www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
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martedì, maggio 31, 2005 Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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IFFHS Ho avviato una nuova attività imprenditoriale. In occasione della finale di ritorno di Coppa Italia, il 15 giugno, sarò presente nell'antistadio (zona tra i cancelli 4 e 10, vicino a un grill per la porchetta) con una bancarella in cui venderò sciarpe nerazzurre con la dicitura "Miglior squadra del mondo nel periodo 1 giugno 2004 - 31 maggio 2005 secondo le statistiche della Iffhs". Le sciarpe, per motivi grafici (odio le scritte che vanno a capo), saranno lunghe due metri e venti. Questo farà lievitare leggermente il prezzo. Ma con 15-20 euro penso di poterci stare. Basta con "Mai stati in B" o "Juve ti odio", indossa anche tu una sciarpa che ci rende merito. (sospiro)
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lunedì, maggio 30, 2005 GESU' O BARABBA? / 15
(RUBRICA IN NON SO QUANTE PUNTATE ASPETTANDO LA FINALE DI COPPA ITALIA FACENDO PELO E CONTROPELO A TUTTI)
E' quello che ha esordito a San Siro da perfetto sconosciuto e segnando due gol della madonna. E' anche quello che nelle partite importante sparisce: o non le gioca (nessuno si fida ciecamente di uno come lui), oppure le gioca ma è come se non le giocasse. Rewind. E' quello che prende la mira, carica il sinistro e fa gol: mica sempre, ovvio, ma quando lo fa ti alzi in piedi e urli di ammirazione perchè di certi suoi gol, cazzo, ditemi se non è vero, si capisce che saranno gol prima ancora che scocchi il tiro, e questo è privilegio di pochissimi. E' anche quello che non ha le palle, si deprime, si annulla, implode nel suo piccolo mondo da calciatore strapagato, forse il più strapagato al mondo nel rapporto qualità-palle, o qualità-resa: del mega-contratto riconosciutogli da Moratti, il buon Chino è beneficiario e probabilmente anche vittima, tanto da chiedere lui stesso un taglio, una spalmatura, una dilazione di fronte alla sua inadempienza caratteriale ancor più che tecnica. Forse - è una mia teoria - gli avrebbe giovato un'esistenza più normale, un altro anno in una provinciale qualsiasi. Gli avrebbe fatto un gran bene un ambiente meno oppressivo, un profilo più sottotraccia, un destino meno ridondante: firmando quel contratto, ha preso e preteso troppo, mettendo tutti nelle condizioni di pretendere da lui il massimo o anche di più. E per uno geneticamente con tanto talento ma poche palle, ecco, non è stata una mossa avveduta. Recoba è uno di quei giocatori che dividono lo stadio, e se andare allo stadio ha ancora un senso è anche per giocatori come lui, dileggiato da quarantamila persone e osannato dagli altri quarantamila. Per il principio dei vasi comunicanti, se il Chino segna i sostenitori passano da 40 a 60 mila, mentre gli altri ventimila esultano come pazzi mandandolo affanculo. Se il Chino invece fa schifo - cosa che avviene con frequenza pari a quella dei gol - i detrattori diventano 60mila, mentre i 20mila fedelissimi lo mandano affanculo con la morte nel cuore. E' straordinario scendere o salire i gradoni dello stadio e cogliere qua e là i commenti su Recoba, che vanno dal campiùn al pirla con minuziose scale di gradimento o sgradimento, in una stravolgente varietà di toni che non ha precedenti recenti, o forse assoluti. Io lo so che adesso un po' di gente dirà: se lo vendiamo, esplode. Io, non l'ho mai nascosto, pur riconoscendo la superiorità tecnica del giocatore - o forse proprio per questo - propendo per l'ipotesi-pirla. Certe giocate e tre quarti dei gol del Chino sono roba da palati fini, da sollucchero totale. Ma il resto, tutto il resto, è una delusione infinita. Spiace che un campione del genere non sia mai sbocciato del tutto. Spiace che un giocatore di grande classe - l'ennesimo - si sia annullato nelle speranze e nelle ansie dell'Inter. Ma vedo in Recoba un equivoco che pesa moltissimo sull'Inter e sulle sue strategie. Recoba - con Adriano, Martins, Vieri se resta, Cruz se resta, una probabile altra punta in arrivo - non può andare oltre il suo ruolo di jolly alla Giochi Senza Frontiere, uno che ti giochi ogni tanto sperando di raddoppiare. E lui il ruolo da jolly lo soffre, perchè soffre a giocar poco e a entrare a match in corso (del resto, è probabile che soffrirebbe anche a giocare i match dall'inizio, il Chino è uno così). Non può dire di non avere mai avuto chanche. Non può dire, soprattutto, di essersele giocate bene. Non può più essere un titolare fisso, uno da quaranta partite l'anno: non all'Inter, non con allenatori che abbiano in mente uno schema minimamente rigido. Forse potrebbe dare una mano all'Inter andandosene, alleggerendola da un ingaggio sovradimensionato e trovando un generoso compratore. Poi magari esploderà: non me me stupirei e mi limiterei a un'alzata di spalle, considerando che si tratterebbe di una storia molto molto interista. Sentenza di Settore: non dormendoci la notte, lo venderei all'istante. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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venerdì, maggio 27, 2005 CAZZI NOSTRI
1) Abbiamo giocato la semifinale di Coppa Italia col Cagliari alle cinque del pomeriggio di un mercoledì per la concomitanza con la finale di Coppa Uefa. Facciamo che sia giusto così, che sia ridicolo ma abbia un senso. E allora cosa mi dite sul fatto che giocheremo la finale di andata a Roma alle 21.30 (21.30!!!) per la concomitanza con il Gran Premio del Canada? Dico, ma che minchia c’entra
2) Abbiamo accettato un calendario del cazzo, lasciando solo il Mancio a combattere con i mulini a vento e a dire ai giornali che sì, il calendario è molto del cazzo. Non avremo mezza squadra perché le finali di Coppa Italia sono state fissate in concomitanza con
No, niente. Era giusto per ricordare che non contiamo una sega e giocheremo la finale di Coppa Italia con la squadra B.
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CLASSIFICAZIONE DELLO SFOTTO' Non ho tempo di cercare e cancellare, nella valanga dei commenti post-apocalisse, quelli con gli insulti. Sia chiaro: mi dissocio. Io non insulto e gli insulti non mi fanno sorridere, anzi, stonano in questo clima di festa onanistica. Che senso ha insultare un milanista, non vi basta lo strepitoso spettacolo di mercoledì? Faccio un appello: seghe sì, insulti no. Detto questo, emerge nei commenti rossoneri un senso di frustrazione che francamente non mi aspettavo. Dev'essere la disassuefazione all'inculata. Nel post precedente spicca un civilissimo commento milanista in cui si invoca una specie di par condicio dello sfottò: voi interisti dovreste prima vincere e poi sfotterci, nelle condizioni attuali non ne avreste il diritto. Oddio. Io credo che lo sfottò (ribadisco: sfottò, non gli insulti un po' stupidi e livorosi versus Milan che ho letto qua e là) debba essere absolutely uncorrect. Altrimenti che esercizio sarebbe? Una sorta di costruzione piramidale in cui gli juventini possono sfottere tutti, i milanisti tutti tranne gli juventini, gli interisti solo quelli del Chievo e del Pergocrema? Adesso, cari milanisti, non mettetevi a pretendere troppo dalle povere menti interiste, fiaccate da lunghi anni di attese e umiliazioni. L'ho scritto prima: godere nella notte di Istanbul non è stato solo un segone anti-Milan, ma una rivincita sociale e cabalistica contro una Sfiga che sembrava univoca e unidirezionale. E' stato il crollo di una costruzione perfetta (il potere di Berlusconi e Galliani, la forza della squadra), la punizione divina a una supponenza immane. Non avremmo sopportato di vedere Pirlo, Crespo e Seedorf fare il giro d'onore. Lo capite, vero? Ripensate, cari milanisti, a tutte le volte che ci avete cantato "Non vincete mai". Un coro che ci ferisce ogni volta per una sola indiscutibile ragione: perchè è vero, non vinciamo mai. Istanbul ci consentirà, per la prima volta dopo anni, di prenderla così, senza farne un dramma. Non vinciamo mai, e chi se ne frega? Non siamo gli unici a scavarci la fossa un centimetro prima dello striscione dell'arrivo. Son soddisfazioni, direte voi. Bah, sì, son soddisfazioni. Per me, sia chiaro, la strada è ancora lunga. Godere sportivamente e impetuosamente è un'altra cosa: vorrebbe dire cucirsi qualcosa sul petto o sollevare una coppa che mi pare di avere visto in mano a Gerrard. Però, insomma, non potete negarci questo preliminare, questo petting avanzato sul divano. Non potete negarci lo sfottò, adesso che possiamo e adesso che lo meritate. Diobono se lo meritate. Da tre anni tutti ci ricordano, e voi per primi, il 5 maggio. Adesso che siamo pari già vi sentite in ansia? Ellamadonna!
