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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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domenica, luglio 31, 2005
 

NOVANTESIMO, E STOP

L'elezione del presidente della Rai già era curiosa di suo. Il presidente prescelto era il controllore della medesima. Così la commissione parlamentare di controllo della Rai, presieduta da Petruccioli, ha votato all'unanimità l'indicazione di Petruccioli quali presidente della Rai. Petruccioli,  he bel gesto, non ha partecipato alla votazione. Però, insomma, fatte le dovute proporzioni, è come se la commissione antimafia votasse il suo presidente quale successore di Totò Riina. Ma questo è niente. In perfetta contemporanea, il presidente della Lega Calcio (Galliani) apriva le buste per l'assegnazioni dei diritti televisivi "in chiaro" del calcio e scopriva che l'offerta di Mediaset (Galliani) era la migliore. Poteva anche farsi una sega, ma non era da solo e quindi ha soprasseduto. Magari si sarà fatto i complimenti, ma sottovoce. Ho provato a immedesimarmi in queste situazioni molto paradossali. Sono andato in bagno e mi sono detto: "Cazzo, Settoruccio, che onore essere qui con te. Sei bravo, bello e trombi bene. Grazie". "Figurati", mi sono risposto.

La Rai ha offerto 100 euro (fantastico), Mediaset 61 milioni di euro. Posso dire una cosa controcorrente, mentre mezza Italia piange angosciata la fine di "Novantesimo minuto", programma storico e benvoluto se ancora ce n'era uno? Hanno fatto bene. 61 milioni di euro per trasmettere gol che in tanti hanno già visto  su Sky e che in tanti vedranno ancora fino alla nausea nelle ore successive: era o non era un furto? 61 milioni di euro per farsi prendere per il culo sull'altare delle pay-per-view e del digitale terrestre. Da anni la Rai pagava questa gigantesca cambiale per una trasmissione un po' demodè, un'abitudine più che un appuntamento, una rassegna perdibilissima di gol e azioni, perdibilissima perchè quasi sempre monca di anticipi (già visti e stravisti) e posticipi (ancora da vedere e spesso il clou della domenica). Mi ricordo una recente domenica primaverile. C'era un  tempo da lupi e alle sei e dieci ero in casa. Non mi pareva vero di vedere "Novantesimo minuto". Ma Milan e Juve avevano anticipato per la Ciempions, l'Inter giocava la sera. Dopo aver visto i gol della Reggina e del Chievo mi sono addormentato come un bambino dell'asilo.

"Novantesimo minuto" era bello, un tempo, quando c'era solo lui. Adesso era una robetta sempre più simile a se stessa, epperò senza quei volti fantastici che ne avevano fatto la storia. "Novantesimo minuto" era Giannini, Necco, Vasino, Gard. Era Tonino Carino che non sapeva pronunciare i nomi slavi, o Santarelli da Pescara che diceva "Sampedoria". Oggi no, era una noiosa rassegna di fighetti impegnati nell'impresa impossibile di esaltare un Messina-Siena o un  Cagliari-Brescia. Ci voleva Strehler, non Paola Ferrari. Quindi, se lo tenga Mediaset. Gli trovi un nome e un conduttore, trovi qualche inviato con la faccia che buchi il video. I gol saranno sempre quelli, già visti eppure inediti, ingenui miracoli della tecnica. Cazzi loro: 61 milioni di euro mi sembra un buon prezzo. Almeno così dice Galliani, che ha firmato l'assegno e poi, andandosi a sedere dall'altra parte della scrivania, l'ha incassato. Se non fosse vero, ci sarebbe da spanciarsi.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:48 |


venerdì, luglio 29, 2005
 

IO, IL NUOVO BAFFINO

Dai. Non ho mica la barca io, e nemmeno le scarpe belle belle belle. Le ultime che mi sono comprato erano in saldo, imitazione delle Church, marroncine, finemente lavorate al bulino industriale, 110 euro, che già mi sembrano tanti. Però mi attrezzavo, voglio dire. Metti che fanno un galà alla Mondadori, mi sono detto mentre valutavo dalla vetrina. Non posso andarci in disordine. Secondo me controllano le scarpe, come minimo. Ecco perchè D'Alema ha le scarpe belle belle belle. A Segrate il modello è Carlo Rossella. Metti che fanno un party. Posso mica andarci con le Valleverde tutte graffiate. E poi sono in saldo. 100 euro, via dai, andare.

Poi, ragazzi, bisogna dire che è un'emozione andare in libreria e vedere sullo scaffale un libro dove ci sei anche tu. L'ho preso di nascosto - è un po' hard, in effetti - e ho controllato. Cazzo, compaio nell'indice. Fantastico. E dentro ci sono quattro miei post - trattasi di roba di blogger - uno dietro l'altro, firmati da me, li ho scritti io, aspetta che controllo, sì sì, paro paro. Hanno sbagliato l'e-mail

(meglio così: poi chissà quante fighe avrebbero scritto, tutte queste mail in cui avrebbero chiesto il mio corpo eburneo, e vabbe', torneranno indietro)

(comunque l'e-mail nuova è settoruccio@gmail.com)

(no, voglio dire, nel caso qualcuna volesse il mio corpo eburneo. Io lo so che c'è una frangia di femmine che amano limonare con scrittori famosi, lo so)

(comunque, fate conto che non abbia detto niente)

hanno sbagliato l'e-mail, dicevo, machissenefrega, il resto è tutto giusto. Insomma, considerate la cosa da un punto di vista puramente oggettivo: esce un libro della Mondadori (Piccola Biblioteca Oscar, no dico, Oscar, OSCAR), un'antologia di blogger sopraffini è c'è il Settoruccio lì in mezzo. Ma non siete fieri di me?

Tornando al Baffino, io sono come lui. Faccio e dico cose di sinistra, ma pubblico con Mondadori. Trovo questa cosa davvero straordinaria. Mi sento come un infiltrato, uno che va alla Mondadori ma resta lì tra il lusco e il brusco, prende il badge in portineria ma poi dice "scusi, esco un attimo", si toglie le scarpe perchè fa caldo e puccia i piedi nel laghetto. Diobono che bella immagine. Adesso devo solo farmi perdonare da Doug. Lui è abbonato al Manifesto e non l'ha presa bene. Mi ha dato persino della blogstar. Cazzo, Doug, ma se qualche giorno fa eravamo fianco a fianco a mangiare salamelle in un mare di zanzare. Ti sembro una blogstar? Abbiamo anche pagato alla romana, diobono. L'unico riconoscimento che ho avuto di recente è la scatola di caffè alla non competitiva che abbiamo fatto insieme.

(infatti ho pagato 3 euri e mezzo per l'iscrizione con riconoscimento. Avessi pagato solo un euro e mezzo avrei corso lo stesso 15 km., ma sarei tornato a casa senza una madonna)

Ma ti ricordi che bello correre nei boschi, tu a far la lepre e io a succhiare la ruota? Ti prego, perdonami. Ti firmerò la copia del libro rigorosamente di nascosto. Che ne dici di trovarsi all'autogrill di Dorno, sulla Milano-Genova? Non ci vedrà nessuno, giuro.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:55 |
 

ODDIO!

