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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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sabato, marzo 25, 2006
 
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:22 |
 

QUELLI CHE MODERANO I TONI

"Io dico che se fosse concesso duplicare gratuitamente 'Il caimano', diretto dal nazi-maoista Moretti, una copia di questo film dovrebbe essere inviata ad ogni famiglia italiana, così che tutti potessero rendersi conto di cosa sarebbe un futuro vissuto all'ombra dei Goebbels rossi".

Gianfranco Galan, presidente Regione Veneto.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:45 |


venerdì, marzo 24, 2006
 

MACROECONOMIA

Mentre mi facevo cullare dal rollìo del tapis roulant dell'Esselunga, appoggiato al carrello come un cow-boy impegnato in Coppa America, mi cadeva l'occhio su uno dei miei acquisti. Apprendevo di avere acquistato sì una confezione di 12 rotoli di carta igienica, come in effetti mi era sembrato di aver fatto, ma in formato "mega". Il formato "mega" non è riservato ai culi grossi, come stoltamente pensavo. Si riferisce alla lunghezza complessiva longitudinale. La suddetta carta, a due veli e finemente decorata, ha la capacità di 500 strappi a rotolo. Praticamente - dichiara la ditta - ogni rotolo mi durerà 2 volte e mezza rispetto a un rotolo normale. E quindi - dichiara ancora la ditta - lei (io) ha acquistato 12 rotoli, ma siccome sono in formato mega è come se ne avesse acquistati 30. La circostanza mi ha messo addosso un'insana sensazione di euforia. Se la ditta afferma il vero, ho fatto un affarone: a) ho più carta igienica di quanto pensassi; b) andrò all'Esselunga una volta in meno al mese, con notevole risparmio di benzina. Alan Friedmann mi fa una pippa. Altri quattro o cinque affari del genere e cambio vita. Accumulando capitale diventerò uno dei furbetti de quartierino. E scalerò una casa editrice per aprire riviste di nicchia tipo "Pussy Running" ("Correre - dietro alla figa-") e "Il Curling 24 Ore". Quindi acquisterò una partecipazione significativa nell'Inter e coronerò il sogno della mia vita. Intanto sto prendendo informazioni sulla ditta. Il sito è molto bello. C'è anche una sezione riservata alle Faq. Una delle domande è: non ci sono problemi di intasamento se si butta la carta nel water? La risposta è: no, la carta è stata prodotta con procedimenti speciali eccetera eccetera.

Ma scusa, sono decenni che butto la carta di altre marche dentro il cesso. Avrò mica sbagliato?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:55 |
 

DELIRIUM

Ho appena visto Berlusconi al Tg3 dire, alzando molto la voce, che accettava l'invito di Ciampi a moderare i toni, anche se i comunisti non lo fanno. Ha anche detto "Dio Santo", variante esplicita di un più anodino "Cribbio" sfoderato in altre occasioni, che gli costerà almeno diecimila voti tra gli ascoltatori di Radio Maria. Voglio dire: è fatta.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:11 |


giovedì, marzo 23, 2006
 

ECCESSO DI ZELO

WASHINGTON - L'amministrazione Bush esprime "preoccupazioni per la sicurezza in Italia" in vista delle elezioni politiche del 9 aprile e di quelle amministrative di maggio. Preoccupazioni che inducono il dipartimento di Stato Usa a consigliare prudenza ai cittadini americani segnalando che "dimostrazioni sono programmate in diverse parti d'Italia" e che, per quanto pacifiche, "possono degenerare in violenze".

Oh, cominciano sempre così. Mezze frasi, warning, preoccupazioni. Questi ci bombardano. Vado subito all'Esselunga a fare accaparramento.

(per un accaparramento vantaggioso)


Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:42 |
 

IMMUTATIS MUTANDA

(o del ritorno di Solari)

Sì, certo: il gol di tacco di Solari (una bella sorpresa: pensavo avesse restituito i soldi e fosse tornato in Spagna) e le parate di Orchidea De Sanctis. Ho già ricordi vaghi. Mi sembra di aver visto anche Julio Cesar imitare Margaglio-Fusar Poli. In Coppa Italia, lo ammetto, riesco a concentrarmi dovutamente solo in occasione delle partite di ritorno. Anche perchè ieri sera leggevo e rileggevo, sconcertato, lo studio effettuato in Gran Bretagna da un'azienda produttrice di detersivi su un campione di tremila inglesi. Attenzione: il 48 per cento la sera esce senza mutande. E forse è meglio così, perchè 1 su 10 ammette di non cambiarsi le mutande per tre giorni di seguito, e il 4 per cento solo una volta alla settimana. Ancora 1 su 10 ammette di indossare al contrario le mutande per poterle usare un giorno in più. 1 maschio su 5 (cazzo, il 20 per cento!) per evitare problemi di cattivi odori mette il dopobarba nelle mutande (il dopobarba!). Comunque, il 3 per cento esce la sera con le mutande in tasca, caso mai potessero servire. Dico, ma che gente è? Poi si scandalizzano se Beckham mette gli slip di sua moglie, o se Eriksson si tromba annunciatrici o funzionarie federali. Ma per piacere!

Il pensiero di uno di quei panzoni inglesi che si apre i pantaloni e si versa mezzo litro di Denim After Shave sul pacco - you know - mi ha così turbato che di Inter-Udinese non ricordo praticamente un cazzo. Viva l'Inter, viva Solari, abbasso l'Inghilterra.

(questo fa tanto il figo, ma è già da martedì che va giù di dopobarba)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:10 |


martedì, marzo 21, 2006
 

FORZA TOD'S

Adesso no, le fila si sono rinserrate, c'è spirito di corpo. Intendiamoci: una roba molto di facciata, di qui come di là, perchè mancano 19 giorni al voto e ogni crepa diventa una voragine, ogni merda di coniglio pestata diventa un latifondo di letame. E allora è meglio stare schisci e rimandare i litigi e le tensioni all'11 aprile, quando il frittatone sarà servito.

Ecco. Adesso no, dicevo, ma un mesetto fa, e anche due mesi fa, e anche tre mesi fa, le uscite di Diego Della Valle mi avevano fatto pensare parecchio. Mi chiedevo: ma perchè questo fighetto, l'immagine iconografica del miliardario (la pettinatura, l'abbronzatura, il lineamento, l'abbigliamento, il gesto: tutto), l'icona del tycoon da happy hour al Billionaire, uno di quelli con le scarpe-da-vela la stempiatura-da-vela il giubbino-da-vela che invece che in barca vanno in ufficio, perché uno così a un certo punto salta fuori dal suo nulla dorato, fatto tuttalpiù di qualche uscita calcistica sull'insopportabile palchetto di Campo di Marte, e dice in faccia a Berlusconi quello che nessuno ha mai osato dire? Quando l'ho visto rivolgersi al Berlusca dicendogli di piantarla di far vedere foglietti agli italiani e di raccontare palle, mi sono alzato dal divano e ho applaudito tipo Bondi, un applauso tipicamente sovietico, le due mani lente e perpendicolari, posizione a croce, clap clap.

E intanto, in piedi davanti alla tv, sorpreso da tutta questa mia solennità, mi chiedevo mentre applaudivo alla sovietica: perchè? perchè lui? perchè c'era in collegamento lui, Diego lo Scarparo, e non un altro?

Erano giorni un po' meno compatti per il centrosinistra. Le primarie sembravano essere state fatte invano. Giorni in cui traspariva una certa stanchezza, a così tanti mesi dal traguardo. Un’atmosfera pesante. Prodi sembrava non convincere nessuno. Ormai la scelta era stata fatta, ma negli occhi dei leader leggevo già una voglia di arrivare presto al 2011, in un’epoca definitivamente post-mortadella. Mi sembrava l’avvio di un’operazione ufficialmente quinquennale ma ufficiosamente a tempo, tipo il terzo anno di Cuper all’Inter, quando tutti pensavano ad altro ma in panca c’era ancora lui e con la piena (?) fiducia (?) di tutti. Durò poche partite, e del resto Prodi aveva già subìto l’onta dell’esonero la scorsa volta, no?, quando Bertinotti e D’Alema lo cucinarono a fuoco lento e poi gli diedero il più classico dei calci in culo.

Il centrosinistra è come il centrodestra. Nessuno dei due schieramenti ha fatto in tempo a rinnovarsi. Nel 2006 i contendenti sono gli stessi del 1996 e un motivo ci sarà. Di là c’è il Berlusca che schiaccia gli altri, non accetta comprimari e vuole solo subalterni. Di qua c’è un Prodi che ora tutti tengono in palmo di mano, ora che si vede il traguardo e i sondagi mettono una certa fiducia, ma nessuno darebbe la vita per lui, ma che dico la vita, diciamo un cedolino Snai. Adesso l’obiettivo è vincere tra venti giorni, ma poi?