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SENTIRSI MENO SOLI
Oggi ognuno di noi avrà speso fiumi di parole e in questo momento in ogni rotativa si staranno versando fiumi di I paragoni con il 5 maggio? Il problema è ricordarselo. Il nostro 5 maggio è tuttora la punta dell'iceberg: intorno c'è il mare ghiacciato della sfiga, delle sconfitte, delle follie di mercato. E allora il nostro 5 maggio nel piattume del momento storico risalta un casino, tanto da essere freschissimo e ben presente anche oggi, tre anni dopo, tre anni che non sembrano trascorsi per nulla. Il loro 25 maggio è un buco nero in un periodo gravido di vittorie e di trionfi italiani ed esteri. Rischia di essere sì una vergogna immane ma ben nascosta delle paillettes e dai coriandoli, dai nani e dalle ballerine. Il nostro 5 maggio ha il vuoto intorno, il loro 25 maggio ha intorno una specie di rave party dove si urla rutta e poga e nel casino ci si dimentica di La Coruna e Istanbul. Cerchiamo, amici, di farglielo ricordare sempre e comunque. Quando passeranno le ustioni, questi torneranno a vincere. Ma il 25 maggio diventi la nostra Giornata della Memoria. Il 25 maggio diventi simbolo della nostra Resistenza: al Milan, alla rogna, alle facce da culo. Diventi il simbolo di una nuova stagione, dove gli ultimi risalgono la classifica e si danno una mossa. Non resta, a questo punto, che una sola barriera da abbattere. La Sfiga in senso lato si è accorta che non esistiamo solo noi, e va bene, come negarlo? E' stato bello come una scopata di qualità fuori programma, una ventata di adrenalina in una sera in cui pensavamo di andare a letto alle nove. Ma non deve bastarci. Se la Sfiga è girata da un'altra parte, non restiamo lì dietro a fare il gesto dell'ombrello e stop. Proviamo a fare un passo in più, il passo che ci manca. Proviamo a vincere qualcosa, e sarà - davvero - la Primavera di Appiano. Altrimenti il ricordo di questo pazzesco 25 maggio avrà solo l'effetto di una sega. E io non voglio diventare cieco, cazzo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, maggio 26, 2005
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SERATA TURCA
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IL TRAMONTO DI APICELLA
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mercoledì, maggio 25, 2005 IL SEGRETO DEL SUCCESSO
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QUASI MI DISPIACE
(nella foto, reazioni di contenuto sconforto nel soggiorno di Settore) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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MI FACCIO PAURA
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NONSCIALANS
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GESU' O BARABBA? / 14
(RUBRICA IN NON SO QUANTE PUNTATE ASPETTANDO LA FINALE DI CIEMPIONS E FACENDO I TAGLIATORI DI TESTE) A volte lo guardo e mi pongo una domanda che non mi sembra poi così banale: sarà un caso che la quantità di partite giocate da Karagounis sia direttamente proporzionale al casino che fa? Non è l'unica questione di un certo peso. Ne pongo un'altra: se un giocatore è a parametro zero, lo si prende comunque (così come si fa con le offertissime al supermercato, quando riempi il carrello di roba che costa poco o nulla, ma non userai mai)? Domanda che era svaporata vedendolo prendere palla e tirare da venti metri e segnare nella partita inaugurale degli Europei, quando hai un bel dire a spiegare che quello lì è dell'Inter. "Dell'Inteeeeer?" Sì, dell'Inter. Dove siccome non fa casino, o siccome non serve, o siccome ne ha otto davanti, o siccome l'allenatore comunque non lo vede perchè è sgraziato e non ha il Cayenne, non gioca. Karagounis a me sta simpatico. E' brutto da far paura e non tromba letterine (o almeno, non l'ho mai visto fotografato su Eva Tremila a un party di Roberto Cavalli: sinceramente, chi se lo filerebbe?). In campo gioca con quel furore agonistico di chi sa che in tribuna c'è un osservatore dell'Inter a guardarti. E' una modalità che gli deve essere rimasta in stand-by da qualche parte del cervello, ai tempi di quando giocava in Grecia (150 presenze in serie A, 44 nelle coppe internazionali, una ventina in Nazionale, insomma non proprio un pirla qualsiasi quando l'hanno ingaggiato) e in tribuna effettivamente c'era un osservatore dell'Inter, mandato a guardare non so cosa: un buon giocatore, oppure semplicemente un giocatore a parametro zero? La scarsa stima che nutro per gli strateghi interisti non mi consente di trovare una risposta certa. Karagounis ha avuto poche occasioni, e per buona parte di queste non ha avuto nemmeno il tempo di lasciarci decidere se vale l'Inter o no. Io l'anno scorso l'ho visto alzarsi dalla panchina e guidare l'Inter - tutta l'Inter - a un tentativo di rimonta casalinga con l'Udinese, partita poi perduta. In mezzo a una squadra senza palle e senza speranze, Giorgino scendeva sulla destra e sulla sinistra, batteva calci d'angolo e falli laterali, si incuneava al centro e faceva filtro. Giocò come al solito venti minuti, ma il pubblico lo applaudiva a scena aperta perchè almeno lui ci provava, con i suoi limiti insiti e indotti. L'attesa di un'occasione vera non sembra averlo consumato. O meglio, non lo sappiamo, perchè lui è uno che soffre in silenzio, come dovrebbe fare chiunque guadagni un milioncino di euro l'anno come minimo e dovrebbe tutti i giorni andare a baciare lo zerbino di Moratti. Quindi, chi lo sa? Chi lo sa se si è rotto i coglioni e ha chiesto di tornare in Grecia, come quel fenomeno di Georgatos gran terzino e uomo un po' così? O chissà se ha voglia di continuare a fare l'Altafini, a sostituire mezza rosa in corso d'opera, improvvisandosi in tutti i ruoli di metà campo, destra centro sinistra, esponendosi magari ai lazzi di chi non si fida dei greci o dei giocatori brutti? Se resta, non mi dispiace. Uno così, un giorno, quando racconterà ai nipotini di aver giocato nell'Inter, magari ne parlerà anche bene. Sentenza di Settore: dai, resta. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, maggio 24, 2005 DIO LA BENEDICA Sì, occhei, avevo un po' di cose da fare, in effetti. Tipo sottolineare la vittoria a Genova, dove in eguali situazioni ma altre stagioni avremmo perso sette a zero, o continuare con Gesù e Barabba che sta per arrivare ai personaggi-clou. Invece no, uno spiacevole impegno di lavoro mi ha proiettato in un mondo fatato, irreale, pieno di fighe in maniera quasi eccessiva, perchè il mondo vero non è così, ma ieri invece lo era, un mondo votato a una percentuale di topa mai vista, un livello qualitativo mai così alto, che se ieri per caso un alieno fosse capitato lì avrebbe passato parola e ci avrebbero invaso nel giro di cinque minuti. Va da sè che il mio ruolo, in questo giorno trascorso a Fighilandia, sia stato del tutto contemplativo. Anzi, ieri notte mentre in una discoteca mooooolto trendy vedevo dimenarsi davanti a me una cantante appena appena famosa ma terribilmente gnocca, a un certo punto mi sono girato verso un collega alla mia sinistra, che stava guardando quel tronco di figa con occhi melliflui, come se stesse decidendo di lasciare moglie e figli per fuggire con lei in qualche landa desolata ma dotata di camera da letto, e gli ho detto: "Basta così, mi arrendo, chiedo se mi accompagnano in albergo". "Perchè?" "Basta, è troppo. Voglio andare via". Va anche da sè che sia stato un attimo di debolezza, perchè la cantante non ha cantato una canzone ma tre, e nelle successive due ha mostrato un corpo adatto all'eptathlon e al kamasutra, e io sono piombato in un'estasi pseudoerotica guardando quelle due cosce perfette e quel culo di turgore proporzionato al momento di climax cerebrale. E poi, mentre assistevo impotente allo spettacolo di quel telaio piuccheperfetto, mi veniva in mente che già nel pomeriggio avevo vissuto il mio momento in controcorrente, come un salmone umano, e mica potevo esagerare. Nel tardo pomeriggio - vado a raccontare - il programma prevedeva un lungo aperitivo. Al che io, mentre vedevo frotte di persone prendere gli ascendori per andarsi a docciare e incravattare, salivo le scale di corsa, mi fiondavo in camera e cominciavo a vivere il mio momento controcorrente. Perchè, mi dicevo, intrupparsi in un inutile e interminabile aperitivo al porto? Perchè c'è un mucchio di figa, rispose il maschio che c'è in me. Ma l'uomo vero che c'è in me, l'uomo vero, lo spirito libero e un po' coglione, gli controbatteva: Perchè, ti ripeto, andare all'aperitivo quando c'è un lungomare bello, dritto, pianeggiante, a perdita d'occhio, largo, confortevole, con ampia pista ciclabile di fianco, mai un'asperità, un dosso, una salitella, niente? E mentre sentivo scemare la vocina del maschio, che implorava di portarlo a vedere la figa, aveva già indossato maglietta, pantaloncini, scarpe e lettore Mp3 e mi rifiondavo giù della scale e dalla hall direttamente sul lungomare, dove effettuavo uno stretching breve ma significativo e via, hop hop, dietro a uno con un fisico della madonna, che secondo me andava almeno a 5'20" al chilometro. Il mare, a dire la verità, non lo vedevo, coperto com'era da milioni di cabine variopinte, ma lo sentivo nelle narici e nei polmoni, perchè un padano abituato allo sterrato e alle nutrie queste cose le sente subito. Al bar ci sono passato, e in effetti c'era qualcuno già bello incravattato col gin tonic in mano, e io sono transitato ansimante ma sereno, e loro: "Ma scusa, quello non è Settoruccio?" E ho ripreso la via dell'albergo, sono passato correndo nella hall, incrociando sguardi ricchi di interrogativi, sono entrato di corsa in camera e nel box doccia, mi sono vestito in men che non si dica come Clark Kent e mi sono presentato in perfetto orario alla navetta per il locale mooooolto trendy, sfoggiando una cravatta indubbiamente bella che si intonava con i capelli bagnati. "Ma tu sei matto". "C'era figa?" "Sì". "Evabbe'. Quando ho visto il lungomare non ce l'ho fatta" "Ma tu sei matto". Poi, durante la serata nella discoteca moooolto trendy, ho conosciuto uno che ha fatto la maratona di New York. Ho distolto l'attenzione da tette e culi e mi sono diretto da lui e mi sono presentato. "Ciao, sono un tuo ammiratore". Diobono, avrà pensato, qui è pieno di figa e lui ammira me, sarà mica culo? Poi gli ho spiegato e a lui si sono illuminati gli occhi. Mi ha raccontato come si fa. "E' tutta questione di testa". "Anche di ginocchia". "No, prima la testa". Nella navetta del ritorno avevo in mente il lungomare, la maratona di New York e lo stuolo di fighe che lasciavo chiuse là dentro, nella discoteca mooolto trendy. In un attimo ho sentito le endorfine della corsa, le bollicine del Moet Chandon e il benefico effetto contemplativo della gnocca intesa come nome collettivo. Giuro, per qualche minuto mi sono sentito bene, ma bene bene.