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 12:41 |


giovedì, luglio 28, 2005
 

PREFERENZE

Mi si faccia capire: domani c'è il sorteggio di Ciempions Lig e non trovo un cazzo di sito che mi dia certezze sulle avversarie. No, dico. Comunque mi serve una sola informazione: l'Anorthosis Famagosta ha inculato il Trabzonspor, vero? 3-1 in casa, vero? Ha passato il turno, vero? Occhei. Io spero che ci sorteggino con questi. E non perchè sono delle pippe: a dire il vero, ignoro il 100% delle possibili informazioni riguardo vita morte e miracoli dell'Anorthosis. Magari sono dei fenomeni, boh? No, quello che mi interessa è la distanza della trasferta, che è davvero irrisoria. Non so voi, ma io quando vado a Milano spesso parcheggio a Famagosta. Per comodità. Lì vicino c'è un campetto, in effetti. Pensavo fosse del Cral dei tramvieri. Pensa te che ci fanno la Ciempions. Tipo quella squadra di Andorra, la squadra del bar di Andorra, sì. Dai, figata. Il problema sarà la capienza. Ma a me che me ne frega? Io ciò Scai. Cioè, non è che mi metto a fare la fila per andare a vedere la partita al campetto. Al limite, vista la distanza, potrei fare il carosello dopo la partita: prendo la macchina, punto su Milano, esco a Famagosta e, una volta tanto, non parcheggio. Viva il futbal. Per le emozioni che ci sa dare.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:20 |


mercoledì, luglio 27, 2005
 

I GIOCHI DI PREZIOSI

E' luglio e a Genova c'è casino in piazza Alimonda. Brividi. Poi leggi meglio e capisci che è la storia del Genoa, dei tifosi incazzati, della città ferita, cornuta, mazziata, retrocessa e penalizzata. Una tifoseria storica che si prepara alla serie A, al derby con la Samp, alla JuveMilanInter, e invece si vede ricacciata che più in basso non si può con Lumezzane e Pizzighettone. Anche se fa male leggere di sassaiole e cassonetti dati alle fiamme in piazza Alimonda, i tifosi li puoi anche capire. Dalla serie A alla serie C, diosanto, roba da rimanerci secchi. Ma perchè se la prendono con i cassonetti?

Ci sono tutti gli elementi per ritenere vera la storia della combine, basta aver letto i fatti e le intercettazioni. E se i tifosi genoani mi permettono, fare una combine all'ultima giornata di campionato, quando c'è da affrontare in casa l'ultima in classifica già retrocessa, beh, allora è giusto. E' giusto esere condannati, e buon per voi che non c'è più la gogna. Se il diritto misurasse la stupidità oltre che la disonestà e il dolo, allora il Genoa meriterebbe la C2, o la D, o perchè no l'Eccellenza, perchè la combine di Genoa-Venezia è un monumento alla stupidità umana. Povero Genoa.

Già. Il Genoa - hanno ragione i tifosi - non merita la serie C. Il problema è che ogni squadra ha un presidente che non sempre si merita. Preziosi ci ha messo i soldi, la spocchia e poi ha fatto la stronzata. Non stupisce, di questa vicenda, che il protagonista sia uno come Preziosi. Chiedete a qualche tifoso del Como, prego, chiedetegli cosa pensa di Preziosi (a Como ha lasciato le macerie, non sanno nemmeno in quale campionato si iscriveranno). Anche a uno del Modena, magari. Chiedete, chiedete in giro se di uno come Preziosi c'è da fidarsi. Per questo, ecco, è profondamente ingiusto prendersela con dei poveri cassonetti, che già hanno la sfiga di stare a piazza Alimonda, dove i cassonetti se la passano male. Io, fossi del Genoa, maledirei il giorno che Preziosi è arrivato sotto la Lanterna, maledirei il modo in cui ho affidato a lui il mio amore per una maglia e due colori che stanno bene insieme.  E speriamo che gente come lui non ci provi più a fare il presidente di chicchessia. Meglio poveri ma onesti. Meglio ultimi che stupidi.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:33 |


martedì, luglio 26, 2005
 

VECCHIO FALLONE

(quanto tempo è passato)

Ho già più volte confessato come "le ricerche di gruppi di studiosi" costituiscano per me una insostituibile fonte di serenità. Quando "i gruppi di studiosi" effettuano le loro "ricerche", e soprattutto quando divulgano i risultati alla stampa, io corro a leggere perchè so che al termine della lettura starò meglio. Ed è stato così anche per "le ricerche" di "un gruppo di studiosi" dell'Università di Tubingen.

Questo gruppo

(diobono, mamma, ma perchè non mi hai fatto fare archeologia? perchè? perchè hai lasciato che la mia povera mente venisse rapita da cose oggettivamente più noiose? perchè hai represso la tua autorità per lasciarmi fare il cazzo che volevo? adesso sarei su tutti i giornali, me lo sento)

Questo gruppo, dicevo, ha scavato per anni e anni nel sito di Hohle Fels, alla ricerca di tracce degli uomini di 28mila anni fa. 28mila, eh?, mica paglia. Scava e scava che ti riscava, trovano frammenti di uno strano utensile.  Tredici frammenti. Rimaneva un buco, cazzo, perchè mancava il quattordicesimo frammento, una roba grossa così, come un sassolino, e tu valla a cercare nel sito di Hohle Fels, diocaro, è come cercare un sasso in un sassaio.

Finchè, un anno fa, uno del "gruppo di studiosi" fruga che ti rifruga trova il pezzo mancante. "Eccolo, porca troia!", penso abbia gridato mentre il resto del "gruppo di studiosi" gli si accalcava intorno. E saranno volati baci e abbracci, tipo quando pari l'ultimo rigore della Ciempions Lig.

La ricerca era completata. Ci hanno messo un anno a mettere insieme i 14 frammenti e a scriverci su una ricercona della madonna. Ma ecco il sensazionale risultato. Con il quattordicesimo frammento veniva finalmente ricostruito il primo sex toy della storia, un bel cazzo di pietra di dimensioni - dice "il gruppo di studiosi" - normali. Forse questo cazzo veniva usato anche per lavori domestici, tipo spaccare noccioline e preparare il patè di olive. Ma "il gruppo di studiosi" non esclude che l'uso principale del cazzo di pietra fosse, appunto, quello da cazzo di pietra: cioè che gli uomini e le donne di 28mila anni fa se lo infilassero nei rispettivi orifizi in momenti di particolare tensione ludica, invece di scuoiare cinghiali o giocare a canasta.

Il cazzo di pietra misura 20 centimetri. Sarà anche normale, diobono, caro il mio "gruppo di studiosi", ma vorrei fare un sondaggio qui sul mio blogghetto per sapere in quanti provano un po' di invidia del pene (di pietra). E magari ve lo spedisco, il sondaggio. Uno dei miei sogni è far parte di "un gruppo di studiosi". Figuratevi con quale orgoglio racconterei ai parenti che ho collaborato alla scoperta del primo fallo di pietra della storia. Magari alla cena di Natale.

"Uè, è un pezzo che non ci si vede"

"Eh, arrivo giusto da Tubingen"

"Diobono, e cos'hai fatto?"

"Abbiamo rilegato la ricerca sul cazzo di pietra. Ne ho una copia giù in macchina. Vuoi dargli un'occhiata?"