Torniamo al Della Valle. Perché un miliardario

(attenzione, è la stessa domanda che ci ponemmo nel 1994)

che potrebbe starsene tra le sue scarpe e nel suo trono allo stadio di Firenze decide di scendere in campo a rompere i coglioni al premier uscente, in maniera così netta e frontale che ti mette un brivido dentro? Della Valle non è solo Tod’s e non è solo Fiorentina, lo sappiamo. Ha partecipazioni sparse, alcune molto significative. In odore di scalata passiva e di inculata latente, all’epoca dei furbetti dl quartierino, Della Valle decide

(l’aveva già fatto uno nel 1994)

di alzare podrosamente la voce

(nel 1994, invece, quello là era sceso in campo armi e bagagli)

e di attaccare il Potere, ponendosi come Contropotere. Non erano maturi i tempi – le primarie, il difficile parto della candidatura Prodi, un’impossibile alternativa al Mortadella – e forse lui stesso per ora si accontenta di godersi questa popolarità inattesa da Masaniello a nove zeri, ma Della Valle sarà uno dei Berlusconi della futura sinistra. Lui, Tronchetti Provera, De Benedetti e altri come loro, forse non scenderanno mai in campo fondando Forza Tod’s o Il Telefono La Tua Nazione, ma si porranno come punti di riferimento sempre meno nascosti e sempre più palesi. Prima di Natale Carlo De Benedetti concesse una lunga intervista in cui tracciò le strategie del futuro e fece nomi e cognomi dell’ala progressista destinata al potere nel prossimo decennio. Due elementi: a) non fece il nome di Prodi né degli attuali leader; b) l’intervista non la concesse a Repubblica, il suo giornale, ma al Corriere della Sera, e adesso si capisce il perché. Oggi il centrosinistra manda avanti la faccia paciosa di Prodi per vincere tra venti giorni, ma pensa ad altro. C’è un altro livello del centrosinistra, un livello occulto ma molto presente, che lavora già in ben altre proiezioni. E’ la sinistra di una nuova generazione di politici e di un pool di miliardari che saranno meno dietristi è più berlusconisti. Gente che si esporrà, che farà sentire la sua voce e non si limiterà a pagare campagne elettorali e condizionare l’economia dalle segrete stanze. Della Valle, prendendo di petto Berlusconi, desta un’impressione enorme che un Rutelli o un Fassino (o lo stesso Prodi) non desterebbero mai. Chissà se questo protagonismo gli aumenterà la voglia di ribalta e di faccia sui manifesti. E di provocare immani travasi di bile al Berlusconi. Che non si scompone minimamente con i politici ma – lo si è visto a Vicenza – perde le staffe se Dalla Valle in prima fila

(perché era in prima fila, proprio in centro?)

lo compatisce con un risolino. Berlusconi se ne frega dei politici, ma se un altro miliardario lo manda a cagare si infuria, perde il lume. Nel 2011 toccherà a Veltroni, o a Letta, o a chi lo sa. A Della Valle? Boh. La sinistra si prepari a sdonagare il miliardario, così come la destra ha sdonagato i fascisti. La sinistra dei miliardari che dovranno convivere con gli operai. Impossibile? Ma va’. Berlusconi ha fatto la stessa cosa, i voti li ha presi a loro, ai lavoratori e alle casalinghe. La Storia corre veloce, molto veloce, quando vuole. E poi le Tod’s, con quei pallini di gomma, assicurano una forte presa sul terreno.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:17 |


lunedì, marzo 20, 2006
 

PICCOLI EROI

Fatemi scrivere due righe prima che a De Rossi diano il Nobel per la Pace. Ovvio, il gesto di De Rossi è più che apprezzabile, avercene più spesso di gesti così, considerando oltretutto che la partita era ancora apertissima (no, dico questo perchè alla tv stanno facendo vedere e rivedere un rigore rifiutato da Nedved in un Lazio-Fiorentina dopo il solito cascatone: grazie al cazzo, mancavano dieci minuti e vinceva 3 a 0). Quanto all'onanismo da fair-play che aleggia intorno, ecco, ci andrei piano. De Rossi ha segnato, ha esultato (poco convinto), ha abbracciato i compagni (con una faccia un po' così). Tutti particolari rivelati dalle telecamere, perchè dalla tribune nessuno o quasi si era accorto di niente, nè della mano nè della faccia un po' così. Diciamo che si era accorto subito di averla fatta grossa, il ragazzo, ma se nessuno glielo avesse fatto notare con un minimo di veemenza avrebbe lasciato battere il calcio di avvio al Messina e tanti saluti. Diciamo insomma che, sia pure in zona Cesarini, ha prevalso il buon senso. Voglio dire: piantiamola con il Santo Subito, cerchiamo di reprimere la nostra stramaledetta voglia di cercare per forza un eroe. Grazie a De Rossi per avere abortito la pantomima al momento giusto, stop.

Naturalmente fioriscono i paragoni nei servizi tv a corredo della vicenda. E si finisce al gol di mano di Maradona. "De Rossi ha capito che si sarebbe marchiato di un'infamia eterna, come Maradona", ha tuonato Mughini con occhi da spiritato. Dio mio. La grandezza di Maradona ha determinato nella storia del calcio e nell'immaginario collettivo un fatto straordinario: che quel clamoroso furto ai danni dell'Inghilterra sia passato alla storia non tanto come furto, appunto, ma come beffa, una di quelle beffe da film, quelle beffe leggendarie che resti ammirato e ti schieri dalla parte del cattivo. E che quel fallo di mano in anticipo su Shilton non sia passato alla storia come un'infamia, ma come un colpo di prestigio, nè più nè meno di quelli che faceva con i piedi. Quanto al significato (storico umano politico sportivo) che può avere per un argentino inculare l'Inghilterra in un quarto di finale dei Mondiali, rubandole la partita con un fallo di mano così ben fatto che a nessuno sembrò di vederlo, beh, questo Mughini dovrebbe ricordarsi di spiegarlo. Sennò adesso viene fuori che De Rossi è meglio di Maradona, e allora devono passare sui nostri cadaveri, scusate.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:13 |
 

HALF MARATHON

FOR DUMMIES

Parcheggio in un prato 55 minuti prima del via e mi godo la sensazione di essere arrivato in congruo anticipo. Cinque-sei minuti di passeggiata e sono al luogo dove ritiro il pettorale e anche il pacco gara, massì, completiamo le formalità. Torno alla macchina (altri cinque-sei minuti di passeggiata) e come Richard Gere in American Gigolò stendo sui sedili tutto l'armamentario e decido come vestirmi, considerando che fa freschino. Torno alla partenza (altri cinque-sei minuti di passeggiata) e ormai manca meno di mezz'ora. Passeggio tra gente tutta molto fighetta e immagino i minuti di distacco che mi darà ognuno di loro. Ma mi sento sereno, molto poco allenato ma sereno, e vada come vada. Mi metto a fare stretching vicino a uno che fa stretching e gli osservo le gambe, molto più fit delle mie, anche se più corte. Sbircio il pettorale, perchè poi voglio controllare dove arriva questo torello. Poi gli guardo le caviglie e noto che ha messo il chip alla caviglia destra.

Il chip.

IL CHIP!

Ho lasciato il chip in macchina.

Guardo l'orologio, diobono, sono le 9.18 e la partenza è alle 9 e mezza. Parto come un esagitato verso il parcheggio, tutti gli altri vanno a sistemarsi alla partenza e io, a 4 al chilometro, volo in direzione opposta tra sguardi curiosi e interrogativi. Arrivo alla macchina con il cuore in gola, apro la portiera e per fortuna lo trovo subito.

Il chip.

Me lo metto, sistemo il velcro, riprendo a correre, controllo l'orologio, torno alla partenza, sono le 9.27, la gente sorride e sgambetta, io sono sudato e ansimante e allora accendo in anticipo la musica e faccio training autogeno. Lo sparo non lo sento nemmeno ma vedo la gente muoversi e mi accodo. La partenza mi piace perchè c'è casino, e i primi due o tre chilometri mi piacciono perchè il gruppone si sfila e ognuno prende la sua posizione. Ci metto una vita a rompere il fiato ma mi lascio andare. Faccio i primi dieci chilometri a un ritmo superiore alle mie possibilità e gli ultimi undici interrogandomi se correre faccia davvero bene alla salute. Dal 15° chilometro comincia la rimonta di quelli che mi ero lasciato dietro, quelli molto più saggi di me. Dal 17° chilometro cominciano i crampi. Durante il 18° chilometro mi fermo due volte. Ma dopo il 19° mi dico: vaffanculo, mancano dieci minuti, fai andare 'ste due gambette cazzo. E infatti arrivo. Morto, ma vivo.

(Obiettivi della vigilia: a) arrivare; b) non arrivare ultimo; c) non arrivare negli ultimi 50; d) stare sotto le due ore. Obiettivi centrati: tutti)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:15 |


domenica, marzo 19, 2006
 

DAI GEMELLI MI GUARDI DIO

Alvaro Recoba, 30 anni: in Italia dal '97. ReutersIl nostro suggestivo gemellaggio nazionalsocialista con la Lazio, oltre ad un posto defilato nel regno dei cieli, ci portava anche sfiga. Negli ultimi dodici campionati, tra casa e trasferta, pare avessimo vinto una volta sola. Quindi salutiamo con un bell'applauso questa vittoria, che se non ci fosse stato Peruzzi sarebbe stata addirittura pirotecnica. Si è persino visto un gol di testa di Recoba, roba da matti.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:19 |
 

RUBEN RUGGIERIELLO

Questo post è dedicato a quelli che rispondono al telefonino mentre guidano, e magari è uno che ha sbagliato numero, o magari è un cagacazzo inatteso, o magari è l'amministratore del condominio che dice che hai saltato una rata, o magari è un cesso che mendica un invito in pausa pranzo. Fatto sta che apri lo sportellino del Motorola, dici "pronto" e proprio in quel momento lì incroci lo sguardo di un vigile. Cinque punti. Ecco, è dedicato a loro.