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lunedì, maggio 23, 2005 IL PONTE DEI SOSPIRI
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sabato, maggio 21, 2005 LEGGERE DIFFERENZE
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venerdì, maggio 20, 2005 BRAVO
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GESU' O BARABBA? / 13
(RUBRICA IN NON SO QUANTE PUNTATE CHE CI CONSENTE DI ESPRIMERE LE NOSTRE BELLE PERPLESSITA') Strana creatura. Sembri giochi al rallentatore, come se la partita non lo riguardasse e volesse riconsegnare maglia e pantaloncini intonsi al magazziniere. E tu ogni tanto sei costretto ad alzarti e urlare "E corri, cazzo!", che a volte è legittimo e altre no, perchè in effetti ha una movenza felina che produce un movimento fisico superiore a quanto l'occhio umano possa considerare. E' lento, ma apparentemente: una condizione che si rivela un'ottima arma a doppio taglio. Ha tocco e classe, ma non è che brilli di luce propria. E non è quel tipo di uomo che - pur segnando con discreta frequenza - ti consente di affermare a cuor leggero: toh, un signor giocatore. Cosa che peraltro io avevo detto a gran voce una sera, inginocchiato sul tappeto e abbracciando il televisore, sbaciucchiando lo schermo ed erotizzando il telecomando, quando con Zaccheroni sulla tolda eravamo andati a vincere - ma che dico vincere: a maramaldeggiare - a Torino, chez Juve, dopo anni e anni e anni e anni di totale carestia. Il Giardiniere giocò una partita favolosa, segnando, facendo segnare, andando a prendersi i palloni in difesa eppure tenendo alta la squadra, un prodigio che non ho più rivisto. (Ecco, sono andato a capo perchè quello che è sucecsso dopo quella formidabile partita di Torino con la Juve non è tutta colpa del silenzioso Julio. Dopo sei vittorie consecutive la società Inter Fc decise si smontare il giocattolo che funzionava e di rimetterne assieme un altro dopo Natale. La società Inter Fc decise, per ringraziare Cruz e Martins dell'ottimo rendimento in campionato, di comprare Adriano a gennaio. E se c'era una cosa che funzionava alla grande in quell'Inter era l'attacco. Cruz andò in depressione, dimenticato in panca, poi infortunato, e chi l'ha più visto. Intendo "quel" Cruz, quello di Torino, così come quello di Londra, un attaccante moderno e voglioso, contento di ritrovarsi su una ribalta importante da protagonista.) Chiusa la parentesi: che ne facciamo di Julio? Hanno cercato in tutti i modi di venderlo senza riuscirci. Chi se la sarebbe sentita di rischiare su un attaccante costoso, ben pagato e depresso? Alla fine è venuto buono anche lui e in questo epilogo di campionato ci ha tolto qualche castagna dal fuoco. Cruz per me resta un incompiuto, un mezzo campione, forse un po' meno, un 40% di campione. Non amo queste creature leggiadre, soprattutto all'attacco dove bisogna darle e prenderle. Non mi sento totalmente rappresentato da questo musone argentino che bravo è bravo, ma non so dove abbia il cuore, nè come lo impieghi. D'altra parte non posso nascondere il peso specifico delle sue doti. I casi della vita e del calcio ci hanno consentito quest'anno di tenere uno così - uno così bravo, intendo - come quinto attaccante della rosa, prima che Adriano e Recoba si frantumassero e prima che Martins e soprattutto Vieri scricchiolassero. Da quinto è ritrovato molto spesso nei primi due, e lo ringraziamo per la pazienza e lo spirito di servizio. Indolente o no (chi può dirlo?), è comunque uno che non fa casini e che alla bisogna si fa trovare abbastanza pronto, anche a segnare. Non riesco a tirare una riga e fare serenamente la somma di tutto quello che ho detto: forse è un lusso, forse è uno spreco. Forse è un mediocre e forse gli va bene così. Sentenza di Settore: dipende se qualcuno lo vuole e dipende da chi arriva. E' utile ma anche vendibile. E' nato prima l'uovo o la gallina? Prendiamo un altro perchè vendiamo Cruz, o vendiamo Cruz perchè abbiamo preso un altro? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, maggio 19, 2005 INTERISTI NEL MONDO
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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COM'E' TRISTE ADRIANO
1) La stampa vuole montare a tutti i costi un caso Adriano. Ma vaffanculo. 2) La società ha in mente di cedere Adriano. Oh, va-ffan-cu-lo. 3) Adriano se ne vuole andare. Adriano, vaffanculo! 4) Adriano fa semplicemente i capricci. MA VAFFANCULO VA'. 5) Mancini fa un po' il pirla. (vaffanculo Mancio, ma sottovoce). Non so se si nota, ma queste vicende mi inquietano non poco. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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GESU' O BARABBA? / 12
(RUBRICA IN NON SO QUANTE PUNTATE CHE SE FOSSIMO CAZZUTI FAREMMO COPINCOLLA E LA SPEDIREMMO IN VIA DURINI) Le stagioni di Zanettino seguono un copione consolidato: a) lungo infortunio, b) lenta ripresa, c) riconquista del posto fisso. Vabbe', non sarà colpa sua, ma che ogni anno lui se ne stia per tre mesi in bacino di carenaggio con i suoi muscoletti strappati o stirati, oddio, mi fa un po' girare le palle. In una squadra che ha ultimamente sfoderato centrocampi alla cazzo, ci è sempre toccato dividere i campionati in A. C. (avanti Cristiano) e D. C. (dopo Cristiano). Il personaggio è scarsamente mediatico: l'ho visto con i miei occhi accelerare con il suo Cayenne davanti a bambini con il taccuino e la biro spianati. Parla poco e non capisci se è timidezza, scontrosità o semplicemente non gliene frega un cazzo. Hai sempre l'impressione di uno che ti vuole dire che "a Roma stavo meglio" e che di Milano e dell'Inter, questa squadraccia che un giorno ha deciso di comprare il suo cartellino, apprezzi soltanto la puntualità dell'accredito su c/c. Ha sorprendentemente una sua vita sociale e, come la media dei calciatori, tromba anche lui qualche valletta e poi la lascia in un mare di lacrime. Però, devo dire, a me piace vederlo in campo, perchè c'è anche bisogno di chi fa il lavoro sporco e lui indubbiamente lo fa. Mi piace quando rifila il calcione e poi alza le mani in segno di innocenza. Mi piace quando morde gli altrui garretti, saggia le altrui caviglie, si prende gli altrui smadonnamenti e qualche cartellino giallo. Non sono nemmeno troppo d'accordo con chi dice che è un animale dai piedi ruvidi: secondo me ha una discreta media di passaggi in verticale, e anche di discreto successo. Non segna mai, ma non è importante: in campo è uno che non si risparmia. Ogni anno, puntuale come il suo lungo infortunio, arriva anche la voce di una sua cessione. Per le ragioni A (è fisicamente fragile e antipatico) non me ne farei un cruccio. Per le ragioni B (è un signor incontrista) mi incazzarei abbastanza, soprattutto perchè le pretendenti sono sempre oncorrenti dirette, e allora vaffanculo, io alla Juve o al Milan un Cristiano Zanetti non glielo darei. Con lui a disposizione è sempre andata meglio, anche quest'anno, quando il Mancio ha diminuito il tasso di fighette e aumentato quelle delle body-guard. Con i Cristiani Zanetti non si vincono gli scudetti (spero si apprezzi la ricerca stilistica della rima), però questa genìa di giocatori è da tutelare, soprattutto in una squadra come la nostra cui rimproveriamo spesso l'assenza di cazzutaggine. Non si può lasciare Cambiasso da solo per una stagione intera a cantare e, soprattutto, portare la croce. Sentenza di Settore: sarebbe un caso da Inter Lab, ma com'è noto non ce l'abbiamo. Io lo terrei, anyway. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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09:36
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mercoledì, maggio 18, 2005 MISSIONE COMPIUTA In finale, tranquilli.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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GESU' O BARABBA? / 11