"Ti accompagno giù, è meglio. Non ti facevo così, sai?"

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:11 |
 

SORRIDETE

A noi ci ha rovinato il digitale.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:03 |


lunedì, luglio 25, 2005
 

DOMANDE BANALI

Mentre sto assistendo a Leicester-Inter mi sovvengono alcune domande. Sono domande prettamente agostane, anzi lugliesche (perchè c'è un aggettivo per agosto e non uno per luglio?). Quelle tipiche domande che rivolgi a un amico interista sorseggiando una birra e guardando una partita di pallone, divagando a volte su argomenti più umidi. Domande senza peso, ecco. Domande, però.

1) invece di cercare per mare e per terra soluzioni dispendiose per la quinta punta, perchè non ci teniamo Choutos?

2) non è che Julio Cesar è meglio di Toldo?

3) non è che il disertore Veron soffrirà moooooooooolto la concorrenza di Pizarro?

Ora finisco la Dreher e poi vado a dormire. Domani è un altro giorno, senza amichevoli. Terribile.

(nella foto: Fernando Choutos prima e dopo il parrucchiere)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:27 |
 

SELF SEX

Arrivo in macchina alla pista ciclabile per correrci a piedi: mi sento perciò terribilmente complicato, ma anche curioso e propositivo. La pista ciclabile in questione ha la non comune caratteristica di essere lunga 2 chilometri spaccati. Essendo la pista "ciclabile", decido di fare una cosa alla Francesco Moser: il record dell'ora, però a piedi. Parto. C'è gente che pesca le rane e io passo, ripasso, ripasso ancora sotto i loro sguardi interrogativi. Controllo l'orologio e vedo l'ora avvicinarsi. Ma il cronometro lo fermo prima, un po' prima, non molto ma significativamente prima. Ho percorso la pista ciclabile per sei volte, totale 12 chilometri. Basta, mi fermo. Il cronometro dice 58 minuti e 20 secondi. Vuol dire che sono stato sotto i 5 minuti al chilometro. Tipo: 4'56" al chilometro, una cosa così. La comparsa del numero 4 mi induce all'estasi mentre continuo a sudare, ammazzo zanzare e faccio stretching davanti a un cimitero di campagna. Non mi sono masturbato lì sul posto per due ragioni: 1) non mi sembrava bello davanti al cimitero; 2) non mi sembrava bello davanti a quelli che pescavano le rane e pensavano che fossi un corridore che aveva sbagliato pista.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:35 |
 

LA FAMIGLIA TENTENNA

"Mi si nota di più se vado o se non vado?". Tranquilli, ci si nota lo stesso. Ormai ci hanno notato proprio tutti, e meno male che il signor Tentenna ha tentennato come non mai ma poi ha detto: e che cazzo, andiamo. Non sapremo mai se ha prevalso il buon senso, la lungimiranza, la volontà di incassare l'ingaggio o quella di non pagare la penale. L'importante è  aver preso quell'aereo ed essere andati in Inghilterra, come previsto, a giocare quattro partite in una settimana contro squadracce anglofone, come se il Chelsea venisse da noi a fare una "prestigiosa tournée" contro Chievo, Reggina, Empoli e Triestina.

Toldo, Carini, Cordoba, Coco, Cristiano Zanetti, Veron e Cruz (Vdm, Kily e Recoba sono infortunati, Adriano Cambiasso e J. Zanetti partono domani mattina) hanno detto: no, grazie. Narrano di un incontro tra allenatore e squadra in cui il Mancio ha dovuto chiedere chi se la sentiva e chi no, con il block notes in mano, e spuntare i nomi. Per mettere insieme una rosa decente hanno dovuto chiamare gente come Choutos, Arrieta (un eroe) e qualche Primavera.

Tutto è (quasi) bene quel che finisce (quasi) bene. Non è stata una bella vicenda. Ha fatto bene il sindaco di Londra ad incazzarsi, hanno fatto bene gli inglesi a protestare. Uno ogni tanto pensa all'Inter che finanzia Emergency e all'Inter che manda le magliette al subcomandante Marcos, e poi torna alla realtà leggendo che miliardari adulti si cagano nelle mutande nella prospettiva di dover prendere un aereo per l'Inghilterra e ivi giuocare quattro partite di pallone. Il signor Tentenna fa e disfa, chiama l'Ufficio stampa e detta comunicati in cui prima para il culo vaselinato dei giocatori, poi para il suo, e con il suo quello di noi tutti, interisti e non, rappresentati da una manica di imbecilli che non sanno un cazzo della vita e che i giornali (non dico i libri) li fanno leggere ai loro procuratori, risparmiandosi anche questa fatica. Ma poi, perchè m'incazzo? Che immagine esce del calciatore medio da questa vicenda? Un'immagine diversa da quella che ho normalmente?

In fondo dovrei già essere contento che, alla fine dei tentennamenti, il signor Tentenna ha cambiato idea ma per due volte, tornando così alla situazione di partenza, quella giusta. Forse sì, ecco, procediamo per piccoli passi: diciamo che va bene così, diciamo che alla fine va bene così. Quanto ai reprobi, cazzi loro. Il fatto di essere calciatori miliardari professionisti li esenta da un sacco di cose, tra le quali quella di vergognarsi. Toldo e Veron stasera guarderanno la partita su SportItalia, e poi si faranno un'oretta di PlayStation e magari una trombata. Lo ammetto, sono invidioso. Belli, alti, magri, straricchi, ed esentati dal pensare e prendere decisioni. Sì, sono invidioso, porca troia.

Adesso, Massimo, mi rivolgo a te. Hai presente quella straordinaria folle eccessiva romantica irrealizzabile eppure bellissima idea di andare a giocare nella giungla con il subcomandante? Se mai la farete, questa cosa, stai attento. Preparati prima, molto prima. Me lo vedo già Cristiano Zanetti che manda il procuratore a chiederti: a) è chiaro che per meno di 100mila euro non si fa; 2) è chiaro che non ci si muove da Appiano Gentile se non portate il Gatorade (chissà che umido diobono) l'Autan (chissà che zanzarone, diocristo, vorrai mica farci venire la malaria); 3) se non c'è il duty free nell'aeroporto col cazzo che veniamo.

 (nella foto, uno che non tradisce mai)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:43 |


sabato, luglio 23, 2005
 

PAURA

Sarebbe stato bello scrivere un bel post sulla differenza tra gli inglesi (che tra una bomba e l'altra vanno avanti) e gli interisti (che annullano la tournée in Inghilterra per non ho ben capito cosa). Ma poi è successa la cosa di Sharm e adesso mi viene solo da dire vaffanculo.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:30 |


giovedì, luglio 21, 2005
 

TIM

Avevamo finito con il trionfo nella Tim Cuo e ci ritroviamo con la passeggiata nel Tim Trophy. Com'è noto, Tim è anche sponsor dell'Italian Major League Football Championship Formerly Known As Campionato. E quindi, tralasciando ogni commento su ieri sera, mi limito a sognare un magico tris telefonico che dia una forma meno tondeggiante alla coccarda che oggi sfoggiamo sulla divisa. Tim, un nome una garanzia. Tim, in hoc signo vinces. Tim. Progettiamo un mondo Tim, e saremo i primi.

