www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
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domenica, ottobre 30, 2005 LA PRAVDA (facilities for interisties) - 2 APPIANO GENTILE .- Dopo l’allenamento di questa mattina al centro sportivo "Angelo Moratti", Adriano ha parlato con Giacinto Facchetti. Al termine della conversazione, l’attaccante brasiliano ha raccontato: "Ho analizzato con il presidente il mio momento e gli ho ribadito la mia voglia di ritrovare la miglior condizione per poter dare all’Inter quello che, ultimamente, non sono riuscito a dare, complice anche il dolore alla spalla, che non è ancora completamente passato. Ma ora, senza scuse o alibi, devo concentrarmi sul lavoro, su quello che mi chiedono la Società, l’allenatore, i compagni e i tifosi. Poco tempo fa ho fatto una scelta precisa, ho rinnovato il contratto con l’Inter: qui voglio vincere e continuare a crescere, come uomo e come calciatore. Credo che possa capitare a tutti di attraversare un momento-no. Anche attraverso i richiami la Società mi ha dimostrato affetto e attenzione, lo ha fatto per il mio bene e per questo la ringrazio. All’Inter, attraverso il presidente, ho promesso di dimostrare, sul campo e non a parole, di voler superare le difficoltà con impegno e disponibilità nei confronti di Mancini e dei compagni". Traduzione di Settore: "Tre giorni fa sono arrivato con un'ora di ritardo a un allenamento, ieri a Genova ho fatto cagare: Facchetti è venuto ad Appiano Gentile e mi ha fatto un culo così. Poco tempo fa ho fatto una scelta precisa, ho rinnovato il contratto con l'Inter. Così guadagno una barca di soldi ed evito all'Inter l'inculata del paramento zero, che mi sembra già un bel gesto di riconoscenza. A Milano c'è figa, altrimenti sarei già da qualche altra parte, mica in questo postaccio pieno di argentini. A casa mia è quasi estate, diobono. Aggiungiamoci che il Brasile mi convoca anche per le amichevoli con Zanzibar e Andorra: insomma, mi sono rotto i coglioni di giocare a pallone a destra e a sinistra, eccheccazzo. Ho promesso al presidente di superare le difficoltà con impegno e disponibilità, anche nei confronti di quell'imbecille di Mancini e di quei coglioni dei miei compagni, compreso quell'infame di Veron. In realtà non me ne frega un cazzo, e poi mi fa male la spalla: del resto, cosa avrei dovuto far scrivere all'ufficio stampa, che ho riso in faccia a Facchetti?" Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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RUN LIKE A DEEJAY Quando arrivo per la punzonatura, lo spiazzo intorno a San Siro brulica di gente che porta via le immondizie di Milan-Juve, e la trovo un'immagine ricca di simbolismi, come in quei film iraniani che poi vincono chessò, a Berlino. Dietro lo stadio invece è tutto uno zompettare di gente che si scalda o fa stretching. Quando vedo gli altri mi viene sempre l'ansia da prestazione, e poi un diecimila non l'ho mai fatto. Poi penso che due anni fa correvo a stento per un paio di chilometri, e oggi considero un diecimila una gara troppo breve. Una considerazione che mi fa stare meglio. Siamo in 1400 e passeggiando verso il deposito borse mi pongo due obiettivi seri: stare sotto i 50 minuti e arrivare nei primi mille. Aspettando la partenza colgo qua e là pronostici e previsioni, tutti al di là delle mie possibilità. Mi sistemo allora in una sezione di gente tranquilla, che si accontenta di stare sotto l'ora. Stefano Baldini ci saluta dalla prima fila. E' un bel tipo. Secondo me tromba alla grande, altro che maratone. Oggi non corre. Cioè corre, ma non seriamente. La farà insieme a Linus, quindi arriveranno intorno ai 44 minuti. Ci metterei la firma, anzi due o tre firme. Pum. Si parte. Basta pensare. Pigio il crono, attivo l'Mp3 e metto un passo dopo l'altro. La cosa più bella di queste cazzo di corse è guardare la gente che hai davanti: quelli che allungano e non li vedi più, quelli che vanno più o meno come te, quelli che li vedi lontanucci, poi vicini, poi a un passo e poi li superi, quelli che li vedi baldanzosi all'inizio e li raccogli col cucchiaio verso la fine, quelli che ti superano a due chilometri dall'arrivo andando il doppio di te e ti chiedi dove cazzo erano prima. Vedi 1400 stili di corsa diversi, ed è un piacere per gli occhi. Guardo anche il mio: getto uno sguardo alla mia ombra e al capello che ondeggia e mi sembro sufficientemente baldanzoso. Diecimila metri durano poco, tanto che quando passi il nono chilometro improvvisi addirittura uno sprint prolungato: una figata per me che nelle mezze maratone mi appropinquo all'arrivo che sembro Sbirulino in crisi di fame. Alla fine una coda di due minuti per la medaglia, di quindici secondi per restituire il chip e di 40 (quaranta) minuti per ritirare il pacco gara. Il ristoro? 'na crostatina e 'na bottiglietta de minerale. Deejay, affettuosamente: mavaffanculova. p.s.: sono arrivato nei primi mille e sono stato sotto i cinquanta minuti. E che si inculi il pacco gara. (nella foto: un collega emiliano) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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sabato, ottobre 29, 2005 AMARCORD In un attimo di scoramento, tra infortuni e squalifiche e scarse certezze, abbiamo deciso di fare le cose che sappiamo fare meglio, perchè le abbiamo ripetute un sacco di volte: le partite di un anno fa.
