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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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martedì, marzo 15, 2005
 

ULTIMA SPIAGGIA A SINISTRA

Se l'Inter fosse una squadra normale, che problema ci sarebbe? Il Porto campione d'Europa e campione del mondo domenica ha perso in casa 4-0 con una squadretta, hanno rapito la madre del centravanti, c'è parecchia depressione. Il Porto oggi non riesce neanche a rimanere in testa nel peggior campionato portoghese che la storia ricordi, dove la classifica è talmente corta che se vinci tre volte sei in Ciempions Lig, se perdi tre volte retrocedi in C/1. All'andata gli abbiamo regalato il gol, sennò col cazzo che pareggiavano.

Eppure tutti parlano di ultima spiaggia. Ora, se a parlare di ultima spiaggia fossero i soliti media anti-interisti vabbe', chi se ne frega. Guarda caso, ogni movimento di Adriano è costantemente spiato, scrupolosamente annotato e minuziosamente interpretato. C'è gente che con righello e squadra misura l'ampiezza del sorriso. C'è gente che scrive che ha litigato sul pullman con Mancini, perchè il Mancio stava cazziando Zè Maria arrivato in ritardo e Adriano difendeva l'amico biondo. C'è gente che si apposta sotto l'ufficio di Moratti e vede Adriano entrare e poi uscire, e chissà cosa si sono detti. Secondo me hanno parlato di petrolio e crisi energetica, Adriano è uno che si preoccupa di come vanno le cose nel mondo, è per quello che non sorride mai (mi rendo conto che la mia interpretazione è davvero minoritaria).

Il problema è che l'aria da ultima spiaggia si respira anche dal di dentro, palesemente, e rischia di far diventare difficile una partita che molto difficile non dovrebbe essere. Giochiamo in casa dopo un 1-1 in trasferta: di solito ci si fanno le seghe in situazioni come questa, noi no.

Io, per esempio, che sono uno che un po' se ne fotte (almeno alla vigilia: siete pregati di non chiamarmi dopo le cinque perchè entro nel loop da eliminazione diretta), mi sento pervadere da questo sentimento di cupo disfattismo che si coglie qua e là. Anche noi, i tifosi, cediamo alla sindrome di Nostradamus. Anche noi ci sorprendiamo a pensare alla sempre suggestiva figura retorica dell'ultima spiaggia. Che poi noi di ultime spiagge ce ne intendiamo. Quest'anno ce ne sono già state una decina, quindi ditemi di quale ultima spiaggia si tratta.

"Avanti, a sinistra".

"Grazie".

Diciamo comunque che alcuni motivi di preoccupazione oggettiva ci sono. Arriviamo immancabilmente agli appuntamenti clou con la rosa ridotta, e siccome quando giochi con il Brescia ci sono tutti e quando giochi in Ciempions ne mancano dieci beh, un po' ti incazzi. Giocheremo con una difesa da brivido. Toldo, Materazzi, Mihajlovic, il trio de la muerte, mai più schierato dopo la prima di campionato, Chievo-Inter 2-2, che se il Chievo mi avesse fatto giocare gli ultimi cinque minuti avrei segnato anch'io (senza esultare, mi pare ovvio). Cordoba e Favalli out, Burdisso è in permesso familiare da settimane (ma diobono, però l'Argentina lo convoca, noi no), Gamarra è un caso umano. A centrocampo ci siamo, ma in attacco facciamoci il segno della croce. Adriano e Cruz sono gli unici sani, però sono entrambi tristi. Recoba ha finito di giocare, Martins ha il mal di schiena (la piantasse con le capriole), Vieri ha il mal di gambe (per un calciatore va detto che è una iattura).

Il risultato di tutto questo è che mi smentisco. Non entrerò nel loop da eliminazione diretta alle cinque, quando di solito comincio a essere scortese e nervoso, non rispondo al telefono, non affronto problemi, mangio Orociok. Ci sono già entrato. Sono le 11.20, diocaro, e mi trema anche l'indice per pigiare "pubblica post". Ma vaffanculo va'.

(nella foto: una innocente distrazione)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:16 |