Il bellimbusto nella foto è il mio idolo del mese e scalza quello che per giorni ce lo ha avuto duro e grazie al priapismo ha rinviato l'arresto. Lui è amministratore delegato della Telecom, mica l'ultimo dei pirla. Uno che minimo prende il mio stipendio moltiplicato cento, o mille, o una giusta via di mezzo. Uno che cià sotto ("cià sotto" suona bene) un bel po' di persone, diciamo migliaia. Uno che se fa o dice qualcosa, di bello o di brutto, sposta l'indice Mibtel. Uno dei dieci, venti top manager italiani. Ecco: non dico che uno così dovrebbe vivere in una teca di vetro, ma dovrebbe anche darsi una regolata. Invece no: lui prende il suo Porsche Carrera, va sulla Gravellona Toce (l'autostrada più deserta d'Italia, un bijoux) e pigia di brutto il piede destro.

(una delle grandi ipocrisie del mondo contemporaneo è proprio questa: perchè fanno delle auto molto veloci se poi il limite è centotrenta? E perchè se a te vendono una macchina che va al massimo a centotrenta tu rispondi: ma tientela, sei matto, cazzo vuoi?)

Però, Ruggierino mio. 311 all'ora! Sì, vabbe', hai la Porsche e la devi pure usare qualche volta, ma 311 all'ora è tentato omicidio, o tentato suicidio, fai tu. Mentre leggevo la notizia facevo i miei piccoli calcoli a mente. A 60 all'ora fai un chilometro al minuto. A 120 all'ora fai un chilometro in mezzo minuto. A 240 (240! E chi c'è andato mai?) fai un chilometro in quindici secondi. A 311 (madonna! Ruggierino mio! pazzo!) fai un chilometro in dieci, undici secondi. La cosa in sè è affascinante. "Ruggierino, sono a Bologna, vieni a mangiarti un McChicken?" "Sono a Milano, ma in tre quarti d'ora sono lì". La trovo una notizia fantastica e spaventosa. Se uno va a 311 all'ora, a frenare ci mette un paio di chilometri. Due chilometri! Ma una cosa ti volevo dire, Ruggierino. Se io, che vado a 140 quando proprio voglio provare l'ebbrezza della velocità, magari passavo anch'io da Novara quel giorno lì, e all'iperbolica velocità di 140 allora mettevo la freccia per superare il solito camion ucraino, e non vedevo la tua astronave arrivare, e se anche avessi visto due fari a 500 metri dietro di me mai avrei potuto immaginare che era un pazzo che andava a 311 all'ora, tu lo sai che mi arrivavi in culo a una velocità che non oso descriverti?

Ma tutto è bene quello che finisce bene. L'hanno fermato, gli hanno ritirato la patente e la macchina e sarà andato a casa con l'autista. Certo che la sproporzione della pena è allucinante. Io rispondo a uno che mi chiama da un telefonino Tim e mi danno 5 punti. Il mega-manager della Tim va a 311 all'ora in autostrada e il massimo che gli possono fare è ritirargli la macchina. E secondo me stava anche telefonando. "Uè, la sto tirando alla grande, non c'è un cazzo di nessuno. Porcozzio, che libido".

(flash)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:58 |


giovedì, marzo 16, 2006
 

FORZA STEFANIA

<B>La figlia di Vanna Marchi <br>con Schicchi</B> 

Di fronte a un sapiente mix di genio e sfrontatezza, lo ammetto, prima resisto, poi mi arrendo e infine mi inchino. Ci sono persone capaci di stupirmi e io, sportivamente, lo riconosco. Un esempio: Moggi, quando parla, mi mette una strana allegria, lo starei a sentire per ore. Altro esempio, più clamoroso: Berlusconi. Ammiro Berlusconi in qualità di comunicatore: è una forza maligna ma spaventosa, è come la mela di Adamo, è il grande seduttore. Mi spaventa eppure lo ammiro per quanto è bravo a intortare milioni di italiani, a ipnotizzarli e ad estorcergli il voto. E' il Male impersonificato, un simpatico ballista, eppure muove le folle e forse per questo un po' mi affascina. Non concordo con quello che dice da quando apre le virgolette fino a quando le chiude, non lo voterei nemmeno sotto tortura, detesto le sue idee e i suoi sistemi, ma ne riconosco la grandezza negativa e lo voterei per la Hall of Fame della malvagità, insieme a Hitler, Stalin (par condicio) e Hugo Sanchez.

Ma non era di lui che volevo parlare. Volevo parlare di Stefania Nobile. La figlia di Vanna Marchi. Ha appena finito un processo che avrebbe steso chiunque, hanno chiesto per lei una condanna pesantissima, da paura. E' nelle condizioni in cui un normale essere umano non uscirebbe più di casa, morirebbe di vergogna, desidererebbe non essere mai nato, cercherebbe di espatriare, progetterebbe la latitanza. Ma lei oggi bella bella se ne esce e annuncia:

"Faccio un film porno"

E io, cazzo, mi inchino. La figlia di Vanna Marchi entra nella scuderia di Riccardo Schicchi e reciterà in un film hard. Questa è la notizia, e la trovo fantastica. Mi chiedo chi sarebbe mai arrivato a tanto. Schicchi e Stefania Nobile sono come Berlusconi, due geni del male, e io faccio un duplice inchino. E mi rivolgo alla blogosfera. Qui ogni tanto qualcuno lancia il sasso: vediamoci, facciamo un blograduno, andiamo a vedere l'Inter, prendiamoci un aperitivo. E allora io dico:

"Andiamo tutti a vedere il porno della figlia di Vanna Marchi"

Appuntamento a Milano. Astenersi minorenni.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:47 |
 

DUEL

La formula dei reality ha ammorbato in questi ultimi anni tutta la televisione. In qualsiasi trasmissione o evento viene infilato un qualcosa che si richiama ai meccanismi delle nomination e delle eliminazioni. Anche Sanremo e Miss Italia ormai funzionano così: eliminazioni centellinate, tu vai avanti e tu resti, magari però ti ripeschiamo, apriamo il televoto eccetera. Agghiacciante.

Ma adesso?

Voglio dire: gli ascolti dei reality sono sempre elevati ma in fase calante. Forse perchè di reality ce ne sono troppi, forse perchè ci hanno spappolato i coglioni. Ai direttori di rete, ai responsabili dei palinsenti, ai responsabili della pubblicità e ai pubblicitari stessi questo trend non sarà di certo sfuggito. Proprio loro, che per mezzo punto di share ammazzerebbero i genitori e ne spargerebbero le membra in un burrone. E mi piacerebbe sapere come si sentono ora che hanno saputo che un dibattito politico tra due leader ripresi con telecamere fissa e della durata di circa due ore ha fatto 16 milioni di telespettatori e il 54 per cento di share. Esattamente il doppio della miglior puntata possibile di un reality. 7 milioni più della miglior puntata di Sanremo. 6 milioni più di Italia-Germania di due settimane fa. Terribile. Una Tribuna Politica d'altri tempi, senza effetti speciali.

Ora io dipingo uno scenario fantastico (ma mai fidarsi, nè stupirsi)

La nomination e l'eliminazione non tirano più. E' il momento dei duelli, questo è evidente. Quindi:

  1. stasera al Grande Fratello niente televoto. Rosario e Patrizia avranno a disposizione due ore (una a testa) per raccontare la propria vita e le proprie idee. Ogni 2 minuti e mezzo Alessia Marcuzzi fermerà uno per dare la parola all'altra. I due candidati (d'ora in poi si chiameranno così) verranno intervistati da Gigi Vesigna e Platinette. Domenica dalle 7 alle 22 verranno aperti i seggi nelle principali città italiane. Exit poll alle 22,20 prima di Controcampo. Lunedì sera sapremo chi sarà stato eliminato.
  2. la settimana prossima alla Fattoria Katia Ricciarelli e Leopoldo Mastelloni avranno a disposizione due ore per stabilire chi è più bravo dell'altro. La Ricciarelli proporrà un bouquet di romanze, Mastelloni una tammurriata e 'A Livella in una versione molto personale. Le esibizioni saranno frazionate in periodi di 2 minuti e mezzo. A metà del tempo disponibile verrà trasmessa una televendita con Giorgio Mastrota vestito da scrutatore.
  3. a Music Farm, di ormai incombente inizio, saranno due concerti della durata di un'ora ciascuno a consentire a una giuria demoscopica di decidere chi mandare a casa. Nella prima puntata dovrebbe toccare a Massimo Di Cataldo e Laura Bono. Per problemi di par condicio, i due cantanti ripeteranno sempre la stessa canzone in una speciale versione di due minuti e mezzo. A giudicare le esibizioni saranno lo psicologo Meluzzi e Klaus Davi.
  4. ad Affari Tuoi, la trattativa per l'ultimo pacco tra Pupo e il concorrente sarà seguita con telecamera fissa e avrà la durata di circa un'ora. Pupo avrà due minuti e mezzo per fare l'offerta, il concorrente due minuti e mezzo per accettare o rifiutarla. Paolo Crepet traccerà un breve profilo psichiatrico dei due contendenti.
  5. a Tutto il Calcio Minuto per Minuto saranno seguite solo due partite. Ogni radiocronista avrà a disposizione due minuti e mezzo per convincere i radioascoltatori che la sua è la più bella. Bruno Pizzul porrà brevi domande ad entrambi.
  6. Striscia la Notizia cambierà format. Le notizia saranno lette da Greggio e dalla Hunziker alternativamente. La telecamera li inquadrerà leggermente di sbieco. Non potranno ridere. A dare il via ai servizi filmati sarà Don Mazzi.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:09 |


mercoledì, marzo 15, 2006
 

FISICA SPERIMENTALE

Oggi non vi parlerò di una equipe di scienziati.