(nella foto: Diana con la suocera)
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23:07
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SOLO TRA LA GENTE
Cazzo. Mi reco negli immediati dintorni dello stadio Giuseppe Meazza per ritirare il pettorale della DeeJay Ten (manifestazione podistica per fighetti in programma domani mattina) e mi trovo immerso in un mondo orribile, pieno di bancarelle rossonere e bianconere e di spaventosi individui che scendono dai pullman sei ore prima della partita, mostrando fieri di non so bene cosa le loro agghiaccianti sciarpe. Mi sento un intruso e sono pervaso da una labirintite morale che mi fa perdere la strada. Tutto questo perchè il posto dove dovevo ritirare 'sto cazzo di pettorale (perchè mai mi sono iscritto a una gara diecimila metri, in cui sarò destinato ad arrivare tra gli ultimi dieci?) era nascosto da un elefantiaco carrozzone bianconero, un ospitality point che la Milano da bere al confronto era Cerro al Lambro. Un gorilla mi ferma all'entrata e mi fa: "Scusi, dove va?" Volevo rispondergli: "Senti, G.Man dei poveri, ho la faccia di uno che va a scroccare una tartina alla Juventus?" Ma gli ho solo detto: "A ritirare il pettorale". Al che lui mi fa: "Occhei". A far la fila c'era gente molto fitness. Questa gara odora di plastica e paillettes, mentre io sono uno da panino alla porchetta e pisciata clandestina sul primo pioppo modestamente appartato. Quello davanti a me aveva una spocchia un po' fastidiosa, neanche fosse un keniota sbiadito. Mi è venuta l'ansia da prestazione. Sono ripassato vicino al mausoleo bianconero. Fuori passava una bancarella semovente tutta milanista e con una sciarpa in bella vista: "Fuck Inter". Quando sono tornato in macchina, mi sono rallegrato che non mi avessero rubato tutte e quattro le gomme. Ed è stato l'unico pensiero allegro in questo inizio di pomeriggio all'insegna del noir. Mi sarei impiccato al Trenno, con il pettorale appuntato alla camicia, se non fosse che ora gioca l'Inter e sono curioso di vedere come va.
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18:04
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venerdì, ottobre 28, 2005 TOUCH Squalifiche, infortuni, elucubrazioni manciniane, voci su panchine traballanti, addirittura la tabella-scudetto. Potevo strafogarmi di post su post su post su post. Poi ho pensato che domani giochiamo alle 18. Mi sovvengono ricordi di partite del cazzo. Il sabato alle 18 per noi è una iattura totale. Quindi switcho le mani dalla tastiera e le metto in modalità pacco. Fino a domani alle ore 19,50.
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giovedì, ottobre 27, 2005 IDEE CHIARE
Stop, parliamo del futuro. Anzi no, ancora un pochino del passato. Tosattando qualche post fa e spiegando le ragioni della mia sperticata fiducia, avevo parlato di Palermo come di un'eccezione. E invece abbiamo replicato Palermo (anche nel risultato e nella successione delle reti) dimostrando che, se ben aggrediti, siamo perfettamente in grado di non capirci più un cazzo. A Palermo, piuttosto, si poteva dare la colpa alle invenzioni del Mancio. Ieri non c'è stato turnover rispetto alla partita precedente, vinta a Udine. E allora? Mancini si è svegliato annunciando al mondo di avere le idee chiare. Ce ne avesse confessata almeno una, però. Sono le sei, e tutto tace. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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mercoledì, ottobre 26, 2005 LA DURA REALTA' Cominciamo dalla fine? Il rigore dello 0-3 se lo sono inventati Montella e Rosetti. Il tentativo di riscossa è stato apprezzabile, il cuore non è mancato ma siamo molto più sfigati dello scorso anno e le rimonte non ci riescono più, ormai è ufficiale. Quanto al primo tempo, non credo ci siano problemi tecnici a fare avere una registrazione a Mancini, e che se le veda tutta la notte, e che domani al Cral di Appiano Gentile se la vedano tutti. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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FIRST HALF NIGHTMARE - ... no, appunto, sono molto fiducioso perchè non prendiamo gol su azione, e poi sono settecento e rotti minuti di imbattibilità a San Siro in campionato, e quindi siamo uno squadrone che deve solo prendere maggior coscienza dei propri mezzi e tirare fuori le palle e... GOL DI MONTELLA! - Dicevi? - No, niente, sai, la legge dei grandi numeri (porca troia bagascia) PALO DI MANCINI! - I grandi numeri? - Beh, certo, sono leggi matematiche (merdaccia boia) PALO DI CRUZ! - Argh! La riscossa. Ce li magnamo. GOL DI TOTTI! - Dicevi? - Dicevo che sto preparando il nuovo blog, puntocroce.splinder.it, sulle gioie dell'uncinetto. Il calcio mi ha rotto i coglioni. Hai degli Orociok?
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21:23
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martedì, ottobre 25, 2005 LE RUSPE DI SINISTRA Ogni tanto capita che a sinistra si sviluppi un dibattito serio, non legato a una qualsiasi elezione o a una qualche sparata di dubbia autenticità o a una qualsivoglia iniziativa antiberlusconiana. Non so se qualcuno stia seguendo quello che accade a Bologna, ma trovo sia il più interessante spunto di discussione che la sinistra italiana abbia offerto negli ultimi anni. Ricapitolando: Bologna si riconsegna alla sinistra dopo la parentesi Guazzaloca, dopo che la sinistra stessa ha spedito a candidarsi nientemeno che Cofferati, il Recoba della rive gauche, uno dal grande talento ma dallo scarso senso pratico davanti alla prospettiva di diventare un leader, anzi, "il" leader. E infatti il Cinese accoglie a braccia aperte l'offerta di ripiegare su Bologna (meglio che aspettare la pensione facendo il finto contabile alla Pirelli), una poltrona sicura tipo il seggio al Mugello. Cofferati vince a mani basse e ritrova il salutare contatto con il popolo. Ma finita la bicchierata in sezione si mette a fare il sindaco sul serio, facendo capire che il compagnismo tipo Festa dell'Unità deve quantomeno convivere con l'etichetta e le regole imposte dalla fascia tricolore. Il sindachismo di Cofferati comincia in sordina, ma comincia presto. Lo invitano al rave party e lui non ci va. Poi comincia a rompere i coglioni ai centri sociali che si allargano un po' troppo, poi manda le ruspe a demolire le baracche dei romeni sul Reno e adesso prepara qualche nuovo sgombero di aree e case occupate abusivamente. Ma come, si chiede qualcuno, non era un compagno questo qua? Lo applaude la borghesia, lo applaude la sinistra rigorista, storce il naso il mondo cattolico, si fa le seghe la destra, Rifondazione si incazza, i Ds invece no, o meglio non tutti, come