www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archiviooggi |
sabato, aprile 30, 2005 (RED HOT) CHILE L'eroe del mese (di aprile, ma anche di maggio, uno così merita di essere l'eroe dei due mesi) è Cristian Gonzalez Lopez e ha 19 anni. Il mitico Cristian se ne andava in giro a notte fonda, quasi l'alba a dire il vero, con la sua morosa in un sobborgo di Santiago del Cile. Ora, non so voi, ma io quando penso al Cile penso prima di tutto a Zamorano, e poi a una terra lunga e stretta e triste, non so perchè. Magari se la spassano in Cile e io sono vittima di un insulso preconcetto, ma il Cile mi mette malinconia a priori. Vabbe': in barba a questo mio atteggiamento mentale e culturale, il buon Cristian guidava nella notte (quasi l'alba) facendosi fare un pompino dalla morosa. E la morosa doveva essere molto brava, o Cristian molto preso o magari molto stanco (era notte, quasi l'alba), perchè durante la sempre gradita pratica orale la macchina di Christian andava a tamponare violentemente (chissà perchè non ho usato il verbo inculare) quella davanti. Cristian non è stato particolarmente fortunato per tre motivi. Intanto, ha dovuto interrompere il pompino, e questo mi sembra già un sacrificio notevole. Secondo, è sceso dalla macchina e si è accorto di aver tamponato un colonnello dei carabinieri. Terzo, mentre si accertava dello stato di salute del colonnello dei carabinieri, che si era mezzo sbullonato il collo per il colpo di frusta, si è accorto di essere sceso dalla macchina con i pantaloni e le mutande abbassate e con il cazzo un po' così, ancora sguainato, il membro poderosamente voglioso di un 19enne che si sta facendo fare un pompino dalla morosa nel corso di una notte cilena che altrimenti sarebbe stata ordinaria e anonima. Qui le notizie si fanno un po' confuse. Non si sa se hanno fatto la constatazione amichevole. Non si sa se hanno arrestato Cristian. Si sa solo che il colonnello è andato via in ambulanza, confuso e smadonnante. In Cile non si parlava d'altro. In un programma televisivo il ministro della Pubblica istruzione cilena, Sergio Bitar, ha affermato di essere rimasto parecchio sorpreso dalla notizia perchè "le autorità si preoccupano che i conducenti non si distraggano alla guida, ma di solito è perchè parlano al cellulare". Il programma televisivo, per una simpatica combinazione, si chiamava "Sulla bocca di tutti". Comunque, vorrei rassicurare Bitar. Secondo una recente ricerca demoscopia della Swg, solo lo 0,5 per cento dei conducenti si fa fare occasionalmente un pompino mentre guida. E solo lo 0,003 per cento dei colonnelli dei carabinieri circola abitualmente su arterie stradali dove conducenti e passeggeri praticano sesso orale. Una cosa così non dovrebbe capitare nei prossimi 25-30 anni. E' assai più probabile che l'Inter vinca lo scudetto.
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venerdì, aprile 29, 2005 CAF(ONE)
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EL PAGA SEMPER LU'
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giovedì, aprile 28, 2005 GUARDA, QUASI MI DISPIACE. QUASI.
(nella foto, un consumatore di integratori in endovena e un bulletto di periferia) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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GESU' O BARABBA? / 2 (RUBRICA IN NON SO QUANTE PUNTATE PER CONSIGLIARE CHE CAZZO FARE A GENTE DEL CALIBRO DI BRANCA E ORIALI) La mia superficialità emerge proprio in questi frangenti. Più che scrivere un post, infatti, dovrei chiamare l'Interpol. Dov'è Burdisso? Perchè dal giorno dopo l'infausto derby di ritorno (era il 27 febbraio) El Dindondero sta usufruendo di permessi per "motivi personali"? Perchè in quasi due mesi è tornato a Milano una volta sola e solo per un giorno? Che cazzo sta succedendo? Boh. Per tutto il mese scorso nel sito dell'Inter, puntigliosamente, veniva appunto definito "in permesso". L'ultima notizia è datata 31 marzo. Nel mese di aprile il suo nome è misteriosamente scomparso anche dai report quotidiani sugli allenamenti e sugli infortunati. Eppure è vivo, perchè intanto è stato convocato dalla nazionale argentina ed ha pure giocato. Qui, in questi due mesi, avrebbe potuto anche essere utile. Al Mancio tocca portare in panca uno della Primavera. Eppure lui è là, in Argentina, vivo e vegeto, anzi in perfetta forma visto che gioca regolarmente in Nazionale. In attesa che qualcuno ci spieghi qualcosa, che cazzo diciamo di Burdisso? Ci ha illusi in precampionato, dove è sembrato uno con le palle. Poi, obviously, si è infortunato secondo tradizione. Al ritorno non ha più incantato nessuno. Anzi, un formidabile duetto con Toldo a Bergamo - lui si gira mentre Toldo gli dà la palla, Toldo dà la palla a uno che si gira, non saprei dire chi è stato il più pirla - ha dato un discreto colpo alla sua sicurezza e alla nostra stima per lui. E' una stagione ingiudicabile. Io tirerei delle conclusioni puramente oggettive. E' giovane e nazionale argentino, che sono due credenziali discrete per una squadra che ha una difesa da rifare e ricca di ultratrentenni. Visto che un nostro attuale titolare inamovibile è Mihajlovic, e visto che l'attuale reparto rincalzi è formato da Gamarra e Andreolli, non vedo perchè segare Burdisso o non dargli una seconda chance, dando per scontato che arrivi anche qualcun altro, questo è chiaro. Sarebbe utile sapere perchè da due mesi è in Argentina e non ad Appiano Gentile, ma l'Inter è una squadra che non riesce ad abbandonarsi a una sana normalità. Sentenza di Settore: teniamolo, sempre che voglia tornare. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, aprile 27, 2005 CHISSA' CHISSA CHI SEI (lo scopriremo solo vivendo) Bene bene bene. Domani sera su Raidue un filmato di sette minuti ci mostrerà come si dopa un calciatore. Appuntamento a "Punto e a capo". Per una bella scenetta conviviale nella camera da letto di un ritiro qualunque, poco prima di una finale di Coppa Uefa. Una volta nelle camere da letto dei ritiri si giocava a poker, si guardavano film porno o si scopavano le cameriere. Oggi (o meglio, sei anni fa: la scenetta è del 1999) ci si mette in cerchio, tipo quando si gioca a bottiglia, e ci si spara in vena il Neoton, definito "un potente energetico" peraltro non proibito, a base di fosfocreatina. Non proibito, occhei: però il filmato non dice nulla della quantità, e invece dice molto della modalità. C'era riserbo sulla squadra: ora si sa che era il Parma. La partita la vinsero poi 3-0, vittima l'Olimpique Marsiglia. Qualche giorno prima il Parma aveva vinto anche la Coppa Italia. C'era riserbo sul calciatore che si bomba. Ora si sa che è un difensore di fama internazionale. Vediamo la formazione: in difesa Malesani ne schierava tre, Thuram Sensini e Cannavaro. "Scusa, posso avere un aiutino?" "E' italiano". "Ah: quanti secondi ho?"