(RUBRICA IN NON SO QUANTE PUNTATE E INFATTI MI GIUOCO UN'ALTRA DOPPIETTA PER GUADAGNARE UN PO' DI TEMPO) Eccone altri due che non cederanno di certo. Però parliamone. Cominciamo da Oba, che ha sfondato il muro dei 20 gol stagionali, decisamente un bell'andare: restiamo in diligente attesa che qualcuno gli apra la mente, gli nasconda il paraocchi e gli recinti lo strapotere fisico, così che di gol ne possa fare anche trenta o più a stagione e ne faccia fare una decina in più anche agli altri. Unico caso di attaccante che corre più veloce del pallone e che si dribbla da solo senza che nessuno glielo chieda, è un fenomeno nell'accezione più ampia del termine ed è sicuramente meglio trovarlo che perderlo. Non mi dilungherei troppo su Oba - per il quale mi incatenerei al cancello della Pinetina - perchè Dejan richiede un po' di spazio in più. Per esempio, domandina: chi è realmente contento di Stankovic? Fatte le dovute proporzioni (il suo è un rendimento costante, almeno, e non incline a psicodrammi) lo si potrebbe definire un piccolo Recoba del centrocampo, un Pinturicchio nerazzurro, un Godot che non arriva anche se sai che c'è, lo vedi in zona, è uno che si sacrifica, è sempre pronto. Ragioniamo. Se il parametro è "buon giocatore", allora Stankovic vale l'investimento. Avercene, di Stankovic. Se il parametro è invece "giocatore che fa la differenza", qualche dubbio ce l'avrei. Del resto, l'abbiamo preso perchè facesse la differenza. O no? E io tutta 'sta differenza non l'ho mai vista, se non in qualche rara partita (torniamo al triste - e inadeguato - paragone recobiano). Preso lo scorso anno a metà stagione, ci ha messo metà stagione per inserirsi. E occhei. Quest'anno mi sentivo di pretendere un po' di più dal buon Dejan, del quale però mi sono ormai dimenticato il ruolo originario e/o ideale. Mancio l'ha utilizzato sempre e in ogni condizione tecnico/tattica, probabilmente anche come mozzo sullo yacht da 35 metri. Col risultato di spremerlo come un limone e peggiorarne le condizioni fisiche, eppure preferendolo sempre a gente più fresca e meno provata. Se n'è andata così una stagione e mezza di cui non saprei fare un degno riassunto. Sono combattuto tra considerazioni contrapposte. E' un bel giocatore, ma non mi soddisfa in pieno. Secondo me non è soddisfatto nemmeno lui. La sua storia mi appassiona perchè mi rivedo in Dejan: a scuola ero uno che "signora, suo figlio non ha problemi ma potrebbe fare moooooolto di più". Se mi chiedete di scrivere cinque formazioni ideali dell'Inter, probabilmente scriverei il suo nome cinque volte. Ma giuro, se uno per strada mi chiedesse "Scusa, ma in che ruolo gioca Stankovic?" io mi guarderei attorno alla ricerca di un suggeritore, uno che ne mastica e mi sappia indirizzare verso una risposta intelligente e, soprattutto, esatta. Direi qualcosa sottovoce, un qualcosa di indeterminato. "La accendiamo?". No guarda, parliamone dopo la pubblicità. Sentenza di Settore: Dejan, batti un colpo. Oba, ogni tanto guarda a destra e sinistra, come se dovessi attraversare. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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RICORSI (EVERYBODY TOUCH YOUR BALLS) Giusto 66 anni fa, il 18 maggio 1939, l'Ambrosiana-Inter conquistava la prima Coppa Italia, battendo il Novara (2-1) in finale a Roma. No, per dire. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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CAMPIONI
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martedì, maggio 17, 2005 TROP SECRET
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14:53
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GESU' O BARABBA? / 10
(RUBRICA IN NON SO QUANTE PUNTATE PER SFOLTIRE E RINFOLTIRE CHE CESARE RAGAZZI CI FA UNA PIPPA) Ancora oggi, nello scrivere il nome con caratteri azzurri su fondo nero, proprio qui sopra, non mi capacito che questo giuocatore compaia effettivamente nella rosa della Beneamata. Allora rovisto nei ricordi e sì, recupero e realizzo. E ricapitolo. E' arrivato all'Inter al culmine dell'estate dopo un lungo inseguimento e nella piena convinzione che potesse trattarsi dell'uomo giusto al posto giusto, per averlo visto prendersi in spalla il Barcellona a metà della stagione precedente e portarlo di peso dalla zona retrocessione alla Ciempions. E poi che libidine: prendersi un crack del centrocampo scaricato prima dal Milan e poi dalla Juve! Fantastico! Fantastico una sega. Si è trasformato nell'affare più inutile del decennio e spero che resti a futura memoria come il simulacro dell'ultimo contratto fatto firmare alla cazzo, per un numero sconsiderato di anni e per una cifra smodatamente irragionevole. Davids l'abbiamo solo intravisto. Non ha mai giocato tre partite di fila per poi sparire nel nulla, anzi nella nebbia di un Bologna-Inter di Coppa Italia, in un freddo atroce e nel disinteresse generale. Dicono di lui che abbia perso molti centimetri di giro coscia (ecco cosa vuol dire farsi scaricare dalla Juve). E' finito nel minipimer delle paturnie manciniane, ma senza troppi rimpianti nè sollevazioni popolari, e anzi più in silenzio di un Jimmy Fontana qualsiasi. Curioso questo repentino tramonto di un grande centrocampista in una squadra che di grandi centrocampisti, negli ultimi anni, aveva avuto un gran bisogno. Ma dopo la carestia è stato l'overbooking. E' arrivato insieme a Veron e Cambiasso, ha trovato C. Zanetti e Stankovic. Si è sentito di troppo. Non ha fatto molto per conquistarsi il posto. Ha avuto qualche problema fisico. E' deperito. Ha giocato meno di Lamouchi. E, quel che è peggio, come Lamouchi. Una prece. Sentenza di Settore: venderlo/regalarlo a non meno di 1000 km. da Milano. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, maggio 16, 2005 RICORRENZE
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CERTEZZE MATEMATICHE
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venerdì, maggio 13, 2005 LA CURVATURA DEL CERCHIO Quando penso alla Curva mi tocca sempre scindere un sacco di concetti e sensazioni. Mi tocca scremare. Mi tengo il colore, i cori, il casino, gli striscioni. Mi tengo anche i suoi umori, che non sempre coincidono con i miei, ma contano più dei miei perchè la Curva è pur sempre la Curva. Quello che non tengo e non reggo sono le svastiche, i motorini dal terzo anello, la violenza, la volgarità (che non è dire cazzo o culo, ma ben altro). Moratti dopo il derby incriminato fa bene a dire che non molla per rispetto dal 99, 9% per cento dei tifosi interisti, che non sono quelli che tirano i bengala e fanno squalificare il campo. Ma Moratti chiarisca che l'altro 0,1% non alza il telefono e parla con i dirigenti e (forse) ottiene anche qualcosa. Ce lo dica con chiarezza, non con il solito comunicatino su Inter.it al quale non crede più nessuno. Che ci sia un'inchiesta su presunte intimidazione da parte di alcuni capi della curva alla società non mi stupisce per niente. Più che i bengala e i motorini, la cosa che recentemente mi aveva più fatto incazzare era l'audizione dei capi ultrà sul pullman della squadra, davanti allo stadio, poco prima di una partita. Va bene la democrazia, ma che ognuno faccia il suo mestiere. Va bene che la società sganci qualche bigliettone alla curva per le coreografie e le trasferte, va benissimo, ma che poi tutto fili liscio. Il meccanismo non prevede di salire sul pullman della squadra ad alzare la voce, o a tenere pronti cento bengala per far sospendere la partita alla prima occasione. Per me la curva è colore, cori, casino, striscioni. E anche qualche bel vaffanculo, che magari non condivido ma che rispetto. Se la curva diventa qualcos'altro, non ci siamo. Anche perchè vicende come queste sono un colpo al cuore di una delle questioni che più ci premono: e cioè che in questo calcio sempre più business e finzione ci sia ancora un luogo fisico, lo stadio. Un luogo dove stare scomodi, prendere freddo, battere i piedi ma anche urlare, cazzo, urlare per un gol o un passaggio sbagliato. Quando vedo un ragioniere contorcersi per un cross di Kily vedo la passione. Quando vedo uno in curva portarsi dentro qualsiasi cosa (però perquisiscono me) e dire e fare qualsiasi cosa, vedo lo sfascio. Storie come questa allontanano la gente dagli stadi. E il giorno che ce ne staremo tutti a casa a vedere Sky, sappiate che avremo fatto il gioco di qualcun altro. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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AHI MARIA
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SE NON TI BASTA ESSERE ROMENO Davanti al giudice del tribunale di Crema compare un romeno, 34 anni, clandestino. Ha un solo piccolo precedente penale, ma di questo ne parliamo dopo. Lui è davanti al giudice per avere violato le regole sull'ingresso e la permanenza in Italia. Non c'è molto da dire: è clandestino, non ha uno straccio di documento, stop. Il giudice, nel caso in questione, ha solo un'alternativa: condannarlo e mandarlo in carcere, oppure condannarlo, evitargli il carcere ed espellerlo. Il processo si risove nel giro di pochi minuti, entrambi - l'imputato e il giudice - hanno ben poco da dire, il caso è solare, in pratica già risolto. Il giudice - una donna - capisce che in fondo il romeno è un brav'uomo. A un certo punto gli chiede conto del piccolo precedente penale, un furtarello, roba da poco. "Sì, è vero, ho rubato una cosa qualche mese fa" "E cosa ho rubato?" "Una maglia dell'Inter". "Ah!" "Quella di Vieri, numero 32" "Lei è interista?" "Sì". Romeno, clandestino e interista. Il tribunale di Crema con una mano lo perdona - condanato, ma niente carcere - e con l'altro lo bastona - espulso -. Noi interisti ci reputiamo mediamente un po' sfigati. Ma pensate a un romeno di 34 anni che varca la frontiera di Tarvisio con la maglia numero 32 addosso. Ho un groppo in gola, diobono. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, maggio 12, 2005 Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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CALCIO DI MURDOCH