al solito. E veniamo al dibattito. Cofferati - apriti cielo - è di sinistra o è - rumore di tuoni in lontananza - di destra? E' tollerante o forcaiolo? E' legalista o paraculo? E' illuminato o rinnegato? Esistono le ruspe di sinistra? Esiste il rigore di sinistra? Esiste la legalità di sinistra? Esiste la sicurezza di sinistra? Non sono domande da poco, e per mettere alla prova uno di sinistra me le sono fatte da me. E mi sono scoperto più cofferatiano di quanto pensassi. La sicurezza, intanto. La sicurezza credo sia di tutti, e uno che la invoca non è per forza un fascio. A gente di sinistra da generazioni, qui a poche decine di metri da me, hanno aperto un bar sotto casa che sta aperto fino alle due di notte, con i ragazzi che fanno casino per strada e vomitano contro i muri e urlano. Se si lamentano, vuol dire che sono diventati improvvisamente di destra? Chiedersi dove stanno i clandestini, cosa fanno per vivere, andare a vedere cos'hanno nelle baracche, valutare le condizioni di vita di donne e bambini, decidere di demolire le baracche in riva a un fiume, insomma, tutto questo è di destra? Se un'area o una casa è occupata "abusivamente", vuol dire che c'è qualcosa che non va o non ho mai compreso appieno il significato dell'avverbio "abusivamente"? Quanto può durare il chiudure un occhio, il lasciar fare, il fare finta di niente? Non è, questo, un atteggiamento sciatto e superficiale e doloso? Cioè, diciamocelo: di destra? Credo che sia molto facile dire: io sono tollerante, il Cinese invece è uno stronzo. Il Cinese fa il sindaco di una città difficile, e fare il sindaco significa applicare leggi e regolamenti e salvaguardare i diritti di tutti i cittadini. Più difficile è dire: io sono tollerante, e da tollerante e progressista chiedo alla sinistra italiana di farsi carico di creare le condizioni perchè la tolleranza sia applicata. La mia tolleranza nei confronti di un moldavo che chiede l'elemosina al semaforo è dargli 50 centesimi e rispettare la sua sofferenza e pormi un sacco di domande su dove va il mondo e contribuire a cercare le risposte. La mia tolleranza nei confronti di clandestini che girano in Bmw e si mischiano ai disperati delle baracche per spacciare droga o riciclare refurtiva o mandare le donne a battere, ecco, è zero. Non mi riempio la bocca di parole e concetti "di sinistra" perchè va di moda e perchè l'anno prossimo vinciamo noi. Io metto a disposizione il mio cervello e la mia voglia, e ci pensi la sinistra che avrà il mio voto a creare condizioni di sinistra (che, sono arciconvinto, saranno sempre più moderne e illuminate delle più moderate e accettabili condizioni di destra). Con queste leggi e queste condizioni, Cofferati fa il sindaco. E secondo me al novanta per cento dei bolognesi, ne sono certo, va benissimo così.
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15:28
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AVERE FIDUCIA Allora. Prendiamo le 14 partite (8 di campionato, 5 di Ciempions, 1 di Supercoppa) sin qui disputate. Scartiamone una, quella di Palermo. Esaminate le altre 13, quindi con un buon supporto numerico, possiamo dire che quella di Palermo è stata l'eccezione di questa stagione, forse addirittura delle ultime due stagioni: una partita sbagliata, una formazione sbagliata, un atteggiamento sbagliato, la squadra messa sotto, una confusione diffusa, una reazione tardivissima. Oggettivamente, nelle due stagioni manciniane un'altra partita così non me la ricordo. Quindi, escludiamola e speriamo di non rivederne mai una così. Rimangono le altre 13. 10 vittorie, 1 pareggi, 2 sconfitta. Ruolino (quasi) di lusso. In campionato abbiamo 6 punti in più dell'anno scorso. Siamo terzi in classifica a un punto dalla seconda. Che la prima sia 6 punti avanti dipende solo dal fatto che le ha vinte tutte e otto, e ci tocca far tanto di cappello. Ma parliamo di noi. In attacco finora abbiamo fatto a meno di Adriano, che in pratica ha giocato decorosamente due o tre partite. Ma è per tutto l'anno solare 2005, in realtà, che abbiamo fatto a meno di Adriano: è al suo quarto infortunio e in campionato ha segnato 5 gol, di cui 3 col Treviso. Ricordandomi com'era (lo strepitoso periodo prenatalizio dell'anno scorso, quando peraltro funzionava solo lui), sottolineo con orgoglio che non siamo Adriano-dipendenti, ma proprio no. E mi piace sottolineare la tonicità e anche l'umiltà dei due panchinari, Cruz e Recoba. A centrocampo l'unico che può far danni è Mancini. La strada è tracciata, l'assetto è solo uno. O almeno, basterebbe evitare sperimentazioni nelle partite più complicate. A sinistra la sfiga impera sovrana (Solari è una pippa clamorosa, Stankovic purtroppo si è fermato sul più bello), ma a destra (e ora, ohibò, anche a sinistra) dove l'anno scorso c'era un olandese anemico oggi abbiamo un monumento portoghese. Ma la vera, grande, strepitosa novità è la difesa. Eliminato l'ansiogeno Toldo e inserito un cazzuto come Samuel, ci ritroviamo con un reparto con i controcazzi. Torniamo all'inizio. Eliminiamo Palermo. Teniamo le altre 13 partite. 2 gol su punizione dalla Juve, occhei? 2 autogol dal Porto, occhei? Ecco: in 13 partite abbiamo subito un solo gol su azione, dal Donetz, in una partita che ormai non contava più un tubo. A Palermo non voglio più pensare. Juve e Porto sono state partite perse, e dal bilancio fallimentare, non tanto per quello che abbiamo subito, ma per quello che non abbiamo saputo fare. Penso alla difesa, che l'anno scorso aveva già subito una ventina di gol e quest'anno invece è il nostro valore aggiunto. Penso che non sia un delitto avere fiducia. Non resta che una cosa da fare: tirare fuori i coglioni ad libitum, e non a targhe alterne. Giuro che dal divano ci metterò tutto il mio impegno. E così spero di voi, e di loro. Evviva l'Inter, evviva l'Italia, evviva la gioia e la letizia tra i popoli, abbasso la Juve. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, ottobre 24, 2005 LA PRAVDA (facilities for interisties) Questo è un blog di servizio, prima di tutto. E quindi inauguro oggi una rubrica che credo sarà molto utile agli interisti. Si tratta della traduzione in italiano spiccio dei comunicati di Inter.it. Per fare risparmiare tempo agli amici nerazzurri, e per andare direttamente al nocciolo della questione (a Inter.it cazzeggiano non poco), riporterò il testo originale e a seguire la mia personale interpretazione, tesa a stabilire la verità dei fatti. Il testo originale: Il centravanti nerazzurro Adriano Leite Ribeiro è stato sottoposto questa mattina ad una serie di esami per accertare l'entità dell'infortunio riportato nel corso della partita di ieri vinta contro l'Udinese. Traduzione di Settore: Adriano non si è rotto un cazzo. Infatti stamattina gli abbiamo bendato la spalla, come avrebbero fatto anche quegli sboroni di Milan Lab. Appena gli passa il dolore è abile e arruolato. Col cazzo che vi descriviamo con altrettanta dovizia di particolari l'infortunio di Stankovic, che comunque è vivo e in grado di pedalare sulla cyclette. Quanto a Kily, erano dai tempi di Kanu che non avevamo a che fare con uno sfigato simile. Rienterà a gennaio, senza fretta, tanto ci abbiamo Solari (vabbe', dai, si fa per scherzare). Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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NEANCHE POPPER Due o tre giorni fa ho visto un telegiornale aprire con la seguente notizia: "E' morta un'anatra" Ieri ne ho visto un altro riportare tra i suoi titoli principali la seguente notizia: "L'anatra è morta, ma non di influenza" Niente. Fantasticavo e mi ponevo una questione. Metti che uno si risveglia dopo dieci anni di coma, o metti che un eremita torna alla vita civile dopo dieci anni. Se in questi giorni gli fanno vedere il telegiornale, come potrebbero commentare se non così: "Minchia, com'è diventata capillare l'informazione"
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12:58
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domenica, ottobre 23, 2005 SI FA COSI'
a) magari fare sempre il 4-4-2 non sarà il massimo della fantasia e dell'appeal calcistico, ma se una cosa ci viene bene perchè inventarsene un'altra? Quando il Mancio fa il Cuper (cioè si produce in improbabili soluzioni tattiche in occasioni di match cruciali), l'Inter fa cagare. b) del Solari attuale (noi tutti speriamo che non sia il Solari standard) è meglio chiunque. L'infortunio di Stankovic è stata una mezza iattura, in quest'ottica. Quindi la posizione ideale di Solari è proprio quella di oggi: in panca. Figo a sinistra è un sacrificio, ma quando si accentra e tira sono cazzi (per gli altri). Zè Maria ala destra è molto meglio che terzino (non è capace). E rispetto a Oporto oggi le cose sono funzionate molto meglio. c) un Veron come oggi toglie ogni dubbio a centrocampo, nel senso che Pizarro non può che fargli da riserva. O da alternativa. Insieme no, non ci siamo. Per Cambiasso, poi, l'assetto ideale è quello di oggi. d) abbiamo cominciato bene il ciclo di ferro. Ora sarebbe il caso di tirare fuori i coglioni e fare due, tre, quattro, cinque (and so on) belle partite consecutive. Siccome la sfiga non ci risparmia (due punizioni con la Juve, due autogol con il Porto), il fieno in cascina dobbiamo mettercelo noi. p.s.: una segnalazione per Materazzi. Non avevo mai visto uno subire un pestone al pisello. Ha rischiato di diventare donna. Un minuto dopo era già in campo. Chapeau. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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sabato, ottobre 22, 2005 EL PEL DE POTA
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venerdì, ottobre 21, 2005 GIUSTIZIA DEL CAZZO (de sputorum differentia et hominibus stoliditate) Tutti ad aspettare la sentenza su Vargas e sul suo sputo da codice penale, e poi che succede? Che viene comunicato (a un paio di settimane dallo sputo) che il filmato è stato presentato fuori dai termini previsti (entro le ore 12 del giorno successivo alla partita in questione) e che il ricorso è stato così "irricevibile". Quindi, ricapitoliamo. Samuel si è beccato tre giornate per uno sputo forse diretto a Nedved (un successivo filrmato, "irricevibile" anche questo, ha dimostrato che tra i due c'erano almeno quattro metri e che nemmeno un lama ben allenato avrebbe potuto centrare Nedved), sulla base di qualche fotogramma pompato dal teleobiettivo. Vargas, invece, viene colto da una tv privata mentre si china su Brocchi, che ha appena segato di brutto, e gli sputa da mezzo metro, dall'alto verso il basso, alle spalle. Il Vargas medesimo, nei giorni successivi, si inerpica in una spassosa autodifesa che, secondo me, un buon avvocato avrebbe potuto giocarsi come aggravante. E invece niente, un cazzo, perchè il filmato è "irricevibile". Mi permetto di dire due cose al giudice Laudi, al sistema della giustizia sportiva e a quello, più in generale, del calcio italiano. Intanto, una quisquilia: se il filmato era "irricevibile", perchè cavolo non ce lo hanno detto il giorno stesso, invece che dopo tutto questo tempo? Vabbe'. Seconda, e più importante, questione: si è deciso di utilizzare la prova tv - pur con una serie di distinguo e di eccezioni - e di sfruttarla per punire le simulazioni e i vari atteggiamenti gravementi antisportivi, come i falli a gioco fermo e gli sputi. Giusto. Ma io, un settoruccio qualsiasi, che insegnamento traggo da questa vicenda? Che messaggio mi arriva? Che Samuel è stato sfortunato e che Vargas è stato Fortunato? Che è meglio sputare in maniera clamorosa, tanto poi l'arrangiamo in qualche maniera, piuttosto che sputare ad minchiam ma in favore di telecamera e durante un Juve-Inter in posticipo interplanetario? Aggiungiamo che anche Laudi, come Samuel, è stato sfortunato. Perchè se applichi in un caso molto fumoso una pena molto dura - tre giornate per sputo presunto -, e se vai avanti come uno schiacciasassi anche contro l'evidenza di un secondo filmato che quantomeno mette in forte dubbio la tua decisione, è chiaro che al secondo episodio tutti si aspettino da te un atteggiamento altrettanto rigoroso, o magari di più. E invece, che sfiga, Laudi dà tre giornate a uno che probabilmente NON ha sputato all'avversario, e non può dare niente a uno che a momenti vomita sull'avversario e lo finisce a calci perchè il filmato è "irricevibile". Certo, se la norma prevede un termine e il termine non è rispettato, va bene così. A me ricorda tanto quelle multe che ti fanno certi vigili: una cinquantina di euro perchè il culo della tua macchina sporge di 15 centimetri sulla strada, sai, quelle cose lì. Quelle multe che poggiano saldamente su una norma, ma non sul buonsenso. Quelle multe un po' provocatorie, che ti arriva da gente tutta chiacchiere e distintivo, quelli che fanno i bulli con il blocchetto in mano e ti guardano e sorridono perchè sanno che ti stai incazzando. Ecco, giudice Laudi, lei ci ha fatto incazzare, e in più ha dato una bella spallata anche alla credibilità della prova tv. Promemoria per i delatori: se volete far ricorso contro pugni e sputi sfuggiti all'arbitro, ricordatevi che il tempo stringe.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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PUBBLICITA' Non mi sono nemmeno accorto che siamo arrivati a quota quattrocentomila. Epperò. Caffè pagato a tutti.
