fresco e asciutto come i pannolini Pampers, ho pagato e sono uscito. Lui, con 124 euri in cassa, mi ha detto: "Arrivederci, mi faccia sapere". E io: "Arrivederci". Sapere cosa? Sai già tutto, diobono. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, marzo 30, 2005 HO VISTO COSE Ho appena visto Materazzi capitano della Nazionale. Mi sento tutto elettrizzato, peace and love. A questo punto tutto è possibile. Anche che Sarfatti vinca le elezioni.
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TROMBETTISTI (people trombing) Quando leggo cronache di concerti in cui non si parla di concerti, allora capisco che trattavasi di un evento. Per esempio: concerto della Pausini al Forum. Lungo articolo. Non si parla della Pausini. Quindi è un evento. E se si scrive un articolo su un evento, ci si può limitare a fare la conta di chi c'era e chi non c'era, e a descrivere cosa faceva chi c'era, e con chi era, e se limonava. (non volevo smontare l'attività dei cronisti mandati agli eventi, ma forse l'ho fatto. Ma ne scuso) Allora, intanto chiariamo subito. Io non c'ero. Mi sono limitato a leggere l'articolo e mi sono ritrovato come per incantesimo in un'atmosfera carica di pathos e fatuità in cui si sono registrati i seguenti episodi degni di nota:
Allora. Pancaro è con Vincenza Cacace, valletta. Pancaro, è notorio, tromba solo vallette, in una sorta di monomania contraria e combaciante con quella della Marcuzzi. (appunto per Cudicini: non presentare la Marcuzzi a Pancaro) (appunto per la Cacace: non presentare Pancaro alla Marcuzzi) Vieri e Brocchi, inseparabili (dice l'articolista), sono con due fighe, entrambe more, non identificate. Penso che se le spartiscano: una figa mora a testa (a meno che uno dei due non se le trombi entrambe, e l'altro regga il moccolo. O a meno che le due fighe siano lesbo e gli inseparabili siano contemplativi) (no, dai) (appunto per Mancini: controllare gli orari dei rientri dei calciatori in vista dell'incontro di calcio Milan-Inter) (appunto per Ancelotti: uguale, ma non se ne faccia una malattia. Sono ragazzi, in fondo)
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martedì, marzo 29, 2005 LA SPINA NEL FIANCO A Mediaset hanno aperto un Inter club, chiamato "Inter club La Spina nel Fianco". Un bel nome, bisogna dirlo. Radunerà i tifosi nerazzurri che lavorano nell'azienda più rossonera d'Italia, almeno per l'immaginario collettivo. Giovedì sera ci andranno Toldo, Vieri, Cruz e Facchetti a tagliare il nastro, e la qualità della delegazione - non ci hanno mandato, voglio dire, Carini e Natalino Moratti - esplicita il significato di conquista proletaria che i vertici nerazzurri danno all'evento, tra l'altro a un pugno di giorni dal derby che tremar lo scroto fa. Il presidente del club sarà Lella Confalonieri, nipote di Fidel eppure interista da sempre. Alla Spina nel fianco si sono iscritti per ora in trenta, ma i carbonari nerazzurri tenteranno di propagare il verbo nella folla di dipendenti Mediaset, berlusconiani magari di fede, sicuramente di libro paga. La notizia mi perfonde di ammirazione. Mi piacerebbe, chessò, infiltrarmi a Torino e fondare l'Inter club dei dipendenti Fiat. Presidente una cugina di terzo grado di Giraudo. Io manovratore nell'ombra. Lo chiamarei "Inter club Il Dito nel Culo" e sarei fiero di me per sempre.
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PELOTAS
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sabato, marzo 26, 2005 ALTA POLITICA
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venerdì, marzo 25, 2005 DIECI PSICOLOGI SONO PEGGIO DI UNO PSICOLOGO Una equipe di psicologi statunitensi è arrivata alla conclusione che dire certe cose alla moglie - cose belle, carine, dolci - contribuisce alla qualità del rapporto di coppia. Bene. Io sono sempre ammirato quando gli psicologi si mettono in equipe per realizzare studi rivoluzionari, così come apprezzo i giornali (in questo caso la Bild) che li riportano con la dovuta enfasi, come se offrissero ai lettori l'elisir della lunga felicità al misero prezzo di un magazine.Nell'infinito spazio che separa un "ti amo" da "sei un cesso e mi hai rotto il cazzo diobono" in effetti si possono trovare un sacco di cose da dire alla moglie, che non siano "cambia canale" o un rude ma sempre valido "trombiamo?". Gli psicologi quindi si mettono in equipe, buttano giù qualche paginetta e poi chiamano i giornalisti e divulgano la notizia: "Dire cose dolci alla moglie fa bene al matrimonio". Qualcuno prende appunti, altri invece rompono i coglioni: "Scusi, perchè non mi dice dieci frasi, così io ci faccio una bella tabella e scrivo meno stronzate?" Buona idea, dicono gli psicologi in equipe. Che in men che non si dica diffondono al mondo le dieci frasi-tipo da dire alla moglie per innalzare la qualità del rapporto di coppia: 1) svegliarsi con te è quasi più bello che dormire con te. Dunque: a) la 9 e la 10 fanno molto film sentimentale americano (quindi fanno cagare), la 1 e la 7 sono di una tale paraculaggine che se io fossi la moglie gli darei un calcio nelle palle, al marito. b) tirare in ballo madri e suocere è deleterio. Il paragone culinario della 8 e la dichiarazione di disponibilità della 4 grondano metri cubi di ipocrisia. c) la 3 e la 6 sono le frasi più normali, ma ogni uomo sa quanti doppi sensi contengano. "Oggi mi occupo io dei bambini" non è completa: la versione corretta è "oggi mi occupo io dei bambini, in compenso stasera tu non mi caghi il cazzo mentre vedo il posticipo". "Resta a letto, il caffè lo faccio io" nasconde uno squallido secondo fine: tornare a letto con il caffè e (tentare di) trombare. d) il "sembri" della n. 2 è spassoso. E' come dire: "Di solito sei un'orrida virago". Fossi la moglie, prenderei mio marito per le palle. e) siamo al clou. La frase n. 5. Non credo che un uomo abbia mai detto una cosa del genere alla moglie. Non è umano. Cosa vuol dire "sette giorni di Champions League"? Che cazzo di paragone è? A me la Champions League non dà nessun tipo di appagamento sessuale. A meno di non vincerla, ovvio. Ma sette giorni di Champions cosa sono, cosa vogliono dire? Sette giorni di fila a guardare partite? Ma diobono, dopo sette giorni così non ti si rizza neanche, diventi una larva, un gasteropodo, un lichene. Ma dove vivono gli psicologi statunitensi? Comunque, io una volta ho detto a una: "Non godevo tanto dal preliminare col Basilea". Non l'ho più vista.