"No, dai, Settoruccio, cazzo, non fare così".

(amo mantenere una sintonia di base con i colleghi perdigiorno)

Vi parlerò di un solo scienziato, uno scienziato singolo, tale Metin Tohlan, docente di fisica sperimentale all'Università di Dortmund. Un dubbio, intanto: perchè non avrà agito in equipe? C'è sotto qualcosa? Sarà un solitario? Sarà un narciso? Avrà fatto la ricerca nei ritagli di tempo, a casa, dopo cena? O avrà semplicemente detto:

"Questa è una ricerca della madonna, col cazzo che la spartisco con la mia equipe"

Probabile. Me lo vedo, il Tohlan, un sabato pomeriggio in poltrona a bere un caffè e a vedere su Skei (pronuncia: Scai) una partita della Bundeslinga. Chessò: Wolfsburg-Nurmberg. L'atmosfera è lugubre: è inverno, Tholan è a Dortmund e sta guardando Wolfsburg-Nurnberg. Ho il groppo in gola. Immaginate Giorgio Albertazzi che guarda in camera con un teschio in mano e vi snocciola questi nomi. Dortmund, Wolfsburg, Nurnberg. Nuuuurnbeeerg.

"Settore, smettila. Sono a casa da sola".

(dio mio, questa immagine mi ha provocato un brivido inguinale)

La partita fa cagare. Zero a zero. Tohlan comincia a prendere appunti su un quadernetto. Calcola la superficie del campo, il numero dei giocatori, le traiettorie della palla. Finisce il primo tempo, Fabius Karesee manda tutti a prendere un vin brulè caldo e Tohlan, alzandosi per andare a fare due gocce, dice:

"Ma che merda. Com'è possibile giocare così male? Non ci sarà qualcosa di sbagliato nel modello matematico del calcio?"

(è un dubbio venuto anche a Klinsmann)

Poi torna in poltrona, comincia a picchiettare sul palmare, tira righe sul bloc notes, Karesee alza la voce per segnalare un'occasione del Wolfsburg (Volllll-sfff-buuurg, direbbe Albertazzi sgranando gli occhi) ma Tohlan è in trance agonistica. Finisce zero a zero e mentre Fabius Karesse manda tutti nello stube a farsi una sauna, Tohlan si alza e chiama Skei (pronuncia: Scai) per disdire l'abbonamento Fussball. Poi chiama i giornali e fissa una conferenza stampa.

"Vi ho convocati per presentare i risultati di un mio studio sul calcio".

"Interessanten!"

"La prego. Allora: ho incrociato una serie di dati. La superficie del campo di gioco, il numero dei giocatori..."

"E quali altri dati?"

"No, basta. Questi".

"E alloren?"

"Dividendo il numero di metri quadri per venti - non ho considerato i portieri -, ho scoperto che il numero di giocatori attualmenti schierati in una squadra di calcio...

"Ja?"

"...è giusto. Se si giocasse con meno giocatori, ci sarebbero troppi tempi morti. Se si giocasse con più giocatori, ci sarebbe troppa frenesia, scambi brevi, casini, tipo flipper. Quindi: il numero di giocatori ideali per squadra è undici. Il portiere più dieci giocatori".

"Ma vaccagaren"

"Scusi?"

"Cazzo, dai, sono venuto da Hamburg per 'sta stronzata. Mi sono svegliato alle cinque"

"Tutta salute"

"Tutta salute 'sto cazzo. C'è un bagno qui?"

"In fondo a sinistra"

"Danke"

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:33 |
 

LEGGE BACCHELLI

"Con questa formula non riesco a illustrare il programma".

E beh, certo, era meglio la formula "una domanda, venti minuti di risposta". Era meglio anche quell'altra formula, "quando parla l'avversario lo interrompo". I contenuti del duello non mi hanno detto niente di nuovo. Un gioco delle parti, così come doveva essere, che non avrà certamente spostato masse di voti, figuriamoci. Il momento chiave è stato il finale, che mi auguro sia stato visto da milioni di persone sopravvissute all'inevitabile sonnolenza. "Con questa formula non riesco a illustrare il programma". La confessione di uno che non ama giocare ad armi pari. Di più: che non lo sa fare. E allora si accomodi, dottore.

"Prego?"

La porta.

"Porta a Porta?"

Non faccia il furbo. La porta.

"Lei è illiberale".

(ma vaffanculo va')

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:41 |


martedì, marzo 14, 2006
 

ELETTI

Noi il nostro duello l'abbiamo vinto. Su Raiuno, non so.

Con l'orecchio sinistro era al Meazza e con quello destro ero da Mimun. Ho sentito ripetere un po' di cose all'infinito. Berlusconi dice continuamente "sinistra" e "85 per cento", non so se l'avete notato. Di qualsiasi argomento c'è sempre un 85 per cento. Prodi sussurra come un viceparroco nel confessionale, sperando di essere convincente come un viceparroco. C'è stato un momento - quando ho visto un rigore rotolare troppo di lato - che mi sono sentito molto sbalestrato. Ma è stato un attimo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:48 |
 

GOL DI PRODI, VOTA FIGO

Naaaa, mi conosco. Adesso sono qui che faccio lo snob, ma poi stasera se avessi quindici televisori li accenderei tutti e quindici perchè sono un ingordo. Oggi la domanda è:

"Ma tu, stasera, cosa vedi?"

e io non so bene cosa rispondere. Vedrò tutte e due le cose, penso. Vedrò l'Inter, cazzo, perchè sì. Ma so già che vedrò anche quei due anziani inceronati (che più chi meno) fare la guerra a colpi di due minuti e mezzo di cose già viste e sentite, sperando di vedere e sentire qualcosa di non già detto e sentito. So che andrò a dormire in stato confusionale, come ogni volta che seguo due cose in contemporanea e aumento la frequenza dello zapping, e poi mi gira la testa e confondo le cose, e nel dormiveglia mi passa per la mente la sintesi della serata e vedo Prodi con le scarpe bullonate e Figo che dice che Berlusconi ha governato alla cazzo.

C'è spazio, del resto, per una terza via? Uno che stasera sta in casa a farsi i cazzi suoi e non vuole vedere nè l'Inter nè il Duello, cosa può fare? Va detto che è stata preparata una controprogrammazione con i fiocchi, forse per favorire l'astensionismo  e per accontentare gobbi e milanisti. Vediamola.

Raidue, ore 21: "The Core", film con Hillary Swank. La trama: Trudy, ninfomane, cerca di accoppiarsi con Jimmy il Fenomeno mentre sono in coda per regolarizzare la posizione di Jimmy. Ma Charlie la vede e chiama Benny, che le spara a bruciapelo ma colpisce Jimmy, che chiama il 118.

Raitre, ore 20,30: "Un posto al sole", puntata numero 13.201. Ciro invita Gennaro in pizzeria, dove gli parla di Concetta. Peppiniello di Capua, il timoniere dei fratelli Abbagnale, intanto telefona a Jessica e le gliela chiede. Il cameriere porta a Ciro e Gennaro due pizze al prosciutto. Ciro dice: "Scusa, io ho ordinato prosciutto e funghi".

Retequattro, ore 21: "Giustizia a tutti i costi", film con Steven Seagal. Steven prende una multa per divieto di sosta davanti all'Esselunga di Memphis. Infuriato, prende il suo bazooka dal baule e uccide duecento persone, tra le quali sette vigili urbani.

Canale 5, ore 21: "Carabinieri 5", fiction con Alessia Marcuzzi. Un produttore televisivo vede la carabiniera Alessia al bar e le dice: "Sei una bella figa, non ti interesserebbe condurre il Grande Fratello?". E lei gli dice: "Sì, certo. Mi congedo e arrivo".

Italia 1, ore 21,10: "Barbie Mermaidia", tv-movie. Barbie accusa Ken di averle trasmesso la sifilide. Ken, disperato, corre dall'andrologo che lo visita e gli dice: "Lei non ha un cazzo". "Al cazzo?", chiede Ken. "Sì, lei non ha un cazzo al cazzo", dice il dottore. Ken allora chiama Barbie che non risponde. Riesce però a rintracciare Skipper e le dice: "Quando vedi Barbie dille che è una troia".

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:04 |
 

FENOMENI

<B>Rinuncia alla medaglia per amore<br>Meglio le nozze che il podio</B>

Un po' di tempo fa capitò a Bode Miller (quel simpatico sciatore che alternativamente partecipa a gare, tromba come un riccio, beve come una spugna e rilascia interviste del cazzo tipo "liberalizziamo il doping" o "è molto bello gareggiare ubriachi") di perdere uno sci durante una gara. Miller non cadde e tirò dritto fino al traguardo con uno sci solo. Il filmato rimbalzò da un tg all'altro, e sui giornali del giorno dopo fu un fiorire di pezzi su quanto era fenomeno Bode Miller. Chi vinse quello slalom non se lo ricorda nessuno, ma tutti si ricordano di Bode Miller che perde uno sci e saltando le porte arriva in fondo su uno sci solo.