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GESU' O BARABBA? / 9
(RUBRICA IN NON SO QUANTE PUNTATE PER DECIDERE COSA FARE DI QUESTA BANDA DI SMIDOLLATI) Affrontiamo ora in un'unica sessione l'argomento portieri. Però, ragazzi, non ci possiamo nascondere. Teniamo conto che finora l'unico verdetto pressochè unanime lo abbiamo dato su Toldo: vendere. Ci siamo molto divisi su Sinisa, Emre, Vdm. Su Toldo no, il 90 per cento ha votato pollice verso. E quindi andiamo a vedere gli altri due componenti del più strampalato parco-portieri della serie A, dove hanno convissuto un portierone glorioso e e da tempo sfiduciato (in senso transitivo e intransitivo), un vice bizzarro e anziano e promosso e poi trombato, un terzo incomodo ex-bambino prodigio (e tuttora ampiamente il più giovane dei tre) protagonista di una operazione di mercato che resterà negli annali, perchè mai nessuno ha scambiato alla pari un capitano della Nazionale con un terzo portiere. Fontana, vabbe', si è segato da solo ieri. Quando ad Appiano hanno aperto QS (pensavo fosse una marca di benzina, poi mi hanno spiegato che è il quotidiano sportivo del gruppo Monti) la rabbia sarà montata a mille: 'sti stronzi sono andati a intervistare l'unico interista con le palle girate all'immediata vigilia della semifinale di Coppa Italia, ultimo obiettivo utile da affrontare in necessaria serenità. Fontana era diventato titolare nel bel mezzo dell'autunno, quando l'Inter incassava gol a grappoli e Toldo aveva la fedina sporca. Il Mancio gli ha fatto fare qualche partita (compreso il derby), lui si è destreggiato benino ma poi trac!, l'han tolto per sempre, preferendogli Carini quando c'è stata la possibilità di far giocare un portiere che non fosse il Francescone. Immagino che si stiano mandando affanculo da qualche mese, lui e il Mancio. Peraltro, insultare l'allenatore sul giornale a stagione in corso non è una bella cosa, nè saggia. Ronaldo poteva dire "o Cuper o io", Jimmy no. Quanto a Carini, ragioniamo. Ammesso che mandino via Toldo come noi desideriamo, non credo che il reparto portieri venga completamente smantellato per trovarne altri tre nuovi di pacca. Carini è giovane e mantiene discrete prospettive. Scarso non è. Certo, bisognerebbe farlo giocare. La figura del portiere di riserva a vita - come dimenticare gli Alessandrelli e i Bodini - non c'è più, o almeno non sotto i trent'anni. Abbiamo poi un portiere di proprietà al Chievo, dove a fatica conquista la panchina. La situazione non mi sembra delle più fluide. Speriamo che arrivi un portiere vero, cazzarola, sennò trascorreremo un'altra stagione a toccarci i coglioni ad ogni cross. Sentenza di Settore: Fontana era vecchio e si è appena suicidato, per esclusione terrei l'altro, l'uruguagio. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, maggio 11, 2005 MEGLIO OUTING CHE MAI
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15:38
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GESU' O BARABBA? / 8
(RUBRICA IN NON SO QUANTE PUNTATE PER OPERARE UNA CRUDELE SELEZIONE NELL'AMBITO DEI NOSTRI BENIAMINI) E' arrivato all'Inter al culmine di un'operazione tecnico-tattica che sconfina nel nepotismo e nella mafia. Eccelso calciatore di punizioni e calci d'angolo (ne tira una ventina a partita, nessuno osa più toglierli anche se ci mette un paio di minuti a percorrere il campo trotterellando per raggiungere il pallone), uomo d'esperienza e di carisma e di battaglia, è anche un difensore lento e pesante e ormai poco incline all'elevazione. Se Daniele Del Giudice volesse scrivere il sequel di "Staccando l'ombra da terra" di certo non si ispirirebbe a Sinisa, le cui doti elastiche sono più simili a quelle di una pedina del Subbuteo. Si salva, Sinisa, perchè è giuocatore di grande esperienza e possessore di un notevole senso della posizione, tipico di chi ha accumulato qualche centinaio di partite ad alto livello e potrebbe stare in campo ad occhi chiusi. Che abbia accumulato qualche centinaio di partite, peraltro, lo si capisce ad occhio nudo. Se Sorondo avesse il suo fisico non giocherebbe nemmeno nel Cervia. Pesa su Sinisa questo rapporto perverso che lo lega a Mancini, che l'ha portato a Milano come uomo di fiducia, braccio destro, piede sinistro e body guard. Pesa su noi interisti la sua prima parte di stagione (come dimenticare la limpida prestazione in Chievo-Inter?), trascorsa alla ricerca di una improbabile forma, così come quella di tutta la difesa. Per la sua ottima conoscenza della lingua slava e delle pratiche di nonnismo, potrebbe essere un ottimo team manager. Voglio dire, se Branca è un dirigente perchè Sinisa non potrebbe fare il guardiano dei salariati? Del resto il Mancio lo ha voluto per quello, per fargli da spalla. Walter Chiari aveva Campanini, Ric aveva Gian e Mancio ha avuto Sinisa. Che ringraziamo per i gol su punizione, che sono sempre un bel vedere, e per quei suoi calci d'angolo terribilmente a rientrare, che provocano il morbo di Montezuma ai portieri e hanno fatto diventare Cordoba un cannoniere. Un Mihajlovic con un anno di più (e qualche ettogrammo di più) (e qualche cintura Gibaud in più) non so se serva all'Inter, francamente. Per le punizioni siamo attrezzati. Il problema è che dobbiamo attrezzarci in difesa, a lungo termine, e Sinisa è in scadenza, forse già scaduto. Sentenza di Settore: liberarlo da sciocchi vincoli contrattuali. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, maggio 10, 2005 VIVA LA DIFFERENZA 'Sta cosa del subcomandante Marcos che scrive da chissà dove e chiede a Moratti di organizzare una partita tra Zapatisti e Inter Fc, vabbe', magari fa sorridere. La situazione è tipicamente irreale: nel calcio moderno non è possibile una partita clandestina, tantopiù se una delle due squadre è l'Inter. Non è possibile una partita dove non ci sia la tv, dove almeno 24 telecamere scrutino tra ogni filo d'erba, dove si inquadri il tricipite o il labiale, ci si giochi il campionato o il trofeo Birra Moretti. Non vedremo mai l'Inter prendere l'aereo destinazione Amerindia, come vorrebbe il Subcomandante, e prendere un bus scalcinato destinazione giungla, e schierarsi a metacampo in maglia nerazzurra contro una squadra con undici magliette diverse e undici passamontagna scuri, uno per ogni testa. Non nego che - pur liberal, sinistrorso, progressive - questa situazione un po' mi inquieti. Anche se, oggettivamente e comunque la si pensi, una società ricca e famosa che intrattiene rapporti con la guerriglia zapatista è una società che ha un cuore e un'anima, una squadra magari un po' fricchettona e vacua, eppure originale e meritevole di simpatia. L'Inter non vince un cazzo ma tiene orgogliosamente i contatti con il subcomandante Marcos, sostiene Emergency, insegna il calcio ai bambini di strada di mezzo mondo. Sì, siamo originali. E Moratti sarà un presidente fallace, ma un uomo vero. Ridete pure, ma perchè non vantarsi di una deriva sentimentale in questo calcio affaristico e molto finto, un calcio-wrestling dove fai fatica a distinguere i pugni dalle carezze e dalle prese per il culo? Infatti, chissà perchè, mi si stringe il cuore a pensare al subcomandante Marcos che ha una maglia nerazzurra nella sua tenda clandestina e a Moratti che un mese sì e l'altro pure stacca un assegno a Gino Strada. Mi si stringe il cuore se clicco un'altro link e vedo che la Lega (Galliani) ha concesso al Milan (Galliani) l'anticipo al venerdì della partita Milan-Palermo in vista della finale di Ciempions. Clicco il sito del Milan e leggo un titolone: "Palermo da applausi". Penso all'espressione di Suma mentre si inventa il titolo. Penso alla funzione del passamontagna, che nella giungla tropicale difende la privacy del guerriglieri ma che potrebbe anche servire a coprire, qui in Padania, qualche bella faccia da culo.