(nella foto, la frase numero 11: "posso introdurre il mio pene nella tua vagina per dare un impulso di tipo meccanico al dialogo nella coppia?") Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, marzo 24, 2005 PARTICOLARI CHE MI DICONO CHE SONO UNA BLOGSTAR Questa non era mai capitata neanche a Selvaggia Lucarelli o Personalità Confusa, dai. C'è uno che ha un blog, suasquisitezza.splinder.com, qui insomma, che prende i miei post e li pubblica firmandoli a suo nome. Questa cosa mi rende molto fiero: vanto già tentativi di imitazione, come la Settimana Enigmistica. Mi plagiano, mi riproducono, mi piratano. Tutto ciò è straordinario. Ora datemi del lei (e andata a vedere suasquisitezza, così gli tirate un po' su il counter).
(una recente immagine di suasquisitezza) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, marzo 23, 2005 CORSI E RICORSI
E' bello potere economizzare il tempo. Al Senato hanno votato la riforma costituzionale. Leggetevi come cambiano i poteri del presidente della Repubblica, della Corte costituzionale, del capo del governo. Per un commento sintetico mi basta un copincolla. Col tempo che mi resta mi faccio un bel caffè. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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SVOLTE EPOCALI
(nella foto, ha ragione Storace: è passata decisamente a sinistra) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, marzo 22, 2005 VOCI
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DIECI LITRI Gattuso ha dichiarato che la sua droga sono il peperoncino e un gran culo tutta la settimana: "Venite a vedere i controlli che faccio oggi a Coverciano, di sangue sono pronto a darne anche dieci litri". (sì vabbè, dieci litri) E allora perchè uno che si droga con il peperoncino non dovrebbe farsi cavare qualche centilitro di sangue? Si lamenta che i controlli prima si facevano, poi non si sono fatti più e adesso si rifanno, che con tutta questa casualità non ci si capisce più un cazzo. E allora? Cosa ci mettiamo a fare, i piccoli Kenteris? Ci sottraiamo, scherziamo, sputtaniamo? Cosa vuole, Ringhio, essere avvertito un mese prima? Ci mettiamo tutti quanti a fottercene bellamente di una questione come il doping? Il caso Gattuso-Pancaro potrebbe essere tranquillamente classificato tra le cazzate, ma ci sono alcune cose che lo impediscono: 1) che due giocatori della squadra campione d'Italia e attuale capolista si comportino in questo modo è del tutto censurabile per almeno duemila ragioni che non sto ad elencare 2) che due giocatori della Nazionale si si sottraggano a un controllo antidoping, per quanto volontario, è gravissimo, ammesso che a qualcuno freghi ancora qualcosa del valore di una maglia azzurra 3) che due giocatori - di qualunque squadra siano, e dirò di più, di qualunque sport - si sottraggano a un controllo antidoping a poche settimane del clamoroso verdetto sulla Juve è un insulto all'intelligenza 4) che due giocatori della squadra vicepresieduta dal presidente della Lega si comportino in modo antisportivo è ridicolo, tantopiù che il loro vicepresidente si era espresso in toni durissimi contro chi si sottrae ai controlli, per quanto volontari 5) che due giocatori del Milan mi stiano sul culo, lo ammetto (sono intellettualmente onesto, questo va detto) (nella foto, testimoni e protagonisti) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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DROGATI (è solo per invelenire il clima) Gattuso (che è consigliere dell'Associazione calciatori, si vergogni) e Pancaro (è brutto da far paura ma sta sempre con dei pezzi di figa spaziali, si vergogni), tesserati per un club (il Milan, si vergogni a prescindere) che ha come presidente dimissionario il premier (capellone, si pettini e si vergogni) e come vicepresidente vicario il presidente della Lega Adriano Galliani (quelle cravatte gialle, si vergogni), al termine di Roma-Milan hanno rifiutato il controllo incrociato sangue-urine, che non è obbligatorio, e vabbe', però diobono non si può rompere i coglioni e farsi le seghe perchè condannano Agricola e poi rifiutarsi di sottoporsi a un controllo antidoping di questi tempi. Converrete, amici, che è proprio come se avessere pestato una bella merda e poi fossero venuti a casa vostra - a casa vostra, sì, di voi amanti dello sport mediamente corretto - e si fossero puliti le scarpe sul tappeto buono. Il vostro, di tappeto. Perchè a Milanello se ne fottono delle merde e dei tappeti, questo è chiaro. Non solo Gattuso è nell'Associazione Calciatori, che aveva accolto con grande favore e disponibilità l'esperimento dei controlli incrociati, ma Galliani (si vergogni bis) qualche mese fa dichiarò: "Questi controlli non sono obbligatori ma sono importanti, chi li rifiuta andrebbe punito". Quandi si vergognino. E il Milan Lab si fotta. E il Milan si inculi, quando fa sapere alla stampa che sì, è vero, i due giocatori hanno rifiutato il controllo sangue-urine, ma con grande disponibilità hanno fornito una quantità di urina superiore alla richiesta. Piscioni ladri ridicoli bastardi culi. (io sono per la pace sociale, ma non vorremo mica rimpinzarci di tarallucci e vino per due settimane, eh?)