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CRICK & CRACK
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IL BEL RENE' E L'ANTIPATICO ADRIA' Su Renato Vallanzasca un giorno faranno una fiction - non la si nega a nessuno -, o magari un film. Ha 55 anni e ne ha passati in carcere più di trenta, forse 32, qualcuno azzarda 35. C'è incertezza nel conteggio, e anche questo la dice lunga. Calcolando che anche lui è stato bambino e adolescente, facciamo che dai 14 in su sia stato uomo libero per una decina d'anni. In questa decina d'anni ne ha combinate di tutti i colori. Ora chiede la grazia a Ciampi. La chiede un po' così, senza neanche crederci troppo. Ma la chiede. Dice: ho 55 anni e sono in carcere da un tot (facciamo 33 e non se ne parli più). Ho fatto un sacco di cazzate ma le ho ho abbastanza scontate. Non sto per niente bene. Mia madre sta peggio di me: ha 88 anni, è a Milano, io sono a Voghera (70 km.) e non me la fanno vedere. Se proprio non volete darmi la grazia, almeno trasferitemi a Milano. Nei dieci anni vissuti in libertà da uomo adulto, Vallanzasca si è costruito una solida fama di trombatore. Una volta rapì una ragazza ricca e la ragazza ricca si innamorò di lui. Ha un figlio di 23 anni che non vede mai. In carcere colleziona ammiratrici e al culmine di una storia d'amore epistolare tra ragazza-bene libera e bandito detenuto, un mistero che si replica nel tempo, riesce anche a plagiarne un paio. E' un simpaticone. O meglio, lo era: oggi è un po' insofferente e non lega molto con gli altri detenuti. E' un galeotto modello: una volta evadeva spesso (sì, una fiction la faranno senz'altro, uno che tromba ed evade merita almeno una fiction), oggi non più (anche perchè l'hanno messo nell'Alcatraz italiana). Nella lettera a Ciampi dice: "Non penso di dover giurare contrizioni e cambiamenti: mi sembrerebbe ipocrita, oltre che irriguardoso per le mie vittime e i loro parenti. Tanto più che un radicale cambiamento e la voglia di confrontarmi con la realtà mi paiono sicuramente più espliciti (visto anche il comportamento che ormai da anni sto mantenendo) che non tante parole". Vallanzasca, quand'era bandito con la sua fidata gang della Comasina, ha ucciso o partecipato all'uccisione di un po' di persone, tra cui cinque poliziotti e un vigile urbano. Lo hanno condannato quattro volte all'ergastolo, più 260 anni di carcere raggranellati nei vari cumuli di pena. Gli attribuiscono direttamente sette omicidi, lui ne ammette quattro. Sono molto curioso di sapere che fine farà la sua richiesta di grazia. Il bel Renè ha il fascino del malavitoso, da sempre, quel fascino magnetico che ispira una perversa simpatia. Strani questi meccanismi. Il brutto Adria', invece, dal carcere di Pisa ispira una certa antipatia. L'illetterato e criminale Rene' scrive a Ciampi e il letterato Adria' non gli scrive. A Roma c'è un ministro che a Renè, forse, di puro istinto, una mano gliela darebbe, perchè è simpatico e del Nord. Adria' invece gli sta antipatico. Forse faranno una fiction anche su questo. O forse no. Gli antipatici, notoriamente, non alzano lo share. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, aprile 26, 2005 GESU' O BARABBA? / 1 (RUBRICA IN MOLTE PUNTATE PER STABILIRE COSI', ALLA CAZZO, TRA AMICI, IL DESTINO DEI GIUOCATORI DELL'INTER, UNO A UNO, IMPIETOSAMENTE) Toldo non è (solo) quello della partita di Torino con la Juve, altrimenti questa prima puntata del giudizio finale sulla rosa dell'Inter si chiuderebbe qui, in due righe, al grido di "teniamolo diobono". Toldo, in realtà, è una tipica vittima del 5 maggio, giornata che gli ha tolto certezze (come a tutti noi, del resto). Ma io nella vita faccio il dattilografo, mentre lui fa il portiere dell'Inter: un dattilografo senza certezze non fa alcun danno, mentre un portiere senza certezze è un mezzo portiere. Non è (più) quello che fa al caso dell'Inter, che ha bisogno di basi solide dietro per poter fare la fafallona davanti. Con lui si vive di ricordi: cerchi la sua foto su Gugle e ti vengono fuori a raffica quelle dei rigori parati all'Olanda, il suo pomeriggio da leoni che gli assicura comunque un posto nella Storia, beato lui. Pensi e ripensi alle sue parate a corpo morto a Valencia, che sembrava il tipo allungabile dei Fantastici Quattro. Poi no, oltre non vai, perchè ti vengono in mente solo cose negative. Ha passato lunghi periodi allo sbando (colpa anche di chi non lo ha tolto con tempestività, esponendolo ai lazzi di uno stadio mai tenero con nessuno) e noi con lui. Così alla fine fai tre più tre: Juve-Buffon, Milan-Dida, Inter-Toldo, e tiri conclusioni precise. Strepitoso tra i pali e sciagurato altrove, gigantesco in estensione e depresso nelle uscite, Francescone ci deve aiutare. E' giovane per fare la chioccia, ma neanche poi tanto. Ci dia una mano a far crescere il nuovo portiere dell'Inter. Oppure se ne vada, magari in Inghilterra, dove con certe fetecchie che girano uno come lui può far faville. Sentenza di Settore: cessione definitiva, o panchinamento concordato. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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OVVIO
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lunedì, aprile 25, 2005 25 APRILE "Ricordare non vuol dire alimentare divisioni" (Carlo Azeglio Ciampi, poco fa) E amare significa non dover mai dire: mi dispiace. Certo. Un anno fa il 25 aprile ero a San Siro e, guarda caso, c'era Inter-Lazio. Lo spettacolo era doppiamente deprimente: 0-0 la partita, e vabbe'. Ma le due curve, diobono, che squallore. Leggo che ieri quelli della Lazio hanno esposto lo striscione "25 aprile festa dei traditori" che nessuno ha fatto togliere. Un anno fa a Milano esposero "25 aprile lutto nazionale" e nessuno lo fece togliere. E poi faccette nere, saluti romani e via così, in perfetto stereo, perchè io ero assiepato sulla linea di metacampo e le due tifoserie - fasciste e gemellate - diedero spettacolo per un paio di orette buone, alternativamente o insieme. Dal calcio ieri nessuna novità. Dalla politica, oggi, nemmeno. Una parte di Italia si rifiuta di andare ai cortei perchè ci sono le bandiere rosse. Ammettiamo che possa essere una ragione valida. Ma la Storia no, quella non toccatela, anche se sono passati 60 anni ed ogni volta mi sembra un miracolo che il 25 aprile mezza italia se ne accorga. L'altra metà? Mi sforzo di essere democratico e perdono. Glielo spieghi lei, presidente, perchè si celebra il 25 aprile. Faccia lei un riassuntino. E poi che La Russa ogni anno (secondo me sono sempre filmati di repertorio), ogni santissimo anno dica che al corteo lui non ci va, voglio dire, ma chi cazzo se ne frega? Anzi, non è tenuto ad andarci. Nessuno glielo chiede. Non è il suo posto. E' giustificato. Stia a casa. Se il Milan vincesse lo scudetto, io mica ci andrei al carosello. Solo che non mi sentirei in dovere di dirlo al Tg3 Lombardia.
(La Russa, guarda chi c'era al corteo. E impara) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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domenica, aprile 24, 2005 PARLANDO DI CULO Il Milan a Messina aveva vinto 4-1, un po' eccessivamente. Non mi oppongo quando mi si dice che il Milan ha un portiere e l'Inter no, o che il Milan ha una difesa e l'Inter no, o che il Milan è una squadra e l'Inter no. Oggettivamente, non mi posso opporre più di tanto. Con la diligenza del buon padre di famiglia guardo ai 14 punti di distacco e mi dico: ci sarà una ragione. Anzi, c'è. Ma se parliamo di argomenti un po' più eterei, come il culo e gli episodi, direi che questa Messina-Inter si erge tra i simboli della nostra stagione. Abbiamo corso 90 minuti. Abbiamo avuto otto-dieci palle gol, chi le ricorda più. Storari si è infortunato, è rimasto in campo ed ha parato tutto: prima parava, poi si faceva curare a bordo campo. Abbiamo giocato bene per almeno 70 minuti. Abbiamo stradominato per almeno 40. Ho visto una partita molto divertente, grazie anche a un ottimo Messina. Come abbiamo fatto a perderla beh, non lo so. Messina-Milan io l'avevo vista. Non mi capacito che il Milan sia tornato a casa con tre punti, e noi dopo questo popo' di partita perdiamo in trasferta dopo 17 partite di campionato, quasi un anno. All'Inter quest'anno sono mancate un po' di cose. Concedetemelo: ci è mancato anche un po' di culo. Un po' tanto.
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MEMORIES Il 24 aprile 1910, 95 annetti fa giusti giusti, l'Inter vinceva il suo primo scudetto. Da allora è stato un crescendo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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sabato, aprile 23, 2005 FACE LIKE ASS
Ma vaffanculo va'. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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FORZA GOVERNO
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CHE TEMPI Non riesco a darmi pace. Sono andato al Gs e ho trovato una cassiera dell'Esselunga che faceva la spesa. No, dico, ma dove andremo a finire? E poi ci sorprendiamo se piovono bengala.
(nella foto: non ci sono più valori) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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venerdì, aprile 22, 2005 IL BULLETTO
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UFFA
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giovedì, aprile 21, 2005 TUTE (NERO) BLU
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VISIONI
Avendo appena visto l'Inter battere la Juve a Torino, mi sento autorizzato a parlare di visioni. Ma l'Inter che vince a Torino con la Juve è una visione reale e laica, sportiva e lussoriosa insieme, e comunque reale, ecco sì, reale. Invece, inebriati dalla morte di un papa e dall'elezione del successore, in un momento di euforia spirituale, capita anche agli americani di cadere vittima di altre visioni, ben più suggestive di quelle di Cruz che incorna il pallone, e certamente più grottesche. Pensavo fosse roba italiana, quelle delle macchie di umidità che appaiono sui muri e la gente crede di vederci Gesù, Maria, San Francesco o financo Mussolini. Persino a Chicago, adesso, ci cascano. Sul muro del metrò appare un macchione che assomiglia alla Madonna e tutti corrono in curiosa adorazione. Una volta i pellegrini ansiosi di vedere la macchia arrivavano con fiori e lumini. Oggi arrivano con fotocamere e telefonini, come da copione, perchè ormai il santino è diventato uno screensaver. Io, sia chiaro, davanti a queste cose rido. Rido perchè queste macchie, effettivamente, sono ben strane e mettono allegria. E rido perchè migliaia di persone vanno a vedere una macchia e adorano il tubo rotto che c'è dietro, e perciò credono di ammantarsi di un segno di santità e in realtà diventano incosapevolmente animisti. Le macchie di umidità, com'è noto, prima o poi asciugano. Quindi anche a Chicago questa corsa alla visione miracolosa cesserà con l'alzarsi della temperatura o con l'arrivo dell'idraulico. Io, fossi di Chicago, intanto giocherei a fare lo scettico e cinico materialista. Mi prenderei gioco della gente e non ammetterei mai, neanche sotto tortura, che su quel muro è apparsa una macchia a forma di madonna. Invito anche voi, credenti e atei, cattolici e protestanti, cristiani e maroniti, interisti e juventini, ad osservarla bene. Ma quale madonna, dai. Io, per esempio. vedo distintamente Sergio Muniz in accappatoio che guarda dentro una gigantesca figa. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, aprile 20, 2005 MASSI'!