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giovedì, ottobre 20, 2005 BYE, WILLIE
Un paio di settimane fa, la foto qui sopra era in bella mostra sulla Gazza, per quanto non in apertura di pagina come avrebbe meritato. Ma spesso le belle storie vengono messe un po' in basso, come per distinguerle da quelle brutte, ma anche per ricordarti le gerarchie vere: prima le brutte storie, poi quelle belle. La foto è piccolissima e la didascalia ce la metto io: trattasi, da sinistra, di Magnifico, Zampolini, Lasi, Sojourner e Antonello Riva. Tutti ex-giocatori, alcuni grandi, alcuni grandissimi, che si sono ritrovati tutti a lavorare a Rieti, in Legadue. Come se l'Inter, fatte le debite proporzioni numeriche, prendesse venti grandi-ex e li mettesse tutti nei posti strategici della società, dalla presidenza in giù. In diverse epoche, tutti hanno giocato a Rieti. In particolare, Zampolini e Sojourner hanno legato i loro nomi a una grande stagione del basket a Rieti, quando questa piccola società arrivò due volte alla semifinale scudetto e due volte in finale di Coppa Korac, vincendone una. Una favola di fine anni Settanta. Il pezzo della Gazza era tutto per Sojourner, l'ultimo del quintetto ad essere arrivato a Rieti. Sull'onda di questa operazione amarcord, il presidente era andato a scovarlo in America, dove era tornato a vivere un'esistenza normale, lui che a Rieti era un totem, un dio d'ebano, un gigante buono. Sojourner nell'intervista raccontava della sorpresa di essere stato ricontattato, dell'emozione di essere tornato a Rieti, del brivido che gli davano il palazzetto e quei quattro volti di vecchi amici, quelli con cui ha posato nella foto. E spiegava di non sapere bene cosa fare, di aver dato la sua disponibilità per due o tre mesi, perchè poi avrebbe dovuto decidere se tornare a vivere in Italia ad occuparsi del settore giovanile di Rieti oppure dar retta alla moglie a starsene negli States a guadagnarsi la pagnotta meno piacevolmente ma più vicino a casa. Willie stanotte si è schiantato contro un albero a pochi chilometri da Rieti. Aveva 57 anni e se vi capita in mano la Gazza di qualche giorno fa leggetevi quel pezzo e guardatevi bene la sua faccia. Si capisce lontano un miglio perchè a Rieti lo adoravano, trent'anni fa e anche adesso. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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PARLIAMONE bisax, ma non ci sono i blog dei bbilianisti?! xè vieni a scassare la minchia qua?! Il tempo in Padania è peggio che a Granada, e poi mi girano i coglioni per l'Inter. Ma non è questo il punto. Il messaggio di cui sopra, che potrete ritrovare tra quelli del post precedente, ha due grandi difetti: 1) è anonimo. 2) esprime una gigantesca cazzata. Allora. Quanto al punto 1), non ho nè il tempo nè i mezzi per escludere gli anonimi e fare pulizia, almeno ogni tanto. Mi tocca fare un appello pubblico, l'ennesimo. Non voglio escludere nessuno, tantomeno la globalità degli utenti non-splinder, ma almeno firmatevi, con un qualsiasi cazzutissimo nick (sempre lo stesso, magari), ma firmatevi. Quanto invece al punto 2), questo cazzo di blog non è l'esclusivo ritrovo di una categoria di persone, che peraltro mi sta molto a cuore, e cioè quello degli interisti. Lo ripeto ancora una volta: qui l'ingresso è libero, addirittura anche alla gente che mi prende per il culo in quanto interista, perchè a) può anche essere divertente, se fatto con civiltà b) e comunque, non è mia intenzione passare la mia vita a parlare con interisti, a fasciarmi la testa con loro o a masturbarmi collettivamente con loro. Io sono intimamente e assolutissimamente interista, e adoro parlare di cose interiste, ma non divido il mondo in interisti e non interisti. Ci sguazzo a fare le primarie tra Veron e Pizarro e magari tra un paio d'ore scriverò qualcosa sull'utilità del 4-5-1, ma ho anche altri interessi tra cui la corsa, il tennis, la cultura, la vita civica e la figa. Che poi un qualsiasi anonimo passi di qua e decida lui che deve frequentare questo blog (che poi è il mio), beh, mi sembra un po' eccessivo. Credo che si possa essere interisti e, contemporaneamente, democratici, progressisti, simpatici, aperti al dialogo. Io sono interista e di sinistra, e allora? Non ho alcun problema a rapportarmi con uno di Forza Nuova che tifa Fidelis Andria, a parlare con lui di Cruz o della devolution, a leggere i suoi eventuali (e immagino strampalati) commenti. Probabilmente, non lo frequenterei nella vita "vera". Ma questo è un blog, cazzo, qui siamo tutti uguali, abbiamo una tastiera e un monitor davanti e quattro idee che ci frullano per la testa. Io direi di approfittarne, almeno qua. Proviamo tutti a fare i democratici e i non-anonimi. Poi, nella vita "vera", cazzi miei e cazzi vostri. E' come se foste tutti nel mio soggiorno, a sparare cazzate e bere due birre. Se poi fuori dal cancello vi mettete a rigare le macchine o a pisciare sugli zerbini, non me ne fotte un cazzo (purchè non sia il proprietario della macchina o dello zerbino in questione). Ma qui dentro, per favore, tenete gli anfibi giù dal divano e non ruttate. Grazie. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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13:29
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mercoledì, ottobre 19, 2005 LA TRASFERTA / 2 Non so un cazzo della partita, quindi potrei fare un commento serio ma mi astengo. Il barista mi ha detto che il Porto ha giucado mejor. Gli ho detto che comunque abbiamo preso due autogol. Mi ha risposto che non fa nada, cuenta siempre dos. Gli ho chiesto un brandy. Me lo ha dato. Quant'e'? 15 euro. (sierata de mierda) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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22:50