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domenica, marzo 20, 2005 IL LEGAMENTO DELL'IMPERATORE A San Siro tirava già una discreta aria da derby, con fregola diffusa, quando l'Imperatore si accasciava al suolo a centrocampo e non si rialzava. Nel frattempo, mentre lui si contorceva al di là della linea laterale, segnava anche la Fiorentina. A quel punto sarebbe stato tragico e poetico insieme, un po' gotico insomma, vedersi oscurare il cielo in un concatenarsi di altre piccole e grandi tragedie: Berlusconi che vince le elezioni, Moratti che all'altoparlante annuncia che non ci metterà più una lira, Pasquale che torna dal prestito al Siena. Nell'intervallo giravano le voci più incontrollate in tribuna, anche quelle relative all'amputazione di entrambe le gambe di Adriano nel vicino ospedale San Carlo, dove io parcheggio la macchina accolto da due tizi che mi dicono: "Ospedale o stadio?" "Stadio". "Tre euro". Al che io ogni volta mi chiedo cosa succederebbe se rispondessi "ospedale". Vabbe', ma torniamo all'Imperatore. Giravano le voci incontrollate in tribuna rossa finchè arriva uno, basetta ben scolpita e cappottino fashion sopra una magletta nerazzurra, che dice ai vicini di sedile ma ad alta voce, perchè decine di suocere intendessero: "Distorsione del crociato, pare". E scuoteva la testa con aria grave. Siccome arrivava dal bar, avrei voluto chiedergli se l'aveva saputo dal barista. Ma soprattutto, avrei voluto scendere vicino al suo posto e rivolgermi a tutti quelli che avevano sentito il suo annuncio, e con voce stentorea dire: "E' una palla. La distorsione del crociato non esiste". Al che mi avrebbero detto: "Ma lei è un ortopedico?" "Io no, ma è notorio che il crociato non si distorce". "E s'al fa, el cruciàt?" "Si stira o si rompe, e sono cazzi". "Uè, menarogna". E infatti, non volendo passare per menarogna, me ne sono stato zitto mentre il basettone faceva il ganassa parlando della distorsione del crociato e dei suoi tragici effetti sulla Ciempions. Io rovistavo nelle mie riserve di ottimismo e mi sono limitato a urlare come un ossesso ai successivi due gol, e a soffrire come una fighetta nei cinque minuti finali. La solita storia, insomma. p.s.: il legamento distorto è ovviamente un collaterale. Sò minga un pirla.
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venerdì, marzo 18, 2005 VAFFANCULO/EVVIVA Come coppiani o bartaliani, moseriani o saronniani, bugnisti o chiappuccisti, progressisti o fascisti, beatlesiani e stoniani, gimmilfenomeniani o bomboliani, o meglio ancora come culisti o tettisti, gli interisti da ormai sette ore si stanno dividendo in due scuole di pensiero: se aver pescato il Milan nell'urna fatale sia il peggiore o il migliore dei sorteggi possibili. La questione, ormai, è del tutto marginale: i giochi sono fatti, il tabellone è composto e le disquizioni di filosofia spicciola sono pura accademia. A chi importerà più il 6 e 12 aprile se i nostri avversari erano i migliori o peggiori del lotto? Ormai il pensiero sarà rivolto alla scelta dell'alternativa: se camminare rasente i muri, oppure se affrontare di petto i nostri cugini culattoni e determinarne la rovina sportiva e morale. Insomma - mi pare l'abbia già detto qualcuno, ora non ricordo bene, forse Mourinho - se sia più nobile all'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, oppure prender l'armi contro un mare di problemi e combattendo disperderli. Si tratta, in definitiva, di un'occasione. Micidiale, ma pur sempre occasione. Una specie di bungee-jumping in offerta speciale: "Prego, buttati". "Ma figurati, tzè". "E' gratis". "Ah beh, allora. Fissa il moschettone, capo". Un salto nel vuoto, con sotto il telone della Ciempions e quell'orribile musichetta che quando la sento demolirei il televisore a colpi di maglio. L'occasione di dimostrare e dimostrarsi. L'occasione di vendetta, rivincita, cazzutismo. L'occasione di dare significato a una stagione. Certi tipi di occasione, questo è chiaro, non te li giochi con il Psv. Quella con il Milan sarà un'altra volta un "la va/la spacca" di dimensioni drammatiche, di pathos innaturale. Uno scontro crudele e perverso, eppure bellissimo, suggestivo, certamente pericoloso, probabilmente fatale, ma insomma chissenefrega, stiamo parlando di pallone. (questa cosa fate conto che non l'abbia detta. E' vero che si parla di pallone, ma con Juve e Milan sarà mica solo pallone? Son questioni ataviche, altrochè) Certo di sorteggi peggiori, a voler guardare, proprio non ce ne potevano capitare. Il Milan è l'unica squadra che ci ha sconfitto nelle ultime 43 partite. Il Milan è l'unica squadra contro la quale non riusciamo a godere, neppure parzialmente, da troppo tempo. Il precedente di Ciempions è molto crudele, ingiusto e di sincero stampo interista: noi che al termine di due partite ignobili, senza perdere, usciamo dalla Coppa in semifinale. Loro che vanno in finale, giuocano un'altra partita di merda e la vincono (ai rigori, contro la Juve, a Manchester: se io fossi stato là, nelle medesime condizioni, io mi sarei fatto una sega in campo, altro che la pubblicità della Fiat). Nel frattempo sono arrivate un altro paio di inculate, tra cui un derby perso 3-2 dopo essere stati in vantaggio 2-0 e mentre io, ignaro, ero in quinta fila al concerto di Nick Cave. Quindi, insomma, l'avversario è oggettivamente il peggiore del lotto. Per le stesse ragioni è anche il migliore. Chi vince va in finale, anche se siamo ai quarti, però mi pare chiaro. E in finale ci sarà probabilmente la Juve, oppure il Chelsea, ma