 TIM Robbins. Perchè non affidare a lui le pubbliche relazioni dell'Inter? Ha una moglie very charmant, Susan Sarandon. E' un bell'uomo e brillante conversatore. Voglio dire, non potremo mica mandare sempre Luisito Suarez alla cena dell'Inter club Voghera, no?

 TIM Burton. Niente potrà mai distogliermi dall'idolatrare i fratelli Cohen, ma per ragion di stato potrei cominciare a considerare il cinema visionario di questo inquietante individuo. Gli affiderei la regia del video di "Pazza Inter", che è assolutamente da rifare: ci canta ancora Ventola.

 TIM Duncan. E' l'Adriano del basket, e infatti si pettina come lui. Come team manager sarebbe fantastico. Ci sono problemi sul premio partita? Parlatene con Duncan, dai, forza. E poi mi immagino le risate delle foto di gruppo: diobono, è alto esattamente il doppio di Pizarro.

 TIM Henman. Un altro da contattare assolutamente. Intanto, finalmente avremmo uno che parla inglese: ai sorteggi di Ciempions facciamo sempre delle figure di merda. E poi i risultati parlano per lui: da dieci anni è favorito a Wimbledon e non è nemmeno mai arrivato in finale. Tutto ciò è molto interista.

 Tiberio TIMperi. Non credo sia interista, ma potrebbe diventarlo: ha gli occhi azzurri e i capelli neri, voglio dire, è sulla buona strada. Se pensiamo che Branca è uno dei nostri manager di punta, perchè non dare una chance a Timperi che è anche più bello?

 TIMberland. Diciamolo: ci siamo un po' rotti il cazzo di avere sempre lo stesso sponsor. Ora, farsi sponsorizzare dalla Tim mi sembrerebbe un po' eccessivo, nascerebbero sospetti di insider trading. Però la Timberland ha il suo fascino: in fondo, di scarponi in squadra ne abbiamo diversi.

 TIMoria. Scusate, ma ho lasciato un argomento in sospeso: l'inno. Non possiamo consentire che Recoba e Zanetti, con quell'insopportabile birignao amerindo siano i solisti di questa canzone che ormai tutta San Siro canta con trasporto. Largo quindi a un gruppo collaudato, anche se senza Omar Pedrini non sono più gli stessi.

 TIM & The Cadillacs. Naturalmente, se i Timoria non accettassero ci sarebbe sempre un'alternativa pronta. Ho già parlato con Kim: il gruppo non se la passa bene e lui non ha problemi. Non l'avessero chiamato Kim, l'avrebbero senz'altro chiamato Tim. Tre anni di contratto, poi riprendenderà il suo nome. Ha preteso questa clausola, ma come non capirlo?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:42 |


mercoledì, luglio 20, 2005
 

SIAMO FORTI

Oggi giochiamo tre partite in un giorno, battendo il record precedente stabilito l'anno scorso, quando in un giorno ne giocammo soltanto due, peraltro in un paio di continenti diversi. Ma questo non è importante. Mi ricordo che l'anno scorso ne avevo fatta una mezza malattia: ma come, mi chiedevo, diobono, va bene che ci sono da ramazzare soldi ovunque, ma giocare due partite lo stesso giorno, una qua e l'altra là, ma che lavoro è? Oggi ne giochiamo addirittura tre, alle 18 a Bolzano e in serata il mitico trofeo Tim contro Juve e Milan a Trieste. Fatte le debite proporzioni con lo scorso anno, dovrei imbufalirmi e innalzare i miei lamenti contro questo ridicolo football-business. E invece sono contento, quasi raggiante.

La spiegazione è qui. La lettura dell'elenco dei convocati mi ha messo proprio di buon umore. Il Mancio - che deve rinunciare a quei due morti in piedi del Chino e a Vdm, oltre che a Giulio Andreolli - ha quasi messo sullo stesso piano Bolzano, Juventus e Milan regalandomi attimi di gioia insperata. Non ha mandato la Primavera e qualche peones in attesa di essere ceduto a Bolzano, e i titolari a Trieste. Macchè. Ha diviso scientemente la rosa in due, pensando allo stesso modo il Bolzano e l'accoppiata Juve-Milan, uno splendido comportamento da bauscia che mi rende fiducioso sul futuro e conscio della nostra forza.

Per esempio. Toldo - fino a comunicazione contraria portiere titolare - giocherà a Bolzano con Favalli, Mihajlovic, Veron e Kily. Occhei, c'è anche Coco, e c'è anche Fernando Choutos, però non andiamo a Bolzano con una finta Inter. Trattiamo il Bolzano con rispetto, come l'anno scorso trattammo la squadra giapponese a casa della quale andammo a raccattare uno straccio di ingaggio.

Ma il capolavoro è la rosa convocata per le due mezze partite con Juve e Milan. Vabbe', lì di titolari o presunti tali ce ne sono ben di più. Ma Arrieta, cazzo, Arrieta il Mancio se l'è tenuto per Juve e Milan. Io contro Vieri ce lo piazzerei titolare, Arrieta. Così, giusto per vedere l'effetto che fa. Giusto per non dare troppa importanza a quello che è più uomo lui di tutti noi messi insieme. Io non lo marcherei nemmeno, Vieri. Io gli farei anche segnare un gol al trofeo Tim. Io gli farei scambiare la maglia con Arrieta, alla fine. Vabbe', vigilate voi. Io stasera c'ho da lavorare, non ho nemmeno il tempo di mandarlo affanculo. Vieri, eh?, mica Arrieta. Vieri.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:16 |


lunedì, luglio 18, 2005
 

PRIMA DI PARTIRE

Qui c'è la storia di uno che aveva un paio di blog. C'è chi scrive dell'Inter e c'è chi scrive che si sta per suicidare. E' chiaro che a quello che scrive dell'Inter (che è un po' una forma di suicidio non definitivo, uno stillicidio, un martirio ecco) gli presti l'attenzione che merita, gli riempi la casella dei commenti e tanti saluti, arrivederci al prossimo post. A quello che scrive che si vuol suicidare, che cazzo gli dici? Anche perchè il tizio la prendeva con discreta ironia, e i suoi amici/lettori probabilmente pensavano che fosse l'idea vincente di fare un blog un po' diverso dal solito, cazzeggiando su un argomento un po' macabro, spernacchiando un tabù. "Mi suiciderò il tal giorno etc. etc.". Uè, che mito, leggi questo, si suicida, fooorte, lo linko. Non era un cazzeggio, però, anche se lo sembrava. Il 12 luglio si è suicidato davvero. Prima di sucidarsi ha impostato la pubblicazione postuma di qualche post, in cui rivela la sua identità. Il blog si è già aggiornato due o tre volte. Lui martedì scorso, invece, si è buttato da un ponte seduto su una sedia. Una specie di sberleffo, come sembrava il suo blog.

 

E questi, cazzo? Giubbino perchè c'era fresco, borsetta della spesa, normalità. Non fosse per lo zaino in spalla, pieno di esplosivo. Peccato non avessero un blog, chissà, magari sarebbe cambiato qualcosa. Magari no. Però questi della foto qui sopra, come quel matto là, quello che si è buttato dal ponte, anche loro avevano in mente una data, un'ora e un posto. Queste cose mi fanno impressione, forse ancora più del sangue e delle lamiere. Si sta avvicinando la data e l'ora e loro stanno andando in quel preciso posto. Si sta avvicinando la loro data e la loro ora, e anche quella di decine di altre persone che non c'entrano un cazzo con la loro follia. Eppure guardalì lì, vanno in stazione e cercano di essere puntuali all'appuntamento. Tra un'ora e mezza saranno un brandello di carne.