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23:29
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AVE, MARIA
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14:30
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GESU' O BARABBA? / 7
(RUBRICA IN NON SO QUANTE PUNTATE PER FARE E DISFARE CHE, COM'E' NOTO, E' TUTTO UN LAVORARE) Più che fantamercato (non credo proprio che lo cedereranno a chicchessia) questo è un controllo degli umori. Il Capitano è un soprammobile, è un prezzemolo, fa parte della mobilia della nostra casa o delle erbe del nostro orto. Da molti anni ormai - da quanto arrivò sconosciuto insieme ad Avioncito Rambert, altrettanto sconosciuto, pace all'anima sua - la maglia n. 4 ha un padrone fisso. Se il parametro è la serietà, la vita d'atleta, il buon senso, la dedizione, la generosità lui è uno che lo stipendio se l'è sempre guadagnato. Avercene di gente così, sempre presente, quasi mai infortunata, mai una polemica, mai un casino, testa bassa e pedalare. Avercene di gente con due cosce del genere e quei due spoiler al posto degli zigomi, un Cx facciale molto basso che passerebbe l'esame in qualsiasi galleria del vento. Non si può nemmeno nascondere che una certa parte - non trascurabile - di interisti farebbe tranquillamente a meno di lui. Non è un campionissimo. Non è un personaggio. E' diventato capitano più per anzianità che per furor di popolo. E' un maresciallo, e da maresciallo ha aggiunto binari sulle spalline fino a raggiungere il massimo grado. Un firmaiolo del calcio, dove non firma quasi più nessuno in attesa di vendersi al miglior offerente. Pesa sul Capitano anche la inevitabile identificazione con un periodo buio dell'Inter, un periodo morattiano legato solo a una Coppa Uefa (lui a Parigi segnò uno dei suoi rari gol) e a tanti strazianti delusioni, su tutte quella del 5 maggio. Quando scende sulla fascia destra palla al piede, due terzi dello stadio lo incita e l'altro terzo aspetta che perda palla (succede spesso) per mandarlo affanculo. Non lo si può odiare perchè è uno che ci mette il cuore e la maglia nerazzurra - forse per abitudine visiva - sembra avercela tatuata sul torace. Non lo si può idolatrare perchè non è un dio, dai, diciamolo. Ha avuto la fortuna di arrivare all'Inter e di giocarci 450 partite, cifra immane. Ha avuto la sfortuna di arrivare all'Inter, di giocare 450 partite e di vincere solo una Coppa Uefa, sfiga immane. E' arrivato da mediano, è diventato terzino puro, un po' poco difensore per la difesa a quattro, un po' poco attaccante per la difesa a tre. In carriera pagherà storicamente per i suoi limiti, ma anche per quelli di chi gli ha giocato in fianco di volta in volta, in difese spesso improponibili e sguarnite al di là dei suoi ipotetici demeriti. Sarà l'ansia, la nostra, ma un sacco di volte ho sentito dire da interisti che "con gente come Zanetti non vinceremo mai niente". Io non sono così drastico. Almeno a livello morale, vorrei un po' più di gente come J. Zanetti. A livello tecnico e materiale invece possiamo stare qui a discutere per ore. Non è il peggior problema dell'Inter, anche se mi rendo conto che avremmo bisogno di incursori, assaltatori e soprattutto di eroi. Con i marescialli si fa quel che si può. Sentenza di Settore: teniamolo (sospiro) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, maggio 09, 2005 MOSTRI ALLE CALCAGNA Aspetto, cazzo, aspetto aspetto aspetto il decorso della digestione, l'aspetto per ore in via precauzionale e preventiva, fin quasi a sentire un accenno di fame in vista della cena. Allora carico la borraccia e il lettore di Mp3 e parto, ma mi accorgo che non va lo stesso. Non decollo. Mercoledì, per esempio, a pranzo avevo mangiato come un maiale in un ristorante tipico pieno di cosine buone e pieno di gente che te le portava direttamente a tavola senza che tu le chiedessi, e pensavo di averla scampata solo per il fatto di avere rifiutato il lardo e il salame cotto. Avevo aspettato aspettato aspettato, ma poi correndo avevo sofferto l'ira di Iddio e a un certo punto mi ero dovuto quasi fermare, passando dalla corsa a un passo accelerato e leggermente claudicante, facendo ampi gesti circolari con le braccia in cerca del fiato e dello spasmo necessario a farmi passare i dolori diffusi, milza fegato pancia e anche intercostali, in una posizione un po' protesa alla ricerca di ossigeno, una perfetta via di mezzo tra Maurizio Damilano e il Gobbo di Notredame. Ieri sera ci ho riprovato. A pranzo ero stato più leggero, ma avevo bevuto vino. E dev'essere stato l'effetto del vino a un certo punto a bloccarmi, a stritolarmi la milza, a trapassarmi il costato in più punti. Ma non mi sono fermato. Ho continuato. Male, pesante, balengo, sofferente, ma ho continuato. Ho ripreso morale metro dopo metro e mi sono inoltrato nel secondo boschetto, anche se il tramonto era già in fase avanzata e le gambe erano molto poco toniche. Mi superavano famigliole in bici e io lì a macinare metri e a guardare la mia ombra sul campo che costeggia il sentiero. Guarda come corro male, mi dicevo. Tira su 'sta testa, tira su le ginocchia. L'ombra confermava l'approdo a una postura migliore mentre era arrivato il momento del dietrofront. Temperatura ideale. Bella la musica. Tocco la staccionata e ritorno alla base, al parcheggio. Ci sono altri 4,5 km. e sta venendo buio, ma non riesco a cambiare marcia. Mi sento pesante. Finchè non accade l'imponderabile. Ai lati del sentiero spuntano e mi seguono per qualche metro due nutrie grosse come marmotte steroidate in sovrappeso. Diobono!, allungo il passo. In cuffia passa "Who can it be now?" e io rispondo mentalmente: "Cazzo, due nutrie, ecco chi c'è. Mi vogliono mangiare". Non ho tempo per girarmi a valutare la situazione. Decido di aumentare il passo e non guardare se le nutrie mi stanno seguendo. Correre e rimanere nel dubbio. Ripasso il sussidiario mentale e mi chiedo: "Le nutrie sono carnivore?" Diocaro, a scuola ho studiato tutto ma non le abitudini alimentari delle nutrie. Anzi, non se ne conosceva l'esistenza all'epoca. Si sapeva del facocero e dell'opossum, ma la nutria è una pantegana moderna e industriosa e recente, oltre che anfibia. Come i pesci-siluro. Chi li conosceva i pesci-siluro? Queste cazzo di mutazioni genetiche. Perchè hanno importato le nutrie dall'Ungheria, mi chiedevo alzando la frequenza e approdando ai 5 minuti al chilometro, roba stellare per uno che non ha digerito lo sciampagnino a mezzogiorno. Le gambe andavano da sole senza chiedere al resto del corpo - soprattutto ai polmoni - se fosse il caso di prendersela così. Cinque minuti ed ero fuori dal bosco con il cuore in gola. Dietro non c'era nessuno, tantomeno le nutrie. Rimanevano 3 chilometri da affrontare con crescente sofferenza e ritrovata serenità. Non va non va non va, appure mi accorgo di andare. Supero un paio di coppie di fighette in libera uscita. Il parco di popola di animali meno ostili. Due fagiani, un maschio e una femmina, mi osservano ai due lati del sentiero, lasciandomi passare prima di ricongiungersi e, probabilmente, congiungersi. Supero un anziano runner che spero sia sopravvissuto all'ultimo tratto in leggero saliscendi. Supero altre due fighette, trovando i rispettivi fidanzati cento metri più avanti, ma altrettanto lenti. Concludo i nove chilometri in 52 minuti e senza farmi sbranare dalle nutrie. L'istinto di sopravvivenza è importante, soprattutto se non riesci a trovare uno stato decoroso di forma in vista di una marcia non competitiva in programma il 29, con percorso pianeggiante e pacco-gara da gourmet.