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LA TRASFERTA Questo post non ha significato alcuno, se non quello di fare lo sborone. Sono a Granada, Spagna. Ho trovato un bel pc incustodito e mi ci trastullo, a cinque minuti da una cena e a quindici da Porto-Inter. La tastiera ha le lettere mischiate, cazzo, non trovo la m, e meno male che non devo scrivere mamma cento volte. Non trovo nemmeno le lettere accentate, anzi, pare che qui non esistano. Chiedo scusa per gli eventuali refusi. Ma questo e' un problema da nulla. Con un collega, parimenti interista, ho appena concluso una lunga trattativa con i due baristi. Mentre noi saremo incravattati e inchiodati nella cena del salone accanto, loro sintonizzeranno il loro schermo al plasma su Sky Spagna (ammesso che si chiami cosi'). A turno, ogni cinque minuti, io e il mio amico ci alzeremo con le scuse più banali e faremo una corsa al bar (distanza dai tavoli, gia' calcolata: 25 metri). La tv di stato spagnola trasmette Real-Rosemborg, ma noi abbiamo detto ai due baristi che non ce ne frega un cazzo. Loro, peraltro, sono d'accordo: uno e' italiano, l'altro odia el Madrid. Quindi staranno sintonizzati su Diretta Gol espagnola. Ora vado, senno' perdo il posto strategico a tavola. Devo mettermi vicino a un'uscita, anche perchè verso le dieci ci sara' uno spettacolo di flamenco. ve l'immaginate che figura di merda mentre passo in mezzo a sei ballerine di flamenco per andare al bar a chiedere cosa fa l'Inter de Milan? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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20:36
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lunedì, ottobre 17, 2005 VENEZUELA CORSARO Ecco, fai l'ospitale e te lo mettono in culo. Inter-Venezuela 0-1, gol di Maldonado (diobono, una ne fa e cento ne pensa). Infranta l'imbattibilità interna. Adesso ci tocca vincere 2-0 a Caracas, che non è mica facile. Si è giocato a porte chiuse, ma qui si potrà notare che c'era figa. Potevano almeno invitarmi. Avrei festeggiato volentieri l'esito delle primarie con quella in primo piano, appartandomi nel terzo anello. Peccato. Mai una soddisfazione.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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19:54
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domenica, ottobre 16, 2005 STILE INTER “Finchè qui non ci daremo regole, non si faranno mai le cose sul serio. E non si costruirà mai all'Inter qualcosa di importante. Il Livorno per quanto mi riguarda vale la Juventus. Ed alcuni giocatori invece non c'erano con noi. Io personalmente sono molto arrabbiato di questo, perchè è una mancanza di rispetto al gruppo. Questo ci deve far riflettere e capire cosa succede. Invece di costruire la tranquillità noi dall'interno siamo i primi a crearci difficoltà. Parlo dei dirigenti, di tutti ma anche di noi giocatori. A me dà fastido perchè cerchiamo di costruire con tanta voglia qualcosa di importante ed ogni volta riusciamo a crearci problemi da soli. Ripeto: finchè non ci saranno regole giuste e non si faranno le cose sul serio non si costruirà mai qualcosa di importante. Oggi avevamo bisogno di certi giocatori che purtroppo non c'erano. Meno male che l'Inter ha tanti altri campioni in rosa”. (J. S. Veron) "Io dico che qui nel gruppo dovremmo essere tutti uguali. Non sappiamo come siano andate realmente le cose, se ci sarà bisogno di chiedere scusa Adriano lo farà. Questa è una situazione anomala: abbiamo costruito un gruppo unito e in questo gruppo tutti dovrebbero essere uguali. Il comportamento a volte conta più dei risultati". (M. Materazzi)
"Se queste cose succederebbero alla Juve, sai che casino". (G. Gattuso)
(un'immagine della partitella di oggi pomeriggio ad Appiano Gentile contro una rappresentativa toscana. Domani, invece, partitone a San Siro contro il Venezuela)
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sabato, ottobre 15, 2005
Buonasera e benvenuti su raitre. Ecco i casi che affronteremo nel corso di questa puntata.
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22:26
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TRE UOMINI IN BARCA (interno aeroporto internazionale San Paolo del Brasile. Tre giovani uomini si guardano intorno attoniti) Julio (Cesar): guardate il tabellone, cazzo. Cosa vuol dire? Alvaro (Recoba): hai un dizionario? Adriano (Adriano): amisci, dov'è il duty free? Julio (Cesar): scusa, guarda il tabellone. Adriano (Adriano): volo soppresso? Accidenti. Alvaro (Recoba): porca troia. Julio (Cesar): vado all'ufficio informazioni. Adriano (Adriano): sì, chiedigli del duty free. (pausa) Julio (Cesar): cazzo, l'aereo non parte. Alvaro (Recoba): quand'è il prossimo? Julio (Cesar): tra 13 ore. Alvaro (Recoba): diobono. Chiamo Facchetti. Julio (Cesar): sì, bravo. Io chiamo Branca. Adriano (Adriano): sì, bravi, chiamate. Ciao, se vèdum. Julio & Julio: oh, dove cazzo vai? Adriano (Adriano): vado a Rio a inaugurare una fondazione per i bambini poveri. Julio (Cesar): sticazzi. E allora quando parti? Adriano (Adriano): mah, domani. Cia'. Alvaro (Recoba): vabbe', vado al duty. Ha risposto Branca? Julio (Cesar): sì, tutto occhei. Ha detto se abbiamo bisogno qualcosa. Alvaro (Recoba): gli chiedi se mi ricarica il telefonino? Julio (Cesar): bravo, lo richiamo. Dottor Branca? Alvaro (Recoba): non è dottore, pirla. Julio (Cesar): ma gli fa piacere. Alvaro (Recoba): sei proprio un ganzo. Mica come Toldo.