(Avete mai visto la foto di un uomo-bomba? Resta la testa, quasi intatta. Gli occhi chiusi. I lineamenti grotteschi. Sotto la testa solo brandelli del vestito. Una marionetta appoggiata per terra)

Tra un'ora e mezza qualche decina di persone non ci sarà più. Questa foto mi fa pensare alle cose più agghiaccianti e a quelle più normali, che poi sono agghiaccianti lo stesso. Per esempio: quello dietro, quello col cappellino e la borsa della spesa, si sarà vestito come capita capita, oppure no? Le scarpe da tennis le aveva pronte lì vicino alla porta dalla sera prima, oppure le avrà cercate da qualche parte? Come ci si veste quando si va a farsi esplodere in una carrozza del metrò? E come si esce dalla porta di casa? Ci si guarderà indietro, o soltanto avanti? La gente che incontri, la saluti? Il biglietto lo avranno fatto? E quando sono entrati nella carrozza, la loro carrozza, nel giorno esatto, nell'ora esatta, nel minuto esatto, solo cinque secondi prima, la testa l'avranno alzata?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:21 |


domenica, luglio 17, 2005
 

FICTION

Oggi, quasi in contemporanea, l'Inter faceva scendere in campo (nel secondo tempo della partita vinta 10 a 0 contro un'accozzaglia di altoatesini) Christian Arrieta, quello del Cervia, mentre la Juventus faceva battere a Lorenzo Spagnoli, quell'altro del Cervia, il rigore del 5-1 contro il Pavia. No, niente.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:28 |


sabato, luglio 16, 2005
 

LA LOGIQUE DEDUCTIVE

(pronunciare come l'ispettore Clouseau)

raduno, s.m., riunione, concorso di molte persone convenute da più parti in uno stesso luogo al fine di partecipare a una manifestazione politica, sportiva, celebrativa, e sim.; la manifestazione stessa: r. nazionale degli alpini, dei reduci dal fronte russo, è in corso un r. leghista, partecipare a un r. velistico, motoristico, automobilistico

In effetti c'erano persone convenute da più parti in uno stesso luogo al fine di partecipare a un qualcosa.

Quindi la chiave di tutto è "molte".

molto, agg.indef., con nomi non numerabili, che è in gran quantità, in gran misura: molta luce, m. spazio, molta neve, le vuole m. bene, è stato di m. aiuto | con nomi numerabili o collettivi, che è in gran numero: molte persone, molta gente, molti soldi, m. denaro;

Gran numero. Ci siamo. Le persone erano sette, poi se n'è aggiunta un'ottava ma in qualità di ospite. Sette.

sette, agg.num.card.inv., che è pari a sei unità più una (nella numerazione araba rappresentato da 7, in quella romana da VII): pesare s. chili, compiere s. anni, percorrere s. km

Sul percorrere sette chilometri potremmo discutere. Pesare sette chili, però, dai. Compiere sette anni, accipicchia. Sette uguale sei più uno. Direi che sette sono oggettivamente pochi, quindi  - procedendo secondo logica - non sono molti.

Quindi, quello di ieri non era un blog raduno. Non ho partecipato a nessun blog raduno, non ho mangiato e bevuto, non mi sono fatto quattro risate. E neanche tu, Doug, tranquillo.


Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:34 |


giovedì, luglio 14, 2005
 

(CROCE ROSSA) INTERNAZIONALE

Occhei, il Conquistatore ha firmato. Quindi facciamo il punto: dopo un camerunense retrocesso e due ciccioni sudamericani, abbiamo preso un nano cileno. In compenso oggi abbiamo venduto una zanzara turca, mentre un francese triste e un uruguagio allampanato - due cambiali che nessuno vorrà mai a titolo definitivo - sono stati prestati altrove, sufficientemente lontano da Milano. Slittano i tempi per un anziano portoghese. Sul romeno artritico si tratta. L'argentino incazzoso costa troppo. Viva l'Italia, viva l'Inter.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:59 |
 

UN TIPO SBRIGATIVO

"Ringrazio il presidente Moratti e la sua famiglia per questi sei anni; è normale che i tifosi interisti siano dispiaciuti, ma ero rimasto senza squadra e quando ti cerca una squadra come il Milan pensi solo a chiudere e andarci. L'Inter 15/20 giorni fa ha chiamato il mio procuratore chiedendo di rescindere il contratto. Io non avevo chiesto niente, nessuna garanzia tecnica. Non potevo stare in una squadra dove non ero gradito, la cosa logica era trovare un accordo e andare via. Ed essendo libero ho pensato di andare nella squadra più forte, così quando si è fatto avanti il Milan ho detto subito di sì. Per l'accordo abbiamo fatto tutto in due ore. Spero di vincere molto col Milan, ci prepareremo bene e mi auguro di riuscire a vincere qualcosa, finalmente".

Sì, finalmente, già.

(infamone)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:09 |


mercoledì, luglio 13, 2005
 

FIGHI

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:07 |
 

KEEP ON DOPING

Non me ne frega un cazzo. E' per quelli come Frigo che ho dolorosamente depennato il ciclismo dalle mie passioni. Quindi non me ne frega un cazzo che adesso sia in un ufficio di qualche gendarmeria francese a rispondere a domande e a farci fare l'ennesima figura di merda. E non me ne frega un cazzo che sua moglie sia stata trovata in autostrada con la macchina carica di strana roba che si sospetta siano dopanti da cavallo. Non me ne frega un cazzo del Tour così come non me ne fregava un cazzo del Giro. In realtà faccio il livoroso ma poi sbircio, la tele è accesa e non ufficialmente la guardo, ma quando la strada inizia a salire ogni tanto un'occhiata la lancio, sento il richiamo della polvere e del sudore, e poi nel tardo pomeriggio controllo le classifiche e i distacchi. Ma è un rapporto freddino - come un Frigo, appunto -, privo di trasporto, ricco di diffidenza. Càpita magari una bella ed apparentemente pulita edizione del Giro a farti spendere qualche minuto in più a leggere resoconti e graduatorie. Poi càpita anche che dopo la prima tappa decorosa del Tour un cazzone recidivo finisca in guardina invece che a centro gruppo a fare la sua parte. Ma in fondo, cazzo me ne frega? Qual è la novità, trattandosi oltretutto di Frigo, uno dei simboli del ciclismo sospetto (eppure gareggiante)? Oggi in ufficio la tv sarà accesa, tipico squallido sottofondo moderno. Avrò altri cazzi a cui pensare. Ci sarà pur qualcuno, verso le cinquemmezza-sei, a cui chiedere chi ha vinto e se hanno scarcerato Frigo e sua moglie.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:41 |


martedì, luglio 12, 2005
 

E' SBARCATO

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 12:14 |
 

MY NAME IS BELOZOGLU

Vabbe' che è solo il 12 luglio, ma comincio ad avere le prime crisi di panico. Il calciomercato langue, le sorprese non arrivano, meno che meno si palesano le necessarie certezze e intanto pezzi di squadra sono segnalati in ritiro in Sardegna con mogli, fidanzate e babysitter, in un posto - il Forte Village - dove c'è un ciclo di talassoterapia davvero fantastico, si mangia bene e si tromba. Per essere l'anno buono, inizia maluccio. I due sudamericani testè acquistati - abbiamo più sudamericani di qualsiasi squadra mondiale, tranne le sudamericane obviously - sono evidentemente sovrappeso. Il portiere sembra un Peruzzi flaccido. Il laterale sinistro non potrebbe essere altro che un filino ciccione, visto che normalmente gioca nove-dieci partite l'anno.