No, niente. Ci pensavo ieri notte guardando uno speciale sulle Paralimpiadi dove c'era un sacco di gente che arrivava al traguardo su uno sci solo, ma passando tra una porta e l'altra. E anche gente che faceva la discesa libera senza vederci, con l'accompagnatore dieci metri avanti a descrivere il percorso e a impostare le manovre. Ho pensato alla cosa di Bode Miller e, subito dopo, a quanto siamo stupidi. Al Sestriere c'era un bel sole e le tribune piene di bambini. E' stato un pensiero gentile quello di creare intorno alle Paralimpiadi un seguito caloroso e festoso, come fossero le Olimpiadi dei normali, di quelli come Bode Miller che se perde uno sci ne parla il mondo. Ieri c'era il SuperG maschile e Florian Planker era tra i favoriti. Florian era nel giro nella nazionale italiana di hockey. Aveva 17 anni quando era in moto con un amico. Guidava l'altro. Sono andati a finire contro una macchina e lui ha perso la gamba. Da allora si è concentrato sullo sci ed è uno dei più bravi tra quelli che vanno giù con uno sci solo. Ma nell'ultimo anno si è allenato poco. Doveva costruire la casa e sposarsi, e alle Paralimpiadi è arrivato poco allenato. "Sono contento lo stesso, le cose importanti sono altre". Ieri l'hanno ripreso mentre scendeva su uno sci solo, come Bode Miller, ma senza saltare porte e senza la gamba sinistra. E' arrivato e si è girato verso il cronometro, come fanno quelli con due gambe. Ha visto che era quindicesimo e gli è dispiaciuto. Io mi sono sentito un po' in colpa: dei veri fenomeni ci accorgiamo soltanto ogni quattro fottutissimi anni. 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:15 |


lunedì, marzo 13, 2006
 

13 APRILE

Visto in anteprima ai tg, visto interamente su Raitre e rivisto alcune volte su SkyTg24 la sera (del resto, era molto meglio di quella pantomima di Juve-Milan), lo show Berlusconi-Annunziata ormai lo so a memoria. La morale è solo una, molto banale: il premier, per la prima volta, è stato incalzato e interrotto da un giornalista durante un'intervista. E se n'è andato. Bravo.

L'Annunziata, un'ex-presidente Rai ed ex-direttore di tg che oggi ha una trasmissione di mezz'ora su Raitre la domenica in contemporanea con Quelli che, Buona Domenica e Domenica In, ed è quindi un po' livorosa nei confronti del potere, non ha fatto nulla per limitare la sua naturale tendenza a sputare in faccia al Berlusca. Ma il Berlusca, cazzo, dopo mesi di occupazione dell'etere, compresi Fiorello e Isoradio, non può pretendere che anche ora, in campagna elettorale, gli si facciano due domande-assist che gli consentano di dire il cazzo che vuole, e cioè la sua solita litania nei confronti della sinistra e la sua solita sequela di numeri e percentuali.

L'Annunziata, che è una giornalista cazzuta, ha osato interrompere Berlusconi semplicemente perchè, a domanda, lui rispondeva un'altra cosa. E se la destra permette, questa situazione o prelude a una pessima intervista, o smaschera un pessimo giornalista. Ai nomi di Santoro e Biagi, Silvio è riuscito a dissimulare l'imbufalimento e a dire che erano stati fortunati a prendersi fior di liquidazione (uno) e andare al Parlamento Europeo (l'altro). E mentre raccontava che tutto va bene, all'obiezione "ma perchè Montezemolo dice un'altra cosa?", non ci ha visto più. Gli chiedi come va l'Italia, lui - il capo del governo, mica l'ultimo pirla che passa per strada - dice che va bene: un giornalista ossequioso passa a un'altra domanda, un giornalista meno ossequioso gli può anche chiedere: scusa, ma perchè il presidente degli Industriali - ad esempio - dice che è qui tutto una merda? Il premier risponde: Montezemolo è solo il presidente degli industriali, io parlo con i singoli industriali e mi dicono che va bene. Il giornalista non ossequioso, secondo me, è lecito che gli dica: no, scusa, ma se il presidente degli industriali dice che l'Italia fa cagare, non è che lei, premier, ha fallito?

L'Annunziata è stata incalzante e antipatica, vabbe'. Ma un presidente del consiglio che dice "ora lei mi fa dire quello che voglio, lei mi chiede cosa ha fatto il governo in 5 anni, sennò mi alzo e me ne vado" non è un presidente del consiglio che minaccia un giornalista in tv? E' finita con lui che dava del violento a lei: una pena. Dopo mesi di soliloqui, sono bastati 18 minuti su Raitre e una che osasse contraddirlo per far vacillare le certezze del Berlusca, che vive di traning autogeno e - probabilmente - di certezze sempre meno soide sull'esito elettorale. E' una pessima persona, ieri lo ha dimostrato, e spero di non vederlo mai più alla guida di questa scalcagnata nazione.

Ma per vedere chi? Il fatto che in questo lunedì assolato il cittadino Settoruccio si sia svegliato di pessimo umore vuole anche dire un'altra cosa: non vedo l'ora che sia il 13 aprile. Sarà un giovedì e si sarà già votato da tre giorni. Si saranno esaurite almeno un po' le polemiche dell'ho vinto io, no ho vinto io, no ho vinto io e vaffanculo. Vorrei aprire il giornale e leggere qualcosa di significativo, di sensato, di importante per il Paese dei mandolini. E lo dico sinceramente: vinca chiunque, perchè ci si rimetta a parlare di cose serie, che di par condicio e duelli siamo già sfiniti. Personalmente, non voglio più finire nella brace di Berlusconi. Ma ho il pessimo umore di un lunedì mattina in cui penso alla padella dei Prodi, dei Fassino, dei Rutelli e dei Bertinotti: sempre meglio della brace, ma pur sempre scomodo teflon. Voterò turandomi il naso con il pongo. Non mi sono mai sentito così poco rappresentato, questa è la verità. Madonna, che pessima sensazione. Adesso controllo il mio calendario mentale. Avrò letto male la data? Vorrei essere già al 13 aprile, ma forse del 2011.

(fate il vostro duello, io mi guardo l'Inter)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:52 |


sabato, marzo 11, 2006
 

CHE MUSICA

Adriano

era tanto tempo che

non segnavamo

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:34 |


venerdì, marzo 10, 2006
 

EL BOMBO

(dal sito del Villareal)

El bombo Champions ha deparado el próximo rival para el Villarreal. El equipo amarillo se enfrentará al ganador de la eliminatoria Inter-Ajax, que se disputará el próximo 14 de marzo.
Así, el Villarreal jugará el partido de ida de cuartos de final de la máxima competición europea en Milan o en Amsterdam a finales del mes de marzo. La vuelta tendrá lugar una semana después en El Madrigal. El presidente del club amarillo, Fernando Roig, ha presenciado en directo el sorteo celebrado hoy a las 12:45 h en el Ayuntamiento de París (Francia), ciudad donde se disputará la final de la Champions el próximo 17 de mayo en el Stade de France.

Il Villareal ha avuto culo: ha evitato Barcellona, Juve, Milan, Arsenal e Lione. La stessa cosa ovviamente può dire l'Inter, se passa il turno con l'Ajax. Non so lo spagnolo, ma penso che "bombo" voglia dire culo.

(nella foto: Alicia Villareal)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:43 |


giovedì, marzo 09, 2006
 

CAMPAGNA ACQUISTI

E' quasi ufficiale: Ballack al Bayern, Veron all'Inter.

(dai, diciamolo: che cazzo ci andavi a fare in Argentina?)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:31 |
 

PENSIERO STUPENDO

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:51 |
 

L'INVIDIA DI MAURICE

L'ho letto sulla Bild. Il mio eroe del mese è Maurice, e non ci sono cazzi.

(questa non è solo una volgare interiezione, ma è una bella battuta. Solo che si capirà solo dopo)

(già immagino i commenti: oh, questo Settoruccio è talmente avanti che le battute le fa prima)

Maurice è tedesco, abita nel NordReno-Westfalia, fa il muratore e nel tempo libero ruba. Non so come sia come muratore, ma come ladro fa cagare. Lo hanno beccato e condannato a un anno. La condanna passa in giudicato e un giorno i carabinieri gendarmi poliziotti vanno a casa sua per prenderlo e portarlo in prigione. Lui gli fa vedere il certificato medico. "Figa", dice un poliziotto. "Cazzo", dice l'altro. "Sì, giusto: cazzo", dice il primo. "Telefoniamo al procuratore", dice il secondo. Che parla col procuratore e restituisce a Maurice il certificato: "Senti, bello, non è una malattia grave". "Lo dici tu", gli dice Maurice. "Facciamo così: torniamo tra due settimane, nel frattempo vedi di risolvere 'sta cosa". "E' una parola", gli fa Maurice.

(ho iniziato questa storia dalla fine perchè secondo me ho già creato la giusta dose di curiosità e pathos. Già immagino i commenti: oh, ma cosa avrà questo Maurice?)

Cos'ha Maurice di tanto grave/non grave? Allora. Tutto inizia una mattina. Maurice si sveglia. Si stira, si gratta il pacco e si accorge di avere una potente erezione.

(la cosa fin qui è normale)

Si alza, va alla finestra, si fa il caffè eccetera. Mentre fa il caffè si dà una grattata al pacco, e si accorge di avercelo ancora duro. Sorride. Intanto le cose della vita lo distraggono. Passano le ore. Prende la cazzuola, sistema una putrella, tira su un muro, prepara il cemento, passa l'intonaco, poi si tocca il pacco e, sudando freddo, dice tra sè e sè:

"Porca troia, non mi viene più molle".

Finalmente, dopo dieci ore, l'erezione svapora e il povero membro virile di Maurice torna nelle dimensioni e nella consistenza tipiche dell'uccello a riposo. Torna a casa e, appena entra, si accorge che la minchia gli tira ancora, prepotentemente. Va in bagno e la mette sotto l'acqua. Niente. Pensa intensamente a Kohl nudo. Niente. Gli viene allora un'idea.