ci staranno sul cazzo uguale. Questa Ciempions è una sorta di nemesi, di catarsi, di souvlaki (questa è molto helzapoppin', sarà perchè ho appena digerito le trentacinque pizzette di oggi a mezzogiorno e i neuroni producono prosa di qualità). Io chiuderei qui le questioni filosofiche e mi raccoglierei in agitata attesa. Ci aspettano 18 giorni di merda. Stringiamci a coorte, diobono. E se posso ri-citare Mourinho, lasciatemi dire ancora due o tre cose. Cos'è Milan-Inter, qual è il problema? Morire - dormire - sognare, forse: ma qui è l'ostacolo che ci trattiene: perchè in quel sonno della morte quali sogni possan venire, quando noi ci siamo sbarazzati di questo groviglio mortale: è la remora, questa, che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti. (da sinistra: Mancini, Ancelotti e Mourinho) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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Quando l'ho saputo erano passati dieci minuti dopo mezzogiorno. Lo sapevo che il telefono avrebbe squillato. Stavo bevendo un bicchiere di vino bianco - non abbastanza fresco peraltro - nel giardino di una villa appena fuori Perugia. Ero nervoso. Quindi, quando l'ho saputo, ho detto prima mavaffanculo! e poi, con più originalità, PORCO DIAVOLO Giusto il tempo di tirare un paio di saracche e siamo andati tutti a tavola, dove piccoli tranci di pizza hanno sostituito l'Orociok qualche cibume terapeutico. Dopo aver imitato Poldo Sbaffini vicino al vassoio della pizza, mi sono dedicato al resto del menù. Il prosciutto era buono, gli gnocchi con pomodorini e funghi erano buoni, il filetto era buono, i dolci erano commoventi. I vini erano adeguati. Cosicchè, riottenuta artatamente la serenità interiore, sono caduto in uno stato di torpore alcolemico e pancreatico dal quale mi sto svegliando solo adesso, dopo aver dormito sull'aereo come un pensionato americano. Prima di sera, su questa merda di un sorteggio, può anche darsi che riesca a farci un post.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, marzo 16, 2005 PENSIERINO STUPENDINO
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QUEL SANT'UOMO DI ADRIANO "Posso far fronte a tutte le difficoltà perché Cristo me ne dà la forza" (dalla lettera di San Paolo ai Filippesi, 4:12) (dalla scritta sulla maglietta della salute di Adriano) (e poi ditemi se non è un bravo ragazzo) (qualcuno avverta Moratti prima che chieda a Oriali di comprargli Cristo) (nella foto: i Filippesi) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, marzo 15, 2005 Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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ULTIMA SPIAGGIA A SINISTRA Se l'Inter fosse una squadra normale, che problema ci sarebbe? Il Porto campione d'Europa e campione del mondo domenica ha perso in casa 4-0 con una squadretta, hanno rapito la madre del centravanti, c'è parecchia depressione. Il Porto oggi non riesce neanche a rimanere in testa nel peggior campionato portoghese che la storia ricordi, dove la classifica è talmente corta che se vinci tre volte sei in Ciempions Lig, se perdi tre volte retrocedi in C/1. All'andata gli abbiamo regalato il gol, sennò col cazzo che pareggiavano. Eppure tutti parlano di ultima spiaggia. Ora, se a parlare di ultima spiaggia fossero i soliti media anti-interisti vabbe', chi se ne frega. Guarda caso, ogni movimento di Adriano è costantemente spiato, scrupolosamente annotato e minuziosamente interpretato. C'è gente che con righello e squadra misura l'ampiezza del sorriso. C'è gente che scrive che ha litigato sul pullman con Mancini, perchè il Mancio stava cazziando Zè Maria arrivato in ritardo e Adriano difendeva l'amico biondo. C'è gente che si apposta sotto l'ufficio di Moratti e vede Adriano entrare e poi uscire, e chissà cosa si sono detti. Secondo me hanno parlato di petrolio e crisi energetica, Adriano è uno che si preoccupa di come vanno le cose nel mondo, è per quello che non sorride mai (mi rendo conto che la mia interpretazione è davvero minoritaria). Il problema è che l'aria da ultima spiaggia si respira anche dal di dentro, palesemente, e rischia di far diventare difficile una partita che molto difficile non dovrebbe essere. Giochiamo in casa dopo un 1-1 in trasferta: di solito ci si fanno le seghe in situazioni come questa, noi no. Io, per esempio, che sono uno che un po' se ne fotte (almeno alla vigilia: siete pregati di non chiamarmi dopo le cinque perchè entro nel loop da eliminazione diretta), mi sento pervadere da questo sentimento di cupo disfattismo che si coglie qua e là. Anche noi, i tifosi, cediamo alla sindrome di Nostradamus. Anche noi ci sorprendiamo a pensare alla sempre suggestiva figura retorica dell'ultima spiaggia. Che poi noi di ultime spiagge ce ne intendiamo. Quest'anno ce ne sono già state una decina, quindi ditemi di quale ultima spiaggia si tratta. "Avanti, a sinistra". "Grazie". Diciamo comunque che alcuni motivi di preoccupazione oggettiva ci sono. Arriviamo immancabilmente agli appuntamenti clou con la rosa ridotta, e siccome quando giochi con il Brescia ci sono tutti e quando giochi in Ciempions ne mancano dieci beh, un po' ti incazzi. Giocheremo con una difesa da brivido. Toldo, Materazzi, Mihajlovic, il trio de la muerte, mai più schierato dopo la prima di campionato, Chievo-Inter 2-2, che se il Chievo mi avesse fatto giocare gli ultimi cinque minuti avrei segnato anch'io (senza esultare, mi pare ovvio). Cordoba e Favalli out, Burdisso è in permesso familiare da settimane (ma diobono, però l'Argentina lo convoca, noi no), Gamarra è un caso umano. A centrocampo ci siamo, ma in attacco facciamoci il segno della croce. Adriano e Cruz sono gli unici sani, però sono entrambi tristi. Recoba ha finito di giocare, Martins ha il mal di schiena (la piantasse con le capriole), Vieri ha il mal di gambe (per un calciatore va detto che è una iattura). Il risultato di tutto questo è che mi smentisco. Non entrerò nel loop da eliminazione diretta alle cinque, quando di solito comincio a essere scortese e nervoso, non rispondo al telefono, non affronto problemi, mangio Orociok. Ci sono già entrato. Sono le 11.20, diocaro, e mi trema anche l'indice per pigiare "pubblica post". Ma vaffanculo va'.