Intanto altra gente se la spassa. Qui per esempio - senza che la società abbia dato uno straccio di annuncio - si legge tutto ma proprio tutto del trasferimento di Emre al Newcastle, con tanto di foto all'arrivo in aeroporto. Segnalo soltanto la spassosa prima dichiarazione di Emre al sito del Newcastle:

"I'm so happy because Newcastle is a very big team and for me the manager is a very important person".

Diobono, se rinasco faccio il calciatore. Mi piacerebbe reincarnarmi in un personaggio tipo il figlio di Gheddafi e tirare quattro calci al pallone in pieno relax. Poi mi farei trasferire, chessò, al Bolton e userei il mio inglese per abbordare le autoctone più generose. Questa sì che sarebbe vita. Mica stare qui ad aspettare uno straccio di difensore che mi allenti lo stress domenicale. Bah.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:10 |


lunedì, luglio 11, 2005
 

RAIN MAN

Io la sveglia l'avevo messa, actually. Ed essa aveva puntualmente suonato, come da precise caratteristiche merceologiche. E io ho anche aperto gli occhi. Di più, mi sono diligentemente trascinato alla finestra. E se alle sette di mattina della domenica c'è un cielo scuro scuro, piove che iddio la manda, si sentono tuoni in lontananza e fa un freddo dell'ostia, beh, non sarà mica colpa mia. E così, in un rigurgito di amor proprio, mi sono di nuovo coricato ed ho chiuso gli occhi.

C'era una non competitiva di 7-12-21 km. a mezz'ora di macchina. Ma c'è un limite a tutto. Mi sono riassopito, giustificandomi con me stesso e riassaporando la morbidezza del cuscino.

Comunque alle 9 mi sono alzato ed ho messo carboidrati e zuccheri nel pancino. Poi mi vesto di tutto punto e mi impongo dopo breve trattativa: alle dieci vado. Ma alle dieci pioveva. Facciamo dieci e mezza. Alle dieci e mezza pioveva. Alle undici meno un quarto smette di piovere. Indosso impermeabilino tattico traforato dietro, una figata, poi cappellino e lettore Mp3. Stretching al quarto piano. Scendo al piano terra. Pronti, via.

Fa un freddo piacevole e questo mi tira su. La musica mi tradisce e forse parto un po' troppo allegro. Ma non ho tempo di pianificare i rimedi alla solita crisetta. Inizia a piovigginare. Cazzarola. Poi a piovere. Cazzarolona. Abbastanza forte. Cazzo! Sui marciapiedi non c'è nessuno e vado che è una meraviglia. La musica è alta ma sento il cic-ciac delle pozzanghere. Mi fermo solo ai semafori aspettando il verde pedonale, oppure mi metto ai lati della strada e passo con il verde automobilistico, tra lo sconcerto dei presenti che mi vedono sfrecciare inzuppato e dai loro asciuttissimi abitacoli pensano di sicuro:

"L'è màt!"

Decido di fare il percorso da 11 km. che avevo misurato in macchina a couple of months ago. La pioggia aumenta. A due chilometri dalla fine viene giù il finimondo. L'impermeabilino diventa molto permeabile. Non parliamo del cappellino in puro cotone. I piedi sono zuppi. L'acqua, bella fresca, penetra anche nelle mutande. A un certo punto la musica si fa metallica: controllo, ho le orecchie piene d'acqua. In quel momento ho una trance agonistica, forse un aquaplanning, non so. Dimentico tutto, anche il percorso. Mi ritrovo davanti a casa. 11 chilometri in 56 minuti. Non mi sono masturbato essenzialmente per due motivi:

a) nel palazzo sono abbastanza stimato;

b) su Radio Maria hanno detto che si diventa ciechi.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:33 |
 

PREOCCUPAZIONI PRECAMPIONATO

Ho finito di vedere con una sottile angoscia il servizio del tg regionale sulla partenza dell'Inter per il preritiro in Sardegna. I tre nuovi acquisti sono grassi.

(nella foto: il portiere Julio Cesar)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:04 |


sabato, luglio 09, 2005
 

CHE STRANO

Non è stato un attentato mediatico. L'attacco alle Torri fu meglio/peggio del migliore/peggiore film dell'orrore. A Madrid fu una carneficina ben ripresa dall'elicottero. A Londra tre bombe su quattro sono scoppiate sottoterra. Non ci sono immagini, se non delle fugaci foto fatte con i telefonini. Fuori, solo il bus. Oggi Repubblica ha pubblicato la prima vera foto dell'attentato, ripresa da un turista. L'avete vista?

Il bus a due piani sventrato. Un paio di morti attorno. Detriti, pezzi di vetro.Gente che scappa, che telefona. Al piano di sopra dell'autobus ci sono i passeggeri in fila che scendono.

In fila.

Sono stato a guardare questa foto per dieci minuti almeno. Il bus sventrato, e la gente in fila che scende. C'è uno in giacca e cravatta là in mezzo. Mi immagino che abbia la sua borsa in mano. E' in fila per scendere dall'autobus, come ogni mattina. Gli è appena esplosa una bomba a pochi metri.

Le bombe sotto terra, la reazione composta della gente, il silenzio della città. Le scarne notizie, le poche fotografie. Le Borse che crollano a mezzogiorno e alle quattro del pomeriggio sono già in recupero. Dietro a questa fotografia c'è il senso di un attentato che ha ucciso 50 persone, certo, e ha ferito una grande città, certo, ed è un nuovo orribile capitolo di una strategia devastante, certo. Ma è un attentato quasi fallito, mediaticamente parlando. Incomparabile con l'11 settembre, meno spattacolare di Madrid. Una sfida, uno sfregio, un terribile avvertimento. Ma mediaticamente fallito.