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domenica, maggio 08, 2005 GENTE CHE VA
GENTE CHE RESTA
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venerdì, maggio 06, 2005 SPORT & SPORT
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GESU' O BARABBA? / 6
(RUBRICA IN NON SO QUANTE PUNTATE PER FARE UN REPULISTI VIRTUALE IN MANIERA CRITICA E, PERCHE' NO, STRONZA) (amici, lo so già che qui ci scanneremo seriamente, come su altri tre o quattro nomi. Figuriamoci, ci siamo divisi su quei due farabutti di VdM ed Emre. Vi invito al cazzeggio, ma di alto profilo: non decidiamo solo se uno è scarso, ma inquadriamo la questione in un contesto complessivo che riguarda la durata e la qualità del contratto, l'utilità, l'eventuale appetibilità sul mercato. Resterà un cazzeggio, ma daremo un contributo serio. "Scusa, a chi?" Uffa, un altro anonimo. Non ti cago, lo sai) Da quale angolatura affrontare la questione Materazzi? Non è mica facile. Trattasi di un difensore che in tempi recentissimi non solo ho visto indossare la maglia azzurra della rappresentativa nazionale, ma financo la fascia di capitano. Trattasi quindi di un discreto giocatore, o forse anche qualcosa di più, anche se la Nazionale non rappresenta più un termine di paragone assoluto, data la scarsità generazionale di grandi difensori e dato il fatto che ci hanno giocato anche Legrottaglie e Bettarini. Trattasi anche di uno che non tira indietro la gamba, anzi il gambone, e che nella lotta si esalta. Trattasi di uno grande e grosso e molto alto. Trattasi di uno adorato dalla curva, perchè è attaccato alla maglia, è un gladiatore, una volta ha cercato di uccidere Pippo Inzaghi ed è uno che si spende anche quando è incerottato. Trattasi di un difensore che ha il piede meno ruvido della maggioranza dei colleghi, che segna su punizione e quando rilancia alza la testa e prende la mira (non sempre con risultati eccelsi, ma è Materazzi, mica Beckenbauer). E' anche un giocatore - posso dirlo? - non intelligentissimo, poco attento a certe sincronie, facile a perdere il lume (vedi alla voce Cirillo) e qualche volta la posizione nella difesa schierata. Dietro l'espressione da matto che mostra in partita non c'è solo trance agonistica, ma un po' di vertigine e di ansia. E' fragile, perchè ogni anno si spacca in qualche modo e recupera piano piano, perchè è enorme. A parte lo squallido nepotismo del Mancio, se in molti casi gli è stato preferito quel panzone di Mihajlovic tenderei a pensare che qualche problema intrinseco ce l'ha. Che fare? Che farsene? Dunque. Se rimangono Cordoba e Burdisso, e dando per scontato che arrivi un centrale difensivo di un certo valore, la questione andrebbe valutata insieme a quella di Mihajlovic, più vecchio di lui e cui non potremo non dedicare un ampio capitolo di questa interessante rubrica. Il Marco rientra in quella categoria di giocatori che - se consenzienti - possono portare un piccolo valore aggiunto, riferita a una squadra multinazionale multietnica e intollerabilmente multicazzona come l'Inter: è italiano, è attaccato alla maglia, lo immagino uomo da spogliatoio. Se consenziente, uno così può rimanere a fare le sue venti-venticinque partite l'anno (ma di qualità, in condizioni di buona salute), così si/ci logora meno. Altrimenti non so: lo saluterei con un dispiacere, come dire, momentaneo. Mi basterebbe cliccare sul sito della Sharapova per dimenticare il recente dolore. Sentenza di Settore: io lo terrei, alle condizioni di cui sopra. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, maggio 05, 2005 COGLIONI PIENI Io parlo liberamente di cazzo culo figa e tette, e su questo blogghetto le sparo grosse e posto le foto di donne nude e ogni tanto mi scappa un diobono. Però sono una persona corretta, educata e democratica. La mia parte democratica mi impone di non chiudere i commenti, e di non chiuderli nemmeno agli utenti non registrati (peraltro registrarsi è gratuito e poi uno si tiene il suo nick vita natural durante), di lasciarli aperti perchè un blog dev'essere aperto sennò non sarebbe un blog, e perchè a volte leggo commenti anonimi intelligenti o comunque interessanti, perchè accetto le provocazioni se hanno un peso. La mia parte educata mi impone però da ora, a titolo sperimentale, compatibilmente con il tempo a disposizione (magari in ritardo, ma inesorabilmente), di cancellare 1) i messaggi volgari e 2) tutti (ripeto, tutti) i messaggi che in calce non riportino una firma qualunque, purchè possibilmente sempre la stessa. La mia parte democratica tiene aperta la porta a tutti e anche a tutti i possibili toni di discussione. La mia parte educata ne ha i coglioni pieni. Tra interisti e milanisti ci si può tranquillamente mandare a cagare. Anzi, si deve. Però, se lo fate da me, lo dovete fare con il sorriso. E qualificandovi, in modo che ci si possa riconoscere, parlare, riferire, mandarsi affanculo, ma con un bersaglio certo. Il provvedimento entra in vigore da adesso. A titolo esemplificativo non cancello i commenti di tre post fa, quello con la foto di Dario Argento. Per avere istruzioni su come non ci si comporta, andateli a leggere. Non so come siete abituati a casa vostra. Io dico cazzo culo figa e tette, però non urlo e non insulto. Sono un pirla, però educato. Al telefono dico "Pronto, sono Settoruccio, c'è Massimo'". Ragazzi, è educazione molto basic. E poi: si può, anzi si deve essere di destra o di sinistra, interisti o juventini o milanisti eccetera. Si può essere distanti anni luce. Ci si possono dire le peggio cose, però con rispetto. Sennò, go home. Il mio counter se ne farà una ragione. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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GESU' O BARABBA? / 5 (RUBRICA IN NON SO QUANTE PUNTATE PER APPAGARE LE NOSTRE FRUSTRAZIONI COMPRANDO E VENDENDO, PERO' AGGRATIS) Se per quella fighetta di Van der Meyde ho espresso tutti i miei dubbi (peraltro abbastanza condivisi) se tenerlo o trasformarlo in moneta sonante, ecco uno che venderei a occhi chiusi. Il Maradona del Bosforo è un calciatore giovane, talentuoso e con un bel facciotto da monello. A parte questo, e a parte sporadiche fiammate - anche uno come Dalmat ci ha lasciato il ricordo di qualche fiammata -, Emre non ci ha mai risolto un cazzo di problema. Tutti gli allenatori hanno avuto su lui opinioni diverse: meglio in mezzo, meglio dietro le punte, meglio che parta da sinistra, meglio che non si accentri, meglio che si accentri, meglio che giochi, meglio che parta dalla panchina. E siccome non credo che tutti siano dei coglioni, penso che certi giocatori - e lui è uno di questi - la confusione tecnico-tattica la alimentino da soli. Se nessuno ha ancora capito se sei carne o pesce, vuol dire che non ti sei ancora spiegato. Sì, occhei, sei un atipico, sei un numero dieci, sei un fantasista. Allora diciamo che di numeri dieci ne bastano un paio, nella stessa squadra, sennò è il casino, l'anarchia, lo spreco. Se ne sono andate così quattro stagioni, in cui il Bel Ozoglu (diocaro, da quanto aspettavo di fare questa battuta) ci ha ispirato ammirazione e simpatia, sentimenti che però ci sono scivolati addosso come acqua fresca, anzi Gatorade. Sulla famosa intervista rilasciata in Turchia glisserei: chiunque all'Inter, ritornato in patria, rilascia strane interviste. Cazzi del padrone e dell'ufficio stampa, mica i miei. Io mi limito a dire che lo venderei in Turchia, in Inghilterra, in Spagna, in Francia o in Germania, dove troverebbe un sacco di turchi. E con il ricavato di cose da fare ce se sarebbero un bel po'. Sentenza di Settore: vendere senza troppo rimuginare. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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05-05-05
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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DIABOLICI Agghiaccianti, orripilanti, spaventosi, osceni. Eppure in finale. Ma vaffanculo, va'.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, maggio 04, 2005 ET VOILA LE TROMBEUR
Al che, dopo anni e anni di fotografie scattate al Grande Ballo della Croce Rossa, anni e anni di gnocche che lo tenevano a braccetto per una sera e poi sparivano, come ghermite da un Girolimoni monegasco, l'umanità ha cominciato a chiedersi: "Sarà mica culo?" E insomma, il dubbio è sembrato legittimo. Bei modi, tratti fini, assoluto bon ton: uhm, sarà mica culo? Perchè - era la domanda - Alberto ha un sacco di fighe attorno e non ne sposa mai una? Perchè invece di trombare a ritmo frenetico va a fare le Olimpiadi nel bob a quattro, specialità resa famosa da eminenti studi sportivi e sociologici che sono approdati a una questione tuttora senza risposta: " A cosa servono i due di mezzo del bob a quattro?" Perchè, dunque, Alberto di Monaco si sedeva nel bob a quattro in un posto mediano piuttosto che accontentare papà Ranieri e sposare una bella e brava ragazza, facendo felice la comunità monegasca oltre che i lettori di Chi, Oggi, Gente, Dipiù, Novella2000, EvaTremila and so on? Insomma: "Sarà mica culo?" Ma ecco che al limite dell'outing (quanto può resistere un uomo se mezzo mondo insistentemente si chiede "sarà mica culo"?) Alberto si riscopre figaiolo postumo. Ranieri è morto da meno di un mese, ma già sono spuntati due figli segreti di Alberto di Monaco, bei modi tratti fini e spermatozoi attivi. Prima una cameriera italoamericana, e ora una hostess del Togo. Alberto ridiventa normale, peccaminoso e debole. Si scopre che trombava, inseminava ma poi rifuggiva le responsabilità paterne. Vicino, come varia umanità frequentata, più a Stefania che a Carolina. E chissà adesso cosa succederà, se altre puerpere rinfacceranno trombate a rischio al povero Alberto, che si troverà ad avere un figlio in ogni (aero)porto. Chissà chi spunterà dopo la cameriera italoamericana e l'hostess del Togo: una farmacista colombiana, una tassista vietnamita, una commercialista algerina, una tuffatrice montenegrina, una metalmeccanica canadese, una casalinga di Voghera? E comunque il pregiudizio, si sa, sarà duro a morire. Alberto dimostrerà di avere più figli di Aureliano Buendia, ma ci sarà sempre qualcuno che dirà: "Certo che, per essere culo, ciula di brutto". Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, maggio 03, 2005 BRIVIDI