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giovedì, ottobre 13, 2005 E.R. (INFORTUNATI DEGLI ULTIMI CINQUE GIORNI)
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21:43
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DEL DROGARSI SENZA DROGA
E' ormai quasi buio quando torno al parcheggio, blocco il cronometro ma lo azzero senza guardarlo, mi metto una maglietta asciutta e rifaccio stretching al fianco di uno che imita mosse di un personalissimo kung fu, guardando verso un orizzonte che io non vedo. La scena è abbastanza irreale perchè io chiuda gli occhi allungando una gamba sul muretto e, fatto un rapido inventario, mi senta perfettamente vivo, da capo a piedi, organo dopo organo, protuberanza dopo protuberanza. p.s.: dedicato a quelli che si annoiano quando scrivo della corsa e me lo scrivono pure nei commenti. a) e alùra? b) non ci posso fare una sega. c) nel frattempo, è pieno di blog da andarsi a leggere. Personalità Confusa, per esempio, non corre. Credo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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15:43
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mercoledì, ottobre 12, 2005 FORZA CAVIGLIA
Sono quelle cose che ti fanno pensare. Le grandi riforme passano sempre con i voti di notte, o di sabato, o durante le guerre, o durante le partite, o mentre giornali e tv centellinano i nomi dei travestiti con cui ha passato la notte Lapo Elkann e la gente ridacchia e dice: "Uè, t'è vist al Lapo?". Alla Camera sta succedendo di tutto mentre noi pendiamo dalle labbra rifatte di Donato (o Lino) Bracco (o Broco) in arte Patrizia. Alla Camera il presidente ex-garante e tuttora belloccio ha aperto tutti i chiavistelli e si va avanti a colpi di maglio a demolire una legge elettorale e, con essa, il senso stesso della democrazia, come se domani Carraro a campionato in corso dicesse che gli sputi rientrano nel gioco maschio e le vittorie valgono 5 punti, i pareggi due e le sconfitte immeritate 0,5. "Porta e Porta" e "Matrix" parlano della coca dei ricchi e dei pugliesi uomini che fanno carriera da donne, mentre della legge elettorale in via di smantellamento non gliene importa un fico secco a nessuno, complice quei dieci punti di audience da scontare quando gli argomenti sono noiosi (il confronto con Lapo e "Patrizia" è improponibile). E intanto alla Camera si vota segreto ma con l'anulare, un sistema di segretezza che Saddam al confronto è Olof Palme. L'unico intoppo in questo viaggio verso l'abisso della democrazia è uno scalino che a momenti azzoppava il premier, che ha resistito ai colpi di cavalletto su pubblica piazza ma ha rischiato la caviglia in una placida discesa delle scale di Montecitorio. No, niente: pensavo a Lapo intubato in ospedale e vivisezionato in pubblico, ormai bollato a vita come drogato e vizioso. E invece guardate con che trasporto tutti si avvicinano al premier dolorante. Guardate il commesso sulla sinistra: ha l'espressione di uno che gli hanno appena detto che Berlusconi, azzoppato, sarà finito sul posto da un veterinario. Guardate la donna, cazzo: sembra la scena dell'attentato di Sarajevo, orrore e preoccupazione e sconcerto. La stessa faccia l'avra fatta alla notizia che Lapo ha passato la notte con tre travestiti, di cui uno particolarmente materno, però piegando leggermente il labbro aggiungendo un leggero senso di schifo. Intorno è un dispiegarsi di anulari. Io sto con Lapo, che sarà un pirla ma almeno è umano. Il disagio esistenziale ce l'ho anch'io. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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11:36
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Se domenica alle ore 15 giuochiamo con il Livorno in casa, e mercoledì alle ore 20.45 giuochiamo a Oporto in Ciempions, cos'è 'sta storia dell'amichevole con la nazionale venezuelana alle ore 14.30 di lunedì a San Siro a porte chiuse? D'accordo la diplomazia e l'ospitalità, ma qui si esagera. Praticamente, è una partita per far contento il presidente Chavez che sarà presente all'evento. A porte chiuse per motivi di sicurezza e, forse, di vergogna. Chi la giocherà, questa partita? Avessimo avuto ancora Coco, tanto per dire. Ma escludendo che vadano in campo i 18 convocati di domenica e i 18 convocati di mercoledì, chi resta? Orlandoni in porta, Burdisso, qualche Primavera. Ce la faranno ad arrivare a undici? Io, tra l'altro, lunedì pomeriggio non potrei. Vabbe', dovrei saperlo un po' prima. Non so neanche dove ho messo le scarpe.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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09:40
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martedì, ottobre 11, 2005 IL GRANDE MISTERO
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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18:54
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DISINFORMAZIA
(da qua al 5 novembre affrontiamo nell'ordine Livorno in casa, Porto fuori, Udinese fuori, Roma in casa, Samp fuori, Porto in casa, Lazio fuori) (no, dico) il buon Dejan marca visita, purtroppo. Dev'essere una maledizione. Un altro dei nostri attuali sinistri, Wome, sbaglia al 95' il calcio di rigore che avrebbe portato il Camerun ai Mondiali: lo assediano allo stadio, gli sfasciano la casa, lui si rifugia a Parigi tipo Toni Negri e torna alla chetichella ad Appiano Gentile. Chi rimane? Il diligente Favalli, lunga vita a lui. Quella pippa di Solari, cui ora sarà chiesto di dare un significativo segno di esistenza in vita. L'usurato Kily, che a Palermo aveva dato (grazie al Mancio) una fulgida prova di fitness. Poi qualcuno dice che qui ogni occasione è buona per piagnucolare. Diciamo allora, gonfiando il petto e schiarendo la voce, che l'infortunio di Stankovic è (porca puttana) un indiscutibile intoppo sulla strada dell'Inter, che però ha una rosa ampia e perfettamente in grado (ma vaffanculo) di far fronte a questo e ad altri contrattempi. Sicuramente Solari e Kily (diobono) non faranno rimpiangere il serbo, dandogli modo di guarire senza fretta. (cazzodibudda) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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09:52