(nella foto: una innocente distrazione) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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IN NOME DI DIO "Sia rigiocata Chievo-Juve".
(nella foto il mio nuovo idolo, il cardinale Angelini. Va da sè che se diventa papa la Juve finisce in B. Va da sè che se diventa papa dura meno di Luciani. Ci pensa Luciano) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, marzo 14, 2005 DI TUTTO UN BLOG Così si intitolava il paginone che sabato "La Stampa" ha dedicato ai blog italiani. Il pezzo l'ha scritto Gianluca Nicoletti, e quindi ho dovuto rileggerlo due o tre volte perchè pullulava di frasi del tipo "Sarà per il fatto che mi sento annichilito dal pullular garrulo di scintillante facondia che sprizza da ogni blog in cui mi capita di zampettare neghittoso alla ricerca di sochè da trasformare in parole piombate" e c'è un limite a tutto, tenendo conto del fatto che il mio sabato si era chiuso con la visione di Lazio-Inter e quindi, confuso e infelice, mi ero recato a letto col paginone di Nicoletti da rileggere, una paginone intero con tanto di disegnone di Tullio Pericoli. Non so voi, ma quando capita di leggere pezzi sui blog, e ogni tanto capita, io non mi ci riconosco mai. A volte finisco col chiedermi se i blog sono questi (i nostri poveri blog) o quelli (i blog citati da chi scrive about the blog), o se addirittura esistano davvero e qualcuno li legga. L'approccio di Nicoletti, per esempio, un approccio iper-intellettuale e culturalmente tanto nobile quanto terribilmente snob, era teso a dimostrare che la blogosfera è un po' troppo gonfiata, c'è poca arte, c'è molta fuffa, c'è un piccolo circolo chiuso di cento fighetti che la manovrano, è una piramide non scalfibile ed elitaria, altro che libertà espressiva e letteratura spontanea. Nicoletti ricava dal mondo dei blog - a parte i cento fighetti - una sensazione di depressione, forse perchè chi blogga si mette davanti al monitor e se ne sta lì a scrivere qualcosa. Nella gran parte dei casi, dice Nicoletti, "il blog è un diario tristerrimo dove il logorio del quotidiano distrugge irrimediabilmente la voglia di vivere". Minchia. Alla fine poi Nicoletti quasi si scusa ("ho bei ricordi di bloggazione gioiosa, ma oggi mi gira così") e autoironizza: si rende conto di parlar male di gente che scrive gratis, mentre lui è "un cialtrone, scrivo solo per denaro e su commissione". Non mi ci riconosco. A me scrivere diverte abbastanza. Sull'Inter, per esempio: con un meccanismo simile ma inverso alla gestione delle e-mail, io scarico in rete cose che mi frullerebbero troppo in testa. Sabato sera ho visto l'Inter, ho scaricato qui i pensieri calcistici e poi ho letto Nicoletti invece di guardare lo sport su Raidue. Ma non c'è mica solo Nicoletti, peraltro. Ogni tanto trovi qualcosa su quotidiani, magazine, periodici. Pezzi meno seriosi, meno pesanti, meno pensanti. Boh, non mi riconosco nemmeno lì. Nei riguardi dei blog leggo banalità, almeno tante quante ne trovo sui blog stessi. La banalità maggiore è continuare a giudicare i blog - qui Nicoletti ha visto giusto, pur nel suo catastrofismo - attraverso quei dieci o venti blog alla moda. Quando leggo un pezzo sui blog vado subito a vedere chi viene citato, e sono sempre citati gli stessi. Allora è inutile parlare di blogosfera. Parliamo piuttosto di blogobiglia (su questa parola metto fin d'ora il copyright) perchè se i 150-200 mila blog italiani sono sempre rappresentati da selvagge, pizie, personalitàconfuse, macchienere, allora sì che il mondo dei blog va ridimensionato e definito un circolo (cito Nicoletti) "di qualche decina di fighetti ben vellicati da amici con addentellati old mediatici". Che non sia arte, siamo d'accordo. Che ci sia tanta fuffa, uh!, altrochè. Ma che sia un metodo, un mezzo, un tramite di una/cento/mille espressioni beh, saremo d'accordo no? Non trovo ancora il giusto mezzo tra i veri e propri saggi (sul tono dell'articolo di Nicoletti) e gli articoli del cazzo che ogni tanto si leggono, fatti con l'accetta, mezz'ora in rete a scartabellare qualcosa e via a scrivere, tanto chi se ne frega. Preferisco il sottile disprezzo nicolettiano, però interessante, al superficialismo da rivista patinata, dove leggi due post delle pizie e delle selvagge e occhei, hai capito tutto. Aspetto di leggere qualcosa che sia una via di mezzo, e che si dedichi all'enorme via di mezzo che c'è tra il club dei fighetti e i quattordicenni che scrivono con tante K, tante X, poche vocali e "sono ndt al cine con S., ma che palleeeeeeee!!!!!!!" A me di pizie e selvagge non frega un cazzo: fanno parte del mondo del blog, che però non è a loro immegine e soliglianza. Sarebbe come veder scritto che Gigi D'Alessio è la musica. E ci sarebbe un mucchio di gente autorizzata ad incazzarsi, da Battiato a Fiordaliso, da Ligabue a Raoul Casadei.