Abbiamo vinto a Torino, com'è ormai tradizione. E' sempre una cosa bella, sì sì. Peccato che il Milan abbia vinto e goda anche grazie a noi. No problem. Ho esultato, ma con compostezza. Mi sono masturbato, ma sui ceci. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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22:43
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AL BIVIO Se stasera battiamo la Juve è ovvio che godo. Ma vincendo faremmo godere anche il Milan. Ed è una situazione dannatamente spiacevole. E' come se adesso godessi perchè Berlusconi si dimette, ma poi gli dessi il mio voto in parlamento e con quel voto gli salvassi il culo. Del resto non posso rassegnarmi a perdere dalla Juve per non favorire il Milan: è come tagliarsi le balle per fare un dispetto alla moglie.Un pareggio? Mi sono rotto i coglioni di pareggiare. No, non ne esco. Mi arrovello e non trovo una soluzione. Solo una vittoria dell'Inter a Torino e una contemporanea sconfitta del Milan mi renderebbe sereno. Ma fino a un certo punto. Se stasera noi vinciamo e il Milan perde arriviamo a otto punti dal Milan. Mi verrebbero in mente un sacco di cose: tipo che ci sarebbe bastato vincere il derby di ritorno per essere a meno due. Andrei indietro nel tempo a rovistare nel cassettone delle partite gettate al vento. Ripenserei allo scudo. No, è troppo. Mi sa che stasera vado al cinema. O cerco di pensare ad altro.
(nella foto: una cosa a cui eventualmente pensare) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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VISTO DA MILANO
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ALTRE NOTIZIE
(servizio di pubblica utilità offerto da Settoruccio) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, aprile 19, 2005 HABEMUS PAPAM
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PORCA TROIA!
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DI TUTTO DI PIU' Giorni difficili per Vespa. Il suo Porta a Porta sul conclave ha fatto il 14 per cento di share, mentre la contemporanea fiction sulla vita di Wojtyla su Canale 5 ha fatto il 42 per cento. Cazzo. Vespa non ci ha visto più. Ha chiamato Confalonieri e gli ha detto "Fedele, mavaffanculo". Poi ha chiamato Piersilvio Berlusconi e gli ha detto "Ragazzo, sei una gran merda". Poi ha chiamato Navarro Valls e gli ha detto: "Inutile piangere sul latte versato. Ma la notizia del nuovo papa la devo dare io, sennò faccio un casino". E Navarro gli ha detto: "E cosa fai, scusa?". "Intanto - gli ha risposto Vespa - a te, brutto catalano del cazzo, ti mando all'Inter al posto di Paolo Viganò e andrai in tv solo per riferire delle condizioni di Materazzi". Navarro Valls si è spaventato e ha bussato alla porta della Cappella Sistina. Il cardinale Glemp, che stava giocando a Trivial Pursuit con Tettamanzi e Hummes, da dentro gli ha detto: "Cazzo vuoi?". E Navarro: "Senti, non prima di giovedì. Vespa è incazzato, ha bisogno di fare qualche diretta interlocutoria per sbollire". E Glemp: "Va bene, purchè ci portiate da mangiare". Navarro ha subito ordinato al bar "Non solo ostie" di via della Conciliazione 115 panini speck e brie, poi ha chiamato Vespa: N.: "Occhei per giovedì". V.: "Bene. Berlusconi dovrebbe dimettersi venerdì, faccio in tempo ad attrezzarmi per pomeriggio e sera". N.: "E vabbe', potevamo fare domani allora". V.: "Domani avrei avuto qualche problema con la Domenica Sportiva". N.: "Ma domani è mercoledì". V.: "Non capisci un cazzo. C'è anche Juve-Inter". N.: "Non seguo il calcio da quando Jordi Crujff, con un paradossale atto di nepotismo, è diventato titolare nel Barcellona". V.: "Interessante. Quando vieni ospite a Porta a Porta che ne parliamo? Il 24 maggio ho in progetto una puntata su passione sportiva, laicità e pregiudizio. Crepet ha già detto sì". N.: "Ci penso. Ma che problema c'era con la Domenica Sportiva?" V.: "Civoli mi sta sul culo. E poi il comignolo è mio, solo mio". N.: "Vabbe', a giovedì. Hai preferenze?" V.: "Se è malato è meglio. Vorrai mica che aspetti altri 27 anni?". N.: "Curiosa questa frase. Me ne ha detta una più o meno uguale un italiano tutto scapigliato e con i labbroni". V.: "Ma chi, Riccardo Cocciante?" N.: "No, uno di Milano. Moretti, Tosatti, un nome così". V.: "Vabbe', ciao Navarro. Ricordati il 24 maggio". N.: "Ciao. La Parietti viene? No, per sapere". Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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IL PALINSESTO IN FUMO Il problema dell'elezione del nuovo papa è una cazzata rispetto agli sforzi - diplomatici e produttivi - che la Rai dovrà fare perchè sia Vespa a dare la notizia in tempo reale. Le fumate sono state fissate, come tradizione, alle ore 12 e alle ore 19. La mattina, diciamolo, è un bel casino. Su Raiuno, che è la rete deputata a dare la notizia della morte e delle elezione dei papi, alle 12 c'è "La prova del cuoco", per cui la Rai ha dovuto contattare Navarro Balls per chiedergli di fare la fumata alle 11.55 (non può essere la Clerici, una con la sesta di reggiseno, a dare la notizia della fumata bianca, dai, non è bello). Questo ha provocato le proteste di Rai Due, dove Michele Guardì vorrebbe fare finalmente il salto di qualità, ma anche di Raitre, che alle 12 ha un bel telegiornale pronto ad inquadrare il comignolo sufficientemente a lungo per dare la notizia. Ma il Tg3 è comunista. Retequattro ha "Forum", ma è registrato (a nessuno, comunque, piacerebbe che la notizia del nuovo papa fosse data da Santi Licheri). Canale 5 ha la soap opera italiana, e non si tocca. Italia 1 ha un tg più o meno all'ora giusta, ma che crederebbe a Mario Giordano che dà la notizia? Per cui il problema è tutto della Rai. Ma come fare? Vespa la mattina dorme, e poi c'è tutto 'sto casino dei programmi in diretta. Secondo me, il papa lo faranno di pomeriggio, in modo da dare a Vespa l'opportunità di esserci e di fare una direttona senza soluzione di continuità, in cui riproporre i diecimila ospiti dei Wojtyla-days con la sola avvertenza che cambino i tempi dei verbi. Ma attenzione, il problema della fumata del pomeriggio non è secondario. Il tg alle sette di sera ce l'ha Raitre, che però è comunista, come noto. Raidue si tira fuori: alle sette ha Music Farm, vuoi mettere con quella stronzata retrogada del conclave? E quindi si torna su Raiuno. A Vespa. Che però è fuori orario. A questo proposito, ieri i cardinali l'hanno fatta sporca. La fumata grigiastra è arrivata alle otto, che quasi non si vedeva un cazzo (è bianca? è nera? è grigia?), però l'orario è di massima audience. Sfiga vuole che siamo in aprile, perchè se le giornate durassero un pochino di più la fumata verrebbe spostata definitivamente alle 20,01 così da dar modo al Tg1 e a Vespa di raccontare tutto in real time. Il problema potrebbe essere ovviato con alcuni riflettori e un rivelatore di fumo. In fondo il problema morale delle sette di sera è presto risolto: le otto con l'ora legale sono in realtà le sette, no? E poi, cazzo, non vorremo mica che Cucuzza dia la notizia del nuovo papa? Naaaaa. Navarro Balls ha così passato un bigliettino sotto la porta della Cappella Sistina, pregando i fratacchioni di allungare il coffee-break meridiano per posticipare quanto possibile la fumata. Peraltro, diobono, chi sta facendo il furbo nel conclave? Su alcuni giornali di oggi ci sono indiscrezioni sul voto di ieri, con tanto di numeri sui voti a Ratzinger e su quelli scioccamente dispersi su nomi di secondo piano, come "Lamouchi" o "Vive la fig" (scritto evidentemente da un cardinale francofono). Quindi qualcuno ha passato un bigliettino a Navarro Balls, che l'ha passato a Repubblica e al Corriere, oltre che a Vespa che sta cercando di convincere i cardinali sudamericani (tramite un dispaccio infilato sotto la tonaca di una suora addetta al rancio) di votare un papa nero, che sarebbe un colpaccio della madonna in termini di ascolto e di globalità. In definitiva: il papa lo decide Vespa e all'ora che vuole lui. Tenendo conto che domani c'è il turno infrasettimanale del campionato, direi che giovedì pomeriggio avremo il nuovo papa. Tra l'altro, questo consentirebbe a Raidue di non cambiare la programmazione di Music Farm, già saltato una volta perchè Woytjla aveva deciso di andare in coma il venerdì.