Poi possiamo rifletterci sopra. E' fallito per un oggettiva scarsa visibilità, pur avvenuto in una città da otto milioni di abitanti, una capitale del mondo così come lo è New York? E' fallita perchè la gente ha reagito con rabbia ma senza panico, senza disperazione, senza scompostezza? O è fallito perchè tutti un po' ce ne fottiamo, perchè è un film già visto due volte e alla terza ti rompe un po' i coglioni, anche se sai che la quarta replica è già pronta e qualcuno magari ha segnato i nomi di Milano o Roma in cima alla lista? I minuti al tg già stanno vistosamente calando, i giornali dedicheranno sempre meno pagine. E' un attentato quasi fallito. Se è fallito perchè siamo grandi o perchè siamo stronzi, questo proviamo a pensarci un po' su. Che il risultato sia più o meno lo stesso, bisogna dire che è davvero singolare. Mondo, mi fai paura.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:17 |


venerdì, luglio 08, 2005
 

NIENTE DI NUOVO

Sarà perchè non sono dell'umore giusto, ma l'operazione Solari mi fa girare un po' i coglioni. E quindi preferisco buttarmi a malavoglia a parlare di laterali sinistri argentini, scacciando così pensieri di geopolitica per i quali non sono sufficientemente lucido. Per carità: da irragionevole tifoso interista, apro un'ampia linea di credito a Solari, che magari ci stupirà e diventerà l'uomo decisivo del campionato (anche se di Cambiassi non è che ne capitino tutti i giorni, specie all'Inter). Però, quando leggo che gli daranno due milioni di euro per tre anni - a uno che non gioca stabilmente titolare da non so quante stagioni - penso e ripenso ai soliti nostri errori, ai troppi zeri in calce ai nostri prestampati, ai contratti stilati con l'accetta, un tanto al chilo, sempre a favore del fortunato di turno, beato lui. Anche la storia interista di Solari è strepitosa: ce lo rifilano quasi come presa per il culo nell'affare Ronaldo, lo rifiutiamo con sdegno preferendo soldi contanti e ingaggiando un'epocale battaglia legale con il Real, e adesso gli spalanchiamo le porte e il libretto degli assegni. Nel frattempo è un po' invecchiato e non ha giocato moltissimo, macchè, però vuoi non dargli un paio di milioncini di euro? Eddai. Per evitare di rimuginarci troppo, passo a considerazioni squisitamente lombrosiane. Ai tempi dell'affare Ronaldo aveva un'altra pettinatura, mentre oggi arriva a Milano in versione bellicapelli. Ha un faccione un po' inquietante. Sembra uno che ti vuole fregare. Oppure il tipico acchiappafighe da riviera. Mi rievoca volti noti e padanamente vicini, sia pure più ruspanti. Per chi non lo sapesse, Solari è quello a sinistra.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:19 |


giovedì, luglio 07, 2005
 

Londra 2005

Madrid 2004

Roma 2006

(o facciamo finta che non ci riguardi?)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:20 |


mercoledì, luglio 06, 2005
 

GENTE UN PO' COSI'

"Sì, ci sono altre squadre, ma io preferirei il Milan". E allora vai, vacci anche tu. Giocate a quattro punte, così il presidente onorario è contento.

Intanto Solari è a Milano e sta facendo le visite mediche. Cazzo me ne frega di Gilardino. Ce l'ha una sorella, Gilardino?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:45 |
 

PARACULI

(...) si inseriscono nel clima dell'emozione data dalla notizia di Vieri al Milan. Il colpo si è inserito fra l'attesa esistente fra i rossoneri di un altro grande colpo e il dispiacere per Hernan. Una notizie come quella di Vieri milanista schiera e fa discutere i tifosi. Esattamente come era accaduto quattro anni fa per Inzaghi, con tutti i piacevolissimi sviluppi che ha avuto l'avventura milanista di Superpippo. Per quanto riguarda invece Bobo, alcune frasi del benvenuto del sito ufficiale sono state interpretate come frecciate all'Inter. Non è così e non poteva essere così, visti e constatati positivamente, peraltro da tempo, i rapporti di rispetto e cordialità fra le due società milanesi. Si è trattato semplicemente di una concessione alla cronaca. E' innegabile che Vieri negli ultimi tempi, eccezion fatta per la coppa Italia cui ha contribuito in maniera importante, non abbia vinto molto ed è legittimo che i tifosi rossoneri sperano che si possa togliere soddisfazioni importanti in casa loro. Fatalmente la provenienza di Vieri ha fatto pensare ad un clima da derby in questa constatazione. Clima che ci sarà, ma solo e come sempre in campo nella prossima stagione, con la consueta lealtà e con lo spirito giusto.

(dal sito del Milan, ovviamente)

(il dispiacere per Hernan, puah!)

(rapporti di rispetto e cordialità, bleah!)

(frecciate all'Inter: gne gne gne)

(la Coppa Italia cui ha contribuito in maniera determinante: MA CHI?!)

(solo in campo, con la consueta lealtà e con lo spirito giusto)

(paraculi)

(mancava solo che scrivessere: con la consueta lealtà, lo spirito giusto e un paio di bengala)

(paraculi)

(merde)

(a proposito: chissà se Vieri giocherà al triangolare Tim)

(nella foto: non tutti i SUMA sono da buttare via)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:27 |
 

PEZZO DI MERDA

(CORDIALMENTE)

Bobo Vieri che lascia l'Inter per andare al Milan. Dai, dividiamoci. Dividiamoci tra vieriani e antivieriani, e poi dividiamoci tra ingenui e banali. Di qua gli Ingenui, forza: "Non c'è più morale nel calcio". Di là i Banali, dai: "Perchè stupirsi?". Dividiamoci, diobono, come al bar, come allo stadio. Diamo il via allo scazzo.

Io mi metto tra gli ingenui, senza dubbi e senza vergogna. Non dovrei stupirmi, mi direbbe un banale qualsiasi. E io gli rispondo che non sono stupito, no: sono indignato, schifato and so on. Lasciare l'Inter per andare al Milan - in questo momento storico, nel modo in cui è avvenuto, nel tracciare un bilancio dell'esperienza interista, facendo la conta di quello che ci si lascia alle spalle, di quanto si è dato a una società che ti strapagava fino alla nausea - è semplicemente spregevole. Non dovrei stupirmi? Il problema è che io non sono così. Io ragiono da amante del calcio, da uomo normale, con stipendio normale, vita normale. Qui siamo tra gente ordinaria, no? Gente che ci pensa due volte a tirare fuori i soldi di un abbonamento, forse anche di un biglietto piuttosto di un altro. Gente che magari deve scegliere se andare in questo o quell'anello. Gente che magari prende un giorno di ferie per vedersi una partita. Ordinary people. Gente che si emoziona per un gol, un contropiede, un colpo di tacco. Gente che fa la fila per una Coppetta. Posso dire che siamo tra gente vera, senza Cayenne, senza Rolex, senza figa foderata d'oro, senza Costa Smeralda? Posso dirlo, o qua c'è gente come lui?

Io non sono come lui. Io amo il calcio, una mia idea di calcio forse, che è un'altra cosa rispetto alla gente come lui. Amo la rete che si gonfia, amo smoccolare dai gradoni, amo la polvere e il sudore, amo la catena di momenti che trasferisce il pallone dalla nostra area verso la porta degli avversari, inesorabilmente, che mi verrebbe voglia ogni tanto di alzarmi è gridare

Olèèèèèèèèèè

al terzo passaggio esatto di fila. E amo l'adrenalina di una linea varcata, un gol, cazzo, bello o brutto, un gol che valga poco o tanto, ma che mi faccia alzare in piedi, dal divano o dal settore4cfila72posto35 questo non importa. Amo quei giocatori che mi trasmettano un senso di appartenenza. Amo quelli che ci mettono la gamba e magari anche il cuore, quelli che prendono i miliardi ma sanno che è pur sempre un gioco, un gioco di pallone, uno gioco di sguardi lanciati alla tribuna, di palle sguainate, di amore per una maglia. Amore prezzolato, per carità. Amore a termine, occhei, siamo d'accordo. Ma amore, diocaro. Amore da dimostrare, o almeno fare finta di. Se non amore, almeno riconoscenza. Tanto noi, dalla tribuna o dal divano, mica ce ne accorgiamo. A noi basta una scintilla, vera o artificiale che sia. A noi basta vedere che sotto una maglia a strisce nere e blu pulsa qualcosa. Poco importa che sia un cuore o un Compex. A noi basta poco, il minimo. Il dovuto.