(ho cercato "blogger" su Google e questa è la prima cosa che è venuta fuori. Mi sembra d'uopo dedicarla a Nicoletti) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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domenica, marzo 13, 2005 Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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sabato, marzo 12, 2005 CERTEZZE Ieri ero convinto che avremmo vinto, poi stamattina mi sono svegliato convinto che avremmo perso. Nel pomeriggio ero tornato ottimista: vinciamo. Durante il primo tempo, vedendo un'Inter flaccida, mi sono detto: perdiamo. Non che la Lazio fosse tosta: vinciamo. Poi abbiamo preso un gol di testa da uno alto un metro e mezzo: perdiamo. Poi nel secondo tempo è entrata un'altra Inter: vinciamo. Ma non riusciva a passare: perdiamo. Poi, al gol di Cruz, ormai avevo ritrovato il bandolo: vinciamo. Abbiamo pareggiato, e non è la prima volta.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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PRIMATI (nel senso scientifico) Meglio che non mi addentri in discussioni più grandi di me, tipo quella del primato culturale della sinistra sulla destra, assunto a cui credo fermamente ma su cui non ho voglia di inoltrarmi per buona pace di tutti. Quindi, dalla destra scremo quasi tutto e tengo la Lega. Ora, se qualcuno vuole convincermi che i leghisti non siano gente rozza lo faccia subito. Nessuno?
(già è pazzesco pensare che il ministro della Giustizia sia un elemento del genere) che nel giro di poche ore ha bollato la Sgrena di essere una rompicogliona pericolosa e omicida colposa, Napoli di essere come Baghdad e la sentenza del gioielliere bi-omicida un trionfo del diritto. Io mi vergogno di lui e non spreco altre parole, perchè magari per scrivere un post su Castelli mi si incricca la tastiera e poi mi dò del coglione per giorni e giorni. (già è pazzesco pensare che il ministro del Lavoro sia un elemento del genere) Maroni si mette a litigare con Follini sull'introduzione dei dazi antidumping, che se ci fosse una blogger figa laureata in Economia ci passarei una sera sul divano a farmelo spiegare, l'antidumping. C'è una diatriba nel governo sul cosa fare e cosa non fare e Follini chiama l'Ansa e dice che "la Lega fa melina". Al che Maroni, diobono, punto sul vivo, chiama Radio Padania e rilascia la seguente dichiarazione: "Non stiamo facendo melina, ma siamo partiti in contropiede. La melina è un'altra cosa. Follini evidentemente ne capisce poco di calcio, sarà interista..." Ora, caro Maroni, lasciati dire che sei un pirla, e potrei limitarmi ad augurarti che i leghisti interisti il 3 e 4 aprile votino qualcun altro, magari Follini. Non mi limito a questo. Spero che la prossima volta che farai le prove con la tua orchestrina del cazzo, e sarai lì a strimpellare la tastiera in cerca dell'accordo giusto, tu ti metta a litigare con il clarinettista e che questi - incazzoso come solo certi clarinettisti possono essere - al culmine della discussione te lo infili nel culo. Il clarinetto, dico. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, marzo 10, 2005 APOLIDE, LAVATIVO, GENIO E' morto Nyers, protagonista di un'Inter che vinceva molto cinquant'anni fa, e lo lascerei ricordare proprio al sito dell'Inter, che per una volta non diffonde comunicati medici o interviste surreali, ma un pezzo ben più che decoroso.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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CATTIVI PENSIERI Non posso raccontarvi ogni cazzo di particolare della mia, diobono. Quindi si prendano queste quattro righe per quello che sono. Ieri sera ho passato tre ore con dei fari puntati in faccia e dietro vedevo solo sagome. Mi chiedevo se fossero davvero sagome. Pensavo a una vecchia foto di Platini, che si allenava con una barriera finta, una barriera di sagome. Quindi, insomma, potevano essere sagome: chi non ha sagome in magazzino? Oppure erano uomini e/o donne, e in questo secondo caso magari erano anche fighe. Non l'ho mai saputo. Inoltre, nessuno era informato sulla Juve. Intanto scorreva un fiume di parole, ma senza i Jalisse. Io mi distraevo pensando alla nostra Coppa in differita, da giuocare una settimana dopo gli altri. Poi pensavo che in mezzo c'è una partita con la Lazio, a Roma, stadio Olimpico, Lazio-Inter, non so se mi spiego. Fingevo interesse e guardavo le sagome. Sognavo di tirare una punizione a foglia morta. Giuocare una settimana dopo gli altri porterà mica sfiga? Non è che la pressione sarà eccessiva? In fondo, se ci accorgiamo dopo quattro giorni che uno ha un piede rotto, non è che ci accorgeremo troppo in ritardo che stavamo camminando sull'ultima spiaggia? Minchia, che pensieri tetri, mi dicevo contando le sagome. A mezzanotte meno venti c'è il rompete le righe e una sagoma femminile si avvicina e mi fa: "Sembravi assorto" "Ma no, ero interessato" Non era il posto per chiedere cosa avesse fatto la Juve. Era uno di quei posti in cui ti potrebbero rispondere: "Cos'è la Juve?" Un posto fatato, quindi, a suo modo magico. Non fosse che sicuramente, a domanda analoga, risponderebbero: "Cos'è l'Inter?" E io a quel punto potrei mettermi lì a spiegare, oppure potrei far finta di niente, anzi complimentarmi, perchè è gente che soffre per altre cose, magari meno vacue, sicuramente diverse. Comunque non mi sono posto domande. Tutti fumavano sotto un cartello "Non fumare", però con la porta aperta e la nuvola usciva. Con diligenza ho salutato che mi capitava a tiro. A casa ho scartabellato il Televideo, poi ho visto un'intervista a Ronaldo un po' triste e falso grasso, che professava amore eterno per l'Inter, come avrei potuto professarlo io davanti alle sagome (se qualcuno me l'avesse chiesto, io per pudore non sarei entrato nell'argomento). Il risultato non mi interessava: come se mi avessero chiesto chi preferivo tra Hitler e Bokassa. 