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lunedì, aprile 18, 2005 REBUS (2, 9)
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CHI DICE DONNA (LASCIAMO STARE) Secondo Novella 2000, sette donne italiane su dieci farebbero follie pur di farsi trombare da un calciatore. Non ho niente da dire. Teneteveli, diobono. Sposateveli. Fateci dei figli. Sopportateveli per anni e anni. Fateci un po' di conversazione. Ecco, sì. Fateci conversazione. Lei: "Ti amo". Lui: "E' normale". Certo, hanno grossi adduttori ed enormi conti in banca, oltre che addominali scolpiti (peraltro, ora compro Men's Health di maggio e poi voglio vedere). Però, sì, fateci conversazione. Lei: "Ti fermi da me?" Lui: "Devo chiederlo al mister". Belli, sì. Molto belli. Anche se non capisco il secondo posto di Vieri e l'ottavo di Gattuso: vi piace l'uomo rude? E il decimo di Di Canio: vi piace l'uomo forte? Comunque dai, fateci conversazione. Lei: "Abbiamo due giorni interi per me e per te". Lui: "Sono tutte finali". Sì, lo so, sono invidioso. Del resto non posso che ribattere con le armi che ho. Ho un accenno di maniglie dell'amore e un conto in banca da impiegato di concetto, ma vuoi mettere la conversazione? Volete mettere, donne, che differenza ci sarebbe tra me (e quelli come me) e loro? Occhei, soldi nisba, ma volete paragonare l'appagamento interiore? Lei: "Trombiamo?" Settoruccio: "Sì".
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IL PAPA DELLA SVOLTA
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AUTOSTIMA I cardinali entrano in conclave, Berlusconi va da Ciampi. E io qui, impotente, ad aspettar notizie. Praticamente, chi sta fuori Roma oggi non conta un cazzo. (nelle foto: due lombardi bassi di statura attualmente a Roma per lavoro) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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domenica, aprile 17, 2005 LA GIUSTA DIMENSIONE Se il Milan non esistesse saremmo imbattuti. Sì, certo, se mio nonno avesse le ruote sarebbe una carriola, occhei, ma diciamo anche che l'Inter, da quando si è data la sua giusta dimensione, viaggia come un treno. Alla quindicesima giornata l'Inter correva ancora per lo scudetto, almeno stando alle dichiarazioni di giocatori, allenatore e dirigenti: peccato che avesse vinto 3 partite e ne avesse pareggiate 12. Fu quello il momento in cui l'Inter si mise a correre per il terzo posto, non tanto per rassegnarsi all'evidenza dell'inferiorità, quanto perchè anche il terzo posto stava diventando oggettivamente lontano. Da allora: 10 vittorie e 5 pareggi. Più una sconfitta, già, contro quella squadra che purtroppo esiste. Ne esiste anche un'altra, sfortunatamente, e l'affrontiamo mercoledì, in uno di quei turni infrasettimanali che fanno tanto Trofeo Birra Moretti. Se non esistessero Juve e Milan il mondo sarebbe migliore, io e Moratti saremmo felici e il calcio sarebbe più umano. Purtroppo esistono e da sedici anni l'una, l'altra o tutte e due fanno più punti di noi. L'Inter è alla terza vittoria consecutiva in campionato (sulla coppe scende silenzioso un velo), eppure ha sempre un distacco abissale. Diciamolo, non è uno strazio?
(nella foto, seminascosto: un uomo che non ride mai) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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21:38
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venerdì, aprile 15, 2005 ACCANIMENTO Quattro giornate a porte chiuse. Indagati per falso in bilancio. Adesso ditemi che hanno anche messo le ganasce alla macchina di Moratti. Cos'è che vi abbiamo fatto, eh?
(nella foto Nadia Bengala: per un equivoco giudiziario non potrà mai più andare allo stadio, sennò sospendono la partita) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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18:33
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RESISTERE RESISTERE RESISTERE
(clic) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, aprile 14, 2005 IL FATTORE VETRIL C'è roba che spetta ad altri: la squalifica, la sanzione, la questione dell'immagine, la logica del pallone, l'insopportabilità dell'universo-calcio, il futuro senza barriere, le partite da interrompere al primo petardo (bene, quante ne finiranno? E cosa diranno Sky e Snai, tanto per fare qualche esempio?). A noi, a noi plebaglia interista, non resta che guardarci nelle palle degli occhi e chiederci cosa vogliamo da questa Inter. Siamo rimasti al bengala finito sulla spalla di Dida e che ha sancito il primo irrimediabile verdetto della stagione: fuori dalla Ciempions ai quarti, senza colpo ferire, senza nulla da recriminare, fuori e basta. In campionato ben che vada arriveremo terzi. Resta la Coppa Italia, su cui ci toccherà accantonare le occhiatucce ironiche e i colpetti di gomito. La Coppa Italia fa sganasciare, ma è rimasto il nostro ultimo obiettivo stagionale. Del resto, abbiamo assunto l'allenatore specialista in Coppe Italie. Quindi, prego. Già, il Mancio. Sul Mancio potremmo scrivere romanzi, parlare ore ed ore. Partiamo dalla fine. L'allenatore un po' sbalestrato di una squadra che gli somiglia un giorno - non un giorno qualunque, ma un giorno posizionato tra il derby d'andata e quello di ritorno validi entrambi per l'Europa - accende la tv e sente il suo datore di lavoro dire testualmente: "Mancini è con noi per fare esperienza, speriamo faccia presto". Come tutte le frasi strappate a Moratti fuori dall'uscio di casa, anche questa sembra innocua ma pesa una tonnellata. Moratti si autodenuncia: io ho assunto all'Inter - sì, l'Inter, l'INTER - un allenatore a cui far fare esperienza. E mette alla gogna il Mancio: tranquilli, sta facendo esperienza. E' aprile? Ops, avete ragione, in effetti dovrebbe averla già fatta. Il Mancio. Il Mancio era partito bene. Ah, l'autunno. Una squadra-champagne, colpi di tacco, rabone, gol a grappoli, è l'anno buono, finalmente giochiamo al calcio, finalmente ci divertiamo eccetera eccetera. La squadra era divertente e anche molto sperperona: a grappoli sono anche i gol che ci fanno e infatti si pareggia che è un piacere. "Eh, ma ci si diverte". "Eh, ma si pareggia". A novembre, a buoi (Juve e Milan) ampiamente scappati, il Mancio chiude il recinto, si accorge di avere una difesa del cazzo e la protegge con un centrocampo meno farfallone. Tra novembre e gennaio andiamo che è una meraviglia. Gli altri sono anni luce davanti, ma noi rimontiamo uno per uno gli squadroni - Cagliari, Palermo, financo la Roma, Udinese, Samp - che ci contendono il terzo (3°) posto. Dopo duecentosessantaquattro partite utili consecutuve, l'Inter ne perde una. Che sfiga, proprio con il Milan, in campionato. Mancini quella sera non azzecca quasi nulla e ne fa una veramente grossa: novello Valcareggi, tiene Adriano in panca fino all'ottantesimo. Da lì - litigio con Adriano, epurazione di Davids, sfanculamenti assortiti, liste di proscrizione, formazioni e schemi buttati lì alla cazzo - il Mancio entra in un vortice di autolesionismo. Serve anche questo per fare esperienza, per carità. Ma l'impressione di una totale perdita di sicurezza e di certezze è addirittura palpabile. Sansone senza capelli non contava più una sega, Mancini senza sciarpa - si va verso la bella stagione - è un mezzo allenatore. Bello, eh?, un vero gagà. Quel capello curato, quella spruzzata sale e pepe. Bello, sì, ma mezzo. A me per esempio piace da morire quando litiga con il quarto uomo. Meno quando prende certe decisioni, tipo quella di far giocare punta unica - contro il Milan, non il Lumezzane - un giocatore che rientra da un grave infortunio a un ginocchio e ha novanta chili di carne da portarsi appresso. La morale è che, come ogni aprile comanda, noi ci troviamo a metà del guado: avremo ancora lo stesso allenatore o lo cambieremo? La questione è lancinante. Negli ultimi quindici anni abbiamo sbagliato regolarmente ogni decisione di questo tipo, licenziando chi dovevamo confermare, confermando chi dovevamo licenziare. Chissà se Moratti confermerà Mancini, permettendogli di completare l'esperienza con i dovuti tempi. O lo manderà sullo yacht a meditare sull'esperienza che non ha maturato? A sua parziale discolpa, va detto che ha una squadra inferiore a Juve e Milan. Inferiore alla Juve in concretezza e cazzutaggine morale. Inferiore al Milan in tasso tecnico. Un'inferiorità che quattro derby, quest'anno, hanno palesato al massimo. Avranno anche culo, vabbe'. Saranno anche vecchi e bacucchi, occhei. Ma intanto con questi pensionati hanno vinto e stravinto, e sulla questione-culo non voglio più tornare: il gol di Sheva è forza, non culo. E insipienza difensiva di una squadra che lascia cinque metri liberi al limite dell'area a uno dei più forti giocatori al mondo. Se ne convinca anche il Mancio, che parla di partite "risolte da episodi". Dipende da come uno se li procura, gli episodi. E poi loro hanno un portiere. Non ce l'ho con Toldo. Ma penso che Dida, da noi, dopo la papera di Leeds sarebbe stato ceduto in prestito allo Spezia, e ora magari sarebbe al Grassophers. A noi ci rovina l'ansia, ecco. Per questo non voglio dare addosso a Moratti o al Mancio, che hanno colpe palesi e imperdonabili, ma anche il fiato addosso di giornali, tv e cinque milioni di interisti che premono ai cancelli. Il Mancio prenda le sue decisioni: con la cifra che gli danno siamo autorizzati almeno a criticarlo e a fargli sapere che no, non siamo contenti, non più almeno. Quanto all'ansia nerazzurra, la elimineremo solo vincendo, ma con l'ansia non si vince nè si programma, questo è la cruda verità. Chissà quando ne usciremo. A chi toccherà fare la formazione del prossimo anno? Al Mancio? A Moratti? A Branca e Oriali (ahahahahahah)? Che si scrivano un promemoria da qualche parte: lascino stare attacco e centrocampo (tutto è perfettibile, peraltro) e si concentrino su portiere e difesa. Lì è tutto da rifare. Il Milan e la Juve ce lo hanno insegnato quest'anno. Il Milan dei pensionati e la Juve della panchina corta. Due squadre, però, che hanno un portiere stratosferico e una difesa stellare. Il resto non viene da sè, ma essere muniti dietro aiuta. Non credo di essere stato il solo ad aver pensato male vedendo l'Inter predersi due gol di testa dal Milan, e poi vedere Cannavaro segnarne uno al Liverpool. Comunque, cari Mancio e Moratti, comunque vada, qualsiasi cosa partoriscano le vostri menti obnubilate, sappiate che non è questione solo di ansia. E' anche questione di autostima, di orgoglio, di soglia del dolore, di capacità di sopportazione. E' vero che premiamo ai vostri cancelli, ma voi non ci vedete mai, nelle nostre case, quando andiamo con il Vetril a dare una passata alle nostre bacheche personali, desolatamente vuote. Io faccio finta di non vedermi riflesso, ma ogni tanto mi guardo e dico "ma che cazzo!". Pensate un po' anche a noi, che siamo senza bengala e non saliamo sul vostro pullman con gli anfibi spianati. Una maggioranza silenziosa. Innamorata ma stanca. Appassionata ma delusa. Non approfittate sempre e comunque del fatto che dimentichiamo presto e che tra poco ci faremo le seghe con il Risiko del calciomercato. Vabbe', fateci sapere. Ora scusate ma vado all'Esselunga: mi hanno detto che sul Vetril c'è il tre per due.