E quello lì , cazzo, quello lì cosa ci ha dato? Qualcuno me lo dica. Volete che scremi uno a uno i suoi 120 e rotti gol perchè ne resti una quindicina di quelli pesanti, uno squallido e inutile dieci per cento? Volete che vi rielenchi le volte che non è andato in panchina, le volte che è sparito, le volte che ha messo giù il muso, le volte che ha trattato con altre squadre, le volte che ha incassato gli assegni da un miliardo del vecchio conio al mese e stop, ecco il suo senso di appartenenza, recarsi puntualmente alla sede sociale e ritirare la prebenda? Volete che vi spieghi la differenza tra il segnare per se stessi e pararsi il culo, e segnare per la squadra e portare a casa qualcosa? Volete intavolare una discussione sul perchè mai questo straordinario incasellatore di gol non ha mai vinto un cazzo?

Siccome sono un sentimentale, sono andato a rileggermi un po' di cose in archivio. Confermo tutto. Confermo la gratitudine per i gol segnati e per le volte (non poche) che si è sbattuto in campo contro difensori e arbitri e contro i suoi stessi tifosi. Confermo l'indifferenza mortale per un giocatore senza un briciolo di autorità morale, un'autorità che diobono non gli hanno dato 120 gol segnati con la stessa maglia, e ditemi voi se questo è un giocatore da ricordare o da mettere in cornice. Come ho scritto non lontano da qui, l'aver rinunciato a diventare leader della squadra, l'aver timbrato per sei anni il cartellino pro domo sua è un atteggiamento che non merita perdono nè comprensione. Io, ingenuo, ingenuo contro i banali, dico che di questo calcio senza morale Vieri è uno dei monumenti moderni, forse il più imponente, il Colosso di Rodi del calcio skyano e blatteriano, la merda  di calcio che ci meritiamo, non fosse che noi non siamo come lui e proviamo a dare un senso alle nostre emozioni di povera gente, povera ma intellettualmente onesta e puramente appassionata. Un grande centravanti, un piccolo uomo, con prevalenza della seconda che ho detto. Non è un caso che con Il Grande Centravanti Christian Vieri detto Bobo l'Inter Fc non abbia vinto un cazzo. Tanti auguri Milan, provateci voi cuginetti del cazzo a cavare il sangue dalla rapa.

Certo la vicenda conserva aspetti paradossali. Regaliamo un giocatore così al Milan, anzi pagandolo per andarci. Eppure vedo una sorta di dignitosa disperazione in tutto questo. Pagarlo perchè se ne vada, forse per le stesse ragioni che nutrono il mio risentimento: mandare via Vieri perchè è un mangiasoldi, un menarogna, un rompicazzo, un insopportabile, un campione senz'anima, una bandiera fasulla, una patacca da bancarella, il Grande Tappo che da sei anni trattiene le nostre bollicine. Stapppp! Lasciatemelo urlare: è il primo grande acquisto di quest'anno. Senza di lui siamo già migliori. Uno che se ne va senza salutare e passa al nemico nel giro di tre giorni, porca troia, a voi sta bene? A voi sta bene tutto? A voi sembra normale? A voi sembra giusto? Scusate, diobono, ma voi sarete mica come lui?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:32 |


martedì, luglio 05, 2005
 

SETTORADAMUS

 +  =

 +  =

 -  =

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:50 |
 

RIEPILOGO CORSO/1

(due o tre post per archiviare le vacanze)

Adoravo passeggiare sulla spiaggia, specie se la spiaggia è lunga chilometri e allora ti perdi nei pensieri più complessi. Mica guardavo solo la figa. E no. Più interessante era considerare la fauna nel suo complesso e dividerla per razze. Per esempio: il maschio italiano ha il pizzetto, la donna straniera nordica è alta, il maschio straniero nordico è fosforescente, le francesi emanano un'allure tutta loro. Così, mentre cercavo di ricordare con esattezza dove giocasse Wome la scorsa stagione, dividevo l'umanità in belli e brutti, latini e sassoni, fighe e roiti, tamarri e gente normale. Fino a che, forse per una inconscia solidarietà tra stranieri, una coppia di biondoni  - sicuramente non corsi, non francesi, non italiani, non svizzeri, ma perlomeno olandesi, o forse americani, o non so che cazzo - mi sceglieva tra decine di camminatori a spiaggia e rivolgendomi un sorriso ammiccante mi faceva in coro:

"Ehi!"

Al che io, con un solo cenno del volto e con un solo movimento quasi impercettibile del labbro, a simulare un sorriso di cauta accondiscenza, dicevo:

"Sì?"

Quindi lei prendeva in mano la situazione e mi chiedeva:

"What time is it?"

Ora, se tu sei in Corsica, territorio francese, passato italiano, presente separatista, e ti senti rivolgere una domanda in inglese, ancorchè elementare, devi fare qualche switch nel tuo cervelletto e connetterti a una modalità diversa, perchè ti hanno chiesto l'ora diobono, ma in inglese, e tu sei italiano, ed eri pronto a rispondere tuttalpiù in francese trovandoti in Corsica, ma adesso devi dire l'ora in inglese e sono cazzi. Switcha, switcha, switcha. Ci sono. Adesso gliela dico.

"Ileven oclok".

"Thank you!"

Diceva lei, tirandosi su gli slip del bikini. Mentre sentivo scorrere il mio ilevenoclok, mi accorgevo che la ragazza aveva un copricostume lungo fino al ginocchio, ma evidentemente non aveva il costume sotto e se lo stava mettendo chiedendomi l'ora. E mentre diceva "Thank you!" completava l'operazione, lasciandomi intravvedere una frazione del suo cespuglio baricentrico dal quale capivo che era finta bionda. La situazione era comunque molto erogena, anche perchè lui, l'olandesone, mi sorrideva grato mentre io fornivo informazioni e valutavo il pelo intimo della signora. Tutto questo, essendo ancora switchato sulla modalità english, mi induceva a pensare tra me e me:

"Big dick, I would like to have a sexual intercourse with you"

(Minchia, un colpetto te lo darei)

ma anche a rivolgere un sorriso di cortesia all'olandesone, che mi mostrava trentadue denti di pura gratitudine piegando in quattro il salviettone familiare:

"You happy, ugly fat man"

(contento tu, ciccione)

Il breve incontro terminava con i saluti di rito:

"Hy!"

"Hy!"

al termine dei quali mi re-switchavo sulla modalità noio-volevom-savuar. La cosa divertente era che non avevo l'orologio: comunque se non erano le undici saranno state le undici meno dieci o giù di lì.

(nella foto, un cespuglio non pelvico)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:11 |


lunedì, luglio 04, 2005
 

A NON RIVEDERCI

(in Corsica è in atto un'offensiva anti-italiana. Intanto la Corsica Ferries ha dirottato i traghetti superveloci a Nizza e Tolone, cos&igra