2-0, e vabbe'. E sono andato a dormire. p.s.: ho riletto il post calandomi nel ruolo di lettore esterno: non ci ho capito un cazzo, quindi nessuno si preoccupi.
(nella foto Zalayeta, che sagoma) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, marzo 09, 2005 NO EPO, NO JUVE Vialli ha scritto alla Gazza una lettera sulla vicenda doping. L'ho letta e non saprei commentarla serenamente. Stiamo continuando a parlare di due tesi lontane e contrapposte: 1) i giudici hanno preso un abbaglio, stanno perseguitando Agricola e le pratiche farmaceutiche in vigore alla Juventus erano normali, regolari e non nocive alla salute dei giocatori; 2) i giudici hanno visto giusto, Agricola è un alchimista, alla Juve tutti sapevano, i calciatori erano bombati, la squadra ha frodato. Vialli non aggiunge granchè alla vicenda: è un personaggio pubblico, commentatore televisivo, uno che da qualche tempo parla guardando la telecamera e proprio per questo tiene a salvaguardare la propria faccia. Con Massimo Mauro ha costituito una fondazione che sostiene la ricerca sul cancro e sul morbo di Gehrig (va detto che nel sito della fondazione "Gehrig" è scritto "Gerhig" e "sclerosi" è scritto "screlosi" e insomma, il buon cuore non si giudica dai refusi però diobono) e ci tiene a tenere distanti certi spettri, visto che la faccia gli serve per lavorare. Però 'sta lettera, dai. Che Vialli avvalori la tesi del "non ricordo", perchè è passato troppo tempo e son passate troppe partite, faccio moooolta fatica ad accettarlo. Anche perchè non stiamo parlando di Gatorade o di pastiglie di Voltaren, ma di Epo. E io non so voi, ma quando - sanitariamente parlando - mi capita qualcosa fuori dall'ordinario io me lo ricordo bene. Se Guariniello mi chiedesse se nel 1993 ho preso l'Aspirina gli direi: dai, cazzo, non ricordo. Ma se mi chiedesse di strane punture, tabelle, beveroni, programmi, muscoli che si gonfiano, pesi che aumentano, esami del sangue eccetera io, fossi uno juventino, certo che risponderei: non ricordo. Ma dentro di me scongiurerei Iddio di non farmi allungare il naso, di non farmi arrossire troppo e di non essere rinviato a giudizio per spergiuro, sperando che Iddio al momento sia distratto dalla lettura della cartella clinica del papa.
(nella foto, il tribunale di Torino) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, marzo 08, 2005 PARTITONE
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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INTER LAB Ci hanno messo una settimana a scoprire che Recoba si è rotto una gamba. Strepitosa la notizia data sul sito dell'Inter. "Favalli ha un risentimento muscolare, Cordoba una ferita, Martins ha il mal di schiena, Vieri e Gamarra lavorano a parte. Ah, a proposito: Recoba ha una frattura malleolo-tibiale". Ma andate a fare in culo, va': il dottore, il capo ufficio stampa, tutti. (nella foto: uno sfigato e la sua cartella clinica) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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BELLA OMAR Ecco perchè Adriano è incazzato. Omar, 28 anni, tifoso di Bollate (Milano), il pirla che dopo il derby gli ha detto "Negro di merda, vai al Real", non solo lo ha fatto imbufalire ma lo ha messo anche nei guai. Adriano, infatti, già imbestalito per l'esclusione e per tutto quel tempo passato in panchina e/o a scaldarsi, quando si è visto arrivare davanti Omar a dirgli "negro di merda" non ci ha visto più e ha tentato di aggredirlo (sono assolutamente solidale). Passava di lì un tale vicecommissario di polizia, un certo Sebastiano, che ha cercato di frenare Adriano con intenti umanitari e professionali. Ora, voi sapete che è difficile frenare Adriano. Figuriamoci per un vicecommissario. Allora Adriano cos'ha fatto? Cercando di uccidere a mani nude quel coglione di Omar ha finito col dare un calcio in culo a Sebastiano. Risultato: Sebastiano ha denunciato Adriano per lesioni e resistenza. E che cazzo, Sebastia', non potevi chiudere un occhio? "Figa, ero in divisa e avevo il casco in testa, non si fa". E vabbe'. In tutto questo Omar chissà dov'è, imbecille che non è altro. Mentre Adriano è incazzato nero, denunciato, mazziato e quanto ce n'è. Qualcuno di voi non ha una cugina particolarmente figa da recapitargli a casa, perchè noi lo vogliamo sorridente? Un sacrificio per la maglia, ecco quello che vi chiedo. No Omar, più figa. Smile please, Adrianone. Please. Pliiiiiiiiiiiiiiiis.