"Ulrike, puoi venire qui un attimo?"

"Sto facendo i crauti. E' urgente?"

"Sì"

Maurice prende Ulrike e la tromba sul divano. "Vado a finire i crauti". "No, aspetta, bèccati questo wurstel" (anni che sognavo di fare questa battuta) . E la ritromba. "Ma caro, cosa ti succede?", dice Ulrike sistemandosi i capelli e accendendosi una sigaretta. "No, niente. Ti spiace se ti penetro ancora un paio di volte?". Per farla breve, il giornalista della Bild intuisce che Maurice aveva pensato di aver trovato il modo più naturale per farselo diventare molle.

"Scusi, signor Maurice, quante volte l'ha fatto"

"Numerose"

"E l'erezione è finita?"

"No"

Dopo sei o sette scopate e alcune ore di dolorosa erezione, Maurice decide di farsi accompagnare in ospedale. I medici non sanno che pesci pigliare. Il pisello resta duro anche davanti a tutto il pronto soccorso schierato. Un medico ha un'idea.

"Come lei sa, l'erezione è indotta dal copioso afflusso di sangue nei cosiddetti corpi cavernosi. Quindi, se riduciamo l'afflusso, il corpo cavernoso si svuota"

"E quindi?"

"E quindi adesso le prelevo il sangue"

"Col cazzo!"

"No, dal cazzo".

(diobono, dovete ammettere che nei dialoghi sono fortissimo)

Il medico gli infila una siringa nell'uccello e preleva il sangue. Il cazzo si ammoscia.

"Alè!"

"Grazie dottore"

Ma dopo cinque minuti torna duro.

"Non capisco"

"Dottore, ma vada a fare in culo"

Lo visitano altri sei medici. Glielo prendono, lo strizzano, lo palpano, lo storcono, lo pizzicano. Gli fanno iniezioni. Niente. Alla fine lo dimettono.

"Il cazzo?"

No, lui.

(amo mantenere un rapporto stretto con i lettori)

"Senta, prima o poi le si ammoscerà. Abbia pazienza, ma abbiamo da fare"

"Ho solo un problema. Dovrebbero venirmi ad arrestare, ma come faccio ad andare in galera col cazzo duro?"

"Ha ragione, le faccio un certificato medico".

Purtroppo debbo troncare qui il racconto, perchè dall'articolo della Bild non si capisce se e quando a Maurice il membro è tornato in modalità relax. So solo che la settimana prossima torneranno ad arrestarlo. E' una situazione del cazzo, su questo penso che tutti (anche juventini e milanisti) possiamo concordare.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:11 |
 

VORREI INCONTRARVI

TRA CENT'ANNI

Fate 'sto duello e non rompeteci più i coglioni. Io mi affitterò un dvd porno.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:13 |


mercoledì, marzo 08, 2006
 

GROSSI PROBLEMI

Spesso, su qualsiasi argomento, tendiamo a dividere le persone in due macrocategorie. Per esempio: chi sa piegare alla perfezione una cartina stradale e chi no. Per dire: quelli che vi aprono la cartina stradale e poi non ve la ripiegano bene e ve la infilano nella tasca della portiera un po' alla cazzo, tutta scentrata e scomposta, totalmente fuori asse, non vi fanno incazzare? Porca troia, a dispiegare la cartina sono capaci tutti, ma perchè non tutti la ripiegano andando a ritroso con un briciolo di pazienza, rispettando la fisarmonica e il ritmo della fascicolazione, osservando l'orientamento delle pieghe? Non potete immaginare come mi incazzo quando offro la mia cartina (chessò, Italia Nord Ovest) perfettamente ripiegata e alta mezzo centimetro, usata eppure come nuova, e mi vedo restituire una palla informe, una specie di bombolone, un insulto all'ordine precostitutito, un inno alla sciatteria. Che mi viene da dire: cazzo, ma come ti permetti, adesso prendi la tua macchina, vai fino al più vicino autogrill e me la ricompri, e questa cosa qui te la tieni o la porti al macero, sei un bruto, ma dove cazzo vivi?

Ecco, secondo me le elezioni andranno a rilento, i seggi chiuderano tardissimo, gli exit-poll salteranno, i calcoli andranno a palla e le proiezioni saranno imperfette. Io ce la vedo già la gente che non saprà ripiegare la scheda elettorale, figuriamoci, un lenzuolone assurdo con quella disposizione dei simboli tipo backgammon che trarrà in inganno un sacco di elettori. Me le vedo le frotte di persone che usciranno dalla cabina con degli origami in mano, o in crisi di panico, e se tutti i presidenti di seggio fossero come me - "senta, la scheda o me la piega bene o gliela ficco in culo" - il voto sarebbe annullato e rinviato sine die con seri problemi per il mantenimento dell'ordine pubblico.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:17 |


martedì, marzo 07, 2006
 

BRAVI

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:37 |
 

WHERE DO YOU TROMB?

Secondi quanto a utilità solo alle ricerche delle equipe di scienziati, gli studi delle associazioni (in questo caso "Donne e qualità della vita") diffusi da celebri tuttologi (in questo caso Klaus Davi) rivelano particolari quantomeno dubbi. Qui, intervistando 350 individui tra i 18 e i 55 anni, si voleva dimostrare il cambiamento dei tempi e dei luoghi dell'amore, Più prosaicamente: dove trombano, e a che ora, gli amanti clandestini.

Intanto: i 350 intervistati sono stati scelti a caso o sono tutti amanti clandestini? E se quest'ultima ipotesi è quella vera, come hanno fatto a trovarli? C'è un albo degli amanti? O un segno di riconoscimento ("ce l'ha scritto in faccia")? Oppure, molto più inquietantemente, siamo tutti amanti clandestini, o lo siamo comunque in percentuale talmente alta che basta scegliere 400 persone per trovarne in fretta 350 che trombano in maniera trasversale?

(questo quesito lo trovo molto interessante. Io ci farei uno studio)

Ma andiamo avanti. Il sondaggio svela che la soluzione motel/albergo, per quanto molto confortevole, è in calo del 20 per cento causa prezzi troppo elevati. Il 31 per cento degli amanti clandestini, quindi, opta per la più classica delle soluzioni, la camporella in macchina. Al secondo posto, 22 per cento, (sempre in macchina) parcheggi e piazzole autostradali. Terzo posto per l'ufficio/negozio, con il 19 per cento. Il motel, con il 18 per cento, scende dal podio.

Poi si va sul difficile. Al quinto posto (15%) parchi chiusi di notte, spiaggia o bosco (ma che cazzo di categoria è, scusate?). Al sesto posto (diobono!) (14%) "vasche termali all'aperto", dove pare che ci si vada in gruppo e poi, tra fumi e calore naturale, in un turbinio di sensi e in un'atmosfera fatata, ci scappi la ciulata. Ora voi ditemi: ma chi cazzo è che va a trombare nelle vasche termali all'aperto? Posso immaginare che nella zona di Saturnia, per dire, sia una soluzione molto gettonata. Ma io, per esempio, in Padania, dove cazzo le trovo le vasche termali all'aperto? E se in Lombardia vivono 9 milioni di persone sprovviste di vasche termali all'aperto, com'è possibile che sul totale degli italiani ci sia una percentuale così alta? O ci sono un sacco di vasche termali all'aperto, e ne ignoravo l'esistenza.  O si organizzano pullman di amanti clandestini per recarsi a una copula generale nella più vicina vasca termale. Oppure, non ci credo.

Al settimo posto "case diroccate in campagna", 11 per cento ("amore, ho un'erezione in canna, conosco un casolare con pagliericcio, ci verresti?"). All'ottavo posto "fabbriche abbandonate/cantieri", 9 per cento ("tesoro, vorrei penetrarti al più presto, andiamo nella fabbrica abbandonata, sempre che non sia piena di romeni e moldavi, ovvio"). Al nono posto "sfaciacarrozze", 7 per cento ("cara, devo andare a rubare un copricerchione. Se mi accompagni, potremmo scopare là. Lo so, sono un inguaribile romantico").

Al decimo posto

(vi prego, tenetemi)

"cimiteri", 5 per cento. Maddai, cazzo, ma perchè devo leggere queste cose? Passiamo agli orari, che è più interessante. Gli amanti trombano di più nel pomeriggio. Si starebbe propagando l'usanza del "dalle cinque alle sette": si esce dall'ufficio, bugia pietosa alla moglie e al marito ("amore, ho una riunione molto molto importante" "tesoro, passo dall'Ikea a vedere due o tre cosette"), trombata veloce con l'amante e poi tutti a casa. Pare che questo metodo impazzi in Francia. Non so cosa si intenda con questa affermazione. In Francia si tromba di più tra impiegati? Beh, adesso capisco perchè i latitanti vanno tutti a Parì.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:23 |


lunedì, marzo 06, 2006
 

INCULATIO ELECTORALIS

Entro le otto di sera dovranno essere depositate le liste elettorali. Chi ha un minimo di frequentazione con gli ambienti politici locali - parlo di quelli periferici, le province insomma - avrà fiutato quale aria di inculata si stia propagando per sezioni e salotti buoni. Come sapete, voteremo su liste bloccate. Conterà solo essere molto in alto nelle liste, ma molto in alto, ma molto molto, per essere eletti direttamente o sperare in qualche ripescaggio. Quanto in alto? Dividete le liste dei partiti maggiori per tre, o forse anche per quattro: se sei nel terzo (o meglio, nel quarto) superiore, puoi vincere o sperare nei supplementari. Se sei più giù conti un tubo di niente. Nei partiti minori le speranze sono al lumicino. O sei capolista, e quindi speri nel quorum e in una congiunzione astrale, oppure ti attacchi al cazzo. Faccio un esempio numerico: nella mia circoscrizione (Camera dei deputati) ci saranno circa 400 candidati. Ne verranno eletti una quindicina. Davvero in corsa, dunque, ci sono 25 persone, non di più. Le altre 375 sono lì a far numero.