(da sinistra: consigliato per Coppa Italia, Coppa Campioni e Coppa Uefa) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, aprile 13, 2005 DIMISSIONI Il sindaco di Riccione, che di cognome fa Imola, ha scritto a Facchetti dicendo che per un anno, dopo quello che è successo ieri sera, si dimette da interista. Niente partite, niente tv, niente giornali, niente sciarpa, niente di niente. Bella forza. Uno di Riccione può andare a vedere il Cervia quando vuole. Bah. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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19:26
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(UNA BOCCATA D'ARIA)
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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IL BISCIONE, IL SERPENTONE E IL NON RITORNO
La questione della sicurezza è certamente la più banale. A me andare allo stadio e vedere centinaia di poliziotti mette comunque una infinita tristezza. Ho visto centinaia di poliziotti per due pullman di tifosi del Chievo. "Magno, bèo e tifo Cèo". Che ci si massacri o si tifi Cèo, lo spettacolo è sempre triste. Poliziotti in assetto di guerra a recintare tifoserie in assetto di guerra. Quelle avversarie, naturalmente. Perchè la tifoseria, la tua, quella di casa, non la recinta nessuno. Lo spettacolo di ogni stadio è deprimente. I tifosi di casa che fanno i maramaldi. I tifosi ospiti in gabbia e con centinaia di poliziotti a far la guardia alla gabbia. "Si raccomanda ai tifosi ospiti di rimanere sulle gradinate per il tempo strettamente necessario al deflusso". Non andrei mai in trasferta con il più pacifico dei club per sentirmi dire una cosa del genere all'altoparlante. Cori del cazzo. Striscioni da codice penale. Una pena. Tutte le domeniche così. Sta a te, alla tua capacità di distrarti, di guardare la partita, di cerca il gesto, di smadonnare, di sperare in un gol. Sta a te metterti il paraocchi e le cuffie. A volte funziona, altre no. Mi vergogno del "Vincere, e vinceremo" o dell'immane lenzuolone di ieri sera, che grondava di guerra, armate, conquista. Mi vergogno dell'ignoranza, del becerume. Le curve sono così? Tutte? E allora che facciamo, va bene così? Ieri notte ho rivisto e meditato. Ho ripensato al serpentone del papa. Là c'erano pellegrini contriti, cristiani commossi e molta gente che non aveva un cazzo da fare, se non passare una giornata diversa e fare una foto col telefonino nuovo di pacca. Allo stadio è la stessa cosa. C'è gente che va a sfogare una sua sciocca passione, c'è gente che va a vedere una partita sperando che sia bella e gente che si mette in curva, magari gira le spalle al campo e sta col collo gonfio di cori e di urla per un paio d'ore, poi va a casa e aspetta la prossima occasione per dimostrare di essere in vita, che senza una sciarpa al collo e gli anfibi ai piedi sono delle merde qualunque, come ce ne sono milioni, miliardi, noi fighetti compresi, merde o numeri nei rispettivi mondi, dove per fortuna c'è anche chi si rassegna alla normalità. Non credo alla casualità di certe cose. Il gol annullato a Cambiasso (uno scandalo, lasciatemelo dire in una riga e poi stop, uno scandalo comunque ininfluente, una leggerezza che Eddy Merk poteva evitarsi ed evitarci, tutto qui) probabilmente ha solo anticipato uno spettacolo che avremmo visto verso la fine della partita, o a partita finita. Non è solo questione di curve e dell'ignoranza che vi regna. La curva è massa, massa scomposta, libera in casa e recintata in trasferta, e chi si stupisce per certe cose è un ingenuotto. La questione è più seria, complessiva, globale. Riguarda un calcio dove la gente - quei puntini sugli spalti, quei puntini che una volta erano uno spettacolo nello spettacolo, quei puntini che una volta contavano qualcosa con i loro biglietti e i loro abbonamenti, e oggi non contano un beato cazzo, con i soldi dei puntini oggi l'Inter e le squadre come l'Inter pagano solo lo stipendio di due o tre giocatori - dove la gente non conta più nulla, dove quello che succede, quello che leggi, quello che ti dicono ti fa venire ogni giorno di più il sospetto che il calcio sia deciso altrove, non più in campo, dove una volta un gol era un gol, e oggi non sai più cos'è, se è vero o finto. La gente oggi nel calcio non decide più niente. Questione banalissima: uno fa l'abbonamento all'Inter, lo paga un occhio della testa, e poi gli spostano l'orario di tre quarti delle partite come cazzo gli pare a loro (e a Sky), e poi svendono le partite sul digitale terrestre (Mediaset) quando tu hai già pagato il tuo occhio della testa. Quanto conta un tifoso? Zero, o anche meno. Quindi non mi stupisco se, per contare e dare un segno di esistenza, una curva zeppa di fascisti ti interrompe la partita in mondovisione. E' la seconda partita di Ciempions che l'Italia fa interrompere nel giro di un anno e mezzo (l'altra fu a Roma, e sempre a Roma ricordiamo la squallidissima storia del derby interrotto). Da una parte è storia lunga e quasi antica: le pazzesche libertà concesse alle curve, le leggi anti-violenza via via approvate e spesso disattese o inutili. Il resto della storia è invece recentissimo: questo espropriare il calcio dalla sua sede naturale - il campo, lo stadio, il tifo, lo stesso sport forse - e fottersene di qualsiasi obiezione. Siamo al calcio dei bilanci drogati, dei diritti televisivi (e solo quelli), delle società cancellate e di quelle che possono restituire i soldi in vent'anni "per motivi d'ordine pubblico" (l'ha detto il presidente del consiglio, mica io). Mi stupisco, questo sì, che stiamo tirando la corda ormai da qualche anno e che questa si sia già spezzata un po' di volte. Ci deve essere una squadra apposta, a bordo campo, che sostituisce la corda in nove secondi, come un pit-stop fatto con i controcoglioni. In quei nove secondi siamo sempre distratti: io, per esempio, l'ultima volta avevo sceso il cane per pisciarlo. Quando sono risalito, stavano già tutti sorridendo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, aprile 12, 2005 ESCI LE TASCHE
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23:37
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DIVERSIVI Vabbe', non importa. E' la vita. Mi guardo un bel film.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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21:58
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ANSIA Non ce la faccio più. Ho già superato la dose settimanale di cioccolato, e siamo solo a martedì. Di più: siamo solo alle 16.45. Non ce la faccio più. Mi distraggo, lavoro male, ripeto ossessivamente le cose, tipo "non ce la faccio più". Mi vedo male. La giornata potrebbe cambiare solo se qualcuna, leggendo questo disperato appello, decidesse di darmela. Passerei una serata diversa. Meno stressante. Più pregna di calore umano. Giuro che guarderei il televideo solo dopo le 23, di sfuggita. p.s.: non è vero. Verso le 21,15 mi alzerei dal divano dicendo "tesoro, vado a prenderti un bel bicchierone d'acqua" e cercherei di telefonare a qualcuno nascondendomi nell'armadietto sotto il lavandino.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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16:40
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LASCIATEMI SOGNARE Leggo strane teorie (comprese le mie) leggo schemi avanzati (ma chi li ha inventati?) ma qualcuno può dirmi (ho le palle alla Girmi) chi saranno i ragazzi (io lo so che son cazzi) che opporremo ai cugini (vili ladri assassini) nella Ciempions stasera (la tensione si avvera) per tentar la rimonta (cacarella non conta) ed il sogno avverare (sto tremando: vi pare?) d'incular rossoneri (vili e un po' menzogneri) e tentare l'impresa (c'è lo stress che mi pesa) della Coppa agognata (la mutanda è bagnata) nella sera fatale (ormai il cor mi fa male) del derbone finale? (se mi lasci non vale) Quante punte schieriamo? Laterali ne abbiamo? E centrali, perchè? Uno due o forse tre? E in difesa chi stacca? Con Sinisa è la cacca non è meglio, o pupazzi, gettar lì Materazzi? O Mancini, che pensi? Che trovata hai ne' sensi? Cosa brulica, o bello, nel tuo vasto cervello? Nove ore al momento del più tetro tormento nove ore di stress (e dimentico il sess) Io vi prego, gentaglia che sia fuoco di paglia che si faccia anche schifo ma, sapete, io tifo per un solo finale: uno che tira male uno che tira storto uno che sembri morto ma la palla la getti tra gomiti e petti e che un sordo rimpallo (magari col fallo) la mandi col cuore all'Imperatore Un tocco felpato un tiro deviato la palla che passa Dida che non s'abbassa un gol bruttarello (un culo ad anello) e lui che trionfa il petto si onfa una corsa sospesa verso la cinepresa e guardando giulivo dentro nell'obiettivo: "Settoruccio sì è vero: era proprio il tre a zero!"