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PASSA 'O TIEMPO
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, marzo 07, 2005 LA QUESTIONE COLLINA La moviola è un non-problema, il problema vero sono gli arbitri. Da anni ci facciamo le pippe a magnificare la qualità della nostra classe arbitrale e non ci siamo accorti che oggi questa classe è mediocre, gestita da gente mediocre e secondo metodi mediocri, per non dire assurdi o antiquati. L'ultima giornata di campionato è stata un disastro e la potremmo sintetizzare in due immagini altrettanto efficaci: la faccia spersa di Racalbuto a Roma, e la faccia spersa ancorchè altera di Collina quarto uomo a Parma, mentre alza il tabellone dei minuti di recupero. Racalbuto. Tutti a dargli addosso, ovviamente. Direzione di gara obbrobriosa, occhei. Ma diciamo anche che gli hanno messo a disposizione due dei presunti migliori guardalinee, pure loro molto fallaci. Non l'hanno aiutato designandolo, non l'hanno aiutato i suoi collaboratori. E diciamo anche che la designazione di un Racalbuto qualunque per una partita di cui si parla da settimane, o forse mesi, è una sciagura sportiva, un atto di irresponsabilità. Perchè Racalbuto e non Collina? Perchè Collina deve arbitrare Chelsea-Barcellona in Ciempions. Embè? Pairetto ha risposto piccato a chi gli ha detto embè, ma va sottolineato - checcè ne dica lui - che l'indicazione dell'Uefa di far riposare in campionato chi deve dirigere in Ciempions è, appunto, un'indicazione, non un diktat. Collina avrebbe avuto tre giorni per recuperare. Mandarlo a fare il quarto uomo a Parma è una specie di presa per il culo. Perchè Racalbuto, poi? Perchè era in una terna scelta per il sorteggio e che comprendeva anche Bertini e Paparesta. Racalbuto, Bertini e Paparesta era la terna designata per i match-clou della giornata di campionato, e questo dice tutto. Racalbuto è un arbitruccio presuntuoso, Bertini è il più scarso degli internazionali e Paparesta è potenzialmente un buon arbitro, però in crisi di rendimento da almeno un anno e mezzo. E tutti gli altri? Trefoloni aveva l'influenza, il resto dei papabili era tagliato fuori da ragioni territoriali. Anche questo è assurdo. Siamo ormai al semiprofessionismo e ci si ferma ancora a questa cosa della residenza. O sono professionisti, e allora li trattiamo da professionisti, oppure ci vorrebbe che qualcuno si alzasse e dicesse che giudicare un arbitro dalla città di residenza è anacronistico. Collina. Allora, lungi da me beatificare Collina. Anzi, lo dico chiaro e tondo: oggi Collina è dannoso per la classe arbitrale italiana. E' nettamente il più bravo, è un'autorità, è l'unico che anche le cosiddette grandi temono, quando arbitra sembra che corra a un metro da terra. E va benissimo. Ma dietro questo alone di onnipotenza ormai da anni si sta frenando la crescita di tutti gli altri. C'è un big-match? Tutti aspettano Collina. Viene designato un altro? Il suo rendimento dovrà essere eccelso, altrimenti sarà messo in contrapposizione a Collina. "Eh, se ci fosse stato Collina". Già. Col sorteggio, Collina quest'anno è stato escluso da quasi tutti i big-match, dirottato su partitelle del cazzo e un paio di volte addirittura in serie B. Al massacro venivano mandati gli altri, cui il solo pensiero della pelata di Collina e dei paragoni con Il Migliore fa tremare lo scroto. Il mito dell'infallibilità di Collina ne è uscito ingigantito: non sbaglia mai, anche perchè arbitra poco. Gli altri invece sono tutti delle pippe. Da qui non si esce. Oggi il secondo arbitro italiano è considerato De Santis, non so se mi spiego. Paparesta e Rosetti sono un po' svaporati, Trefoloni qualche cazzata la fa sempre, Bertini è un miracolato, Dondarini un sopravvalutato, Farina Rodomonti e Messina prima o poi andranno in pensione e nessuno li rimpiangerà. E allora? Allora, intanto, via Pairetto e Bergamo, un duetto fallimentare. E forse sì, vada Collina a fare il designatore unico, cambiando le regole più assurde e liberando il campo dalla sua ingombrante presenza. Dare il nulla osta a Collina per farlo arbitrare oltre i limiti di età sarebbe un altro calcio alle regole e al buon senso. Meglio che lui stesso si faccia da parte e usi il suo carisma per dare una regolata a un ambiente in totale degrado. E per spiegare all'universo mondo calcistico che una classe arbitrale sputtanata è un ulteriore scossone alla credibilità di tutti. In campo noi non vogliamo moviole: ci basterebbero arbitri decorosi e disposti ad ammettere i loro errori. L'errore umano fa parte del gioco, l'incapacità dolosa direi proprio di no.< |