Ma mentre prima ogni zona d'Italia aveva il suo collegio e scendevano in campo persone più o meno affidabili, più o meno di qualità, ma quasi sempre espressione della politica locale e - comunque - disposte a metterci la loro bella faccia e andare a fare il porta-a-porta e a volantinare al mercato rionale e a elemosinarti il voto, adesso le liste bloccate sono decise a Roma o, nei casi più fortunati, in quale capoluogo regionale dove peraltro le direttive romane arrivano, eccome. Tutti - dai partiti più grossi a quelli millesimè - hanno messo giù il loro elenco. La questua dei posti sicuri e la lista di quelli da accontentare. Sarà la grande rivincita della politica "professionista", alle province resteranno le briciole. Si dovrà votare per il partito e, a cascata, per quella lista di nomi spesso sconosciuti o troppo conosciuti (i leader nazionali), dove raramente farà capolino uno del posto, che magari stimi o magari semplicemente non ti sta sui maroni, e che se è terzo in lista magari sarà eletto, e se invece è tredicesimo è lì semplicemente a riempire una riga sul manifesto. E comunque il tuo voto, nel 99 per cento dei casi, non gli servirà.

E la campagna elettorale? Chi la farà? Il tredicesimo della lista, che non potrà essere eletto se non nella malaugurata ipotesi che i dodici prima di lui optino per un altro collegio o muoiano cadendo in un burrone per un errore dell'autista del torpedone che portava gli eletti a Roma, che cazzo di interesse o di voglia avrà di fare campagna elettorale? A parte quei puri, o quei fanatici, o quegli appassionati, o quelli che sperano di rientrare in qualche altro giro, chi cazzo la farà la campagna elettorale? A sbattersi saranno quei sette o otto che potrebbero essere eletti, quelli in bilico tra l'inculata e l'incoronazione, quelli per cui il buono o il cattivo risultato del partito (non il suo, lui è un nome sul manifesto, nulla più) potrebbero cambiare le cose. Quelli prima di loro sono già, di fatto, onorevoli o senatori. Quelli dopo sono già trombati, consenzientemente.

Sarà una campagna tutta in tv, quindi. Sì, occhei, qualche bel comizietto qua e là, con i leader che saranno portati a velocità folle da un posto all'altro per comparire almeno dieci minuti nelle piazze più importanti. Ma il resto sarà tutto in tv, perchè i nomi non contano nulla, ma contano i simboli, conta farli vedere, conta apparire con la propria faccia vicino a un simbolo, e conta che quella faccia sia conosciuta, perchè altrimenti sono cazzi, per la faccia e per il simbolo.

E io mi macero, davvero, perchè potrei dire che me ne fotto e passare oltre, sperare nella Ciempions dell'Inter o del Werder Brema. E invece mi incazzo, mi deprimo, non mi do pace. Anche la campagna elettorale sarà un reality lungo un mese, come il Grande Fratello, la Fattoria e Music Farm. I nominati ci sono già, gli eliminati ci sono già. Ci saranno i duelli, come ad Amici o al Festival. Insomma, mi aspetto un reality più falso di quelli veri (se capite cosa voglio dire). Spero solo che il voto dia un responso chiaro e univoco, e mi auguro netto. Spero che sia un voto vero. Sarei disposto ad accettare un vero sfavorevole alle mie idee e alla mia collocazione, purchè vero. Altrimenti andrò su Google e comincerò a prendere informazioni su Mendrisio. Tra l'altro, l'Inter ci gioca spesso in amichevole. Non sentirei la mancanza dell'Italia e non avrei il problema della lingua. E vi farei le pernacchie, sì sì, a voi che restate.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:59 |


domenica, marzo 05, 2006
 

L'ARREMBAGGIO

Alcuni segni di miglioramento. Tipo: aver concesso agli avversari non più l'intero primo tempo, ma "soli" 35 minuti. Cui sono seguiti 55 minuti di sostanziale arrembaggio, intervallati da almeno tre grossi spaventi. Nei 35 minuti iniziali ho visto in campo, con indosso la maglia che amo, alcuni individui di scarsezza intrinseca. Poi è iniziata la partita numero 2, quella della disperata ricerca di un gol. L'arrembaggio è una prova di forza, anche se spesso di scarso intelletto. Il risultato è random. Puoi produrre uno, due, tre gol, o anche zero se sei sfigato e sperperatore. All'89° il risultato era ancora zero e mi tormentavo sul divano in piena fase down. Poi Materazzi ha incornato bene ed è finita così, risultato giusto, amen. Nella classifica avulsa del campionatino delle uniche cinque squadre decenti del campionato, abbiamo fatto 7 punti in sette partite. Pochissimi, ma lo sapevamo già. Dovendo andare a dormire con almeno un pensiero positivo, diciamo che andare all'arrembaggio a Roma è comunque una discreta prova di vitalità. Se poi volete farci contenti, ragazzi, iniziate a giocare quando l'arbitro dà il via, e non mezz'ora dopo.

Dacourt contro Recoba. Reuters

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:50 |
 

BROCCOLI PREFABBRICATI

E INDIANI METROPOLITANI

(questo post non ha particolari ambizioni, ma il contemporaneo ascolto di "Looking for Atlantis" dei Prefab Sprout potrebbe renderlo piacevolmente multimediale)

(altrimenti fa lo stesso)

"Scusa, di qua o di là?"

"Di là"

Imbocco la strada e già alla prima occhiata in profondita non vedo più un cazzo. C'è un camion cisterna che mi preclude l'orizzonte. E anche la strada, tra l'altro. Abbandono la carreggiata, intingo per la prima volta i miei pieducci nel fango e passo oltre, ma sono incuriosito dai dialoghi. "Puttana troia cazzo bagascia impestata la vacca bastarda", afferma il camionista scendendo dalla cabina. Il suo problema è serio, in effetti. Lui deve andare alla cascina a caricare il latte fresco, mentre un pirla con un grosso suv Mercedes ha parcheggiato male e lui non ci passa. "Questo macchinone sarà di uno che sta facendo la corsa", dice una signora del servizio d'ordine ormai in carico all'Inps. "Si però cazzo puttana maiala ladra", le risponde il camionista. Mi metto a correre, impaurito dalla possibile rappresaglia del camionista. Dopo cento metri mi ritrovo solo in una campagna piatta e fangosa, ma respiro a pieni polmoni e mi sento bene. Trovo solo gente che cammina, un po' per la stazza e un po' perchè, oggettivamente, si fa fatica a stare in piedi. Ma il mio passo è sicuro, zompo tra pozzanghere e sabbie mobili e comincio la caccia al tesoro. Il percorso è segnato con ampie frecce di calce disegnate per terra, ma la pioggia e i frequenti passaggi le rendono impercettibili. Così vado avanti a vista, seguendo sindoni di frecce e catturando buone sensazioni, nonostante il rischio di smarrirsi probabilmente per sempre.

Dopo tre o quattro chilometri finalmente vedo uno che corre. Arriva da un altro percorso e mi precede di un centinaio di metri. Superiamo tapascioni e passeggiatori, lui sempre avanti di questi cazzo di cento metri che non riesco a colmare. Finchè, per incanto, dal lettore Mp3 emerge "Looking for Atlantis" dei Prefab Sprout e io sintonizzo il mio piede sinistro con la batteria. Vado un po' fuori giri, ma mi avvicino al battistrada. Lo vedo sempre più vicino (pu-pum pu-pum pu-pum pu-pum), sfrutto le sue traiettorie tra le trappole di fango, continuo la rimonta (you should be loving someone), controllo il sincrono (and you know who it must be), tengo il tempo ('cause  you'll never find Atlantis), gli entro in scia ('til you make that someone me) e gli sono a ruota. Quando il pezzo finisce, ormai l'ho raggiunto e mi sento pregno di ritmo e atletismo. Ma con la coda dell'occhio vedo uno che mi affianca da dietro. Siamo diventati tre. Quello davanti continua nella sua andatura rotonda e strascicata, sembra uno che balla lo shake in una balera dove di solito c'è il liscio. Quello di fianco sembra uno che si è ficcato una scopa in culo e che, probabilmente per la fretta, ha dimenticato di togliersela prima della partenza. Il terzo sono io, che col mio passo altero al loro confronto sembro Lasse Viren. Tre uomini e il nulla attorno. Tre indiani metropolitani sguinzagliati per le campagne. Mi va il sangue alla testa, cazzo. Il gioco si fa duro.

Scopa in Culo, a dispetto del passo corto, comincia a macinare metri su metri e, dopo aver passato me, affianca Ballo la Rumba. Dietro, dissimulando disinvoltura (e in realtà soffrendo come un facocero in calore), Settore Eretto tiene il passo dei battistrada. Scopa in Culo e Ballo la Rumba sembrano due carabinieri in missione e proseguono allineati e coperti. Dietro, Settore Eretto cerca di mantenere un contegno mentre l'Mp3 è entrato nella sezione Zen che stimola l'ascesi podistica e non l'agonismo sfrenato.

