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mercoledì, aprile 27, 2005 IL BEL RENE' E L'ANTIPATICO ADRIA' Su Renato Vallanzasca un giorno faranno una fiction - non la si nega a nessuno -, o magari un film. Ha 55 anni e ne ha passati in carcere più di trenta, forse 32, qualcuno azzarda 35. C'è incertezza nel conteggio, e anche questo la dice lunga. Calcolando che anche lui è stato bambino e adolescente, facciamo che dai 14 in su sia stato uomo libero per una decina d'anni. In questa decina d'anni ne ha combinate di tutti i colori. Ora chiede la grazia a Ciampi. La chiede un po' così, senza neanche crederci troppo. Ma la chiede. Dice: ho 55 anni e sono in carcere da un tot (facciamo 33 e non se ne parli più). Ho fatto un sacco di cazzate ma le ho ho abbastanza scontate. Non sto per niente bene. Mia madre sta peggio di me: ha 88 anni, è a Milano, io sono a Voghera (70 km.) e non me la fanno vedere. Se proprio non volete darmi la grazia, almeno trasferitemi a Milano. Nei dieci anni vissuti in libertà da uomo adulto, Vallanzasca si è costruito una solida fama di trombatore. Una volta rapì una ragazza ricca e la ragazza ricca si innamorò di lui. Ha un figlio di 23 anni che non vede mai. In carcere colleziona ammiratrici e al culmine di una storia d'amore epistolare tra ragazza-bene libera e bandito detenuto, un mistero che si replica nel tempo, riesce anche a plagiarne un paio. E' un simpaticone. O meglio, lo era: oggi è un po' insofferente e non lega molto con gli altri detenuti. E' un galeotto modello: una volta evadeva spesso (sì, una fiction la faranno senz'altro, uno che tromba ed evade merita almeno una fiction), oggi non più (anche perchè l'hanno messo nell'Alcatraz italiana). Nella lettera a Ciampi dice: "Non penso di dover giurare contrizioni e cambiamenti: mi sembrerebbe ipocrita, oltre che irriguardoso per le mie vittime e i loro parenti. Tanto più che un radicale cambiamento e la voglia di confrontarmi con la realtà mi paiono sicuramente più espliciti (visto anche il comportamento che ormai da anni sto mantenendo) che non tante parole". Vallanzasca, quand'era bandito con la sua fidata gang della Comasina, ha ucciso o partecipato all'uccisione di un po' di persone, tra cui cinque poliziotti e un vigile urbano. Lo hanno condannato quattro volte all'ergastolo, più 260 anni di carcere raggranellati nei vari cumuli di pena. Gli attribuiscono direttamente sette omicidi, lui ne ammette quattro. Sono molto curioso di sapere che fine farà la sua richiesta di grazia. Il bel Renè ha il fascino del malavitoso, da sempre, quel fascino magnetico che ispira una perversa simpatia. Strani questi meccanismi. Il brutto Adria', invece, dal carcere di Pisa ispira una certa antipatia. L'illetterato e criminale Rene' scrive a Ciampi e il letterato Adria' non gli scrive. A Roma c'è un ministro che a Renè, forse, di puro istinto, una mano gliela darebbe, perchè è simpatico e del Nord. Adria' invece gli sta antipatico. Forse faranno una fiction anche su questo. O forse no. Gli antipatici, notoriamente, non alzano lo share. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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