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lunedì, aprile 11, 2005 EVERYBODY: TOUCH YOUR BALLS
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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domenica, aprile 10, 2005 CORRERE
COSE CHE NON MI SONO PIACIUTE DELLA STRAMILANO:
COSE CHE MI SONO PIACIUTE DELLA STRAMILANO:
COSE CHE MI SONO PIACIUTE TANTISSIMO DELLA STRAMILANO
COSE CHE MI SONO PIACIUTE DA MORIRE DELLA STRAMILANO
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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16:20
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sabato, aprile 09, 2005 VITA DA ATLETA
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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LA GIORNATA DEL RISPARMIO Giuro, ero convinto che avremmo perso. Così convinto che, se solo lo avessi ritenuto minimamente morale, sarei andato alla Snai a giocarmi un deca sul Bologna. Le due pappine del Milan, la squadra depressa, il Mancio incazzato, il presidente sardonico. Troppi elementi negativi. E invece guarda un po'. Abbiamo anche recuperato due punti a quelle pippe del Milan e della Juve. Siamo uno squadrone e io ho risparmiato dieci euro. Una serata indimenticabile.
(nella foto: Cruz in scivolata) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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I TEMPI SONO MATURI
Il papa è morto, questi due si sono sposati. Secondo me, almeno la Coppa Italia la vinciamo.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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venerdì, aprile 08, 2005 IO E CHARLES Amiamo entrambi una, e da un sacco di tempo. Con lei abbiamo tradito la moglie un tot di volte. Per lei ci prendono in giro da una vita. Perchè lei, diciamolo, è inadeguata. Ma non riusciamo a farne a meno, non ci sono cazzi. E' un punto fermo della nostra vita. Ci fa soffrire, è vero, ma ci regala anche qualche gioia. E' una passione che non si estingue. Con lei coltiviamo le attese. Qualche dolore, com'è lecito in amore. Ma anche qualche bella goduta, com'è altrettanto lecito. E' una passione, immotivata come sono certe passioni. Una passione forte, anche se gli altri ridono. E che ridano, diobono. Noi l'amiamo.
Lui ha Camilla. Io ho l'Inter. E vivremo felici e contenti. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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INFORMAZIONE DI SERVIZIO Grazie - comunque la pensiate - per il dibattito su temi papali e para-papali di questi giorni, qui, chez moi. No, niente: volevo solo dirvelo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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POPE PEOPLE Alcuni cori di questa mattina (Cori. A un funerale. Vabbe') 1. "A-pri-te A-pri-te" già sentito: a ogni concerto allo stadio, quando i ragazzi aspettano che aprano i cancelli per correre sotto il palco 2. "San-to su-bi-to San-to su-bi-to" già sentito: allo stadio. Metricamente adatto a vari utilizzi. Esempio: "For-za Pa-do-va" 3. "Gio-van-ni Paaaaao-lo" già sentito: allo stadio. "Ro-bert-to Baaaaa-ggio" oppure "de-vi mo-riiiii-re" (Cori. A un funerale. Vabbe')
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, aprile 07, 2005 FENOMENOLOGIA DEL SERPENTONE Di una cosa sono contento, parlando del papa. Che il serpentone si stia esaurendo. Quando chiuderanno le porte della basilica e toglieranno le transenne, almeno una delle orride incrostazioni di questa settimana wojtilesca verrà rimossa. Viene ormai da beatificarlo anche a me, il papa: del resto, è il papa - la sua storia, il suo ricordo, il suo povero corpo esposto per giorni al passaggio del serpentone - la parte migliore di questa settimana agghiacciante. La Storia lo giudicherà, almeno lo spero per lui, in maniera più profonda e più oggettiva quando i riflettori saranno spenti. Speriamo anche che Vespa dedichi un Porta a Porta a Wojtyla, in cui parlarne a mente fredda al popolino, magari tra un anno o due, tra uno speciale Cogne e un'ospitata di Christian De Sica. Adesso non ne posso più: stanotte finisce il serpentone, domani c'è il funerale-monstre, poi basta, riposi in pace. Tanto fra una decina di giorni ci saranno le dirette dal camino: fumate nere, poi quella bianca, in mezzo le opinioni di Jas Gawronski e Klaus Davi. Chi se lo inculerà più, il papa morto. Non vedo l'ora che inizi "Tutto il conclave minuto per minuto": almeno è cronaca. E ora che sta per morire il serpentone, parliamone. E' stato lo spettacolo più orripilante che abbia mai visto in tv. Una specie di "Isola dei famosi" tra centinaia di migliaia di persone chiamate a fare un gioco crudele in favore di telecamera: chi resiste di più in piedi, chi rilascia l'intervista meno banale, chi inventa la miglior definizione del papa, chi gioca il jolly e litiga con quelli della Protezione civile, chi paga 5 euro mezzo litro di minerale e lo dice a Studio Aperto. Sky ha fatto una cosa geniale, lo dico senza ironia: ha fatto quattro giorni di diretta integrale del serpentone, 24 ore su 24. Io facevo zapping sui reality del momento: canale 120 Music Farm, canale 500 il Serpentone. E benchè il serpentone fosse muto - il rumore dei passi, voci soffuse, l'eco di rosari ed eterni riposi -, rimanevo incantato a guardarlo sfilare davanti alla salma. Uno spettacolo terrificante. Perchè a sfilare eravamo noi, gente del ventunesimo secolo, gente normale. E che gente siamo, allora? Che gente c'era nel serpentone? Io li ho visti, e pure a lungo. Ho visto le loro facce. Li ho visti parlottare. Ho visto gli zaini, i piumini, le coperte, le borse firmate. Anche durante Milan-Inter, nell'intervallo, ho girato sul serpentone. Sempre uguale, notte e giorno. Impressionante. Vomitevole. Una fiumana di persone regimentate dalle transenne che quando arrivava davanti al papa tirava fuori la macchina fotografica, o il telefonino con fotocamera, e clic, clic, clic, giustificando le ore di attesa in piedi e la propria esistenza in vita. Ecco chi siamo: gente che vuole esserci, ma quando cazzo le pare a lei. Mi vengono i brividi quando, nelle interviste radio o tv, sento parlare qualche pretone o qualche laicone-vip di "grande manifestazione popolare", di "grande tributo a un grande papa", di "commossa partecipazione". O quando sento dire che "il papa ci manca" o che "era la mia guida". Se ci vorranno anni per capire la grandezza o la miseria di Wojtyla, spero che i sociologi prezzolati che frequentano le tv ci mettano un po' meno a elaborare una teoria seria sul serpentone e sulle merde che siamo diventati. Non era un commosso tributo popolare. La gente del serpentone era lì come si va a un rave party, ai saldi da Harrod's, a comprare i biglietti del derby, a chiedere autografi a bordo campo. Era lì perchè c'era altra gente, anche se nessuno - gli uni e gli altri - avrà mai chiesto al vicino di coda: ma tu perchè sei qui? La gente del serpentone era lì a scattare una foto col telefonino, da mettere in memoria e usare come sfondo. Era lì per esserci e per raccontare un giorno di esserci stato. La lunghezza della coda era come il Tugurio del Grande Fratello: una prova da superare ma così, per ridere. L'importante era solo stare lì. Ahò, è morto il papa. Non accadeva da 27 anni. Andiamoci. C'è un'unica ragione tecnica che giustifichi tutto questo. Wojtyla, com'è stato detto e stradetto in questi giorni, è stato il primo papa televisivo. E' stato in tv per 27 anni. E 27 anni mica banali. Sono stati gli anni dell'esplosione mediatica. Nel 1978 c'erano tre canali in tv, nel 2005 ce ne sono tremila. E lui ha cavalcato questa era di grande cambiamento. E' stato il papa che ha viaggiato di più, cento volte più degli altri. Un papa planetario, un papa atleta, un papa rock. Un papa che alza il telefono e chiama Bruno Vespa in seconda serata. Un papa che te lo porti appresso per 27 anni e quando muore ti viene di andare al funerale, oppure di metterti in fila per dieci ore per arrivarci vicino qualche secondo. L'importante era avere