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lunedì, ottobre 10, 2005 SEX AND DRUGS Eppure finisce che di quella roba lì se ne parla solo quando portano via Maradona in evidente stato di alterazione, o quando muore Pantani che ne ha sniffata fino ad ammazzarsi, o quando Kate Moss si fa fotografare nell'atto di intensificare il suo essere magra e il suo essere sempre-a-mille, o quando Paolo Calissano si cura la depressione e porta via con sè una ballerina solo un po' più ingenua di lui. O come oggi, che quel mattacchione di Lapo Elkann si cala nella tragico solco degli Agnelli maledetti e rivela al mondo di non essere il brillantone che credevamo e di non essere scafato come il nonno, ma di essere un giovane manager dall'indole debole e, in questo, più vicino a quello sfigato di suo zio che per drogarsi andava a Malindi e che un giorno - come scrisse La Stampa - è caduto da un viadotto in circostanze da chiarire. E' tutto un gossip, un pissi-pissi, uno sfrucugliare i particolari più reconditi, tutti a chiamare Martina Stella che risponde "avevamo stili di vita troppo diversi, non lo vedo da settimane", tutti a chiamare Alain Elkann che alla telefonata di Vespa a figlio appena intubato risponde "mi vergogno di essere italiano". Tutti a fotografare la casa del fattaccio, come se i muri rivelassero cosa succedeva dentro ai Marchi, ai Paoli e ai Lapi. Sarà un florilegio di vari Crepet che parleranno della droga dei ricchi, della disperazione dei potenti e delle debolezze dei famosi. Argomenti non banali, per carità. Ma basterebbero dieci minuti a fare un copincolla con quello che già si disse di Calissano, Pantani, Maradona, è storia risaputa da psicologia scolastica. E intanto partiranno anche le inchiestone per cercare chi ha venduto a Lapo - come a Paolo, come a Marco - la dose di cocaina che ha ucciso o ha rischiato di farlo. Inchieste che decollano solo se il morto o il moribondo è un personaggione. Altrimenti no. Intorno, ribadisco, c'è invece tanta merda, peccato sia ordinaria. Delle centinaia di dosi mortali giornaliere, dosi mortali ma tristemente anonime, non si sa mai un tubo. Stanno setacciando Genova per capire chi ha dato la coca mortale per il festino di Calissano, ma delle migliaia di dosi normali che servono a milioni di piste normali, niente, non gliene frega un cazzo a nessuno. Mi darò pace quando vedrò in tv un dibattito sulla droga dei normali, sulla disperazione dei normali, sull'abisso dei normali. Ma so che non lo vedrò mai: non farebbe audience e non lo faranno. Meglio un bel plin-plon e "benvenuta Alba Parietti". Scavallamento di gambe e tutti tranquilli. E' droga anche quella, in fondo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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23:00
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BAU BAU MINCIO MINCIO Se due indizi fanno una prova, due mezze maratone consentono di tratteggiare il ritratto di te podista con qualche elemento certo in più. Primo, in ordine cronologico: la notte prima non dormo. Niente da fare. Un mese fa avevo dormito due ore, ieri ne ho dormite tre. Mi sono alzato ben prima che le due sveglie me lo dicessero. C'era la nebbia ed ero molto annebbiato anch'io. Una bella soffiata al naso (la millesima nel corso dell'ultima settimana) e vai di Vix Sinex teraphy. Giovedì stavo da cane, sembravo uno zombie, e mentre a mezzanotte roteavo il bicchiere con due aspirine effervescenti dentro, cacciavo vaffanculi a ripetizione. Venerdì, con il mio bel naso tappato e l'aria un po' sfatta, decidevo comunque di iscrivermi alla seconda half marathon della mia vita arrivando alla seguente considerazione: "Metti che domenica sto meglio e non mi sono iscritto. Mi darei del coglione". E quindi uscivo dall'ufficio postale sotto una pioggia torrenziale, con il mio bel bollettino in mano e il morale sollevato. Ci ripensavo ieri mattina, mentre mi vestivo da podista autunnale e mi fornivo ampie rassicurazioni: "Dai dai dai. Mal che vada, ti fermi. Chi se ne frega". Ma ero molto scettico, e durante il viaggio mi sottoponevo a un continuo traning autogeno per evitare, più o meno ogni due chilometri, di accostare a destra e poi fare inversione a U. "Dai dai dai. Mal che vada ti fermi. Ridai il chip, ti prendi il pacco gara, e che si inculi il raffreddore. Siamo uomini o caporali? Dai dai dai". Che poi l'importante, vieppiù per il podista raffreddato e sfiduciato, è arrivare alla zona partenza. Perchè quando sei tra gente che saltella, altra che fa stretching, altra che corricchia, altra che piscia contro i muri, e c'è un vociare festoso e il cipcipcip dei chip, ormai è chiaro che non ti fermerebbe neanche l'influenza aviaria. Mi piazzo a metà del gruppone e mi sento parte del gruppone, tra sessantenni con la bandana e trentenni con l'occhialetto tattico. Quando la pistola fa "Bum!" parto e sento solo la curiosità di vedere come va a finire, a qualche chilometro mi ritirerò o quale tempo farò. Mi infilo il fazzoletto nei pantaloncini, creando un discreto effetto-pacco che però nessuna figa si ferma a valutare. Le fighe corrono anche loro, e sono belle cazzute. Mi passa una bionda con un culo notevole, che si lascia seguire per 500 metri prima di innestare il turbo. Au revoir, bel culo. C'è un'atmosfera bellissima e quindici gradi giusti giusti. Sono a metà del gruppo e ci rimango per un po', lasciando via via sfilare i più ambiziosi. Ogni volta che stoppo il cronometro per il parziale mi dico "Diobono, vacci piano" perchè ho i miei limiti da tapascione professionale e un raffreddore della madonna, ma per sette chilometri - non so come - sto sotto i cinque minuti, e per altri sette sto sotto i 5'15". Poi rallento, sperando che non succeda come un mese prima, che al 18mo chilometro si eraspenta la luce. La luce non si spegne, ma in compenso le gambe diventano improvvisamente due ceppi da caminetto. Non sento più le cosce e ho ancora quattro chilometri da fare, di pura sofferenza. Mi fermo una volta a soffiarmi bene il naso, all'ultimo rifornimento passeggio e caccio giù tre bicchiere di Enervit. Alla fine, non so come, quasi mi metto a sprintare, incredulo davanti al cronometro che mi dice che ho fatto 1 ora e 51, cinque minuti meglio di un mese fa, quando stavo molto bene e avevo un compagno di avventura a farmi da lepre morale e materiale. Mi prendo un tè in zona ristoro e guardo la gente che arriva dietro di me. Ne arrivano altri cento, o forse più. E mentre mi appare Spiridione Louis, vestito da tizio dell'organizzazione, che mi fa "Complimenti, ragazzo" mi metto una maglietta asciutta, ritiro il pacco gara e torno alla macchina portando a spasso il mio mal di gambe e con espressione - come dire - un po' goduta, come quella di uno che ha appena trombato e gli è pure piaciuto, dal punto di vista fisico, tecnico, tattico, agonistico e soprattutto spirituale.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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venerdì, ottobre 07, 2005 ODE ALL'AUTUNNO (Fuckin' Autumn) L'umor del podista è incazzato il naso purtroppo è tappato la gola del tutto ho raschiato due scale e son s |