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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GESU' O BARABBA? / 4 (RUBRICA IN NON SO QUANTE PUNTATE PER GIOCARE AL CALCIOMERCATO CON I SOLDI DI MORATTI, MA CON PIU' CERVELLO) Avvertenza. Qui possiamo decidere chi ci piace e chi non ci piace, chi terremmo e chi fucileremmo, i buoni e gli scarsi, i geni e le fetecchie. Il giochino sarebbe interessante, ma anche facile. Se vogliamo dargli un po' di pepe, dobbiamo provare a calarci nella situazione finanziaria e gestionale dell'Inter. Moratti ha appena ripianato l'ennesima voragine, lasciando intendere che potrebbe pure essere l'ultima volta. 78 milioni di euro con cui tura la falla pregressa e tampona gli esborsi del 2006, anno in cui scadranno un bel po' di contratti, tra cui alcuni esosissimi. Il giochino - anche il nostro, se vogliamo - è decidere chi tenere e chi dare via, ma anche chi sacrificare alla giusta causa. Moratti non esclude il colpo di mercato, ma che sarebbe meglio autofinanzarselo. Per esempio, Van der Meyde. E' uno da tenere o potrebbe essere uno da sacrificare senza disperarsi troppo? Di questo cazzo di olandese conserviamo ricordi antitetici. Quello splendente di Arsenal-Inter, o quello anonimo di un sacco di partite meno importanti. Quello inarrestabile delle serate di vena, o quello irritante di certe comparsate abuliche. Come dimenticare quello stop sbagliato nel primo derby di Coppa, quando fu servito sulla fascia e lui cercò contemporaneamente di fermare la palla e mettersi a posto l'elastico fermacapelli, non riuscendo a fare nè l'una nè l'altra cosa? L'immagine di Van der Meyde è la sua faccia smunta e l'espressione un po' vuota (a proposito di ricordi, come scordare quando svenne durante una conferenza stampa in Olanda?). La media-voto di due anni è bassina. Da lui era lecito aspettarsi di più. E io, al colmo della pazienza, lo aspetterei un altro anno ancora, perchè è un buon giocatore ed è pure giovane. E' stato anche sfigato: preso come specialista della fascia per Cuper, cacciano via Cuper. Tenuto come specialista della fascia per Mancio, gli tocca vedere un sacco di partite dalla panca perchè il Mancio ricicla spesso sulla fascia alcuni dei suo diciassette centrali (Veron, Stankovic, Emre). Ogni volta che trova un briciolo di continuità, si infortuna. Al contrario, fa un po' incazzare il suo atteggiamento rinunciatario, il suo farsi trovare non sempre pronto o non sempre voglioso al punto giusto: soffre a stare fuori e a giocare poco e senza regolarità, ma se avessi il suo stipendio me ne farei una ragione. Difficile tranciare un giudizio su un giocatore tanto forte quanto sfuggente, un po' per circostanze sfavorevoli e un po' per demeriti suoi. Il classico giocatore che ti piacerebbe tenere e che non ti spiacerebbe dar via, perchè lo stimi ma con riserva. E' un laterale forte e versatile (copre le due fasce), è un giocatore che conserva un buon mercato. Se resta, son contento. Se parte, non verserò una lacrima che è una. Mi sento cinico come un Moggi qualunque. Sentenza di Settore: io lo terrei, ma anche no. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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GRANDEUR
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, maggio 02, 2005 LACRIMUCCIA
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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GESU' O BARABBA? / 3 (RUBRICA IN NON SO QUANTE PUNTATE PER DIRE LA NOSTRA - TIPO AL BAR - SULLA STERMINATA ROSA DELL'INTER FC) Li terrei. (no, giusto per guadagnare tempo in attesa di casi ben più spinosi) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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IL SILENZIO DEGLI IMPUDENTI Quando Berlusconi dice che gli elettori non devono consegnare l'Italia ai comunisti che spargono miseria morte e distruzione, uno cosa deve fare? Ridere, sperando che una risata seppellisca il Berlusca e quelli come lui. Non è una risata di gusto, però. E' una risata un po' nervosa, amarognola, che dissimula un fastidio crescente. E' una risata che tradotta in parola sarebbe un "maddai, cazzo, mavaffanculo", che ti si perfonde da capo a piedi come una caldana. Ecco. Quando la Juventus - la Juventus! - al culmine di un lungo periodo di lamentele sugli arbitri - la Juventus, ripeto, la Juventus! - proclama il silenzio stampa "per garantire serenità bla bla bla" ai propri tesserati dopo una serie di "fatti sconcertanti bla bla bla", a me scappa la risata nervosa di cui sopra, con vaffanculo implicito compreso. Ammesso che ultimamente alla Juve non vada tutto liscio come l'olio - andamento cui sono nei secoli abituati -, non posso non considerare quanto di bambinesco e/o arrogante ci sia nell'atteggiamento di una società che storicamente (anche per meriti suoi, ci mancherebbe) ha davanti a sè camminamenti lastricati in marmo, passatoie rosso fuoco e prospettive dorate. Quest'anno no, quest'anno alla Juve hanno i nervi scoperti. E meno male che sono primi in classifica. Sì, occhei, il problema è che non sono primi da soli. Con loro c'è il Milan, e domenica prossima c'è Milan-Juve. E alùra? Si lamenta, la Juve. E' prima in classifica, eppure si lamenta. Ha avuto il primo rigore contro alla 32ma giornata, sul parziale di 5-1, eppure si lamenta. Si lamentasse delle due partite del cazzo che ha fatto contro il Liverpool. No, si lamenta di Ibrahimovic, di Cannavaro. Si lamenta di essere danneggiata. Si lamenta ancor prima di giocare la partita con il Milan: un Milan stanco, con la Ciempions tra i coglioni, un Milan che sta un po' raschiando il barile. Un'altra Juve - una Juve meno arrogante e meno antipatica, ammesso che una Juve meno arrogante e antipatica sia possibile - starebbe pensando alla partita di domenica prossima, che è una partita da giocare, una partita che si può perdere ma anche vincere e financo pareggiare, invece che far finta di essere in un angolo vittima di un immenso complotto sportiv-dirigenzial-politic-mediatico. Quest'anno, a favorire il Milan, c'è soprattutto un'incontestabile dose di culo. E' un Milan che qualche settimana fa, in piena corsa scudetto, ha perso a Siena. E' un Milan fortissimo e vulnerabile - certo, non dall'Inter -. E' un Milan che a livello di designazioni non ha avuto un trattamento sfacciatamente diverso da quello della Juve. E' un Milan insopportabilmente fortunato e culattone, lo ribadisco. E' un Milan - come la Juve, del resto - così denso di campioni che anche nelle giornate così così (e il Milan, di giornate così così, ne ha avute uno sfottìo) c'è sempre uno che risolve la situazione. Peraltro, mi sembra che anche alla Juve, con la Lazio, sia andata esattamente così. Cosa è successo alla Juve? Gli squalificano Ibra per tre giornate con la prova tv. Cazzo! La prova tv contro la Juve! E neanche uno sconto di pena, che non si nega mai a nessuno! Ma non è tuonando contro la lesa maestà che si risolvono le cose. Se i filmati tv non toglievano ogni dubbio, è anche vero che non hanno squalificato uno stinco di santo, ma uno che la prova tv l'ha scansata almeno tre volte durante la stagione. Il caso Cannavaro? Alla Juve - la Juve!, mica il Chievo - sarebbe bastato dire che un filmato vecchio di sei anni di un giocatore del Parma che si fa una flebo di una porcheria non proibita, ecco, non vuol dire un cazzo. E invece no, drammone, silenzio stampa. Figlio, evidentemente, del fascio di nervi scoperti post-processo doping. Dove, peraltro, è stato condannato il medico e la società è uscita incredibilmente pulita. Non vi siete lamentati, vero? La Juve non sopporta che gli ex-alleati della Grande Spartizione - scudetti, diritti tv, mercato - abbiano più culo di loro e abbiano più potere di loro, anche se i punti in classifica sono gli stessi. Se è per quello, non lo sopporto neanch'io. Se penso al culo e al potere del Milan mi girano i coglioni. E non posso non pensare che il potere conti, e magari anche più del culo che pure è astronomico, e più dello stesso valore sportivo che pure è elevatissimo. Poi penso ai quattro derby di quest'anno e mi placo, perchè non mi sento derubato se non dal Fato avverso e dei miei soliti, squallidi sogni di vincere qualcosa, un giorno, forse. La Juve invece ha il broncio e guarda di traverso. La Juve, diobono! La Juve che parla di condizionamenti! Non che abbia il problema di fare il tifo per qualcuno, domenica, per carità. Ma la scelta tra culattoni e facce da culo, you know what I mean, sarebbe comunque terribilmente difficile.
(nella foto: festeggiamenti dopo un gol siglato con un'elevazione sospetta) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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