la batteria del telefonino carica. Mi vengono i brividi quando tirano in ballo la fede. Che fede è quella del serpentone, che cazzo ne sanno di fede quelli del serpentone (magari non tutti, per carità, ma i tre quarti almeno)? Cos'è mai questa partecipazione popolare se non un atto di questo reality globale in cui bisogna esserci, tanto è gratis e non fanno le selezioni? Cos'è mai se non un rito profano, tutto il contrario del sacro di cui lo spacciano? Nessuno ha intravisto una spaventosa volgarità in quei telefonini che si alzano davanti al papa morto e clic, un flash, e via a casa? Sono solo io che avevo la nausea davanti alla tv sintonizzata sul canale 500? La fede. Ma quale fede? Dove sono quelli del serpentone, la domenica? A messa? Ma diobono, voi siete mai entrati in una chiesa una domenica mattina, una domenica qualunque? Andateci e contate, poi confrontate con il serpentone. Chi sta bluffando? E quanti del serpentone andrebbero mai al funerale non dico del vescovo, ma del proprio parroco? Ecco perchè l'Italia ha offerto uno spettacolo vergognoso, inquietante, quasi tetro nel suo immane grado di trash. E quindi adesso che il serpentone sta per finire io esulto. Il Festival di John Paul II mi ha fatto capire un po' di cose sull'uomo del Ventunesimo secolo. Stavo meglio prima, quando pensavo che eravamo tutti scemi, ma solo un po'.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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ANOTHER LIFE
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, aprile 06, 2005 BANDIERA BIANCA
Amici, fratelli e compagni: non so come occuperete i prossimi sei giorni. La nostra comune passione ci porterà a fantasticare su un tre a zero con due autoreti e un gol di Toldo in mischia. Io, a questo punto, non so. Spero almeno di vedere un'altra partita, una partita diversa, con più cuore, più cervello, più denti che digrignano. Spero di potere alzare la testa dopo il novantesimo più recupero. Stasera invece è una tristezza, ragazzi, non so se concordate. E non cediamo alla tentazione di dire ai nostri merdosi cugini: avete culo. Non è vero, non stasera. Il problema siamo noi, il problema era di chi c'era e di chi non c'era. Il problema è che mi rode terribilmente beccare due pappine dal Milan e dovere stare qui a dire e non dire. Anzi, non dovrei dire nulla. Non c'è un cazzo da dire.
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QUELLI CHE NON DIFENDONO/2
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SCAPPATOIE Un dubbio: due gol uguali, vale uno? Si pronunci l'Uefa. Dopo il funerale del papa, obviously.
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QUELLI CHE NON DIFENDONO
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UMILIAZIONI (ieri mattina) - Argh! Non va più. E' morto mentre lo usavo. (espressione di circostanza) - Sarà l'alimentatore. - Non lo metto in dubbio. Senta, mi deve fare una cortesia... - Uhm, è scaduta la garanzia. - Di cosa? - Dell'alimentatore. - Non è un problema. Senta, ho bisogno un grande piacere... - Dica. - L'ho bisogno prima di domani sera. - Eh, vediamo cosa possiamo fare. - La prego. - Vediamo. - Il Signore illumini lei e i suoi colleghi. In nomine Patris. - Mi faccia vedere l'agenda. - La scongiuro. C'è il derby. - Lo vede al computer? - No. E' difficile da spiegare. Ma avrò bisogno il pc. - Faremo il possibile. - Grazie. - Ora chiamo i tecnici. - Iddio la benedica. (me l'hanno ridato mezz'ora fa.)
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martedì, aprile 05, 2005 L'ORDINE PRECOSTITUITO Ragazzi, è tutto a posto. Fissando i funerali venerdì, il presidente dell'Uefa e il camerlengo capo hanno salvato i quarti di Champions League ma anche la Coppa Uefa di giovedì (un colpo da maestro). Venerdì è tutto fermo, ma si rinviano gli eventi più sfigati: Venezia-Catanzaro e il matrimonio Carlo-Camilla, come del resto era stato richiesto da Chi, Oggi, Gente e Dipiù. Proseguono invece le trattative per Ranieri di Monaco: Silvana Giacobini è volata nel Principato per assicurarsi che il respiratore funzioni almeno fino a sabato notte. E' un periodo di grande fermento, diciamolo.
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LE ALI DELL'ENTUSIASMO Telefonata di Jest, ore 22: Lui: "Certo che se vince anche Vendola... Senti, perchè non fai un post in cui annunci un'iniziativa clamorosa per festaggiare? Chessò, che ci inculiamo io, te e Doug il 25 aprile a Milano, in piazzale Loreto". Io: "Bah, ecco... massì, ora vedo" Non gli ho detto che: 1) va bene la soddisfazione, ma il culo ha un suo valore. 2) in ogni caso, in quel trenino non farei il locomotore e neanche la vettura di mezzo. 3) a Doug non l'ha detto nessuno e mi sento in colpa. Credo che non se ne farà nulla.
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lunedì, aprile 04, 2005 DAL VOSTRO INVIATO IN PADANIA
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VERSO IL CONCLAVE Gira voce che per fare il nuovo papa non ci siano grossi problemi, purchè sia gradito alla Gea.
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domenica, aprile 03, 2005 FANTAPOPE (l'angolo del pensar male) Il death-reality è continuato. La notizia della morte ha dato la stura a nuove argomentazioni e nuovi spunti, salvando tg e talk-show ormai alla canna del gas. Wojtyla è stato tempista, quasi un santo. E' morto in prima serata, durante Porta a Porta. Del Noce chiederà la beatificazione. Del resto era un comunicatore, Karol. Del resto una volta aveva telefonato a Vespa in diretta, Karol. Ho visto Vespa dare in real time la notizia della morte, fermarsi e congiungere le mani, sembrava un arcivescovo. L'ho già scritto in un paio di post fa: non riesco più - ma forse è ormai oggettivamente impossibile - distinguere la sincerità dalla finzione. Non credo al novanta per cento di quello che vedo in tv, dall'editoriale del grande giornalista all'intervista al papa-boys. E' inevitabile sedersi davanti alla tv con una dose di cinismo da far spavento, se si vuole sopravvivere nel pieno della facolta mentalì e dell'elaborazione di un minimo di coscienza critica. Cinismo che del resto non è solo mio. Lo vedo anche lì nel tubo catodico (non ho i soldi per il plasma). Il microfono rende cinici e bari, sia che tu ce l'abbia in mano sia che te lo piazzino davanti alla bocca. Peggio ancora se te lo appendono alla camicia con un gancio e la calamita dietro. Fa figo. Il cinismo del pallone, per esempio. Oggi in Italia è stato vietato anche giocare a "chi fa gol va in porta". Martedì e mercoledì nessuno fermerà la Champions League. Eppure si gioca in Europa tra paesi in maggioranza cattolici. Eppure il match-clou si gioca in Italia, l'Italia del Papa, a tre chilometri in linea d'aria dall'abitazione di uno dei papabili. Ma fermare la Champions è impossibile ad aprile. Neanche se muore il papa, verrebbe da dire. Peccato che il papa non sia morto domani. Li avrei voluti vedere, i Soloni dell'Uefa. "Il Papa avrebbe voluto che giocassimo". Essì, il Papa. I funerali saranno giovedì. Tra il quarto e il sesto giorno dalla morte. Comunque, dopo la Champions League. Intanto i direttore dei rotocalchi sono indecisi tra il masturbarsi coram populo o il suicidarsi nella tromba delle scale. Il papa è morto, tireranno milioni di copie, basta mettere cento pagine di foto, quattro didascalie e le sciampiste sono a posto. Ma è un periodo di spreco, uno spreco pazzesco. Ranieri è in coma, cazzo, speriamo regga un paio di settimane. E quel coglione di Carlo, cazzo, proprio adesso si deve sposare con Camilla? Se è un uomo, dico, se è un uomo sospende il matrimonio e va al funerale del papa. Sennò, diocaro, come si fa a mettere nello stesso numero cento pagine di papa e cinquanta di Carlo e Camilla, sempre sperando di non dovere mettere le cinquanta di Ranieri e Grace Kelly? L'ordine di oliare le rotative è partito. Si venderà un casino di pubblicità. Tutto esaurito in edicola. "Il papa avrebbe voluto che uscissimo in edizione straordinaria". Essì, il papa.