Al controllo dei sei chilometri, Scopa in Culo prende un the, Ballo la Rumba si ficca in bocca due spicchi di arancia e Settore Eretto invece fa merenda, osservando le norma del bon ton e della convivenza civile, mangiandosi uno spicchio d'arancia, prendendo uno spicchio di limone e spremendolo nel the, e successivamente bevendo il the medesimo tenendo il mignolo scostato dal bicchiere di carta. Quando torna in sè, Settore Eretto nota con disappunto che Scopa in Culo e Ballo la Rumba sono avanti cinquanta metri.

Non li avrei più ripresi, quei due bastardi. A un certo punto loro, sempre in coppia come due froci alla Bermuda, hanno girato a sinistra verso i 18 chilometri. Brutte merde, ho pensato, se mi aveste aspettato magari li facevo anch'io. Giunto al bivio con trenta secondi di ritardo, ho girato a destra verso il traguardo dei 12 chilometri. Arrivo con disinvoltura in 1 ora e 4 minuti, mi fiondo a prendere il pacco gara dove ci sono  pasta e gnocchi per tirare avanti 15 giorni. Al ristoro due ragazzotte mi avvertono che la bevanda che sto per prendere non è champagne, nonostante il colore, ma è un non meglio precisato integratore.

"Quello che ci voleva", dico io guardandole tipo Errol Flynn.

"Com'è andata, giovanotto?", mi dice la più anziana delle due, con lo sguardo di una che vorrebbe trovare un maschio senza disfunzioni erettili prima di Pasqua.

"Bene, molto bene. Molto molto bene", dico io fissandola per un millimicron di secondo. Poi me ne sono andato verso la macchina, pensando a Scopa in Culo e Ballo la Rumba. Se li incrocio, diobono, li tiro sotto, ho pensato (ma solo per un attimo). Poi ho fatto un pudico strip-tease davanti a una villetta e me sono partito direzione home, benedicendo la piattezza della Bassa.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:09 |
 

CELEBRAZIONISMO

AUTOEROTICO

Cazzo, 500mila e manco me ne sono accorto. Non ci si può dimenticare degli anniversari, dai.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:13 |


venerdì, marzo 03, 2006
 

QUELLI CHE I GOL STUPIDI

Alle voci di mercato siamo abituatissimi. Anche a quelli che dicono che vengono, poi fanno sapere che non vengono, poi il procuratore chiama e dice: potremmo venire. La questione Ballack comincia già ad annoiarmi, anche perchè non è centrale (se resta Veron). Centrale, invece, sarebbe trovare uno che fa venti-venticinque gol stupidi a stagione, stupidi ma decisivi, stupidi anche uno alla volta, stupidi ma anche con le grandi, stupidi ma pesanti. Una tipologia di giocatore che quest'anno ci è clamorosamente mancata, nella stagione del fallimento umano e tecnico di Adriano (prepariamoci allo psicodramma Mundial), del sostanziale non-progresso di Martins (anzi, spesso regredito alla posizione di centometrista prestato al calcio) e delle prese d'atto su Recoba: gran talento, gran sinistro, grande incognita, grande infortunato, uguale grande inaffidabilità, tutte cose che sappiamo da anni e anni. In fondo, i dieci gol in campionato di Cruz dicono tutto: e se la quarta punta (pur di estrema qualità, ma pur sempre quarta) risulta la migliore delle quattro, è lecito domandarsi un po' di cose.

Tornando alle voci, lasciamole scorrere. Accogliamo con curiosità quella su Henry, su cui oggi molti giornali si sono soffermati. A Henry non scade il contratto (ergo: costa 'na cifra) però è prendibile e si è un po' rotto i coglioni dell'Inghilterra. Chissà se ad Henry andiamo bene noi, così simpaticamente vacui nelle nostre certezze. Il campionato non lo vinciamo, la Ciempions 2007 è già a rischio preliminare. C'è la Ciempions 2006, quella in corso, ma sembra che nessuno ci caghi particolarmente.

(Eppure, dopo un turno che scarificherà probabilmente il Chelsea e probabilmente il Bayern, o in alternativa il Milan, e dove strarischia il Liverpool, perchè non cominciare a fare un po' di training autogeno?)

Henry? Bah, perchè non fantasticare? Intanto: con o senza Adriano (cioè: vendere Adriano per pagarsi Henry)? E i gol stupidi chi li fa, lui o Adriano, o il successore di Adriano? E chi sarebbe, nel qual caso, il successore di Adriano? Diobono quante domande che poggiano sul nulla, cioè le solite voci sull'Inter, la reginetta delle voci che van veloci (non più delle buone novelle) (citazione). Purchè, ecco, non si parli più di Ronaldo. Voglio dire: sarebbe bello prendere uno scaricato dalla Juve e sbocciato altrove. Riscaldare una minestra altrui, ma con mucho gusto e muchas prospettivas. Riscaldare una minestra nostra no, vi prego. Una minestra col botulino, da tanto che è lì. Non abbiamo preso il Gordito quasi gratis, e stiamo qui a farci seghe sul Gordo?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:38 |


giovedì, marzo 02, 2006
 

BALLACK BALLACK BALLERINO

(tutta la notte fino al mattino)

Ero un bambino piccino picciò quando la Nazionale italiana, potenzialmente fortissima, battè in amichevole il Brasile e due volte l'Inghilterra (una a Wembley, the first time) prima dei Mondiali di Germania (ma tu guarda la combinazione), dove andò da favorita e tornò scornatissima che peggio non si poteva. No, lo dico perchè ora che abbiamo battuto (e bene) Olanda e Germania in amichevole, magari poi ai Mondiali ci andiamo pregni di ottimismo e facciamo cagare. E il calcio è così bello che invece, ai Mondiali, la Germania magari si perfonde di spirito patriottico e lo vince battendo in finale 6-0 il Brasile, con poker di Sborowski e doppietta di Lehmann (entrambi su rigore).

L'Italia non mi stimola la discussione. La Germania invece sì. La Germania, intesa come scuola calcistica, è in crisi da un po'. L'ultima sua generazione straordinaria l'ha avuta a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta (lo sa bene anche l'Inter). Poi è andata lentamente in calando. Siccome si chiama Germania, e siccome la storia del calcio parla anche per la Germania, questi simpatici crucchi sono capaci a priori di tirar fuori qualcosa dal cilindro. Tipo andare in Corea con una nazionalina un po' così e ritrovarsi in finale tra colpi di tibia, naso, nuca, orecchio e (soprattutto) culo. Forse la finale in Corea li ha un po' illusi. Forse ha rallentato la rifondazione della squadra, che doveva partire quattro anni fa, subito, appena tornati dal Mondiale. E invece ancora non mi capacito che la nazione organizzatrice del Mondiale si preoccupi solo di ristrutturare stadi e alberghi e non di schierare una squadra decente. La chicca è stata quella di scegliere un ct, Klinsmann, senza nessuna esperienza. Un po' come se la Figc avesse chiamato, chessò, Spillo Altobelli dopo il Trap. Con la differenza che Altobelli abita in Italia, e invece Klinsmann non si è mai voluto schiodare dall'America, dove ha seguito la squadra via satellite, via computer, via e-mail. Come l'Italia, la Germania abbonda di allenatori. Non è che tutti brillino per fantasia e creatività, ma quando bisogna fare un lavoro un po' sporco forse è meglio non affidarsi troppo al caso. Adesso, povero Jurgen, lo stanno massacrando. Però, cazzo, potevano anche pensarci prima.

Quanto a Ballack, non so. Ieri non sembravano avere molta voglia, i tedeschi. Se era così, per indolenza, o più precisamente per inculare l'allenatore che li dirige da oltreoceano, questo ce lo dirà il tempo. Leggo che Rummenigge dice: nessun'asta per Ballack. Andrebbe deserta, certo.

Oh: poi magari questi vincono il Mondiale. Nel caso, faro copincolla di questo post e lo intitolerò: sono un pirla.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:35 |


mercoledì, marzo 01, 2006
 

MAGLIETTE D'ITALIA

<B>Italia-Germania </B>

Prima lo scollo a V con maglietta della salute sotto (pietosamente riciclata ai soli portieri), ora divisa sociale con ascella pezzata incorporata, adatta a mascherare il sudore soprattutto nelle giornate calde. Numeri e lettere dorate, tipo Trasferello, con grafica ardita dei nomi. Una bella maglia normale, no?

p.s.: 3-0 il primo tempo, non c'è più la Germania di una volta.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:04 |
 

NOSTALGIA CANAGLIA

Lasciami gridare

lasciami sfogare

io senza curling non so stare...

Io non posso restare

sul rink in disparte

né arte né parte

non sono capace

di fare lo skip

cadere in un trip

e poi non provare

un tiro a rientro

e correrti incontro

gridarti: lanciamo...

riscopettiamo.

So dove passi le notti

e' un tuo diritto

al palaghiaccio

ma penso di tutto

mi sveglio distrutto

però io ci provo

andar dritto a punto

sul bottom è giunto

la stone è nel giusto

il lead incitiamo

Riscopettiamo

Riscopettiamo

Cosa vuoi che faccia?

ti lancerò una roccia

guai a quello che la boccia...

So che tu ami Joel

andresti a La Paz

con Retornaz

non perdi occasione

per darti da fare

la house occupare

ma fammi il piacere

ti voglio aiutare

su fammi provare

ancora tiriamo

riscopettiamo

riscopettiamo

riscopettiamo

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:39 |