(nella foto, uno che ha pianto alla morte del papa. Di felicità) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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sabato, aprile 02, 2005 TUTTO OK
E' morto durante Porta a Porta, come previsto. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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23:03
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A CHI LA RACCONTANO Il papa si è aggravato ormai da 40 ore e ancora non è morto. In tv si cominciano a captare segni di stanchezza: stamattina, verso le 10, ben cinque delle sei maggiori reti nazionali non stavano trasmettendo programmi sul papa. Poi, con l'arrivo di Navarro Valls, si è rimesso in moto tutto. Stanno parlando e riparlando tutti. Il tasso di pressapochismo si va alzando, è inevitabile. Il Coni sospende tutte le manifestaizoni sportive del week-end, a effetto immediato. Visto che tutti sparano cazzate, ne sparo una anch'io: le uniche manifestazioni sportive che andavano sospese, per ovvi motivi di ordine pubblico, erano quelle di Roma. Il resto no, non capisco. Il problema è che non sarebbe stato facile trovare posto nei palinsesti - contemporaneamente - per calcio, basket, pallavolo e mega-dirette sul papa. Oggi c'erano 4 partite di serie A. Quanti avrebbero preferito la diretta in campo lungo del cupolone a Milan-Brescia? No, dai, tutto insieme no, non era possibile. Non potendo rinviare la morte del papa - che peraltro si sta rinviando da sola da ormai 40 ore - si rinvia lo sport. Ora gli inserzionisti saranno contenti. Non sprecano pubblicità oggi, che nessuno se la sarebbe inculata, e avranno un mercoledì tutto loro per i turni di recupero. E così sia.
(nella foto: prime reazioni alla notizia del rinvio di Bologna-Inter) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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15:00
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REALITY POPE Da 24 ore le tv parlano della morte del papa che non è ancora morto. Tutti gli inviati hanno il cupolone dietro, e dopo un po' non li distingui più. Sarà per questo che mi sono distratto spesso. E' stata una giornata di ricordi. Il 1978. L'Inter di Bersellini prendeva forma e quell'estate - l'estate in cui vedevo morire il mio primo papa - avevo due preoccupazioni soltanto: finire presto i compiti delle vacanze e iniziare presto a giocare a pallone. Quelle sì che erano estati, cazzo. Non avevo ancora baciato nessuna ragazza, in compenso giocavo bene a calcio e a tennis e quindi mi sentivo soddisfatto dentro. Altobelli e Beccalossi erano in ritiro. Aspettavo la Coppa Italia per vederli all'opera. In una breve e fugace sintesi a mezzanotte su Mercoledì sport, perchè non c'erano trofei Tim, Moretti o Luigi Berlusconi a svelare lo svelabile. Mi ricordo anche il mio televisore. Aveva otto canali da memorizzare, e bastavano. Rete1, Rete2 e Rete3, ancora artigianale. La Svizzera. Poi qualche tele libera, dove cominciavo a captare richiami vaginali. Era il primo televisore a colori mai entrato in casa. Aveva addirittura il telecomando. Tasti sensor, una sciccheria. Li sfioravi e cambiavi canale. Se cambiavi da Rete1 a Rete2, poi dovevi fare il giro per tornare a Rete1. Ma era facile: sfioravi il tasto sensor altre sette volte, frussssccccc. La sera che morì Paolo VI non c'era nessuna diretta, anche se si sapeva benissimo che stava per morire. Ci fu l'edizione straordinaria del telegiornale e poi cominciarono a trasmettere concerti di musica classica e immagini tipo intervallo. I funerali non me li ricordo, sicuramente stavo giocando a pallone. Mi ero invece appassionato alla storia della fumata bianca o nera. Rete1 si collegava verso sera, tipo Palio di Siena. Lunghe inquadrature del camino. Fumata nera. Niente, a domani. Mamma, fai la pizza? 27 anni, cazzo. Sono passati 27 anni. Mica solo per me. Anche per la tv. Dopo 27 anni dall'ultima volta, ecco la tv del 2005 che si getta a pesce sul papa che muore. Il fatto che non muoia diventa marginale. Oggi è stato tutto un coccodrillo, una reazione, un ricordo, una retrospettiva, un'analisi, un'apologia del papa morto, non ancora vabbe', ma morirà, questione di ore, e comunque sta una chiavica. Tutti si sono portati avanti col lavoro. 24 ore a parlare del papa che non muore. E quando muore che succederà? 48 ore? 72 ore? 256 ore? Oggi mi chiedevo, al trentesimo vaticanista e al sessantesimo analista internazionale e al 120° prete/suora intervistato in piazza San Pietro: ma se non muore entro qualche ora, come cazzo faranno ad andare avanti? Che ingenuo: sono andati avanti ripetendo, replicando, scambiandosi ospiti, pensieri, parole, opere e omissioni. Il carrozzone si è tenuto in piedi da dio, è il caso di dirlo. 27 anni sono passati e si vedono. Siamo diversi, molto diversi. Questo spettacolo ansiogeno intorno alla morte del papa - morte imminente, matura, quasi invocata - è stato molto reality. La tv pensa che la gente non si accontenti più della solita cara, vecchia, classica sbobba. Chessò: un bel telegiornale, un approfondimento, poi appuntamento a tra un paio d'ore, se muore vi avvertiamo noi. No: inquadra il cupolone, inquadra le facce, cerca la lacrima. La finestra. LA FINESTRA! La luce è accesa, il drappo è fuori, la persiana si è mossa di un grado e mezzo verso Est/NordESt, cosa vorrà dire generale? Non so se sono io che avverto il peso di questi 27 anni, o semplicemente mi sono rotto i coglioni di fissare via della Conciliazione per il lungo. Ma l'atmosfera fiction, la modalità reality che ormai ammorba la televisione - si stia facendo Music Farm, il Festival di Sanremo, il posticipo serale su Sky o, appunto, stia morendo il papa - è insopportabile. A me basterebbe un bel mezzobusto che con buona dizione e scarsa propensione a dire stronzate mi avvertisse che: 1) il papa è morto; 2) il papa è stazionario. Poi magari un servizio che mi dica qualcosa su cosa è stato questo papa, possibilmente senza mettere in sottofondo "Adagio for strings" di Samuel Barber, che ad ogni tragedia ce lo infilano a tradimento. Invece no. Non siamo più in grado di distinguere il vero dal verosimile, la finzione dalla verità, perchè ormai costruiamo tutto allo stesso modo e ce ne nutriamo bulimicamente, senza sintesi. Qualcuno di voi è in grado di dirmi se questo papa è stato un grande papa, un pessimo papa o solo un papa particolarmente longevo? Oggi la melassona che grondava dal talevisore era il distillato di centinaia di ore di diretta parallela, la metà delle quali trascorsa a fare l'esegesi della parole di Navarro, l'altra a santificare il papa morto. Ops, non ancora. La diretta si interrompe solo per la pubblicità delle sottilette, il resto è tutto un deja-vu. Ci si collega con politici, preti, primari, anche qualche pirla. Vespa fa sapere che farà Porta a Porta. Pecoraro Scanio fa sapere che andrà alla messa. Giovanardi fa sapere che aveva una manifestazione di partito a Pistoia ma l'ha fatta annullare. Biagio Antonacci durante il suo concerto si interrompe e fa gli auguri al papa: "Spero che viva altri cent'anni". Le fighe al palasport si commuovono. Diocaro Biagio, ma ti sei drogato? Cento di questi giorni al papa? No. E' che non siamo più capaci di raccontare. Dobbiamo drogare, dopare, pompare, altrimenti non si regge in piedi nulla. I nostri modelli sono "Il Grande fratello" e "Amici", "C'è posta per te" e "La fattoria". Il papa muore non perchè è vecchio e malato, ma forse perchè Dio l'ha nominato. Inquadra il cupolone, manda il servizio sulle encicliche. Prontoooooo, mi senti? Signora, sta piangendo. Essì, era tanto bravo. Se non muore entro qualche ora bisognerà inventarsi qualcosa: e da qualche parte, mi ci giocherei le palle, ci sarà qualcuno che sta pensando a far arrivare un parente dalla Polonia, magari finto, per inquadrarlo mentre piange a 50 euro l'ora.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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venerdì, aprile 01, 2005 (...)
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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